{"id":24563,"date":"2021-04-16T01:51:00","date_gmt":"2021-04-16T01:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/16\/dio-creatore-ci-salva-dal-nulla-sul-quale-siamo-sospesi\/"},"modified":"2021-04-16T01:51:00","modified_gmt":"2021-04-16T01:51:00","slug":"dio-creatore-ci-salva-dal-nulla-sul-quale-siamo-sospesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/16\/dio-creatore-ci-salva-dal-nulla-sul-quale-siamo-sospesi\/","title":{"rendered":"Dio creatore ci salva dal nulla sul quale siamo sospesi"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo esiste e sussiste, e tuttavia il suo esistere e il suo sussistere sono avvolti in un grande mistero, il mistero della precariet\u00e0 e della labilit\u00e0. Tutto, tutto ci\u00f2 che esiste, domani non esister\u00e0 pi\u00f9: sappiamo che questo \u00e8 il destino di ci\u00f2 che non ha in s\u00e9 stesso la causa del proprio esistere, ma la riceve da qualcos&#8217;altro. Dove andranno a finire le cose, allora? Gi\u00e0 nel corso della nostra breve vita facciamo l&#8217;esperienza di come le cose cessano di esistere: lo notiamo soprattutto con quelle pi\u00f9 care, quelle che hanno rivestito per noi la pi\u00f9 grande importanza. Dov&#8217;\u00e8 andata a finire la casa della nostra infanzia, con tutti i suoi dolcissimi ricordi? O non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, o non \u00e8 pi\u00f9 quella: l&#8217;hanno modificata, \u00e8 abitata da persone sconosciute, tutto il contesto in cui si trova \u00e8 mutato al punto tale da farci dubitare che sia quella, anche se l&#8217;indirizzo coincide perfettamente. E lo stesso accade per la nostra citt\u00e0 natale: se ci torniamo a distanza di anni, pur vedendo che \u00e8 proprio lei, continuamente ci domandiamo dove sia finita la <em>nostra<\/em> citt\u00e0, quella dei nostri ricordi: certamente non \u00e8 questa qui, che porta lo stesso nome ma che non riusciamo pi\u00f9 a ri-conoscere, a sentire veramente come nostra. Per le persone care, il distacco \u00e8 ancor pi\u00f9 doloroso e sconcertante. Come \u00e8 possibile che la persona amata, con la quale abbiamo trascorso tanti anni della nostra vita, non ci sia pi\u00f9? La vedova che ha perso il marito da tanto tempo, si reca ogni giorno in cimitero, a portare dei fiori sulla sua tomba: ma lei sa bene che il suo sposo non \u00e8 pi\u00f9 l\u00ec, che l\u00ec ci sono solo i misteri resti di quella che fu una persona viva, che l&#8217;ha amata, le ha dato dei figli, ha condiviso con lei tanti momenti belli e brutti, come se entrambi fossero ormai divenuti una cosa sola. Dove vanno a finire le cose, quando non esistono pi\u00f9? Perfino le montagne, perfino i mari e i continenti, perfino i corpi celesti, a un certo punto scompaiono, si trasformano, svaniscono. Fra alcuni miliardi di anni la superficie della Terra, se la Terra esister\u00e0 ancora, sar\u00e0 irriconoscibile: i continenti non saranno pi\u00f9 nella posizione attuale, come non lo erano in tempi remotissimi; dove ora ci sono mari o lagune, ci saranno alte montagne, e viceversa; deserti occuperanno lo spazio delle foreste, fiumi giganteschi saranno prosciugati, si perderanno nella sabbia. \u00c8 una legge universale, alla quale evitiamo di pensare troppo spesso, perch\u00e9 un tale pensiero ci mette a disagio. \u00c8 sconcertante riflettere sulla precariet\u00e0 dell&#8217;esistente, sulla labilit\u00e0 di tutto quello che forma la costellazione del mondo, dalla pi\u00f9 umile foglia del prato alla pi\u00f9 smisurata galassia a spirale. Nessuna di tali cose, grande o piccola che sia, o che ci appaia tale, possiede in se stessa la propria ragione di esistere; nessuna si d\u00e0 da se stessa il movimento; nessuna esiste perch\u00e9 ha scelto o deciso di esistere, ma ciascuna ha ricevuto la propria esistenza da qualcos&#8217;altro, da una Causa Prima, e ora ciascuna corre verso un punto terminale, la Causa finale, che l&#8217;indirizza ad essere ci\u00f2 che \u00e8, che la sostiene, che le consente di continuare a esistere per il tempo che le \u00e8 stato accordato.<\/p>\n<p>Ecco: questo \u00e8 un mistero, se possibile, ancora pi\u00f9 grande, come appare non appena vi si rifletta un poco. Le cose non solo esistono e sussistono, sia pure limitatamene nello spazio e nel tempo; le cose possiedono in se stesse, per quel tempo e quello spazio limitati, una loro precisa ragione di essere, e hanno una loro perfezione intrinseca, e anche una loro magnifica bellezza, un loro splendore originario. Non si limitano a esistere, ma hanno la pienezza della propria esistenza, cio\u00e8 hanno tutto ci\u00f2 che serve a farle esistere in quel determinato modo, svolgendo quella determinata funzione, manifestando tutta la loro prodigiosa ricchezza. \u00c8 come se ciascuna di esse fosse il riflesso della sovrabbondanza dell&#8217;Essere, che ha trasmesso loro non solo l&#8217;esistenza, ma anche qualcosa di pi\u00f9: un&#8217;esistenza stupendamente ricca, un&#8217;esistenza fastosa, come si pu\u00f2 vedere non solo davanti a un tramonto maestoso o all&#8217;incanto di una notte stellata, ma anche solo osservando al microscopio gli oggetti pi\u00f9 piccoli e in apparenza insignificanti, come un fiocco di neve, che ci svela sotto la lente dei disegni geometrici di una bellezza da mozzare il fiato. Tutto questo ci suggerisce che le cose non si limitano a condurre la loro esistenza precaria, ma hanno in se stesse un di pi\u00f9, un qualcosa che consente loro di esistere ben al disopra del minimo indispensabile, come se continuamente ricevessero una immissione di energia, di forza generativa, una spinta poderosa che contrasta con le leggi fisiche dell&#8217;entropia e ritarda notevolmente il loro invecchiamento e il loro decadimento. E l&#8217;uomo che, la sera, di corica nel suo letto distrutto dalla stanchezza, se gode di una buona salute e se nessuno interrompe il suo riposo, al mattino si desta rinvigorito, quasi rigenerato, e pronto ad affrontare una nuova giornata di lavoro, di impegni e di preoccupazioni. Davvero c&#8217;\u00e8 in ogni cosa un&#8217;autentica sovrabbondanza di essere, della quale raramente ci accorgiamo perch\u00e9 abbiano la tendenza di porre maggiore attenzione sul bicchiere mezzo vuoto, e a lamentarci per ogni sia pur minima contrariet\u00e0, affliggendoci perch\u00e9 non sempre tutto fila liscio come vorremmo. Questo \u00e8 precisamente l&#8217;atteggiamento di Leopardi, bene esemplificato nell&#8217;operetta morale <em>Dialogo della natura e di un islandese<\/em>, nel quale paragona l&#8217;uomo a colui che \u00e8 stato invitato a soggiornare nella villa di un amico, nella quale, per\u00f2, non trova altro che scomodit\u00e0, maltrattamenti e indifferenza, al punto da chiedere all&#8217;ospite perch\u00e9 mai abbia voluto inviarlo, se poi non si d\u00e0 alcun pensiero del suo benessere (ma Leopardi ha una mente poetica, non filosofica: non sa astrarre dal contingente e risalire al pensiero del tutto).<\/p>\n<p>Eppure anche questo nostro atteggiamento, se vi si riflette, \u00e8 il segno che in noi c&#8217;\u00e8 la nostalgia e quasi il ricordo di una pienezza originaria che ora si fa sentire proprio attraverso le contingenze e le piccole difficolt\u00e0 di ogni giorno. Chi si ricorderebbe di avere una magnifica dentatura, sana ed efficiente, se ogni tanto un dente malato non glielo ricordasse? Chi penserebbe che il nostro organismo \u00e8 fatto da un numero stupefacente di organi, ciascuno dei quali svolge la sua funzione in maniera perfetta, se ogni tanto, e il pi\u00f9 delle volte per una nostra imprudenza o una nostra trascuratezza, uno di loro non subisse una battuta d&#8217;arresto? Tutto sta a suggerire, quindi, sia in maniera diretta che in maniera indiretta, che le cose possiedono una sovrabbondanza esistenziale che permette loro di esistere nel massimo grado delle loro possibilit\u00e0, anche se &#8212; questa \u00e8 la legge &#8212; la loro esistenza \u00e8 pur sempre qualcosa di limitato nel tempo, e sia pure un tempo misurabile in milioni di anni. E qui si cela un altro mistero, ancor pi\u00f9 affascinante del fatto che le cose esistono: che cos&#8217;\u00e8 questo <em>di pi\u00f9<\/em>; donde proviene questa sovrabbondanza esistenziale, che alla nostra mente si presenta in termini analoghi a una munificenza che non solo vuol donare, ma vuol donare le cose migliori e pi\u00f9 perfette, e si preoccupa di fare in modo che esse abbiano in se stesse la possibilit\u00e0 di alimentarsi, di riprendersi, di restaurarsi se qualcosa le logora o le affatica? Ed \u00e8 da questo pensiero che si risale, inevitabilmente, all&#8217;idea di un Creatore non solo onnisciente e onnipotente, ma anche infinitamente buono, pieno di amore per le cose che ha condotto all&#8217;esistenza e sollecito di ogni loro necessit\u00e0, nei limiti inevitabili posti dalla loro condizione di creature immesse nella dimensione dello spazio e del tempo. Evidentemente, quella Causa Prima e quella Causa finale che ha creato ogni cosa e indirizza ciascuna al proprio fine, lo ha fatto con una generosit\u00e0 illimitata e con una previdenza infallibile, comunicando agli enti quel di pi\u00f9 di <em>essere<\/em> che consente loro di esistere ben al di sopra del puro livello della sussistenza.<\/p>\n<p>Citiamo a questo punto un breve passaggio di un articolo di padre Alessandro Maria Apollonio dei Francescani dell&#8217;Immacolata, che \u00e8 stato il pi\u00f9 stretto collaboratore del fondatore dell&#8217;ordine, Francesco Maria Manelli (<em>Il Salvatore e sua Madre<\/em>, in: <em>Il settimanale di Padre Pio<\/em>, Casa Mariana Editrice, n. 5 del 21 gennaio 2021, p. 18):<\/p>\n<p><em>&quot;Salvatore&quot;, secondo la Teologia francescana, non \u00e8 semplice sinonimo di Redentore. Il Salvatore \u00e8, infatti, Colui che, ancor prima di salvare l&#8217;uomo dal peccato, , slava l&#8217;uomo e l&#8217;universo dalla &quot;tepe\u00ednonis&quot; creaturale, ossia dall&#8217;abisso del puro nulla sul quale \u00e8 sospeso ogni essere finito e contingente. Parlando di Cristo, san Paolo afferma: \u00abEgli \u00e8 prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui\u00bb (Col. 1,17).<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi ancor prima di salvarci dall&#8217;inferno, Ges\u00f9, in quanto Pantocratore, ci salva dal nulla. San Giovanni, poi, afferma: \u00abA quanti per\u00f2 l&#8217;hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome\u00bb (Gv 1,12). Questo significa che non solo il Cristo ci crea come esseri puramente naturali, ma ci eleva anche ad una dignit\u00e0 infinitamente superiore a quella delle semplici creature: in Lui i credenti diventano figli di Dio. Sono gli eredi del Regno eterno di luce infinita. Anche Maria riceve da Cristo tale elevazione soprannaturale.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;uomo, rispetto agli altri enti creati, ha una cosa in pi\u00f9: l&#8217;anima immortale; e tuttavia non solo l&#8217;uomo, ma l&#8217;intera creazione \u00e8 oggetto dell&#8217;amore di Dio, l&#8217;intera creazione \u00e8 stata ferita dal Peccato originale, e quindi l&#8217;intersa creazione attende di essere redenta dal male e dal nulla che la insidiano. La morte, infatti, \u00e8 entrata nel mondo come conseguenza del peccato: \u00e8 l&#8217;uomo che, peccando, cio\u00e8 ribellandosi a Dio, ha trascinato con s\u00e9 l&#8217;intera creazione sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso del non essere, dal quale Dio l&#8217;aveva tratta con l&#8217;atto della creazione. Ed \u00e8 per questo che era necessario che il Verbo si incarnasse e si offrisse alla Passione e alla Morte, e poi risorgere: perch\u00e9 la morte era venuta a causa dell&#8217;uomo, e dunque per mezzo dell&#8217;uomo (del Dio che si \u00e8 fatto uomo) essa doveva essere sconfitta.<\/p>\n<p>Dice il <em>Libro della Sapienza<\/em> (2,23-24):<\/p>\n<p><em>^23^S\u00ec, Dio ha creato l&#8217;uomo per l&#8217;immortalit\u00e0; lo fece a immagine della propria natura. ^24^Ma la morte \u00e8 entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.<\/em><\/p>\n<p>E san Paolo, nella <em>Lettera ai Romani<\/em> (5,12-19):<\/p>\n<p><em>^12^Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato \u00e8 entrato nel mondo e con il peccato la morte, cos\u00ec anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perch\u00e9 tutti hanno peccato.\u00a0^13^Fino alla legge infatti c&#8217;era peccato nel mondo e, anche se il peccato non pu\u00f2 essere imputato quando manca la legge,\u00a0^14^la morte regn\u00f2 da Adamo fino a Mos\u00e8 anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale \u00e8 figura di colui che doveva venire.<\/em><\/p>\n<p><em>^15^Ma il dono di grazia non \u00e8 come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di pi\u00f9 la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Ges\u00f9 Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.\u00a0^16^E non \u00e8 accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio part\u00ec da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute per la giustificazione.\u00a0^17^Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di pi\u00f9 quelli che ricevono l&#8217;abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Ges\u00f9 Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>^18^Come dunque per la colpa di uno solo si \u00e8 riversata su tutti gli uomini la condanna, cos\u00ec anche per l&#8217;opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che d\u00e0 vita.\u00a0^19^Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, cos\u00ec anche per l&#8217;obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.<\/em><\/p>\n<p>E ancora san Paolo, nello stesso testo (8,19-23):<\/p>\n<p><em>19 La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; 20 essa infatti \u00e8 stata sottomessa alla caducit\u00e0 &#8211; non per suo volere, ma per volere di colui che l&#8217;ha sottomessa &#8211; e nutre la speranza 21 di essere lei pure liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione, per entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio. 22 Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; 23 essa non \u00e8 la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l&#8217;adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.<\/em><\/p>\n<p>Ecco dunque la risposta alla domanda su dove vanno a finire le cose, quando cessano di esistere. Vanno a finire l\u00e0 da dove avevano tratto l&#8217;esistenza. A rigore, non cessano affatto d&#8217;esistere: escono dal nostro campo visivo e a noi pare che siano scomparse nel nulla. Ma le cose create non tornano al nulla: tornano al Creatore, vivificate e luminose, immortali. La vita \u00e8 preparazione a questo ritorno. Perci\u00f2 l&#8217;abbiamo ricevuta: per riconoscere e adorare la Sorgente da cui tutto inizia e a cui tutto ritorna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo esiste e sussiste, e tuttavia il suo esistere e il suo sussistere sono avvolti in un grande mistero, il mistero della precariet\u00e0 e della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-24563","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24563"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24563\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}