{"id":24593,"date":"2016-03-14T03:18:00","date_gmt":"2016-03-14T03:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/14\/abbiamo-bisogno-di-discernimento-spirituale-per-partecipare-alla-vita-divina\/"},"modified":"2016-03-14T03:18:00","modified_gmt":"2016-03-14T03:18:00","slug":"abbiamo-bisogno-di-discernimento-spirituale-per-partecipare-alla-vita-divina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/14\/abbiamo-bisogno-di-discernimento-spirituale-per-partecipare-alla-vita-divina\/","title":{"rendered":"Abbiamo bisogno di discernimento spirituale per partecipare alla vita divina"},"content":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 moderna non rappresenta soltanto, come volentieri si dice e si ripete, un autentico deserto spirituale; \u00e8 qualcosa di assai peggiore: il luogo della negazione della vita spirituale, e, dunque, della rottura permanente e volontaria del rapporto di amore fra l&#8217;uomo e Dio &#8212; e perci\u00f2, inevitabilmente, anche dell&#8217;uomo con se stesso. Solo se si pone in armonia con Dio, infatti, l&#8217;uomo \u00e8 in pace con se stesso; ma, affinch\u00e9 questo sia possibile, \u00e8 necessario che la sua vita spirituale &#8212; che \u00e8 la vita dell&#8217;anima &#8212; sia costantemente collegata con la sua sorgente, che \u00e8 la dimensione soprannaturale. Se l&#8217;uomo dimentica di essere una creatura chiamata alla vita soprannaturale, e partecipe, cos\u00ec, della stessa vita divina; se altro non crede, n\u00e9 spera, di se stesso, che di essere un animale un po&#8217; evoluto, nato dal caso e diretto verso il nulla: allora non pu\u00f2 non vedersi come un animale malato e infelice, la cui ragione si \u00e8 costituita in conflitto con i suoi istinti e, sfuggendo al suo controllo, lo trascina inesorabilmente verso l&#8217;autodistruzione. Senza un ancoraggio nel soprannaturale, la ragione umana diventa una maledizione; non solo: diventa l&#8217;alibi per giustificare, con ragionamenti capziosi e sofistici, qualunque capriccio e qualunque abnormit\u00e0 vengano suggeriti all&#8217;uomo dagli istinti che salgono dalle zone pi\u00f9 basse dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;uomo tecnologico, l&#8217;uomo immerso nel diabolico consumismo, che sempre brama e teme qualcosa, che \u00e8 sempre proteso al di fuori di s\u00e9, dimentico del suo centro spirituale e della sua autentica vocazione, sa ancora di avere un&#8217;anima? Pare proprio di no, visto che neppure davanti all&#8217;insorgere e all&#8217;aggravarsi del suo malessere spirituale ne sa riconoscere la causa, e, per cercare un po&#8217; di sollievo, si affida al quella bassa forma di magia nera che \u00e8 la psicanalisi, invece di fare chiarezza in se stesso, affidandosi a chi sa e pu\u00f2 aiutarlo (ne abbiamo gi\u00e0 parlato in alcuni articoli precedenti, fra i quali: \u00abUna forma di magia nera: la psicanalisi\u00bb; \u00abConfessione o psicanalisi? Il superuomo in cerca di una guida\u00bb, pubblicati sul sito di Arianna Editrice rispettivamente il 10\/05\/07 e il 23\/11\/2012, e poi ripubblicati su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb). \u00c8 pur vero che, nella societ\u00e0 odierna, la figura del direttore spirituale (&quot;direttore&quot;, si badi, o &quot;maestro&quot;: non semplice consigliere) sta diventando sempre pi\u00f9 rara e oggettivamente difficile da trovare; proliferano, invece, i maestri fasulli e le &quot;guide&quot; ciarlatanesche, dalle quali bisognerebbe guardarsi in tutte le maniere, per il danno immenso che possono provocare (innanzitutto a livello spirituale e morale, ma anche a livello economico).<\/p>\n<p>Alcune riflessioni svolte dal padre Charles Andr\u00e9 Bernard nel suo libro \u00abL&#8217;aiuto spirituale personale\u00bb (Roma, Libreria Editrice Rogate, 1978, 1994, pp. 40-43), pur essendo dirette propriamente alla figura del direttore spirituale, in senso cattolico ed ecclesiastico, ci sembra che contengano utilissima materia di chiarificazione per qualsiasi persona di retto sentire, la quale sia assetata di una Verit\u00e0 superiore a quella puramente umana:<\/p>\n<p><em>\u00ab&#8230; L&#8217;impegno ad entrare nell&#8217;esperienza spirituale richiede una conoscenza di s\u00e9: come attuare la vita di grazia senza conoscere le strutture psicologiche in cui essa si inserisce?<\/em><\/p>\n<p><em>Qui possiamo individuare la differenza fondamentale fra il consigliere psicologo e il padre spirituale. Il primo aiuta, innanzitutto, a conoscere le condizioni psicologiche della personalit\u00e0 e in particolare gli impedimenti ed i complessi che ostacolano la piena realizzazione di s\u00e9; soltanto dopo questo risanamento psicologico si pone il problema dell&#8217;impegno spirituale, che per lo psicologo rimane facoltativo. Per il padre spirituale, invece, \u00e8 l&#8217;impegno spirituale serio e deciso che porta alla manifestazione e alla scoperta delle debolezze e distorsioni psicologiche. Di queste anch&#8217;egli dovr\u00e0 occuparsi, ma sempre in modo subordinato alla ricerca e all&#8217;adempimento della volont\u00e0 di Dio. Criterio determinante rimane la capacit\u00e0 del figlio spirituale di vivere ed agire secondo lo Spirito di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Un altro campo dell&#8217;aiuto illuminante del pare spirituale riguarda il discernimento spirituale. La differenza tra il discernimento e l&#8217;illuminazione [&#8230;], \u00e8 parallela a quella che intercorre fra la decisione spirituale e lo sviluppo vitale. La scelta, o per dirla con S. Ignazio, l&#8217;elezione, va effettuata con i criteri spirituali che permettono di discernere \u00a0qual \u00e8 la volont\u00e0 di Dio e cos\u00ec orientare la propria vita nella direzione voluta dal Signore. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Non ci pu\u00f2 essere opposizione tra vita evangelica e realizzazione umana, n\u00e9 questa ultima va misurata secondo i nostri criteri, come se, seguendo il detto degli antichi sofisti, l&#8217;uomo fosse &quot;la misura di ogni cosa&quot;. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La realizzazione vera della persona singola deriva dall&#8217;attuazione della sua vocazione personale. \u00a0[&#8230;] Ci\u00f2 significa che la vocazione va considerata come una realt\u00e0 che, a modo di una pianticella, deve crescere e quindi ha bisogno di essere protetta, nutrita, sorretta. Come la pianta, la vocazione possiede un dinamismo interiore, ma risente delle condizioni esterne che provocano reazioni vitali. \u00a0[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Lo sviluppo della personalit\u00e0 non \u00e8 esente da tensioni o difficolt\u00e0. Anche nei casi pi\u00f9 semplici esistono tensioni fra le varie dimensioni dello sviluppo personale: ogni uomo ha diritto a far fruttificare i \u00a0talenti personali \u00a0e le forze corporali e intellettuali, ma, allo stesso tempo, ha bisogno degli altri e della societ\u00e0 per realizzarsi pienamente e, soprattutto, ha bisogno dell&#8217;amore vero nelle sue varie manifestazioni. Ora, queste necessit\u00e0 possono entrare in conflitto perch\u00e9 l&#8217;amore egocentrico deve subordinarsi all&#8217;amore oblativo. Oltre a questo, la \u00a0vita impone scelte decise: professione, scelta del congiunto, rinuncia a desideri poco accessibili ecc.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella vita spirituale si aggiunge una tensione pi\u00f9 radicale: l&#8217;amore di Dio, che \u00e8 il valore supremo, tende a sottomettere a s\u00e9 tutte le altre tendenze per realizzare l&#8217;unit\u00e0 integrativa di tutta la persona.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il <em>discernimento spirituale<\/em>, dunque, non \u00e8 una espressione generica e buona per tutte le stagioni; non indica una qualit\u00e0 propriamente umana, bens\u00ec un tipo di attivit\u00e0 dello spirito che si realizza quando l&#8217;anima \u00e8 entrata in sintonia con la vita divina; quando, magari sotto la guida di un vero maestro spirituale (che pu\u00f2 essere anche il Maestro interiore) si abbandono all&#8217;azione della Grazia ed esce, per cos\u00ec dire, dai limiti del mondo naturale, entro i quali \u00e8 confinata anche la ragione umana, e vede spalancarsi innanzi a s\u00e9 gli orizzonti infiniti del Divino.<\/p>\n<p>Discernere spiritualmente, quindi, equivale a riconoscere come &quot;vere&quot; o &quot;false&quot;, &quot;buone&quot; o &quot;cattive&quot;, &quot;giuste&quot; o &quot;sbagliate&quot;, quelle cose che, considerate da un punto di vista prettamente umano, possono anche risultare sostanzialmente indifferenti, o, addirittura, mostrarsi sotto una luce ingannevole, s\u00ec da presentarsi come il contrario di ci\u00f2 che sono realmente. In una logica puramente umana, e cio\u00e8, in ultima analisi, utilitaristica ed egoistica, perfino una azione malvagia pu\u00f2 prendere le apparenze di una cosa buona; perfino toglierla vita a un essere umano, come nel caso dell&#8217;aborto o dell&#8217;eutanasia, pu\u00f2 nascondersi sotto le apparenze di una &quot;buona&quot; azione, laddove si ponga attenzione soltanto ad un aspetto della realt\u00e0: il fatto che il nascituro abbia una qualche malformazione, ad esempio; oppure il fatto che il malato terminale chieda lui stesso di poter finire i suoi giorni mediante un atto &quot;pietoso&quot; dei familiari e dei medici.<\/p>\n<p>Per uscire dalla palude del relativismo, dove tutto \u00e8 uguale a tutto e dove le ragioni dell&#8217;uno si contrappongono frontalmente a quelle dell&#8217;altro, con il risultato di una instaurazione della legge del pi\u00f9 forte, del pi\u00f9 astuto, del pi\u00f9 fornito di beni materiali, la ragione stessa, se rettamente utilizzata, indica la sola, possibile via d&#8217;uscita nel riconoscimento d&#8217;una Verit\u00e0 superiore, anzi, per dir meglio, <em>della<\/em> Verit\u00e0 assoluta, della quale le piccole verit\u00e0 parziali, che ciascuno di noi sfrutta e brandisce come altrettante armi per giustificare il proprio egoismo e la difesa del proprio cieco interesse, appaiono per quello che realmente sono: dei pallidi, sbiaditi e, soprattutto, ingannevoli riflessi di quell&#8217;unica verit\u00e0, che sola \u00e8 vera per se stessa, buona e giusta e bella in se stessa, e non per altro da s\u00e9 o per qualsiasi ragione che stia al di fuori di essa.<\/p>\n<p>Ma come si fa a sviluppare il discernimento spirituale, se si ignora perfino &#8212; come tanto spesso accade nella civilt\u00e0 moderna &#8212; di possedere un&#8217;anima soprannaturale; di provenire da un progetto che esiste fin da prima che il mondo incominciasse a esistere; e di essere stati scelti e chiamati, uno per uno, a compiere e realizzare lo scopo di glorificare, nella propria vita, nei propri pensieri e nelle proprie opere, la Verit\u00e0, la Bont\u00e0, la Giustizia e la Bellezza, da cui ogni cosa ha avuto inizio, e alla quale ogni cosa far\u00e0 infine ritorno?<\/p>\n<p>La prima forma di consapevolezza, pertanto, dovr\u00e0 essere proprio questa: riconoscere l&#8217;inganno del materialismo, del relativismo, dell&#8217;utilitarismo e di tutte le filosofie e le pratiche di vita basate sull&#8217;egoismo, sull&#8217;immanentismo e sull&#8217;autosufficienza dell&#8217;uomo; prendere atto della piccolezza, della fragilit\u00e0 e della labilit\u00e0 della natura umana, considerata esclusivamente sotto l&#8217;aspetto materiale; aprire la mente e il cuore alla dimensione della trascendenza (che \u00e8 cosa ben diversa da certe confuse pratiche pseudo spirituali, malamente importate o imitate dall&#8217;Oriente, e basate non sull&#8217;apertura al divino, ma sulla supposta auto-divinizzazione dell&#8217;uomo).<\/p>\n<p>Una volta fatto ci\u00f2, si tratta di allenare la vita dell&#8217;anima al colloquio costante, fiducioso, fervido, con Dio: cio\u00e8 alla preghiera, nelle varie forme della preghiera &quot;tradizionale&quot;, della locuzione interiore, della contemplazione, della meditazione, della lettura mistica delle Scritture; cosa, quest&#8217;ultima, evidentemente diversa da una lettura puramente &quot;umana&quot;, storica e critica, anche se a questa spettano pure uno spazio e una dignit\u00e0 specifici, per\u00f2 su di un piano differente, quello dello studio e dell&#8217;approfondimento intellettuale. Peraltro, per l&#8217;uomo che cerca Dio, non \u00e8 mai possibile separare <em>totalmente l<\/em>e due cose, la fede e la ragione, come hanno visto tutti i grandi teologi, da san Paolo ad Agostino, da Tommaso d&#8217;Aquino a Kierkegaard. Solamente i teologi moderni, imbevuti di razionalismo e scetticismo, credendo d&#8217;aver fatto chi sa quale meravigliosa scoperta, si sono scostati dalla strada tracciata dai loro predecessori: col risultato che, un poco alla volta, togliendo un &quot;mito&quot; qua, un dogma l\u00e0, hanno finito per ritrovarsi in mano non gi\u00e0 la Rivelazione &quot;sfrondata&quot; dalle sedimentazioni posteriori, e abusive, ma un guscio vuoto me inerte, dove la Verit\u00e0 si \u00e8 eclissata definitivamente nel gran mare del dubbio e della sospettosit\u00e0 permanente (ah, quanto male hanno fatto alla dimensione spirituale dell&#8217;uomo i moderni &quot;maestri del sospetto&quot;!), e dove la fede non \u00e8 che una parola senza pi\u00f9 un reale significato.<\/p>\n<p>La vita soprannaturale, dunque, finch\u00e9 siamo legati, mediante il corpo, alla dimensione del finito e del contingente, \u00e8, essenzialmente, quella dell&#8217;anima, che si apre alla Grazia e ne riceve i doni copiosi, anche attraverso la mediazione di altri spiriti umani e delle cose stesse: da questo punto di vista, tutto \u00e8 Grazia e tutto parla all&#8217;uomo dello splendore di Dio. Ma il corpo, appunto, e la nostra natura materiale, ci attirano verso la terra, verso il dominio delle passioni e degli istinti: ci\u00f2 non \u00e8 male in se stesso, ma pu\u00f2 diventarlo, se tali istinti vengono &quot;naturalizzati&quot;, ossia se vengono recepiti come una forza di per s\u00e9 giusta e irresistibile, mentre invece \u00e8 proprio l\u00ec che l&#8217;anima deve fare ricorso a tutte le sue capacit\u00e0 di discernimento spirituale. Non tutto \u00e8 buono, quel che proviene dalla natura: se cos\u00ec fosse, il Peccato originale sarebbe soltanto una pia leggenda, e la stesa Redenzione diverrebbe superflua, perch\u00e9 l&#8217;uomo avrebbe la possibilit\u00e0 di giungere alla Verit\u00e0 e alla perfetta santit\u00e0 con le sue sole forze, senza alcun bisogno della Grazia. Non vi sarebbe bisogno della protezione degli Angeli, n\u00e9 dalla intercessione della Vergine Maria: ciascuno di noi, da se stesso, potrebbe prendere in mano la propria direzione spirituale, vincere qualunque tentazione, realizzare compiutamente il disegno divino a proposito dell&#8217;uomo. Ma questo, ripetiamo, renderebbe inutile quel progetto, anzi, renderebbe inutile Dio stesso: perch\u00e9 sarebbe l&#8217;uomo, a quel punto, a diventare il Dio di se medesimo, al di sopra e al di l\u00e0 del quale non vi sarebbe pi\u00f9 nulla, n\u00e9 esisterebbe la necessit\u00e0, per lui, di cercare qualche cosa d&#8217;altro. \u00c8 il vecchio, antichissimo peccato di superbia: il peccato di Adamo ed Eva. \u00c8 la prima e fondamentale forma della umana concupiscenza, dalla quale derivano le altre due: la lussuria e l&#8217;avarizia\/cupidigia (come adombrato da Dante Alighieri nella allegoria delle tre fiere: il leone, la lonza e la lupa). Anche Cristo, nel deserto, fu tentato dal Diavolo di mettere alla prova l&#8217;amore di Dio: una tentazione della superbia, che seppe respingere con forza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 moderna non rappresenta soltanto, come volentieri si dice e si ripete, un autentico deserto spirituale; \u00e8 qualcosa di assai peggiore: il luogo della negazione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-24593","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24593"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24593\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}