{"id":24533,"date":"2020-02-13T01:00:00","date_gmt":"2020-02-13T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/02\/13\/didone-o-il-dramma-di-essere-un-carattere\/"},"modified":"2020-02-13T01:00:00","modified_gmt":"2020-02-13T01:00:00","slug":"didone-o-il-dramma-di-essere-un-carattere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/02\/13\/didone-o-il-dramma-di-essere-un-carattere\/","title":{"rendered":"Didone, o il dramma di essere un carattere"},"content":{"rendered":"<p>La figura mesta e dolente della regina Didone esercita un fascino potentissimo e i versi che Virgilio le ha dedicato, in realt\u00e0 un intero canto dell&#8217;<em>Eneide<\/em>, sono probabilmente fra i pi\u00f9 letti e i pi\u00f9 giustamente celebrati della letteratura universale. Noi stessi abbiamo gi\u00e0 pagato il nostro tributo di sconfinata ammirazione per singoli aspetti del dramma vissuto dall&#8217;infelice regina che sperava di aver trovato l&#8217;amore e invece si era messa su una strada, quella della passione irrefrenabile, che l&#8217;avrebbe condotta alle pi\u00f9 amare disillusioni e infine alla morte per suicidio (vedi gli articoli: Perch\u00e9 <em>Enea appare cos\u00ec piccolo davanti alla tragica grandezza di Didone?<\/em> e <em>Che cosa possiamo dire a colui (o a colei) che ci ha inflitto un male cos\u00ec grande?<\/em>, pubblicati rispettivamente sul sito di Arianna Editrice il 06\/03\/12 e il o5\/08\/13; e su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 06\/02\/18 e il 03\/02\/18). Ci resta da dire qualcosa sul dramma complessivo di Didone, cio\u00e8 sul dramma della sua vita che traspare non solo dalla sua sfortunata vicenda sentimentale con l&#8217;eroe troiano, ma anche dalla considerazione della sua giovinezza e di tutta la sua vita precedente,<\/p>\n<p>Hanno scritto Cesare Mussini e Francesco Marzari Chiesa a commento della versione di Cesare Vitali del poema virgiliano (in: Virgilio, <em>Eneide<\/em>, Torino, Edisco, 1981, pp. 149-150):<\/p>\n<p><em>Mai, in alcuna et\u00e0 letteraria, ci fu poeta capace, non diciamo di superare, ma soltanto di eguagliare Virgilio nel concepire e nel realizzare una figura di donna che possa essere paragonata a Didone.<\/em><\/p>\n<p><em>A lei \u00e8 dedicato l&#8217;intero [sesto] canto; ella sola domina incontrastata la scena, personaggio unico ed immobile, nato soprattutto dal cuore del poeta.<\/em><\/p>\n<p><em>Forse si dir\u00e0 che la sua vicenda di donna trova un riscontro in figure che popolano le letterature di quasi tutti i paesi ed \u00e8 perci\u00f2 un dato comune della concezione tragica dell&#8217;amore. Infatti i momenti di sviluppo del sentimento appaiono ben confermati e chiariti nella loro logica elementare: l&#8217;insorgere violento e tumultuoso del sentimento, il dono completo e senza riserve di s\u00e9, l&#8217;abbandono, la disperazione, il suicidio.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma per Didone questi momenti finali della tragedia assumono un diverso e pi\u00f9 sconvolgente significato, perch\u00e9 continuano e si ricollegano alla sua vicenda di vita precedente. Ella non sa che cosa sia la felicit\u00e0 d&#8217;amore. Fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, vissuta tra intrighi e congiure di palazzo, ha imparati a giudicare uomini e cose con distacco e diffidenza. Il padre le \u00e8 morto troppo presto; il fratello le ha assassinato il marito Sicheo, l&#8217;unico che l&#8217;aveva amata e le aveva donato pochi giorni di serenit\u00e0 e di pace. Costretta a fuggire, ad andare raminga per il Mediterraneo, alla guida della sua gente profuga ed infelice, s&#8217;era battuta con orgoglio e con caparbiet\u00e0 per ridare a se stessa e agli altri una speranza ed una patria. C&#8217;era riuscita, e la sua regalit\u00e0 stava appunto in questa sua splendida impresa, degna di un condottiero antico o di un eroe. A questo punto ecco apparire sulla sua strada un personaggio, simile a lei, cio\u00e8 bello di fama e di sventura; vedovo come lei, senza patria, perseguitato eppure non domo.<\/em><\/p>\n<p><em>Quale pi\u00f9 felice caso? Non era forse una fortunata coincidenza, voluta dal fato per finalmente concederle quella parte di felicit\u00e0 cui ogni creatura, dopo tanti mali e tante sventure, ha legittimamente diritto? Dopo anni di tensioni, di doveri scrupolosamente assolti, di responsabilit\u00e0 coraggiosamente assunte e portate a termine, Didone sente anche il privilegio di poter finalmente di poter finalmente abbandonarsi ad un suo sogno d&#8217;amore. Gli ultimi scrupoli sono cancellati dalle parole della sorella Anna. Non valgono a fermarla e a dissuaderla i chiari presagi di lutto che emergono dalla situazione stessa, il tormento interiore che la travaglia sin dal principio, le ansie ed i timori che la turbano di continuo. &quot;Omnia vincit Amor!&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Le nozze, durante lo scatenarsi di un furioso temporale, sono il naturale coronamento della passione che le ha sconvolto i sensi e l&#8217;anima. Di qui il dramma che precipita rapidamente verso la conclusione. In un alternarsi continuo di illusioni e delusioni, di tormento e di estasi, di invettive e di preghiere, di orgogliose impennate e di umiliazioni volute, si giunge all&#8217;epilogo: vince ancora l&#8217;amore che vede come unica soluzione la morte. Il rogo che brucia e purifica le sue spoglie mortali, distrugge insieme le vesti e la spada dell&#8217;amato. La fine \u00e8 degna di lei, splendida donna e superba regina che non pu\u00f2 sopravvivere all&#8217;ingiuria sofferta dopo il dono di tutta se stessa. La sua ardente figura di personaggio tragico, insuperati ed insuperabile, offusca e sminuisce quella di Enea,. Se per\u00f2 guardiamo un po&#8217; pi\u00f9 addentro alla complessit\u00e0 della creazione virgiliana, ci accorgeremo subito che la grandezza tragica di Didone dipende in gran parte dal&#8217;atteggiamento di Enea, dal suo freddo ed incerto comportamento, da suo sacro egoismo d&#8217;uomo, dalla sua arida austerit\u00e0 di eroe-sacerdote destinato a ben atre imprese che non sian d&#8217;amore.<\/em><\/p>\n<p><em>Virgilio ha ricercato ad arte, non solo per la logica che regge l&#8217;intero poema, un voluto contrasto di toni e di stato d&#8217;animo, per far s\u00ec che la figura di Didone campeggiasse in tutta a sua grandiosa tragicit\u00e0 per l&#8217;intero arco del&#8217;episodio.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo ha costretto il suo eroe alla meschinit\u00e0 ed alla grettezza d&#8217;animo e di cuore; per questo gli ha posto sulle labbra frasi scipite, volgari e persino oltraggiose.<\/em><\/p>\n<p><em>Didone cos\u00ec, ci appare la vittima pi\u00f9 illustre non tanto di Enea, quanto di quella legge iniqua ed inesorabile che vuole i maggiori e pi\u00f9 solenni eventi umani, nati dalle lagrime e dal sangue degli innocenti.<\/em><\/p>\n<p>Sull&#8217;animo sensibile e generoso di Didone, cos\u00ec come sull&#8217;atteggiamento un po&#8217; arido e meschino di Enea, moltissimo \u00e8 stato detto; il merito principale di questa pagina, ci sembra consista nel non aver limitato lo sguardo alla situazione presente, al contrasto che insorge fra i due amanti allorch\u00e9 il fato sospinge imperiosamente il duce troiano a lasciare l&#8217;ospitale Cartagine per rimettersi in mare, ma sulla vita precedente dilla regina. In effetti, per poter comprendere le azioni e le motivazioni di una persona, quando i nodi della passione vengono al pettine e portano con s\u00e9 delle reazioni molto forti, talvolta eccessive e comunque sproporzionate, che possono avere anche un esito drammatico, \u00e8 giusto e doveroso prende in considerazione tutti gli elementi del la sua personalit\u00e0 e del suo temperamento, compresi quelli legati alla vita passata, cominciando dall&#8217;infanzia. La vita di Didone \u00e8 stata, fin dai primi ani, una vita difficile, caratterizzata dall&#8217;insicurezza e dal dolore per il distacco drammatico dalle persone care; e inoltre dalla necessit\u00e0, appresa alla dura scuola della vita, di non fidarsi mai del tutto di alcuno, perch\u00e9 molte persone hanno una doppia faccia e abbandonarsi con fiducia a qualcuno, rivelargli i propri piani e i propri segreti, le proprie aspirazioni e i propri sogni, pu\u00f2 rivelarsi estremamente pericoloso. Precariet\u00e0 e dolore hanno fatto di Didone una donna forte, volitiva, e soprattutto tenace e coraggiosa; l&#8217;hanno sostenuta nel compito virile di guidare il proprio popolo sulle vie perigliose dell&#8217;esilio, in cerca di una nuova patria: singolare simmetria con la vicenda di Enea e dei suoi compagni, quasi una storia allo specchio, nella quale ella, senza dubbio, pu\u00f2 riconoscersi e vedere in lui un&#8217;anima affine, temprata dalle stesse difficolt\u00e0 e dagli stessi affanni, e perci\u00f2 tanto pi\u00f9 fidata in quanto consapevole di ci\u00f2 che si prova a doversi guardare da ciascuno e a portare sulle spalle il peso dei destini di tutti. Ma proprio questa \u00e8 la fatale debolezza, o meglio la comprensibile imprudenza, della sventurata regina: laddove per la prima volta apre il suo cuore ai palpiti della passione, oltretutto lottando contro i suoi sensi di colpa perch\u00e9 aveva giurato di non amare mai pi\u00f9 un altro uomo dopo la morte del marito, l\u00ec rimane scoperta ed esposta, e l\u00ec una sorte maligna finir\u00e0 per colpirla con tutta la violenza di un&#8217;amara, inaspettata disillusione. Eppure Didone non diventa mai un personaggio patetico, neanche nel disincanto e nella sventura: \u00e8 troppo nobile, troppo superiore al livello comune, per suscitare la piet\u00e0 non disgiunta da un certo fastidio che si prova per una donna abbandonata dall&#8217;amante. Una storia, in fondo, vecchissima, che \u00e8 gi\u00e0 stata narrata decine, centinaia di volte; eppure Virgilio sa farla vivere di vita propria, sa conferirle un livello di <em>pathos<\/em> quale pochissimi altri autori hanno saputo eguagliare, e sa infondere in Didone una vitalit\u00e0 interiore &#8212; in Didone come personaggio poetico, intendiamo &#8211; che fa di lei una delle figure femminili pi\u00f9 interessanti e giustamente celebri nella storia della poesia. Didone, questo \u00e8 il punto che non si deve mai scordare, \u00e8 una donna forte, ma profondamente buona e forse anche un po&#8217; ingenua, almeno nell&#8217;ambito dei suoi sentimenti personali; e in fondo il suo dramma intimo, sino alla tragica decisione del suicidio, presa in piena lucidit\u00e0 e non gi\u00e0 in un momento di sconforto, consiste proprio in questo. Una donna dall&#8217;animo debole si sarebbe piegata, per poi rialzarsi; ma una donna forte come lei non pu\u00f2 sopravvivere a una cos\u00ec fiera elusione, a una umiliazione cos\u00ec profonda del proprio orgoglio personale e di sovrana. La sua fierezza, la sua linearit\u00e0, la sua incapacit\u00e0 di sottomettersi a mezze misure o compromessi, la spingono fatalmente verso un esito estremo: in un certo senso, il suo destino di morte \u00e8 gi\u00e0 scritto nel libro della sua vita ancor prima del fatale incontro con Enea. Non si tratta solo di orgoglio ferito o di dignit\u00e0 offesa: \u00e8 tutto il mondo che le crolla addosso quando scopre che l&#8217;uomo in cui aveva creduto di trovare il compagno affettuoso della sua vita si rivela un altro, completamente diverso, elusivo, sfuggente, gi\u00e0 preso dalla fretta di ripartite il pi\u00f9 presto possibile, quasi che quanto c&#8217;\u00e8 stato fra loro non fosse stato che un breve gioco amoroso.<\/p>\n<p>Eppure, ripetiamo, non \u00e8 la debolezza che la spinge a cercare la morte, ma un amor proprio esasperato e, al tempo stesso, la scoperta della bruttezza del mondo: la scoperta, cio\u00e8, di aver sempre avuto ragione nel diffidare di tutto e di tutti, specialmente degli uomini, e che la sola volta in cui ha voluto aver piena fiducia in qualcuno, \u00e8 rimasta atrocemente disingannata. In fondo, il dramma di Didone \u00e8 il dramma di un carattere: ed \u00e8 questo che la rende cos\u00ec efficace come personaggio e cos\u00ec difficile da comprendere, sul piano psicologico e umano, da parte del pubblico moderno. Innanzitutto, il fatto non di <em>avere<\/em> un carattere ma di <em>essere<\/em> un carattere, \u00e8 in linea con gli ideali spirituali del mondo antico, e anche con quelli della successiva civilt\u00e0 cristiana, ma non lo \u00e8 con il contesto culturale della modernit\u00e0, che fa della scissione e della frantumazione dell&#8217;io quasi un punto di cui compiacersi. Come altro spiegare il successo, sproporzionato sul piano dei meriti, di opere noiose, stucchevoli, astrusamente sperimentali, come l&#8217;<em>Ulisse<\/em> di Joyce, che di quella frantumazione hanno fatto il motore e il centro ideale? O di opere logorroiche, asfittiche, intrise di nichilismo, come <em>Alla ricerca del tempo perduto<\/em> di Proust? O di romanzi come <em>Uno, nessuno e centomila<\/em> di Pirandello, che ruotano sempre intorno alla dissoluzione dell&#8217;io e all&#8217;auto-distruzione della personalit\u00e0? Didone, invece, non solo <em>ha<\/em> un io, ma <em>\u00e8<\/em> un io, e un io tutto d&#8217;un pezzo, come una pietra preziosa tagliata in un solo cristallo. Impossibile, per lei, immaginare soluzioni di ripiego, oppure seconde partenze. Didone \u00e8 tutta nella sua generosit\u00e0 e nella sua fondamentale integrit\u00e0 morale: si d\u00e0 tutta all&#8217;uomo che ama, oppure non si d\u00e0 per nulla. L&#8217;offesa che patisce dal mutato atteggiamento di Enea nasce da qui. Lei si era messa in gioco sino in fondo, senza residui, anima e corpo; ora si sente usata, si sente strumentalizzata, e ci\u00f2 la ferisce nell&#8217;intimo. Ma gli uomini e le donne moderni non sono cos\u00ec: non hanno la sua fierezza, n\u00e9 la sua integrit\u00e0; sono, sovente, uomini e donne per tutte le stagioni. Cadono e si rialzano, senza mai imparare dai propri errori; ripetono le stesse dinamiche e seguitano a sbagliare, a cadere, e poi ricominciano tutto daccapo. Didone \u00e8 fatta di un&#8217;altra pasta: una pasta che la cultura moderna, intrisa di femminismo e di edonismo, non pu\u00f2 assolutamente capire. Il suo sacrificio, dal punto di vista della donna moderna, emancipata e &quot;progredita&quot;, \u00e8 inutile, se non addirittura stupido. Come personaggio, ella \u00e8 tanto difficile da capire e da accettare quanto lo \u00e8 Lucia nei <em>Promessi sposi<\/em> di Manzoni, anche se per ragioni diverse. Il lettore moderno non riesce a capire perch\u00e9 Lucia, dopo il voto fatto alla Madonna nel castello dell&#8217;Innominato, sia pronta a rinunciare al suo amore; allo stesso modo, non riesce a capire perch\u00e9 Didone, delusa e abbandonata, decida di non aver pi\u00f9 altre strade da percorrere se non di trafiggersi con la spada dell&#8217;amato sulla pira funebre che si \u00e8 fatta preparare. Gli uomini moderni sono diventati troppo piccoli per capire qualsiasi genere di sacrificio: figuriamoci il sacrificio di se stessi per ragioni di dignit\u00e0 e di coerenza personale (cfr. il nostro articolo, ispirato al racconto <em>Taras Bul&#8217;ba<\/em> di Nikolaj Gogol&#8217;, <em>Siamo diventati troppo piccoli per capire la grandezza altrui<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 12\/11\/10 e poi su quello della Accademia Nuova Italia il 02\/09\/17). Cari critici moderni, davvero volete comprendere qualcosa del segreto di Didone, sulla quale spargete fiumi d&#8217;inchiostro? Allora provate a essere uomini, per una volta almeno, nella vostra vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura mesta e dolente della regina Didone esercita un fascino potentissimo e i versi che Virgilio le ha dedicato, in realt\u00e0 un intero canto dell&#8217;Eneide,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[264],"class_list":["post-24533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-virgilio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24533"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24533\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}