{"id":24552,"date":"2009-10-31T11:03:00","date_gmt":"2009-10-31T11:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/31\/dimenticare-calvino-e-la-legge-coercitiva-della-prestazione-per-riscoprire-luomo-integrale\/"},"modified":"2009-10-31T11:03:00","modified_gmt":"2009-10-31T11:03:00","slug":"dimenticare-calvino-e-la-legge-coercitiva-della-prestazione-per-riscoprire-luomo-integrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/31\/dimenticare-calvino-e-la-legge-coercitiva-della-prestazione-per-riscoprire-luomo-integrale\/","title":{"rendered":"Dimenticare Calvino e la legge coercitiva della prestazione, per riscoprire l\u2019uomo integrale"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un cattivo genio che allunga la sua ombra malaugurante sull&#8217;Europa e sul mondo moderno: quello di Giovanni Calvino, il nero corvo della predestinazione, il moralista che aveva trasformato Ginevra in una gigantesca stazione di polizia sessuale, il teologo fanatico e spietato che accendeva il rogo sotto i piedi dei dissidenti.<\/p>\n<p>Ma il danno pi\u00f9 grave, Calvino lo ha fatto con la sua paranoica ansia da prestazione, mediante la quale s&#8217;immaginava di scorgere i segni della benevolenza divina e la promessa della eterna beatitudine. Il puritanesimo americano, la cosa forse pi\u00f9 brutta creata dalla modernit\u00e0, viene dritta dritta dal mantello di questo funereo profeta dell&#8217;apocalisse, da questo nevrastenico del peccato e della dannazione, da questo figlio degenere del Rinascimento che meglio sarebbe stato in compagnia dei profeti esaltati e sanguinari dell&#8217;Antico Testamento, sempre pronti ad annunciare ecatombi e immani distruzioni per quanti incorrono nell&#8217;ira del Signore.<\/p>\n<p>\u00c8 per opera sua se la mentalit\u00e0 dell&#8217;azione, volta alla incessante produzione di ricchezza, \u00e8 entrata nei cromosomi della modernit\u00e0, trasformando prima l&#8217;Occidente, poi il mondo intero, in un immenso manicomio, ove non ci si cura di realizzare una vita a misura d&#8217;uomo, ma di produrre e consumare sempre di pi\u00f9, sempre di pi\u00f9, per raggiungere guadagni sempre pi\u00f9 cospicui e per accumulare ricchezze sempre pi\u00f9 ingenti.<\/p>\n<p>\u00c8 da Calvino che vengono l&#8217;individualismo brutale e l&#8217;inesorabile determinazione negli affari; l&#8217;ipocrisia feroce che spinge a giudicare senza alcuna indulgenza le debolezze umane, salvo poi praticarle in segreto (come si vede ne \u00abLa lettera scarlatta\u00bb di Nathaniel Hawthorne); l&#8217;incrollabile convinzione di tanti uomini politici &#8211; da Wilson a Roosevelt, da Reagan a Bush &#8211; di essere sempre e comunque nel giusto, in quanto campioni della lotta del Bene contro le forze del Male. \u00c8 da Calvino che vengono quei neri corvacci senza sorriso e senza amore, i Padri Pellegrini, che andavano alla messa della domenica con la Bibbia in una mano e il fucile nell&#8217;altra, pronti ad ammazzare il primo Indiano che osasse mettere la testa fuori dai cespugli (la colpa degli Indiani: abitare da sempre una terra che Dio aveva concesso ai puritani, come gi\u00e0 nei tempi antichi aveva concesso agli Ebrei, l&#8217;altro popolo eletto, la Palestina).<\/p>\n<p>Da l\u00ec vengono la catena di montaggio, il taylorismo e il fordismo, il \u00abdestino manifesto\u00bb degli Americani, Wall Street e le Torri Gemelle, l&#8217;atomica e l&#8217;esportazione forzata della democrazia e del libero mercato, i blu-jeans e la Coca Cola, Mac Donald&#8217;s e Hollywood. In breve, tutta quella mentalit\u00e0 efficientistica e narcisistica, quel compiacimento intriso di paternalismo e di razzismo, quella ridicola presunzione priva di consapevolezza, quell&#8217;arroganza che non sa nulla di autocritica: Lincoln e Rockefeller, Teddy Roosevelt e il gruppo Hearst, il generale Patton e il miliardario Murdoch.<\/p>\n<p>Il calvinismo costituisce il presupposto, logico e cronologico, dello scientismo arrogante di Bacone e Galilei, del razionalismo inumano di Cartesio, del pietismo velleitario dell&#8217;etica di Kant, dell&#8217;idealismo delirante di Hegel e del pragmatismo utilitaristico di Dewey: filosofie tra loro diversissime, eppure collegate dalla comune smania di manipolare gli enti e di innalzare l&#8217;uomo a spese dell&#8217;intero creato. Il tutto sulla base di un antropocentrismo non mai sfiorato da un&#8217;ombra di dubbio, non mai rinfrescato da un alito, per quanto tenue, di salutare confronto con l&#8217;altro, su un piano di rispetto e di pari dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel suo famoso e discusso libro \u00abEssere cristiani\u00bb (titolo originale: \u00abChrist sein\u00bb, M\u00fcnchen, R. Piper &amp; Co. Verlag, 1974; traduzione italiana di Germano Re e Marco Beck, Milano, Mondatori, 1976, pp. 666-68), il noto teologo cattolico dissidente Hans K\u00fcng ha tracciato un ritratto efficace della degenerazione occidentale del senso della prestazione:<\/p>\n<p>\u00abNella vita moderna contano i risultati che si conseguono. Non si domanda tanto:&quot;Chi \u00e8 il tale?&quot;, quanto piuttosto: &quot;Che cosa fa?&quot;, con ci\u00f2 intendendo la sua professione, il suo lavoro, le sue realizzazioni, la posizione che occupa e il prestigio di cui gode nella societ\u00e0. \u00c8 questo che conta?<\/p>\n<p>Si tratta di una problematica meno ovvia di quanto non sembri. Tipicamente &quot;occidentale&quot; sebbene oggi interessi anche i paesi socialisti del blocco orientale (secondo Mondo) e i Paesi in via di sviluppo del Terzo Mondo (Europa occidentale e America settentrionale) dove si \u00e8 sviluppata la MODERNA SOCIET\u00c0 INDUSTRIALE. Soltanto qui esisteva da tempo una scienza razionalmente organizzata con esperti altamente specializzati. Soltanto qui un lavoro razionalmente organizzato in libere imprese sulla base della produttivit\u00e0. Soltanto qui una vera e propria borghesia e una razionalizzazione specifica dell&#8217;economia e della stessa societ\u00e0 in generale secondo una nuova mentalit\u00e0 economica. Perch\u00e9 mai soltanto qui?<\/p>\n<p>Nella sua classica analisi, &quot;L&#8217;etica protestante e lo spirito del capitalismo&quot; (1905) [&#8230;], Max Weber ha indagato a fondo questo processo. La razionalizzazione venne senz&#8217;altro stimolata da determinate condizioni economiche (fin qui aveva ragione Marx). Tuttavia (osserva giustamente Weber) non si sarebbe giunti alla razionalizzazione economica occidentale senza una nuova mentalit\u00e0 economica spiccatamente razionale-pratica, radicata in un ben preciso costume religioso. Furono precisi contenuti di fede e precise concezioni del dovere a generare e introdurre decisamente questo nuovo spirito nella vita e nell&#8217;economia? In che modo? Le radici del fenomeno risalgono &#8212; fatto abbastanza sorprendente &#8212; a quei problemi del tempo della Riforma che oggi si dice non siano pi\u00f9 attuali. Applicando con involontaria coerenza la rigida dottrina calvinistica di una duplice elezione (predestinazione degli uni alla beatitudine, degli altri alla dannazione), si sottoline\u00f2 nelle chiese influenzate da Calvino il valore della &quot;santificazione&quot;, delle opere nella vita quotidiana, del lavoro professionale come compimento dell&#8217;amore del prossimo, nonch\u00e9 il valore del successo di questa attivit\u00e0 &#8212; il tutto inteso come segno visibile di una positiva elezione alla beatitudine eterna. Fu quindi per motivi religiosi, non razionali, che matur\u00f2 lo spirito del lavoro assiduo, del successo professionale e del progresso economico: un connubio gravido di conseguenza tra un&#8217;intensa religiosit\u00e0 e un senso capitalistico degli affari, rinvenibile in chiese e in sette storicamente importanti, presso i puritani inglesi, scozzesi e americani, tra gli ugonotti francesi, nelle comunit\u00e0 francesi dei riformatori e dei pietisti.<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 la secolarizzazione si estese ai vari ambiti della vita e quanto pi\u00f9 si form\u00f2 il sistema economico moderno, tanto pi\u00f9 assursero a virt\u00f9 dell&#8217;uomo secolare, dell&#8217;uomo autonomo e operante nella &quot;societ\u00e0 industriale&quot;, l&#8217;attivit\u00e0 infaticabile (&quot;industria&quot;), la disciplina severa e l&#8217;elevato senso di responsabilit\u00e0. L&#8217;&quot;abilit\u00e0&quot; in tutti i campi divenne la virt\u00f9 per eccellenza, l&#8217;&quot;utilit\u00e0&quot; il criterio dominante, il &quot;successo&quot; l&#8217;obiettivo finale, la &quot;produzione&quot; la legge di questa moderna SOCIET\u00c0 DELLA PRODUTTIVIT\u00c0\u00bb, in cui ciascuno \u00e8 chiamato a svolgere un suo ruolo particolare (ruolo principale nella professione e per lo pi\u00f9 svariati ruoli secondari).<\/p>\n<p>L&#8217;uomo cerca cos\u00ec, in un mondo e in una societ\u00e0 che si sviluppano dinamicamente, di realizzare se stesso. Diversamente da quanto avveniva nello statico mondo preindustriale, l&#8217;autorealizzazione umana, che resta in ogni caso un traguardo dell&#8217;uomo, si realizza su prestazioni personali. Si realizza solo chi realizza qualcosa. E non c&#8217;\u00e8 rimprovero pi\u00f9 amaro del sentirsi rinfacciare che non si combina nulla. Lavoro, carriera, guadagno: che cosa ci potrebbe essere di pi\u00f9 importante? Industrializzare, produrre, espandersi, consumare a tutti i livelli; sviluppo, progresso, perfezione, miglioramento del tenore di vita sotto ogni possibile rispetto: non \u00e8 questo il senso della vita? Come giustificare il senso dell&#8217;esistenza se non mediante prestazioni personali? I valori economici occupano il vertice della scala dei valori umani, la professione e le capacit\u00e0 personali determinano lo status sociale, la tensione verso la prosperit\u00e0 e la produzione fa s\u00ec che i paesi industriali sfuggano alla stretta di una povert\u00e0 ancestrale e diano vita a quella che \u00e8 l&#8217;odierna societ\u00e0 del benessere.<\/p>\n<p>Ma proprio questa MENTALIT\u00c0 PRODUTTIVISTICA, avallata da tanti successi, costituisce in definitiva una seria minaccia per l&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;uomo: uomo che rischia di perdere di vista non solo i valori pi\u00f9 alti e il senso generale della vita, ma anche di essere stritolato dai meccanismi, dalle tecniche, dalle forze e dalle organizzazioni anonime che formano il tessuto di questo sistema. Quanto maggiori sono il progresso e la perfezione tecnologica, tanto pi\u00f9 accentuato \u00e8 l&#8217;inquadramento dell&#8217;uomo nel complicato processo economico-sociale. Una disciplina sempre pi\u00f9 rigida stringe l&#8217;uomo nella propria morda. Un&#8217;operosit\u00e0 e un impegno sempre pi\u00f9 esasperati non gi permettono di recuperare se stesso.\u00bb<\/p>\n<p>Dimenticare Calvino, dunque, come atto necessario per ritrovare il senso di ci\u00f2 che conta realmente nella vita: non produrre e consumare sempre di pi\u00f9; non possedere e manipolare illimitatamente gli enti; non anteporre l&#8217;avere e il sembrare all&#8217;essere, ma, al contrario, scendere nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima per trovarvi il tesoro inestimabile dell&#8217;autenticit\u00e0.<\/p>\n<p>Fino a quando continueremo a credere che la quantit\u00e0 sia pi\u00f9 importante della qualit\u00e0; che l&#8217;agire sia pi\u00f9 importante del contemplare; che la riuscita dell&#8217;esistenza si possa valutare con il metro del successo esteriore, e non con quello della fedelt\u00e0 alla chiamata: fino ad allora, inevitabilmente, rimarremo prigionieri di una logica disumana, che mette le cose al di sopra della vita e che pretende di commercializzare e reificare tutto, compresi valori e sentimenti.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale sviluppo della tecnica e la mal riposta aspettativa che da essa debba scaturire automaticamente un miglioramento dell&#8217;esistenza, confermano la diagnosi della nostra profonda malattia spirituale: giacch\u00e9 la tecnica, ipostatizzata ed eretta a norma e valore assoluto essa stessa, non solo non potr\u00e0 risolvere i nostri problemi morali ed esistenziali, ma non far\u00e0 altro che aggravarli, mettendo a disposizione di una umanit\u00e0 immatura e deresponsabilizzata un potere materiale spropositato, del quale essa non sapr\u00e0 fare un uso adeguato, mancandole la giusta prospettiva, che pu\u00f2 originarsi solo dal senso del limite e dal senso del mistero.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 curiosa, nell&#8217;odierna etica neocalvinista che sta lottando per imporsi a livello mondiale, \u00e8 che essa si \u00e8 ormai interamente laicizzata: l&#8217;originaria ispirazione religiosa si \u00e8 ridotto a pura cornice o \u00e8 scomparsa del tutto, e di essa non \u00e8 rimasto che il rigorismo inflessibile, lo zelo apostolico, l&#8217;ipocrisia sessuale e la sublimazione degli impulsi erotici in progettualit\u00e0 imprenditoriale pressoch\u00e9 instancabile. In altre parole, essa ha conservato il fanatismo originario senza pi\u00f9 la dimensione del trascendente, per cui si \u00e8 trasformata in una implacabile religione dell&#8217;accumulazione capitalistica e dell&#8217;azione per l&#8217;azione.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 risultata una \u00abforma mentis\u00bb fondamentalista, ma, al tempo stesso, laica e secolarizzata: una nuova forma di culto della prestazione e della manipolazione, dell&#8217;attivismo sfrenato e illimitato, al quale non bastano terre e mari, ma servono sempre nuovi pianeti da conquistare e colonizzare, per esportare ovunque le \u00abmeraviglie\u00bb di una tecnica fine a se stessa, che non risolve i problemi dell&#8217;uomo, ma li aggira e, in larga misura, li aggrava essa stessa.<\/p>\n<p>Se non arriveremo a comprendere la natura fondamentalista e tendenzialmente totalitaria della via che abbiamo imboccato, sulla scia di Calvino, Francesco Bacone, Cartesio e Galilei, non riusciremo mai a esorcizzare i nostri demoni e continueremo a considerarci aggrediti dall&#8217;esterno, mentre siamo noi gli aggressori, noi occidentali, a livello mondiale.<\/p>\n<p>Dimenticare Calvino, liquidare i conti con l&#8217;etica ipocrita e intollerante del calvinismo, con il suo culto nevrotico dell&#8217;azione ad ogni costo, con la sua servile adorazione del successo materiale ed esteriore, significa riconquistare la nostra umanit\u00e0 alienata, liberare le forze migliori che giacciono represse e imbrigliate nel nostro profondo, riconciliarci con la bellezza e l&#8217;armonia della vita.<\/p>\n<p>L&#8217;etica neocalvinista non ha occhi per la bellezza e non ha cuore per la compassione; ad essa importa solo il risultato immediato, tangibile e plateale; non sa che farsene dell&#8217;uomo interiore e dello splendore del mondo.<\/p>\n<p>Ma noi non possiamo accontentarci di vivere a met\u00e0, come l&#8217;uomo a una dimensione di cui parlava Marcuse; non possiamo adattarci a vivere a misura della nostra professione e dei guadagni che essa pu\u00f2 assicurarci.<\/p>\n<p>Tutte queste cose non hanno niente a che fare con la felicit\u00e0: mentre gli esseri umani sono chiamati alla felicit\u00e0, cosa che \u00e8 possibile solo se essi riescono a sviluppare integralmente le loro possibilit\u00e0 migliori: che non sono &#8211; evidentemente &#8211; solo quelle economiche, ma tutte quelle della mente e del cuore.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo neocalvinista, l&#8217;eroe moderno dell&#8217;accumulazione e del \u00abprogresso\u00bb, \u00e8 un infelice, che cerca di mettere a tacere la propria infelicit\u00e0 accumulando sempre di pi\u00f9, impegnandosi sempre di pi\u00f9, manipolando le cose in misura sempre maggiore. In altre parole, egli \u00e8 il peggiore nemico di se stesso, perch\u00e9 pi\u00f9 soffre, e pi\u00f9 cerca sollievo addentrandosi in una via che lo allontana in misura crescente da una possibilit\u00e0 di guarigione.<\/p>\n<p>In fondo, \u00e8 un uomo pieno di paura: paura di se stesso, di tutta quella vasta parte di s\u00e9 che non conosce e nella quale non osa gettare neppure uno sguardo. Ecco perch\u00e9, dietro la maschera efficientista ed aggressiva, dietro il dinamismo esasperato e la competitivit\u00e0 senza quartiere, egli cela una enorme fragilit\u00e0: \u00e8 un gigante dai piedi d&#8217;argilla, che, se perde l&#8217;equilibrio anche di poco, cade per non pi\u00f9 rialzarsi.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;uomo non pu\u00f2 vivere nella paura, senza condannarsi a una vita da recluso, miseramente mutilata: e poco importa che egli sia il recluso di se stesso, e non gi\u00e0 di forze esterne; anzi, questo fatto \u00e8 proprio ci\u00f2 che rende pi\u00f9 amara e intollerabile la sua prigionia.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo deve vivere nel coraggio, nel coraggio di essere se stesso e di cercare di realizzare il proprio destino, nella qual cosa consiste la sua felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 dobbiamo dimenticare Calvino, il nero corvo del malaugurio, e la sua etica del lavoro che non d\u00e0 gioia, che non d\u00e0 pace, che non sa vedere la bellezza e che non sa provare compassione per lo spettacolo del dolore; ed aprirci con gioia al mistero del mondo e alla luce dell&#8217;Essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un cattivo genio che allunga la sua ombra malaugurante sull&#8217;Europa e sul mondo moderno: quello di Giovanni Calvino, il nero corvo della predestinazione, il moralista<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[163],"class_list":["post-24552","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-giovanni-calvino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24552\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}