{"id":24558,"date":"2018-06-14T02:26:00","date_gmt":"2018-06-14T02:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/14\/dio-ci-guida-alla-meta-anche-per-le-vie-traverse\/"},"modified":"2018-06-14T02:26:00","modified_gmt":"2018-06-14T02:26:00","slug":"dio-ci-guida-alla-meta-anche-per-le-vie-traverse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/14\/dio-ci-guida-alla-meta-anche-per-le-vie-traverse\/","title":{"rendered":"Dio ci guida alla meta anche per le vie traverse"},"content":{"rendered":"<p>Disse una volta Ges\u00f9 Cristo (<em>Mc.<\/em> 3, 24-25): \u00a0<em>Se un regno \u00e8 diviso in se stesso, quel regno non pu\u00f2 reggersi;\u00a0se una casa \u00e8 divisa in se stessa, quella casa non pu\u00f2 reggersi<\/em>. L&#8217;unit\u00e0, la coesione, la concordia, sono valori indispensabili al buon funzionamento tanto di una nazione, quanto di una famiglia. \u00c8 un concetto intuitivo, tanto semplice quanto naturale: o i membri di una comunit\u00e0 si impegnano seriamente ad andare d&#8217;accordo fra di loro, e si sostengono a vicenda, ed evitano di danneggiarsi inutilmente e frequentemente, oppure quella comunit\u00e0 finir\u00e0 per andare in rovina, e nessun espediente artificiale varr\u00e0 a conservarla a lungo. La regola, dunque, vale tanto per la vita politica, per gli Stati, per i partiti, per i sindacati, per le associazioni, per gli istituti pubblici e privati di qualsiasi genere e dimensione, quanto per quella della societ\u00e0 minima e fondamentale, sulla quale poggiano tutte le altre: la famiglia. Parliamo, naturalmente, della sola famiglia che la storia di tutte le civilt\u00e0 abbia mai conosciuto e riconosciuto, ossia quella formata da un uomo, una donna e, possibilmente, dei bambini.<\/p>\n<p>Ora, la domanda che dobbiamo porci, avendo osservato come siamo diffuse, nella societ\u00e0 odierna, e nella famiglia odierna, la disunione, la discordia, l&#8217;animosit\u00e0 fra i membri del gruppo: come si pu\u00f2 fare in modo che tutto ci\u00f2 non avvenga? In che modo si possono favorire l&#8217;unione, la concordia, la collaborazione reciproca? Qual \u00e8 il segreto delle societ\u00e0 unite e coese, delle famiglie che restano strette in un patto indissolubile di amore e di aiuto reciproco, anche quando si ritrovano ad affrontare le peggiori tempeste che la vita possa riservare? Se l&#8217;unione \u00e8 un grande bene, e la disunione \u00e8 un grande male, quali sono allora i mezzi per favorire la prima e per tenere lontana la seconda? A noi sembra che il segreto dell&#8217;unione \u00e8 una grande idea, o un grande sentimento, o entrambe le cose, che funga da cemento per tenere unito ci\u00f2 che, altrimenti, tenderebbe a disgregarsi: senza questo elemento, che \u00e8 di natura intima, spirituale, e non dipende dalle circostanze esteriori, n\u00e9 dalla fortuna, e tanto meno dal benessere materiale, quindi dall&#8217;economia o dalla finanza, senza questo elemento, dicevano, non si d\u00e0 unione, n\u00e9 concordia, n\u00e9 pace; senza di esso regnano la turbolenza, l&#8217;irrequietezza, l&#8217;animosit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 una legge di natura quella che porta gli elementi che formano un organismo biologico, o un sistema fisico, a disperdersi ciascuno per conto proprio, in assenza di una forza centripeta che vada nella direzione contraria, e agisca nel senso di contrastare la dispersione e di ricompattare gli elementi costitutivi di quell&#8217;organismo o di quel sistema. Nel caso degli esseri umani, che sono dotati d&#8217;intelligenza e volont\u00e0, \u00e8 stato costantemente osservato quanto siano importanti i fattori spirituali nel mantenere l&#8217;organismo in buona salute e in piena efficienza. La persona che soffre di disturbi psichici o di un qualsiasi disagio psicologico, offre meno resistenza alle forze disgregatrici e tende a perdere la salute con maggiore facilit\u00e0 di quella che ha una forte motivazione esistenziale, unita a una volont\u00e0 ben allenata e ad una mente lucida ed equilibrata. Chi \u00e8 in preda a conflitti indomabili, a tensioni che non riesce a gestire, ad amarezze, frustrazioni, senso d&#8217;impotenza, non possiede le energie per tenere uniti gli elementi dai quali dipende il buon funzionamento del proprio organismo e assicurare a se stesso le condizioni necessarie a condurre un&#8217;esistenza soddisfacente, pacificata, appagante, e ci\u00f2 indipendentemente dal prestigio sociale e dalle risorse economiche delle quali pu\u00f2 disporre. E questo per la buona ragione che, se si permette agli urti e agli inevitabili dispiaceri della vita di soverchiare il proprio equilibrio e la propria salute, fino a smarrire del tutto la padronanza di se stessi (come accade nelle depressioni vere e proprie, e in altre gravi patologie fisiche e psichiche), evidentemente non si \u00e8 sviluppato un sufficiente amore per se stessi, un sufficiente livello di autostima e una realistica valutazione delle proprie forze. \u00c8 naturale che chi possiede un fisico esile e slanciato non potr\u00e0 eccellere nel lancio del peso o in quello del disco, e, cimentandosi in quelle discipline sportive, andr\u00e0 incontro a reiterati fallimenti e umiliazioni non indifferenti. La domanda che costui si deve porre, a un certo punto, \u00e8 per quale ragione voglia ostinarsi a fare il lanciatore del peso, o del disco, quando avrebbe potuto essere, e forse potrebbe ancora diventare, un eccellente maratoneta o, forse, un campione di salto in alto. Eppure, fuori di metafora, noi vediamo milioni di persone che conducono una vita infelice e piena di amarezza, perch\u00e9 vogliono sforzarsi di fare ci\u00f2 per cui non sono state chiamate, vogliono sposare la persona sbagliata, o condurre gli studi nella facolt\u00e0 universitaria sbagliata, o trovare un lavoro sbagliato, e sempre per delle ragioni puerili: perch\u00e9 vorrebbero gratificare il loro ego, mentre, di fatto, accade esattamente il contrario: che vanno incontro a continue delusioni. Quella donna bellissima, che costui ha voluto sposare ad ogni costo, come si colleziona una bella statua, si \u00e8 rivelata una pessima compagna di vita: \u00e8 arida, fredda, egoista; ma suo marito non vuol farsene una ragione, non vuole riconoscere il proprio errore, si intestardisce a sperare che ella cambi, e intanto consuma la sua vita inseguendo un sogno impossibile, un progetto fallimentare, che chiunque, guardando le cose con un po&#8217; di obiettivit\u00e0, avrebbe potuto facilmente pronosticargli. Quell&#8217;altro individuo, figlio di un chirurgo famoso, ha intrapreso a sua volta la carriera del medico, specializzazione in chirurgia: vuol seguire le impronte paterne, non vuole deludere le aspettative dei suoi genitori; e suo padre, del resto, ha sempre considerato la cosa come scontata, al punto che non ne ha neanche mai discusso seriamente con lui. Se non che il giovanotto avrebbe tutt&#8217;altro temperamento, non possiede il sangue freddo per fare il chirurgo, mentre sarebbe un artista dai talenti non comuni, avendo dato, da ragazzo, ottimi saggi di s\u00e9 sia nella pittura, sia nella poesia, sia nel suonare il pianoforte. Ma niente da fare: ha deciso di diventare chirurgo come suo padre, e andr\u00e0 avanti per quella strada, scarificando e mettendo a tacere la sua natura pi\u00f9 profonda, e accumulando, senza rendersene conto, risentimento e tristezza, perch\u00e9 la nostra vera natura non si lascia ingannare, non si lascia beffare come se nulla fosse. Bisogner\u00e0 magari che accada qualcosa di veramente grave, forse un intervento andato male, un paziente che subisce dei seri danni a causa di una sua imperizia, per costringerlo ad aprire gli occhi e guardare bene in faccia la realt\u00e0, ammettendo di aver seguito la strada sbagliata e di aver voltato le spalle a quella giusta. Ci sar\u00e0 ancora il tempo e il modo di rimediare? Forse s\u00ec, o forse no. In ogni caso, il momento della verit\u00e0 non pu\u00f2 esser differito in eterno; prima o dopo, bussa alla nostra porta, e ci costringe a fare un bilancio franco e impietoso, senza maschere e senza finzioni.<\/p>\n<p>Ma che succede quando uno si accorge che \u00e8 troppo tardi, che non si pu\u00f2 rimediare all&#8217;errore? Per esempio, quando ci si accorge di aver legato la propria vita alla persona sbagliata? La filosofia di vita oggi di moda vorrebbe che si possa sempre voltar pagina, e cambiare le relazioni umane come si cambia un vestito vecchio, o come ci si sbarazza di un oggetto inutile. Noi non siamo di questa opinione: sarebbe rispondere con un altro errore, all&#8217;errore precedente. La coscienza, ingannata una volta, verrebbe ingannata di nuovo: perch\u00e9 le cose fatte, i legami stretti, le scelte che sono state assunte, non sempre si possono disfare, e, comunque, non sempre \u00e8 giusto che siano disfatte. Vi sono degli impegni morali che non possono essere sciolti: impegni con l&#8217;altro, ma anche con se stessi e, soprattutto, con Dio. Noi non siamo padrini della nostra vita: ne siamo semplicemente gli affittuari. Essa ci \u00e8 stata data, ci \u00e8 stata affidata, per fare una serie di cose; non possiamo, sul pi\u00f9 bello, piantare baracca e burattini, e dire: Tante scuse, mi ero sbagliato; annullo tutte le promesse, mi rimangio tutti gli impegni. Anche se la legge degli uomini riconosce, talvolta, un tale diritto di rescissione, la legge divina non l&#8217;ammette. La vita \u00e8 una cosa seria, non \u00e8 una vuota e insulsa pagliacciata; e quando si \u00e8 detto di s\u00ec, non si pu\u00f2 dire di no, con la stessa disinvoltura con cui si cambierebbe una camicia. Questi non significa che noi dobbiamo restare prigionieri di decisioni sbagliate, di strade che si sono rivelate erronee. Tuttavia, gli errori che abbiamo fatto devono diventar parte del nostro cammino di crescita; altrimenti, vorrebbe dire che li abbiamo fatti per niente. Tutto, nella vita, pu\u00f2 e deve essere motivo di apprendimento, di miglioramento, di perfezionamento; e anzi gli insuccessi, le sconfitte, le delusioni, possono trasformarsi in potentissime occasioni di crescita, in provvidenziali momenti della verit\u00e0. Ma attenzione: bisogna guardarsi dal pensare che la psicologia possa risolvere tutti i problemi; che sia sufficiente capire quali sono le scelte giuste da fare, di volta in volta, per non aver pi\u00f9 bisogno di nulla.<\/p>\n<p>La psicologia \u00e8 una bella cosa, ma per lei, in un certo senso, vale la stessa massima che si applica all&#8217;amore: \u00e8 la cosa giusta per chi pu\u00f2 farne benissimo a meno. Quel che vogliamo dire \u00e8 che le scelte giuste non nascono dal nulla, ma da una mente equilibrata e da una sana prospettiva esistenziale; e queste cose non vengono dalla psicologia, ma dalla filosofia, e, su un piano ancora pi\u00f9 alto, dalla teologia, e infine dalla fede. Vengono, in ultima analisi, da Dio: sono un dono di Dio. Gli uomini possono chiederlo, possono cercarlo, possono accoglierlo nella maniera giusta; ma darselo da se stessi, no, questo non lo possono fare. E il grande errore della civilt\u00e0 moderna \u00e8, invece, proprio questo: la pretesa dell&#8217;uomo di poter fare tutto da s\u00e9, di potersi fabbricare, da solo, il suo stesso destino, come egli ne fosse il padrone e il signore. L&#8217;uomo, invece, non \u00e8 padrone di nulla, se non delle proprie catene: le catene che lo tengono avvinto alla concupiscenza, e che lo inclinano verso la lussuria, la superbia e l&#8217;avarizia. Queste sono le cose che l&#8217;uomo sa fare da solo, e sa farle molto bene, sprofondandosi nel vizio e nei peccati; ma costruire il bene, realizzare il proprio equilibrio, divenire padrone di se stesso, questo non lo sa fare, perch\u00e9 eccede le sue forze e la sua stessa natura. L&#8217;uomo \u00e8 una creatura: certo, una creatura privilegiata, perch\u00e9 fatta a immagine di Dio: e con l&#8217;aiuto di Dio, infatti, pu\u00f2 innalzarsi molto al di sopra di se stesso, delle proprie miserie abituali, e sfiorare quasi la perfezione degli Angeli. Ma sempre e solo con l&#8217;aiuto di Dio: aiuto che egli riceve se e quando si mostra capace di sbarazzarsi del proprio uomo vecchio, cio\u00e8 dell&#8217;amore smodato e narcisistico di se stesso.<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto, si comincia a intravedere in che cosa consista, esattamente, il paradosso cristiano, sul quale hanno sempre richiamato l&#8217;attenzione gli evangelisti, e i Padri della Chiesa, e i migliori teologi di ogni epoca(ma non i teologi di tendenza modernista, che vanno beatamente in direzione opposta): il paradosso per cui, se si vuol trovare la propria realizzazione e la propria felicit\u00e0, bisogna lasciar andare il proprio egoismo, bisogna smettere di servire quel padrone geloso e incontentabile che \u00e8 il proprio io, e abbandonarsi pienamente e fiduciosamente all&#8217;amore di Dio, il quale sa bene &#8211; assai meglio di noi &#8211; ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno, e non ci lesiner\u00e0 i mezzi per condurre felicemente in porto la nostra navicella, purch\u00e9 noi ci lasciamo condurre da Lui come un operaio umile e fedele che lavora nella vigna e non pretende di comandare, di stabilire lui le regole, ma fa quel che gli viene ordinato di fare, senza recalcitrare n\u00e9 mormorare, e senza inorgoglirsi per i buoni risultati ottenuti, sapendo che non \u00e8 lui ad averne merito, ma Dio soltanto. Vogliamo ribadire il concetto: esistono delle strade che sono assolutamente sbagliate (quella della dipendenza dalle droghe pesanti, per esempio), ma sono molto rare; nella maggior parte dei casi, le strade sulle quali ci mettiamo sono &quot;sbagliate&quot; solo in un senso relativo. Dio, che sa scrivere dritto anche sulle righe storte, ci condurr\u00e0 alla meta anche per mezzo della strada sbagliata, perch\u00e9 Lui non perde tempo a raddrizzare le strade, ci\u00f2 a cui mira \u00e8 raddrizzare la nostra anima. E forse anche quello sbaglio iniziale, che ci ha portati lontano dalla strada &quot;giusta&quot;, aveva, in realt\u00e0, una sua ragione provvidenziale: cio\u00e8, anche se noi stavamo inseguendo l&#8217;obiettivo sbagliato, Dio si serviva della nostra ignoranza per condurci a S\u00e9. E per fare questo, succede che Egli ci faccia prendere la via pi\u00f9 lunga. Siamo un popolo dalla dura cervice: prima di imparare, dobbiamo sbattere la fronte contro l&#8217;ostacolo. Per imparare la pazienza, dobbiamo arrivare all&#8217;esasperazione; per imparar la generosit\u00e0, dobbiamo sperimentare l&#8217;indigenza; per imparare l&#8217;amore, dobbiamo provare l&#8217;abbandono. Poich\u00e9 Dio molto ci ama, vuole per noi le cose migliori; il che esclude che ci renda le cose troppo facili. Le cose migliori sono difficili, costano fatica e sacrificio; in compenso, recano una gran soddisfazione. Solo chi ha scalato una montagna ed \u00e8 giunto in cima, a prezzo di non poco sforzo, pu\u00f2 godere pienamente del grandioso panorama che si apre sotto di lui; ma chi \u00e8 arrivato con dei mezzi artificiali, chi \u00e8 arrivato in cima con l&#8217;automobile, o con la funivia, o magari con l&#8217;elicottero, non prover\u00e0 mai la stessa soddisfazione, non sapr\u00e0 mai cosa si prova ad arrivare in cima con le proprie gambe e i propri polmoni. Ora Dio, come Padre affettuoso, desidera per noi le soddisfazioni pi\u00f9 grandi; sa quanto la nostra anima \u00e8 assetata di felicit\u00e0, perch\u00e9 Lui stesso ci ha creati cos\u00ec: destinati alla felicit\u00e0. Ma per esser felici, bisogna volere il bene, cercarlo e amarlo: la nostra infelicit\u00e0 non \u00e8 colpa d&#8217;altri che della nostra ignoranza e concupiscenza. Finch\u00e9 ci ostiniamo a cercare i falsi beni, saremo infelici e rivali implacabili dei nostri simili, come in un regno o una casa divisi in se stessi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Disse una volta Ges\u00f9 Cristo (Mc. 3, 24-25): \u00a0Se un regno \u00e8 diviso in se stesso, quel regno non pu\u00f2 reggersi;\u00a0se una casa \u00e8 divisa in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157],"class_list":["post-24558","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24558"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24558\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}