{"id":24591,"date":"2014-08-02T08:30:00","date_gmt":"2014-08-02T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/08\/02\/quando-la-discepola-confusa-cerca-lamore-nella-propria-guida-spirituale\/"},"modified":"2014-08-02T08:30:00","modified_gmt":"2014-08-02T08:30:00","slug":"quando-la-discepola-confusa-cerca-lamore-nella-propria-guida-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/08\/02\/quando-la-discepola-confusa-cerca-lamore-nella-propria-guida-spirituale\/","title":{"rendered":"Quando la discepola confusa cerca l\u2019amore nella propria guida spirituale"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa succede allorch\u00e9 la discepola confusa non si rende conto che, nella propria guida spirituale, in colui che ha eletto al ruolo di Maestro (che egli lo sappia o no, che egli lo voglia o no), non sta cercando, in realt\u00e0, un aiuto per la propria chiarificazione interiore, per la propria illuminazione, o non soltanto quello, ma anche qualcosa di molto pi\u00f9 concreto e meno mistico, cio\u00e8 l&#8217;amore, anche nella sua dimensione sessuale?<\/p>\n<p>\u00c8 una situazione tutt&#8217;altro che rara, tutt&#8217;altro che infrequente. Un tempo le donne s&#8217;innamoravano, o &#8212; il che \u00e8 lo stesso &#8212; credevano d&#8217;innamorarsi della propria guida spirituale, del proprio sacerdote, del proprio confessore; oggi s&#8217;innamorano del proprio psicologo, del proprio psicanalista, del proprio psicoterapeuta: ma la sostanza \u00e8 sempre la stessa.<\/p>\n<p>Naturalmente, pu\u00f2 verificarsi anche il caso opposto; e, di fatto, si verifica: che il discepolo s&#8217;innamori di colei che ha eletto al ruolo di guida spirituale, o di salvatrice, o di donna-angelo, eccetera, eccetera, specialmente se si tratta di un giovane al cospetto di una donna matura. Per\u00f2, secondo la nostra esperienza, la cosa \u00e8 assai meno comune; si direbbe che, nella donna, vi sia una sorta di predisposizione a innamorarsi di un uomo che, ai suoi occhi, si trova molto pi\u00f9 in alto. Accade anche su un piano prosaico, se l&#8217;uomo in questione \u00e8 un famoso intellettuale, uno scrittore di successo (si badi, di successo: ben raramente se si tratta di uno scrittore ancora sconosciuto, per quanto di talento); oppure se \u00e8 un capitano d&#8217;industria, un uomo d&#8217;affari, un banchiere, un generale, un uomo di potere di qualsiasi specie &#8211; persino un famoso bandito.<\/p>\n<p>Le ragioni possono essere parecchie, ma tutte riconducibili, crediamo, ad una sola: la ricerca della sicurezza, ora intellettuale e spirituale, ora materiale, ora &#8212; magari &#8211; entrambe le cose insieme; la tendenza a voler conquistare un uomo importante, per sentirsi a sua volta importante; quel caratteristico miscuglio di umilt\u00e0 esagerata e di orgoglio camuffato, mirante a ottenere una risposta da parte di un uomo che ha lottato vittoriosamente per farsi una posizione eminente: perch\u00e9 ricevere le attenzioni di un tale uomo \u00e8 particolarmente gratificante. \u00c8, un po&#8217;, lo stesso meccanismo per cui le donne, in genere, tendono a lasciarsi attrarre non da uomini particolarmente belli, o ricchi, o intelligenti, ma, puramente e semplicemente, da uomini che hanno molto successo con le donne, da uomini dei quali si dice che abbiano fatto una lunga serie di conquiste femminili. Spuntarla su di uomini del genere, offre una autentica volutt\u00e0 psicologica: \u00e8 come sconfiggere tutte quelle &quot;altre&quot; e affermare trionfalmente la propria supremazia.<\/p>\n<p>Ma torniamo al caso della guida spirituale. Ve ne sono di pi\u00f9 tipi: uomini onesti e miserabili cialtroni; e, soprattutto, uomini che si propongono come guide, magari a pagamento &#8212; e gi\u00e0 per questo solo fatto non lo sono, n\u00e9 potrebbero esserlo &#8212; e uomini che disinteressatamente sono disposti ad offrire ad altri i risultati della propria faticosa ricerca personale verso la verit\u00e0. Alcuni di costoro si fanno chiamare maestri e desiderano il riconoscimento della loro eccellenza, altri non si ritengono dei maestri e non ci tengono affatto ad essere qualificato tali. Non esiste una tipologia unica della guida spirituale: certo \u00e8 una figura oggi abbastanza di moda, senza dubbio perch\u00e9 stiamo attraversando un&#8217;epoca di grande confusione e di profondo smarrimento.<\/p>\n<p>Sia come sia, l&#8217;incontro fra una discepola confusa e smarrita, ma assetata di verit\u00e0, e una guida spirituale di sesso maschile che afferma di sapere chiaramente da che parte si debba volgere i passi, \u00e8 di per se stesso, potenzialmente, un incontro galeotto.<\/p>\n<p>Questa situazione, dunque, tutt&#8217;altro che originale, \u00e8 stata descritta, fra gli altri, dalla scrittrice francese di origine belga B\u00e9atrix Beck nel romanzo \u00abL\u00e9on Morin, prete\u00bb, che nel 1952 la rivel\u00f2 improvvisamente al pubblico, fruttandole il Prix Goncourt, e dal quale il regista Jean-Pierre Melville ricav\u00f2 poi, nel 1961, un film, anch&#8217;esso divenuto celebre per la partecipazione di due noti attori, come Emmanuelle Riva e Jean-Paul Belmondo, nel ruolo dei protagonisti.<\/p>\n<p>Ne riportiamo uno dei passaggi risolutivi, tratto dall&#8217;ultimo capitolo, l&#8217;undicesimo (da: B. Beck, \u00abL\u00e9on Morin, prete\u00bb; titolo originale: \u00abL\u00e9on Morin, pr\u00eatre\u00bb; traduzione dal francese di Lalla Romano, Milano, Longanesi &amp; C, 1969, unico volume contenente anche gli altri due romanzi della trilogia: \u00abBarny\u00bb e \u00abUne mort irr\u00e9guli\u00e8re\u00bb, pp. 296-300):<\/p>\n<p>\u00abIn un torrido pomeriggio di sabato, stavo lucidando il pavimento nella camera, con lo stoino abbassato. Mi ronzava per il capo un canto assurdo: &quot;Con la cera vergine, lustra la camera nuziale \/ nuziale, nuziale&quot;. Contemporaneamente, recitavo l&#8217;orazione della domenica e il saluto angelico. Le preghiere e il ritornello formavano un atroce miscuglio. A parte il letto, i soli mobili della camera erano uno slittino e un crocifisso, che lucidai entrambi, con un&#8217;amara energia. Disposi sul letto la coperta di cotone, cin la stessa cura che se preparassi qualche cerimonia. Poi passai in cucina e incominciai a fare il bucato, quando suon\u00f2 il campanello. Era Morin.<\/p>\n<p>Disse con l&#8217;aria di aver premura: &quot;Buongiorno&quot;. Vengo a portarvi dei libri per Dani\u00e8le, la signora Sangredin mi ha detto che domani sareste andata al sanatorio. Ce n&#8217;\u00e8 anche uno per voi, eccolo.&quot;<\/p>\n<p>Mi porse un grosso volume grigio, il cui titolo occupava parecchie righe e in cui dapprima non colsi che le parole: &quot;Dogmatismo tradizionale e empiriocriticismo&quot;.<\/p>\n<p>&quot;\u00e8 spaventosamente difficile, non credo che capir\u00f2&quot;, esclamai.<\/p>\n<p>Morin, che stava per andarsene, apr\u00ec il libro\u00bbe acconsent\u00ec a sedersi accanto a me, davanti al tavolo, per parlarmene un po&#8217;. Ascoltavo con attenzione le sue spiegazioni, ma avveniva uno strano fenomeno: non solo non comprendevo il senso delle sue frasi, ma inoltre ciascuna delle parole, presa per s\u00e9, colpiva i miei timpani come un suono musicale, senza alcun rapporto col linguaggio. Attraverso il muro, vedevo con una cocente nitidezza la camera preparata, il letto fiorito di convolvoli. La fronte mi si coperse di sudore. Morin disse malizioso: &quot;Oh, come fa caldo!&quot;<\/p>\n<p>Lui, con la sua livrea nera e il suo alto colletto rigido, sembrava immerso nella frescura, mentre io, nuda sotto la mia camicetta di tela, ero in un bagno doloroso. Ebbi l&#8217;impressione che Morin m&#8217;interpellasse come da un&#8217;altra riva. Infissi la punta di un coltello nel legno grezzo del tavolo. Morin me lo prese di mano, col manico mi picchi\u00f2 sulle dita e lo ripose nel cassetto. Apr\u00ec il libro, coll&#8217;indice mi indic\u00f2 alcune righe. Io vedevo ogni lettera distintamente: era un piccolo disegno , un piccolo personaggio che riconoscevo, ma di cui non sapevo pi\u00f9 il nome. La chiave della lettura era perduta. Mi battevano forte i denti. Tentavo inutilmente di tenerli stretti. Vedevo noi dall&#8217;altra parte del muro. Dio, esaudisci il mio desiderio, una sola, un&#8217;unica volta, e i sia benedetto il tormento eterno&quot;. La tentazione non esiste. Esser tentati sarebbe allora bramare ci\u00f2 che si riconoscerebbe come cattivo. Sarebbe pazzia. Per il fatto stesso che io desideravo, il mio desiderio mi appariva buono. Il mio desiderio ed io eravamo una cosa sola. Ironico risultato! Il mio spirito non aveva mai potuto darmi la semplicit\u00e0 che Morin tanto raccomandava, e il mio sangue vi riusciva con la velocit\u00e0 del lampo!<\/p>\n<p>Morin sollev\u00f2 il braccio, la sua manica nera si abbass\u00f2, scoprendo una manica di camicia azzurra, laica. &quot;Tutto \u00e8 possibile&quot;, pensai. Il mio braccio si tese verso Morin, lo chiamai: &quot;Vieni&quot;.<\/p>\n<p>Si gett\u00f2 all&#8217;indietro. La mia mano non incontr\u00f2 che il vuoto. Lui si alz\u00f2, in tre passi fu davanti alla porta. Con una parola, avevo distrutto il mio universo. Tutti i miei sforzi verso la vita cristiana sboccavano in quel grido animale. Morin era ritornato sui suoi passi, con un aspetto cos\u00ec inesorabile che io mi dissi: Adesso mi ammazza&quot;. Chiusi gli occhi, e udii la sua voce consolatrice: &quot;Non \u00e8 pi\u00f9 la signorina Sabine, adesso. Meno male, cos\u00ec va gi\u00e0 meglio&quot;. &quot;Guardate la gente, quando vi si parla&quot;, mi chiese dopo un istante di silenzio. Il suo volto aveva un&#8217;espressione da contadino, astuta. Disse: &quot;Se soltanto chiamaste Dio come chiamate il maschio. Questo \u00e8 pregare&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Non verrete pi\u00f9&quot;, feci io. come se constatassi un fatto.<\/p>\n<p>Rispose deciso: &quot;Certo che s\u00ec, perch\u00e9 no?&quot; e, scherzando: &quot;Non discuter\u00f2 pi\u00f9 con voi dell&#8217;ipostasi, mi mancherebbe&quot;. Era di nuovo davanti alla porta, con la mano sulla maniglia, e si rivolse ancora una volta verso di me: &quot;Bisogner\u00e0 che vi confessiate&quot;.<\/p>\n<p>&quot;No&quot;, protestai. &quot;Dire questo a qualcuno!&quot;<\/p>\n<p>Morin propose con dolcezza: &quot;Se \u00e8 a me che lo dite, visto che lo so gi\u00e0&#8230;&quot;<\/p>\n<p>&quot; A voi!&quot; ribattei con terrore, e senza riuscire a frenare le lacrime. &quot;A voi!&quot;<\/p>\n<p>&quot;Anche per me \u00e8 una schiavit\u00f9 confessarmi, ma ci vado lo stesso, e anche sovente.&quot;<\/p>\n<p>Ribattei con ironia e con collera: &quot;Ci andare lo stesso, e anche sovente! Voi, voi non fate mia dei peccati, perci\u00f2 c&#8217;\u00e8 da credere che vi accusiate di quelli degli altri.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Certi colpi vanno a vuoto&quot; disse Morin. &quot;Verrete questa sera, vero? Dopo le cinque e mezzo. Vi aspetter\u00f2 quanto sar\u00e0 necessario.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Deve ritornare mia figlia da scuola.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Verrete con lei, confesser\u00f2 anche lei.&quot;<\/p>\n<p>Se ne and\u00f2 lanciandomi un: &quot;Arrivederci. A presto.&quot;<\/p>\n<p>Lo sentii scendere i gradini a quattro a quattro. Sentivo Dio come un&#8217;infinita assenza, un vuoto impossibile da colmare, una carenza, , un sovrano sordomutismo. L&#8217;ateismo sarebbe stato pi\u00f9 sopportabile. Mi lavai la faccia. La mia anima mi faceva l&#8217;impressione d&#8217;una casa chiusa.<\/p>\n<p>Giunse France, e io le dissi dove saremmo andate. Domand\u00f2 con curiosit\u00e0: &quot;Tu, che peccati hai fatto?&quot; Con tono falsamente divertito, le risposi: &quot;Questo non ti riguarda.&quot;<\/p>\n<p>Insisteva: &quot;Se tu mi dirai i tuoi, io ti dir\u00f2 i miei.&quot;<\/p>\n<p>Per accrescere la contrizione, mi ripetevo: &quot;Ges\u00f9 Cristo ha insegnato che la concupiscenza equivale al&#8217;adulterio.&quot; Ma questo pensiero andava pi\u00f9 in l\u00e0 del suo scopo; mio malgrado, dal fondo della mia disperazione, io esultavo: &quot;Ho desiderato, dunque ho posseduto&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Ora ci divertiremo&quot;, fece Morin aprendo lo sportello.<\/p>\n<p>&quot;Padre, aiutatemi.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Non ne avete bisogno. Parlate&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Ho mancato&#8230; Ho detto&#8230; Io, non so come si chiama, ci\u00f2 che ho fatto&quot;.<\/p>\n<p>&quot;In questo momento voi fate il ramo secco. Sapete che cosa si fa, ai rami secchi?&quot;<\/p>\n<p>&quot;S\u00ec.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Che cosa gli si fa?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Li si taglia.&quot;<\/p>\n<p>&quot;E quando si sono tagliati, che cosa se ne fa?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Li si brucia.&quot;<\/p>\n<p>&quot;S\u00ec. Parlate.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Io, io ho tentato di indurre al male&#8230;&quot;<\/p>\n<p>&quot;Non lasciate le vostre frasi sospese, se non vi spiace.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Ho voluto spingere un prete a infrangere i suoi voti, io stesso ho voluto infrangere il nono e anche il decimo comandamento.&quot;<\/p>\n<p>&quot;Cos\u00ec&quot;, disse Morin. &quot;Forse non \u00e8 tutta colpa vostra. Domani, andrete a trovare Dani\u00e8le. Cercate di far s\u00ec che la vostra visita le faccia un po&#8217; di bene. Vi farete del bene reciprocamente. Come penitenza, leggerete ogni sera una pagina del libro di cui avete ascoltato il commento tanto bene. E adesso andate, e state in pace.&quot; Me ne andai, quasi in pace.<\/p>\n<p>La sera, France, che giocava in cortile con Amanda, risal\u00ec, rossa d&#8217;indignazione, a dirmi: &quot;Amanda \u00e8 proprio cattiva.&quot; Senza lasciarla finire, la sculacciasi ben bene, chiamandola delatrice, spia. &quot;Ahim\u00e9&quot;, mi dissi, mentre lei piangeva in un angolo, &quot;sei una cattiva madre. Confessa che, se picchi cos\u00ec tua figlia, \u00e8 perch\u00e9 non puoi far l&#8217;amore.&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Per capire la reazione sproporzionata della protagonista contro la figlioletta, bisogna sapere che ella era rimasta profondamente turbata da un episodio di delazione, avvenuto durante l&#8217;occupazione tedesca della sua cittadina &#8211; siamo negli anni della seconda guerra mondiale -, ai danni di un membro della comunit\u00e0 israelita (e che la stessa Autrice, di cui la protagonista \u00e8 un trasparente &quot;alter ego&quot;, aveva sposato un ebreo; indi, rimasta vedova, si era convertita al cattolicesimo). Resta comunque sostanzialmente vera l&#8217;auto-accusa di aver sfogato sulla bambina, sculacciandola, la propria frustrazione sessuale. Questa capacit\u00e0 di guardarsi dentro con lealt\u00e0 \u00e8, se non altro, indice di forza d&#8217;animo e di una certa dirittura morale.<\/p>\n<p>Durante tutto il romanzo, il lettore assiste a una sotterranea rincorsa della protagonista nei confronti del prete giovane e colto, che l&#8217;ha letteralmente sedotta. Lei era entrata in un confessionale a caso, per sfida, decisa a scandalizzare il prete con una aperta professione di ateismo; e invece si era imbattuta in Morin, che l&#8217;aveva presa per la briglia, come una puledra imbizzarrita, e con un abile miscuglio di indulgenza divertita e di severit\u00e0 maliziosa, aveva ricondotto la pecorella smarrita, pian pianino, verso l&#8217;ovile.<\/p>\n<p>Per tutto il tempo in cui dura la schermaglia, la donna \u00e8 combattuta fra opposte tensioni e desideri: vorrebbe trovare in Morin la zattera cui aggrapparsi, il ponte per traghettare verso la certezza della fede, dopo una vita tribolata dalla solitudine e dall&#8217;amarezza; ma \u00e8 anche attratta dal calore umano del prete, dalla sua naturalezza, dalla propria sensualit\u00e0 prepotente. \u00c8 confusa, non sa bene quel che vuole, quel che cerca. Cerca la guida spirituale, ma anche il maschio cui abbandonarsi.<\/p>\n<p>Sono due desideri inconciliabili, o assai difficilmente conciliabili, perch\u00e9 presuppongono, quanto meno, che fra le due persone coinvolte non vi sia una netta disparit\u00e0 nei rispettivi livelli di evoluzione spirituale; solo in quel caso potrebbero confondere i due ruoli, della discepola e della guida, in una relazione sessuale che li avvicinerebbe finirebbe per metterli sullo stesso piano: ma forse, a quel punto, non sentirebbero pi\u00f9 l&#8217;urgenza disperata del desiderio sessuale, oppure saprebbero comunque gestirlo in altro modo. \u00c8 certo, ad ogni modo, che il rapporto fra un maestro di sesso maschile e una discepola di sesso femminile si svolge sempre sull&#8217;orlo di un precipizio: anche senza bisogno di scomodare casi famosi, come quelli di Abelardo ed Eloisa o dello scultore Augsute Rodin e Camille Claudel (sorella del grande poeta Paul Claudel), la cosa \u00e8 fin troppo nota &#8211; e, del resto, facilmente intuibile.<\/p>\n<p>Bisogna tener presente che la psicologia del discepolo \u00e8 una psicologia molto particolare: si tratta di una persona desiderosa di apprendere, ma anche, sovente, psicologicamente fragile e instabile, bisognosa di continue rassicurazioni: sente che, per avere qualche valore ai propri occhi, deve legarsi a qualcuno che sta pi\u00f9 in alto, molto pi\u00f9 in alto, e che possiede quel che gli manca: sicurezza, pace, volont\u00e0; per cui tende a idealizzare il maestro e, nello stesso tempo, a sfruttarlo spietatamente, a vampirizzarne le energie, senza concedergli tregua.<\/p>\n<p>Il discepolo-tipo \u00e8 un essere debole, ma solo in apparenza: in effetti, sa molto bene quello che vuole e quel che gli manca; trovatolo, lo spreme senza piet\u00e0: e non \u00e8 disposto a concedergli la minima attenuante, alcuna debolezza, alcun segno d&#8217;incertezza. Lo lascerebbe morire di sete in mezzo al deserto, pur di non dover riconoscere che anche lui, dopo tutto, \u00e8 un essere umano bisognoso di acqua, come chiunque altro. Il discepolo \u00e8 un individuo terribile, spietato e sommamente egoista, che non vuol sentire ragioni e, dietro il velo della deferenza e quasi della venerazione, nutre un tenace rancore represso verso il suo maestro, pronto a esplodere alla prima occasione. Non \u00e8 disposto a perdonargli nulla: avendolo posto cos\u00ec in alto, la pi\u00f9 piccola discesa, il minimo cenno di ondeggiamento da parte di lui, e subito lo disprezzer\u00e0 senza misericordia, si vergogner\u00e0 di averlo seguito, lo coprir\u00e0 di insulti e si compiacer\u00e0 di aver contribuito a demolirlo.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, nella psicologia della discepola seduttrice, vi \u00e8 anche una contraddizione intima: da un lato vorrebbe sedurlo, per strappare, in tal modo, un segno inequivocabile del proprio valore; dall&#8217;altro, teme inconsciamente di riuscire, perch\u00e9, se ci\u00f2 avvenisse, il suo maestro scenderebbe dal piedistallo e lei dovrebbe cercarsene un altro da idolatrare.<\/p>\n<p>Naturalmente, l&#8217;ambiguit\u00e0 pu\u00f2 delinearsi anche dall&#8217;altra parte. Il maestro sente, percepisce in maniera distinta, che una delle ragioni, forse la principale, dello zelo con cui la discepola lo ascolta, dipende dal fascino che egli esercita su di lei come uomo, come maschio; per\u00f2, nello stesso tempo, sa che, se mostrasse anche solo un piccolo cedimento &#8212; basterebbe uno sguardo di ammirazione sensuale, per esempio &#8212; ed egli perderebbe la faccia, tutta la sua autorevolezza andrebbe in fumo. Perci\u00f2 l&#8217;istinto gli suggerisce di muovesi con estrema prudenza, come un funambolo, fra i due abissi spalancati: quello di perdere la stima della discepola, mostrandosi attratto da lei, e quello di ferirla e allontanarla, ignorandola in maniera troppo netta.<\/p>\n<p>Si direbbe che Morin segua questa strategia, ed \u00e8 questo, forse, a spiegare quella sua frase sibillina, durante la confessione: \u00abForse non \u00e8 tutta colpa vostra\u00bb, nonch\u00e9 la relativa mitezza della penitenza che infligge alla contrita discepola. Sa di avere scherzato col fuoco: lui, cos\u00ec sicuro del fatto suo, sa di aver spinto il gioco in una zona ambigua, mettendo alla prova la debolezza di lei &#8212; e sia pure per un nobile fine, quello di recuperare un&#8217;anima in cerca di Dio. Anche quella osservazione maliziosa sul cado, mentre la vedeva tutta sudata (e non solo per la temperatura della giornata estiva) tradisce, quanto meno, una piena consapevolezza circa l&#8217;ambiguit\u00e0 della situazione, se non anche una disinvolta attitudine a servirsene per il proprio scopo.<\/p>\n<p>Ma le sfumature quasi infinite che possono caratterizzare un rapporto fra discepola e maestro comprendono anche aspetti ancora pi\u00f9 segreti e inconfessabili, ancora pi\u00f9 torbidi e misteriosi, nei quali \u00e8 cosa assai ardua tentar di gettare un fascio di luce.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 accadere, per esempio, che la discepola desideri sessualmente il proprio maestro, ma non sia disposta ad ammetterlo nemmeno con se stessa: ci\u00f2 dipende dalla capacit\u00e0 di guardarsi dentro con lealt\u00e0 e onest\u00e0. Allora la situazione che verr\u00e0 a crearsi sar\u00e0 particolarmente complicata: lei lancer\u00e0 all&#8217;uomo dei messaggi assolutamente contraddittori; il suo sguardo, le sue parole, i suoi silenzi e i suoi gesti avranno sia il sapore e il chiaro significato del desiderio, dell&#8217;invito, della seduzione, sia la torpida inconsapevolezza che rende il desiderio non gi\u00e0 meno trasparente, ma certo meno comprensibile e, dunque, tanto pi\u00f9 pericoloso.<\/p>\n<p>Vi sono donne che tendono a sedurre il loro maestro, ma non lo sanno o, per meglio dire, non vogliono saperlo: il tono di voce, il sorriso, certi movimenti in apparenza casuali, scoprendo il seno o le gambe; l&#8217;invito a casa propria ad ora tarda, magari per chiarire qualche punto oscuro di un libro o di una conferenza, tutto questo viene fatto in modo apparentemente innocente, e loro stesse non saprebbero dire se consapevole o no delle implicazioni e del significato che non pu\u00f2 non assumere agli occhi di una persona di sesso maschile. Probabilmente tali donne si riservano, inconsciamente, la possibilit\u00e0 di farsi avanti o di ritrarsi, sia che il maestro abbocchi all&#8217;amo e si mostri attratto da loro, sia che resista o che, in apparenza, non si renda conto delle &quot;avances&quot;.<\/p>\n<p>Forse il loro pi\u00f9 profondo godimento non consiste n\u00e9 nel far capitolare l&#8217;uomo, n\u00e9 nel verificare quanto egli sia inattaccabile (e, quindi, si confermi come un &quot;vero&quot; maestro), ma semplicemente nel tirare avanti l&#8217;ambiguit\u00e0 del gioco il pi\u00f9 a lungo possibile, come bambine capricciose, perch\u00e9 tale ambiguit\u00e0 consente di tenere aperte tutte le porte e, quindi, d\u00e0 loro la inebriante sensazione di poter disporre a piacere sia della guerra che della pace, a seconda del loro estro. Una decisione, in un senso o nell&#8217;altro, porrebbe fine al gioco e, con esso, anche alla sensazione di potere che lo caratterizza.<\/p>\n<p>E quale rivincita migliore di questa, da parte di una discepola che ammira tanto il suo maestro, quanto lo detesta inconsciamente (proprio perch\u00e9 lo sente pi\u00f9 forte e sicuro di quanto ella sia): tenerlo sulla corda, sembrare sempre sul punto di crollare ai suoi piedi, anche sessualmente, ma non farlo mai, aspettando anzi di vedere se a capitolare sar\u00e0 proprio lui?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa succede allorch\u00e9 la discepola confusa non si rende conto che, nella propria guida spirituale, in colui che ha eletto al ruolo di Maestro (che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[249],"class_list":["post-24591","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-sessualita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}