{"id":24544,"date":"2021-02-21T09:04:00","date_gmt":"2021-02-21T09:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/21\/difficolta-e-delusioni-sono-preziose-fanno-crescere\/"},"modified":"2021-02-21T09:04:00","modified_gmt":"2021-02-21T09:04:00","slug":"difficolta-e-delusioni-sono-preziose-fanno-crescere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/21\/difficolta-e-delusioni-sono-preziose-fanno-crescere\/","title":{"rendered":"Difficolt\u00e0 e delusioni sono preziose: fanno crescere"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo contemporaneo, si dice &#8212; ed \u00e8 vero &#8212; appare sempre pi\u00f9 fragile, insicuro, titubante; si direbbe che o lui non sia stato fatto sulla misura della vita che deve affrontare, o che la vita non sia proporzionata alle sue risorse e alla sua capacit\u00e0 di affrontarla. Se sull&#8217;analisi siamo quasi tutti d&#8217;accordo &#8212; e sarebbe difficile negarlo, purch\u00e9 si possieda un minimo di spirito d&#8217;osservazione e di onest\u00e0 intellettuale &#8212; non altrettanto si pu\u00f2 dire per l&#8217;individuazione delle cause, che pure \u00e8 un elemento essenziale per cercare eventuali soluzioni. Perch\u00e9 dunque l&#8217;uomo di oggi si \u00e8 ridotto in questo stato, laddove i suoi genitori, i suoi nonni, i suoi bisnonni, non se la cavavano affatto cos\u00ec male, anzi pareva proprio che fossero stati colati nello stampo giusto, e nella misura giusta, per affrontare le difficolt\u00e0 della vita, vincerle e superarle? Ebbene: a costo di apparire terribilmente ingenui e magari superficiali, e di dare una cocente delusioni a quanti si sarebbero aspettati una risposta assai pi\u00f9 articolata e complessa, la nostra modesta opinione \u00e8 che l&#8217;uomo contemporaneo sia cos\u00ec terribilmente fragile in primo luogo perch\u00e9, invece di essere educato, da bambino, alla forza, alla responsabilit\u00e0 e al sacrificio, viene cullato nella debolezza, nell&#8217;indulgenza eccessiva e nella commiserazione degli adulti di fronte ad ogni pi\u00f9 piccola contrariet\u00e0 gli si presenti innanzi nel cammino della vita. E ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 vero per il bambino di sesso maschile, poich\u00e9 la donna, che sa di essere il sesso forte (e che un aspetto della sua forza consiste nel lasciar credere il contrario ai maschietti), fin da bambina comincia ad assumersi impegni e responsabilit\u00e0; e sa pure che se le lacrimucce potranno suscitare l&#8217;altrui simpatia e risvegliare la tenerezza dei maschi, le altre femmine faranno solo finta di provare per lei tali sentimenti, e perci\u00f2 sa di doversi rimboccare le maniche e mettercela tutta per risolvere le proprie difficolt\u00e0. Il maschietto, invece, sempre pi\u00f9 colpevolizzato dalla dominante cultura femminista per il fatto di essere quello che \u00e8, e sempre pi\u00f9 svirilizzato dal dilagare dell&#8217;elemento femminile in tutte le istituzioni educative, elemento che ha verso di lui l&#8217;approccio tipicamente materno delle maestre d&#8217;asilo, fosse pure nel triennio finale del liceo, rischia di non imparare se non troppo tardi, e comunque a un carissimo prezzo, che indulgere alle proprie debolezze e cercare simpatia, o per dir meglio, mendicare la commiserazione degli altri \u00e8 una pessima strategia di vita e non lo aiuta ad andare lontano, anche se mamme, maestre, catechiste, zie, nonne e via dicendo, faranno di tutto per indurlo in tale errore e far s\u00ec che vi resti impaniato il pi\u00f9 a lungo possibile. Inutile dire che anche la soppressione del servizio militare obbligatorio \u00e8 andata in questa direzione: infatti, pur con tutti i suoi difetti l&#8217;anno di leva costituiva nondimeno una palestra di vita, indipendentemente da quel che si pu\u00f2 pensare circa l&#8217;uso delle armi e l&#8217;efficienza reale di un esercito di leva, tanto numeroso quanto poco selezionato nei suoi quadri e nel suo elemento base, il soldato semplice.<\/p>\n<p>Che i bambini e i giovani vadano abituati ad affrontare fatiche e insuccessi, e che sia giusto crescerli con la dolcezza e la comprensione, ma anche con un minimo di regole da rispettare e di affettuosa severit\u00e0, questa \u00e8 una cosa che i nostri nonni sapevano benissimo, e infatti avevano famiglie molto numerose, nelle quali i problemi principali non erano la depressione o il disadattamento. Non parliamo di duecento anni fa, ma di cinquanta o sessanta: e il risultato era che i bambini imparavano a ricacciare indietro le lacrime, a non perdere la testa davanti agli imprevisti, a non aspettarsi da altri la soluzione dei propri problemi, e perci\u00f2 a dosare le loro forze, a valutare le situazioni con senso di responsabilit\u00e0, a porsi obiettivi razionali, concreti e alla loro portata. Oggi, gran parte dei fallimenti e delle crisi esistenziali sono dovuti al fatto che le persone si pongono obiettivi troppo ambiziosi e mirano a conquistare delle mete senza possedere i talenti necessari per meritarsele, per cui le delusioni e gl&#8217;insuccessi sono praticamente inevitabili. Ci\u00f2 si riscontra sia in ambito scolastico e lavorativo, sia in quello affettivo e sentimentale: si pretende troppo, si cerca di avere tutto, ma si \u00e8 disposti a concedere poco, perch\u00e9 manca il senso della reciprocit\u00e0 e soprattutto della seriet\u00e0 degli impegni che vengono liberamene assunti. Manca il rispetto della parola data perch\u00e9 scarseggia il senso dell&#8217;onore. Si \u00e8 fatto credere ai bambini che l&#8217;onore sia un concetto antiquato e superato, e che un individuo moderno pu\u00f2 e anzi deve farne benissimo a meno; ma ovviamente non \u00e8 vero. Senza senso dell&#8217;onore non si va da nessuna parte: e non solo non si conquista la stima e il rispetto degli altri, ma non si arriva nemmeno a meritarsi la propria. Assistiamo cos\u00ec allo spettacolo penoso di schiere di giovani, di futuri uomini e future donne, che dietro le apparenze dell&#8217;edonismo e del narcisismo coltivano un segreto auto-disprezzo, tanto pi\u00f9 dannoso quanto pi\u00f9 rimosso e seppellito nelle profondit\u00e0 della coscienza. Ma una persona che si disprezza \u00e8 una persona che non si vuole bene; e una persona che non si vuole bene, per punirsi del fatto di esistere moltiplica gli errori e compie sistematicamente le scelte sbagliate, quelle che la porranno davanti a difficolt\u00e0 sempre maggiori e alla lunga insormontabili. Davanti all&#8217;impossibilit\u00e0 di risolvere i propri problemi, quelle persone finiscono per arrendersi, per mendicare la piet\u00e0 e la commiserazione altrui, oppure si gettano a capofitto in situazioni disperate, senza sbocchi, dalle quali usciranno con le ossa rotte e, quel che \u00e8 peggio, avendo accumulato ulteriori dosi di auto-disprezzo per la propria inettitudine e la propria vilt\u00e0.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di un ragazzo che sia stato lasciato dalla sua ragazza; se la cosa si ripete, magari diverse volte, egli comincia a pensare di non meritare nulla di buono dalla vita, e si accontenta di mettersi con le ragazze pi\u00f9 facile e disponibili, anche se sempre pi\u00f9 insignificanti e superficiali, le meno adatte per aiutarlo a ritrovare la propria autostima. Cos\u00ec, egli stesso si infligge la peggiore delle punizioni: rinunciando a corteggiare le ragazze di valore, che potrebbero farlo felice e aiutarlo a ritrovarsi, si sprecher\u00e0 in rapporti sempre pi\u00f9 frustranti, sempre pi\u00f9 squilibrati e asimmetrici, molto probabilmente con delle ragazze che coltivano il suo stesso senso di fallimento e di scarsa autostima, magari ben nascosto dietro apparenze estroverse e persino sfacciate, e lo sfogano nei disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, o nella fuga nelle sostanze stupefacenti, o nel sesso disordinato, utilizzato alla maniera di un anestetico, che toglie il dolore della vita e libera dalla fatica di pensare, decidere, scegliere. E quel che si \u00e8 detto dei rapporti sentimentali, vale anche per tutti gli altri rapporti sociali, da quello tra genitori e figli a quello tra colleghi di lavoro e in particolare fra dipendenti e superiori, oppure fra imprenditori e clienti, o fra impiegati pubblici e utenti, o semplicemente fra vicini di casa e amici del bar. La verit\u00e0 \u00e8 che nessuno pu\u00f2 sottrarsi alla legge fondamentale della vita: che le difficolt\u00e0 vanno assunte e superate, non fuggite, se si vuol crescere e maturare; ogni fuga infatti rende probabile, e quasi inevitabile, un&#8217;altra fuga, e poi un&#8217;altra, e cos\u00ec via; ogni fallimento che non sia stato metabolizzato, chiama un nuovo fallimento; e ogni umiliazione che non venga trasformata in un trampolino per pi\u00f9 alte ambizioni e pi\u00f9 nobili conquiste, \u00e8 come se attirasse nuove umiliazioni, in una spirale senza fine. Nella vita non si pu\u00f2 vincere sempre, ma bisogna imparare a perdere con dignit\u00e0; non si pu\u00f2 ottenere sempre quel che si desidera, e di regola ci\u00f2 avviene quando non lo si \u00e8 desiderato abbastanza e non si \u00e8 avuto il coraggio di persistere, di lottare, di non dichiararsi vinti prima del tempo. Ed \u00e8 chiaro che se gli adulti non trasmettono ai bambini questo approccio nei confronti della vita; se, al contrario, tendono a essere eccessivamente protettivi, tireranno su dei bambini insicuri, viziati, deboli e capricciosi: dei bambini che danno le cose per scontate e poi, quando vanno a sbattere contro il muro della realt\u00e0, si fanno male, e invece d&#8217;imparare la lezione, vanno a cercare una spalla amica sulla quale piangere. Senza sapere che le spalle amiche non si trovano ad ogni angolo di strada, i veri amici sono sempre pochi e le persone disinteressate anche pi\u00f9 rare; sicch\u00e9 \u00e8 molto probabile che chi li lascia piangere sulla propria spalla, si accinge a servirsi di loro per qualche suo fine. Fosse pure solamente il fine di brillare accanto a un amico debole e sfiduciato, in modo da apparire pi\u00f9 attraenti e far salire con poca fatica le proprie quotazioni.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, l&#8217;educazione contemporanea \u00e8 tutta da riformare. Perfino l&#8217;effeminato Rousseau e l&#8217;ultra anarchico Tolstoj convenivano sul fatto che il bambino deve essere lasciato libero di sbagliare, purch\u00e9 poi si assuma le responsabilit\u00e0 e le conseguenze del proprio agire. Scrittori per la giovent\u00f9, come il Kipling di <em>Capitani coraggiosi<\/em> o il Jack London de <em>Il lupo del mare<\/em>, hanno espresso magnificamente questo stesso concetto: come il lavoro, la responsabilit\u00e0, il sacrificio, possono trasformare il giovanotto pi\u00f9 delicato e immaturo in un vero uomo, che sa cosa ci sta a fare nella vita e sa che la vita non \u00e8 una passeggiata, n\u00e9 un picnic al chiaro di luna, ma una dura battaglia che va combattuta giorno per giorno, senza mai abbassare la guardia. Lo sapevano anche i preti e i catechisti di una volta, allorch\u00e9 si sforzavano di educare cristianamente la giovent\u00f9; e lo sapevano, naturalmente, i genitori di una volta, la cui visione della vita era pervasa di spirito cristiano. Ora che il cattivo esempio viene proprio dal clero e che un Bergoglio esercita le funzioni di vicario di Cristo non per combattere il peccato, ma per insegnare falsamente che il peccato non \u00e8 tale e che Ges\u00f9 perdona in anticipo, senza neppur bisogno di pentimento, \u00e8 venuto meno un altro pilastro della sana educazione che, attraverso le famiglie di una volta, il lavoro di una volta, il risparmio di una volta, aveva fatto grande l&#8217;Italia e le aveva conquistato un posto di prima fila nel consesso delle nazioni.<\/p>\n<p>Un buon esempio della sana educazione dei bambini si trova nel romanzo di Archibald Joseph Cronin (conosciuto dal vasto pubblico per <em>La Cittadella<\/em> e per <em>E le stelle stanno a guardare<\/em>) <em>Anni verdi<\/em>, tipico romanzo di formazione, un po&#8217; come <em>David Copperfield<\/em> di Dickens. Il protagonista, Robert Shannon, \u00e8 un bambino di otto anni rimasto orfano; la nonna lo conduce a casa propria, dall&#8217;Irlanda alla Scozia, e qui egli, conosce, fra gli altri, il bisnonno, un omone strano, intelligente e pieno di vita, che dopo un inizio un po&#8217; brusco si riveler\u00e0 il migliore amico per il piccolo orfano e un valido sostituto della perduta figura paterna (da: A. J. Cronin<em>, Anni verdi<\/em>; titolo originale: <em>The Green Years<\/em>, 1944: tradizione dall&#8217;inglese di Spina Vismara, Milano, Bompiani, 1947, p. 15):<\/p>\n<p><em>\u00abAh, s\u00ec. Bene, faremo qualche giretto, noi due, per vedere se l&#8217;aria della Scozia ci giova\u00bb. Fece una pausa, intrattenendosi per la prima volta su se stesso. \u00abSono contento che tu abbia i capelli come i miei; il pepe dei Gow. Anche tua madre li aveva, povera ragazza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Io non potei pi\u00f9 a lungo trattenere quella marea calda e, come al solito, scoppiai in lacrime. Dal giorno dei funerali di mia madre, la settimana prima, il sentire semplicemente nominare il suo nome produceva in me questo riflesso, incoraggiato dalla simpatia che sempre mi procacciava. Tuttavia in questa occasione non ricevetti n\u00e9 l&#8217;ampia carezza del petto della signora Chapman, n\u00e9 le condoglianze aromatizzate al tabacco da fiuto, che padre Shanley di san Domenico era solito riversare su di me. E subito la coscienza della disapprovazione di mio bisnonno mi comunic\u00f2 un penoso senso di disagio; cercai di frenare le mie lacrime, fui preso da soffocazione e cominciai a tossire. Seguitai a tossire sempre di pi\u00f9 finch\u00e9 fui costretto a reggermi il fianco. Fu uno degli attacchi pi\u00f9 impressionanti che abbia mai avuto, e che ricordava i peggiori cui andava soggetto mio padre. Per dire la verit\u00e0 me ne sentivo alquanto orgoglioso, e quando fin\u00ec guardai il nonno pieno di aspettazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma egli non mi diede alcuna soddisfazione, e non pronunzi\u00f2 una sola parola. Invece, prese una piccola scatola dalla tasca del suo panciotto, ne premette il coperchio e ne estrasse una larga e piatta pasticca di menta piperina di quelle note col nome di &quot;oldfellow&quot;. Pensai per un momento che egli si accingesse ad offrirmela, ma con mia sorpresa e dolore non fu cos\u00ec; poich\u00e9 se la mise tranquillamente in bocca. Quindi dichiar\u00f2 con piglio severo:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSe c&#8217;\u00e8 una cosa che non posso sopportare, \u00e8 un bambino piagnucoloso. Roberto: mi sembra che tu abbia le lacrime in tasca. Devi cercare di tirarti su, ragazzo mio\u00bb. Tolse la penna dall&#8217;orecchio, e sporse in fuori il torace. \u00abNella mia vita ho dovuto lottare con un mucchio di difficolt\u00e0. Credi che le avrei superate se mi fossi lasciato abbattere da esse?\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Straordinaria figura, quel bisnonno, di burbero benefico che non batte ciglio mentre il nipotino, orfano recente, piange come una fontana e si soffoca nella tosse; e che infine lo mette a posto con quelle poche, ruvide parole: <em>Ragazzo mio, non mi piacciono i piagnucolosi. Vedi un po&#8217; di tirarti su<\/em>; e gli lascia intendere: <em>Ci sono qua io a sostenerti<\/em>. Non gli dice: <em>Arrangiati, \u00e8 un problema tuo<\/em>; gli offre la sua guida virile, e intanto gli fa capire che cercare la piet\u00e0 altrui non risolve i problemi. Quelli, bisogna guardarli in faccia. Fortunato chi da bambino ha avuto una figura adulta di quel tipo.<\/p>\n<p>Chi vuol bene ai bambini, chi ama i giovani, invece di commiserarli li sprona a lottare. E a maturare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo contemporaneo, si dice &#8212; ed \u00e8 vero &#8212; appare sempre pi\u00f9 fragile, insicuro, titubante; si direbbe che o lui non sia stato fatto sulla misura<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-24544","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24544\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}