{"id":24542,"date":"2016-06-29T12:24:00","date_gmt":"2016-06-29T12:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/29\/la-radice-della-difficolta-di-credere-e-la-superbia-della-civilta-moderna\/"},"modified":"2016-06-29T12:24:00","modified_gmt":"2016-06-29T12:24:00","slug":"la-radice-della-difficolta-di-credere-e-la-superbia-della-civilta-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/29\/la-radice-della-difficolta-di-credere-e-la-superbia-della-civilta-moderna\/","title":{"rendered":"La radice della difficolt\u00e0 di credere \u00e8 la superbia della civilt\u00e0 moderna"},"content":{"rendered":"<p>Credere in Dio; credere alla possibilit\u00e0 di giungere alla Verit\u00e0; credere alla possibilit\u00e0 di realizzare in se stessi la vita buona, di rispondere affermativamente alla chiamata alla santit\u00e0 rivolta a tutti gli uomini, nessuno escluso: tutto ci\u00f2, per l&#8217;uomo moderno, sembra divenuto impossibile, o comunque difficilissimo: i sedicenti cristiani ne parlano con un misto d&#8217;incredulit\u00e0 e scoraggiamento; gli altri, con un tono beffardo, d&#8217;ironia e quasi d&#8217;irrisione.<\/p>\n<p>Partiamo dalla fede in Dio, cio\u00e8 dalla fede che sorregge la fede in tutto il resto: nella verit\u00e0 e nella possibilit\u00e0 di raggiungerla; nella santit\u00e0 e nella possibilit\u00e0 di realizzarla. La fede in Dio, si dice, \u00e8 diventata difficile, pressoch\u00e9 impossibile, perch\u00e9 la civilt\u00e0 moderna ha demolite, una dopo l&#8217;altra, le credenze dei nostri progenitori, mediante il progresso della scienza: sicch\u00e9 noi non <em>possiamo<\/em> pi\u00f9 credere come credevano loro, e, anche se lo facessimo, ci macchieremmo di una duplice colpa, intellettuale e morale: intellettuale, perch\u00e9 getteremmo nel cestino secoli di progresso scientifico, morale, perch\u00e9 mostreremmo di non avere il coraggio di guardare avanti, di accettare la nostra condizione di animali evoluti e intelligenti, i quali devono affrontare la realt\u00e0 e vivere contando solo su se stessi, senza coltivare favole religiose per consolarsi della duplice, tragica scoperta del sapere moderno: che il mondo \u00e8 senza senso, perch\u00e9 non \u00e8 scaturito da un atto d&#8217;amore di Dio; e che la morte del corpo \u00e8 la fine di tutto.<\/p>\n<p>Si tratta, a ben guardare, di una specie di ricatto, anzi, di auto-ricatto; se io credo in Dio, se mi affido a Lui, se leggo il Vangelo con fede, e non come uno dei tanto documenti dell&#8217;umana illusione d&#8217;immortalit\u00e0, vengo meno al mio stesso statuto ontologico di essere razionale, e mi rendo colpevole di vigliaccheria e diserzione: \u00e8 come se abbandonassi il mio posto nella battaglia per la civilt\u00e0, come se voltassi le spalle al vero, e cos\u00ec regredisco allo stato infantile, in un mondo fittizio, alienato, popolato di creature invisibili, angeli e demoni, nel quale tento di rassicurare le mie paure e di tacitare i miei dubbi, il timore che ho di comportarmi da persona adulta e di assumermi le relative responsabilit\u00e0. I miei amici, che siano persone colte oppure no, mi guarderanno con stupore e commiserazione, come si guarda un fenomeno anacronistico o un povero individuo spaventato, che si rifugia nelle infantili sicurezze di un tempo trascorso per sempre.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 attuale, infatti, tutte le simpatie, tutta l&#8217;ammirazione, vengono riservate alle persone audaci, intrepide, le quali rifiutano teorie e &quot;storielle&quot; consolatrici, e che mostrano il coraggio di vivere la vita accettandola per quello che \u00e8: un tempo breve, limitato, fra il nulla del prima e il nulla del dopo: un lampo di luce, inspiegabile e irragionevole, nel buio dell&#8217;universo; una occasione tutta immanente di gioire, di conoscere, di amare, sempre con i piedi bene attaccati alla terra, sempre con lo sguardo rivolto in avanti, non troppo in alto, perch\u00e9 in alto ci sono le nuvole, e, oltre le nuvole, il cielo, e il cielo non \u00e8 la nostra vera patria, la nostra unica patria \u00e8 questa qui, che abbiamo sotto di noi: la terra, con tutte le cose che contiene, belle o brutte che siano, e che, del resto, sta in noi rendere brutte o belle, perch\u00e9 noi, e noi soltanto, siamo i giudici della nostra vita e gli artefici del nostro destino.<\/p>\n<p>Le donne ammirano l&#8217;uomo audace, intrepido, che non china la testa davanti a niente e a nessuno, che \u00e8 sempre sicuro di s\u00e9, che non teme l&#8217;Aldil\u00e0, perch\u00e9 crede solo nell&#8217;al di qua; gli studenti ammirano il giovane professore di filosofia, originale, anticonformista (anche se non lo \u00e8 poi tanto quanto essi credono), che non mostra alcun rispetto per la tradizione e che parla come se non occorresse neanche prendesi il disturbo di dimostrare che Dio non c&#8217;\u00e8, e che pensa unicamente a come migliore la societ\u00e0, magari per mezzo di una rivoluzione; i bambini ammirano la mamma disinvolta e innamorata di s\u00e9, che non va in chiesa, ma in palestra, e il pap\u00e0 intraprendente, concreto, che bada al lavoro e al guadagno, poi si gode le vacanze esotiche, senza fisime spirituali e senza troppi scrupoli di coscienza; i giovani ammirano gli amici i quali non hanno paura di niente e di nessuno, disinvolti, sfacciati, che inseguono mille piaceri e si lasciano sedurre da mille richiami, mentre disprezzano le anime pensose, introverse, meditative, profonde, sensibili; i giovani preti ammirano i vescovi che parlano male della Chiesa, della gerarchia, della &quot;repressione&quot; sessuale, che deridono la credenza nel Diavolo e che nascondono a fatica un sorrisetto di superiorit\u00e0 quando si parla della Madonna, della sua intercessione, del suo ruolo di suprema mediatrice; e i giovani parrocchiani ammirano i preti d&#8217;assalto che hanno sempre in bocca la &quot;liberazione&quot; e la &quot;giustizia sociale&quot;, che si gettano a capofitto in mille attivit\u00e0 e non perdono mai tempo a pregare, perch\u00e9 pregare \u00e8 una cosa poco utile e, per giunta, \u00e8 una forma d&#8217;ipocrisia, perch\u00e9 vi si rifugiano quelli che non hanno voglia d&#8217;impegnarsi per cambiare in meglio la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Lo stesso tipo di atteggiamento esiste, ed \u00e8 largamente diffuso, nei confronti del cinema, della televisione, della letteratura, dello sport, degli svaghi e del tempo libero: non sono apprezzati i film, i programmi, i libri, le persone che parlano del bene e che cerano di praticarlo, ma sono ammirati e ricercati tutti quei film, quelle opere, quelle persone e quei comportamenti che riflettono uno stile di vita materialista ed edonista, cinico e disilluso, dove l&#8217;importante \u00e8 fregare il prossimo prima che sia il prossimo a fregare noi, e dove gli altri servono solo per il nostro piacere, per soddisfare la nostra vanit\u00e0, per celebrare le nostre doti, vere o presunte, e gratificare e carezzare il nostro immenso, ipertrofico Ego. Un film che abbia come tema centrale la ricerca del bene, ad esempio, viene guardato con fastidio e malcelata ironia dalle giurie incaricate di assegnare i premi; e lo stesso vale per i romanzi, le poesie, i saggi, le opere d&#8217;arte, le opere musicali, il modo di comportarsi quando si \u00e8 in vacanza o quando si gode del proprio tempo libero. Degne di ammirazione sono le persone le quali si fanno largo senza tanti complimenti (ad esempio, nell&#8217;ambito sportivo, quelle che assumono sostanze chimiche proibite, beninteso purch\u00e9 sappiano farlo con l&#8217;abilit\u00e0 necessaria per non essere scoperte), e afferrano al volo tutte le occasioni di piacere, di avanzamento e di carriera, perch\u00e9 quello che conta \u00e8 il risultato, e, pur d&#8217;arrivarci, va bene qualsiasi mezzo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il contesto generale in cui si inscrive la difficolt\u00e0 della fede per l&#8217;uomo moderno. Dopo che legioni di filosofi, d&#8217;intellettuali e di romanzieri hanno sostenuto che l&#8217;unica realt\u00e0 di cui possiamo disporre \u00e8 quella materiale e contingente; dopo aver appreso, dai loro libri, che non vale nemmeno la pena di confutare la credenza in Dio, perch\u00e9 essa appartiene alla preistoria, e ad un filosofo moderno, ad esempio, non resta altro che trarre le conseguenze dalla non esistenza di tutto ci\u00f2 che \u00e8 trascendenza, e dalla convenzionalit\u00e0 di tutto ci\u00f2 che era stato considerati sacro, \u00e8 chiaro che la maggioranza delle persone finisce per introiettare l&#8217;idea che il discorso sia chiuso da un pezzo e che l&#8217;impossibilit\u00e0 di credere non sia affatto una anomalia, bens\u00ec, al contrario, che anomalo, e un po&#8217; buffo, un po&#8217; <em>r\u00e9tro<\/em>, sarebbe il suo contrario, cio\u00e8 rivolgere la propria fede a Dio. Ma \u00e8 chiaro che gli effetti sono insiti nella premessa. Se si semina incredulit\u00e0 e disprezzo per la trascendenza e per il sacro, si raccoglieranno generazioni d&#8217;increduli e di cinici. Se si irride il bene da tutti i pulpiti e si tesse l&#8217;apologia del piacere ad ogni angolo di strada, nessuna meraviglia pu\u00f2 esserci quando scopre il rovescio della medaglia: famiglie che si disgregano, rapporti di lavoro che si logorano, ansia ed angoscia che spingono milioni di persone verso la pace illusoria dei farmaci, delle cure psichiatriche, delle sette di esaltati che promettono di portare le persone fuori dal tunnel della depressione e di avviarle in un mondo paradisiaco, fatto di assoluta sicurezza in se stessi, esigendo, per\u00f2, una cieca sottomissine degna di schiavi, non di uomini liberi.<\/p>\n<p>E allora, vediamo un po&#8217; meglio, un po&#8217; pi\u00f9 da vicino, quali siano i veri termini della questione. \u00c8 difficile credere, oggi? Forse; pu\u00f2 darsi. Ma non si ha il diritto di dirlo, n\u00e9, tanto meno, di farsene una giustificazione, se si \u00e8 coltivata una tale difficolt\u00e0 con ogni mezzo, con ogni studio. La condizione privilegiata per credere \u00e8 abbandonare il proprio Ego, staccarsi dagli idoli del potere, del piacere, del (falso) sapere, e mettersi sulla strada della vita buona. Se non si prova a fare questo, non ha senso, poi, parlare della difficolt\u00e0 di credere: sarebbe come parlare della difficolt\u00e0 di ottenere buoni risultati in una determinata pratica sportiva, se non si \u00e8 capaci di smettere di fumare e di frequentare amici che sono fumatori accaniti. D&#8217;altra parte, la fede non viene su nostro comando: noi non possiamo darcela da soli. Dobbiamo domandarla, perch\u00e9 \u00e8 un dono: un dono, ha specificato Ges\u00f9 Cristo, riservato alle anime umili e semplici, e negato agli orgogliosi e ai superbi, i quali si credono tanto intelligenti e tanto superiori a quegli altri, ai &quot;piccoli&quot;. Dio, per\u00f2, ama appunto i piccoli; come afferma il Vangelo: <em>Se non diverrete come questi fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli.<\/em> Vorr\u00e0 pur dire qualcosa. Ecco, dunque, che l&#8217;uomo moderno dovrebbe fare esattamente quel che facevano i suoi nonni e bisnonni: deporre la superbia intellettuale e farsi piccolo come un fanciullo. Molti ne sono incapaci, specialmente fra coloro i quali hanno studiato: giornalisti, professori, intellettuali, scienziati, artisti: proprio coloro dai quali dipende l&#8217;orientamento complessivo della societ\u00e0. Questo dimostra fino a che punto la ragione, concepita come staccata dalla fede e inconciliabile con essa, sia diventata la palla al piede dell&#8217;uomo moderno: ci\u00f2 che gli impedisce di volare in alto, verso la libert\u00e0.<\/p>\n<p>La vera libert\u00e0, infatti, non \u00e8 quella di cui parlano e straparlano in tanti, in troppi, ossia una libert\u00e0 negativa, contro qualcosa o contro qualcuno: non \u00e8 affatto quella, ma un&#8217;altra: \u00e8 la libert\u00e0 di mettere in accordo se stessi con la propria parte migliore, con gli altri e con Dio. Non \u00e8 vera libert\u00e0 quella che implica un danno, una sopraffazione, una ingiusta sofferenza riservati agli altri, o anche alla propria parte migliore. La parte migliore di ciascuno di noi \u00e8 quella che anela al bene, al vero, al giusto, al bello; la parte peggiore, quella che vorrebbe soddisfare tutti i suoi istinti e appetiti, calpestando la verit\u00e0 e la giustizia, ingannando e tradendo l&#8217;amore, deformando orribilmente la bellezza. Prendiamo quest&#8217;ultimo caso: la bellezza. Il vero artista \u00e8 colui che la sa ritrarre con occhio sempre limpido, benevolo e spirituale: il che \u00e8 possibile anche nella rappresentazione del nudo, come alcune famose opere di grandi artisti testimoniano. L&#8217;artista mediocre, fasullo, mercenario, che tradisce la propria vocazione per piacere al pubblico con i mezzi pi\u00f9 facili, \u00e8 colui che degrada la bellezza del corpo e la intorbida con allettamenti sessuali, i quali divengono pornografici, perch\u00e9 staccano la parte dal tutto, il corpo dall&#8217;anima, e trasformano il corpo umano in un mero oggetto, da desiderare in maniera brutale.<\/p>\n<p>Resta fedele alla propria vocazione colui che resta ancorato alla verit\u00e0. La verit\u00e0 ultima \u00e8 Dio. Se il cinema, la televisione, la letteratura, l&#8217;arte, la scienza, la filosofia, la stessa teologia (come purtroppo si \u00e8 visto nell&#8217;ultimo secolo) si allontanano da questa via, esse tradiscono se stesse e diventano incapaci di fare un discorso di verit\u00e0. La stessa cosa vale per la psicologia, la sociologia e tutte le cosiddette scienze umane. Una antropologia che ignori il bisogno di Dio, o che lo consideri con sufficienza e con disprezzo, come qualcosa che si dovrebbe eliminare affinch\u00e9 l&#8217;uomo possa infine diventare &quot;adulto&quot;, non potranno che restituirci una immagine deformata e distorta di ci\u00f2 che l&#8217;uomo effettivamente \u00e8. Lo abbasseranno al rango di un animale stupido e ingordo, bramoso di sempre nuovi piaceri, instancabile nel vizio, nella prepotenza, nell&#8217;egoismo, vile davanti alle prove, alle difficolt\u00e0 della vita, esperto nella maldicenza, nella calunnia, nella disonest\u00e0, nella patologica, compulsiva affermazione di s\u00e9. Le persone che si affidano, per i loro disturbi e per le loro difficolt\u00e0, a siffatti psicologi e psichiatri, e gli studenti che vengono guidati al sapere da siffatti maestri, impareranno, forse, molte cose, ma non la cosa essenziale, l&#8217;unica che conti veramente: come giungere alla Verit\u00e0 e come trovare, in essa e in essa soltanto, la pace del cuore.<\/p>\n<p>La Verit\u00e0 \u00e8 Dio; la pace sta in Lui. La cultura moderna, gonfia di superbia, ha negato questa saggezza, antica di secoli e millenni, per sostituirla con la <em>sua<\/em> &quot;saggezza&quot;, tutta mondana e immanente. Ma non ha trovato quel che cercava, e, in compenso, ha visto crescere sempre di pi\u00f9 il fardello della propria infelicit\u00e0. L&#8217;uomo moderno \u00e8 infelice perch\u00e9 si \u00e8 allontanato da Dio. Per vincere la sua infelicit\u00e0 e per tornare a Dio, \u00e8 necessario che si sbarazzi della radice di tutti i suoi mali: la superbia intellettuale. Deve tornare a riconoscersi piccolo e fragile, e avere abbastanza umilt\u00e0 da chiedere a Dio la Grazia di quella fede, senza la quale non star\u00e0 mai bene, n\u00e9 con gli altri, n\u00e9 con se stesso. Talvolta, negli squarci di lucidit\u00e0, egli lo intuisce e vorrebbe quasi fare il gran salto della fede: ma \u00e8 sempre la superbia a trattenerlo. Eppure Dio continua a cercarlo, a chiamarlo a S\u00e9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credere in Dio; credere alla possibilit\u00e0 di giungere alla Verit\u00e0; credere alla possibilit\u00e0 di realizzare in se stessi la vita buona, di rispondere affermativamente alla chiamata<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,236,267],"class_list":["post-24542","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-sacerdozio","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24542"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24542\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}