{"id":24575,"date":"2017-11-18T05:34:00","date_gmt":"2017-11-18T05:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/18\/dio-non-vuole-cio-che-ripugna-ai-fini-della-natura\/"},"modified":"2017-11-18T05:34:00","modified_gmt":"2017-11-18T05:34:00","slug":"dio-non-vuole-cio-che-ripugna-ai-fini-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/18\/dio-non-vuole-cio-che-ripugna-ai-fini-della-natura\/","title":{"rendered":"Dio non vuole ci\u00f2 che ripugna ai fini della natura"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un pensiero di Dante Alighieri, e si trova nel <em>De Monarchia<\/em> (2,2); ricavato, indirettamente, dal pensiero di san Tommaso d&#8217;Aquino &#8212; nonch\u00e9 di Aristotele -, suona cos\u00ec: <em>Illud quod naturae intentioni repugnat, Deus nolit<\/em>, ossia: ci\u00f2 che ripugna all&#8217;intenzione della natura, \u00e8 anche contrario al volere di Dio. Ed \u00e8 uno di quei pensieri dalla profondit\u00e0 abissale, che affascinano e catturano la mente, sollecitano infiniti approfondimenti e riflessioni, e offrono un prisma attraverso cui leggere e interpretare tutti quegli aspetti della realt\u00e0 che ci lasciavano perplessi, perch\u00e9 facevamo fatica a farli rientrare in un quadro complessivo di carattere razionale. Naturalmente, \u00e8 un pensiero tipicamente aristotelico, col suo finalismo esplicito: la natura tende alla realizzazione di certi fini; le cose non si muovono a caso; vi \u00e8 un ordine nell&#8217;universo, e anche dentro noi stessi, un ordine che pu\u00f2 sfuggire all&#8217;occhio superficiale, ma senza il quale ogni singola cosa piomberebbe nella nebbia, e il mondo non sarebbe altro che un caos, inutile e insensato.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 la cultura moderna, da Galilei in poi, ha sdegnosamente rifiutato ogni tipo di finalismo, succede che un tale concetto, pur essendo in armonia con il buon senso, oltre che con secoli di tradizione filosofica e teologica, ci appaia oggi come una specie di masso erratico, abbandonato dagli agenti atmosferici a grande distanza dal suo luogo di origine: un qualcosa di strano nel nostro paesaggio mentale, una eccentricit\u00e0, se non peggio. Eppure, proviamo a riflettere: non \u00e8 forse vero che vi sono cose che sono in accordo con la natura, e altre che ad essa ripugnano? E non \u00e8 evidente che, se una cosa ripugna alla natura, non pu\u00f2 essere voluta da Dio, ma, al contrario, Dio non la vuole, la disapprova, la proibisce? Non qualsiasi cosa provenga dalla natura, \u00e8 buona in se stessa; e non tutto ci\u00f2 che procede dalla natura va accettato senz&#8217;altro, cos\u00ec come si presenta. In noi stessi vi sono degli istinti, degli impulsi, che evidentemente sono naturali, e che, altrettanto evidentemente, non sono buoni, e che sarebbe un errore gravissimo prendere come se fossero tali, assecondandoli e concedendo loro di manifestarsi pienamente. Al contrario, su tali istinti ed impulsi \u00e8 necessario che noi esercitiamo la massima sorveglianza, affinch\u00e9 non prendano possesso della nostra volont\u00e0 e non ci portino su strade pericolose, provocando la nostra stessa distruzione, oltre che il male altrui. La natura che noi conosciamo, che noi viviamo, \u00e8 la natura ferita dal Peccato originale; non \u00e8 la natura uscita buona e perfetta dalle mani del Creatore. Nondimeno, anche cos\u00ec ferita, essa conserva, sia pure velata, la luce dello splendore originario; anche cos\u00ec stravolta, in essa si scorge ancora qualche traccia della primitiva perfezione. Pertanto, \u00e8 banale l&#8217;obiezione di chi sostiene che, secondo natura, i deboli soccombono, ma che questa non pu\u00f2 essere l&#8217;intenzione del Creatore: perch\u00e9 \u00e8 ovvio che la ragione ci \u00e8 stata data per correggere, in un certo senso, quel che la natura, ferita deal Peccato originale, non \u00e8 pi\u00f9 in grado di dare spontaneamente, anzi, tende a negare. Il cristianesimo non \u00e8 certo un naturalismo, al contrario, \u00e8 l&#8217;opposto del naturalismo; ma non perch\u00e9 la natura sia la sua controparte negativa, bens\u00ec, semplicemente, perch\u00e9 la natura \u00e9 stata coinvolta dalla disobbedienza di Adamo ed Eva nelle tragiche conseguenze del Peccato.<\/p>\n<p>Quanti pretendono di contrapporre la &quot;sanit\u00e0&quot; della natura alla &quot;malattia&quot; del cristianesimo, e sono stati tanti, tantissimi negli ultimi tre secoli, dall&#8217;illuminismo in poi &#8211; \u00e8 addirittura un luogo comune della cultura moderna, al punto che fa quasi notizia se qualche pensatore o scrittore non vi si uniforma &#8212; considerano, della natura, solo ci\u00f2 che di volta in volta, torna utile al loro ragionamento. Invece bisogna avere il coraggio di guardare la natura nel suo insieme, nella totalit\u00e0 delle sue manifestazioni: &quot;naturale&quot; \u00e8 che tutte le creature cerchino la luce, e dunque, sul piano spirituale, che esse cerchino la verit\u00e0; ma &quot;naturale&quot; \u00e8 anche che il pi\u00f9 forte prevarichi sul pi\u00f9 debole, e che il pi\u00f9 debole soccomba, se non vi sono degli opportuni interventi per dotarlo delle difese necessarie a sopravvivere. Non \u00e8 segno di onest\u00e0 intellettuale contemplare solo la natura amica; bisogna saper guardare in faccia la natura anche quando essa \u00e8 nostra nemica.<\/p>\n<p>Che la natura non sia buona in se stessa, nella condizione presente delle cose, lo vede, se vuole, anche chi non si arrende che di fronte all&#8217;evidenza. Si osservino due bambini, lasciati liberi di giocare per un po&#8217; di tempo, senza l&#8217;intervento degli adulti: due bambini molto piccoli, dai due ai quattro, cinque anni, prima dell&#8217;asilo o della scuola d&#8217;infanzia. Non ci vorr\u00e0 molto perch\u00e9 uno dei due s&#8217;impadronisca dei giocattoli pi\u00f9 belli, o si metta comunque a infastidire l&#8217;atro, o l&#8217;altra, di solito il pi\u00f9 piccolo, o quello pi\u00f9 timido, pi\u00f9 remissivo: cos\u00ec, per il puro e semplice gusto di molestarlo. Se l&#8217;adulto non interviene, potrebbe anche fargli del : non certo per cattiveria &#8211; a quell&#8217;et\u00e0 la morale non \u00e8 ancora entrata in gioco &#8211; ma perch\u00e9 tale \u00e8 l&#8217;impulso che porta gli esseri umani a prevaricare sui loro simili, e anche sul resto del creato. Vogliamo lasciare un bambino di quell&#8217;et\u00e0 libero di fare quel che vuole con un piccolo animale? Prima o poi, bisogner\u00e0 intervenire per salvare l&#8217;uccellino, o il gattino, o il cucciolo di cane, da una brutta fine: potrebbe anche ucciderlo, magari senza volerlo con piena consapevolezza, ma solo cos\u00ec, per il gusto di stringerlo, di strapazzarlo, di trattarlo come se fosse un animaletto di pezza. E non sar\u00e0 il disperato squittire, miagolare o guaire della bestiola, a fermarlo o impietosirlo; cos\u00ec come non serviranno a fargli deporre la sua prepotenza, le lacrime del compagno pi\u00f9 piccolo. C&#8217;\u00e8 qualcosa di tremendo, nell&#8217;egoismo e nella inconsapevole crudelt\u00e0 del bambino piccolo, che persegue ferocemente il suo piacere o il suo potere, a danno di qualcuno che non pu\u00f2 difendersi nei suoi confronti: \u00e8 il paradigma e il simbolo vivente della condizione umana, segnata da quella che la teologia morale chiama concupiscenza. \u00c8 la tendenza al male, al peccato; in questo caso, trattandosi di un bambino in et\u00e0 pre-morale, una tendenza al male inconsapevole, ma pur sempre al male. E quel male, con buona pace di Rousseau, viene proprio dalla sua natura: non da altro.<\/p>\n<p>Oppure prendiamo il tema della libert\u00e0 sessuale, tanto caro a quanti, in nome degli impulsi naturali, rivendicano la perfetta liceit\u00e0 di qualsiasi comportamento, purch\u00e9 espresso nelle forme di una reciproca intesa fra soggetti consenzienti e, possibilmente, adulti. Oggi si parla molto, anche troppo, del cosiddetto amore omosessuale (in realt\u00e0 omoerotico, la sessualit\u00e0 essendo una faccenda che riguarda il maschile e il femminile, sempre e comunque). Come \u00e8 stato giustamente osservato anche sotto l&#8217;aspetto strettamente fisiologico, per esempio dalla dottoressa Silvana De Mari, il rapporto fra due maschi \u00e8 contrario alla natura, per la semplice e inoppugnabile ragione che l&#8217;apparato escretore \u00e8 stato &quot;pensato&quot; dalla natura per svolgere la funzione di eliminare le feci e non per surrogare le funzioni, e quindi gli organi, dell&#8217;apparato riproduttivo: una verit\u00e0 addirittura lapalissiana, che \u00e8 costata una quantit\u00e0 di querele alla dottoressa da parte di chi non vuole accettare la &quot;natura&quot;, quando la natura smentisce le sue teorie, ma la cita come modello solo quando pare confermarle. Per essere ancora pi\u00f9 chiari: sia l&#8217;aspetto doloroso della penetrazione anale, sia la frequenza delle malattie sessualmente trasmissibili che essa provoca, sono una conseguenza di questa evidente discrepanza tra le finalit\u00e0 della natura e la pretesa, da parte dell&#8217;uomo, d&#8217;imporre alla natura dei comportamenti che vanno contro di essa. In termini ancora pi\u00f9 semplici: se la natura ha &quot;inventato&quot; il principio maschile e quello femminile, qualche ragione ci sar\u00e0. La natura non fa niente per gioco e non produce cose inutili o insensate; la pretesa di piegarla a dei fini completamente diversi da quelli che essa persegue, \u00e8 la stessa che si nota nella medicina, e soprattutto nella biologia e nella genetica, pi\u00f9 spregiudicate, le quali, appunto, &quot;giocano&quot; con la natura, per trasformarla in qualcosa di completamente diverso da ci\u00f2 che essa \u00e8, anzi, di opposto. Strano: quegli stessi che si ergono a paladini del diritto di morire &quot;senza accanimento terapeutico&quot;, in realt\u00e0 intendendo la libert\u00e0 di morire sospendendo le terapie, e quegli stessi che, per difendere la cosiddetta libert\u00e0 di scelta della madre, si fanno assertori dell&#8217;aborto volontario, cio\u00e8 della soppressione del nascituro, andando nel primo caso contro la medicina e nel secondo contro la natura, nel caso della sodomia pretendono poi di sostenere che essa \u00e8 perfettamente naturale, sia come istinto che come pratica, e infatti hanno chiesto e ottenuto il suo riconoscimento sotto forma di una specie di parodia del matrimonio; ma non potranno mai dimostrare ci\u00f2 che \u00e8 palesemente falso, ossia che la natura ha &quot;programmato&quot; il maschio per avere rapporti con un altro maschio, anzich\u00e9 con la donna; n\u00e9, soprattutto, che una tale unione, intrinsecamente e necessariamente sterile, possa stare sullo stesso piano di necessit\u00e0 e dignit\u00e0 dell&#8217;unione fra l&#8217;uomo e la donna, che \u00e8 benedetta da Dio in quanto feconda.<\/p>\n<p>Il nostro modello, pertanto, non deve essere la natura, che \u00e8 imperfetta, ma Dio, che \u00e8 perfetto: <em>Siate voi dunque perfetti<\/em>, dice Ges\u00f9 rivolto alla folla, <em>come perfetto \u00e8 il Padre vostro nei cieli<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 5, 48). La natura deve essere, in certi casi, &quot;corretta&quot;, perch\u00e9 inadeguata o insufficiente, in altri deve essere seguita come una madre e una maestra: sia che la seguiamo, sia che la &quot;correggiamo&quot;, tuttavia, il nostro criterio fondamentale dovrebbe essere quello di seguirne il solco, fin dover possibile e dove opportuno, e poi procedere in qualche altro modo, mai, per\u00f2, rifiutandola o contraddicendola frontalmente, mai con la pretesa di &quot;rifarla&quot; e di capovolgerla, e, soprattutto, mai allontanandosi da essa per un fine che sia peggiorativo, ma sempre per un fine migliorativo, tenendo conto di ci\u00f2 a cui le creature, e l&#8217;uomo specialmente, sono chiamate ad essere. La domanda fondamentale, perci\u00f2, non dovrebbe essere: <em>cosa ci suggerisce di fare la natura?,<\/em> bens\u00ec: <em>a quale fine tende la nostra natura?<\/em> E, per rispondere a questa domanda, bisogna tener presente che l&#8217;uomo \u00e8 solo in parte una creatura naturale, con un fine naturale; per l&#8217;altra parte, invece, \u00e8 una creatura che ha una dimensione soprannaturale e tende ad un fine soprannaturale. Il fine naturale dell&#8217;uomo \u00e8 simile a quello degli altri mammiferi, degli altri animali e degli altri esseri viventi: conservare il proprio essere, accrescersi, riprodursi. Il suo fine soprannaturale \u00e8 quello di cercare la verit\u00e0, e la verit\u00e0, per la creatura, \u00e8 arrivare a conoscere, adorare e servire il Creatore.<\/p>\n<p>Tutte le filosofie relativiste sono nemiche della verit\u00e0, perch\u00e9 negano che questa esista, oppure &#8211; il che \u00e8 lo stesso &#8211; che sia raggiungibile dall&#8217;uomo; e tutte vorrebbero rinchiuderlo e imprigionarlo entro un orizzonte puramente immanentistico, consegnando alla sua transitoriet\u00e0 e caducit\u00e0, come se la morte fosse il suo destino. Dio, per\u00f2, non ha ci ha creati per la morte, ma per la vita; cos\u00ec come non ha creato il mondo per il nulla, ma per la pienezza. Se noi fossimo stati creati per la morte, non si riscontrerebbe, n\u00e9 in noi stessi, n\u00e9 nell&#8217;universo, quell&#8217;ordine che, invece, vi si riscontra; e non vi si riscontrerebbero quelle finalit\u00e0 che sono inscritte nella natura stessa delle cose. La prima delle quali \u00e8 la ricerca delle perfezione: tutte le cose tendono ad uno stato di perfezione, cio\u00e8 tendono a realizzare il proprio essere nella maniera pi\u00f9 piena, pi\u00f9 ordinata, pi\u00f9 veritiera e pi\u00f9 felice: infatti, dire che le cose sono fatte per la perfezione \u00e8 lo stesso che dire che esse sono fatte per la felicit\u00e0. La felicit\u00e0 della creatura consiste nel raggiungere la propria perfezione: e siccome tutte tendono ad essere perfette, anche se nessuna vi riesce interamente, ci\u00f2 \u00e8 il segno che la felicit\u00e0 \u00e8 il loro destino, e non l&#8217;insensatezza di un&#8217;esistenza destinata a perdersi nel nulla e nella morte. Nel caso dell&#8217;uomo, la perfezione consiste nel realizzare quella somiglianza con Dio che \u00e8 inscritta nel suo disegno originario, in quanto creatura fatta ad immagine di Lui. Vi sono, per\u00f2, due maniere di tendere a tal fine: una, gonfia di superbia, \u00e8 quella di chi vorrebbe farsi egli stesso simile a dio, senza riconoscere il proprio legame creaturale e, anzi, quasi in competizione con Lui: \u00e8 la strada del mago, ovvero del demonio. L&#8217;uomo che vuol farsi il dio di se stesso finisce, inevitabilmente, per diventare la scimmia del demonio, e, nello stesso tempo, lo strumento e il servitore del demonio. L&#8217;altra strada \u00e8 quella del pieno riconoscimento del Creatore, l&#8217;adorazione e l&#8217;infinita gratitudine nei suoi confronti, per poter partecipare cos\u00ec alla sua vita, alla vita divina: mistero che si realizza, quaggi\u00f9, mediante la grazia, e nell&#8217;altra vita, mediante l&#8217;eterna beatitudine. Una terza possibilit\u00e0 \u00e8 quella di vivere inconsapevolmente, alla giornata, dominati dalla precariet\u00e0, compiacendosi della finitezza, e coltivando il malefico pessimismo dei relativisti, che \u00e8 una dottrina di morte; frattanto, stordendosi con dosi massicce di piacere grossolano e a buon mercato: come il drogato che cerca di non pensare, a furia di &quot;sballi&quot;, alla morte e alla dissoluzione che l&#8217;attende.<\/p>\n<p>Dobbiamo fare, pertanto, una scelta: o vivere secondo la legge naturale, che Dio stesso ha inscritto nella nostra anima, tenendoci aperti, nel medesimo tempo, alla rivelazione soprannaturale, opera della grazia divina, che, sola, ci consente d&#8217;intravedere la Verit\u00e0, e il cammino che conduce verso di essa; oppure chiuderci al nostro destino, che \u00e8 un destino di libert\u00e0, felicit\u00e0 e perfezione, per renderci pi\u00f9 miserabili delle bestie che strisciano e conducono un&#8217;esistenza priva di speranza; oppure ancora, inseguire il folle miraggio di esser simili a dio, con le nostre sole forze, empiamente, meritandoci il castigo eterno. Non vi sono altre alternative. Con la natura, dunque, fino a che essa ci conduce verso il nostro fine naturale, e ci preserva per il nostro fine soprannaturale; oltre la natura, se vogliamo puntare alla nostra perfezione, cio\u00e8 alla felicit\u00e0: che \u00e8 il nostro destino, se lo vogliamo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un pensiero di Dante Alighieri, e si trova nel De Monarchia (2,2); ricavato, indirettamente, dal pensiero di san Tommaso d&#8217;Aquino &#8212; nonch\u00e9 di Aristotele -,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[97,117,241],"class_list":["post-24575","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-aristotele","tag-dio","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24575"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24575\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}