{"id":24546,"date":"2016-12-17T09:14:00","date_gmt":"2016-12-17T09:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/17\/dignitatis-humanae-e-liberta-religiosa-e-davvero-una-questione-filologica\/"},"modified":"2016-12-17T09:14:00","modified_gmt":"2016-12-17T09:14:00","slug":"dignitatis-humanae-e-liberta-religiosa-e-davvero-una-questione-filologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/17\/dignitatis-humanae-e-liberta-religiosa-e-davvero-una-questione-filologica\/","title":{"rendered":"Dignitatis Humanae e libert\u00e0 religiosa: \u00e8 davvero una questione filologica?"},"content":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, uno dei documenti conciliari pi\u00f9 controversi e dirompenti \u00e8 stato proprio l&#8217;ultimo, la Dichiarazione <em>Dignitatis Humanae<\/em>, sulla libert\u00e0 religiosa: che, per i teologi progressisti e per i nuovi indirizzi pastorali, apre la stagione &quot;gloriosa&quot; del dialogo inter-religioso e dell&#8217;ecumensimo, mentre, per i suoi critici, inaugura una stagione di relativismo e di grave confusione dottrinale.<\/p>\n<p>Quale delle due interpretazioni \u00e8 pi\u00f9 vicina al vero? Per tentar di rispondere a questo scomodo interrogativo &#8212; scomodo, per le enormi conseguenze che ne derivano, anche sul piano dell&#8217;attualit\u00e0, circa la Chiesa e la fede dei cattolici &#8211; ci sembra necessario riportare tutto il <em>Proemio<\/em> e la prima parte del secondo capitolo della <em>Dignitatis Humanae<\/em>, pubblicata il 7 dicembre 1965, cio\u00e8 alla vigilia della chiusura ufficiale del Concilio Vaticano II da parte di Paolo VI (da: <em>I documenti del Concilio Vaticano II<\/em>, Milano, Edizioni Paoline, 2002, pp. 579-581):<\/p>\n<p><em>1. Nell&#8217;et\u00e0 contemporanea gli esseri umani divengono sempre pi\u00f9 consapevoli della propria dignit\u00e0 di persone e cresce il numero di coloro che esigono di agire di loro iniziativa, esercitando la propria responsabile libert\u00e0, mossi dalla coscienza del dovere e non pressati da misure coercitive. Parimenti, gli stessi esseri umani postulano una giuridica delimitazione del potere delle autorit\u00e0 pubbliche, affinch\u00e9 non siano troppo circoscritti i confini alla onesta libert\u00e0, tanto delle singole persone, quanto delle associazioni. Questa esigenza di libert\u00e0 nella convivenza umana riguarda soprattutto i valori dello spirito, e in primo luogo il libero esercizio della religione nella societ\u00e0. Considerando diligentemente tali aspirazioni e proponendosi di dichiarare quanto e come siano conformi alla verit\u00e0 e alla giustizia, questo Concilio Vaticano rimedita la tradizione sacra e la dottrina della Chiesa, dalle quali trae nuovi elementi in costante armonia con quelli gi\u00e0 posseduti. Anzitutto, il sacro Concilio professa che Dio stesso ha fatto conoscere al genere umano la via attraverso la quale gli uomini, servendolo, possono in Cristo trovare salvezza e pervenire alla beatitudine. Questa unica vera religione crediamo che sussista nella Chiesa cattolica e apostolica, alla quale il Signore Ges\u00f9 ha affidato la missione di comunicarla a tutti gli uomini, dicendo agli apostoli: &quot;Andate dunque, istruite tutte le genti battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutti quello che Io vi ho comandato&quot; (Mt 28, 19-20). E tutti gli esseri umani sono tenuti a cercare la verit\u00e0, specialmente in ci\u00f2 che concerne Dio e la sua Chiesa, e sono tenuti ad aderire alla verit\u00e0 man mano che la conoscono e a rimanerle fedeli.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sacro Concilio professa pure che questo doveri attingono e vincolano la coscienza degli uomini, e che la verit\u00e0 non si impone che per la forza della verit\u00e0 stessa, la quale si diffonde nelle menti soavemente e insieme con vigore. E poich\u00e9 la libert\u00e0 religiosa, che gli esseri umani esigono nell&#8217;adempiere il dovere di onorare Iddio, riguarda l&#8217;immunit\u00e0 dalla coercizione nella societ\u00e0 civile, essa lascia intatta la dottrina tradizionale cattolica sul dovere morale dei singoli e delle societ\u00e0 verso la vera religione e l&#8217;unica Chiesa di Cristo. Inoltre il sacro Concilio, trattando di questa libert\u00e0 religiosa, si propone di sviluppare la dottrina del sommi Pontefici pi\u00f9 recenti intorno ai diritti inviolabili della persona umana e all&#8217;ordinamento giuridico della societ\u00e0. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>2. Questo Concilio Vaticano II dichiara che la persona umana ha il diritto alla libert\u00e0 religiosa. Il contenuto di una tale libert\u00e0 \u00e8 che gli esseri umani devono essere immuni dalla coercizione da parte dei singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia potere umano, cos\u00ec che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza n\u00e9 sia impedito, entro debiti limiti, di agore in conformit\u00e0 ad essa: privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata. Inoltre dichiara che il diritto alla libert\u00e0 religiosa si fonda realmente sulla stessa dignit\u00e0 della persona umana quale l&#8217;hanno fatta conoscere la parola di Dio rivelata e la stessa ragione. Questo dirotto della persona umana alla libert\u00e0 religiosa deve essere riconosciuto e sancito come diritto civile nell&#8217;ordinamento giuridico della societ\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>In questo documento, si articola il seguente ragionamento:<\/p>\n<p>Nel mondo moderno, gli esseri umani sono sempre pi\u00f9 consapevoli della loro dignit\u00e0 di persone, e sentono la libert\u00e0 delle proprie scelte di vita come un&#8217;esigenza irrinunciabile, per cui non potrebbero accettare nulla che venga loro presentato sotto la forma di una imposizione o di una coercizione (capitolo primo).<\/p>\n<p>Tutte le persone, dotate di ragione e volont\u00e0, sono tenute a cercare la verit\u00e0, per loro natura e per obbligo morale: dunque, il diritto alla liber\u00e0 religiosa si fonda sulla natura stessa della persona (capitolo secondo).<\/p>\n<p>L&#8217;uomo coglie e riconosce gli imperativi della legge divina attraverso la sua coscienza, ed \u00e8 essa che lo guida naturalmente verso Dio; quindi, se gli si negasse la libert\u00e0 religiosa, si farebbe ingiuria sia a lui, sia all&#8217;ordine stabilito da Dio (capitolo terzo).<\/p>\n<p>La stessa libert\u00e0 religiosa che viene riconosciuta ai singoli individui, deve essere riconosciuta ai gruppi religiosi viventi all&#8217;interno delle nazioni, ciascuno dei quali deve poter seguire le proprie credenze religiose e vederle rispettate in ogni ambito della vita pubblica, a cominciare da quello dell&#8217;insegnamento (capitolo quarto).<\/p>\n<p>La libert\u00e0 religiosa, come fatto interpersonale e sociale, parte dalla famiglia; pertanto, all&#8217;interno della famiglia deve vigere il principio della libert\u00e0 dei genitori a educare i loro figli secondo le proprie convinzioni religiose; e la potest\u00e0 civile deve riconoscere questo principio, curando, inoltre, che esso non venga violato da azioni esterne, ad esempio da una formazione scolastica che si ponga in contrasto con tale obiettivo educativo (capitolo quinto).<\/p>\n<p>Il bene comune della societ\u00e0 si fonda sulla salvaguardia dei diritti della persona umana e sull&#8217;adempimento dei rispettivi doveri; pertanto, ogni potere civile ha il dovere essenziale di tutelare e promuovere gli inviolabili diritti dell&#8217;uomo, fra i quali spicca quello alla libert\u00e0 religiosa (capitolo sesto).<\/p>\n<p>L&#8217;esercizio della libert\u00e0 religiosa \u00e8 sottoposto ad alcuni limiti: che derivano sia dal rispetto della legge morale, e dei doveri verso se stessi e verso gli altri, sia dal diritto della societ\u00e0 a proteggersi contro eventuali disordini che prendano a pretesto la religione; tuttavia, in quest&#8217;ultimo caso, il potere civile deve astenersi nel modo pi\u00f9 assoluto dal favorire una delle parti, ma attenersi sempre alle norme dell&#8217;ordine morale obiettivo (capitolo settimo).<\/p>\n<p>Oggi gli esseri umani sono sottoposti a molteplici pressioni che tendono a sottrarre loro l&#8217;esercizio della vera libert\u00e0, per cui \u00e8 necessario che tutti, e specialmente coloro i quali rivestono compiti educativi, si impegnino affinch\u00e9 sia rispettata la libert\u00e0 di ciascuno, specie nel processo di formazione della personalit\u00e0, e perch\u00e9 la libert\u00e0 concorra al perseguimento del bene comune (capitolo ottavo).<\/p>\n<p>La dottrina della libert\u00e0 religiosa affonda le sue radici nella Rivelazione, come si vede dal fatto che Cristo mostra sempre di rispettare la libert\u00e0 degli esseri umani nell&#8217;adempimento del dovere di credere alla parola di Dio (capitolo nono).<\/p>\n<p>L&#8217;atto di fede \u00e8, per sua stessa natura, un atto volontario, quindi nessuno pu\u00f2 essere costretto ad aderirvi mediante la coercizione (capitolo decimo).<\/p>\n<p>Dio chiama gli esseri umani a servirlo in spirito e verit\u00e0, per cui essi sono vincolati a rispondere alla loro vocazione, ma non coartati: come si vede, appunto, nel modo di agore di Cristo, che ha invitato gli apostoli a seguirlo, con pazienza e umilt\u00e0 di cuore, senza esercitare su di essi alcuna coercizione (capitolo undicesimo).<\/p>\n<p>La Chiesa segue le tracce Cristo e degli apostoli e, anche se, talvolta, in passato, nei suoi comportamenti pratici se ne \u00e8 allontanata, vi \u00e8 rimasta per\u00f2 sempre fedele a livello dottrinale, affermando, conformemente all&#8217;insegnamento evangelico, che nessuno pu\u00f2 essere costretto con la forza ad abbracciare la fede (capitolo dodicesimo).<\/p>\n<p>Cos\u00ec come lo chiede per tutti, la Chiesa domanda anche per se stessa e per i propri seguaci la pi\u00f9 completa libert\u00e0 di seguire la dottrina di Cristo e i precetti della fede cristiana; vi \u00e8 quindi concordia fra la libert\u00e0 della Chiesa e la libert\u00e0 religiosa, che deve essere riconosciuta a tutti gli esseri umani (capitolo tredicesimo).<\/p>\n<p>La missione della Chiesa \u00e8 quella di diffondere la parola di Dio e far s\u00ec che venga glorificata, per obbedire al divino mandato: &quot;<em>La Chiesa esorta quindi ardentemente i suoi figli affinch\u00e9 &quot;anzitutto si facciano suppliche, orazioni, voti, ringraziamenti per tutti gli uomini&#8230; Ci\u00f2 infatti \u00e8 bene e gradito al cospetto del Salvatore e Dio nostro, il quale vuole che tutti gli uomini si salvino ed arrivino alla conoscenza della verit\u00e0&quot; (1 Tm 2, 1-4).<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 [&#8230;] manifesto che tutte le genti si vanno sempre pi\u00f9 unificando, che si fanno sempre pi\u00f9 stretti i rapporti fra gli esseri umani di cultura e religione diverse, mentre si fa ognora pi\u00f9 viva in ognuno la coscienza della propria responsabilit\u00e0 personale. Per cui, affinch\u00e9 nella famiglia umana si instaurino e si consolidino relazioni di concordia e di pace, si richiede che ovunque la libert\u00e0 religiosa sia munita di una efficace tutela giuridica e che siano osservati i doveri e i diritti supremi degli esseri umani attinenti la libera espressione della vita religiosa nella societ\u00e0&quot;<\/em> (capitolo quindicesimo).<\/p>\n<p>In tutto questo ragionamento &#8211; conformemente alla <em>svolta antropologica<\/em> il cui maestro riconosciuto \u00e8 stato quel Karl Rahner che, del Concilio, \u00e8 stato il massimo ispiratore (e il cattivo genio) dal punto di vista teologico &#8212; l&#8217;accentuazione viene messa sulla libert\u00e0 dal punto di vista umano, e precisamente dei diritti umani, e non dal punto di vista soprannaturale. Insistendo sul concetto di libert\u00e0 come &quot;diritto&quot;, o, peggio, come &quot;esigenza&quot; (l&#8217;esigenza non \u00e8 nemmeno un bisogno, ma vien fatta passare per tale), si d\u00e0 l&#8217;impressione che la cosa pi\u00f9 importante, in assoluto, sia il fatto che l&#8217;uomo la eserciti, appunto, liberamente, anche in ambito religioso, ossia nella ricerca di Dio: ma non \u00e8 questa, oltre che una impostazione del problema di tipo prettamente giusnaturalistico (l&#8217;uomo ha dei diritti naturali, che gli appartengono e lo caratterizzano fin dalla nascita, e il diritto alla libert\u00e0 religiosa \u00e8 uno di essi: una semplice estensione del pensiero di Grozio, o meglio ancora di Locke), anche una contraddizione in termini puramente logici? Come si fa ad essere liberi di esercitare la propria libert\u00e0, se non si definisce cosa sia la libert\u00e0? Si dice che il diritto alla libert\u00e0 religiosa si fonda sulla dignit\u00e0 della persona, come l&#8217;ha fatta conoscere Dio per mezzo delle Scritture e come la rivela la ragione stessa. Ma come si fa a sapere quando una scelta di libert\u00e0 \u00e8 anche una libera scelta, cio\u00e8 una scelta che scaturisce da condizioni di libert\u00e0, non solo esteriori (come l&#8217;assenza di coercizione), ma anche interiori? Non c&#8217;\u00e8 niente da fare, questo \u00e8 un vicolo cieco: e i padri conciliarci ci si sono cacciati da soli. Il Magistero, prima del Concilio, aveva una risposta ben precisa a questa domanda: <em>Extra ecclesiam nulla salus<\/em>; concetto risalente gi\u00e0 ai primi concili ecumenici e ribadito dal Concilio di Trento con la seguente, testuale formula: <em>Quanti vogliono conseguire la salute eterna devono aderire alla Chiesa, non diversamente da coloro che, per non perire nel diluvio, entrarono nell&#8217;arca<\/em>.<\/p>\n<p>In altre parole: per essere liberi, bisogna cercare la Verit\u00e0; chi cerca la Verit\u00e0 con retta coscienza e con spirito di umilt\u00e0, incontra Dio: ma non un dio qualunque, bens\u00ec il Dio annunciato dal Vangelo di Ges\u00f9 e, dopo di lui, dalla Chiesa cattolica. Chi, pur avendo udito l&#8217;annuncio del Regno di Dio, lo rifiuta; chi adora un dio diverso dal Dio vero, cio\u00e8 un idolo, o degli idoli; chi si oppone alla Verit\u00e0 e combatte contro il suo annuncio, cio\u00e8 contro il Vangelo e contro la Chiesa: costui \u00e8 escluso dalla salvezza &#8211; salvo, beninteso, che si penta sinceramente e profondamente &#8211; e, nella vita ultraterrena, \u00e8 destinato alla eterna esclusione dalla beatitudine della comunione con Dio, gli Angeli e i Santi del Paradiso: cio\u00e8, tanto per essere chiari, \u00e8 destinato all&#8217;Inferno. Questo linguaggio, oggi, non piace pi\u00f9; e non piace nemmeno la teologia ad esso sottesa: nondimeno, essa \u00e8 la teologia di sempre, la teologia cattolica che ha istruito, confortato, sostenuto nelle prove della vita e nei dubbi della fede, generazioni e generazioni di cristiani. Forse che, a partire dal Concilio Vaticano II, le cose sono cambiate? Forse che il Paradiso non \u00e8 pi\u00f9 il Paradiso, cio\u00e8 l&#8217;eterna comunione e l&#8217;eterna beatitudine con Dio, e l&#8217;Inferno non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;Inferno, cio\u00e8 l&#8217;eterna separazione ed esclusione dalla sua santa e ineffabile presenza? Forse che chi rifiuta il Vangelo di Ges\u00f9 pu\u00f2 pervenire ugualmente alla salute dell&#8217;anima e alla vita eterna?<\/p>\n<p>Il passaggio chiave della <em>Dignitatis Humanae<\/em> \u00e8 al cap. 1, in cui si afferma: <em>Questa unica vera religione crediamo che sussista nella Chiesa cattolica e apostolica, alla quale il Signore Ges\u00f9 ha affidato la missione di comunicarla a tutti gli uomini<\/em>; e, ancora pi\u00f9 precisamente, in quel <em>subsistit in<\/em> (neanche si trattasse d&#8217;una questione filologica). Dicendo che l&#8217;unica vera religione sussiste nella Chiesa cattolica, s&#8217;intende dire che essa \u00e8 presente <em>solo<\/em> in essa, o <em>anche<\/em> in essa? E, in quest&#8217;ultimo caso, ci\u00f2 significa che pu\u00f2 essere presente anche nelle altre religioni: il giudaismo, l&#8217;islamismo, il buddismo? O nelle persone che rifiutano Dio, scegliendo l&#8217;ateismo radicale? Non si pu\u00f2 fare a meno di osservare che i padri conciliari, nell&#8217;adoperare quella espressione, sono stati o molto abili, astuti e gesuitici, in modo da creare una voluta ambiguit\u00e0, cos\u00ec da non scontentar nessuno, n\u00e9 i progressisti, n\u00e9 i conservatori; oppure che hanno ecceduto in disinvoltura, o in ingenuit\u00e0, o in una vaghezza forse non deliberata, ma tale da generare opposte interpretazioni. E cos\u00ec, infatti, \u00e8 stato. Si sono create due vere e proprie scuole di pensiero: quella della discontinuit\u00e0 e quella della continuit\u00e0, ovviamente con riferimento al Concilio Vaticano II rispetto al Magistero della Chiesa antecedente: quella, in particolare, uscita dal Concilio di Trento e dal Concilio Vaticano I. In modo speciale, tre articoli del <em>Sillabo<\/em> di Pio IX ribadivano la formula <em>Extra Ecclesiam nulla salus<\/em>: la XVI, che condanna la sua negazione; la XVII, che condanna anche una semplice attenuazione; e la XVIII, che condanna la sua negazione con uno specifico riferimento al protestantesimo (con buona pace del moderno ecumenismo&#8230;). Secondo l&#8217;ermeneutica della discontinuit\u00e0, la vera religione potrebbe sussistere anche in altre chiese o religioni, e cos\u00ec, anche la salvezza eterna; secondo l&#8217;ermeneutica della continuit\u00e0, invece, si d\u00e0 una interpretazione restrittiva di quella frase: solo la Chiesa cattolica rappresenta la vera religione e la via della salvezza. Papa Benedetto XVI, come \u00e8 noto, sosteneva questa seconda posizione; anzi, prima ancora di venire eletto sulla cattedra di san Pietro, egli, da prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, emetteva la Dichiarazione <em>Dominus Iesus<\/em>, il 6 agosto del 2000, nella quale ribadiva, nella maniera pi\u00f9 chiara ed esplicita, la pienezza e la definitivit\u00e0 della Rivelazione di Ges\u00f9 Cristo; l&#8217;unicit\u00e0 e l&#8217;universalit\u00e0 del mistero salvifico di Ges\u00f9 Cristo; il dovere della Chiesa di annunciare Cristo e il suo Vangelo, pur nel rispetto delle altre fedi e religioni. Nel capitolo sesto della dichiarazione, infatti, \u00e8 scritto:<\/p>\n<p><em>Con la venuta di Ges\u00f9 Cristo salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da Lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l&#8217;umanit\u00e0. Questa verit\u00e0 di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto, ma nel contempo esclude radicalmente quella mentalit\u00e0 indifferentista improntata a un relativismo religioso che porta a ritenere che &quot;una religione vale l&#8217;altra&quot;[&#8230;]. Come esigenza dell&#8217;amore a tutti gli uomini, la Chiesa annuncia, ed \u00e8 tenuta ad annunciare, incessantemente che Cristo \u00e8 la via, la verit\u00e0 e la vita (Gv 14, 6) [&#8230;].<\/em><\/p>\n<p>Se ne facciano una ragione i vari Enzo Bianchi, i vari Hans K\u00fcng, i vari Walter Kasper: questo \u00e8 il magisteri cattolico di ieri, di oggi e di sempre. Le cose, per chi \u00e8 in buona fede, sono chiare: chi tenta di complicarle, evidentemente, ha il suo interesse nel farlo. Bisogna evitare lo scandalo, la confusione, il turbamento dei credenti; e bisogna che i giovani, nati o cresciuti dopo il Vaticano II, sappiano che, su questo punto, la Chiesa cattolica non ha mai cambiato opinione, n\u00e9 mai potr\u00e0 farlo. Oppure s\u00ec? E allora che lo dicano, coloro i quali vorrebbero cambiare la dottrina cattolica; coloro i quali contrabbandano gl&#8217;incontri inter-religiosi di Assisi per una parificazione teologica e morale delle diverse religioni esistenti al mondo; e lo dicano quei pastori e quei (cattivi) maestri i quali vorrebbero trascinare il gregge di Cristo nell&#8217;errore: dicano <em>apertis verbis<\/em> quali sono le loro intenzioni, cio\u00e8 che si propongono di rovesciare il sacro Magistero, s&#8217;intende con la scusa della &quot;vera&quot; interpretazione delle Scritture. Che le cose siano messe in chiaro, una volta per tutte. E la smettano, costoro, di tirare il sasso e nascondere la mano sotto l&#8217;ampio mantello di papa Francesco. Ges\u00f9 non dice: <em>Io sono una delle vie<\/em>; bens\u00ec: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>. E ancora: <em>Chi crede e verr\u00e0 battezzato, sar\u00e0 salvo; ma chi non crede, sar\u00e0 condannato<\/em>. Vogliono cambiare le Sue parole?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, uno dei documenti conciliari pi\u00f9 controversi e dirompenti \u00e8 stato proprio l&#8217;ultimo, la Dichiarazione Dignitatis Humanae, sulla libert\u00e0 religiosa: che, per i teologi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30144,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[109,157,262,263],"class_list":["post-24546","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concilio-vaticano-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-vaticano-ii","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-concilio-vaticano-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24546"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24546\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30144"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}