{"id":24532,"date":"2010-08-14T06:51:00","date_gmt":"2010-08-14T06:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/08\/14\/una-bene-intesa-didattica-delle-scienze-puo-sacrificare-del-tutto-lo-spazio-della-fantasia\/"},"modified":"2010-08-14T06:51:00","modified_gmt":"2010-08-14T06:51:00","slug":"una-bene-intesa-didattica-delle-scienze-puo-sacrificare-del-tutto-lo-spazio-della-fantasia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/08\/14\/una-bene-intesa-didattica-delle-scienze-puo-sacrificare-del-tutto-lo-spazio-della-fantasia\/","title":{"rendered":"Una bene intesa didattica delle scienze pu\u00f2 sacrificare del tutto lo spazio della fantasia?"},"content":{"rendered":"<p>Ci sarebbero molte cose da dire sulla odierna didattica delle scienze, particolarmente delle Scienze naturali e dell&#8217;Astronomia, nella scuola dell&#8217;obbligo (elementari, medie e biennio delle superiori), ma anche nel triennio della scuola secondaria superiore.<\/p>\n<p>Una cosa balza evidente dal confronto con un qualunque testo scolastico di qualche decennio fa: tra tutte le discipline scolastiche, Biologia, Scienze della Terra e Astronomia sono quelle che pi\u00f9 di tutte hanno subito un profondo ripensamento a livello didattico. Non vi \u00e8 una differenza significativa, ad esempio, fra un testo di Storia degli anni Sessanta o Settanta ed uno di oggi, quanto all&#8217;impostazione generale e soprattutto alla presentazione iconografica; enorme, invece, \u00e8 la differenza fra due testi di Scienze, uno di allora e uno odierno.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso delle illustrazioni.<\/p>\n<p>Un capitolo di Storia dedicato alla prima guerra mondiale sar\u00e0 sempre corredato, pi\u00f9 o meno, dallo stesso genere di immagini o di cartine geografiche; ma in un capitolo di Astronomia dedicato al Sistema solare, si noter\u00e0 una stridente differenza fra i paesaggi ipotetici di Venere o Marte, disegnati prima dell&#8217;era delle sonde spaziali, e le fotografie ad alta definizione che corredano un testo dei nostri giorni.<\/p>\n<p>Certo, la cosa \u00e8 in parte dovuta all&#8217;impetuosa accelerazione che i progressi delle materie scientifiche hanno compiuto in questi ultimo decenni: basti ricordare che la tettonica a zolle non si \u00e8 affermata prima degli anni Settanta, bench\u00e9 il geniale precursore di essa, Alfred Wegener, avesse gi\u00e0 teorizzato la Deriva dei continenti fin dal 1912. E non parliamo, ovviamente, degli sbalorditivi progressi (se si possono poi considerare tali, non solo in senso materiale) avvenuti nel campo della Biologia, e specialmente della Genetica.<\/p>\n<p>Tuttavia, ci permettiamo di formulare una domanda: se il bambino \u00e8 cresciuto, questo significa che bisogna immediatamente buttare via, insieme ai suoi vestiti e ai suoi giocattoli di un tempo, anche tutti gli altri punti di riferimento che lo hanno aiutato ad attraversare l&#8217;infanzia?<\/p>\n<p>In generale, si ha l&#8217;impressione che gli insegnanti di materie scientifiche delle ultime due generazioni abbiano una specie di pudore, per non dire di vergogna, nei confronti di quel margine di approssimazione, ma anche di fantasia, che accompagnava taluni aspetti delle loro discipline fino a meno di mezzo secolo fa; e che, come il nuovo ricco che si vergogna dei propri genitori contadini e poco istruiti nonch\u00e9 della loro semplice, disadorna casa di campagna, abbiano voluto fare di tutto per cancellare quei ricordi, insistendo sugli aspetti tecnici, rigorosi, asettici e nudamente matematici della Zoologia, della Botanica, della Geologia e dell&#8217;Astronomia.<\/p>\n<p>Gli autori dei libri di testo e le case editrici specializzate in manuali scolastici hanno manifestato il medesimo atteggiamento; e la stessa cosa si pu\u00f2 dire per i testi divulgativi di tipo non scolastico, per non parlare dei documentari televisivi pi\u00f9 diffusi, sia italiani che stranieri.<\/p>\n<p>Limitandoci all&#8217;ambito dell&#8217;editoria scientifica divulgativa, sia scolastica che non, un esempio significativo potrebbe essere quello delle carte celesti illustranti le varie costellazioni dei due emisferi; e ci\u00f2 vale anche per i globi luminosi didattici e per i mappamondi celesti, nonch\u00e9 per gli atlanti di Astronomia pratica, destinati all&#8217;uso degli appassionati non professionisti.<\/p>\n<p>Un manuale molto diffuso negli anni Sessanta e Settanta era \u00abStelle\u00bb di Herbert S. Zim e Robert H. Baker (titolo originale: \u00abStars\u00bb, New York, Golden Press Inc., 1956; edizione italiana a cura di Maria Gabriella Aliverti, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1964 ecc.). Si noti, per inciso, che gli Autori non erano dei divulgatori qualsiasi, ma degli scienziati eminenti, molto noti negli Stati Uniti d&#8217;America. Le pagine dedicate alle mappe delle costellazioni, illustrate &#8211; come tutto il volume &#8211; da J. G. Irving, erano abbellite dai disegni delle diverse figure mitologiche, cui i nomi delle costellazioni si riferiscono.<\/p>\n<p>Ma non solo quelle figure avevano il pregio di abbellire le illustrazioni e di rendere pi\u00f9 invitate la consultazione: svolgevano anche una utilissima funzione didattica in termini di chiarezza, agevolando di molto l&#8217;identificazione delle varie costellazioni e, al loro interno, delle stelle e degli altri corpi celesti notevoli (ammassi, nebulose, ecc.). Tutto questo non \u00e8 poco; e bisogna dire che molti testi scolastici, all&#8217;epoca, seguivano un analogo criterio: bellezza e chiarezza, allo scopo di rendere pi\u00f9 gradevole la lettura ad un pubblico giovanile e, contemporaneamente, di agevolare il reperimento pratico dei corpi celesti indicati sulla pagina.<\/p>\n<p>Non crediamo di esagerare affermando che, per appassionare un giovane a una materia impegnativa come l&#8217;Astronomia, il modo migliore \u00e8 proprio quello di far leva sulla sua fantasia, sul suo senso estetico, sulla dimensione immaginativa e fantastica; cos\u00ec come le incisioni ottocentesche di \u00abViaggio al centro della Terra\u00bb di Jules Verne potrebbero essere non poco utili per accendere in un ragazzino della scuola media la passione per la Geologia.<\/p>\n<p>Poi, al liceo e soprattutto all&#8217;universit\u00e0, ci sar\u00e0 tutto il tempo per lasciarlo camminare con le sue gambe, senza pi\u00f9 bisogno di incentivi alla sua fantasia; ma perch\u00e9 avere tanta fretta di presentargli la materia come se fosse un piccolo adulto, in termini rigorosamente oggettivi e, diciamolo pure, talvolta un po&#8217; aridi, come se ci si rivolgesse solo ed esclusivamente alla sua parte razionale, quando ognuno sa la parte decisiva che svolgono in un bambino e in un adolescente la fantasia e l&#8217;immaginazione?<\/p>\n<p>Si vada a consultare la biografia di qualche grande scienziato delle passate generazioni, e si scoprir\u00e0 il ruolo determinante che pu\u00f2 aver svolto, per instradarlo sul proprio ambito di studi, un disegno ben fatto visto da bambino (per non dire di un romanzo o della visione di un film), che lasci spazio sufficiente per attingere alle fonti profonde della creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel popolarissimo libro di Camille Flammarion \u00abIl mondo prima della creazione dell&#8217;uomo\u00bb (tradotto in italiano nel 1880 dalla Sonzogno di Milano), per dare al lettore un&#8217;idea della dimensioni dei dinosauri, vi era una incisione in cui uno di tali bestioni \u00e8 raffigurato mentre si appoggia ad un moderno palazzo di tre piani, posando le zampe anteriori all&#8217;altezza della balconata: come dubitare che un bambino o un ragazzo &#8211; ma anche, diciamo la verit\u00e0, un discreto numero di adulti &#8211; non si appassionassero straordinariamente davanti a un tale disegno, concependo forse, al tempo stesso, un autentico amore per la scienza che studia simili creature?<\/p>\n<p>Dicevamo della consuetudine, sui libri di divulgazione scientifica di alcuni decenni or sono, di rappresentare le costellazioni con le relative figure mitologiche, con tutto il loro fresco alito di poesia e con la loro capacit\u00e0 di stimolare l&#8217;immaginazione.<\/p>\n<p>Tuttavia sono bastati pochi anni perch\u00e9 rappresentazioni scomparissero bruscamente dai libri e dai mappamondi celesti, per non parlare dei testi scolastici. Ai seriosi e supertecnologici autori degli ultimi decenni, concedere ancora spazio a un tale genere di iconografia sarebbe sembrato un delitto di lesa seriet\u00e0 scientifica: pi\u00f9 o meno come ostinarsi a raccontare ai bambini la favoletta di Babbo Natale, che porta i doni con la slitta tirata dalle renne.<\/p>\n<p>Per carit\u00e0: siamo o non siamo cittadini della modernit\u00e0, tutta tecnica ed efficienza produttiva? E allora, cosa sono mai queste puerili e inconcepibili concessioni alla fantasia o, peggio, al sentimentalismo? La scienza \u00e8 scienza, poche storie; anzi, tutto \u00e8 scienza: anche la Pedagogia, anche la Psicologia, anche la Sociologia, anche la Storia: tutto, tutto, tutto. E ci\u00f2 che non \u00e8 scienza, \u00e8 turlupinatura di ciarlatani, come l&#8217;Astrologia o l&#8217;Alchimia; e mettiamoci pure dentro anche la Teologia e la Metafisica. Bisognerebbe gettarne i libri nel fuoco, come diceva Hume, dato che non contengono altro che sofismi ed inganni&#8230;<\/p>\n<p>Qui ci sarebbero varie considerazioni da fare; ma, per non allargare eccessivamente il nostro ragionamento, ci limiteremo ad alcuni punti essenziali.<\/p>\n<p>Primo: noi abbiamo troppa fretta di trattare i bambini da ragazzi e i ragazzi, da adulti; abbiamo troppa fretta di farli crescere. L&#8217;anticipazione dell&#8217;ingresso alla prima elementare da sei a cinque anni ne \u00e8 un esempio. Ma, cos\u00ec facendo, non rispettiamo i loro ritmi naturali: il buon giardiniere non \u00e8 quello che, per far crescere in fretta la pianta, la tira violentemente verso l&#8217;alto; ma quello che la concima e la bagna opportunamente; dando &#8211; per il resto &#8211; tempo al tempo.<\/p>\n<p>Secondo: non solo vogliamo farne precocemente degli adulti, ma vogliamo anche farne degli adulti &quot;sterilizzati&quot;; degli adulti che conoscono un sacco di cose, ma solo in senso tecnico: che non ci mettono nemmeno un briciolo di fantasia e d&#8217;immaginazione. Occorre spiegare, a questi cultori di un sapere asettico e impersonale, che non soltanto le arti, ma le scienze medesime progrediscono grazie al pensiero creativo che sappia andare oltre le pastoie del sapere accademico e di ci\u00f2 che il paradigma dominante ritiene definitivamente accertato e, perci\u00f2, immutabile?<\/p>\n<p>Terzo: spogliando il sapere dei giovanissimi e dei giovani di quell&#8217;alone di poesia e di bellezza che ne costituisce non solo una egregia cornice, ma un poderoso incentivo all&#8217;approfondimento personale, lo riduciamo ad una forma di nozionismo senz&#8217;anima, ad un addestramento brutale che ne far\u00e0, s\u00ec, dei tecnici competenti, ma non certo degli uomini di cultura e tanto meno degli scienziati degni di questo nome: vale a dire, delle persone capaci di pensare in grande, di cogliere nessi e relazioni tra cose lontane, di immaginare soluzioni alternative.<\/p>\n<p>In altri termini, l&#8217;odierna impostazione della didattica delle scienze pecca sia sul fronte pedagogico, perch\u00e9 ignora la reale natura del bambino e dell&#8217;adolescente, sia sul fronte culturale, perch\u00e9 fornisce degli strumenti di conoscenza che non stimolano la creativit\u00e0 personale, inficiati come sono da una pesante armatura ideologica di tipo materialista, riduzionista e scientista.<\/p>\n<p>E qui si tocca il punto centrale della questione.<\/p>\n<p>Gli scientisti (non gli scienziati) d&#8217;oggi, vorrebbero bandire dall&#8217;orizzonte del sapere tutto ci\u00f2 che non \u00e8 perfettamente allineato con le loro concezioni materialiste; vorrebbero cancellare fino il ricordo delle facolt\u00e0 extra razionali presenti nell&#8217;uomo: che essi, nella loro crassa ignoranza e inconcepibile presunzione, considerano \u00abeo ipso\u00bb come irrazionali. Ci\u00f2 che non si pu\u00f2 vedere, toccare, misurare, sperimentare, non ha diritto di cittadinanza: e chi parla di tali cose non pu\u00f2 essere, secondo loro, che un pazzo o un impostore.<\/p>\n<p>Ahim\u00e8, vi sarebbe urgente bisogno di rifondare tutta la didattica delle scienze e, a monte di essa, tutto l&#8217;approccio culturale materialistico al sapere, particolarmente nei confronti del pubblico giovanile; vi sarebbe bisogno di smascherare le finalit\u00e0 ideologiche che presiedono, in modo non casuale e non innocente, a quella forma di addestramento tecnico che, oggi, specialmente nelle scuole, ha preso il posto della vecchia e calunniata Pedagogia.<\/p>\n<p>Se permetteremo che le prossime generazioni crescano e vadano a scuola in questa clima di fanatismo scientista, in cui la Bibbia di Darwin ha sostituito quella cattolica e in cui si diffida, come se fossero dei vizi pericolosi, della fantasia e dell&#8217;immaginazione, senza dubbio si accentueranno ulteriormente fenomeni gi\u00e0 vistosi, quali la disumanizzazione dei rapporti sociali, l&#8217;idolatria della tecnica e la cieca sottomissione al paradigma del Pensiero Unico, con tutte le loro nefaste e prevedibili conseguenze.<\/p>\n<p>Il mondo ha bisogno di bellezza e di poesia.<\/p>\n<p>Non sono beni di lusso, che possa concedersi solo una societ\u00e0 la quale abbia gi\u00e0 risolto tutti i suoi fondamentali problemi economici, sociali ed etici.<\/p>\n<p>A contrario, sono elementi indispensabili alla crescita armoniosa del corpo sociale e di tutte le manifestazioni intellettuali e spirituali in cui essa si esprime.<\/p>\n<p>I bambini e i ragazzi, in particolare, hanno bisogno di poesia e di bellezza: e ne hanno bisogno fin da piccoli, quando ascoltano a bocca spalancata la favola della buona notte che raccontano loro la mamma o il pap\u00e0.<\/p>\n<p>Ne hanno bisogno non meno delle vitamine con cui crescere fisicamente sani e robusti, e molto di pi\u00f9 delle scarpe o dello zainetto firmati con cui vanno a scuola o all&#8217;asilo.<\/p>\n<p>Cerchiamo di non dimenticarcene.<\/p>\n<p>Ne va del futuro di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sarebbero molte cose da dire sulla odierna didattica delle scienze, particolarmente delle Scienze naturali e dell&#8217;Astronomia, nella scuola dell&#8217;obbligo (elementari, medie e biennio delle superiori),<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30140,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[92],"class_list":["post-24532","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-astronomia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-astronomia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24532"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24532\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30140"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}