{"id":24554,"date":"2019-12-21T10:10:00","date_gmt":"2019-12-21T10:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/21\/dimmi-chi-non-ce-e-ti-diro-chi-sei\/"},"modified":"2019-12-21T10:10:00","modified_gmt":"2019-12-21T10:10:00","slug":"dimmi-chi-non-ce-e-ti-diro-chi-sei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/21\/dimmi-chi-non-ce-e-ti-diro-chi-sei\/","title":{"rendered":"Dimmi chi non c&#8217;\u00e8, e ti dir\u00f2 chi sei"},"content":{"rendered":"<p>Una comunit\u00e0 nazionale \u00e8 come una grande famiglia, o almeno lo era fino a qualche decennio fa, cio\u00e8 prima che i tentacoli della globalizzazione intaccassero e iniziassero a sfilacciare il tessuto sociale, i legami affettivi e professionali, le relazioni virtuose fra uomo e ambiente e quelle degli uomini con la tradizione, cio\u00e8 con la loro storia e il loro passato. E come in alcune famiglie c&#8217;\u00e8 un parente del quale nessuno parla volentieri, anzi che non viene neppure nominato, perch\u00e9 con il suo comportamento o i suoi atti ha gettato il disonore e il discredito su tutti gli altri, cos\u00ec anche presso alcuni popoli avviene la stessa cosa: la memoria di alcuni personaggi viene rimossa e costoro, bench\u00e9 morti da pochi anni o magari ancora in vita, \u00e8 come se non fossero mai esistiti, \u00e8 come se nessuno li avesse mai conosciuti, perch\u00e9 tutti quanti rifiutano di prendere atto del fatto che, invece, sono esistiti e hanno dato un contributo alle vicende di quella nazione; contributo che ora essa vorrebbe dimenticare e addirittura rimuovere dalla propria memoria. Ci\u00f2 avviene specialmente dopo una rivoluzione o una guerra: perch\u00e9 dopo tali rivolgimenti la parte uscita vittoriosa dalla lotta desidera far sparire ogni traccia del nemico vinto, e solo dopo averlo fatto avr\u00e0 la sensazione di aver chiuso i conti col passato e assicurato saldamente il proprio potere. E tale epurazione postuma non riguarda solo gli uomini politici, ma anche gli esponenti del mondo della cultura che hanno avuto la sfortuna di trovarsi, al momento della resa dei conti, dalla parte soccombente, per poco che abbiano resa esplicita la loro adesione, o anche solo una certa simpatia, nei confronti del caduto governo. Pertanto, se si vuol avere un&#8217;idea veritiera degli uomini e delle opere che hanno dato un contributo significativo alla storia di un popolo, non ci si pu\u00f2 assolutamente limitare a quelli compresi nell&#8217;elenco per cos\u00ec dire ufficiale, poich\u00e9 essi riflettono solo la parte uscita vittoriosa dalla lotta. La storia, si sa, viene scritta dai vincitori; e ci\u00f2 vale anche per il mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo, del cinema, ecc. \u00c8 chiaro che i personaggi pi\u00f9 noti non possono semplicemente esser fatti scomparire, come accadde al faraone Akhenaton, il cui nome e le cui gesta vennero scalpellati via da tutti i monumenti e raschiato da tutti i papiri, poich\u00e9 la casta sacerdotale al potere nell&#8217;antico Egitto aveva deciso di rimuovere la sua memoria; infatti il ricordo dei personaggi pi\u00f9 importanti rimane nei ricordi delle persone e tutto quel che si pu\u00f2 fare, da parte dei vincitori, \u00e8 di avvolgere tale ricordo da un alone di negativit\u00e0 assoluta, bollandoli come dei delinquenti, dei criminali, dei pazzi sanguinari, ecc. Cos\u00ec, ad esempio, \u00e8 capitato a Nerone per la storia romana, e in parte anche a Tiberio, bench\u00e9 le accuse tramandate nei loro confronti siano fortemente faziose e discutibili, cos\u00ec come faziose e discutibili sono le lodi sperticate e apparentemente unanimi che hanno accompagnato la memoria di altri, come Ottaviano Augusto (cfr. il nostro articolo: Augusto, il grande corruttore, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 22\/05\/14 e ripubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 25\/12\/17).<\/p>\n<p>Pertanto, il consiglio che ci sentiamo di dare a chi si avvicina a una societ\u00e0 e a una cultura col sincero desiderio di conoscerne integralmente la storia, e quindi soprattutto alle giovani generazioni, \u00e8 quello di non accontentarsi dell&#8217;elenco delle <em>presenze<\/em>, bens\u00ec di verificare anche l&#8217;elenco delle <em>assenze<\/em>. Ma, si obietter\u00e0, come pu\u00f2 un giovane accorgersi se i libri, gli insegnanti, i giornali, i film, i programmi televisivi, si sono &quot;dimenticati&quot; di illustrare la figura e l&#8217;opera di Tizio o di Caio, dal momento che egli non conosce quei personaggi, ma si affida alle informazioni che la cultura dominante gli trasmette? La risposta \u00e8 appunto che non ci si pu\u00f2, non ci si deve, accontentare di quel che dice la cultura dominante, ma bisogna stare sempre con le antenne ben drizzate, e cercar di fiutare l&#8217;aria, in modo da intuire se ci\u00f2 che viene detto dei personaggi del passato, quello lontano e anche quello recente, corrisponde a verit\u00e0, industriandosi di andare alla ricerca delle fonti originali, in modo da fare la conoscenza anche di quei nomi, quelle figure e quelle opere che poi la censura del Politicamente Corretto ha espunto intenzionalmente. Nella societ\u00e0 dell&#8217;immagine, qual \u00e8 la nostra, la memoria tende a svanire estremamente in fretta, non solo da una generazione all&#8217;altra, ma perfino all&#8217;interno della stessa generazione: chi ricorda pi\u00f9, a distanza di vent&#8217;anni, il cantante X o l&#8217;attrice Y, che a suo tempo fecero tanto parlare di s\u00e9? E chi ricorda quest&#8217;anno le canzoni che avevano scalato le classifiche appena l&#8217;estate scorsa? Perci\u00f2, se la memoria di una persona, di un&#8217;opera o di un evento non viene fermata sulla carta stampata, \u00e8 quasi certo che i giovani, nati venti, trenta, cinquanta anni dopo, non sapranno mai neppure che quella persona, quell&#8217;opera o quell&#8217;evento sono esistiti. Ma non ci si pu\u00f2 fidare neanche delle enciclopedie? Anzi, soprattutto di quelle: sono i testi nei quali pi\u00f9 pesantemente si riflette l&#8217;ideologia dominante; e, in tempi di Pensiero Unico, sono quelli che servono a promuovere e a condannare nella maniera pi\u00f9 evidente; laddove la condanna pi\u00f9 grave \u00e8 quella che s&#8217;infligge mediante il silenzio. Se un nome non c&#8217;\u00e8, quella memoria va perduta. E si ricordi che il prototipo di tutte le enciclopedie \u00e8 proprio lei, l&#8217;<em>Encyclop\u00e9die<\/em> degli illuministi, pubblicata fra il 1751 e il 1780: la macchina da guerra da essi concepita e realizzata per veicolare la cultura massonica, deista e anticristiana e per distruggere le basi stesse della cultura precedente. Dunque, ci\u00f2 che bisogna fare \u00e8 andare il pi\u00f9 possibile alle fonti; prendere nota di ci\u00f2 che fecero, dissero e scrissero gli uomini di quel tempo, cercando di non lasciarsi suggestionare dai giudizi emessi poi, alla luce del Politicamente Corretto; e infine andare a verificare quanti di quei personaggi sono &quot;spariti&quot; dall&#8217;elenco della spesa, quanti sono stati cancellati e rimossi, e cos\u00ec farsi un&#8217;idea del livello di manipolazione culturale che la societ\u00e0 attuale esercita sui suoi membri, pur se si spaccia per la pi\u00f9 libera e la pi\u00f9 democratica di tutte le societ\u00e0, anzi, pur se esalta se stessa proprio per il fatto di esser nata da una lotta per la libert\u00e0 contro le forze del totalitarismo. Si dir\u00e0 che tutto questo richiede un eccessivo dispendio di energie; e pu\u00f2 darsi che sia vero. D&#8217;altra parte, la conoscenza non \u00e8 un piatto pronto che basta consumare e digerire; \u00e8 una ricerca sempre faticosa e sempre solitaria, perch\u00e9 non ha valore se non \u00e8 frutto di conquista personale, e sia pure, in certi casi, con l&#8217;aiuto determinante di una guida qualificata. Qualcuno potrebbe chiedere se valga la pena di sobbarcarsi una simile fatica solo per conoscere onestamente il passato, non accontentandosi di ci\u00f2 che dice la cultura dominante. Rispondiamo: dipende da ci\u00f2 che si ritiene importante nella propria vita. Se si pensa che conoscere onestamente il passato sia un lusso, un extra, una sorta di capriccio per gente che non ha niente di meglio a cui dedicarsi, allora s\u00ec, \u00e8 meglio lasciar perdere e dedicarsi a qualcos&#8217;altro, ad esempio a fare <em>shopping<\/em>, andare al cinema a vedere l&#8217;ultima idiozia uscita dagli studi di Hollywood, o passare le ore nei camerini dei negozi d&#8217;abbigliamento per guardarsi allo specchio e vedere se la giacca o la gonna o il vestito cadono bene o cadono male. Se invece si pensa che non c&#8217;\u00e8 vera umanit\u00e0 senza conoscenza delle proprie radici e della propria identit\u00e0; che anzi non si \u00e8 neppure veramente se stessi se si costruisce la propria vita sulle menzogne che vengono spacciate dal Pensiero Unico e alle quali la massa si adatta come un gregge di pecore, salvo poi trovarsi ingabbiati in un meccanismo che non lascia scampo e che opera uno sfruttamento sempre pi\u00f9 spietato e una manipolazione sempre pi\u00f9 cinica, allora si comprende che si tratta d&#8217;una fatica che vale il gioco e che non si perde tempo, ma lo si guadagna, e che sarebbe impossibile costruire alcunch\u00e9 di solido e durevole sulle ondeggianti fondamenta della menzogna e la palude di una verit\u00e0 addomesticata.<\/p>\n<p>Un buon sistema per verificare qual \u00e8 il grado di oppressione ideologica di una societ\u00e0 consiste nel consultare i libri di testo scolastici, oppure le enciclopedie, specialmente subito dopo, o pochi anni dopo, una guerra o una rivoluzione. Nel caso dell&#8217;Italia: proviamo a sfogliare una antologia italiana per la scuola media: confrontiamo quelle edite dopo il 1945 con quelle edite pochi anni prima; per il Sud, &quot;liberato&quot; dagli angloamericani venti mesi prima del Nord, il cambiamento si nota gi\u00e0 a partire dal 1944 (mentre scompare, accanto alla data in numero arabo, quella in numero romano a partire dalla marcia su Roma). Appaiono sui libri, e occupano posizioni importanti, autori come Antonio Gramsci, Piero Gobetti, Emilio Lussu, Gaetano Salvemini, Giaime Pintor, Carlo Levi, Primo Levi; a volte l&#8217;intera antologia \u00e8 curata da un esponente della Resistenza, come Carlo Salinari, e la scelta degli autori del &#8216;900 \u00e8 ancor pi\u00f9 scopertamente ideologica. Scompaiono, invece, o scivolano nelle posizioni marginali, autori che fino alla caduta del fascismo avevano goduto di molti onori: Giuseppe Fanciulli, Renzo Pezzani, Pietro Solari, Vittorio Emanuele Bravetta, molto diversi fra loro, ma accomunati dall&#8217;aver avuto un atteggiamento favorevole, o comunque non ostile, al caduto regime. S\u00ec, perch\u00e9 in Italia era possibile restare a casa propria e scrivere testi contrari al fascismo: valga per tutti il caso di don Benedetto Croce, che fu il sultano della cultura partenopea per tutto il Ventennio e usc\u00ec nel 1945 circonfuso di gloria per la sua &quot;coraggiosa&quot; opposizione (lui che ancora nel 1924, dopo il delitto Matteotti, consigliava di votare per il fascismo); e quelli che nel 1925 firmarono il suo manifesto, come Eugenio Montale o Marino Moretti, non ne subirono alcuna conseguenza, anzi Moretti si vide perfino offrire il premio dell&#8217;Accademia d&#8217;Italia gi\u00e0 <em>in articulo mortis<\/em>, nel 1944. Sfuggirono all&#8217;epurazione culturale, o subirono una retrocessione ma non la cancellazione, quegli autori che, pur avendo simpatizzato per il fascismo, ne presero poi le distanze, specie nel biennio decisivo, quello della Repubblica Sociale. Prezzolini, ad esempio, resistette per diversi anni sulle antologie, e ancora oggi viene parzialmente tollerato. Giovanni Gentile \u00e8 ricordato ma non senza un &quot;cappello&quot; esplicativo per deplorare che una cos\u00ec brillante intelligenza abbia fatto una scelta tanto sbagliata; sul suo vile assassinio, poche parole di circostanza. Colpisce, viceversa, la continuit\u00e0 di autori che erano stati pienamente favorevoli al regime e iscritti al Partito, e che dopo il 1945 seguitarono a essere presentati in una lue assai favorevole: spicca fra tutti Curzio Malaparte, il quale essendosi prontamente convertito alla parte uscita vittoriosa fu amnistiato per le posizioni precedenti. Ma l&#8217;elenco sarebbe lungo e certo sorprenderebbe quei giovani che non conoscono bene la storia: a cominciare da quel Ruggero Zangrandi che, grazie a <em>La tradotta del Brennero<\/em> e il <em>Lungo viaggio attraverso il fascismo<\/em>, passa per una delle colonne dell&#8217;antifascismo militante, mentre aveva un passato fascista lungo cos\u00ec. Viceversa chi, pur essendo sempre stato antifascista e avendo pagato un prezzo per ci\u00f2, davanti agli orrori della guerra civile volle fare opera di pacificazione, e dopo il 1945 si astenne dallo sputare sul cadavere di Mussolini (come fecero, spregevolmente, scrittori come Carlo Emilio Gadda), furono fatti sparire <em>sic et simpliciter<\/em>: ed \u00e8 cos\u00ec che nessuno studente ha mai trovato il nome di Carlo Silvesti fra le pagine della sua antologia scolastica. La sua colpa imperdonabile: aver scritto che Mussolini, con tutti i suoi errori, valeva cento volte pi\u00f9 di tutti quei nani che dopo il 1945,si sono accaniti a insultarlo e sbeffeggiarlo. Anche il <em>Necrologio onesto del fascismo<\/em> di Giuseppe Prezzolini \u00e8 stato fatto sparire: avrebbe potuto far riflettere gli studenti negli anni del dopoguerra. Meglio ammannire loro, invece, la <em>Chiamata alle armi<\/em> di Concetto Marchesi, colui che prest\u00f2 il suo nome per la condanna a morte di Gentile, e farlo passare per un eroe integerrimo della Resistenza, quando i suoi stessi compagni del P.C.I. erano pi\u00f9 che spazientiti dal suo ritardo nel lasciare l&#8217;Universit\u00e0 di Padova, dove le autorit\u00e0 fasciste non lo molestavano per niente, e darsi alla macchia per la sacra causa della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Oppure prendiamo in mano un dizionario biografico, meglio se edito non molti anni dopo la fine della guerra, perch\u00e9 riflette in maniera pi\u00f9 evidente la normalizzazione ideologica imposta dai vincitori. Prendiamo, a titolo d&#8217;esempio, il <em>Panorama biografico degli italiani d&#8217;oggi<\/em>, in due grossi volumi, a cura di Gennaro Vaccaro, edito da Curcio nel 1956. Ci si aspetterebbe di trovarvi e le biografie di <em>tutti<\/em> gli italiani che hanno svolto un ruolo importante, in qualsiasi campo, nelle ultime due o tre generazioni: giusto? E invece, sfogliandolo, spiccano per la loro assenza i nomi di quelli che scelsero la parte perdente. Non c&#8217;\u00e8 il giornalista Mario Appelius: eppure era stato famosissimo e aveva scritto, oltre a migliaia di articoli, decine di libri di viaggio. Evidentemente non gli fu perdonato il suo grido: <em>Dio stramaledica gli inglesi!<\/em>: a riprova di chi siano stati i veri vincitori della Seconda guerra mondiale. Non si trova il nome di Alessandro Pavolini: eppure fu un importante uomo politico, piaccia o non piaccia; e inoltre fu autore d&#8217;un certo numero di romanzi di discreta qualit\u00e0. Non si trova il nome di don Tullio Calcagno, il sacerdote che dopo l&#8217;8 settembre 1943 si schier\u00f2 con la R.S.I. e venne poi giustiziato, o meglio assassinato, senza processo, dai valorosi partigiani: eppure svolse un ruolo di rilievo nella Chiesa di allora e pubblic\u00f2 un giornale, <em>Crociata Italica,<\/em> che fu il pi\u00f9 letto nel Nord Italia nel 1944-45. Silenzio totale anche su Giovanni Preziosi: certo, il suo antisemitismo \u00e8 criticabile; ma fu, anche lui, giornalista e saggista non degli ultimi, e certe sue analisi sulla finanza sarebbero ancora di attualit\u00e0; in ogni caso, svolse un ruolo nella societ\u00e0 del suo tempo, bello brutto che sia stato: con quale diritto cancellarne la memoria? Insospettiti, siamo andati alla voce <em>Mussolini<\/em>: non c&#8217;\u00e8! Pertanto, dimmi chi <em>non<\/em> c&#8217;\u00e8 e ti dir\u00f2 chi sei&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una comunit\u00e0 nazionale \u00e8 come una grande famiglia, o almeno lo era fino a qualche decennio fa, cio\u00e8 prima che i tentacoli della globalizzazione intaccassero e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-24554","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24554"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24554\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}