{"id":24553,"date":"2016-12-31T08:56:00","date_gmt":"2016-12-31T08:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/31\/dimmi-che-santo-veneri-e-ti-diro-chi-sei\/"},"modified":"2016-12-31T08:56:00","modified_gmt":"2016-12-31T08:56:00","slug":"dimmi-che-santo-veneri-e-ti-diro-chi-sei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/31\/dimmi-che-santo-veneri-e-ti-diro-chi-sei\/","title":{"rendered":"Dimmi che santo veneri, e ti dir\u00f2 chi sei"},"content":{"rendered":"<p>Il giorno di Natale del 2016 le televisioni di tutto il mondo hanno dato la notizia della morte improvvisa del cantante inglese George Michael, affrettandosi a specificare (<em>excusatio non petita<\/em>) che si era trattato di morte naturale dovuta ad arresto cardiaco; ma son bastati pochissimi giorni per lasciar trapelare una diversa verit\u00e0, e cio\u00e8 che la sua morte \u00e8 stata dovuta a una overdose di eroina, di cui l&#8217;artista notoriamente era un consumatore.<\/p>\n<p>Premesso che nessuno pu\u00f2 restare indifferente alla morte di un essere umano, e tanto meno gioirne, resta il fatto che il coro di pianti e disperazione ostentato da tutti i <em>media<\/em> ci \u00e8 parso eccessivo e fuor di luogo, in tutti i sensi; diciamo meglio: poco opportuno. Prima di esprimere un cordoglio cos\u00ec unanime e viscerale, forse sarebbe opportuno che i mezzi d&#8217;informazione di massa tenessero conto anche della caratura morale del defunto. Perci\u00f2 la domanda \u00e8: George Michael rappresentava, per i suoi milioni di <em>fans<\/em> sparsi in Gran Bretagna, in Europa, negli Stati Uniti e nel resto del mondo, e specialmente per i giovani, un modello, se non proprio positivo, quanto meno accettabile? E, se qualcuno ci obiettasse che non \u00e8 giusto confondere il piano musicale con quello della vita privata di un artista, risponderemmo che non siamo stati noi a confondere quei piani; che una popstar, o una rockstar, giocano proprio loro a sovrapporre il proprio personaggio alla loro musica; che, nel caso di George Michael, era lui a parlare, nelle sue canzoni, della sua vita privata, anche nei suoi aspetti pi\u00f9 intimi, pi\u00f9 imbarazzanti e scandalosi; e che, del resto, \u00e8 ingenuo parlare di un diritto alla <em>privacy<\/em> per un artista che fa, nelle sue canzoni, un uso abituale dell&#8217;esibizione dei suoi sentimenti e delle circostanze pi\u00f9 personali della sua vita.<\/p>\n<p>Il 7 aprile del 1998 sulle televisioni e i giornalini tutto il mondo rimbalz\u00f2 la notizia che George Michael era stato arrestato da un poliziotto della squadra buoncostume di Beverly Hills, nella contea di Los Angeles. Le circostanze dell&#8217;arresto erano queste: il cantante aveva abbordato un uomo nel gabinetto del parco pubblico e gli aveva fatto delle esplicite proposte sessuali; ma era caduto male, perch\u00e9 quell&#8217;uomo era un poliziotto in borghese, l&#8217;agente Marcelo Rodriguez, che lo aveva immediatamente arrestato. In seguito, era stato condannato al pagamento di una multa di oltre 800 dollari e a scontare ottanta ore di lavori socialmente utili. Ma aveva capito cos\u00ec bene la lezione che si affrett\u00f2 a girare un video per il suo singolo <em>Outside<\/em>, nel quale si vedono delle coppie, sia omosessuali che eterosessuali, che cercano di baciarsi e di amoreggiare nei luoghi pubblici, ma vengono inseguite dappertutto da squadre d&#8217;implacabili poliziotti, finch\u00e9, alla fine, i due poliziotti pi\u00f9 accaniti nel perseguitare gli innamorati smettono di farlo e si mettono a baciarsi fra di loro. I messaggi del video sono fin tropo chiari: la legge \u00e8 sgradevole e vessatoria, ciascuno deve essere lasciati libero di fare quel che gli piace, non solo in casa propria, ma anche per la strada; l&#8217;amore omosessuale vale quanto l&#8217;amore eterosessuale, non c&#8217;\u00e8 alcuna differenza fra essi (il cantante, nel frattempo, e solo in seguito allo scandalo, si era deciso a fare <em>coming out<\/em>, bench\u00e9 nell&#8217;ambiente dello spettacolo tutti sapessero da tempo della sua condotta omosessuale); e, per finire, i poliziotti, invece di dar fastidio ai pacifici cittadini per delle quisquilie come l&#8217;abbandonarsi ad atti osceni in luoghi pubblici, farebbero meglio a fare anch&#8217;essi quelle cose, e, se possibile, a scoprire le delizie insospettate della pratica omosessuale. Quanto ai testi, la canzone <em>Let&#8217;s go outside<\/em> (letteralmente: andiamo fuori) era una chiara allusione al <em>coming out<\/em> omosessuale, cio\u00e8 alla pubblica dichiarazione, da parte di qualcuno che, finora, aveva cercato di nascondere i particolari della propria vita intima, delle sue preferenze omofile. L&#8217;insieme del video e del brano, cui si aggiunsero i contenuti sprezzanti di alcune interviste, era tale che l&#8217;agente Rodriguez, sentendosi ridicolizzato dall&#8217;uomo che aveva arrestato e che poi era stato condannato, querel\u00f2 il cantante, anche se la sua condizione di pubblico ufficiale determin\u00f2 l&#8217;esaurirsi della causa.<\/p>\n<p>Se ci siamo soffermati su questa trista faccenda, \u00e8 stato solo per meglio inquadrare il personaggio e per tentar di rispondere alla domanda che ci eravamo posta all&#8217;inizio: se fosse appropriato, e opportuno, che i <em>mass-media<\/em> di mezzo mondo si mettessero in gramaglie per la scomparsa di una simile perla d&#8217;uomo e di artista. Ci sarebbero tante altre cose da dire, sulla vita di George Michael e sul valore &quot;educativo&quot;, o, per dir meglio, antieducativo, dei suoi video e dei suoi spettacoli. E, visto che siamo in tema, non possiamo non dire che gli stessi <em>media<\/em> che per loro hanno pianto e fatto la faccia triste e inconsolabile, si sono profusi in una vera e propria lamentazione per <em>l&#8217;annus terribilis<\/em>, ossia il 2016, che si \u00e8 portato via tante perle simili a George Michel: da David Bowie (il 10 gennaio), a Glenn Frey (il 18 gennaio), a Paul Kantner (il 28 gennaio), a Maurice White (il 4 febbraio), a Keith Emerson (l&#8217;11 marzo), a Merle Haggard (il 16 aprile), a Prince (il 21 aprile), a Leonard Cohen (il 7 novembre), a Sharon Jones (il 28 novembre), a Rick Parfitt (il 24 dicembre); e l&#8217;elenco non \u00e8 neppure completo. Francamente, non abbiano visto tanti occhi lucidi e tanti nasi rossi, fra i giornalisti e i commentatori televisivi, n\u00e9 quando \u00e8 morta Madre Teresa di Calcutta, n\u00e9 quando ci ha lasciati Albino Luciani, il papa del sorriso. Oppure, restando nell&#8217;ambito profano, non ci \u00e8 sembrato di vedere altrettanta commozione per la dipartita di una grande attrice, e una gran donna, come Virna Lisi; oppure quando ha concluso la sua vita terrena Marcello Mastroianni, o, ancora, la bravissima (e bella) Alida Valli.<\/p>\n<p>Ora, la domanda \u00e8 questa: perch\u00e9 tanto cordoglio, e tanta ostentazione di lutto, davanti alla morte di David Bowie, o a quella di George Michael; e tanta distrazione, invece, al limite dell&#8217;indifferenza, per tanti altri personaggi pubblici che non hanno mai fatto parlare di s\u00e9 i giornali scandalistici, che hanno fatto la loro parte nella maniera migliore, la pi\u00f9 professionale, la pi\u00f9 esemplare, senza cadere in eccessi, senza indulgere in forme discutibili di trasgressione, senza dare il cattivo esempio della droga, del sesso sfrenato, del disordine morale, ma, anzi, offrendo a tutti, e specialmente ai giovani, l&#8217;esempio positivo della bravura unita alla sobriet\u00e0, alla discrezione, al rispetto delle norme sociali e delle leggi civili? Forse che le pubbliche baruffe fra George Michael ed Elton John, a proposito della loro omosessualit\u00e0 e della loro amicizia, pi\u00f9 o meno intima, costituiscono un motivo di merito, un blasone di cui andar fieri, e danno loro il diritto di ricevere pi\u00f9 attenzione e di ottenere un maggiore interesse, rispetto a quegli attori, a quei cantanti, a quegli artisti e a quegli uomini e donne di spettacolo, i quali non fanno mai parlar di s\u00e9, tranne che per il loro lavoro e per la loro bravura? Chi ha mai potuto trovare il pi\u00f9 piccolo pettegolezzo da ricamare sulla vita privata di una perfetta signora, come la splendida Virna Lisi? Ma Virna Lisi \u00e8 stata una moglie e una madre esemplare; una vera artista, che, a un certo punto della sua vita, ha rinunciato, in piena consapevolezza, ad una pi\u00f9 che promettente carriera internazionale, lanciata dai produttori hollywoodiani, e ci\u00f2 solo per amore della sua famiglia, alla quale scelse di restar vicina, abbandonando gli Stati Uniti d&#8217;America. Per carit\u00e0, che orrore! Quale mentalit\u00e0 retrograda, all&#8217;antica; quale messaggio sbagliato per tutte le donne impregnate di cultura femminista; quale abominevole sacrificio di s\u00e9, consumato per le ragioni pi\u00f9 banali: l&#8217;amore di un marito e di una famiglia. E poi, pur cos\u00ec bella e desiderabile, nemmeno un amante, nemmeno uno scandalo; e niente droga, e niente amicizie discutibili, e niente spese pazze, o notti brave in questo o quel locale del bel mondo: nulla, neppure da giovane. Solo bravura e professionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene, \u00e8 inevitabile dedurre che il messaggio che i <em>media<\/em> vogliono far passare, sfruttando anche l&#8217;occasione della morte dei personaggi celebri, \u00e8 sempre quello di suscitare interesse, ammirazione, rimpianto, non verso chi ha coltivato l&#8217;arte, e l&#8217;amore della propria famiglia, ma chi ha coltivato il vizio, la sregolatezza, la promiscuit\u00e0; non chi ha conquistato la simpatia del pubblico con i suoi soliti meriti artistici, ma chi ha mercificato la propria vita privata, proprio nei suoi lati pi\u00f9 discutibili e ingloriosi, salvo poi atteggiarsi a vittima d&#8217;ingiuste persecuzioni da parte della societ\u00e0 retrograda e sessuofoba, mentre non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 bello, per un uomo, che andare nei gabinetti pubblici a spiare l&#8217;organo sessuale del vicino e poi fargli delle <em>avances<\/em>, come ebbe a dire lo stesso George Michael a proposito della sua personale vicenda: \u00a0<em>Beh, mi ha seguito al bagno e poi, questo poliziotto &#8212; beh, io non sapevo fosse un poliziotto allora, ovviamente &#8212; ha cominciato a fare quel gioco&#8230; credo si chiami &quot;io ti faccio vedere il mio, tu mi fai vedere il tuo&quot;<\/em> (e si noti la furbizia di attribuire la provocazione al poliziotto). Del resto, non avevano celebrato la stessa, &quot;romantica&quot; situazione, poeti come Sandro Penna e Konstantinos Kavafis, tanto che Penna era stato definito, da qualche critico malevolo, <em>poeta da orinatoi<\/em>, e Kavafis era stato accusato di predicare volutamente il disprezzo nei confronti dell&#8217;amore eterosessuale?<\/p>\n<p>La nostra riflessione non si propone tanto di prendere di mira personaggi come George Michael &#8211; o come Michael Jackson, se si preferisce -, della cui vita privata e delle cui abitudini sessuali, a dirla tutta, ben poco c&#8217;importa, bens\u00ec l&#8217;atteggiamento dei <em>mass-media<\/em> e un po&#8217; di tutta la cultura ufficiale (intendendo la parola &quot;cultura&quot; nel significato pi\u00f9 estensivo e generico). Ci domandiamo se si tratti soltanto del solito conformismo intellettuale imperante ovunque, di questi tempi, alla faccia della tanto sbandierata libert\u00e0 d&#8217;informazione e del tanto conclamato diritto alla diversit\u00e0 delle opinioni; o se vi sia qualcosa d&#8217;altro, e di peggio; se esistano una centrale occulta, ed una strategia globale, aventi quale obiettivo lo scardinamento del senso etico delle masse e l&#8217;introduzione, al suo posto, di un relativismo assoluto, di un permissivismo radicale e di un soggettivismo estremo, condito con dosi massicce di narcisismo e di esibizionismo. Una cosa \u00e8 certa: non ci si pu\u00f2 aspettare che, a forza di diffondere simili messaggi ad ogni occasione possibile, compresi i telegiornali e le prime pagine dei giornali d&#8217;informazione (e non solo le reti e i programmi televisivi specializzati nel settore musicale, e le riviste del pari specializzate), il pubblico non finisca per considerare come normale la trasgressione, giusta la sregolatezza, sacrosanto il disordine delle passioni, a cominciare da quelle di natura sessuale; e che, viceversa, sia portato a condividere un implicito giudizio negativo (come, se non altro, di cosa noiosa e banale) sui comportamenti responsabili e sui sentimenti &quot;puliti&quot;, maturi, rispettosi di se stessi e del prossimo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 con George Michael che ce la prendiamo, ma con la legione di giornalisti che, per stupidit\u00e0 o interesse, si adeguano all&#8217;andazzo dominane e none esitano a passare sotto silenzio tutto ci\u00f2 che \u00e8 motivo di conforto e di speranza, e ad amplificare al massimo ci\u00f2 che \u00e8 suscettibile di trasmettere irrequietezza, angoscia, aggressivit\u00e0, disperazione. Quando il regista Mario Monicelli si suicid\u00f2, alla fine di novembre del 2010, novantacinquenne, gettandosi dalla finestra della stanza d&#8217;ospedale in cui era ricoverato, al quinto piano, per un tumore alla prostata, non furono certo pochi i giornalisti che scambiarono il diritto al rispetto umano, davanti ad un gesto cos\u00ec tragico, per il dovere d&#8217;intonare un assurdo panegirico sulla libert\u00e0 di scegliere la propria morte, trasformando l&#8217;insano gesto di un vecchio ammalato e scoraggiato, in un magnifico atto di autodeterminazione, meritevole di essere ammirato e, perch\u00e9 no, perfino imitato, da quanti dovessero trovarsi in situazioni analoghe. Anche in quel caso, non abbiamo nulla da dire sulla persona di Monicelli; ma ci sembra che molto vi sarebbe da dire riguardo a tutto quel coro di cattivi opinionisti e di filosofi improvvisati, che rintronarono gli orecchi del grande pubblico con i loro commenti balordi e profondamente diseducativi, il cui scopo era di presentare il suicidio del regista come una delle scelte del tutto legittime, se non pure encomiabili, di un laico che era vissuto e morto coerentemente con le sue idee (tanto \u00e8 vero che non ci fu alcun funerale: roba ormai troppo vecchia e pretesca, nella evoluta societ\u00e0 del terzo millennio&#8230;).<\/p>\n<p>Vogliamo perci\u00f2 ribadire il concetto: in una societ\u00e0 qualsiasi, le persone &#8211; e soprattutto i giovani, la cui personalit\u00e0 \u00e8 ancora in via di formazione e per i quali, di conseguenza, \u00e8 cos\u00ec importante avere davanti a s\u00e9 dei buoni esempi da parte degli adulti &#8211; vengono influenzate in maniera determinante da ci\u00f2 che vedono e odono intorno a s\u00e9. Fermo restando il diritto di cronaca, \u00e8 chiaro che, se il pubblico vede continuamente magnificare i comportamenti devianti e distruttivi, e deridere, invece, o disprezzare, quelli onesti, affidabili e responsabili, verr\u00e0 influenzato in maniera negativa e tender\u00e0 a pensare che, nella vita, non \u00e8 una cosa bella e interessante fare il proprio dovere, amare la propria famiglia, rispettare gli altri, ma \u00e8 molto meglio drogarsi, abbandonarsi a qualunque tipo di disordine sessuale, calpestare la morale e le norme sociali ed ignorare le proprie responsabilit\u00e0. Se \u00e8 questo che i <em>mass-media<\/em> intendono fare, bisogna dire che ci stanno riuscendo egregiamente. Resta solo da vedere se lo fanno per l&#8217;<em>audience<\/em> televisiva e per le tirature giornalistiche, oppure se hanno delle ragioni ancor pi\u00f9 abiette, pi\u00f9 losche, pi\u00f9 tenebrose: se obbediscono, cio\u00e8, ad una strategia globale, diretta a seminare, in misura sempre crescente, il disordine, l&#8217;ansia e l&#8217;infelicit\u00e0 fra gli esseri umani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno di Natale del 2016 le televisioni di tutto il mondo hanno dato la notizia della morte improvvisa del cantante inglese George Michael, affrettandosi a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-24553","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24553\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}