{"id":24539,"date":"2018-07-21T02:23:00","date_gmt":"2018-07-21T02:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/21\/difendersi-dal-veleno-preservare-la-purezza\/"},"modified":"2018-07-21T02:23:00","modified_gmt":"2018-07-21T02:23:00","slug":"difendersi-dal-veleno-preservare-la-purezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/21\/difendersi-dal-veleno-preservare-la-purezza\/","title":{"rendered":"Difendersi dal veleno, preservare la purezza"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo detto, a suo tempo, che la peggiore disgrazia del nostro tempo, in termini spirituali, \u00e8 la perdita dell&#8217;innocenza, e di conseguenza, l&#8217;affermarsi di una concezione della vita fondata sul disincanto, sull&#8217;amarezza e sul cinismo. Desideriamo riprendere quella riflessione, alla luce della necessit\u00e0, sempre pi\u00f9 vitale, di difendersi dai mille veleni che i meccanismi e gli interessi della civilt\u00e0 moderna tentano ogni giorno d&#8217;iniettarci, per omologarci e renderci simili a s\u00e9, trasformandoci da persone in miseri zimbelli di un sistema edonista, consumista e immorale, ombre di noi stessi, fantasmi senza pace che si aggirano nel deserto dei veri affetti, inseguendo pazzamente sempre nuovi e pi\u00f9 sregolati desideri e miraggi di pienezza e felicit\u00e0. Nello stesso tempo, \u00e8 in atto, e da molto tempo, una campagna, un tempo quasi sotterranea, poi, nel corso del XX secolo, sempre pi\u00f9 esplicita, per mettere la virt\u00f9 in cattiva luce, per far apparire la morale una cosa noiosa, per deridere come bigottismo ogni scelta e ogni atteggiamento ispirati a un sano sentimento di riserbo, di pudore e di difesa della propria dignit\u00e0 personale. E anche a questo, ovviamente, bisogna reagire, respingendo il ricatto psicologico e affrontando, se necessario, l&#8217;incomprensione, l&#8217;ironia e perfino la derisione degli altri, e anche delle persone pi\u00f9 care, pur di non lasciarsi afferrare dal meccanismo perverso che, se riesce a catturare anche solo una piccola parte di noi, finisce per risucchiarci tutti interi, un passo dopo l&#8217;altro, spingendoci sulla via del conformismo, fatta di indifferentismo etico, di scetticismo e relativismo. Si tratta di difendere non solo il proprio pudore e la propria dignit\u00e0, ma, a ben guardare, in ultima analisi anche la propria umanit\u00e0, il rispetto dovuto a se stessi in quanto uomini e non bestie che si lasciano travolgere da tutti gli istinti, che si lasciano comprare dal migliore offerente e che non conoscono fedelt\u00e0, n\u00e9 onore, n\u00e9 lealt\u00e0, perch\u00e9 convinte che, nella vita, il fine giustifica i mezzi, sempre e comunque.<\/p>\n<p>Di fatto, siamo talmente immersi in una greve atmosfera di volgarit\u00e0, bruttezza e pornografia, che le persone, per difendersene, dovrebbero smettere di frequentare i cinema, di leggere romanzi, di ascoltare dibattiti televisivi e farsi eremiti, tagliare i ponti con il mondo esterno, cancellare la propria vita sociale. Questo, di fatto, \u00e8 impossibile, almeno per la stragrande maggioranza delle persone; e inoltre, anche se fosse possibile, equivarrebbe a una resa e ad una auto-segregazione, che avrebbe il significato d&#8217;una capitolazione, e sia pure all&#8217;incontrario. Ci sono due modi di arrendersi: fare tutto quel che vuole il nemico e non fare nulla, ma sacrificare anche le cose belle e lecite che si avrebbe voglia, e diritto, di fare. Chi si riducesse in una tale situazione sarebbe simile a colui che, per non darla vinta a qualcun altro, si amputa di una parte della propria stessa vita. Ma per questa via non si va da nessuna parte, si peggiorano solo le cose, si aggiungono ai problemi che vengono da fuori, quelli che ci si crea da soli, adottando uno stile di vita basato sulla paura, sullo scoraggiamento, sulla perdita della fiducia e della speranza. Invece bisogna imparare a non sporcarsi, a non farsi insozzare, pur conducendo una vita normale, in cui ci si priva solo di ci\u00f2 che \u00e8 immediatamente pericoloso, e si opera un quotidiano discernimento su tutto il resto. Televisione, cinema, letture, conferenze, teatro, sport, compagnie, queste cose vanno usate, ma con intelligenza, con attenzione, con i sensi desti per non lasciarsene usare, ma per usarle, e solo nella misura in cui servono. Se si resta legati ad esse un minuto pi\u00f9 del necessario, se ci si lascia suggestionare dalle fantasie che esse accendono, quello \u00e8 un campanello d&#8217;allarme, che ci avverte che stiamo perdendo il controllo della situazione, stiamo diventando dipendenti e stiamo sottostando a dei messaggi che non fanno parte del nostro modo di essere, ci stiano arrendendo e quindi dobbiamo riprenderci, finch\u00e9 siamo ancora in tempo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un episodio significativo e commovente, nella biografia di Fr\u00e9deric Ozanam (Milano, 1813-Marsiglia, 1853) storico, giornalista, apologista cattolico, che coron\u00f2 la sua breve esistenza terrena fondando la Societ\u00e0 San Vincenzo De Paoli, e che \u00e8 stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 1997. Da giovane, appena giunto a Parigi, appassionato, ma timido, avrebbe voluto conoscere il grande scrittore Fran\u00e7ois-Ren\u00e9 de Chateubriand, ma non ne aveva il coraggio. Ecco come Ines Belski Lagazzi ha rievocato quel fatto nella sua biografia <em>Federico Ozanam<\/em>, Roma, Edizioni Paoline, 1982, pp. 59-60):<\/p>\n<p><em>Ebbene, Ozanam moriva dalla voglia di conoscere colui che era stato ministro degli esteri di Carlo X, ne era trattenuto soltanto dalla gran timidezza, anche se aveva portato per lui da Lione una lettera di presentazione firmata da un alto prelato.<\/em><\/p>\n<p><em>Si decise infine il giorno di Capodanno del 1832.<\/em><\/p>\n<p><em>Era mezzogiorno, Chateaubriand era appena tornato dalla messa. Accolse il giovane studente con estrema bont\u00e0, si interess\u00f2 dei suoi progetti, dei suoi studi. Infine gli chiese se fosse mai andato a teatro. Saputo che no, gli chiese se desiderasse andarci.<\/em><\/p>\n<p><em>Federico esitava, pensava che la verit\u00e0 sarebbe apparsa ben puerile al suo grande interlocutore, principe degli intellettuali sofisticati. In realt\u00e0 in quel tempo il teatro era stato brutalizzato da opere disgustosamente immorali. Frequentarlo era per\u00f2 considerato segno di indipendenza intellettuale.<\/em><\/p>\n<p><em>Chateaubriand non lasciava con gli occhi il ragazzo: sembrava annettere molta importanza alla risposta che gli avrebbe dato.<\/em><\/p>\n<p><em>Il giovane si decise: per amore di verit\u00e0 disse che sua madre gli aveva fatto promettere che non avrebbe mai messo piede in un teatro.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Ho fatto una promessa e desidero mantenerla &#8212; mormor\u00f2.<\/em><\/p>\n<p><em>Il grande letterato sorrise, abbracci\u00f2 Federico, dicendogli: affettuosamente: &#8211; Continuate a seguire il consiglio di vostra madre. Non guadagnereste nulla a teatro, poteste invece perdere molto&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230; Forte di questa autorevole ammonizione potr\u00e0 a cuor leggero rispondere ai compagni moralmente emancipati che lo sollecitavano ad andar con loro a questo o quello spettacolo:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Il signor Chateaubriand mi ha detto che non \u00e8 buona cosa l&#8217;andarci.<\/em><\/p>\n<p>Ad ogni modo, la situazione odierna \u00e8 talmente peggiorata, rispetto alla met\u00e0 del XIX secolo, che evitare i teatri, o anche i cinema, non servirebbe a nulla: \u00e8 sufficiente andare in strada per imbattersi ad ogni passo in una umanit\u00e0 che ha smarrito il senso del pudore e che esibisce il proprio corpo e la propria sensualit\u00e0 con una dose sempre maggiore di aggressivit\u00e0 e d&#8217;impudicizia. Donne di tutte le et\u00e0 e di tutte le corporature indossano dei pantaloni aderentissimi, che modellano le gambe e il fondo schiena in maniera inequivocabile, come se fossero nude: si vede ogni pi\u00f9 piccolo particolare, e quel che non si vede, s&#8217;intuisce. Oppure indossano gonne cortissime, o con spacchi vertiginosi, e siedono allargando le gambe, o accavallandole, sicch\u00e9 esibiscono le cosce fino all&#8217;inguine e alle mutandine; ma guai al malcapitato che, sia pure involontariamente, si lascia cogliere a fissare il panorama cos\u00ec generosamente scoperto: \u00e8 lui che passa per un individuo sporco, ignobile, pieno di sudice fantasie e d&#8217;inconfessabili desideri pornografici. Ci sono donne che tornano dal mare e che, per far vedere quanto si sono abbronzate, abbassano i pantaloni davanti ad amici o conoscenti, e poi si vantano di mostrare l&#8217;effetto che fa la loro depilazione delle parti pi\u00f9 intime. \u00c8 fastidioso indulgere su tali particolari, ma \u00e8 necessario, perch\u00e9 fa capire, se ci si prende la pena di riflettervi anche solo per poco, sino a che punto di sconcezza \u00e8 giunta la nostra vita quotidiana. Quel che colpisce, infatti, \u00e8 la normalit\u00e0, diremmo la banalit\u00e0, di simili comportamenti. Si direbbe che si tratti di cose assolutamente innocenti, tale \u00e8 la disinvoltura che mostrano quanti li adottano; e, in realt\u00e0, non si pu\u00f2 esclude che una sorta di assuefazione, di ottundimento della sensibilit\u00e0, peraltro non scevro di malizia, si sia insinuato nell&#8217;animo di moltissime persone, stravolgendo la loro percezione di ci\u00f2 che \u00e8 lecito e di buon gusto, e spronandole, anche sotto la spinta della pubblicit\u00e0 e dei <em>mass media<\/em>, a spingersi sempre pi\u00f9 lontano nella impudicizia della vita quotidiana. Il linguaggio delle conversazioni abituali, non solo a casa, ma anche per la strada, negli esercizi pubblici, negli stessi luoghi di lavoro, \u00e8 sempre pi\u00f9 sboccato, volgare e spesso condito con bestemmie e imprecazioni sacrileghe. Il pensiero si \u00e8 fatto altrettanto greve e fangoso del modo di esprimersi. Una signora di nostra conoscenza, peraltro una brava persona, secondo i canoni correnti, ha detto testualmente di preferire che sua figlia diventi una prostituita piuttosto che si faccia suora; e parlava in tutta seriet\u00e0, la sua non era affatto una posa.<\/p>\n<p>Bisogna pertanto abituarsi a vivere in mezzo a gente che non sa che farsene della purezza, che ignora pesino il significato di questa espressione, e, se anche lo conoscesse, se ne farebbe beffe, come se fosse la cosa pi\u00f9 assurda e pi\u00f9 ridicola del mondo. Vi \u00e8 stato uno slittamento pressoch\u00e9 totale di paradigma, per cui i requisiti che due o tre generazioni fa erano necessari per essere considerati delle persone serie e affidabili, per trovare un compagno o una compagna di vita meritevoli di stima e di fiducia, si sono letteralmente volatilizzati, e il loro posto \u00e8 stato preso dalla sfacciataggine, dall&#8217;impudicizia e dal desiderio compulsivo di provocare, sempre e comunque, attirando l&#8217;attenzione di tutti su di s\u00e9 e sulle proprie ostentate doti naturali. Questo mutamento di paradigma si vede non solo confrontando la generazione dei nonni con quella dei nipoti, o quella dei genitori con quella dei figli, ma addirittura sulle stesse persone, le quali, arrivate a sessant&#8217;anni o anche settanta, scoprono di voler vivere la vita con un atteggiamento, anche fisico e sessuale, diametralmente opposto a quello che tenevano da giovani, quando erano ancora sotto l&#8217;influenza dell&#8217;educazione ricevuta dagli adulti della generazione precedente.<\/p>\n<p>In ogni caso, non si tratta solo di preservare la propria purezza fisica o sessuale, ma anche e soprattutto la propria purezza complessiva: intellettuale, spirituale, morale. Si tratta di lottare affinch\u00e9 i disvalori della modernit\u00e0 non corrompano la nostra mente e il nostro cuore, magari facendo leva sulla nostra vanit\u00e0, sul nostro narcisismo, sul nostro desiderio di essere apprezzati, ammirati e invidiati. Il meccanismo della societ\u00e0 moderna \u00e8 fatto in modo da operare una costante selezione degli istinti e dei comportamenti peggiori, a scapito di quelli altruistici, nobili e positivi: \u00e8 come se fossero incoraggiati a farsi strada tutti quelli che non si fanno scrupoli, che non conoscono la vergogna e che sarebbero disposti a fare qualsiasi cosa, a compiere qualsiasi bassezza, a ingannare, tradire e anche a degradare se stessi, pur di arrivare in alto, di essere amati e desiderati, di sfondare, di avere successo, di arricchire e potersi togliere ogni capriccio. Mentre coloro i quali rispettano il codice etico delle passate generazioni sono sviliti, deprezzati, presi in giro; diventano oggetto di commenti ironici, di battute cattive, il che esercita sempre il suo effetto, specie nel caso degli adolescenti, cos\u00ec bisognosi di conferme e di rassicurazioni. Accanto alla purezza fisica c&#8217;\u00e8 la purezza della mente, e bisogna stare molto attenti a non lasciarsi contaminare e abbindolare dal punto di vista intellettuale: siamo bombardati continuamente da messaggi aberranti, che fanno passare l&#8217;egoismo, la prepotenza, l&#8217;invidia sociale per altrettante virt\u00f9, oppure li travestono e li presentano in maniera accettabile, giocando su quel fondo di narcisismo, di pigrizia e di avidit\u00e0 che esiste in ciascun individuo, anche il pi\u00f9 mite, il pi\u00f9 buono e generoso: perch\u00e9 la caratteristica della societ\u00e0 consumista \u00e8 proprio quella di confondere il bene col male e il male col bene, di rovesciare abilmente le convinzioni morali e demolire la capacit\u00e0 di giudizio critico e personale, servendosi dei pi\u00f9 sottili artifici e delle pi\u00f9 astute strategie. \u00c8 in questo modo che la cultura moderna riesce a far passare per &quot;cattivi&quot; quanti restano fedeli alla vera morale e a presentare come vittime d&#8217;ingiuste discriminazioni e di pregiudizi inaccettabili quelle persone che calpestano la morale per soddisfare il loro ego ipertrofico: ad esempio, una donna di sessant&#8217;anni che vuol divenire madre, o una coppia di maschi sodomiti che vogliono provare le gioie della paternit\u00e0, sono presentati all&#8217;intelligenza obnubilata delle persone, immerse nel clima dominato dal relativismo, come dei soggetti alla ricerca di una legittima realizzazione di s\u00e9, che non fanno del male ad alcuno e che nessuno ha il diritto di giudicare. E le cose sono arrivate a un punto tale che perfino il clero cattolico, un tempo rigido custode della morale, si \u00e8 inchinato ai tempi nuovi e si \u00e8 fatto banditore di un &quot;misericordismo&quot; di bassa lega, che offre comprensione e tolleranza nei confronti di qualunque azione o stile di vita, anche in presenza di palesi violazioni della legge morale e di comportamenti egoistici e dissoluti, che niente hanno a che fare con il retto comportamento di persone mature e responsabili.<\/p>\n<p>Ma allora, diranno i fautori di questa contro-morale, riecheggiando il titolo di un noto romanzo libertino di bassa lega, voi avete <em>paura di volare<\/em>. No, abbiamo solo paura d&#8217;insozzarci. Di ci\u00f2 non proviamo vergogna; la vergogna dovrebbero provarla quanti si gloriano sconciamente dei loro vizi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo detto, a suo tempo, che la peggiore disgrazia del nostro tempo, in termini spirituali, \u00e8 la perdita dell&#8217;innocenza, e di conseguenza, l&#8217;affermarsi di una concezione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[103],"class_list":["post-24539","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-biografia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24539"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24539\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}