{"id":24537,"date":"2012-04-13T09:31:00","date_gmt":"2012-04-13T09:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/13\/dietro-quel-bel-visino-e-quello-sguardo-misterioso-il-nulla\/"},"modified":"2012-04-13T09:31:00","modified_gmt":"2012-04-13T09:31:00","slug":"dietro-quel-bel-visino-e-quello-sguardo-misterioso-il-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/13\/dietro-quel-bel-visino-e-quello-sguardo-misterioso-il-nulla\/","title":{"rendered":"Dietro quel bel visino e quello sguardo misterioso\u2026 il nulla"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;aurea massima da tener sempre presente \u00e8 che, in ogni essere umano, ci sono molte pi\u00f9 cose di quante non possano apparire agli altri e, non di rado, di quante egli stesso non possa immaginare di averne.<\/p>\n<p>Una massima non meno importante \u00e8 che in molte persone, specialmente di questi tempi &#8211; i tempi dell&#8217;apparire e non dell&#8217;essere &#8211; ci sono molte meno cose di quel che non possa sembrare agli altri e di quanto, probabilmente, non immaginino esse medesime.<\/p>\n<p>Si direbbero due considerazioni perfettamente opposte ed escludentisi a vicenda: o \u00e8 vera la prima, e allora la seconda \u00e8 falsa, oppure \u00e8 vera la seconda, e allora \u00e8 falsa la prima; e invece no, sono vere entrambe e, lungi dall&#8217;elidersi, si completano a vicenda.<\/p>\n<p>La prima massima ci ricorda che ogni anima umana \u00e8 una realt\u00e0 estremamente complessa, dalle profondit\u00e0 abissali: non si finirebbe mai di esplorarla tutta, n\u00e9 verso il basso, n\u00e9 verso l&#8217;alto: chi vi si avventurasse, potrebbe scendere all&#8217;infinito, sino al demoniaco, o risalire all&#8217;infinito, sino al divino: tale \u00e8 la dimensione vertiginosa, incommensurabile, del suo mistero.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 nessuno, dall&#8217;esterno, e nemmeno lei stessa, quand&#8217;anche fosse allenata a navigare nel proprio oceano sconfinato, potrebbe arrischiarsi a pensare d&#8217;averla compresa interamente, d&#8217;averla vista sino in fondo: ci\u00f2 \u00e8 impossibile, perch\u00e9 non esiste un fondo dell&#8217;anima, di nessuna anima; cos\u00ec come non esiste una sommit\u00e0. L&#8217;anima umana pu\u00f2 sempre scendere ancora pi\u00f9 in fondo del proprio fondo, e pu\u00f2 sempre salire ancora pi\u00f9 in alto della propria vetta.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, pu\u00f2 succedere, e di fatto sovente accade, che l&#8217;anima inconsapevole, ignorando tutto ci\u00f2 che vi \u00e8 in lei stessa allo stato potenziale, decida di costruire il proprio &quot;io&quot; utilizzando i materiali pi\u00f9 superficiali e dozzinali, con l&#8217;unico scopo di attrarre al massimo l&#8217;attenzione degli altri, ma non per le proprie doti interiori, bens\u00ec per l&#8217;aspetto fisico e per le qualit\u00e0 pi\u00f9 esteriori del carattere; indossando, in tal caso, una maschera, o una serie di maschere, che, secondo lei, la rendono pi\u00f9 attraente e desiderabile, oppure che ritiene atte a suscitare l&#8217;ammirazione e l&#8217;invidia altrui, ma senza sapere nulla di ci\u00f2 che ella \u00e8 nel profondo e di ci\u00f2 che sarebbe chiamata a fare, se si impegnasse a sviluppare la propria parte pi\u00f9 libera e originale, se solo fosse capace di prestare ascolto alla voce del proprio Maestro interiore.<\/p>\n<p>Di conseguenza, anche se ogni anima \u00e8 un mistero ricchissimo e pressoch\u00e9 inesauribile, di fatto molte anime rimangono bloccate e imprigionate nel meccanismo della banalit\u00e0, della superficialit\u00e0, del conformismo; sommamente ignoranti di se stesse, mettono in opera ogni strategia possibile per apparire interessanti, disinvolte, seducenti: tutte cose che hanno a che fare con l&#8217;ammirazione di persone altrettanto superficiali e di scarso valore e nulla, ma proprio nulla, con la propria verit\u00e0 interiore e con il rispetto dovuto a se stesse.<\/p>\n<p>Che tristezza vedere uomini e donne pavoneggiarsi nei loro vestiti firmati, ondeggiare sui tacchi di dieci o quindici centimetri, sculettare ed ostentare generosamente le proprie grazie procaci, curiosamente abbronzate in estate e d&#8217;inverno, e irrobustite da poderosi esercizi muscolari; oppure, versione meno pacchiana ma altrettanto vacua dello stesso atteggiamento, indossare i panni delle persone &quot;moderne&quot; e giovanili, sportive ed efficienti, magari nascondendo lo sguardo dietro un paio di lenti rifrangenti, per aggiungere una nota di mistero e, forse, di attrattiva erotica al proprio aspetto, scimmiottando in tutto e per tutto i modelli pubblicitari o quelli di qualche serial televisivo d&#8217;oltreoceano, stile \u00abBeautiful\u00bb o \u00abBaywatch\u00bb o, nel caso dei giovani, \u00abSaranno famosi\u00bb.<\/p>\n<p>Si vuole apparire, dunque, anche a scapito dell&#8217;essere; si vuol potenziare al massimo quel che si sembra, anche se dietro quella vistosa apparenza c&#8217;\u00e8 il vuoto. Del resto, chi se ne accorge, se gli &quot;altri&quot; fanno allo stesso modo e ciascuno guarda all&#8217;apparenza, non all&#8217;anima? In un mondo di superficiali, quel che conta \u00e8 la superficie; in una societ\u00e0 di narcisisti, non vi \u00e8 altra preoccupazione che quella di farsi notare, di strappare uno sguardo ammirato o desiderante.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, direbbe messer Ludovico Ariosto, tutti inseguono il loro personale oggetto del desiderio e nessuno \u00e8 felice; perch\u00e9 lo cercano in direzioni sbagliate, in maniera sbagliata, con uno sguardo offuscato, sicch\u00e9 sfugge loro l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>Accade, tuttavia, qualche volta, che a fare le spese dell&#8217;apparenza siano persone tutt&#8217;altro che superficiali: persone che credono di vedere nell&#8217;altro quel che non c&#8217;\u00e8; che gli attribuiscono delle qualit\u00e0 che non possiede, uno spessore che non ha mai avuto; persone che imprestano, senza rendersene conto, la loro sensibilit\u00e0 e la loro sete di bellezza a degli individui i quali, tolta la vernice fastosa, hanno ben poco da offrire &#8211; ben poco, s&#8217;intende, a chi non si accontenti d&#8217;un bel visiono e di uno sguardo misterioso, ma cerca una autentica sostanza umana.<\/p>\n<p>Quando tale malinteso avviene, \u00e8 inevitabile che subentri, presto o tardi, la delusione e, non di rado, anche un triste strascico di amarezza; tuttavia, siamo giusti: di chi \u00e8 stata la colpa, se pure si pu\u00f2 parlare di &quot;colpe&quot; nell&#8217;ambito dell&#8217;eterna schermaglia fra i sessi? Di colui che non aveva nulla di profondo da offrire, oppure di colui che ha inseguito un proprio sogno di poesia, mettendosi nella situazione di rimanere ingannato?<\/p>\n<p>La persona vuota e superficiale, che cerca per\u00f2 di apparire profonda o, quanto meno, interessante, ha, indubbiamente, la sua parte di responsabilit\u00e0; e sono certo migliori, in questo senso, le persone vuote e superficiali le quali si mostrano, almeno, per quello che sono, esibendo una facciata frivola, che non pretende di mascherare una effettiva inconsistenza.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che molte persone prive di spessore interiore, non si rendono conto di quale sia il loro problema; avvertono una mancanza, o, perlomeno, un disagio, finanche una sofferenza, e vanno qua e l\u00e0 per trovare una soluzione, quale che sia, possibilmente rapida e poco faticosa: vale a dire, una finta soluzione. Si agitano fra una seduta dallo psicanalista e un corso di meditazione yoga, bazzicano le conferenze di filosofia, vanno a caccia di guru e sedicenti maestri: in realt\u00e0, non si avvicinano d&#8217;un passo al raggiungimento del sospirato equilibrio e dell&#8217;agognata serenit\u00e0, perch\u00e9 non sono capaci di porre la domanda nei giusti termini.<\/p>\n<p>La domanda onesta, posta nella maniera corretta, dovrebbe essere pi\u00f9 o meno la seguente: in che modo io posso cominciare a prendermi cura di me stesso, affrontare il malessere del mio vuoto interiore, riguadagnare la stima di me, che ora mi manca? Che cosa posso fare io per me stesso, senza cadere nell&#8217;autocommiserazione e senza indulgere al narcisismo, o a quella forma di narcisismo rovesciato che \u00e8 l&#8217;auto-disprezzo permanente?<\/p>\n<p>Invece, quelle persone pongono la domanda nei seguenti termini: chi pu\u00f2 risolvere il mio problema, dove posso reperire la persona o la tecnica o la scuola capaci di eliminare la mia inquietudine, la mia angoscia, la mia sofferenza. Il che, come si vede, significa incorrere in un doppio errore: quello di aspettarsi dall&#8217;esterno l&#8217;aiuto che deve, invece, partire da noi stessi; e quello di puntare ad anestetizzare la sofferenza, invece di chiedersi cosa essa ci stia dicendo a proposito di noi stessi e del modo in cui stiamo vivendo la nostra vita.<\/p>\n<p>Quando la domanda \u00e8 sbagliata, o \u00e8 formulata in maniera completamente erronea, non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi se non d\u00e0 luogo ad alcuna risposta soddisfacente; anche quelle risposte che, in teoria, potrebbero essere adatte al caso, non lo sono, in pratica, perch\u00e9 esse presuppongono una presa di coscienza, uno sforzo di consapevolezza che non vi sono stati, e senza i quali non si va da nessuna parte, perch\u00e9 qualunque strategia verrebbe vanificata in partenza.<\/p>\n<p>Ovviamente, stiamo parlando di situazioni relativamente &quot;normali&quot; e non di situazioni gi\u00e0 gravemente compromesse da autentiche patologie psicosomatiche, come la depressione; perch\u00e9 la depressione vera, non quella che viene chiamata tale ma che \u00e8, in realt\u00e0, semplice scoraggiamento o semplice stanchezza, richiede dei percorsi di guarigione specifici, supportati, di solito, anche dall&#8217;assunzione di farmaci adatti.<\/p>\n<p>Sia chiaro, per\u00f2, che la radice del problema \u00e8 a monte, e che nessun farmaco pu\u00f2 sostituire una profonda presa di consapevolezza e una reimpostazione radicale della propria vita, fondata sulla capacit\u00e0 di guardarsi dentro con occhio limpido e onesto e di riconoscere, senza inganni n\u00e9 finzioni, la reale natura del proprio disagio o della propria infelicit\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque, dicevamo: pu\u00f2 accadere che una persona poco consapevole di s\u00e9 cerchi di strappare l&#8217;attenzione degli altri o, specificamente, di qualcuno da cui pensa di poter ricevere aiuto, ma non l&#8217;aiuto vero, basato sul &quot;conosci te stesso&quot;, sul lavoro interiore e sul sacrificio personale, bens\u00ec qualche scorciatoia che aggiri gli ostacoli e che prometta grandi risultati con poco sforzo; e che riesca, in un primo tempo, a ingannare l&#8217;altro, presentandosi come una persona spiritualmente autentica e capace di onest\u00e0 con se medesima.<\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che si tratti di un inganno deliberato: questo genere di persone, nelle quali ribollisce un miscuglio di ignoranza di s\u00e9, narcisismo, auto-disprezzo e confusione esistenziale (un cocktail micidiale, peraltro oggi molto diffuso), non sempre vogliono spacciarsi per quel che non sono; \u00e8 pi\u00f9 frequente il caso che siano le prime vittime della propria mistificazione e che, in loro, astuzia e ingenuit\u00e0, sincerit\u00e0 disarmante e subdola scaltrezza, siano inestricabilmente mescolate, al punto che non si saprebbe dire dove finisca l&#8217;una e dove incominci l&#8217;altra.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che, quando si verifica un incontro fra due persone che si trovano su differenti livelli evolutivi, gli esiti potranno essere felici solo se entrambe, o almeno una di esse, hanno piena consapevolezza dei veri termini della loro reciproca posizione: in quel caso, infatti, sar\u00e0 almeno abbastanza chiaro chi \u00e8 e chi sembra, chi ha da imparare e chi da insegnare qualcosa; e ci\u00f2 ridurr\u00e0 sensibilmente lo spazio per eventuali equivoci e fraintendimenti.<\/p>\n<p>Ma, come dicevamo, l&#8217;inganno \u00e8 sempre possibile; e, non di rado, si tratta di un auto-inganno, dell&#8217;uno verso se stesso, dell&#8217;altro verso il primo. Ora, se qualcuno \u00e8 incline ad auto-ingannarsi, ci\u00f2 significa che il suo livello di consapevolezza lascia ancora a desiderare: solo quando si \u00e8 in grado di vedere se stessi e gli altri per quello che realmente sono, si potr\u00e0 dire che quel cammino sia realmente incominciato.<\/p>\n<p>Tanto nel leggere dentro se stessa, quanto nel leggere dentro l&#8217;altro, si palesa il livello di consapevolezza di una persona; cosa che non ha nulla a che fare con la tendenza a giudicare: perch\u00e9 giudicare vuol dire emettere un giudizio di valore, vedere significa semplicemente prendere atto di una realt\u00e0; e il giudizio, posto che sia necessario (almeno nel senso corrente del termine, che presuppone un mettersi in cattedra) deve sempre seguire il vedere, mai precederlo, come invece avviene da parte delle persone inconsapevoli e, perci\u00f2, frettolose.<\/p>\n<p>Ora, la persona che si trova su un livello di consapevolezza superiore ad un&#8217;altra, deve saper vedere questa con la stessa lucidit\u00e0 con cui deve saper leggere entro se stessa; se rimane malamente ingannata, significa che non era abbastanza consapevole; se soffre e si tormenta, perch\u00e9 l&#8217;immagine ideale dell&#8217;altro \u00e8 andata in pezzi a contatto con la realt\u00e0, significa che non ha ancora imparato a puntare all&#8217;essenziale, e si affligge per cose inconsistenti, che stanno alla superficie.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, giungere ad un livello superiore di consapevolezza \u00e8 sempre una operazione relativa: si \u00e8 pi\u00f9 in alto di qualcuno, ma pi\u00f9 in basso di qualcun altro; la persona realmente consapevole non si inorgoglisce mai per essersi spinta pi\u00f9 in alto di qualcun altro, non lo disprezza, non lo giudica, ma semmai lo compassiona e, se pu\u00f2, tenta di aiutarlo: ma senza farsi illusioni, senza attribuirgli delle qualit\u00e0 immaginarie, senza idealizzarlo n\u00e9 in un senso, n\u00e9 nell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Siamo tutti in cammino, siamo tutti viandanti impolverati: l&#8217;unica differenza \u00e8 fra chi lo ha compreso e chi no; fra chi cerca la strada in maniera consapevole e chi se ne va a casaccio, inseguendo tutte le farfalle che gli svolazzano davanti. L&#8217;illuminato ha trovato la strada e ha capito che la strada \u00e8 in lui stesso; colui che giace sprofondato nella totale inconsapevolezza, all&#8217;opposto, va a tentoni come un cieco, urtando contro ogni spigolo e inciampando in ogni sasso.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una differenza da poco: fra l&#8217;uno e l&#8217;altro di questi due tipi estremi di viandante, si spalanca un abisso pi\u00f9 grande di quello che distingue l&#8217;uomo dall&#8217;animale, pi\u00f9 grande della distanza che separa la terra dal cielo. Essere consapevoli significa vedere le cose con chiarezza: compreso il nulla che sta dietro un bel visino o uno sguardo che pare carico di mistero e di promesse&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;aurea massima da tener sempre presente \u00e8 che, in ogni essere umano, ci sono molte pi\u00f9 cose di quante non possano apparire agli altri e, non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[190],"class_list":["post-24537","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-ludovico-ariosto"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24537"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24537\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}