{"id":24572,"date":"2018-01-18T07:34:00","date_gmt":"2018-01-18T07:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/18\/ma-dio-non-considera-innocente-il-colpevole\/"},"modified":"2018-01-18T07:34:00","modified_gmt":"2018-01-18T07:34:00","slug":"ma-dio-non-considera-innocente-il-colpevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/18\/ma-dio-non-considera-innocente-il-colpevole\/","title":{"rendered":"Ma Dio non considera innocente il colpevole"},"content":{"rendered":"<p>Rileggiamo i primi versetti del libro di uno dei profeti cosiddetti minori dell&#8217;Antico Testamento, il profeta Naum (2-3):<\/p>\n<p><em>Il Signore \u00e8 un Dio esigente, \/ egli punisce chi si oppone a lui; \/ la sua collera \u00e8 terribile,. \/ Il Signore si vendica dei suoi nemici, \/ \u00e8 adirato contro di loro. \/ Il Signore \u00e8 paziente, \/ la sua potenza \u00e8 immensa, \/ ma non considera innocente il colpevole<\/em>. <em>\/ Quando egli cammina, \/ si scatena una violenta tempesta; \/ le nubi sono la polvere \/ sollevata dai suoi passi.<\/em><\/p>\n<p>Certo, qui il profeta sta parlando &quot;in situazione&quot;, come piace tanto specificare ai neopreti come Sosa Abascal, e cio\u00e8 sta lanciando un terribile ammonimento contro la citt\u00e0 di Ninive e contro l&#8217;Assiria, un regno potente e crudele, che opprime il popolo d&#8217;Israele, e ne predice la fine imminente e la distruzione totale; nondimeno, se non vogliamo cadere nella forma pi\u00f9 piatta di storicismo, quando leggiamo la <em>Bibbia<\/em> dobbiamo ricordare che \u00e8 lo Spirito di Dio che parla, e quindi non parla mai solo in situazione, ossia storicamente, ma che, nelle sue Parole, c&#8217;\u00e8 sempre un soffio pi\u00f9 ampio, una dimensione universale che abbraccia il presente, il passato e il futuro e che si prolunga fino agli estremi confini dell&#8217;universo. E dunque, un passaggio ci ha particolarmente colpito, un passaggio che ci \u00e8 sembrato di estrema attualit\u00e0, nella misura in cui tutta la <em>Bibbia<\/em> \u00e8, tutta e sempre, di estrema attualit\u00e0, perch\u00e9 parla sul piano della storia ma parla anche, e soprattutto, sul piano soprannaturale, e quel che ha da dire, vale per sempre: <em>Il Signore \u00e8 paziente, \/ la sua potenza \u00e8 immensa, \/ ma non considera innocente il colpevole.<\/em> Specialmente quest&#8217;ultimo concetto: il Signore \u00e8 paziente, ma non considera innocente il colpevole. E ci\u00f2 va tenuto bene a mente, in questi tempi nei quali si abusa del concetto, pur giusto e vero in se stesso, dell&#8217;infinita misericordia di Dio.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una bella differenza fra l&#8217;atteggiamento di colui che confida nella misericordia di Dio, pentendosi profondamene e sinceramente dei propri peccati, e quello di colui che pretende da Dio una cosa illogica e impossibile: che Egli consideri innocente il peccatore. Il peccatore non \u00e8 innocente; e gli uomini sono <em>tutti<\/em> peccatori. Tutti, nessuno escluso. Da quest&#8217;ultima constatazione deriva la strana pretesa, da parte di certi neoteologi e neopreti, che Dio, tenendo conto della generale condizione di peccato dell&#8217;umanit\u00e0, sia pronto e disposto ad una misericordia all&#8217;ingrosso, una specie di indulto plenario o di sanatoria generale. Il primo atteggiamento scaturisce dall&#8217;umilt\u00e0 e dalla coscienza della propria fragilit\u00e0, il secondo \u00e8 figlio della superbia e della pretesa di aver diritto alla salvezza senza alcun merito: una delle quattro forme che assume il peccato pi\u00f9 grave di tutti, quello contro lo Spirito Santo. Bisognerebbe andarci assai piano nel pensare, e nel lasciar credere ai fedeli, che Dio sia disposto a perdonare qualsiasi peccato, anche in assenza di qualunque ravvedimento: questo \u00e8 un voler prendere in giro il Signore. Ma, obietter\u00e0 qualcuno, le parole del profeta Naum riflettono il Dio dell&#8217;<em>Antico Testamento<\/em>, giusto ma terribile, non il Dio del <em>Nuovo Testamento<\/em>, sempre amorevole e misericordioso. Come sarebbe a dire: dunque la <em>Bibbia<\/em> ci parla di due diverse divinit\u00e0? Forse che non \u00e8 amorevole anche il Dio del profeta Naum, e non \u00e8 terribile anche il Dio di Ges\u00f9 Cristo, per esempio quando esclama: <em>Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli<\/em>? L&#8217;idea che ci siano due diverse divinit\u00e0, una per l&#8217;Antico e un&#8217;altra per il Nuovo Testamento, \u00e8 l&#8217;idea di Marcione, cio\u00e8 un&#8217;idea eretica. Non \u00e8 vero che il Dio annunciato da Ges\u00f9 sia un altro Dio rispetto a quello annunciato da Mos\u00e8, dai Profeti, dai Patriarchi, da Davide e Salomone: non sarebbe possibile neppure sul piano logico, a meno di cadere nel politeismo. Dio \u00e8 uno (e trino); e se pu\u00f2 cambiare, per taluni aspetti, il suo annuncio agli uomini, si tratta di diverse tonalit\u00e0 della medesima sinfonia, di diverse prospettive di una stessa realt\u00e0: la misericordia non esclude, ma include la giustizia e quindi la severit\u00e0; e viceversa.<\/p>\n<p>\u00c8 davvero una strana convinzione quella per cui Dio, essendo misericordioso, non potrebbe mai giudicare, n\u00e9 punire le creature che rifiutano ostinatamente e pervicacemente la sua offerta d&#8217;amore; una convinzione che si pu\u00f2 sintetizzare nella formula <em>proibito punire<\/em>, e che \u00e8 figlia, a sua volta, dell&#8217;idea sessantottina del <em>proibito proibire<\/em>. Walter Kasper, nel suo libro <em>Misericordia<\/em>, che sembra la principale fonte d&#8217;ispirazione della pastorale della neochiesa odierna, se la prende con l&#8217;idea di un Dio che giudica e che condanna e, nel far ci\u00f2, non esita a rispolverare niente di meno che la dottrina luterana della giustificazione con la sola fede:<\/p>\n<p><em>&quot;&#8230; la giustizia di Dio, divenuta manifesta in Ges\u00f9 Cristo, non \u00e8 la giustizia condannante e castigante di Dio, ma la giustizia che rende giusti; essa ci giustifica davanti a Dio per sua grazia e senza nostro merito, anzi nonostante i nostri demeriti. Essa ci viene concessa non a motivo delle nostre opere, ma a motivo della fede. Essa \u00e8 la giustizia che giustifica l&#8217;uomo e lo rende giusto&quot;<\/em> (W. Kasper, Misericordia, tr. it. Brescia, Queriniana Editrice, 2013, p. 120).<\/p>\n<p>Per quasi duemila anni la dottrina cattolica ha parlato ai fedeli dei Novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso: ma si vede che si era sbagliata, oppure che \u00e8 stato tutto uno scherzo. I pi\u00f9 grandi pensatori, come san Tommaso d&#8217;Aquino, con la <em>Summa Theologiae<\/em>; i pi\u00f9 grandi artisti, come Giotto, col suo <em>Giudizio Universale<\/em>; i pi\u00f9 grandi poeti, come Dante Alighieri, con la <em>Divina Commedia<\/em>: tutti quanti hanno scherzato, oppure si sono ingannati. E cos\u00ec anche il sacro Magistero, per bocca di duecentosessanta pontefici, partendo da san Pietro, fino al Concilio Vaticano II, i quali, tutti, si sono ingannati, o hanno voluto farci uno scherzo: perch\u00e9 ora arriva il signor Kasper, ora arrivano i neoteologi e i neopreti, i quali, a nome della neochiesa, ci vengono a dire che Dio, essendo misericordioso, non pu\u00f2 n\u00e9 condannare, n\u00e9 castigare, quindi che non vi \u00e8 alcun giudizio e non esiste alcun inferno. Certo, \u00e8 molto rassicurante, per i neocattolici, sapere una cosa del genere: <em>da un punto di vista meramente umano<\/em>, infatti, chi, se non un povero masochista, non preferirebbe l&#8217;idea che nessuno subisce le conseguenze dei propri peccati, all&#8217;idea opposta, secondo la quale vi \u00e8 un castigo inevitabile per il peccatore impenitente? Ed \u00e8 proprio questa la caratteristica principale della neochiesa e del neocattolicesimo: il fatto di porsi in una prospettiva meramente umana, che prescinde del tutto dal piano soprannaturale: quello della grazie e della partecipazione alla vita divina. Dal punto di vista umano, il peccato \u00e8 qualcosa di spiacevole, specialmente perch\u00e9 se ne devono subire le conseguenze; esattamente come accade, sul piano della realt\u00e0 profana, per chi commette un errore, anche se questo errore non si configura come un male morale, cio\u00e8 come un peccato: ci sono inevitabilmente delle conseguenze da affrontare. Un grave sbaglio sul lavoro, per esempio, si paga con il licenziamento. Certo, c&#8217;\u00e8 sbaglio e sbaglio: ma non c&#8217;\u00e8 sbaglio che, prima o dopo, non porti le sue conseguenze negative. Oppure si pu\u00f2 immaginare, ad esempio, che un casellante ferroviario, dopo aver trascurato di abbassare le sbarre e aver provocato, cos\u00ec, la morte di persone innocenti, possa conservare tranquillamente il suo posto di lavoro, come se nulla fosse accaduto? Per il peccato \u00e8 la stessa cosa: se l&#8217;uomo, liberamente, sceglie il male, la conseguenza, cio\u00e8 il castigo, \u00e8 inevitabile: in questa vita, forse, magari in forme sottili e non visibili all&#8217;esterno; nell&#8217;altra, sicuramente. La vita eterna viene determinata dalle scelte fatte nella vita terrena: scelte libere, perch\u00e9, se tali non fossero, nemmeno le conseguenze sarebbero inevitabili. Ecco perch\u00e9 la dottrina luterana del peccato e della grazia \u00e8 un&#8217;assurdit\u00e0: negando il libero arbitrio, essa priva l&#8217;uomo sia del merito per il bene che compie, sia della colpa per il male; e quindi fa di Dio un capriccioso tiranno, che premia e castiga in maniera irragionevole, perch\u00e9 non tiene conto che l&#8217;uomo non \u00e8 affatto responsabile, n\u00e9 del bene, n\u00e9 del male che compie. Ed ecco perch\u00e9 rispolverare la dottrina luterana della giustificazione mediante la sola fede \u00e8 una ulteriore assurdit\u00e0: giacch\u00e9 in nessun modo, con tale dottrina, si pu\u00f2 arrivare ad abolire l&#8217;idea della punizione dei peccati, ma, semmai, solo l&#8217;idea che &#8216;uomo possa evitare la punizione con i propri meriti. Tutto dipende dalla sola fede, dono imperscrutabile di Dio: non conta il pentimento, conta la fede: <em>pecca fortiter, sed crede fortius<\/em>. Se, poi, tale dottrina viene contrabbandata da un teologo cattolico all&#8217;interno della fede cattolica, alla contraddizione logica si aggiunge la perfidia di un&#8217;azione subdola e dissimulata: si fa credere ai cattolici di essere ancora nell&#8217;ambito della fede cattolica, mentre si \u00e8 passati bellamente nell&#8217;ambito della teologia protestante, vale a dire nell&#8217;eresia conclamata. Ci rendiamo conto, peraltro, che simili argomenti contano poco, oggi, in clima di ecumenismo galoppante e delirante, dove pare che l&#8217;unica cosa importante sia l&#8217;<em>embrassons-nous<\/em>, anche a scapito della verit\u00e0 e della fedelt\u00e0 al Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, cos\u00ec come la Chiesa l&#8217;ha interpretata, insegnata, annunciata e difesa per due decine di secoli. Ma tant&#8217;\u00e8; si vede che abbiano il grave difetto &#8212; <em>horribile dictu<\/em> &#8212; di appartenere alla vecchia generazione, quando le cose erano ancora <em>s\u00ec<\/em>, <em>s\u00ec,<\/em> e <em>no<\/em>, <em>no<\/em> &#8212; come, del resto, insegnava Ges\u00f9 che devono essere &#8212; e non siamo capaci, n\u00e9 desiderosi, di cambiar pelle e voltare bandiera solo perch\u00e9 qualche Walter Kasper o qualche Vincenzo Paglia cos\u00ec hanno deciso.<\/p>\n<p>E ora torniamo ai versetti del profeta Naum: <em>Il Signore \u00e8 un Dio esigente<\/em>. Se dovessimo sintetizzare in una breve formula in che cosa consiste l&#8217;eresia fondamentale della neochiesa, diremmo cos\u00ec: essa vuole rendere il Dio cristiano un Dio poco, pochissimo esigente; anzi, vuole proprio renderlo un Dio permissivo, come un genitore permissivo che lascia fare ai suoi figli tutto quel che vogliono, giusto o sbagliato che sia, e poi sempre, alla fine li perdona e li accoglie, sia che essi si siano comportati bene, sia che si siano comportati male; e, nel secondo caso, sia che abbiano compreso di aver sbagliato, e si mostrino pentiti, sia che non si siano pentiti affatto e abbiano seguitato, fino all&#8217;ultimo, a comportarsi in maniera pessima. Questa eresia fondamentale comprende in s\u00e9 tutte le altre, che ne discendono come logiche e necessarie conseguenze. Un Dio poco esigente \u00e8 un Dio che ama poco: perch\u00e9 solo chi ama molto si preoccupa di far s\u00ec che la persona amata non si metta sulla via del male. D&#8217;altra parte, \u00e8 proprio qui che si vede come la neochiesa sia la figlia legittima dell&#8217;eresia modernista, gi\u00e0 denunciata da san Pio X e rifiorita, alla grande, negli anni intorno al Concilio Vaticano II, tanto da arrivare a impadronirsi, ai nostri giorni, dei centri vitali della Chiesa stessa: che altro \u00e8 il modernismo, infatti, se non lo sforzo di togliere al cristianesimo il pungiglione di ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grande dell&#8217;uomo, di ci\u00f2 che \u00e8 difficile per l&#8217;uomo, di ci\u00f2 che \u00e8 faticoso per l&#8217;uomo, in modo da appianare ogni difficolt\u00e0, sia per la ragione, sia per la sfera morale, e rendere la vita del cristiano molto pi\u00f9 tranquilla e indisturbata, molto pi\u00f9 in pace e in armonia con la mentalit\u00e0 e le abitudini del mondo? In fondo \u00e8 molto semplice, per non ire banale, ed estremamente caratteristico della psicologia dell&#8217;uomo moderno, che desidera una vita la pi\u00f9 comoda possibile, e guarda con fastidio a tutte le spine e i sassolini, anche i pi\u00f9 piccoli, che gli capita d&#8217;incontrare sulla via, senza mai domandarsi se quelle spine e quei sassi, per caso, non potrebbero avere una funzione utile da svolgere nel suo percorso di consapevolezza e di crescita umana e spirituale. Sul piano della ragione naturale: il miracolo \u00e8 qualcosa che d\u00e0 scandalo? Benissimo: lo si toglie; che problema c&#8217;\u00e8? La Resurrezione di Cristo \u00e8 una cosa che d\u00e0 scandalo? La si toglie, o la si mette fra parentesi. La divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, ossia il mistero dell&#8217;Incarnazione del Verbo, \u00e8 una cosa che d\u00e0 scandalo? Via anche quella. Si ricorre, sulla scia di Rudolf Bultmann, al mito: la <em>Bibbia<\/em> tende a mitizzare i fatti, non bisogna prenderla troppo sul serio. E padre Sosa, di rincalzo, con tutta la forza dei due o tre neuroni che gli ronzano febbrilmente nel cervello: mica c&#8217;era un registratore, a quell&#8217;epoca, per registrare fedelmente le parole di Ges\u00f9 Cristo: quindi, chi sa mai che cosa ha detto, in realt\u00e0, ad esempio sulla indissolubilit\u00e0 del matrimonio; \u00e8 assai probabile che la pensasse proprio come Bergoglio, nella esortazione <em>Amoris laetitia<\/em>. E siccome si vuol costruire una neoreligione fatta su misura per l&#8217;uomo moderno, troppo pigro e affezionato alle comodit\u00e0 per prendere il cristianesimo sul serio, ma, nello stesso tempo, troppo orgoglioso per ammettere che di questo si tratta, cio\u00e8 di scansare fatiche e sacrifici, ecco che si tira fuori la faccenda della misericordia di Dio che perdona tutto e di Dio che non \u00e8 n\u00e9 condannante, n\u00e9 castigante. Come suona bene! Come riesce gradito agli orecchi, simile ad una musica dolcissima. Peccato che in questo modo vada persa la cosa essenziale del cristianesimo: la necessit\u00e0 della <em>metanoia<\/em>, della conversione; la necessit\u00e0 di far morire in noi l&#8217;uomo vecchio e di lasciar nascere, con la grazia di Dio, l&#8217;uomo nuovo, rinato in Cristo Ges\u00f9. Chi non muore al mondo e non rinasce in Cristo, non \u00e8 un cristiano. La neochiesa non predica la conversione, non esorta alla rinascita in Cristo, perch\u00e9 ha paura dello scandalo che ci\u00f2 sarebbe per il mondo; e la cosa cui tengono di pi\u00f9, codesti neocattolici, \u00e8 andare d&#8217;amore e d&#8217;accordo col mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rileggiamo i primi versetti del libro di uno dei profeti cosiddetti minori dell&#8217;Antico Testamento, il profeta Naum (2-3): Il Signore \u00e8 un Dio esigente, \/ egli<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,237],"class_list":["post-24572","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24572"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24572\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}