{"id":24580,"date":"2017-11-14T04:50:00","date_gmt":"2017-11-14T04:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/14\/dio-e-piu-grande-del-peccato-ma-non-luomo\/"},"modified":"2017-11-14T04:50:00","modified_gmt":"2017-11-14T04:50:00","slug":"dio-e-piu-grande-del-peccato-ma-non-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/14\/dio-e-piu-grande-del-peccato-ma-non-luomo\/","title":{"rendered":"Dio \u00e8 pi\u00f9 grande del peccato, ma non l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>Nella ormai storica intervista concessa da papa Francesco al direttore de <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, Antonio Spadaro, che fu registrata in tre giornate distinte, il 19, 23 e 29 agosto, e poi pubblicata sul primo numero di settembre del quindicinale dei gesuiti, egli affermava di vedere la Chiesa come un ospedale da campo, nel quale si pensa anzitutto a medicare le ferite, e solo in un secondo momento, eventualmente, a parlare di dottrina. Non distingueva tra ferita e ferita: n\u00e9 fra quelle onorevoli e quelle disonorevoli, n\u00e9 fra quelle dovute alle circostanze della vita e quelle provocate dal peccato. La cosa, per lui, \u00e8 del tutto irrilevante: un medico del pronto soccorso non domanda come e perch\u00e9 il paziente si \u00e8 ferito: semplicemente lo soccorre, e, se necessario, lo opera d&#8217;urgenza. Logico: deve tentare di salvargli la vita, e deve agire con la massima tempestivit\u00e0, senza perdere neanche un minuto in questioni che non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista medico. Peccato che la similitudine scelta dal papa per definire la Chiesa sia fuorviante, e peggio: perch\u00e9, nella Chiesa, le cose non vanno come s&#8217;immagina lui, e come vorrebbe far credere. Nella Chiesa, al cospetto di Dio, e in particolare nel sacramento della Confessione, per poter medicar le ferite, bisogna sapere &#8212; discernere, direbbe lui, che ama appassionatamente questa parola &#8212; di quali ferite si tratti, e come uno se le sia fatte. Non \u00e8 la stessa cosa, dal punto di vista morale, se uno \u00e8 stato ferito mentre si introduceva in casa d&#8217;altri per rapinare, o stuprare, o uccidere, oppure se costui se l&#8217;\u00e8 fatte mentre cercava di salvare la vita a qualcuno che era minacciato da un balordo, o da un delinquente, o semplicemente da un automobilista ubriaco. Nel primo caso, la medicazione della ferita passa attraverso il pentimento, la confessione del peccato, l&#8217;accettazione dell&#8217;espiazione: nel secondo, non c&#8217;\u00e8 alcun peccato, e allora il sacerdote pu\u00f2 dare solo parole di consolazione e d&#8217;incoraggiamento. Le ferite dell&#8217;anima non sono tutte uguali e non si curano tutte con la stessa tecnica; la compassione ci vuole sempre, ma se per alcune essa \u00e8 sufficiente, per altre ci vuole ben altro: ci vuole il perdono di Dio. E il sacerdote non \u00e8 il padrone, lui stesso, di accordarlo o di negarlo: egli, nel segreto del confessionale, \u00e8 un <em>alter Christus,<\/em> e se d\u00e0 il perdono, \u00e8 perch\u00e9 Duo lo d\u00e0, e se non lo d\u00e0, \u00e8 perch\u00e9 Dio non lo ha dato. Fare il generoso con ci\u00f2 che non \u00e8 suo, da parte di un sacerdote, sarebbe un comportamento disonesto, oltre che, nel caso specifico, un sacrilegio, e dettato dal pi\u00f9 misero dei motivi:l a vanit\u00e0, l&#8217;orgoglio e il narcisismo, il demagogico desiderio di piacere con poca fatica e di ricevere applausi immeritati.<\/p>\n<p>Fra le altre cose, a un certo punto dell&#8217;intervista, il papa Francesco ha affermato, con tono di rimprovero verso i suoi sacerdoti, i suoi vescovi e i suoi predecessori sul soglio di San Pietro:<\/p>\n<p><em>Come stiamo trattando il popolo di Dio? Sogno una Chiesa Madre e Pastora. I ministri della Chiesa devono essere misericordiosi, farsi carico delle persone, accompagnandole come il buon samaritano che lava, pulisce, solleva il suo prossimo. Questo \u00e8 Vangelo puro. Dio \u00e8 pi\u00f9 grande del peccato. Le riforme organizzative e strutturali sono secondarie, cio\u00e8 vengono dopo. La prima riforma deve essere quella dell&#8217;atteggiamento. I ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionari o chierici di Stato. I vescovi, particolarmente, devono essere uomini capaci di sostenere con pazienza i passi di Dio nel suo popolo in modo che nessuno rimanga indietro, ma anche per accompagnare il gregge che ha il fiuto per trovare nuove strade.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 uno strano linguaggio, questo: un linguaggio che non aiuta a far chiarezza, ma genera malintesi, ambiguit\u00e0, fraintendimenti. Quando dice, per esempio, che\u00a0<em>i ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi<\/em>, curiosamente tace la cosa pi\u00f9 importane di tutte: che vi \u00e8 una differenza fra guidare e accompagnare qualcuno; che il sacerdote non <em>accompagna<\/em> le anime, specie se peccatrici, ma le <em>guida<\/em>: le guida verso la salvezza, che \u00e8 Dio. Di accompagnare soltanto, son capaci tutti: anche i falsi amici, anche i mercenari, anche gli sciocchi. Che vuol dire, accompagnare? Medicare, consolare, lavare le ferite: benissimo; ma la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 in quel:\u00a0<em>Va&#8217; e non peccare pi\u00f9<\/em>\u00a0che Ges\u00f9 Cristo ha detto alla donna adultera. Senza quel\u00a0<em>e non peccare pi\u00f9<\/em>\u00a0il pronto soccorso sar\u00e0 sempre intasato da una folla di persone doloranti: perch\u00e9 non appena medicate, torneranno a cadere e a farsi male. E non \u00e8 questa la ragion d&#8217;essere della Chiesa: non \u00e8 quella di compatire e commiserare perennemente quelli che cadono, ma spronarli a rialzarsi e mostrar loro la via per la quale non si cade o, se si cade, ci si rialza. La troppa compassione genera il vittimismo e trasforma chi \u00e8 caduto in un ferito cronico. E il ferito cronico, come il malato cronico, tende a diventare una vittima a tempo pieno, cio\u00e8 una vittima di professione.\u00a0 \u00c8 comodo fare le vittime di professione: gli altri devono occuparsi di tutto al posto loro, ed esse sono dispensate da ogni cosa e scusate in ogni cosa. Per\u00f2 non guariranno mai, perch\u00e9 avranno perso perfino il gusto e il desiderio di vivere una vita sana. Il peccatore non va accompagnato\u00a0<em>nel<\/em>\u00a0peccato, bens\u00ec\u00a0<em>fuori<\/em>\u00a0dal peccato. Ma perch\u00e9 ci\u00f2 sia possibile, bisogna che chi se ne prende cura sia in condizioni migliori di lui, non perch\u00e9 \u00e8 un superuomo, ma perch\u00e9 ha fede in Dio. Altrimenti, succede che il cieco pretende di &quot;accompagnare&quot; un altro cieco, e poi cadono nel fosso tutti e due.<\/p>\n<p>Scriveva santa Barolomea Capitanio (1807-1833), una giovane eccezionale, che nella sua breve vita consacr\u00f2 un&#8217;opera grandiosa, le Suore della Carit\u00e0: <em>Voglio farmi santa, presto santa, grande santa<\/em>; e <em>Bisogna penare, sudare, morire per farsi sante<\/em>; e ancora: <em>Quale consolazione in punto di morte aver servito Dio fedelmente in vita!<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 il linguaggio che dovrebbe tenere la Chiesa; cos\u00ec dovrebbero parlare i sacerdoti e i vescovi: puntare alla santit\u00e0, a santificare la propria vita. La metafora dell&#8217;ospedale da campo ne \u00e8 l&#8217;esatto contrario: e crea la mentalit\u00e0 del vittimismo da una parte, e del <em>miericordismo<\/em>, dall&#8217;altra. Certo che in guerra ci sono <em>anche<\/em> i feriti: non per questo essere feriti \u00e8 una professione; e non per questo la professione del clero \u00e8 curare la ferite. No: in guerra, quel che conta \u00e8 vincere: e la vita dell&#8217;uomo, del cristiano, \u00e8 una guerra del bene contro il male, della verit\u00e0 contro l&#8217;errore, della giustizia contro l&#8217;ingiustizia. Coloro che restano feriti hanno il diritto di essere curati; ma quale errore madornale, se il comandante in capo, invece di animare le sue truppe, di incoraggiarle a proseguire la lotta, si mette a dire, sempre e soltanto:<em>\u00a0Oh, poverini! Che brutte ferite, avete! Quanto mi fate pena!<\/em>\u00a0Un tale comandante creerebbe scoraggiamento, disorientamento,\u00a0 frustrazione; i soldati penserebbero:\u00a0<em>Noi siamo qui a combattere, a esporci, e lui, invece di guidarci all&#8217;assalto, si mette a compatire le nostre ferite!<\/em>\u00a0No, non \u00e8 questo che i soldati si aspettano da lui; non \u00e8 questo che deve fare. O capitano, forse non lo sapevi che in guerra si resta feriti, e anche uccisi? Se non lo sapevi, perch\u00e9 hai accettato di guidare l&#8217;esercito? Gli eserciti si guidano per condurli alla vittoria, non per commiserare le ferite di quelli che sono stati messi fuori combattimento. Ma tu lo sapevi: perch\u00e9, altrimenti, avresti fatto la metafora dell&#8217;ospedale da campo? Gli ospedali da campo sono necessari quando c&#8217;\u00e8 una guerra; se c&#8217;\u00e8 una guerra, vuol dire che ci sono due eserciti in lotta. Vorresti fare la guerra senza che ci fossero morti, n\u00e9 feriti? Non \u00e8 possibile; tanto pi\u00f9 che la guerra non l&#8217;abbiamo dichiarata noi, ma il Nemico dell&#8217;umanit\u00e0: quel diavolo che padre Sosa ha detto non esistere.<\/p>\n<p>E invece esiste, eccome: \u00e8 lui che ci fa la guerra; noi dobbiamo difenderci. Nella lotta, \u00e8 inevitabile che restiamo feriti. Oppure le ferite di cui parli non sono quelle, onorevoli, dei soldati che hanno combattuto, ma quelle, vergognose, dei soldati che hanno disertato, che hanno tradito, che hanno rivolto le armi contro se stessi o contro i loro compagni? In tal caso, la cura non \u00e8 quella che indichi tu: non \u00e8 la misericordia, genericamente intesa; non \u00e8 l&#8217;accompagnamento, questa parola ambigua, che hai creato apposta per confondere le idee: ma \u00e8 il pentimento. Chi si pente di aver dato ascolto al Nemico, forse si salver\u00e0; e chi non lo far\u00e0, no. E non c&#8217;\u00e8 ospedale da campo che possa curare questo tipo di ferite: perch\u00e9 chi resta nel peccato non guarir\u00e0 mai; e chi compatisce il ferito, senza dirgli, con severit\u00e0, se la dolcezza non basta, la sola cosa che \u00e8 necessaria alla guarigione, ossia che deve pentirsi, convertirsi e cambiar vita, ebbene, costui lo inganna e, sotto l&#8217;apparenza della misericordia, lo consegna alla morte. Un&#8217;esile ragazza di provincia, senza mezzi e con poco tempo per vivere, come la santa Bartolomea Capitanio, aveva cento volte pi\u00f9 fegato, pi\u00f9 intelligenza delle cose, pi\u00f9 misericordia vera e fattiva, di questo comandante in capo che ha deciso di alzare la bandiera bianca e di trasformare la guerra in una eterna lagna di autocommiserazione. Ci\u00f2 di cui hanno bisogno i cattolici \u00e8 di essere spronati alla vita di santit\u00e0, non compatiti perch\u00e9 si lasciano irretire nelle reti del Nemico. L&#8217;affermazione, poi, che Dio \u00e8 pi\u00f9 grande del peccato, \u00e8 la classica affermazione demagogica, assurda sul piano pastorale e banale sul piano teologico. Certo che Dio \u00e8 pi\u00f9 grande del peccato; ci mancherebbe altro: il fatto \u00e8 che gli uomini non lo sono; e il compito del papa non \u00e8 quello di esortare Dio, ma gli uomini. Sono gli uomini che cadono in peccato; e Dio li pu\u00f2 aiutare ad uscirne, ma solo se essi lo vogliono fermamente e intensamente; se no, no. Si chiama libero arbitrio. Lutero non ci credeva, la Chiesa cattolica, s\u00ec, e da sempre, non per una invenzione o una ripicca del Concilio di Trento. Il papa ha cambiato idea anche su questo punto? Se ha cambiato idea, lo dica apertamente: una eresia pi\u00f9, una meno, non fa pi\u00f9 tanta differenza. Ma finch\u00e9 esiste il libero arbitrio &#8211; ed esister\u00e0 fino a che esister\u00e0 l&#8217;uomo, perch\u00e9 \u00e8 un dono di Dio, il dono pi\u00f9 prezioso che Dio ha fatto ad Adamo e ai suoi discendenti &#8211; ci sar\u00e0 anche la libert\u00e0, da parte dell&#8217;uomo,di chiedere, oppure no, l&#8217;aiuto di Dio, di Ges\u00f9 Cristo, degli Angeli, dei Santi, della Vergine Maria. Cio\u00e8 vi sar\u00e0 sempre la libert\u00e0 di salvarsi o di dannarsi. Ma a che serve parlare di ci\u00f2, quando il papa dichiara che, alla fine dei tempi, Dio chiamer\u00e0\u00a0<em>tutti<\/em>\u00a0gli uomini nella sua tenda, per vivere eternamente con Lui? Se li chiamer\u00e0 tutti in paradiso, allora il Giudizio non ci sar\u00e0, l&#8217;inferno non esiste, non esiste la dannazione, non esiste alcuna differenza tra una vita di peccato e una vita di santit\u00e0. Questa \u00e8 la fine del cristianesimo: e chi pensa in questo modo, non \u00e8 pi\u00f9 cristiano, n\u00e9 cattolico &#8212; ammesso che lo sia mai stato. E qui torniamo in fondo al vicolo cieco: i cristiani ci sono ancora, ma i pastori li hanno abbandonati, la loro voce non \u00e8 quella del buon pastore, non \u00e8 la voce di chi ama le pecorelle e darebbe la sua vita per esse. D&#8217;altra parte, si tratta di un problema immenso, e non possiamo risolvere noi; noi possiamo solo pregare e attendere l&#8217;aiuto di Dio. Secondo l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 Cristo: <em>Bisogna pregare sempre, senza stancarsi mai<\/em>. E secondo quello di san Pietro:\u00a0<em>Siate temperanti, vigilate, perch\u00e9 il vostri nemico, il diavolo, come un leone ruggente si aggira in cerca di anime da divorare<\/em>.<\/p>\n<p>In conclusione la metafora dell&#8217;ospedale da campo \u00e8 auto-contraddittoria, perch\u00e9 sottintende, da un lato, che sia in atto una guerra durissima, che produce innumerevoli ferite, ma, dall&#8217;altro, che il compito dei cristiani, in questa guerra sia solo quello di lasciarsi ferire e di essere poi ospedalizzati; e che il compito della Chiesa sia quello di produrre barellieri, infermieri, anestesisti, medici e chirurghi, tutto, insomma, tranne che santi. Invece \u00e8 certo che la Chiesa rester\u00e0 viva, finch\u00e9 sapr\u00e0 produrre dei santi e delle sante; e che la guerra potr\u00e0 essere vinta, finch\u00e9 i santi ci saranno, e sapranno sacrificarsi per il Bene, generosamente, eroicamente, senza accalcarsi davanti alle tende dell&#8217;infermeria per farsi vistare dal medico, anestetizzare e operare. Per vincere, servono le truppe d&#8217;assalto, pi\u00f9 che gl&#8217;infermieri; e le truppe d&#8217;assalto sono quelle che non hanno paura, che disprezzano il pericolo, che hanno un altissimo senso del dovere e un amor di Patria altrettanto vivo. La patria dei cristiani \u00e8 il Cielo, dunque ogni cristiano dovrebbe assumere l&#8217;attitudine psicologica e morale di un soldato scelto, d&#8217;un soldato delle truppe d&#8217;assalto. Ora, la psicologia \u00e8 una cosa che dipende da fattori puramente umani; ma la morale dipende dalla religione, e la religione dipende dalla fede. Vincono le guerre coloro i quali sono animati e sostenuti da una grande fede; le perdono, inesorabilmente, coloro i quali non hanno pi\u00f9 fede in ci\u00f2 per cui combattono. Chi va sulla linea del fuoco e per prima cosa si preoccupa se c&#8217;\u00e8 l&#8217;ospedale da campo, se \u00e8 accogliente, se \u00e8 misericordioso, se vi si viene <em>accompagnati<\/em>, se vi si trova qualcosa che riscaldi il cuore, o qualcuno che cammini nella notte insieme al ferito, ebbene, costui parte gi\u00e0 sconfitto. La sconfitta d&#8217;un esercito comincia dal suo stato d&#8217;animo: a nulla gli varr\u00e0 avere un servizio logistico e di assistenza sanitaria di prim&#8217;ordine, e neanche disporre delle armi pi\u00f9 moderne ed efficienti, se il morale \u00e8 basso, le ragioni della guerra non gli sono chiare, e se ciascuno pensa solo a non farsi troppo male&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella ormai storica intervista concessa da papa Francesco al direttore de La Civilt\u00e0 Cattolica, Antonio Spadaro, che fu registrata in tre giornate distinte, il 19, 23<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,117,216],"class_list":["post-24580","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24580","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24580"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24580\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}