{"id":24576,"date":"2017-05-25T08:33:00","date_gmt":"2017-05-25T08:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/25\/dio-non-e-cattolico-e-il-papa\/"},"modified":"2017-05-25T08:33:00","modified_gmt":"2017-05-25T08:33:00","slug":"dio-non-e-cattolico-e-il-papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/25\/dio-non-e-cattolico-e-il-papa\/","title":{"rendered":"Dio non \u00e8 cattolico; e il papa?"},"content":{"rendered":"<p>Chi non ricorda la conversazione, poi resa nota sotto forma d&#8217;intervista al giornale <em>La Repubblica<\/em>, con la quale il papa, eletto da pochi mesi, annunciava il suo programma e dichiarava di voler &quot;cambiare la Chiesa&quot;? Vale la pena di andare a rileggersi, a quasi quattro anni di distanza, quella famosa e sconcertante chiacchierata, tutta infiocchettata di &quot;grazie&quot;, &quot;prego&quot;,&quot;le dispiace&quot;, &quot;ma si figuri&quot;, &quot;cosa gradisce bere?&quot;, &quot;magari un bicchier d&#8217;acqua&quot;, &quot;subito un bicchier d&#8217;acqua fresca per il papa!&quot;, che somiglia pi\u00f9 a un duetto in cui due interlocutori gigioneggiano fra loro a beneficio del pubblico. Le domande di Scalfari e le risposte del papa acquistano, a tanta distanza di tempo, un significato ancor pi\u00f9 chiaro, e ancora pi\u00f9 fosco, quasi sinistro, alla luce di tutto quel che \u00e8 accaduto nel frattempo, fuori e soprattutto dentro la Chiesa (da: Papa Francesco ed Eugenio Scalfari, <em>Dialogo tra credenti e non credenti<\/em>, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2013, pp. 65-69):<\/p>\n<p><em>FRANCESCO: &#8230; Dobbiamo essere un lievito di vita e di amore e il lievito \u00e8 una quantit\u00e0 infinitamente pi\u00f9 piccola della massa di frutti, di fiori e di alberi che da quel lievito nascono. Mi pare d&#8217;aver gi\u00e0 detto prima che il nostro obiettivo non \u00e8 il proselitismo ma l&#8217;ascolto dei bisogni, dei desideri, delle delusioni, della disperazione, della speranza. Dobbiamo ridare speranza ai giovani, aiutare i vecchi, aprire verso il futuro, diffondere l&#8217;amore. Poveri tra i poveri. Dobbiamo includere gli esclusi e predicare la pace. Il Vaticano II, ispirato da papa Giovanni e da Paolo VI, decise di guardare al futuro con spirito moderno e di aprire alla cultura moderna. I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di allora fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l&#8217;umilt\u00e0 e l&#8217;ambizione di volerlo fare.<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Anche perch\u00e9 &#8212; mi permetto di aggiungere &#8212; la societ\u00e0 moderna in tutto il pianeta attraversa un momento di crisi profonda e non soltanto economica ma sociale e spirituale. Lei all&#8217;inizio di questo nostro incontro ha descritto una generazione schiacciata sul presente. Anche noi non credenti sentiamo questa sofferenza quasi antropologica. Per questo noi vogliamo dialogare con credenti e con chi meglio li rappresenta.<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Io non so se sono il migliore che li rappresenta, ma la Provvidenza mi ha posto alla guida della Chiesa e della Diocesi di Pietro. Far\u00f2 quanto sta in me per adempiere al mandato che mi \u00e8 stato affidato.<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Ges\u00f9, come lei ha ricordato, ha detto: ama il tuo prossimo come te stesso. Le pare che questo sia avvenuto?<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Purtroppo no. L&#8217;egoismo \u00e8 aumentato e l&#8217;amore verso gli altri diminuito.<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Questo \u00e8 dunque l&#8217;obiettivo che ci accomuna: almeno parificare l&#8217;intensit\u00e0 di questi due tipi d&#8217;amore. La sua Chiesa \u00e8 pronta e attrezzata a svolgere questo compito?<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Lei cosa pensa?<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Penso che l&#8217;amore per il potere temporale sia ancora molto forte tra le mura vaticane e nella struttura istituzionale di tutta la Chiesa. Penso che l&#8217;Istituzione predomini sulla Chiesa povera e missionaria che lei vorrebbe.<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Le cose stanno infatti cos\u00ec e in questa materia non si fanno miracoli. Le ricordo che anche Francesco ai suoi tempi dovette a lungo negoziare con la gerarchia romana e con il Papa per far riconoscere le regole del suo Ordine. Alla fine ottenne l&#8217;approvazione ma con profondi cambiamenti e compromessi.<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Lei dovr\u00e0 seguire la stessa strada?<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Non sono certo Francesco d&#8217;Assisi e non ho la sua forza e la sua santit\u00e0. Ma sono il Vescovo di Roma e il papa della cattolicit\u00e0. Ho deciso come prima cosa di nominare un gruppo di otto cardinali che siamo il mio consiglio. Non cortigiani ma persone sagge e animate dai miei stessi sentimenti. Questo \u00e8 l&#8217;inizio di quella Chiesa con un&#8217;organizzazione non soltanto verticistica ma anche orizzontale. Quando il cardinal Martini ne parlava mettendo l&#8217;accento sui Concili e sui Sinodi sapeva benissimo come fosse lunga e difficile la strada da percorrere in quella direzione. Con prudenza, ma fermezza e tenacia.<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: E la politica?<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Perch\u00e9 me lo chiede? Io ho gi\u00e0 detto che la Chiesa non si occuper\u00e0 di politica.<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Per\u00f2 proprio pochi giorni fa ha rivolto un allo ai cattolici a impegnarsi civilmente e politicamente.<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Non mi sono rivolto soltanto ai cattolici ma a tutti gli uomini di buona volont\u00e0. Ho detto che la politica \u00e8 la prima delle attivit\u00e0 civili e ha un proprio campo d&#8217;azione che non \u00e8 quello della religione. Le istituzioni politiche sono laiche per definizione e operano in sfere indipendenti. Questo l&#8217;hanno detto tutti i miei predecessori, almeno da molti anni in qua, sia pure con accenti diversi. Io credo che i cattolici impegnati nella politica hanno dentro di loro i valori della religione ma una loro matura coscienza e competenza per attuarli. La Chiesa non andr\u00e0 mai oltre il compito di esprimere e diffondere i suoi valori, almeno fin quando io sar\u00f2 qui.<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Ma non \u00e8 stata sempre cos\u00ec la Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Non \u00e8 quasi mai stata cos\u00ec. Molto spesso la Chiesa come istituzione \u00e8 stata dominata dal temporalismo e molti membri e alti esponenti cattolici hanno ancora questo modo di sentire. Ma ora lasci a me di farle una domanda: lei, laico, non credente in Dio, in che cosa crede? Lei \u00e8 uno scrittore e un uomo di pensiero. Creder\u00e0 dunque in qualcosa, avr\u00e0 un valore dominante. Non mi risponda con parole come l&#8217;onest\u00e0, la ricerca, la visione del bene comune; tutti principi e valori importanti, ma non \u00e8 questo che le chiedo. Le chiedo che cosa pensa dell&#8217;essenza del mondo, anzi dell&#8217;universo. Si domander\u00e0 certo, come tutti, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Se le pine anche un bambino queste domande. E lei?<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Le sono grato di questa domanda. La risposta \u00e8 questa: io credo nell&#8217;Essere, cio\u00e8 nel tessuto dal quale sorgono le forme, gli Enti.<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio. E credo in Ges\u00f9 Cristo, sua incarnazione. Ges\u00f9 \u00e8 il mio maestro e il mio pastore, ma Dio, il Padre, Abb\u00e0, \u00e8 la luce e il Creatore. Questo \u00e8 il mio Essere. Le sembra che siamo molto distanti?<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: Siamo distanti nei pensieri, ma simili come persone umane, animate inconsapevolmente dai nostri istinti che si trasformano in pulsioni, sentimenti, volont\u00e0, pensiero e ragione. In questo siamo simili.<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Ma quello che voi chiamate l&#8217;Essere, vuole definire come lei lo pensa?<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: L&#8217;Essere \u00e8 un tessuto di energia. Energia caotica ma indistruttibile e in eterna caoticit\u00e0. Da quell&#8217;energia emergono le forme quando l&#8217;energia arriva al punto di esplodere. Le forme hanno le loro leggi, i loro campi magnetici, i loro elementi chimici, che si combinano casualmente, evolvono e infine si spengono, ma la loro energia non si distrugge. L&#8217;uomo \u00e8 probabilmente il solo animale dotato di pensiero, almeno in questo nostro pianeta e sistema solare. Ho detto \u00e8 animato da istinti e desideri ma aggiungo che contiene anche dentro di s\u00e9 una risonanza, un&#8217;eco, una vocazione di caos.<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: Va bene. Non volevo che mi facesse un compendio della sua filosofia e mi ha detto quanto mi basta. Osservo dal canto mio che Dio \u00e8 luce che illumina le tenebre anche se non le dissolve e una scintilla di quella luce divina \u00e8 dentro ciascuno di noi. Nella lettera che le scrissi ricordo d&#8217;aver detto che anche la nostra specie finir\u00e0 ma non finir\u00e0 la luce di Dio che a quel punto invader\u00e0 tutte le anime e tutto sar\u00e0 in tutti.<\/em><\/p>\n<p><em>SCALFARI: S\u00ec, lo ricordo bene, disse &quot;tutta la luce sar\u00e0 in tutte le anime&quot; il che &#8212; se posso permettermi &#8212; d\u00e0 pi\u00f9 una figura di immanenza che di trascendenza.<\/em><\/p>\n<p><em>FRANCESCO: La trascendenza resta perch\u00e9 quella luce, tutta in tutti, trascende l&#8217;universo e le specie che in quella fase lo popolano&#8230;<\/em><\/p>\n<p>In mezzo a tutto questo delizioso tubare, cinguettare, vezzeggiare, al netto dei nastri e dei fiocchetti coi quali i due interlocutori brindano e festeggiano il riavvicinamento fra atei e cattolici &#8211; sempre col sottinteso che sono i secondi a dover fare non uno, ma cento passi indietro, in nome del laicismo e del secolarismo pi\u00f9 espliciti, mentre i primi si limitano a sorridere affabilmente e a dar loro la pagella, a seconda di quanto hanno saputo allontanarsi dalla loro sacrosanta tradizione, in nome del dialogo col mondo e con la civilt\u00e0 moderna -, analizzando le precise domande e risposte, quello che emerge \u00e8 un quadro desolante di disordine dottrinale, di leggerezza teologica, di buonismo e malinteso zelo umanitario, senza pi\u00f9 quasi nulla di realmente cattolico. Basta grattare appena un po&#8217; sotto la superficie delle belle espressioni, e si mette a nudo l&#8217;essenza del discorso del papa: un discorso immanentista, relativista, gnostico, che trova mille convergenze con le idee di Scalfari, semplicemente perch\u00e9 ne \u00e8 una versione di poco difforme, solo superficialmente (e malamente) spruzzata di cattolicesimo. Ma di vero cattolicesimo, ripetiamo, non c&#8217;\u00e8, in effetti, praticamente nulla, se non l&#8217;apparenza; e, sovente, nemmeno quella.<\/p>\n<p>Dunque, partiamo dal principio del brano che abbiamo scelto (l&#8217;intera conversazione fra i due conterrebbe moltissime altre stranezze, incongruenze e autentiche eresie, in bocca ad un papa cattolico). Innanzitutto, il papa si vanta di aver rinunciato al proselitismo, in sostituzione del quale pone in primo piano <em>l&#8217;ascolto dei bisogni, delle delusioni ecc<\/em>. Non solo: ha anche affermato che <em>il proselitismo \u00e8 una solenne sciocchezza<\/em>. Insomma, basta proselitismo e, in cambio, tanta psicologia: ma questa \u00e8 religione? Questo \u00e8 cristianesimo? Ges\u00f9 aveva detto no al proselitismo, lo considerava una solenne sciocchezza? Al contrario: Ges\u00f9 \u00e8 venuto per annunciare il Vangelo; chi non fa altrettanto, semplicemente non \u00e8 cristiano. Lo ha detto il divino Maestro: <em>Andate in tutto il mondo a battezzare e ad annunciare il Vangelo: chi sar\u00e0 battezzato e creder\u00e0, sar\u00e0 salvo, ma chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato.<\/em> Questo \u00e8 quanto ha raccomandato Ges\u00f9; dunque, il vangelo che il papa sta predicando non \u00e8 quello del divino Maestro, ma \u00e8 un&#8217;altra cosa, molto umana.<\/p>\n<p><em>Dobbiamo ridare speranza ai giovani, aiutare i vecchi, aprire verso il futuro, diffondere l&#8217;amore. Poveri tra i poveri.<\/em> Questo \u00e8 un discorso assai generico, che pu\u00f2 stare benissimo in bocca a un ateo, a un massone, a un anticristiano; un discorso di tipo sociologico, con la rivendicazione finale della povert\u00e0 quale condizione fondamentale per essere credibili. Ma Ges\u00f9 non aveva di queste ipocrisie, non faceva simili sparate demagogiche: non si diceva povero fra i poveri, perch\u00e9 povero non era. Di certo non era ricco; ma l&#8217;assistenza economica di un gruppo di facoltosi devoti, e specialmente di rispettabili matrone, gli consentiva l&#8217;indipendenza dal bisogno e la necessaria libert\u00e0 di movimenti. Perci\u00f2 non andava fra i poveri a proclamarsi povero come loro; inoltre, non considerava la battaglia contro la povert\u00e0 economica come un aspetto centrale della sua missione. I poveri di cui parlava, e cui prometteva il Regno dei Cieli, erano i poveri in spirito: i miti, gli umili, i semplici, le persone prive di arroganza intellettuale. Proclamarsi poveri fra i poveri \u00e8 un vezzo della teologia della liberazione, che, fra l&#8217;altro, \u00e8 stata formalmente condannata da Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p><em>Il Vaticano II, ispirato da papa Giovanni e da Paolo VI, decise di guardare al futuro con spirito moderno e di aprire alla cultura moderna. I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di allora fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l&#8217;umilt\u00e0 e l&#8217;ambizione di volerlo fare.<\/em> In queste tre frasi c&#8217;\u00e8 tutto il programma modernista. Si parla del Vaticano II come fosse stato l&#8217;unico Concilio e come se la Chiesa fosse nata allora, o solo allora avesse compreso il vero significato del Vangelo. Aprire alla cultura moderna! Che bella espressione; suona bene, riempie la bocca: peccato che sia una espressione eretica. La cultura moderna, nata dalla Rivoluzione francese, \u00e8 anticristiana per essenza e per vocazione: per un vero cristiano, essa \u00e8 il &quot;mondo&quot; nel senso giovanneo del termine, ci\u00f2 che si oppone al disegno amorevole di Dio. La cultura moderna ha dichiarato guerra a morte al Vangelo e non pu\u00f2 coesistere con la Chiesa, perch\u00e9 propone un modello di uomo e di societ\u00e0 che \u00e8 l&#8217;esatta antitesi di quello cristiano: un mondo dominato dal caso e dalla brutalit\u00e0 delle leggi economiche, un uomo interamente terrestre, che non alza gli occhi al Cielo perch\u00e9 conta solo su se stesso. Poi Francesco rimprovera alla Chiesa degli ultimi decenni di aver seguito troppo timidamente la strada indicata dal Concilio, laddove, come tutti sanno, gli altri papi, primo fra tutti quel Paolo VI che egli cita pretestuosamente e in mala fede, hanno sempre messo in guardia contro gli eccessi, gli stravolgimenti e gli abusi venuti di moda dopo il Concilio; e Benedetto XVI, il suo predecessore &#8212; che, guarda caso, \u00e8 ancora vivo e vegeto, perch\u00e9 \u00e8 stato costretto ad abdicare anzitempo &#8212; lo ha fatto ancor pi\u00f9 degli altri. Ma lui, no: lui, Francesco, vuole fare molto di pi\u00f9, nella direzione indicata dal Concilio, di quanto non sia stato fatto finora. Con un tono falsamente pacato, egli pronuncia una dichiarazione di guerra: non contro i nemici della Chiesa, ma contro quelli che lui considera i nemici interni: quanti non condividono la sua idea. Situazione paradossale, inquietante: non era mai accaduto che un papa annunciasse di voler governare la Chiesa in maniera tale da trattare come ostacoli che vanno rimossi i fedeli che restano legati alla Tradizione.<\/p>\n<p>Seguono un paio di imbeccate di Scalfari, cui il papa risponde raddoppiando la dose di critiche alla Chiesa, per far vedere che lui non ha il complesso del clericalismo, anzi, sa essere pi\u00f9 duro dei laici nel puntare il dito contro la sua stessa parte, cio\u00e8 il mondo dei credenti. All&#8217;intervistatore che gli domanda se i credenti hanno messo in pratica il precetto di Ges\u00f9: <em>Ama il prossimo tuo come te stesso<\/em>, Bergoglio risponde che non solo non \u00e8 avvenuto, ma che l&#8217;egoismo \u00e8 aumentato e l&#8217;amore diminuito. Considerazione generica, di sapore &quot;politico&quot; e propagandistico, dato che non viene precisato di chi si stia parlando, se della Chiesa o della societ\u00e0 in generale; si ha l&#8217;impressione che, in fondo, la cosa non abbia molta importanza, l&#8217;importante \u00e8 negare che la venuta di Cristo abbia portato un po&#8217; pi\u00f9 di amore nel mondo. Il che, per un cattolico, non solo \u00e8 falso, ma blasfemo, perch\u00e9 equivale a dire che l&#8217;Incarnazione \u00e8 stata un inutile spreco della divina Provvidenza, e che Ges\u00f9, sulla croce, \u00e8 morto per niente. E alla ulteriore domanda di Scalfari, se la Chiesa sia pronta a diffondere l&#8217;amore, Francesco risponde con una contro-domanda: <em>Lei cosa ne pensa?<\/em>; Scalfari allora dice che la Chiesa si \u00e8 lasciata fuorviare dalla brama del potere temporale, e subito il papa conferma. Non c&#8217;\u00e8 contraddittorio, non c&#8217;\u00e8 vera discussione, n\u00e9 dialettica dei diversi: \u00e8 come se parlasse uno solo dei due, l&#8217;altro non fa che confermare e rincarare le affermazioni del primo. Ed \u00e8 il laico, il capo del &quot;partito&quot; anticristiano, a dare costantemente il <em>la<\/em>.<\/p>\n<p>Poi, dopo aver suggerito un parallelismo tra la figura e l&#8217;opera di san Francesco d&#8217;Assisi, e la propria figura, nonch\u00e9 l&#8217;opera che si accinge ad intraprendere (pur negando, con trasparente ipocrisia, che quel paragone si possa fare), il papa annuncia di voler riformare profondamente la gerarchia della Chiesa e di voler <em>nominare un gruppo di otto cardinali che siamo il mio consiglio. Non cortigiani ma persone sagge e animate dai miei stessi sentimenti. Questo \u00e8 l&#8217;inizio di quella Chiesa con un&#8217;organizzazione non soltanto verticistica ma anche orizzontale.<\/em> Invece, possiamo dirlo a distanza di quattro anni, non \u00e8 andata cos\u00ec: il papa si \u00e8 circondato proprio di servitori, di meri esecutori della sua volont\u00e0, <em>di persone che pensano come lui<\/em>, agendo con un autoritarismo quale mai si era visto negli ultimi cento anni, rimuovendo le persone per lui scomode, ignorando le obiezioni, insultando, ridicolizzando e sbeffeggiando le voci critiche, polemizzando aspramente e quasi ogni giorno con chi ha un&#8217;altra idea di ci\u00f2 che deve essere la Chiesa. Di fatto, la sua crociata contro il verticismo e per l&#8217;instaurazione di una struttura orizzontale sta procedendo con la democraticit\u00e0 e la rispettosit\u00e0 di una <em>caterpillar<\/em> in un negozio di cristalleria: il che dimostra che si pu\u00f2 agire in modo tirannico anche se ci si muove a favore della dimensione orizzontale. I conservatori e i sostenitori della gerarchia non hanno per niente l&#8217;esclusiva nell&#8217;uso dei metodi autoritari. Questo si chiama totalitarismo democratico, e l&#8217;azione del papa ne \u00e8 un esempio.<\/p>\n<p>Dopo aver fatto l&#8217;elogio, <em>en passant<\/em>, del cardinal Martini, il grande amico di tutti i massoni e colui che pi\u00f9 si \u00e8 adoperato per la rivincita delle idee moderniste nella dottrina e nella prassi della Chiesa, gi\u00e0 condannate come eretiche da san Pio X, il papa proclama solennemente, e ribadisce, che la <em>sua<\/em> chiesa non si occuper\u00e0 affatto di politica: invece si \u00e8 visto con quale inaudita irruenza, con quale mai vista pesantezza egli sia entrato a gamba tesa nelle elezioni statunitensi e abbia preso posizione apertamente contro il candidato repubblicano, Donald Trump. Se ne deduce che, per lui, la Chiesa non deve occuparsi di politica quando le vicende politiche, nei vari Stati, vanno cos\u00ec come egli desidera; ma che se ne intende occupare, eccome, calpestando ogni regola e ignorando il volere dei popoli sovrani, se le cose vanno diversamente. Piccolo dettaglio: fra Clinton e Trump, il programma meno lontano dall&#8217;etica cristiana era senz&#8217;altro quello di Trump. Di nuovo, Scalfari d\u00e0 l&#8217;imbeccata al papa: la Chiesa, dice, finora non ha seguito sempre la regola di astenersi dalle intromissioni politiche; e subito questi raccoglie e rilancia: non lo ha fatto quasi mai. Come dire: <em>Su questo terreno, mio caro, non mi lascio superare a sinistra: se si tratta di dir male della Chiesa, io ne dir\u00f2 sempre peggio di quel che potresti dire tu. Se tu la definisci ladra, io la chiamer\u00f2 assassina<\/em>. <em>Non mi coglierai in flagrante reato di difensore della Chiesa<\/em>. Certo, non l&#8217;ha detto, ma il senso di questo duetto \u00e8 evidentissimo; strano modo di fare il pastore del gregge.<\/p>\n<p>Ed eccoci al passaggio pi\u00f9 inquietante, pi\u00f9 fosco, di tutta l&#8217;intervista. Il papa chiede a sua volta a Scalfari come lui veda il mondo: questi risponde che il modo \u00e8 energia, una energia indistruttibile, che si sprigiona in modo caotico, e che incessantemente trasforma gli Enti (chiss\u00e0 perch\u00e9, con la lettera maiuscola): insomma, fornisce un compendio che sta a mezza via fra la New Age e il Grande Architetto dell&#8217;Universo di deistica memoria, con una spruzzata di esistenzialismo e di nichilismo (perch\u00e9 questa energia \u00e8 caos allo stato puro, e produce le cose in maniera casuale; solo quando cominciano a esistere, esse seguono delle leggi precise, quelle del mondo materiale). Richiesto, a sua volta, in che cosa creda, ecco che il papa d\u00e0 questa risposta provocatoria (non per Scalfari, ma per i credenti)<em>: Io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio. E credo in Ges\u00f9 Cristo, sua incarnazione. Ges\u00f9 \u00e8 il mio maestro e il mio pastore, ma Dio, il Padre, Abb\u00e0, \u00e8 la luce e il Creatore. Questo \u00e8 il mio Essere. Le sembra che siamo molto distanti?<\/em> Con il suo ormai ben noto gusto maligno di sconcertare e mettere in crisi i fedeli, comincia col dire di non credere in un Dio cattolico, perch\u00e9 Dio non \u00e8 cattolico. Si tratta di un&#8217;affermazione che, per un verso, \u00e8 addirittura banale, tanto \u00e8 lapalissiana (come dire che Marx non \u00e8 marxista, o Freud non \u00e8 freudiano), ma, dall&#8217;altro, \u00e8 tutt&#8217;altro che banale e innocente: \u00e8 puro veleno, perch\u00e9 insinua e suggerisce che il Dio di cui parlano i cattolici sia un&#8217;illusione, perch\u00e9 il vero Dio non \u00e8 cattolico, n\u00e9 luterano, n\u00e9 giudeo, n\u00e9 islamico, ma, forse, un po&#8217; di tutte queste cose insieme (sincretismo). Oh, ma \u00e8 molto bravo, il papa, a non farsi cogliere in esplicita eresia: le eresie le suggerisce, tira il sasso e nasconde la mano. Se Dio non \u00e8 cattolico, significa forse che il cattolicesimo ci d\u00e0 una rappresentazione inadeguata, o addirittura falsa, di Dio? Questo \u00e8 quel che viene in mente a chi sente, sulla bocca del papa, un&#8217;affermazione cos\u00ec recisa: <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>. Invece avrebbe dovuto dire: Anche se Dio, in Se stesso, nessuno lo conosce, i cattolico lo conoscono attraverso il suo Figlio, Ges\u00f9 Cristo, che una volta disse esplicitamente ai suoi discepoli: <em>Chi ha visto me, ha visto il Padre<\/em>. Questo, una volta (quando si studiava il <em>Catechismo di Pio X<\/em>), avrebbe saputo dirlo anche un bambino di sei anni, frequentante la prima elementare. Ora, il papa pu\u00f2 permettersi di dire che Dio non \u00e8 cattolico, con quel gusto maligno della dissacrazione che lo caratterizza, mettendo in ansia e in affanno tutte le vecchiette, tutte le anime semplici, tutti i bambini, tutti i credenti che non hanno letto libri di teologia e che non possiedono un&#8217;intelligenza eccelsa: e questo, oltre che scandalo dato alle pecorelle, \u00e8 anche una forma di gnosticismo. Ci sarebbero, dunque, due livelli di religione: uno per il popolo bue, convinto che Dio sia cattolico, e uno per i sapienti e gli uomini mondo, come i cardinal Martini e il papa Francesco &#8211; graditi ospiti nei salotti <em>radical chic<\/em> e fra i comunisti al caviale &#8211; i quali, bench\u00e9 cattolici, sanno che Dio non lo \u00e8 per niente. Di nuovo, c&#8217;\u00e8 un particolare che non quadra: che Ges\u00f9, in persona, ha detto, esultando (sono le precise parole dell&#8217;evangelista): <em>Ti rendo lode, o Padre, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli e ai semplici. S\u00ec, o Padre, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a Te!<\/em><\/p>\n<p>Quando poi il papa passa a precisare meglio ci\u00f2 in cui crede, le sue parole si fanno ancor pi\u00f9 equivoche, acquistano un suono ben poco familiare per un credente, specie quando afferma <em>anche la nostra specie finir\u00e0 ma non finir\u00e0 la luce di Dio che a quel punto invader\u00e0 tutte le anime e tutto sar\u00e0 in<\/em> tutti; tanto che persino Scalfari, fra scandalizzato e compiaciuto, sente il dovere di osservare che la frase <em>tutta la luce sar\u00e0 in tutte le anime<\/em> ha un sapore pi\u00f9 d&#8217;immanenza che di trascendenza<em>.<\/em> Il papa tenta di replicare, ma non convince: infatti, san Paolo non dice che <em>tutta la luce sar\u00e0 in tutte le anime,<\/em> ma che <em>Dio sar\u00e0 tutto in tutti<\/em>. Ora, se un ateo dice al papa: <em>Lei parla come uno che non crede alla trascendenza di Dio, ma all&#8217;immanenza dell&#8217;Essere,<\/em> forse c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va. Forse \u00e8 giunto il tempo che i cattolici si scuotano e si facciano la semplice, ma scomoda domanda: <em>In cosa crede questo papa, che non s&#8217;inginocchia mai davanti al Corpo del Nostro Signore, Ges\u00f9 Cristo?<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi non ricorda la conversazione, poi resa nota sotto forma d&#8217;intervista al giornale La Repubblica, con la quale il papa, eletto da pochi mesi, annunciava il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[107,109,216,262],"class_list":["post-24576","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-papi","tag-vaticano-ii"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24576"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24576\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}