{"id":24545,"date":"2011-11-26T12:12:00","date_gmt":"2011-11-26T12:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/26\/la-diffusione-dei-libri-nellilluminismo-e-stata-un-bene-per-la-societa\/"},"modified":"2011-11-26T12:12:00","modified_gmt":"2011-11-26T12:12:00","slug":"la-diffusione-dei-libri-nellilluminismo-e-stata-un-bene-per-la-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/26\/la-diffusione-dei-libri-nellilluminismo-e-stata-un-bene-per-la-societa\/","title":{"rendered":"La diffusione dei libri nell\u2019Illuminismo \u00e8 stata un bene per la societ\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Il XVIII secolo, il secolo del Lumi, si vanta, fra le altre cose, di avere impresso un impulso straordinario, mai visto prima, alla diffusione dei libri e della lettura; specialmente dei libri di argomento scientifico e filosofico.<\/p>\n<p>Uomini e donne che, prima, non leggevano nulla o quasi, adesso se ne vanno in giro con il loro Voltaire o con il loro Rousseau sotto il braccio, cui la censura conferisce un ulteriore elemento di fascino; le teorie fisiche di Newton circolano nei salotti, fioriscono sulle belle labbra delle dame, accendono animate discussioni nei palazzi dell&#8217;aristocrazia, nelle botteghe del caff\u00e8; rappresentano, per cos\u00ec dire, l&#8217;ultimo grido della moda.<\/p>\n<p>Anche il &quot;giovin signore&quot; di Parini tiene Voltaire e Rousseau sullo scaffale della propria biblioteca; li legge stando a letto, per conciliarsi il sonno, poi li presta alla sua dama; essere aggiornati sulle teorie dei &quot;philosophes&quot;, disputare di morale e di diritto, di economia e di ottica, di medicina e di agricoltura, \u00e8 divenuto obbligatorio, come essere informati delle ultime novit\u00e0 della moda parigina o dei pi\u00f9 recenti progressi della scienza e della tecnica.<\/p>\n<p>Si legge molto; vi sono dei librai che vendono delle tessere, mediante le quali si pu\u00f2 consultare sul posto, oppure portare via in prestito, tutti i volumi che si vuole; i caff\u00e8 offrono ai propri clienti una vasta scelta di riviste e di giornali; il mercato librario \u00e8 in fortissima espansione, si moltiplicano le traduzioni di opere straniere; e si conversa sempre pi\u00f9 non di fatti e di persone, ma di libri e di idee, che vengono pi\u00f9 o meno da lontano.<\/p>\n<p>Si vogliono portare i popoli verso la felicit\u00e0; si vogliono diffondere i benefici della salute, della ragione, della buona cittadinanza; si vuol costruire un mondo nuovo, fatto di curiosit\u00e0, spirito d&#8217;iniziativa, fiducia nel progresso; non si vuol pi\u00f9 ascoltare le voci della tradizione, le voci del passato, giudicate improvvisamente noiose, inutili e soffocanti; e il libro, la lettura, la condivisione della nuova filosofia, sembrano a ci\u00f2 gli strumenti migliori.<\/p>\n<p>Si legge in salotto, come in giardino; si legge al mattino, si legge alla sera; si comprano occhiali da lettura, per aiutare la vista affaticata; si inventano pantografi per scrivere lettere o documenti in duplice copia; si fabbricano &quot;ruote di lettura&quot;, per leggere pi\u00f9 libri contemporaneamente; si legge presso il fuoco del caminetto, nelle lunghe serate d&#8217;inverno, oppure seduti all&#8217;ombra fresca delle siepi, lungo i vialetti erbosi, nelle calde e soleggiate mattine d&#8217;estate.<\/p>\n<p>Una volta si leggeva poco: poco e intensamente; ora si legge molto, in fretta, sempre inseguendo le ultime novit\u00e0 del mercato editoriale; una volta c&#8217;erano, nelle case delle persone di media cultura, pochi libri, ma consolidati dalla tradizione &#8211; la Bibbia, i classici, qualche libro devozionale: ora di libri se ne comprano parecchi e se ne prestano e scambiano anche di pi\u00f9, li si sfoglia in fretta, si cerca di catturare un&#8217;idea, una concetto, per poterne poi fare mostra nel corso della conversazione con gli amici, fare colpo su una colta e raffinata dama.<\/p>\n<p>Ha scritto Roger Chartier in \u00abLibri e lettori\u00bb (in: \u00abL&#8217;Illuminismo. Dizionario storico\u00bb, a cura di V. Ferrone e D. Roche, Laterza, Roma-Bari, 1997, p. 292 sgg.):<\/p>\n<p>\u00abPossiamo definire l&#8217;et\u00e0 dei Lumi come l&#8217;epoca di una &quot;rivoluzione della lettura&quot;? A tale quesito i contemporanei avrebbero senza dubbio risposto in modo affermativo, essendo fortemente consapevoli delle trasformazioni che avevano modificato la produzione a stampa e le pratiche di lettura. Soprattutto, a partire dalla met\u00e0 del secolo si moltiplicano i riferimenti alla lettura che esprimono l&#8217;acuta percezione di un tale sconvolgimento.<\/p>../../../../n_3Cp>I racconti di viaggio come i quadri di costume insistono sull&#8217;universalit\u00e0 nuova della lettura, presente in tutti gli ambienti sociali, in tutte le circostanze e i tutti i luoghi del vivere quotidiano. A sentir loro una vera e propria &quot;mania della lettura&quot;, degenerata in &quot;febbre di lettura&quot; o in &quot;furore di leggere&quot; (i testi tedeschi parlano infatti di Lesesuscht, Lesefieber e Lesewut) si \u00e8 impadronita delle popolazioni. Nel discorso medico la constatazione assume la forma di una diagnosi inquieta, che sottolinea gli effetti distruttivi del&#8217;eccesso di lettura, avvertito come una sregolatezza individuale e un&#8217;epidemia collettiva. Essa provoca l&#8217;indebolimento fisico, il rifiuto della realt\u00e0, l&#8217;inclinazione all&#8217;illusione poich\u00e9 unisce l&#8217;immobilit\u00e0 del corpo e l&#8217;eccitazione della fantasia. Da qui l&#8217;accostamento ad altre pratiche solitarie di natura sessuale e la corrispondenza tra la lettura e l&#8217;onanismo di cui parlano i trattati di medicina e i romanzi erotici, dove la lettura delle opere licenziose \u00e8 spesso descritta come il preludio a dei piaceri molto astratti. Dopo tutto, l&#8217;una e l&#8217;altra pratica accusano gli stessi sintomi: il pallore, l&#8217;inquietudine, l&#8217;indifferenza, la prostrazione. Il pericolo si fa estremo laddove la lettura di un romanzo e chi legge \u00e8 una lettrice nella solitudine del suo ritiro, lontana dagli sguardi altrui. Ma l&#8217;eccesso minaccia tutti i lettori, in particolare i pi\u00f9 avidi, poich\u00e9 le ragioni che la rendono pericolosa (la congestione dello stomaco e dell&#8217;intestino associata a disturbi nervosi) sono le stesse che causano l&#8217;ipocondria, malattia dei letterati per eccellenza.\u00bb<\/p>\n<p>Del resto, dobbiamo ricordare che il primo pazzo della letteratura moderna, Don Chisciotte della Mancia, \u00e8 divenuto tale per aver concesso troppo spazio alla lettura dei romanzi cavallereschi; per essersi sprofondato, con insaziabile voracit\u00e0, nei gorghi insondabili di quel mondo virtuale, misterioso e inafferrabile, che si cela fra le righe dei caratteri stampati, che aleggia dietro le pagine del libro e che pu\u00f2 risucchiare tutta l&#8217;attenzione, tutto l&#8217;interesse del lettore, fino a spegnere in lui ogni altro interesse rivolto alla vita &quot;vera&quot;?<\/p>\n<p>Il libro come una droga, dunque, fino a quella &quot;malattia della letteratura&quot; che divamper\u00e0 in Europa nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, con la fulminea velocit\u00e0 di una pandemia, e che erige come un diaframma fra gli uomini (e le donne) e la loro vita di tutti i giorni? Si pensi a Madame Bovary, malata di letture romantiche; si pensi a Svevo, i cui personaggi si sorprendono a pensare e a parlare come se stessero scrivendo un romanzo; si pensi a Pirandello, che riassume tale malattia dicendo amaramente: \u00abLa vita, o la si vive o la si scrive\u00bb.<\/p>\n<p>E quanto all&#8217;accostamento al piacere sessuale solitario, fatto dai medici che primi, nel XVIII secolo, registrano l&#8217;epidemia della lettura e i suoi effetti negativi sull&#8217;organismo e sullo stato d&#8217;animo dei loro pazienti, accentuandone l&#8217;umor nero e la malinconia: \u00e8 proprio cos\u00ec sbagliato, cos\u00ec assurdo, cos\u00ec scandaloso, come pu\u00f2 sembrare a noi, cittadini del ventunesimo secolo?<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse vero che lasciarsi prendere dalla smania della lettura \u00e8 come cadere sotto la malia di una dipendenza, di uno stupefacente; e che la vita sedentaria e cerebrale del lettore (o della lettrice) accanito, significa un abbandono delle sane abitudini, del moto, del lavoro manuale, dell&#8217;esercizio fisico, delle salutari passeggiate all&#8217;aria aperta, del conversare con gli amici, del lasciare in riposo la sensibilit\u00e0 nervosa e l&#8217;immaginazione?<\/p>\n<p>Se, poi, si tratta di romanzi libertini; se si tratta di saggi filosofici che diffondono idee radicalmente contrarie alla tradizione, irriverenti del passato, beffarde verso tutto ci\u00f2 che, fino a ieri, era ritenuto sacro; se si tratta di libri che scaldano il cervello senza alimentare la prudenza, il senso del limite, la ponderatezza, che eccitano la febbre del nuovo senza fornire gli strumenti per amministrarlo con saggezza e con bont\u00e0, ma solo predicando una sorta di crociata contro quel valore della stabilit\u00e0, che ha tenuto insieme la societ\u00e0 per secoli e secoli: come non vederne i possibili pericoli, le possibili aberrazioni?<\/p>\n<p>Le memorie degli avventurieri, le imprese spericolate dei libertini, gli amori disinvolti di Casanova, le perversioni innominabili e compiaciute di Sade, le farneticazioni pseudomassoniche di Cagliostro, le satire violente di Voltaire, le beffe anticlericali di Diderot, il materialismo ateo di d&#8217;Holbach: come stupirsi se una miscela del genere d\u00e0 la febbre a pi\u00f9 d&#8217;un cervello?<\/p>\n<p>Ma \u00e8 soprattutto il romanzo che penetra in tutte le case, che rende malinconici e sentimentali, che si apre una breccia nel cuore dei giovani e delle fanciulle, che semina inquietudine e senso di straniamento dalla realt\u00e0: non \u00e8 forse vero che, alla pubblicazione dell&#8217;\u00abOrtis\u00bb di Foscolo, una vera epidemia di suicidi si diffonde tra i giovani lettori?<\/p>\n<p>Il lettore (o la lettrice) di romanzi si immerge nella storia di fantasia, si immedesima con il protagonista, vive come proprie le sue avventure, le sue speranze, le sue delusioni; e questa identificazione, che continua ad essere fortissima anche nel pubblico smaliziato della tarda modernit\u00e0, quando il libro trova una seria concorrenza nel cinema, nella televisione e nei giochi di ruolo elettronici, doveva essere addirittura schiacciante nel XVIII secolo e all&#8217;inizio del successivo, quando esso offriva quasi l&#8217;unica alternativa d&#8217;evasione alla vita reale.<\/p>\n<p>Per quello che riguarda la saggistica e, pi\u00f9 in generale, il mondo delle idee, ci si pu\u00f2 legittimamente domandare se l&#8217;aumento quantitativo delle letture sia stato un bene in se stesso, sia per i singoli individui, sia per la societ\u00e0 nel suo complesso. Noi, figli di una societ\u00e0 totalmente alfabetizzata e scolarizzata, nonch\u00e9 profondamente permeata di ideali democratici, siamo portati a rispondere comunque in modo affermativo; ma questo non \u00e8 un buon metodo storico: dovremmo chiederci, piuttosto, se fu un fatto positivo in quel contesto sociale e culturale, non per noi uomini d&#8217;oggi, ma per gli uomini (e le donne) di allora.<\/p>\n<p>La domanda potrebbe anche essere posta in questi termini: \u00e8 proprio vero che la filosofia, la scienza, siano alla portata di tutti; che possano essere comprese da chiunque, pur sprovvisto di alcuna preparazione specifica, senza che ci\u00f2 possa generare malintesi, fraintendimenti, errori concettuali che si riflettono, poi, in errori del giudicare e dell&#8217;agire?<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il pedagogista Comenio aveva sostenuto che si pu\u00f2 insegnare tutto a tutti, purch\u00e9 gradualmente; e, dunque, che anche ai bambini si possono trasmettere contenuti difficili, se spiegati nella maniera opportuna: ma \u00e8 proprio vero? Siamo sicuri che tutte le intelligenze, che tutte le sensibilit\u00e0, siano ugualmente capaci di accogliere qualunque verit\u00e0, e che la diffusione del sapere in senso orizzontale sia un bene in se stessa, indipendentemente dagli effetti che produce?<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse verro che una persona di intelligenza limitata, o di cultura limitata, o inesperta della vita (come lo sono i giovani e i bambini), non pu\u00f2 assimilare nel modo giusto cose troppo difficili per lei; e che, nello sforzo di renderle accessibili a tutti, certe sublimi verit\u00e0 finiscono per corrompersi, per distorcersi, per capovolgersi nel loro esatto contrario?<\/p>\n<p>Era davvero cos\u00ec abietta, cos\u00ec meschina, cos\u00ec stupidamente repressiva, la Chiesa cattolica, quando difendeva il principio che non chiunque pu\u00f2 pretendere di leggere e interpretare a modo suo le Sacre Scritture; che non tutte le letture fanno bene all&#8217;anima e alla mente; che certe verit\u00e0 scientifiche e filosofiche devono essere presentate con cautela e con prudenza, e non gettate in pasto al volgo, indiscriminatamente, come degli ossi buttati in pasto ai cani?<\/p>\n<p>Siamo proprio certi che la lettura, la cultura, le idee, se si traducono in letture disordinate, in una mezza cultura presuntuosa, in concezioni superbe che ubriacano l&#8217;orgoglio umano, siano un bene per il lettore semplice e sprovveduto, il quale, senza di esse, avrebbe continuato a condurre un&#8217;esistenza forse pi\u00f9 monotona e passiva, ma nel complesso pi\u00f9 felice, perch\u00e9 pi\u00f9 vicina alle cose vere, ai sentimenti veri, agli affetti, alle realt\u00e0 immediate della vita d&#8217;ogni giorno; una vita, nel complesso, pi\u00f9 soddisfacente, pi\u00f9 ordinata, pi\u00f9 serena, pi\u00f9 benefica per gli altri?<\/p>\n<p>Non stiamo facendo l&#8217;apologia dell&#8217;ignoranza; il discorso \u00e8 molto pi\u00f9 sottile: ci stiamo chiedendo se il sapere pratico dell&#8217;artigiano, della massaia, se la fede semplice della vecchietta, siano davvero una disgrazia e se la conoscenza, magari banale e superficiale, di qualche filosofema da strapazzo, oppure di qualche verit\u00e0 anche profonda, ma compresa solo per met\u00e0 e mal digerita, sia davvero un bene, un fattore positivo in se stesso.<\/p>\n<p>E non ci si venga a dire, magari citando Don Milani, che questa \u00e8 la solita strategia delle persone colte per tenere sottomesse e per sfruttare le persone incolte. No, la domanda \u00e8 un&#8217;altra; posto che ci sono libri che fanno bene e libri che fanno male, e posto che non tutte le persone possiedono gli strumenti per rendersene conto: \u00e8 stato un bene che l&#8217;Illuminismo abbia messo un libro in mano a tutti, cos\u00ec come ora la tecnica mette un computer davanti a ogni bambino?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il XVIII secolo, il secolo del Lumi, si vanta, fra le altre cose, di avere impresso un impulso straordinario, mai visto prima, alla diffusione dei libri<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[141],"class_list":["post-24545","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24545"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24545\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}