{"id":24562,"date":"2015-10-03T06:09:00","date_gmt":"2015-10-03T06:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/03\/la-questione-dio-e-un-problema-scientifico\/"},"modified":"2015-10-03T06:09:00","modified_gmt":"2015-10-03T06:09:00","slug":"la-questione-dio-e-un-problema-scientifico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/03\/la-questione-dio-e-un-problema-scientifico\/","title":{"rendered":"La questione Dio \u00e8 un problema scientifico?"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono forme di ateismo militante cos\u00ec aggressive e insieme banali, davanti alle quali si sarebbe tentati semplicemente di scrollare le spalle procedere oltre, ignorandole del tutto; ma, se sono proclamate dall&#8217;alto di un pulpito da qualche prestigioso intellettuale, e specialmente da qualche noto scienziato, meritano comunque una risposta, se non per il loro valore intrinseco, pressoch\u00e9 nullo, almeno per denunciare il sofisma su cui si reggono e per mettere in guardia il pubblico meno avveduto che la competenza scientifica non \u00e8 e non pu\u00f2 essere un titolo di credito sufficiente in una discussione di ordine religioso, spirituale, filosofico.<\/p>\n<p>Fra questi ateisti insulsi e beceri va annoverato senz&#8217;altro il biologo evolutivo Richard Dawkins, membro della <em>Royal Society<\/em> e docente di Comunicazione della scienza all&#8217;Universit\u00e0 di Oxford. Si tratta di uno scienziato che ha deciso di bandire una crociata contro qualunque forma di credenza religiosa e di mandare Dio in soffitta, anzi di eliminarlo completamente, in nome di una razionalit\u00e0, appunto, scientifica, che, a suo parere, non fa una grinza, mentre basta sfogliare uno dei suoi libri, come quello significativamente intitolato \u00abL&#8217;illusione di Dio\u00bb, per vedere quanto zoppichino i suoi ragionamenti, ma, soprattutto, quanta superficialit\u00e0 e malafede, quanta boriosa presunzione e quanta miseria culturale formino il sottofondo costante del suo argomentare.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi imbarazzante, dicevamo, entrare in polemica con personaggi di questo genere, perch\u00e9 difficilmente si pu\u00f2 evitare di scivolare sul loro stesso terreno, pantanoso e sdrucciolevole: Dawkins non si perita di accomunare nello stesso disprezzo sia i credenti di qualunque fede che gli agnostici; di prendersela con quegli scienziati, come Stephen Gould, che non dichiarano abbastanza apertamente la propria militanza atea; di irridere quegli intellettuali che, discutendo dell&#8217;esistenza di Dio, si mostrano prudenti verso un tema che definiscono delicato; e di vomitare parole sprezzanti e contumelie d&#8217;ogni genere non solo contro i creazionisti e i fondamentalisti cristiani, ma anche contro persone come Madre Teresa di Calcutta, da lui definita ipocrita e oscurantista, rea di quello che gli appare come il massimo delitto contro l&#8217;onest\u00e0 intellettuale, e cio\u00e8 l&#8217;aver dichiarato che l&#8217;aborto \u00e8 il male morale pi\u00f9 grande che affligge l&#8217;umanit\u00e0 odierna.<\/p>\n<p>La sua prospettiva di ricerca \u00e8 di un semplicismo imbarazzante e rispecchia una formazione culturale che, in ambito teologico e religioso, non deve andar molto oltre le invettive di Voltaire contro la religione, come si vede l\u00e0 dove egli liquida, in poche parole, la questione dei miracoli; il suo atteggiamento mentale \u00e8 quello del fanatico integralista alla rovescia (anche se, nella <em>Prefazione<\/em>, rifiuta questa etichetta, pur non spiegando perch\u00e9), che si scaglia con veemente indignazione contro chiunque manifesti un sentire religioso, fino a dichiarare che le argomentazioni di molti credenti \u00abtrasudano vigliaccheria e disonest\u00e0 intellettuale\u00bb: sembra il generale Patton che schiaffeggia quel povero soldato, ricoverato in un ospedale da campo per shock da combattimento, accusandolo di non essere altro che un fifone e un mollusco.<\/p>\n<p>Invertendo l&#8217;ordine dei fattori, Dawkins dichiara che gli scienziati non dovrebbero avere alcuna remora nel gettarsi a corpo morto in una discussione di tipo teologico, anche se sanno poco o nulla di teologia &#8212; beninteso, purch\u00e9 lo facciano per negare recisamente qualsiasi ipotesi relativa al sopranaturale -, cos\u00ec come, afferma, i teologi discutono di questioni cosmologiche, pur non avendo alcuna preparazione specifica di tipo scientifico. A quanto pare, non gli riesce di cogliere alcuna differenza fra chi, studioso della scienza, invade un campo nel quale non ha, in quanto tale, nulla da dire, ovvero quello dello Spirito; e chi, riflettendo sul mistero dell&#8217;Essere, colloca anche la dimensione materiale all&#8217;interno del suo ragionamento.<\/p>\n<p>Nel libro citato (titolo originale: \u00abThe God Delusion\u00bb, 2006; traduzione dall&#8217;inglese di Laura Serra, Milano, Mondadori, 2007, pp. 64-5) rivela il suo atteggiamento intellettuale nei confronti del fatto religioso, affermando che la credenza in un Dio personale \u00e8 una questione di ordine scientifico, e che soltanto in base a dei criteri scientifici pu\u00f2 essere discussa (e, ovviamente, respinta):<\/p>\n<p><em>\u00abSecondo l&#8217;ipotesi di Dio, la realt\u00e0 contiene un agente soprannaturale che avrebbe concepito l&#8217;universo e, almeno in molte versioni, lo mantiene in vita e addirittura vi interviene con miracoli, ossia con violazioni temporanee delle sue leggi altrimenti immutabili. In &quot;Esiste un Dio?&quot;, Richard Swinburne, uno dei maggiori teologi britannici, afferma con stupefacente chiarezza che il teista Dio ha il potere di creare, conservare o annichilare ogni cosa, grande o piccola che sia; governa gli oggetti e tutto il resto, fa muovere i pianeti nella maniera in cui Keplero scopr\u00ec che si muovevano, fa esplodere la polvere da sparo a contatto un fiammifero, fa muovere i pianeti in modi diversi, fa esplodere o non esplodere le sostanze chimiche secondo leggi differenti da quelle che governano attualmente il loro comportamento; insomma non \u00e8 limitato dalle leggi di natura, ma le crea, e, se vuole, le pu\u00f2 cambiare o sospendere.<\/em><\/p>\n<p><em>Facile, no? Qualunque cosa sia, questa visione \u00e8 assai lontana dal principio degli MNS [magisteri non sovrapposti: acronimo coniato da S. Gould per conciliare fede e scienza]; e qualunque cosa dicano, gli scienziati alfieri dei &quot;magisteri separati&quot; dovrebbero ammettere che un universo con un creatore intelligente e soprannaturale \u00e8 molto diverso da quello senza creatore. In teoria, la differenza tra i due ipotetici universi non potrebbe essere pi\u00f9 grande, anche se in pratica non \u00e8 facile dimostrarla, e scardina l&#8217;asserzione compiacente secondo cui la scienza dovrebbe osservare un assoluto silenzio riguardo alle pretese della religione. Quella della presenza o assenza di una superintelligenza creatrice \u00e8 inequivocabilmente una questione scientifica, anche se nella pratica non \u00e8 risolta o non lo \u00e8 ancora stata. Ed \u00e8 una questione scientifica anche la verit\u00e0 o falsit\u00e0 di tutti i miracoli su cui fa assegnamento la religione per impressionare la moltitudine dei fedeli.<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 aveva un padre umano o sua madre era vergine al momento del parto? Siano rimaste o no prove sufficienti per stabilirlo, si tratta ancora di un problema strettamente scientifico, con una risposta precisa in linea di principio: s\u00ec o no. Ges\u00f9 risuscit\u00f2 Lazzaro? Lui stesso risorse tre giorni dopo essere stato crocifisso? Ciascuno di questi interrogativi ha una risposta che in pratica possiamo trovare o no, ma che in ogni caso \u00e8 rigorosamente scientifica. I metodi con cui dirimeremmo la questione nel caso improbabile fossero disponibili prove di qualche rilievo sarebbero puramente ed esclusivamente scientifici. Per fare un esempio di grande effetto, immaginiamo che, per una straordinaria serie di circostanze, gli archeologi forensi scoprissero la prova genetica che Ges\u00f9 non aveva un padre biologico. Credete che gli apologeti della religione scrollerebbero le spalle e direbbero: &quot;Che importa? Le prove scientifiche sono del tutto irrilevanti nelle questioni teologiche. Avete sbagliato magistero. Noi ci occupiamo solo delle questioni fondamentali e dei valori morali. N\u00e9 il Dna n\u00e9 altre prove scientifiche influiranno mai, nell&#8217;uno o nell&#8217;altro senso, sul problema di Dio&quot;?<\/em><\/p>\n<p><em>Fa ridere solo l&#8217;idea. Si pu\u00f2 stare certi che si appiglierebbero subito alle prove scientifiche emerse e le strombazzerebbero fino al cielo. Il principio dei magisteri non sovrapposti \u00e8 gradito solo perch\u00e9 non ci sono prove a favore dell&#8217;ipotesi di Dio. Nel momento in cui vi fosse un piccolo indizio a loro vantaggio, gli apologeti lo getterebbero subito dalla finestra. Se si escludono i teologi raffinati (i quali per\u00f2 sono lieti di raccontare storie di miracoli ai non raffinati per incrementare il numero di fedeli), ho idea che molti credenti credano solo per via dei presunti miracoli; e i miracoli, per definizione, violano i principi della scienza.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>A parte il livore, il dilettantismo concettuale e la rozzezza che traspaiono da questa pagina, nella quale l&#8217;Autore non esita a fare il processo alle intenzioni a tutti i credenti, compresi quelli intellettualmente raffinati (che accusa di essere comunque degli imbroglioni e degli imbonitori da fiera), e che fanno pensare pi\u00f9 ad un caso di nevrosi antireligiosa che a un serio e pacato desiderio di ragionare sull&#8217;argomento in questione, eccoci dunque al punto: <em>la religione violerebbe i principi della scienza, perch\u00e9 si regge sul miracolo<\/em>. Si vede che nessuno ha spiegato a Richard Dawkins che il miracolo non spiega affatto la religione e che nessun credente serio considera l&#8217;argomento del miracolo come una prova &quot;scientifica&quot; dell&#8217;esistenza di Dio; senza contare che il concetto che egli ha di miracolo \u00e8, a un dipresso, quello che ne avevano Bayle e Voltaire, ossia una sospensione dell&#8217;ordine naturale, concetto che nessun credente serio potrebbe sottoscrivere, per il semplice fatto che l&#8217;ordine soprannaturale &#8212; miracolo o no &#8212; non si contrappone a quello naturale, ma ne rappresenta il completamento e, allo stesso tempo, la spiegazione ultima.<\/p>\n<p>Nella sua prospettiva incredibilmente angusta, incredibilmente foderata di pregiudizi (nel senso negativo del termine), Dawkins ritiene che non ci sia posto per la scienza e la religione contemporaneamente; che una delle due escluda l&#8217;altra; e che, essendo la scienza il frutto di una umanit\u00e0 matura e razionale, mentre la religione \u00e8 l&#8217;espressione di una umanit\u00e0 infantile e superstiziosa, non vi \u00e8 il minimo dubbio su quale sia destinata a trionfare, e meritevole di tale trionfo, e quale a scomparire senza rimpianti.<\/p>\n<p>A Dawkins non viene minimamente il dubbio che il vizio di questo modo di ragionare sia l&#8217;autoreferenzialit\u00e0 pi\u00f9 assoluta: \u00e8 come se si di domandasse a un venditore di aspirapolvere che cosa ne pensa degli aspirapolvere. E non gli viene in mente che anche l&#8217;uso dell&#8217;aspirapolvere potrebbe avere i suoi inconvenienti, che, per\u00f2, mai un venditore di aspirapolvere sar\u00e0 disposto ad ammettere in pubblico; ma che gli altri, compresi perfino coloro che li fabbricano, potrebbero vedere ed anche, a certe condizioni, riconoscere spassionatamente.<\/p>\n<p>Tutto il ragionamento di Dawkins (se ragionamento lo si pu\u00f2 chiamare: ma certo non lo merita una successione di affermazioni a senso unico, che non considerano nemmeno eventuali obiezioni) si basa sull&#8217;equivalenza fra religione e miracoli. Una religione, secondo lui, \u00e8 la credenza nei miracoli: e, se si dimostra che i miracoli non esistono &#8211; cosa che la scienza, a suo dire, \u00e8 in grado di fare &#8211; allora qualunque religione cade. Come tutti gli ateisti presuntuosi, egli si \u00e8 fatto una idea caricaturale della religione: ignora, a quanto pare, che il miracolo non \u00e8 affatto il fondamento di essa. E forse non ha mai letto seriamente il Vangelo; altrimenti saprebbe che Ges\u00f9, dopo aver guarito i ciechi e i paralitici, imponeva loro severamente di non dirlo a nessuno: non voleva che gli uomini credessero in lui e nelle sue parole per via dei miracoli che aveva compiuto per semplice compassione.<\/p>\n<p>Forse, per\u00f2, per il signor Dawkins &quot;miracolo&quot; e &quot;soprannaturale&quot; sono la stessa cosa: in tal caso, \u00e8 vero che nessuna religione sopravviverebbe, se spogliata del soprannaturale. Ma che cos&#8217;\u00e8 il soprannaturale? E&#8217; la dimensione &quot;altra&quot; della realt\u00e0; \u00e8 la vita della Grazia; \u00e8 la presenza di Dio che si manifesta nel segreto dell&#8217;anima umana, e &#8211; molto raramente, sotto forma, appunto, di miracolo &#8211; anche nella dimensione fisica e materiale della realt\u00e0. Ora, si d\u00e0 il caso che il soprannaturale non sia esperibile, e tanto meno classificabile e documentabile, allo stesso modo di ci\u00f2 che esiste nella dimensione naturale: non \u00e8 neppure pensabile che si possa accostarlo, e &#8211; soprattutto &#8211; conoscerlo, con gli strumenti, concettuali e materiali, che sono propri della scienza.<\/p>\n<p>Quanto al fatto che i credenti, se potessero avvantaggiarsi di una certa scoperta scientifica, lo griderebbero dai tetti, mentre si nascondono dietro la separazione insuperabile che divide scienza e fede, quando non hanno delle prove a sostegno, si tratta di una malignit\u00e0 del tutto inutile. \u00c8 vero che i credenti richiamerebbero l&#8217;attenzione sulle scoperte scientifiche favorevoli alla religione (anzi, gi\u00e0 lo fanno e Dawkins non lo sa: perch\u00e9 le guarigioni miracolose di Lourdes sono fatti scientifici, come piacciono a lui; e altrettanto vale per certe caratteristiche scientificamente inesplicabili della Santa Sindone); ma nessun credente serio pretenderebbe che, sulla base di tali evidenze, tutto il \u00a0mondo si convertisse alla loro fede. La fede, per definizione, \u00e8 credenza nell&#8217;invisibile: se cos\u00ec non fosse, non si tratterebbe di fede, ma, appunto, di scienza. Credere nel fatto che le piante verdi operano la fotosintesi clorofilliana non \u00e8 un fatto di fede, \u00e8 una verit\u00e0 scientifica. Anche qui, si vede che Dawkins non ha letto il Vangelo, neppure le pagine pi\u00f9 famose, quelle che conosce anche la persona pi\u00f9 incolta e pi\u00f9 irreligiosa: \u00abTu hai creduto, Tommaso &#8211; dice Cristo all&#8217;apostolo che i era rifiutato di credere alla Sua resurrezione, sulla sola parola degli altri, i quali avevano visto il Risorto &#8211; perch\u00e9 hai veduto; beati quelli che crederanno senza vedere\u00bb.<\/p>\n<p>Di nuovo, non possiamo fare a meno di domandarci: possibile che un insigne scienziato, membro della <em>Royal Society<\/em> e professore all&#8217;Universit\u00e0 di Oxford, sia cos\u00ec ignorante? Questo la dice lunga sul fatto che tra l&#8217;essere scienziati ed essere capaci di sostenere una discussione seria sull&#8217;esistenza di Dio, ce ne corre; quando si parla di filosofia e di teologia, il biologo evolutivo &#8212; in quanto biologo evolutivo &#8212; non ha proprio nulla di interessante da dire. Se ha qualcosa da dire, non \u00e8 in quanto biologo, ma in quanto essere umano dotato d&#8217;intelligenza aperta, colto e riflessivo: caratteristiche che lo scienziato pu\u00f2 avere e non avere. Se non le ha, pu\u00f2 darsi che sia egualmente un buon scienziato; ma non sar\u00e0 mai capace di dire qualcosa d&#8217;interessante al di fuori della sua specialit\u00e0 di competenza. Allo stesso modo, il filosofo e il teologo certo non si azzardano a sparare giudizi sulla biologia evolutiva: se lo fanno, e se pretendono di dire qualcosa d&#8217;interessante, non lo fanno in quanto filosofi e scienziati, ma in quanto (si spera) persone riflessive, colte e intelligenti.<\/p>\n<p>Per fortuna, gli scienziati non sono tutti come Dawkins; anzi, crediamo che la stragrande maggioranza sia ben diversa da lui. Lo scienziato non \u00e8 affatto\u00a0<em>obbligato<\/em>, dalla sua scienza, a ripudiare la religione; lo scienziato sa bene che scienza e fede giacciono su due piani distinti, reciprocamente indipendenti: e che nessuno dei due pu\u00f2 permettersi di negare legittimit\u00e0 all&#8217;altro, sulla base di una inesistente incompatibilit\u00e0 fra i loro rispettivi statuti. La scienza \u00e8 un insieme di conoscenze e di strumenti, non una filosofia; se lo diventa, \u00e8 una cattiva filosofia: lo scientismo, che sfoggia la massima intolleranza verso gli altri ambiti del conoscere. D&#8217;altra parte, ciascuno scienziato \u00e8, evidentemente, liberissimo di aderire a questa o quella filosofia, questa o quella religione. La quale religione \u00e8 oggetto della fede, non della scienza: se la si potesse dimostrare scientificamente, non sarebbe pi\u00f9 fede. Ma ci\u00f2 non significa che la religione, e la religione cristiana in particolare &#8211; perch\u00e9 \u00e8 di questa che stiamo parlando, ed \u00e8 questa che Dawkins, e i suoi simili, odiano e disprezzano &#8211; sia contraria alla scienza o alla logica; significa semplicemente che appartiene ad un altro ambito di realt\u00e0. Perci\u00f2 l&#8217;atteggiamento dello scienziato nei confronti del fatto religioso \u00e8 irrilevante dal punto di vista scientifico, nel senso che non ha alcuna influenza sul suo modo di porsi le questioni scientifiche; ne ha, semmai, sul senso complessivo della scienza, su dove essa voglia andare, su quali priorit\u00e0 voglia affrontare. Lo scienziato, dunque, pu\u00f2 essere credente o non credente, la cosa non ha importanza quanto al suo essere scienziato; ne ha quanto al suo essere uomo. Se non \u00e8 credente, ci\u00f2 non significa neppure che egli debba essere contrario alla religione o che debba porsi, in quanto scienziato, come una sorta di crociato in guerra contro la religione: il migliore atteggiamento auspicabile sarebbe, per lui, quello di una apertura carica di curiosit\u00e0, pur nella consapevolezza che, se davvero vuole esplorare l&#8217;ambito del religioso, deve deporre il camice dello scienziato e rivestirsi solo e unicamente della propria umanit\u00e0. Non occorre affatto, anzi, non \u00e8 desiderabile, che si spogli, per cos\u00ec dire, dell&#8217;intelligenza: perch\u00e9 la ragione fa parte della natura umana e la religione \u00e8 una realt\u00e0 che interpella l&#8217;essere umano in quanto tale, chiunque egli sia dal punto di vista sociale, filosofico, culturale, eccetera.<\/p>\n<p>Diciamo che non dovrebbe appartenere alla <em>forma mentis<\/em> dello scienziato il rifiuto pregiudiziale a considerare una data cosa, anche se questa eccede i suoi strumenti concettuali e materiali d&#8217;indagine: se la <em>curiositas<\/em> lo spinge verso il reale, a trecentosessanta gradi, il correttivo della <em>huumilitas<\/em> dovrebbe farlo avvertito che non qualunque piano di realt\u00e0 pu\u00f2 essere esplorato con gli strumenti della scienza. E qui, per l&#8217;appunto, si vedr\u00e0 se egli \u00e8 uno scienziato o uno scientista: nel quale ultimo caso, scatter\u00e0, come un riflesso condizionato, il rifiuto verso codesta realt\u00e0 &quot;altra&quot;. <em>Ci\u00f2 che la scienza non pu\u00f2 indagare ed, eventualmente, dimostrare, o non esiste, o non ha rilevanza: tale \u00e8 il credo dello scientista<\/em>. Ed \u00e8 un dogma religioso, evidentemente: di quella religione laica che \u00e8 la scienza, per lo scientista.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, concludendo, alla domanda se Ges\u00f9 abbia camminato sulle acque oppure no, bisognerebbe replicare a Dawkins &#8211; se valesse la pena di discutere con una persona di tal genere &#8211; che la sua premessa \u00e8 errata: perch\u00e9 <em>camminare sulle acque<\/em> non \u00e8 un fatto scientifico, e neppure antiscientifico: \u00e8 un fatto &quot;altro&quot; rispetto alla scienza; e le parole che egli adopera, le adopera in un senso troppo forte, cio\u00e8 in un senso assoluto, come se soltanto le parole della scienza facessero testo: mentre le parole &#8211; tutte le parole, comprese quelle della scienza &#8211; hanno sempre un senso relativo. La parola assoluta, infatti, con un senso assoluto, non \u00e8 una parola umana: \u00e8 la Parola divina, il Verbo, che \u00e8 Dio stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono forme di ateismo militante cos\u00ec aggressive e insieme banali, davanti alle quali si sarebbe tentati semplicemente di scrollare le spalle procedere oltre, ignorandole del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[117,257],"class_list":["post-24562","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-teologia-e-religione","tag-dio","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-teologia-e-religione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24562"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24562\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30190"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}