{"id":24599,"date":"2017-01-10T04:47:00","date_gmt":"2017-01-10T04:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/10\/ma-e-proprio-vero-che-il-cristiano-per-parlare-di-speranza-deve-condividere-laltrui-disperazione\/"},"modified":"2017-01-10T04:47:00","modified_gmt":"2017-01-10T04:47:00","slug":"ma-e-proprio-vero-che-il-cristiano-per-parlare-di-speranza-deve-condividere-laltrui-disperazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/10\/ma-e-proprio-vero-che-il-cristiano-per-parlare-di-speranza-deve-condividere-laltrui-disperazione\/","title":{"rendered":"Ma \u00e8 proprio vero che il cristiano, per parlare di speranza, deve condividere l\u2019altrui disperazione?"},"content":{"rendered":"<p>Nell&#8217;udienza generale del 4 gennaio 2017 papa Francesco \u00e8 tornato su un tema che aveva gi\u00e0 trattato, rivolgendosi alla comunit\u00e0 dell&#8217;ospedale pediatrico del <em>Bambin Ges\u00f9<\/em>: la sofferenza che colpisce gli innocenti, il dolore di una madre che perde il figlio, come la Rachele dell&#8217;Antico Testamento, assurta a simbolo di tutte le madri e di tutte le persone incolpevoli che soffrono per una perdita lacerante, per un dolore straziante.<\/p>\n<p>Le idee che il pontefice ha espresso in quella occasione non sono nuove, nella sua catechesi; pure, questa volta, riteniamo che abbia passato il segno. Pur senza esporsi apertamente all&#8217;accusa di eresia &#8212; accusa che, comunque, ben difficilmente gli verr\u00e0 mossa, visto che si \u00e8 circondato di un esercito di fedelissimi e che la sua politica consiste nell&#8217;ignorare, disprezzare o denigrare quanti criticano talune sue iniziative o affermazioni &#8211; ha trasmesso dei concetti e condiviso delle riflessioni che non sono affatto in linea con il Magistero della Chiesa cattolica, quale lo abbiamo sempre conosciuto e quale ci \u00e8 stato insegnato, prima e dopo il Concilio Vaticano II: perch\u00e9 il Magistero non \u00e8 una opinione, mutevole come tutte le opinioni, ma \u00e8 l&#8217;espressione del dogma, calato nelle pi\u00f9 varie circostanze della vita. A meno di pensarla come quel sacerdote modernista belga, che, nella veste d&#8217;ispettore scolastico, ha preso nel mirino un insegnante di religione cattolica, Arnaud Dumouch, per il suo modo troppo &quot;tradizionale&quot; di svolgere la sua professione, ad esempio parlando dei miracoli di Ges\u00f9 e anche di quelli avvenuti a Lourdes, ed \u00e8 sbottando in queste parole: <em>Come si pu\u00f2 ancora seguire il Magistero, oggi, dopo l&#8217;affare Galileo?<\/em> Tanto per la cronaca, diremo che questo bravissimo sacerdote ha anche affermato: <em>Lei ha insegnato che Cristo \u00e8 davvero resuscitato! Ma non \u00e8 che un simbolo! Lei fa dell&#8217;esoterismo!<\/em> (vedi l&#8217;articolo del giornalista Marco Tosatti, disponibile in rete); e, sempre per la cronaca, aggiungeremo che il calvario dello sfortunato insegnante belga, gi\u00e0 rettore dell&#8217;Istituto Dottore Angelico, si \u00e8 concluso con il licenziamento, alla fine del 2015. La sua colpa? Aver affermato che i miracoli esistono, a cominciare a quelli di cui parla il Vangelo.<\/p>\n<p>Ma torniamo a papa Francesco. Il 15 dicembre, parlando al <em>Bambin Ges\u00f9<\/em>, aveva improvvisato questo sconclusionatissimo discorso, perfino imbarazzante per la sua approssimazione teologica e per la faciloneria con la quale egli ha gettato semi di dubbio, di sfiducia, di angoscia, proprio nei figli pi\u00f9 deboli della Chiesa, quei bambini sofferenti con le loro famiglie, che si aspettavano, semmai, parole di autentico conforto cristiano: che non \u00e8 il conforto generico del mondo, ma quello basato sulla speranza e sulla fede cristiane. Si tenga presente che anche allora, come poi il 4 gennaio, Bergoglio, evidentemente sentendosi ferratissimo nella materia che trattava, si \u00e8 permesso di aggiungere al testo scritto delle considerazioni estemporanee, parlando a braccio, e, novello Amleto, quasi riflettendo a voce alta con se stesso: come se decine di occhi e di cuori non fossero stati rivolti verso di lui, il papa, il capo della Chiesa cattolica e il vicario di Ges\u00f9 Cristo sulla terra, per ricevere la Parola divina che li avrebbe sollevati nelle loro tribolazioni.<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 i bambini soffrono? Non c&#8217;\u00e8 risposta. Soltanto guardare il Crocifisso, lasciare che sia Lui a darci la risposta<\/em>. [&#8230;] <em>Tu potrai dirmi<\/em> [pessima abitudine, per un predicatore, e tanto pi\u00f9 per un papa, adoperare il &quot;tu&quot; colloquiale, come un qualsiasi imbonitore da fiera; ma a ben altro ci stiamo abituando, e non solo sul piano della forma]<em>: &quot;Ma lei, Padre, non ha studiato teologia?&quot;. &quot;S\u00ec!&quot;. &quot;E ha letto libri su questo?&quot;. &quot;S\u00ec! E la risposta non c&#8217;\u00e8! Guarda il Crocifisso: soffre e piange, e questa \u00e8 la nostra vita<\/em> [ma dove ha letto che il Cristo, sulla croce, piangeva?; non sui Vangeli canonici, questo \u00e8 certo]. <em>Io non voglio vendere ricette che non servono<\/em> [carino, questo paragonarsi a un venditore di ricette, e sia pure per rivendicare la sua integrit\u00e0 di venditore onesto], <em>questa \u00e8 la realt\u00e0: il pianto, il dolore come Ges\u00f9 in croce. Piangere con lui, con lei<\/em> [chi? La Madonna?], <em>soltanto questo. Perch\u00e9 soffrono i bambini? Una delle domande aperte della nostra esistenza: noi non sappiamo. Dio \u00e8 ingiusto? Eh s\u00ec! \u00e8 stato ingiusto con suo Figlio, lo ha mandato in croce!<\/em> [e queste sarebbero le parole, non diciamo di un papa, ma di un prete che ha studiato teologia? Ci domandiamo in quale seminario Bergoglio abbia imparato una dottrina del genere]. <em>Eh, se seguiamo questa logica, dobbiamo dire questo?<\/em> [e qui scaglia il sasso e poi nasconde la mano; \u00e8 lui che insinua un dubbio atroce nella mente e nel cuore dei fedeli, l&#8217;ingiustizia di Dio, e poi rifiuta di assumersene la responsabilit\u00e0.] <em>Ma \u00e8 la nostra esistenza umana, \u00e8 la nostra carne che soffre, in quel bambino. E quando si soffre non si parla: si piange e si prega, in silenzio.<\/em><\/p>\n<p>Ed ecco quanto ha detto papa Francesco il 4 gennaio 2017; \u00e8 necessario riportare tutto il discorso, perch\u00e9 sia possibile farsene un&#8217;idea adeguata; chi, quel discorso, lo ha sentito dal vivo, o alla televisione, dato che \u00e8 stato trasmesso in diretta, ne ha ricevuto, crediamo un&#8217;impressione ancora peggiore, perch\u00e9 accompagnato da un modo di parlare che voleva essere informale, magari nel senso di &quot;pi\u00f9 vicino al cuore della gente&quot;, mentre \u00e8 stato semplicemente sciatto, improvvisato, sgradevole per la disinvoltura con cui sono state buttate l\u00e0 delle frasi sconcertanti: un tono del tutto inadeguato sia rispetto alla circostanza, e al numeroso pubblico che ascoltava, sia rispetto alla posizione di chi lo pronunciava.<\/p>\n<p><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/em><\/p>\n<p><em>Nella catechesi di oggi vorrei contemplare con voi una figura di donna che ci parla della speranza vissuta nel pianto. La speranza vissuta nel pianto. Si tratta di Rachele, la sposa di Giacobbe e la madre di Giuseppe e Beniamino, colei che, come ci racconta il Libro della Genesi, muore nel dare alla luce il suo secondogenito, cio\u00e8 Beniamino. Il profeta Geremia fa riferimento a Rachele rivolgendosi agli Israeliti in esilio per consolarli, con parole piene di emozione e di poesia; cio\u00e8 prende il pianto di Rachele ma d\u00e0 speranza: Cos\u00ec dice il Signore: \/\u00abUna voce si ode a Rama, \/ un lamento e un pianto amaro: \/ Rachele piange i suoi figli, \/ e non vuole essere consolata per i suoi figli,\/ perch\u00e9 non sono pi\u00f9\u00bb (Ger\u00a031,15).<\/em><\/p>\n<p><em>In questi versetti, Geremia presenta questa donna del suo popolo, la grande matriarca della sua trib\u00f9, in una realt\u00e0 di dolore e pianto, ma insieme con una prospettiva di vita impensata. Rachele, che nel racconto di Genesi era morta partorendo e aveva assunto quella morte perch\u00e9 il figlio potesse vivere, ora invece, rappresentata dal profeta come viva a Rama, l\u00ec dove si radunavano i deportati, piange per i figli che in un certo senso sono morti andando in esilio; figli che, come lei stessa dice, &quot;non sono pi\u00f9&quot;, sono scomparsi per sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>E per questo Rachele non vuole essere consolata. Questo rifiuto esprime la profondit\u00e0 del suo dolore e l&#8217;amarezza del suo pianto. Davanti alla tragedia della perdita dei figli, una madre non pu\u00f2 accettare parole o gesti di consolazione, che sono sempre inadeguati, mai capaci di lenire il dolore di una ferita che non pu\u00f2 e non vuole essere rimarginata. Un dolore proporzionale all&#8217;amore.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni madre sa tutto questo; e sono tante, anche oggi, le madri che piangono, che non si rassegnano alla perdita di un figlio, inconsolabili davanti a una morte impossibile da accettare. Rachele racchiude in s\u00e9 il dolore di tutte le madri del mondo, di ogni tempo, e le lacrime di ogni essere umano che piange perdite irreparabili. Questo rifiuto di Rachele che non vuole essere consolata ci insegna anche quanta delicatezza ci viene chiesta davanti al dolore altrui. Per parlare di speranza a chi \u00e8 disperato, bisogna condividere la sua disperazione; per asciugare una lacrima dal volto di chi soffre, bisogna unire al suo il nostro pianto. Solo cos\u00ec le nostre parole possono essere realmente capaci di dare un po&#8217; di speranza. E se non posso dire parole cos\u00ec, con il pianto, con il dolore, meglio il silenzio; la carezza, il gesto e niente parole. E Dio, con la sua delicatezza e il suo amore, risponde al pianto di Rachele con parole vere, non finte; cos\u00ec prosegue infatti il testo di Geremia:<\/em><\/p>\n<p><em>Dice il Signore &#8212; risponde a quel pianto: \/ \u00abTrattieni il tuo pianto, \/ i tuoi occhi dalle lacrime, \/ perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un compenso alle tue fatiche \/ &#8212; oracolo del Signore &#8211;: essi torneranno dal paese nemico. \/ C&#8217;\u00e8 una speranza per la tua discendenza \/ &#8212; oracolo del Signore &#8211;: i tuoi figli ritorneranno nella loro terra\u00bb (Ger\u00a031,16-17).<\/em><\/p>\n<p><em>Proprio per il pianto della madre, c&#8217;\u00e8 ancora speranza per i figli, che torneranno a vivere. Questa donna, che aveva accettato di morire, al momento del parto, perch\u00e9 il figlio potesse vivere, con il suo pianto \u00e8 ora principio di vita nuova per i figli esiliati, prigionieri, lontani dalla patria. Al dolore e al pianto amaro di Rachele, il Signore risponde con una promessa che adesso pu\u00f2 essere per lei motivo di vera consolazione: il popolo potr\u00e0 tornare dall&#8217;esilio e vivere nella fede, libero, il proprio rapporto con Dio. Le lacrime hanno generato speranza. E questo non \u00e8 facile da capire, ma \u00e8 vero. Tante volte, nella nostra vita, le lacrime seminano speranza, sono semi di speranza.<\/em><\/p>\n<p><em>Come sappiamo, questo testo di Geremia \u00e8 poi ripreso dall&#8217;evangelista Matteo e applicato alla strage degli innocenti (cfr 2,16-18). Un testo che ci mette di fronte alla tragedia dell&#8217;uccisione di esseri umani indifesi, all&#8217;orrore del potere che disprezza e sopprime la vita. I bambini di Betlemme morirono a causa di Ges\u00f9. E Lui, Agnello innocente, sarebbe poi morto, a sua volta, per tutti noi. Il Figlio di Dio \u00e8 entrato nel dolore degli uomini. Non bisogna dimenticare questo. Quando qualcuno si rivolge a me e mi fa domande difficili, per esempio: &quot;Mi dica, Padre: perch\u00e9 soffrono i bambini?&quot;, davvero, io non so cosa rispondere. Soltanto dico: &quot;Guarda il Crocifisso: Dio ci ha dato il suo Figlio, Lui ha sofferto, e forse l\u00ec troverai una risposta&quot;. Ma risposte di qua [indica la testa] non ci sono. Soltanto guardando l&#8217;amore di Dio che d\u00e0 suo Figlio che offre la sua vita per noi, pu\u00f2 indicare qualche strada di consolazione. E per questo diciamo che il Figlio di Dio \u00e8 entrato nel dolore degli uomini; ha condiviso ed ha accolto la morte; la sua Parola \u00e8 definitivamente parola di consolazione, perch\u00e9 nasce dal pianto.<\/em><\/p>\n<p><em>E sulla croce sar\u00e0 Lui, il Figlio morente, a donare una nuova fecondit\u00e0 a sua madre, affidandole il discepolo Giovanni e rendendola madre del popolo dei credenti. La morte \u00e8 vinta, e giunge cos\u00ec a compimento la profezia di Geremia. Anche le lacrime di Maria, come quelle di Rachele, hanno generato speranza e nuova vita. Grazie.<\/em><\/p>\n<p>La prima cosa che dispiace \u00e8 quel &quot;buongiorno!&quot;, un saluto completamente laico, inappropriato da parte del pontefice. Non ci meraviglia, perch\u00e9 fin da quando si affacci\u00f2 al balcone di Piazza San Pietro, subito dopo la sua elezione, papa Francesco esord\u00ec con un &quot;buonasera!&quot; assai poco appropriato al suo ruolo e alla solenne circostanza, anche tendo conto dei milioni di cattolici che stavano seguendo quell&#8217;evento in diretta televisiva, quel 13 marzo 2013. A quanto pare, a lui dispiace salutare le persone con un &quot;sia lodato Ges\u00f9 Cristo&quot;: evidentemente, lo troverebbe troppo &quot;clericale&quot;, e il &quot;clericalismo, ormai lo sappiamo, perch\u00e9 lo ha ribadito pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, \u00e8 la sua bestia nera. Dove lo veda, il papa, oggi, nella Chiesa cattolica, tutto questo &quot;clericalismo&quot;, noi non sapremmo dire; molti se lo domandano: secondo ogni evidenza, la Chiesa sta vivendo il fenomeno opposto, quello della secolarizzazione. Ma tant&#8217;\u00e8: nessuno gli far\u00e0 mai cambiar parere, n\u00e9 su questo, n\u00e9 su altro: la sua idea di accoglienza, tolleranza, ascolto e benevolenza si ferma davanti alle Mura Leonine: in Vaticano comanda lui, vuole che si sappia e non tollera la bench\u00e9 minima critica. Ha vissuto l&#8217;episodio della lettera coi &quot;dubia&quot; sulla <em>Amoris laetitia<\/em> dei quattro cardinali (che poi sono molti pi\u00f9 di quattro, in realt\u00e0; sono decine) come un affronto personale, tanto che non si \u00e8 degnato di rispondere, in compenso ha cerato di vendicarsi, ad esempio retrocedendo nella gerarchia il cardinale Burke: ha tentato di epurare l&#8217;Ordine di Malta cos\u00ec come aveva fatto con i Francescani dell&#8217;Immacolata (mostrando, oltretutto, di non sapere nemmeno che l&#8217;Ordine di Malta \u00e8 sovrano, per tradizione secolare, per cui nessuno, e nemmeno il Papa, pu\u00f2 mettere il becco nel suo statuto interno).<\/p>\n<p>Sulla prima parte del discorso, relativa alla sofferenza di Rachele, niente da dire. Ma poi, quasi di colpo, ecco che salta fuori una stravagante affermazione: <em>Per parlare di speranza a chi \u00e8 disperato, bisogna condividere la sua disperazione; per asciugare una lacrima dal volto di chi soffre, bisogna unire al suo il nostro pianto.<\/em> Papa Francesco ce l&#8217;ha fissa con il pianto, come nel caso di Ges\u00f9 sulla croce; a quel che ne sappiamo, Ges\u00f9 ha pianto una volta sola, per la morte del suo amico Lazzaro (Giovanni, 11, 35); non risulta che fosse facile alle lacrime, anche se aveva continuamente a che fare con la sofferenza altrui A coloro che si rivolgevano a lui per avere consolazione, per avere speranza, lui non rispondeva mettendosi a piangere. Peggio ancora, non scendeva nella disperazione, per condividerla coi disperati: ma che razza di pedagogia sarebbe mai questa? E che razza di logica c&#8217;\u00e8 in questo discorso? Come si potrebbe parlare di speranza, se ci si immerge nella disperazione altrui? Niente affatto: chi deve dare speranza &#8212; e il cristiano \u00e8 un uomo di speranza, altrimenti non \u00e8 un cristiano &#8212; non deve <em>condividere<\/em> la disperazione (tanto pi\u00f9 che la disperazione non pu\u00f2 essere condivisa, essendo uno stato d&#8217;animo assolutamente personale e incomunicabile); deve essere <em>vicino<\/em> al dolore altrui, ma senza immergersi nella sua disperazione: altrimenti, da qualche bacchetta magica tirerebbe poi fuori la speranza? Il cristiano deve essere come il chirurgo: proprio per poter salvare la vita dei suoi pazienti, non pu\u00f2 commuoversi troppo davanti al dolore dei parenti; non pu\u00f2 perdere la sua saldezza interiore. Non pu\u00f2 e non deve mostrarsi turbato, anche quando la situazione \u00e8 molto seria: deve stare al suo posto di combattimento e infondere fiducia e coraggio negli altri, con la sua calma e con la sua compostezza. Oppure, se si preferisce quest&#8217;altro paragone, deve essere come il comandante di una nave: se la nave \u00e8 in pericolo, se minaccia di affondare e i passeggeri piangono e si disperano, il capitano non deve affatto comportarsi allo stesso modo: deve tenere ben salda la testa sulle spalle, altro che disperarsi, e indicare con l&#8217;esempio della sua padronanza di se stesso, la via da tenere per contribuire alla salvezza di tutti.<\/p>\n<p>Subito dopo, un&#8217;altra affermazione a dir poco discutibile: <em>Tante volte, nella nostra vita, le lacrime seminano speranza, sono semi di speranza.<\/em> Nossignore: questo non \u00e8 un discorso cristiano. Per il cristiano, la speranza non viene dalle lacrime, viene solo e unicamente da Cristo; precisamente, dalla resurrezione di Cristo. Dire che la speranza viene dalle lacrime, o \u00e8 una frase poetica a effetto, oltretutto bassamente demagogica, per far vedere che si \u00e8 dalla parte di chi soffre (come se il capitano della nave, per il fatto di non piangere, non si adoperasse efficacemente per la salvezza della nave, con tutte le persone che ci sono a bordo, passeggeri ed equipaggio), oppure \u00e8 un discorso laico, puramente umano, basato su un concetto di &quot;speranza&quot; che \u00e8, anch&#8217;esso, esclusivamente umano, e che non ha niente a che fare con la virt\u00f9 teologale della speranza cristiana. Ma il cristiano, quando parla della speranza, \u00e8 di questa che parla: della Speranza come virt\u00f9 teologale; della speranza in Cristo. Come dice san Paolo (<em>1 Cor<\/em>. 15, 14 ): <em>Se Cristo non \u00e8 resuscitato dai morti, allora \u00e8 vana la nostra predicazione, e vana anche la vostra fede<\/em>.<\/p>\n<p>Poco dopo, un&#8217;altra affermazione stupefacente e scandalosa: <em>I bambini di Betlemme morirono a causa di Ges\u00f9.<\/em> Qui Bergoglio gioca abilmente fra &quot;causa&quot; e &quot;colpa&quot;; non dice che fu &quot;colpa&quot; di Ges\u00f9, ma &quot;causa&quot;: e tuttavia, \u00e8 una frase solo formalmente corretta. Quel che le manca, \u00e8 la logica interna. Sarebbe come dire che il paziente \u00e8 morto a causa del medico che lo stava operando: senza precisare, per\u00f2, che quell&#8217;operazione era la sola speranza di salvezza per il paziente, e che il medico era bravo e coscienzioso, e ha fatto veramente del suo meglio, senza risparmiarsi in alcun modo: il paziente \u00e8 morto, ma \u00e8 ingeneroso e quasi beffardo dire che \u00e8 morto per &quot;causa&quot; sua. \u00c8 una mezza verit\u00e0; una verit\u00e0 taroccata. Di nuovo, la tecnica di lanciare il sasso e nascondere la mano. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che un papa non ha il diritto di esprimersi in questi termini, con questa disinvoltura, su temi cos\u00ec centrali per la fede cattolica. \u00c8 di scandalo a chi lo ascolta; le sue parole provocano sofferenza. Possibile che non se ne renda conto? E, se lo sa, perch\u00e9 continua, senza mai modificare il suo stile? Bisognerebbe che qualcuno dei suoi collaboratori gli parlasse con sincerit\u00e0, che gli aprisse gli occhi, anche a rischio di perdere i suoi favori: cosa improbabile, visto che Francesco ha epurato la Curia e si \u00e8 circondato di servili <em>yes-men<\/em>.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;affermazione pi\u00f9 inaccettabile \u00e8 l&#8217;ultima; l\u00e0 dove dice che Ges\u00f9, sulla croce, ha vinto la morte; s\u00ec, ma come?, affidando a sua Madre il discepolo Giovanni, cosa che le ha donato una nuova fecondit\u00e0. Straordinario: Ges\u00f9 non ha vinto la morte <em>con la sua Resurrezione<\/em>, ma con l&#8217;affidamento di Giovanni a Maria (e di Maria a Giovanni, per dire il vero: ma questo, lui non lo ha ricordato). Una cosa del tutto umana, insomma. Ma il papa ci crede o no, alla Resurrezione del Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo?<\/p>\n<p>Un tempo, se un prete aveva di questi dubbi, se parlava cos\u00ec, il suo vescovo lo mandava in ritiro spirituale, a pregare e fare penitenza in qualche convento, fin che ritrovava la fede e poteva riprendere le sue funzioni; altrimenti, avrebbe seminato confusione e amarezza fra i suoi parrocchiani, e inquinato la purezza della fede altrui, cosa assolutamente scandalosa e da evitarsi in ogni modo. Oggi, a quanto pare, uno cos\u00ec lo si pu\u00f2 eleggere tranquillamente al soglio di san Pietro, lasciandolo libero di seminare ad ogni pie&#8217; sospinto i suoi dubbi, e di esternare i suoi personali adattamenti del Vangelo alla mentalit\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p>Qualche cosa vorr\u00e0 pur dire, a proposito di neochiesa modernista e progressista, se non addirittura di contro-chiesa gnostico-massonica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;udienza generale del 4 gennaio 2017 papa Francesco \u00e8 tornato su un tema che aveva gi\u00e0 trattato, rivolgendosi alla comunit\u00e0 dell&#8217;ospedale pediatrico del Bambin Ges\u00f9: la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[117,157,216,237,257],"class_list":["post-24599","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-sacra-scrittura","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24599"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24599\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}