{"id":24535,"date":"2008-10-07T08:32:00","date_gmt":"2008-10-07T08:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/07\/dallinferno-alla-buddita-i-dieci-mondi-della-condizione-esistenziale\/"},"modified":"2008-10-07T08:32:00","modified_gmt":"2008-10-07T08:32:00","slug":"dallinferno-alla-buddita-i-dieci-mondi-della-condizione-esistenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/07\/dallinferno-alla-buddita-i-dieci-mondi-della-condizione-esistenziale\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;Inferno alla Buddit\u00e0, i Dieci Mondi della condizione esistenziale"},"content":{"rendered":"<p>La dottrina dei Dieci Mondi \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti, sia dal punto di vista psicologico che da quello filosofico, del buddhismo di tradizione Tiantai, e si \u00e8 sviluppata in Cina come integrazione a quella dei Sei Mondi, propria del buddhismo indiano, sia Theravada (Hinayana) che Mahayana.<\/p>\n<p>Innanzitutto, rispetto alla concezione del buddhismo indiano, vi \u00e8 uno spostamento dal mondo oggettivo a quello soggettivo, dai Mondi concepiti in senso fisico a quelli della condizione interiore; si tratta, in sostanza, di Stati Vitali, ovvero di modalit\u00e0 dell&#8217;esistenza, piuttosto che di luoghi fisici realmente esistenti.<\/p>\n<p>La dottrina dei Dieci Mondi si \u00e8 diffusa, dalla Cina, in tutta l&#8217;Asia orientale, specialmente in Mongolia, Corea e Giappone, oltre che in Vietnam (nonostante la prevalenza, in quest&#8217;ultima aerea, del buddhismo Theravada). Non ha attecchito, invece, nel Tibet, ove l&#8217;influenza esercitata dal buddhismo indiano \u00e8 sempre stata troppo forte perch\u00e9 modificazioni posteriori, di origine cinese, potessero trovarvi accoglienza.<\/p>\n<p>In Cina e in Giappone la dottrina dei Dieci Mondi si \u00e8 propagata quale componenti della tradizione Tiantai, oppure si \u00e8 intrecciata con il Chan (Zen in Giappone) e con l&#8217;Amidismo, il cui sviluppo \u00e8 ancora posteriore. Nell&#8217;Arcipelago Giapponese, infine, essa ha trovato piena espressione e codificazione nelle correnti ispirate alla predicazione di Nichiren Daishonin, vissuto fra il 1222 e il 1282, fondatore della cosiddetta \u00abScuola del Loto\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile sopravvalutare l&#8217;importanza della dottrina, o principio, dei Dieci Mondi, poich\u00e9 \u00e8 per mezzo di essa che viene affermata la presenza della Buddhit\u00e0, sia pure allo stato latente, all&#8217;interno di ogni essere umano; nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 &#8211; non solo teorica, ma anche pratica ed effettiva &#8211; di pervenirvi mediante una disciplina metodica e consapevole.<\/p>\n<p>In sintesi, tale dottrina afferma che ciascun essere umano, nella propria esistenza quotidiana, sperimenta i Dieci Mondi, ossia dieci stati mentali che vanno dal pi\u00f9 basso, l&#8217;Inferno, al pi\u00f9 alto, lo stato di Buddha o Buddhit\u00e0.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 caratterizzato da una intensa angoscia e sofferenza, al punto che l&#8217;io non ha nemmeno la forza di desiderare o sperare qualche cosa di meglio; esso \u00e8 talmente immerso nella negativit\u00e0 e nel dolore, che non pu\u00f2 fare altro che rivolgere la propria collera impotente ora verso l&#8217;esterno, ossia verso le altre cose e persone, ora verso l&#8217;interno, ossia contro se stesso.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo \u00e8 contraddistinto da una perfetta trasparenza interiore; da una assoluta serenit\u00e0, equanimit\u00e0 e benevolenza verso ogni cosa; da una radicale liberazione dalle illusioni e dalla legge del <em>karma<\/em>, e dalla conquista della perfetta felicit\u00e0. Si tratta, peraltro, da uno stato assai difficile da descrivere, perch\u00e9 \u00e8 possibile sperimentarlo, ma non raccontarlo con parole umane: si tratta di un&#8217;esperienza ineffabile, rispetto alla quale ogni forma di linguaggio risulta inadeguata.<\/p>\n<p>I Dieci Mondi non giacciono separati e indipendenti; essi sono sempre contemporaneamente presenti l&#8217;uno nell&#8217;altro, e sia pure allo stato potenziale; questo \u00e8 il concetto del <em>mutuo possesso<\/em> dei Dieci Mondi.<\/p>\n<p>Per le varie correnti buddhiste anteriori al Sutra del Loto, i Dieci Mondi erano una realt\u00e0 fisica e, precisamente, il luogo cui sono destinate le anime dopo la morte, secondo la legge del <em>karma<\/em>. A partire dall&#8217;insegnamento di Nichiren Daishonin, essi divengono degli Stati Vitali che consentono di rappresentare la concreta esperienza esistenziale di ciascun essere umano.<\/p>\n<p>Un aspetto importantissimo di questa dottrina \u00e8 che essa prevede la possibilit\u00e0 del cambiamento, ossia la possibilit\u00e0 del passaggio dagli stati inferiori a quelli superiori; tanto pi\u00f9 considerando che &#8211; come si \u00e8 detto &#8211; allorch\u00e9 si manifesta uno dei Dieci Mondi, tutti gli altri sono presenti in esso e possono, a certe condizioni, emergere e modificare la condizione esistenziale dell&#8217;individuo. L&#8217;importanza di questo aspetto risiede nel fatto che essa suggerisce sia la perfettiblit\u00e0 dell&#8217;essere umano, sia la fiducia nella comprensione della legge di causa ed effetto e nell&#8217;ascesa dell&#8217;uomo verso la propria liberazione, non mediante uno sforzo della mente, bens\u00ec mediante l&#8217;adozione di stili di vita e di abitudini spirituali appropriate.<\/p>\n<p>\u00c8, in questo senso, una dottrina anti-intellettualistica, perch\u00e9 non la ragione, ma la volont\u00e0 \u00e8 alla base del processo di salita dell&#8217;io dagli stati inferiori verso quelli pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, il principio del loro mutuo possesso aiuta a comprendere che, allorquando un essere umano si trova in uno dei Dieci Mondi &#8211; ad esempio nel quarto, ossia in quello denominato di Collera &#8211; gli altri nove non sono scomparsi, ma sono sempre presenti, sia pure allo stato latente. Ora, se tutti e dieci gli stati sono presenti in ciascuno di essi, allora ne deriva che anche lo stato di Buddha \u00e8 sempre presente nella nostra vita; e sta in noi far s\u00ec che esso emerga, liberandoci da angosce, paure, desideri, e ogni altra forma di attaccamento.<\/p>\n<p>Ne diamo qui di seguito la successione, con l&#8217;esatta terminologia corrispondente a ciascuno di essi:<\/p>\n<p>1)  Inferno (in sanscrito <em>Naraka<\/em>; in giapponese <em>Jigoku<\/em>): il Mondo della sofferenza e dell&#8217;angoscia;<\/p>\n<p>2)  Avidit\u00e0 (in sanscrito <em>Preta<\/em>; in giapponese <em>Gaki<\/em>): il Mondo della cupidigia e dell&#8217;attaccamento;<\/p>\n<p>3)  Animalit\u00e0 (in sanscrito <em>Tiryagyoni<\/em>; in giapponese <em>Chikusho<\/em>): il Mondo dell&#8217;istinto puro e irragionevole, non moderato dalla ragione e dalla disciplina;<\/p>\n<p>4)  Collera (in sanscrito <em>Asura<\/em>; in giapponese <em>Shura<\/em>): il Mondo dell&#8217;aggressivit\u00e0 e dello sfrenato egocentrismo;<\/p>\n<p>5)  Umanit\u00e0 (in giapponese <em>Nin<\/em>): il Mondo da cui ha inizio la riflessione per l&#8217;ascesa verso i regni superiori;<\/p>\n<p>6)  Estasi o Cielo (in sanscrito: <em>Deva<\/em>; in giapponese <em>Ten<\/em>): il Mondo del benessere e della gioia, ma solo come stati fuggevoli e transitori;<\/p>\n<p>7)  Studio o Apprendimento (in sanscrito: <em>Sravakabuddha<\/em>; in giapponese <em>Shomon<\/em>): il Mondo della ricerca personale;<\/p>\n<p>8)  Illuminazione parziale o Realizzazione: (in sanscrito: <em>Pratyekabuddha<\/em>; in giapponese <em>Engaku<\/em>): il Mondo della percezione della realt\u00e0 permanente, ma non ancora del suo possesso stabile e definitivo;<\/p>\n<p>9)  Bodhisattva (in sanscrito: <em>Bodhisattva<\/em>; in giapponese <em>Bosatsu<\/em>): il Mondo del ritorno fra gli altri uomini per aiutarli ad ascendere anch&#8217;essi ai livelli superiori;<\/p>\n<p>10) Buddit\u00e0 (in giapponese: <em>Butsu<\/em>): il Mondo della piena e perfetta liberazione, della assoluta felicit\u00e0 e dell&#8217;amor compassionevole per tutti i viventi.<\/p>\n<p>Scrive Daisaku Ikeda nel suo libro <em>La vita, mistero prezioso<\/em> (titolo originale: <em>Life: an Enigma, a Precious Jewel<\/em>, 1982; traduzione italiana di Sergio Mancini, Sonzogno Editore, Milano, 1991, 1995, pp. 100-04):<\/p>\n<p><em>L&#8217;Inferno non \u00e8 affatto un&#8217;invenzione della fantasia. Esiste proprio nella nostra vita proprio qui sulla terra. L&#8217;Inferno \u00e8 ovviamente il dolore che patiamo nella nostra vita e non esiste Inferno creato dall&#8217;uomo peggiore della guerra.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;Inferno \u00e8 la peggiore angoscia. Nel suo<\/em> Gosho di Capodanno <em>(<\/em>Mushimochi Gosho<em>), Nichiren Daishonin ha detto: \u00abPer prima cosa, riguardo alla domanda di dove esattamente si trovino l&#8217;Inferno e il Budda, un Sutra afferma che l&#8217;Inferno si trova sottoterra e un altro dice che il Budda sta a ovest. Tuttavia, un pi\u00f9 attento esame rivela che entrambi esistono nel nostro corpo alto cinque piedi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel Buddismo \u00e8 sempre importante guardare nel profondo del proprio S\u00e9 ed esaminare i propri sentimenti nei confronti della vita. Si pu\u00f2 riuscire a ingannare gli altri a propositi dei propri autentici sentimenti, ma alla fine non \u00e8 possibile ignorare se stessi. Se un uomo \u00e8 torturato da un&#8217;inesorabile angoscia costui \u00e8 all&#8217;Inferno. Se un uomo \u00e8 completamente felice all&#8217;interno e all&#8217;esterno, costui sta sperimentando in parte la Buddit\u00e0. Ognuno dei sei miliardi di uomini nel mondo \u00e8 differente dall&#8217;altro, ma tutti abbiamo qualcosa in comune. Tutti noi conosciamo la felicit\u00e0, il dolore, la gioia, la paura e altre emozioni fondamentali. Le nostre comuni qualit\u00e0, che trascendono i problemi di razza e di colore, fanno parte del nostro senso del S\u00e9. In altre parole, il nostro senso del S\u00e9 \u00e8 il fondamento comune condiviso da tutto il genere umano.<\/em><\/p>\n<p><em>Se il S\u00e9 \u00e8 il comune denominatore, lo stato interiore del S\u00e9 varia da individuo a individuo. Il Buddismo riconosce dieci stati o regni nei quali pu\u00f2 vivere il S\u00e9 individuale. In senso universale, ci sono dieci categorie di esistenza entro cui ricadono, in qualsiasi momento, tutti gli esseri umani. Noi li definiamo i Dieci Mondi, o Stati Vitali (<\/em>Jikkai<em>), e sono: 1) Inferno, 2) Avidit\u00e0; 3) Animalit\u00e0, 4) Collera, 5) Umanit\u00e0, 6) Estasi, 7) Studio, 8) Parziale Illuminazione, 9) Bodhisattva e 10) la natura del Budda o Buddit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>La maggior parte delle persone a cui parlo dei Dieci Mondi tende a considerarli come dieci mondi diversi. Questo succedere senza dubbio perch\u00e9 hanno interpretato alla lettera le dieci definizioni. Il secondo stato, per esempio, \u00e8 scritto in ideogrammi giapponesi e cinesi che significano \u00abIl Regno delle Anime Affamate\u00bb e il terzo stato \u00e8 scritto con ideogrammi che significano \u00abIl Mondo delle Bestie\u00bb. I termini suggeriscono posti estranei al nostro mondo e abitati da creature differenti da noi. In realt\u00e0, ogni stato pu\u00f2 esistere &#8211; e di fatto esiste &#8211; in un singolo essere umano come la condizione sempre mutevole del suo S\u00e9. In parole semplici, non \u00e8 necessario morire e andare all&#8217;altro mondo per essere all&#8217;Inferno o diventare una bestia o un&#8217;anima affamata.<\/em><\/p>\n<p><em>Nichiren Daishonin ha spiegato in che modo i Dieci Mondi si applicano agli esseri umani nei termini pi\u00f9 chiari possibili. Nel<\/em> Vero oggetto del culto <em>(<\/em>Kanjin no Honzon-sh\u014d<em>), ha scritto dei primi sei stati: \u00abQuando osserviamo a intervalli il volto di un uomo, troviamo che talvolta \u00e8 gioioso, talvolta arrabbiato e talvolta calmo. A volte sul viso di una persona appare l&#8217;avidit\u00e0, a volte la follia e a volte la perversit\u00e0. La rabbia \u00e8 il mondo d&#8217;Inferno, la cupidigia \u00e8 quello di Avidit\u00e0, la pazzia \u00e8 quello di Animalit\u00e0, la perversit\u00e0 \u00e8 quello di Collera, la tranquillit\u00e0 \u00e8 quello di Umanit\u00e0 e la gioia \u00e8 quello di Estasi.\u00bb. Penso che questo passaggio sia un eccellente esempio dell&#8217;acume di Nichiren Daishonin nel considerare il S\u00e9. Per quanto una persona possa presentarsi bene agli altri, Nichiren Daishonin sa che in realt\u00e0 pu\u00f2 trovarsi all&#8217;Inferno e per quanto appaia in possesso delle sue facolt\u00e0, pu\u00f2 trovarsi in uno stato di miseria spirituale. I nomi che tradizionalmente indicano i Dieci Mondi rappresentano in maniera espressiva lo stato in cui pu\u00f2 venirsi a trovare il S\u00e9, sia che si trati di un S\u00e9 dominato dall&#8217;impulso e dalla passione, di un S\u00e9 assorbito dal proprio egoismo, di un S\u00e9 privo di intelligenza e di consapevolezza o di un S\u00e9 pieno di gioia o di vita. I Dieci Mondi sono astratti nel senso che sono generalizzazioni attinte dall&#8217;esperienza umana. Dopo aver preso in considerazione tutte le diverse condizioni in cui il S\u00e9 potrebbe esistere, i filosofi buddisti hanno ratto la convinzione che esistono dieci condizioni di base.<\/em><\/p>\n<p><em>Il numero non \u00e8 casuale, n\u00e9 \u00e8 stato scelto perch\u00e9 il dieci \u00e8 la base del sistema decimale o altre cose del genere. \u00c8 stato scelto da una parte perch\u00e9 fosse il pi\u00f9 possibile comprensivo dei vari stati e dall&#8217;altra perch\u00e9 rappresentasse il minor numero possibile di categorie. Creare otto categorie avrebbe significato combinare insieme due stati essenzialmente differenti, dodici avrebbe significato dividere due stati essenzialmente inscindibili.<\/em><\/p>\n<p><em>Vi assicuro che tutto \u00e8 stato ben meditato e a questo scopo vorrei portare un paio di esempi. Supponiamo di prendere in considerazione lo stato di angoscia, che corrisponde al mondo d&#8217;Inferno. Ci sono molti tipi di angoscia: l&#8217;angoscia di una persona che soffre di un male incurabile, l&#8217;angoscia di una moglie il cui marito beve troppo e no \u00e8 in grado di provvedere alla famiglia, l&#8217;angoscia di una madre che ha un figlio delinquente, l&#8217;angoscia di un padre che ha una figlia che si diverte con gli uomini. Sono situazioni differenti e ognuna ha una sua particolare sfumatura; ma le persone che ne sono afflitte sono simili in quanto la loro vita \u00e8 piena di sofferenza e gli altri riconoscono la loro sofferenza proprio per quello che \u00e8. Una persona che in qualche modo si \u00e8 ripresa da quella che era considerata una malattia incurabile,<\/em> prova <em>angoscia quando qualcuno \u00e8 affetto da una malattia simile alla sua. Una madre che ha perso un bambino<\/em> prova <em>l&#8217;angoscia di un genitore il cui figlio \u00e8 dovuto partire per la guerra. Una sofferenza indiretta pu\u00f2 non essere penosa come una sofferenza personale, ma c&#8217;\u00e8 qualcosa di profondo nel S\u00e9 dell&#8217;uomo che riconosce e comprende la sofferenza e l&#8217;angoscia in quanto tali. L&#8217;angoscia \u00e8 una condizione che tutti possiamo sperimentare e riconoscere.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo di Animalit\u00e0, o nella terminologia tradizionale il \u00abMondo delle Bestie\u00bb, \u00e8 la condizione in cui il S\u00e9 vive di solo istinto. Anche in questo caso vi sono numerosi tipi di istinto: il desiderio sessuale, l&#8217;istinto di mangiare, l&#8217;istinto di dormire, e cos\u00ec via. Ci sono persone che vivono per mangiare, persone che sarebbero felicissime di dormire per il resto della loro vita, persone che non riescono a controllare i loro impulsi sessuali, persone che non riescono a smettere di drogarsi. Sono esseri diversi e conducono diversi tipi di vita, ma in un certo qual modo sono simili in quanto si arrendono senza riflettere, come animali, ai loro istinti.<\/em><\/p>\n<p><em>Scoprirete che ognuno dei Dieci Mondi ha un&#8217;universalit\u00e0 di questo genere. D&#8217;altra parte, gli stati non si sovrappongono al punto da poter essere combinati. L&#8217;angoscia che viene dal continuo desiderio di cibo non \u00e8 la stessa angoscia che si prova quando si soffre di una malattia incurabile. E non sono la stessa cosa i mondi di Avidit\u00e0 e di Inferno, perch\u00e9 nell&#8217;Inferno non esistono i desideri, esiste solo l&#8217;impotenza e una sorda rabbia nei confronti del S\u00e9 proprio per questa impotenza. Nell&#8217;Inferno non si urla per quello che si desidera, ci si lamenta perch\u00e9 si sa che \u00e8 inutile desiderare. Ma nel mondo di Avidit\u00e0 c&#8217;\u00e8 un continuo e insaziabile desiderio, perch\u00e9 \u00e8 il desiderio che crea la fame. Si potrebbe anche notare che c&#8217;\u00e8 differenza fra la fame causata dalla voracit\u00e0 e la fame che proviene da un normale istinto, e questa \u00e8 proprio la differenza esistente fra coloro che si trovano nel mondo di Avidit\u00e0 e coloro che si trovano nel mondo irriflessivo di Animalit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Passare da uno stato all&#8217;altro \u00e8 possibile. Una persona che non ha appetito perch\u00e9 ha la febbre alta o perch\u00e9 ha un tremendo mal di denti non \u00e8 nello stato di Avidit\u00e0. Sarebbe pi\u00f9 preciso dire che si trova nello stato di Colera. Ma se la febbre cala o il mal di denti migliora e scopre che non gli \u00e8 permesso mangiare cibi solidi, \u00e8 pronto a lasciare lo stato d&#8217;Inferno per entrare in quello di Avidit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;angoscia e l&#8217;insaziabilit\u00e0, la rabbia impotente e la gretta avidit\u00e0 sono sentimenti diversi l&#8217;uno dall&#8217;altro e noi li percepiamo come differenti e ce ne rendiamo conto. Gli stati caratterizzati da queste sensazioni sono qualitativamente differenti e perci\u00f2 non possono combinarsi. A livello puramente pratico, l&#8217;uomo semplicemente non prova fame quando sta patendo una vera angoscia, e non si arrabbia quando ha fame.<\/em><\/p>\n<p><em>Prima di continuare a esplorare il concetto dei Dieci Mondi, vorrei sottolineare che abbiamo a che fare con qualcosa che \u00e8 basato sul senso soggettivo del S\u00e9 che caratterizza la vita dell&#8217;uomo: in questo senso, sono categorie soggettive. Nello stesso tempo, i parametri per descrivere queste categorie sono chiaramente oggettivi; il concetto si sviluppa quindi su entrambi i livelli, quello oggettivo e quello soggettivo.<\/em><\/p>\n<p><em>Dal punto di vista oggettivo, occorre analizzare in primo luogo l&#8217;essenza e il contenuto del S\u00e9.. Quali caratteristiche assume il S\u00e9 in ognuno dei dieci mondi? Si tratta di desiderio, di ragione, di compassione, di egoismo o di che altro? In secondo luogo, dobbiamo pensare ai Dieci Mondi in termini di spazio vitale e di tempo vitale. Infine, occorre considerare fino a che punto la vita in ciascuno stato \u00e8 realizzata e se sia attiva o passiva, soggettiva od oggettiva, libera od ostacolata.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 ancor pi\u00f9 importante, nell&#8217;esaminare i Dieci Mondi, scoprire il modo di aiutare la gente a vivere una vita pi\u00f9 umana, a evitare la guerra, l&#8217;inquinamento, i mali della societ\u00e0 e a scoprire il modo di indurre gli individui a migliorare il loro karma. I Dieci Mondi possono fornire una filosofia di base sulla quale si pu\u00f2 costruire una cultura e una societ\u00e0 pi\u00f9 umane.<\/em><\/p>\n<p><em>Dobbiamo saper riconoscere in quale stato o condizione si trova il S\u00e9 quando provoca guerre o distruzioni dell&#8217;ambiente, come anche quando opera per la pace e la fratellanza. Questo, credo, \u00e8 il primo passo per estirpare le cause del male che comportano lo sprezzo della vita umana e la negazione del diritto di vivere di ogni essere umano. Dobbiamo trovare il modo di rivoluzionare il modo di vivere della gente che \u00e8 stata tormentata a tal punto dalla guerra da chiedersi: \u00abChe cos&#8217;\u00e8 la pace?\u00bb. Dobbiamo cercare di mostrare loro come attingere ala forza fondamentale che pu\u00f2 metterli in grado di vivere come autentici esseri umani.<\/em><\/p>\n<p><em>La filosofia dei Dieci Mondi \u00e8 una filosofia pragmatica che permette al S\u00e9 di sollevarsi al di sopra dell&#8217;angoscia e della disperazione per condurre una vita degna di essere vissuta. Dobbiamo cercare di sviluppare il concetto dei Dieci Mondi in forme pi\u00f9 universali e cosmiche quali la filosofia del Possesso Reciproco dei Dieci Mondi e la teoria dei Tremila Mondi Possibili in ogni Momento della Vita. In breve, dobbiamo indicare la Strada che va dai pragmatici Dieci Mondi alla sublime e completa filosofia della vita, che pu\u00f2 servire da base per una nuova civilt\u00e0 e per una nuova cultura, in cui la gente si chieder\u00e0: \u00abChe cos&#8217;\u00e8 la guerra?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Un&#8217;ultima osservazione.<\/p>\n<p>Se tutti i Dieci Mondi sono contenuti in ciascuno di essi, perfino nel pi\u00f9 elevato &#8211; quello di Buddha &#8211; gli altri non sono scomparsi, ma giacciono allo stato di latenza. In altri termini: neppure la suprema perfezione \u00e8 del tutto esente dalla sofferenza; ed \u00e8 proprio questo elemento a rendere la Buddhit\u00e0 capace di compassione per le altre creature.<\/p>\n<p>Diversamente, coloro i quali raggiungono lo stato supremo reciderebbero ogni legame con ci\u00f2 che \u00e8 inferiore e non potrebbero pi\u00f9 essere toccati dalle sofferenze, dalle ansie e dalle paure di quanti non sono riusciti ad innalzarsi fino ai mondi superiori.<\/p>\n<p>Questa capacit\u00e0 di rimanere aperti, in ogni momento, ad <em>ogni<\/em> condizione esistenziale, in ciascun momento della propria vita, conferisce alla dottrina dei Dieci Mondi un dinamismo, una ampiezza di prospettiva e una disponibilit\u00e0 al perfezionamento di s\u00e9, che ne fanno uno degli insegnamenti pi\u00f9 affascinanti e pi\u00f9 profondi del pensiero buddhista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dottrina dei Dieci Mondi \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti, sia dal punto di vista psicologico che da quello filosofico, del buddhismo di tradizione Tiantai,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[119],"class_list":["post-24535","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-orientali","tag-dottrina"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-orientali.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24535"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24535\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30159"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}