{"id":24568,"date":"2019-09-12T11:00:00","date_gmt":"2019-09-12T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/12\/dio-fa-tutto-per-il-meglio\/"},"modified":"2019-09-12T11:00:00","modified_gmt":"2019-09-12T11:00:00","slug":"dio-fa-tutto-per-il-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/09\/12\/dio-fa-tutto-per-il-meglio\/","title":{"rendered":"Dio fa tutto per il meglio?"},"content":{"rendered":"<p>In un precedente scritto, <em>Il &quot;migliore dei mondi possibili&quot; non \u00e8 perfetto, ma semplicemente quello meno peggiore<\/em> (pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 25\/01\/09 e ripubblicato su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 30\/04\/18) ci eravamo posti il problema della bont\u00e0 del mondo quale ci \u00e8 dato e quale possiamo accettare o rifiutare. Ivan Karamazov, come \u00e8 noto, lo rifiutava, poich\u00e9 la presenza del male nel mondo gli appariva un tale scandalo, da indurlo a restituire il biglietto d&#8217;ingresso a Dio, e a dissociarsi dalla creazione. In effetti, per\u00f2, sia restituire il biglietto, il che di fatto \u00e8 impossibile, sia accettarlo, sono atti della libera volont\u00e0 e in quanto tali pongono entrambi dei problemi non meno seri di quelli che il rifiuto o l&#8217;accettazione, di per s\u00e9, vorrebbero, se non risolvere, quanto meno rendere pi\u00f9 accettabili.<\/p>\n<p>In questa sede vogliamo fermare l&#8217;attenzione su un altro aspetto del problema, risalendo dal mondo all&#8217;Autore del mondo, per chiederci, come \u00e8 legittimo quando l&#8217;acqua del fiume risulta inquinata, se l&#8217;origine dell&#8217;inquinamento si trovi proprio alla sorgente, oppure se si debba collocare in un altro punto del suo corso. In altre parole: se il mondo \u00e8 cattivo, come pu\u00f2 essere che Dio lo abbia fatto tale? E se \u00e8 buono, come mai tanta sofferenza, tanta imperfezione; e con quale diritto Dio impone un cos\u00ec alto prezzo per il possesso del biglietto d&#8217;ingresso? Prezzo che qualcuno, forse non io, ma qualcun altro, dovr\u00e0 comunque pagare, qui o altrove, oggi o domani; ed era infatti questo che provocava lo sdegno d&#8217;Ivan Karamazov: non la sua propria sofferenza, ma la sofferenza degli innocenti, e specialmente quella dei bambini. \u00c8 a nome loro, per solidariet\u00e0 verso di loro, che egli voleva restituire il biglietto e dire a Dio: <em>No, grazie, a questi prezzo io non accetto il tuo mondo, anche a costo di non poter poi entrare nel tuo paradiso<\/em>.<\/p>\n<p>Il filosofo moderno che per primo, e in maniera ampia e completa, ha posto la questione se Dio faccia realmente ogni cosa per il meglio, \u00e8 stato Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716), il quale, nel <em>Discorso di metafisica<\/em>, ha presentato quel &quot;sistema dell&#8217;armonia&quot; che poggia sull&#8217;idea di un Dio architetto, autore del migliore dei mondi possibili, che fa di lui uno dei massimi costruttori moderni della teodicea (da: G. W. Leibniz, <em>Saggi filosofici e lettere<\/em>, Bari, Laterza, 1963):<\/p>\n<p><em>La conoscenza generale di questa grande verit\u00e0, che Dio agisce sempre nel modo pi\u00f9 perfetto e pi\u00f9 augurabile possibile, \u00e8, secondo me, il fondamento dell&#8217;amore che dobbiamo a Dio al di sopra di tutto: poich\u00e9 colui che ama cerca la propria soddisfazione nella felicit\u00e0 e perfezione dell&#8221;oggetto amato e delle sue azioni. &quot;Idem velle et idem nolle vera amicitia est&quot; [&quot;La vera amicizia consiste nel volere e nel non volere le stesse cose&quot;]. E credo che sia difficile amare bene Dio quando non si sia nella disposizione di volere ci\u00f2 che Egli vuole se anche si avesse il potere di mutarlo. Infatti coloro che non sono soddisfatti di ci\u00f2 che egli fa mi sembrano simili a sudditi malcontenti, il cui animo non \u00e8 molto lontano dalla ribellione. Sostengo dunque che (&#8230;) per agire conformemente all&#8217;amor di Dio non basta sopportare con forza, ma bisogna essere veramente soddisfatti di tutto ci\u00f2 che ci accade secondo la sua volont\u00e0. Questa accettazione la intendo riferita al passato. Quanto all&#8217;avvenire, (&#8230;) non si deve essere quietisti, e attendere ridicolmente a braccia conserte ci\u00f2 che Dio far\u00e0, secondo quel sofisma che gli antichi chiamavamo ragione pigra; ma si deve agre secondo la volont\u00e0 presuntiva di Dio, per quanto noi possiamo giudicare, cercando con tutte le nostre forze di contribuire al bene generale, e in particolare all&#8217;ornamento e alla perfezione di ci\u00f2 che ci riguarda, di quanto ci \u00e8 vicino, o, per dir cos\u00ec a portata di mano. Quando poi l&#8217;evento ci abbia fatto vedere, poniamo, che Dio non ha voluto presentemente che la nostra buona volont\u00e0 avesse effetto, non ne segue che non volesse che noi facessimo ci\u00f2 che abbiamo fatto: al contrario, poich\u00e9 Egli \u00e8 il migliore di tutti i padroni, non domanda altro che la retta intenzione; spetta poi a lui conoscere l&#8217;ora e il luogo adatti a far riuscire i buoni progetti. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Basta dunque avere questa fiducia in Dio; che Egli fa tutto per il meglio, e che nulla pu\u00f2 nuocere a coloro che l&#8217;amano; ma conoscere in particolare le ragioni che possono averlo spinto a scegliere quest&#8217;ordine dell&#8217;universo, a tollerare i peccati, a dispensare le sue grazie salutari in un determinato modo, \u00e8 cosa che supera le forze di uno spirito finito, soprattutto quando non sia ancora giunto al godimento della vista di Dio. Si pu\u00f2, tuttavia, fare qualche osservazione generale intorno alla condotta della provvidenza nel governo delle cose. Si pu\u00f2 dire che chi agisce perfettamente \u00e8 simile a un eccellente geometra, che sa trovare il modo migliore per costruire un problema; o a un buon architetto, che si serve del terreno e del capitale destinato all&#8217;edificio nel modo pi\u00f9 vantaggioso, senza lasciar nulla che urti, o che sia privo di tutta la bellezza di cui \u00e8 capace; o a un buon padre di famiglia, che impieghi i suoi beni in modo che non vi sia nulla d&#8217;improduttivo o di sterile; o a un abile meccanico, che raggiunge il suo scopo con il mezzo pi\u00f9 semplice che si possa trovare; e, ancora, a un autore sapiente che racchiude la massima quantit\u00e0 di realt\u00e0 nel minor volume possibile. Ora, gli esseri pi\u00f9 perfetti tra tutti, e che occupano il minor volume, sono gli spiriti; e le loro perfezioni sono le virt\u00f9. Sicch\u00e9 non si deve dubitare che la felicit\u00e0 degli spiriti non sia lo scopo principale di Dio, e che gli non la ponga in opera, tanto quanto l&#8217;armonia generale glielo permette. (&#8230;) Per quello che riguarda la semplicit\u00e0 delle vie di Dio, essa concerne propriamente i mezzi; mentre la variet\u00e0, ricchezza e abbondanza concernono i fini o gli effetti. L&#8217;una cosa deve controbilanciare l&#8217;altra, come le spese destinate a un edificio devono essere proporzionate alla grandezza e bellezza che si richiedono. \u00c8 verissimo che l&#8217;operare non costa nulla a Dio, ancor meno che a un filosofo che formuli ipotesi per fabbricare nj suo mondo immaginario perch\u00e9 Dio non ha che da formulare decreti per far nascere un mondo reale; ma, in fatto di saggezza, i decreti o le ipotesi fanno le veci di spese, tanto pi\u00f9 forti quanto pi sono indipendenti gli uni dagli altri. La ragione, infatti, vuole che si eviti la molteplicit\u00e0 delle ipotesi o dei principi, (&#8230;) come nella regola per cui il sistema pi\u00f9 semplice \u00e8 sempre preferito in astronomia. (&#8230;) Cos\u00ec possiamo dire che in qualsiasi modo Dio avesse creato il mondo, questo sarebbe sempre stato regolare, e racchiuso in un certo ordine generale. Ma Dio ha scelto il pi\u00f9 perfetto, (&#8230;) quello che \u00e8, al tempo stesso, pi\u00f9 semplice quanto a ipotesi, e pi\u00f9 ricco di fenomeni: come potrebbe essere una linea geometrica la cui costruzione sia facile, e le cui propriet\u00e0 ed effetti molo interessanti ed estesi. Mi servo di questi paragoni per dare uno schizzo imperfetto della saggezza divina, (&#8230;) ma con ci\u00f2 non pretendo di spiegare questo grande mistero da cui dipende tutto l&#8217;universo.<\/em><\/p>\n<p>Anche se la similitudine del geometra e quella dell&#8217;architetto risentono del clima razionalista dominante all&#8217;epoca in cui Leibniz scriveva queste righe (e quella dell&#8217;architetto, specialmente, ha un particolare sentore di massoneria, che pu\u00f2 infastidire un buon cristiano), la sostanza del ragionamento pone in maniera chiara e coerente le basi di una solida teodicea (letteralmente: <em>giustizia di Dio<\/em>). Il male non \u00e8 essenziale alla creazione, ma incidentale: \u00e8 una conseguenza della libert\u00e0 del volere, che \u00e8, a ben guardare, l&#8217;ornamento pi\u00f9 bello di cui la natura umana sia dotata, senza la quale gli uomini non sarebbero altro che dei burattini di lusso nelle mani di Dio. Ma se la libert\u00e0 del volere implica la possibilit\u00e0 del volere il male, quella del volere il bene (ad esempio la felicit\u00e0) per\u00f2 nella maniera sbagliata, ci\u00f2 non inficia minimamente la bont\u00e0 del mondo cos\u00ec come Dio lo ha creato. Avrebbe potuto crearne uno migliore? No: questo \u00e8 il migliore dei mondi possibili, tenendo conto dei suoi due limiti intrinseci: ontologico e morale. Il limite ontologico \u00e8 determinato dal fatto che nessuna cosa creata pu\u00f2 essere pi\u00f9 perfetta del suo creatore, altrimenti si cadrebbe in una evidente contraddizione di ordine logico: ci\u00f2 che viene prodotto non pu\u00f2 risultare pi\u00f9 perfetto della causa che lo ha prodotto. Il limite morale \u00e8 determina dal libero arbitrio: la libert\u00e0 di scelta implica necessariamente la possibilit\u00e0 di scegliere anche il male, vuoi per una volont\u00e0 intrinsecamente malvagia, vuoi per ignoranza (<em>Padre, perdona loro, perch\u00e9 non sanno quello che fanno<\/em>, sono le parole rivolte da Ges\u00f9 Cristo al Padre suo, mentre lo stanno inchiodando alla croce). Come gi\u00e0 aveva visto con chiarezza sant&#8217;Agostino, il male, come principio assoluto, non esiste: \u00e8 solo una deficienza di bene.<\/p>\n<p>E tuttavia, \u00e8 impossibile negarlo, da questo quadro rassicurante, e perfettamente razionale sul pano della logica, perch\u00e9 Dio non pu\u00f2 essere che il Bene, e dunque non pu\u00f2 fare che cose buone, anzi ottime, resta fuori qualcosa: una insoddisfazione, un&#8217;inquietudine che non si riesce ad allontanare del tutto, per quanto il ragionamento filosofico sia impeccabile. Il fatto \u00e8 che nell&#8217;essere umano non c&#8217;\u00e8 solo la dimensione logica; c&#8217;\u00e8 anche, e anteriormente ad essa, la dimensione intuitiva. E noi, intuitivamente, sentiamo che le cose <em>non<\/em> sono come dovrebbero essere; che il mondo dovrebbe essere buono e invece, spesso, non lo \u00e8; e la cosa ci lascia amareggiati, frustrati, sgomenti. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato nell&#8217;articolo <em>La tristezza \u00e8 che non dovremmo essere qui<\/em> (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 29\/08\/19) e, per un altro verso, nell&#8217;articolo <em>O accettare lo scandalo della sofferenza o impazzire<\/em> (del 15\/09\/19), arrivando alla conclusione che proprio il rifiuto della sofferenza e del male \u00e8 alla radice della coscienza infelice della societ\u00e0 moderna, che ha portato gli uomini letteralmente in un vicolo cieco. Ci sembra comunque di dover spendere qualche altra parola su tale questione, che \u00e8 di fondamentale importanza per la nostra vita, sia come singoli individui, sia come membri di una comunit\u00e0 che parte dalla famiglia e, per cerchi concentrici, si allarga fino ad abbracciare l&#8217;umanit\u00e0 intera. Ammettiamolo: la presenza del male e della sofferenza, non solo la nostra, ma, come avveniva per Ivan Karamazov, anche quella degli altri, delle persone care, ad esempio, e quella degli innocenti, ci turba oltre misura, ci impedisce di trovar pace. La sentiamo come qualcosa d&#8217;inaccettabile; come un sfregio alla creazione, un insulto al nostro senso della giustizia. Ma qui dovremmo sempre tener presente la giusta osservazione di Leibniz: le menti finite non possono penetrare sino al fondo della Mente Infinita; noi non possiamo comprendere tutto, anzi, diciamo pure che possiamo comprendere solo una minima parte, e in maniera assai imperfetta, quel che Dio fa e perch\u00e9 lo fa: per il resto dobbiamo fidarci di Lui, proprio come un bambino che si fida di suo padre, e abbandonarci alla sua Volont\u00e0 non meno che al suo Amore. Come scrive Dante nel Purgatorio (III, 34-39): <em>Matto \u00e8 chi spera che nostra ragione \/ possa trascorrer la infinita via \/ che tiene una sustanza in tre persone. \/ State contenti, umana gente, al quia; \/ ch\u00e9 se potuto aveste veder tutto, \/ mestier non era parturir Maria<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 ben per questo, cio\u00e8 perch\u00e9 senza l&#8217;umilt\u00e0 non ci si pu\u00f2 porre nella giusta relazione n\u00e9 con Dio, n\u00e9 col mondo, che Ges\u00f9 raccomanda di farsi piccoli (<em>Mt<\/em>. 18, 3-4): <em>In verit\u00e0 vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.\u00a0Perci\u00f2 chiunque diventer\u00e0 piccolo come questo bambino, sar\u00e0 il pi\u00f9 grande nel regno dei cieli.<\/em> E mette in guardia contro il pericolo della superbia (<em>Mt<\/em> .11, 25-27): <em>Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch\u00e9 hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.\u00a0S\u00ec, o Padre, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a te.\u00a0Tutto mi \u00e8 stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.<\/em> Il che significa che la comprensione della Verit\u00e0, e quindi anche la sua accettazione, \u00e8 un dono gratuito di Dio: nessuno pu\u00f2 arrivarci se non attraverso di Lui e con il Suo aiuto. Lo scandalo del male e della sofferenza degli innocenti non viene tolto, non viene abolito, ma viene trasfigurati e superato dalla grazia divina che solleva le piccole e limitate menti finite sino alle soglie di quello che Leibniz, pur essendo un filosofo razionalista, non esita a chiamare un profondo mistero: <em>non pretendo di spiegare questo grande mistero da cui dipende tutto l&#8217;universo.<\/em> Questo \u00e8 il sano atteggiamento della creatura nei confronti del creatore; altro che restituire il biglietto: chi mai \u00e8 l&#8217;uomo per giudicare Dio? L&#8217;uomo consapevole del proprio limite ontologico, invece di ergersi a giudice delle opere di Dio e stracciarsi le vesti per lo scandalo del male, dovrebbe fare quel che fa Giobbe davanti al Signore, e dire con lui (42, 2-3): <em>Comprendo che puoi tutto \/ e che nessuna cosa \u00e8 impossibile per te. \/ Chi \u00e8 colui che, senza aver scienza, \/ pu\u00f2 oscurare il tuo consiglio?<\/em> Del resto, Dio ha fatto qualcosa di meglio che spiegare agli uomini il mistero del male: lo ha preso su di s\u00e9, e ci\u00f2 dopo aver assunto la natura umana, quindi con tutta l&#8217;umana fragilit\u00e0. Il Cristo sofferente, insultato, crocifisso, \u00e8 la risposta che Dio ha dato, una volta per tutte, ai nostri dubbi e alla nostra inquietudine. \u00c8 una riposta che tiene conto del nostro limite ontologico, ossia della nostra impossibilit\u00e0 di capire sino in fondo. Cristo crocifisso \u00e8 uno scandalo cos\u00ec grande da far impallidire lo scandalo del male e del dolore <em>umano<\/em>. Ma dopo la Passione e la Morte, viene la Resurrezione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un precedente scritto, Il &quot;migliore dei mondi possibili&quot; non \u00e8 perfetto, ma semplicemente quello meno peggiore (pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 25\/01\/09 e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,169],"class_list":["post-24568","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-gottfried-wilhelm-von-leibniz"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24568","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24568"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24568\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}