{"id":24528,"date":"2016-06-27T08:03:00","date_gmt":"2016-06-27T08:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/27\/dialogo-interreligioso-a-tutto-campo-ma-per-piacere-non-diciamo-sciocchezze\/"},"modified":"2016-06-27T08:03:00","modified_gmt":"2016-06-27T08:03:00","slug":"dialogo-interreligioso-a-tutto-campo-ma-per-piacere-non-diciamo-sciocchezze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/27\/dialogo-interreligioso-a-tutto-campo-ma-per-piacere-non-diciamo-sciocchezze\/","title":{"rendered":"Dialogo interreligioso a tutto campo? Ma per piacere, non diciamo sciocchezze\u2026"},"content":{"rendered":"<p>A partire dal Concilio Vaticano II, due nuovi vocaboli sono entrati nel lessico quotidiano della Chiesa cattolica, o, se non nuovi, certo adoperati con uno spirito sostanzialmente nuovo: <em>ecumenismo<\/em> e <em>dialogo interreligioso<\/em>. Nel 1964, \u00e8 stato addirittura istituito un apposito organismo, il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, a segnare una svolta da cui, secondo ogni apparenza, non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile tornare indietro. Gli scopi specifici di tale organismo sono i seguenti: promuovere il rispetto, il dialogo e la collaborazione fra i cattolici e i seguaci delle altre religioni; incoraggiare lo studio delle religioni (ma quanti cristiani conoscono decentemente la <em>propria<\/em> religione?); promuovere la formazione di persone votate al dialogo. Che cosa significa, questo? Che prima del 1964, e prima del Concilio Vaticano II, non esisteva dialogo interreligioso? Noi non lo crediamo. Il dialogo c&#8217;era, ma a livello di persone. L&#8217;idea che la Chiesa cattolica, in quanto tale, potesse &quot;dialogare&quot; con le altre religioni, in quanto tali, probabilmente non c&#8217;era; ed esisteva una buona ragione perch\u00e9 non ci fosse. Se certi teologi progressisti e certi preti modernisti avessero avuto un minimo di umilt\u00e0 e avessero studiato, senza pregiudizi, la storia della Chiesa, si sarebbero accorti che da duemila anni essa &quot;dialoga&quot; con le altre fedi, sul terreno pratico, fin dove \u00e8 realistico e possibile: ma non \u00e8 mai caduta nell&#8217;ingenuit\u00e0, o nell&#8217;eresia, di pensare che la sua verit\u00e0 vale quanto quelle altrui; che ogni religione, compresa quella cristiana, \u00e8 portatrice di una verit\u00e0 relativa; e che, di conseguenza, la sola cosa giusta da fare, per ciascuna di esse, \u00e8 trovare un <em>modus vivendi<\/em> civile e ragionevole, sopportandosi reciprocamente e cercando, anzi, di promuovere tutte quelle azioni che mirano alla crescita dell&#8217;uomo, della sua dignit\u00e0, della sua libert\u00e0 e dei suoi diritti &quot;naturali&quot;.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, l&#8217;idea che l&#8217;uomo, che ogni singolo essere umano abitante sul pianeta Terra, indipendentemente dalla razza, dalla classe sociale e dal credo religioso, sia portatore di diritti naturali e inalienabili; che ogni essere umano abbia in se stesso una scintilla della luce divina, trasmessagli dal suo Creatore; che ogni essere umano sia meritevole di rispetto e amore, anche se diverso, anche se nemico, \u00e8 un&#8217;idea puramente ed esclusivamente cristiana (e buddista; laddove, per\u00f2, al buddismo manca la componente attiva dell&#8217;amore, proprio perch\u00e9 gli manca l&#8217;idea di un Dio creatore che \u00e8 Persona, il quale vuole che tutti i suoi figli si amino e si perdonino le offese vicendevolmente). Qualcuno penser\u00e0 che tale idea \u00e8 figlia, invece, della civilt\u00e0 moderna, e particolarmente dell&#8217;illuminismo, oppure del liberalismo, o del socialismo, o della democrazia, o, magari, della scienza moderna: ma costui dimentica che l&#8217;illuminismo, la democrazia, il liberalismo, il socialismo e la scienza moderna sono tutti figli, legittimi o illegittimi, del Cristianesimo. Senza il Cristianesimo, l&#8217;Europa, e, di conseguenza il mondo, non avrebbero conosciuto n\u00e9 la rivoluzione scientifica, n\u00e9 l&#8217;illuminismo, n\u00e9 il liberalismo, n\u00e9 il socialismo, n\u00e9 la democrazia moderna, che &#8212; si badi &#8211; \u00e8 cosa ben diversa dalla democrazia antica, la quale coesisteva tranquillamente con il sistema schiavista, con l&#8217;esclusione della donna dalla vita pubblica, con la minorit\u00e0 giuridica degli stranieri e dei bambini (tanto \u00e8 vero che il padre poteva &quot;esporre&quot;, cio\u00e8 condannare a morte, il bambino indesiderato, o perch\u00e9 ritenuto non suo, o perch\u00e9 affetto da patologie o deformit\u00e0).<\/p>\n<p>In secondo luogo, perch\u00e9 sia possibile un dialogo, bisogna che vi sia la volont\u00e0 di dialogare da entrambe le parti. Ora, la religione islamica, cos\u00ec come la religione giudaica, non sono interessate al dialogo con il cristianesimo: per l&#8217;una, i cristiani sono degli infedeli, meritevoli delle fiamme dell&#8217;Inferno per il solo fatto di esistere e di essere quello che sono; per l&#8217;altra, sono i folli seguaci di un falso profeta, che ebbe l&#8217;ardire di proclamarsi figlio di Dio e che i loro antenati vollero far condannare a morte; gesto per il quale non hanno mai domandato scusa, anche se hanno preteso e ottenuto le scuse dei cristiani per le ingiustizie da essi subite: senza peraltro ammettere che le ingiustizie furono reciproche e che, se vogliamo storicizzare, i primi persecutori dei cristiani furono proprio i Giudei e il Sinedrio di Gerusalemme. Nemmeno l&#8217;induismo sembra essere interessato ad instaurare un serio dialogo con il Cristianesimo; e i ricorrenti massacri di cristiani che avvengono in parecchi Stati dell&#8217;Unione indiana (oltre che nel limitrofo Pakistan islamico) lo testimoniano <em>ad abundantiam<\/em>, con la forza innegabile dei fatti.<\/p>\n<p>L&#8217;Islam, peraltro, si autodefinisce una religione &quot;abramitica&quot;, e ci\u00f2 fa pensare ai cattolici ingenui e ignoranti (in fatto di storia e di teologia) che, alla radice, le tre grandi religioni monoteiste abbiano assai pi\u00f9 cose in comune di quanto volgarmente si creda, e, comunque, pi\u00f9 cose in comune che non con qualsiasi altra religione, diversa dal giudaismo e dall&#8217;islamismo. Se non che, l&#8217;Abramo di cui parla il <em>Corano<\/em> non \u00e8 l&#8217;Abramo della <em>Bibbia<\/em>: \u00e8 un Abramo puramente musulmano, cio\u00e8 un Abramo che non ha proprio nulla a che fare con l&#8217;Abramo che prefigura la futura alleanza fra Dio e l&#8217;uomo, instaurata da Ges\u00f9 Cristo; proprio come il Ges\u00f9 di cui parla il <em>Corano<\/em> non ha assolutamente nulla a che fare con il Ges\u00f9 in cui credono i cristiani. A questo punto, sorge la ragionevole domanda se sia davvero preferibile avere alcune cose, molto superficiali, in comune con un&#8217;altra religione, quando poi le differenze profonde sono decisive, o se non sia di gran lunga preferibile essere del tutto diversi, e confrontarsi a partire dalla propria identit\u00e0 e dalla propria diversit\u00e0, senza suggerire zuccherosi abbracci e, soprattutto, senza illudersi che qualche vago e confuso punto di contatto implichi, di per s\u00e9, l&#8217;esistenza di condizioni favorevoli all&#8217;instaurarsi della comprensione e del rispetto reciproci.<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;ecumenismo, consistente nello sforzo di riavvicinare i membri di tutte le Chiese cristiane, le quali, nel corso del tempo, si sono separate, \u00e8 lodevole in teoria, ma, in pratica, non tiene conto del dato di fatto fondamentale: che a staccarsi dalla Chiesa cattolica furono le altre confessioni, e non viceversa; che a restare fedeli alla Tradizione e alla Scrittura, cos\u00ec come erano sempre state intese, fu solo la Chiesa cattolica (con la parziale eccezione degli ortodossi, i quali si separarono per ragioni assai pi\u00f9 politiche che dogmatiche e teologiche); che a tentar di distruggere la Chiesa cattolica furono soprattutto i protestanti, e che Lutero, Calvino e i loro seguaci, pi\u00f9 che a riformare il cristianesimo, si adoperarono al fine di distruggerlo e ricostruirlo in maniera radicalmente nuova, sacrificando quanto di pi\u00f9 specificamente <em>cristiano<\/em> vi era in esso, ed enfatizzando, invece, gli elementi giudaici, rigoristici, veterotestamentari, esclusivisti, quasi che Dio, nella persona di Ges\u00f9, sia venuto a condannare, pi\u00f9 che a chiamare a s\u00e9, il maggior numero possibile di esseri umani, e quasi che il Vangelo non sia l&#8217;annuncio dell&#8217;amore di Dio per gli uomini (certo, insieme alla giustizia), ma la proclamazione definitiva e irrevocabile di una distanza abissale, incolmabile, fra l&#8217;uomo e Dio, svalutando cos\u00ec, implicitamente, anche l&#8217;Incarnazione, la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo; ed \u00e8 quindi logico che l&#8217;Eucarestia, per molte Chiese protestanti, si riduca a una semplice commemorazione dell&#8217;Ultima Cena e non implichi il rinnovarsi miracoloso del sacrificio di Cristo mediante la transustanziazione del Pane e del Vino, nella Carne e nel Sangue di Lui.<\/p>\n<p>Ma torniamo al dialogo interreligioso, e specificamente a quello con l&#8217;Islam, che oggi \u00e8 diventato pi\u00f9 che mai di attualit\u00e0, stante il poderoso fenomeno della migrazione\/invasione di milioni di musulmani nel continente europeo: continente che essi trovano spiritualmente &quot;vuoto&quot; e in attesa di essere colonizzato, in ogni caso un continente post-cristiano, che non ne vuole pi\u00f9 sapere del Cristianesimo e che guarda, sovente, con degnazione, se non con aperto fastidio, verso tutto ci\u00f2 che gli ricorda il suo ancor recente passato cristiano (si veda, a titolo di esempio, l&#8217;esclusione di qualsiasi riferimento alle radici cristiane dell&#8217;Europa, nei documenti costitutivi della Unione europea). \u00c8 piuttosto logico che questa situazione incoraggi una tendenza che fa gi\u00e0 parte, di per s\u00e9, della struttura psicologica del musulmano: l&#8217;assoluta indifferenza, o, per dir meglio, la rocciosa impermeabilit\u00e0 al &quot;dialogo&quot; interreligioso, se per dialogo s&#8217;intende una sia pur minima disponibilit\u00e0 a mettersi in discussione e, soprattutto, alla possibilit\u00e0 di modificare, eventualmente, taluni aspetti, se non della propria dottrina, almeno del proprio modo di porsi.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che non esiste, specialmente oggi, una teologia islamica, nel senso che noi europei, cristiani o post-cristiani, attribuiamo a questa parola; non esiste, per lo meno, da quando i centri di cultura e di spiritualit\u00e0 del sufismo sono stato distrutti, uno dopo l&#8217;altro, e si \u00e8 imposta, in tutto il vastissimo panorama del mondo islamico (un mondo in rapida e tumultuosa espansione, dovuta non soltanto a fattori demografici, ma anche a una effettiva capacit\u00e0 di ottenere conversioni). Si studi la storia, e si vedr\u00e0 che l&#8217;Islam n ha mai cercato il dialogo, per il semplice fatto che non ha mai ammesso alcuna libert\u00e0 di ricerca neppure all&#8217;interno del proprio ambito: la parola del Corrano \u00e8 perfetta in se stessa e non suscettibile, n\u00e9 bisognosa, di ulteriori svolgimenti, approfondimenti, interpretazioni; all&#8217;uomo non si chiede, n\u00e9 si permette, d&#8217;indagare il mistero di Dio, ci\u00f2 che sarebbe considerato come un atto d&#8217;intollerabile superbia. Tutto quel che si chiede al credente \u00e8 di prosternarsi e pregare, accettando integralmente e letteralmente la parola del <em>Corano<\/em>, che non \u00e8 parola umana, ma divina; e si noti la differenza con la concezione cristiana della <em>Bibbia<\/em>, che \u00e8 parola divina nella sua essenza, ma filtrata dalla partecipazione umana e dalla collaborazione dei profeti e degli apostoli. Perci\u00f2 <em>l&#8217;Islam \u00e8 la religione del Libro<\/em>, in un senso molto pi\u00f9 forte di quel che si possa dire del Cristianesimo: il cristiano deve leggere la Bibbia con fede, ma non gli \u00e8 affatto proibito <em>studiarla<\/em>; l&#8217;islamico deve solo leggere il <em>Corano<\/em> e, se possibile, impararlo a memoria. Tale differenza nasce da un&#8217;altra differenza, anch&#8217;essa assai reale e concreta, rispetto ai cristiani: il Cristianesimo proclama che Dio vuole avere l&#8217;uomo per amico, non quale servo (sono le parole testuali di Ges\u00f9 nell&#8217;Ultima cena, nel racconto di Giovanni: <em>Vi ho chiamati amici, perch\u00e9 il servo non sa quel che fa il padrone; io, invece, vi ho rivelato tutto quello che ho ricevuto dal Padre mio<\/em>); mentre l&#8217;Islam vuole il totale abbandono dell&#8217;uomo a Dio, <em>e null&#8217;altro<\/em> (questo \u00e8 infatti il significato della parole Islam).<\/p>\n<p>Riportiamo una pagina molto significativa, su questo argomento, del libro di padre Livio Fanzaga <em>Non praevalebunt. Manuale di resistenza cristiana<\/em>, Milano, Sugarco Edizioni, 2007, pp. 105-107):<\/p>\n<p><em>I musulmani hanno il merito di conoscere l&#8217;Islam e di sapere molto bene che cosa la loro religione afferma del cristianesimo. Essi, coerentemente con la loro fede, ritengono i cristiani idolatri e infedeli e perci\u00f2 meritevoli dell&#8217;inferno. Naturalmente questo riguarda anche le altre religioni, compreso l&#8217;ebraismo. Il problema purtroppo \u00e8 che i cristiani non sempre conoscono l&#8217;Islam e ne danno una rappresentazione accomodante che meraviglierebbe gli stessi musulmani. Lo dimostra il fatto che usano con estrema facilit\u00e0 delle espressioni prive di consistenza teologica e che gli stessi musulmani si guardano bene dal prendere in considerazione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Sarebbe opportuno &#8212; osserva Alain Besan\u00e7on &#8212; eliminare dal lessico cristiano contemporaneo espressioni pericolose come &quot;le tre religioni monoteiste&quot;, &quot;le tre religioni rivelate&quot;. [&#8230;] Il fatto che simili espressioni siano usate con tanta facilit\u00e0 \u00e8 un segno che il mondo cristiano non \u00e8 pi\u00f9 in grado di distinguere chiaramente tra la propria religione e l&#8217;Islam. Siamo forse tornati ai tempi di S. Giovanni Damasceno, quando ci si domandava se l&#8217;Islam non fosse una forma come un&#8217;altra di cristianesimo? Non si pu\u00f2 escludere che sia cos\u00ec. Per lo storico non c&#8217;\u00e8 nulla di nuovo: quando una Chiesa non sa pi\u00f9 in che cosa crede, n\u00e9 perch\u00e9 crede, scivola verso l&#8217;Islam senza nemmeno rendersene conto. \u00c8 successo ai monofisiti in Egitto, ai nestoriano in Siria, ai donatisti in Africa settentrionale e agli ariani in Spagna&quot; (prefazione al libro di Jacques Ellud, &quot;Islam e Cristianesimo&quot;, Lindau, Torino, pp. 25-26).<\/em><\/p>\n<p><em>La situazione attuale dei rapporto fra Islam e cristianesimo \u00e8 senz&#8217;altro preoccupante per la Chiesa. Infatti l&#8217;Islam attraversa una fase di risveglio e di crescita che non \u00e8 dovuta soltanto a fattori demografici. Viceversa i cristiani sono attratti dalla religione musulmana, e possono pesino essere tentati di convertirsi ad essa.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tale attrazione si avverte particolarmente presso uno studioso che ha contribuito non poco a influenzare la visone cristiana dell&#8217;Islam nel XX secolo: Louis Massignon. Egli ha instillato in alcuni ambienti teologici alcune opinioni ancora vive, e cio\u00e8 che il Corano \u00e8 a suo modo una rivelazione &#8212; probabilmente monca, primitiva, in ogni caso pur sempre una rivelazione di natura essenzialmente biblica &#8212; e che l&#8217;Islam, come esso stesso pretende, \u00e8 una religione abramitica&quot; (Alain Besan\u00e7on, p. 24). Si tratta di affermazioni che non reggono a un&#8217;analisi teologica elementare, ma che tuttavia sono diventate degli slogan che vengono ripetuti acriticamente pesino nella predicazione ordinaria. Ormai \u00e8 all&#8217;ordine del giorno sentirsi dire dal proprio parroco che cristiani e musulmani adorano l&#8217;unico Dio, senza che ci si ponga il problema di quale Dio si stia parlando.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quando nelle nostre librerie diamo un&#8217;occhiata alla letteratura favorevole all&#8217;islam, per la maggior parte opera di preti cristiani influenzati da Massignon, osserviamo che l&#8217;attrattiva che questa religione esercita nasce da pi\u00f9 sentimenti. Una certa critica della nostra modernit\u00e0 liberale, capitalista, individualista e competitiva \u00e8 affascinata dalla civilt\u00e0 musulmana tradizionale, alla quale attribuisce caratteri del tutto opposti, come la stabilit\u00e0 delle tradizioni, lo spirito comunitario, il calore dei rapporti umani. Questi ecclesiastici, disorientati a causa del raffreddarsi della fede e della pratica del culto nei paesi cristiani &#8212; e in special modo in Europa -, ammirano la devozione dei musulmani, meravigliandosi davanti a questi uomini che, nel deserto o in un capannone industriale in Francia o in Germania, si prosternano cinque volte al giorno per la preghiera di rito. Sono convinti che credere in qualcosa sia meglio che credere in nulla e si convincono che, dal momento che queste persone credono, esse credano press&#8217;a poco nelle stesse cose in cui credono loro, e non si rendono conto di confondere la fede con la religione. Si rallegrano, inoltre, nel constatare l&#8217;alta considerazione di cui nel Corano godono Ges\u00f9 e Maria, senza riflettere sul fatto che quel Ges\u00f9 e quella Maria sono semplicemente omonimi, che con il Ges\u00f9 e la Maria che noi conosciamo hanno in comune soltanto i nomi. [&#8230;] I cristiano commettono altres\u00ec l&#8217;errore di credere che &#8216;adorazione da parte dell&#8217;islam del Dio unico di&#8217;Israele renda loro i musulmani pi\u00f9 vicini rispetto ai pagani. In realt\u00e0, come dimostra la storia delle loro relazioni, la religione musulmana \u00e8 pi\u00f9 lontana dal cristianesimo di quanto non lo sia il paganesimo per quanto concerne il modo di adoprare quello stesso Dio: si potrebbe dire che ci troviamo in presenza di due religioni separate dallo stesso Dio&quot; (Alain Besan\u00e7on, op. cit., pp. 24-25; 26-27).<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;influenza &#8212; negativa, a nostro parere &#8212; di Louis Massignon (1883-1962), che gi\u00e0 Pio XI chiamava &quot;il cattolico musulmano&quot;, e che \u00e8 giunta ad esercitarsi direttamente su uno dei pi\u00f9 importanti documenti del redatti dai Padri del Concilio Vaticano II, la Dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em> (1965), \u00e8 un chiaro esempio di come la cultura cattolica pi\u00f9 recente, e perfino i membri del clero, si siano messi a rimorchio non gi\u00e0 dei propri pastori, e quindi del Magistero ecclesiastico, ma di uno stuolo di studiosi laici, magari bene intenzionati, ma terribilmente inadeguati sul piano teologico: orientalisti, storici delle religioni, antropologi, psicologi, e cos\u00ec via, con conseguenze tutt&#8217;altro che positive. Diversamente, come avrebbe fatto Massignon, e, soprattutto, come avrebbero fatto i cattolici da lui influenzati, ad ignorare, o a sottovalutare, la differenza fondamentale esistente fra l&#8217;Islam e il Cristianesimo: il fatto, cio\u00e8, che, nel primo, non esiste la dottrina del Peccato originale, per cui non c&#8217;\u00e8 bisogno, a rigor di termini, di alcuna Redenzione? Il fatto che Ges\u00f9, per gli islamici, sia semplicemente un profeta, e Maria una creatura umana, come tutte le altre, \u00e8 la logica conseguenza di questa differenza abissale. Ges\u00f9, per i cristiani, \u00e8 Dio che si fa uomo, muore e risorge per il riscatto degli uomini, e getta, con il suo sacrificio, un ponte di amore fra essi e Dio Padre, con la collaborazione dello Spirito santo; per gli islamici, \u00e8 solo un uomo, il penultimo profeta prima di Maometto, e, dunque, portatore di una rivelazione ancora parziale e incompleta. Solo con Maometto, Allah ha parlato in maniera definitiva.<\/p>\n<p>La seconda differenza decisiva fra Islam e Cristianesimo \u00e8 che, nel primo, manca il concetto di persona; di conseguenza, Dio stesso non \u00e8 Persona (e tanto meno \u00e8 concepibile che Egli sia Uno, ma in tre Persone, come lo \u00e8 per i cristiani), e l&#8217;Incarnazione diventa qualcosa d&#8217;incomprensibile, di assurdo. Ora, se manca il concetto di Persona, manca anche il concetto di Redenzione personale: basta seguire i precetti del <em>Corano<\/em>, e la salvezza \u00e8 certa; non serve altro. Non si chiede all&#8217;uomo di cooperare all&#8217;azione salvifica di Dio; la distanza fra l&#8217;uomo e Dio \u00e8 troppo grande, incommensurabile: all&#8217;uomo si chiede solo di credere e obbedire. E, nel suo credere, \u00e8 incluso il fatto che non esiste alcuna possibile verit\u00e0 fuori del <em>Corano.<\/em> Pertanto, di quale mai dialogo vanno parlando i cattolici progressisti e buonisti?<\/p>\n<p>Per l&#8217;Islam, il <em>Corano<\/em> \u00e8 l&#8217;unico libro meritevole di essere letto; tutto il resto non ha importanza e se ne pu\u00f2 fare benissimo a meno: ecco perch\u00e9 l&#8217;Islam non ha prodotto una scienza, una filosofia e una politica paragonabili a quelle dell&#8217;Europa cristiana, anzi, a rigore, nemmeno una vera teologia; e perfino l&#8217;arte \u00e8 stata radicalmente limitata, per non dire mutilata, dalla proibizione di rappresentare Allah, Maometto e la figura umana. Nel Cristianesimo, la <em>Bibbia<\/em>, e particolarmente il <em>Nuovo Testamento<\/em>, specie il <em>Vangelo<\/em>, sono ritenuti gli unici libri essenziali, ma non vengono affatto svalutate la lettura e lo studio di altri libri; non viene disprezzata la possibilit\u00e0 che altre opere umane possano contribuire al percorso che conduce l&#8217;uomo verso Dio. Per il cristiano, come disse Santa Teresa di Lisieux prima di chiudere gli occhi alla vita terrena, <em>tutto \u00e8 Grazia<\/em> (ma, beninteso, si tratta di un &quot;tutto&quot; che va inteso in senso ampio, con buon senso; certo non sono Grazia, in se stessi, n\u00e9 il peccato, n\u00e9 l&#8217;azione del Maligno); per il musulmano, solo il <em>Corano<\/em> lo \u00e8.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi una differenza che definiremmo psicologica e culturale. Per il cristiano, l&#8217;amore verso tutti, anche verso i nemici, \u00e8 una forma di estrema di amore a Dio, il quale cos\u00ec ha ordinato, per mezzo di Ges\u00f9 Cristo: <em>Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi<\/em>; anche se, contrariamente a quanto pensano certi cristiano progressisti e con tendenze masochiste, non equivale ad un invito al suicidio, nel caso di chi si trova a subire una aggressione violenta, perch\u00e9 non esclude il ricorso alla legittima difesa. Dal punto di vista musulmano, un simile atteggiamento remissivo, tollerante, incline a perdonare sempre qualunque offesa, \u00e8 una ammissione di debolezza, se non di paura vera e propria. Di conseguenza, quando certi cattolici buonisti esortano a concedere la massima libert\u00e0 di culto ai musulmani residenti in Europa, senza per\u00f2 preoccuparsi minimamente della mancanza di libert\u00e0 cui sono soggette le minoranze cristiane nei Paesi islamici, anzi, senza tener conto del vero e proprio genocidio che, in questi ultimi anni, si sta perpetrando contro di esse, tale atteggiamento rischia di tradursi in un messaggio profondamente sbagliato, e quindi pericoloso: rischia di essere percepito, cio\u00e8, come un segnale di resa, o come il preambolo ad una resa ormai vicina.<\/p>\n<p>Il che, sia detto fra parentesi, forse non \u00e8 neanche cos\u00ec lontano dal vero&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dal Concilio Vaticano II, due nuovi vocaboli sono entrati nel lessico quotidiano della Chiesa cattolica, o, se non nuovi, certo adoperati con uno spirito<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30155,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[107,109],"class_list":["post-24528","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-false-religioni","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-false-religioni.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24528","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24528"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24528\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30155"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}