{"id":24527,"date":"2016-04-15T07:06:00","date_gmt":"2016-04-15T07:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/15\/dialogo-fra-cristiani-e-giudei-come-non-si-fa-unintervista\/"},"modified":"2016-04-15T07:06:00","modified_gmt":"2016-04-15T07:06:00","slug":"dialogo-fra-cristiani-e-giudei-come-non-si-fa-unintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/15\/dialogo-fra-cristiani-e-giudei-come-non-si-fa-unintervista\/","title":{"rendered":"Dialogo fra cristiani e giudei: come non si fa un\u2019intervista"},"content":{"rendered":"<p>Il mensile\u00a0<em>Vita Pastorale<\/em>\u00a0del febbraio 20016, dopo la visita di papa Francesco alla Sinagoga di Roma, effettuata il 17 gennaio (e celebrata con la foto di copertina e la trionfalistica dicitura: <em>Papa Francesco ha fatto visita alla Sinagoga di Roma, tra applausi, strette di mano, abbracci e baci dell&#8217;anello<\/em>), ha ritenuto di offrire una riflessione sui rapporti tra ebraismo e cristianesimo, come dice l&#8217;occhiello dell&#8217;articolo, mediante un&#8217;intervista non a un teologo cattolico o a un esponente autorevole del clero cattolico, o della cultura cattolica, ma a Paolo De Benedetti, il quale sar\u00e0, senza dubbio, una degnissima persona, ma \u00e8 parte in causa in quel processo di dialogo inter-religioso, che, per i modi in cui, talvolta, viene posto, somiglia poco a un dialogo e piuttosto a un monologo, nel quale i cristiani devono tacere e solo gli altri, parlare.<\/p>\n<p>Ecco come l&#8217;intervistatore, Giuseppe Altamore, presenta l&#8217;intervistato:<\/p>\n<p><em>Teologo, biblista, docente di giudaismo, alla facolt\u00e0 teologica dell&#8217;Italia settentrionale di Milano per molti anni e di Antico testamento agli istituti di Scienze religiose delle universit\u00e0 di Urbino e Trento, Paolo De Benedetti \u00e8 nato ad Asti nel 1927. Membro della commissione ecumenica e per il dialogo interreligioso della diocesi di Milano, \u00e8 da sempre un uomo di cerniera tra ebraismo e cristianesimo, innanzitutto per motivi personali, oltre che per interesse umano e professionale. Nato in una famiglia borghese, il padre era ebreo e permise che a undici anni fosse battezzato a patto che l&#8217;educazione religiosa gliela impartisse sua madre che era cattolica. Liceo ad Asti, primo anno di filosofia alla cattolica &#8211; tra i compagni d corso ricorda Emilio Tadini &#8211; poi \u00e8 passato a Torino.Per la Bibbia e il giudaismo, De Benedetti \u00e8 autodidatta. Oltre all&#8217;ebraico, conosce un po&#8217; di babilonese, il siriaco, l&#8217;aramaico, altre lingue orientali le ha imparate negli anni dell&#8217;universit\u00e0 dal presidente del tribunale di Asti Silvia Giacomoni.<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0 il fatto di intervistare, su questo argomento, un teologo vicinissimo all&#8217;ebraismo, come Paolo De Benedetti, non garantisce quella imparzialit\u00e0 e quella serenit\u00e0 che si richiederebbero ad un commento nei confronti delle recenti aperture della Chiesa cattolica nei confronti dell&#8217;ebraismo. Che cosa avrebbe dovuto o potuto dire, costui, se non apprezzare tali aperture e minimizzare o banalizzare le differenze fra cattolicesimo ed ebraismo, sostenendo che Ges\u00f9, dopotutto, era un ebreo, e quindi lasciando intendere che il &quot;vero&quot; cristianesimo \u00e8 quello giudaico, quello che ritorna alle sue radici giudaiche, e non quello greco, agostiniano, tomista (e, in effetti, anche paolino), che sottolinea le differenze, anche perch\u00e9 si riallaccia alle correnti filosofiche greche? Tutto sta a vedere se costoro hanno ragione; se il cristianesimo \u00e8 un prodotto puramente giudaico, o se non sia illegittimo escludere la componente greca (i Vangeli sono scritti in greco, dopotutto, cos\u00ec come tutti gli altri libri del Nuovo Testamento); e, ad ogni modo, se sia corretto minimizzare il piccolo dettaglio che il giudaismo ha rifiutato, e con violenza, il cristianesimo; che ha voluto la morte di Ges\u00f9 e ha fatto uccidere molti dei primi apostoli, nonch\u00e9 aizzato le persecuzioni anticristiane nell&#8217;Impero Romano (e, pi\u00f9 tardi, fiancheggiato la conquista araba della Siria, dell&#8217;Egitto e del Nord Africa); che, per il giudaismo, Cristo \u00e8 un falso Messia, nonch\u00e9 un bestemmiatore sacrilego del vero Dio; e che tutto il cristianesimo \u00e8, dal suo punto di vista, un tragico errore, appunto perch\u00e9 si regge sulla figura e sul significato della missione di Cristo, sulla Redenzione mediante la sua passione, morte e Resurrezione: tutte cose che suonano come orribile eresia e profanazione agli orecchi dei devoti giudei.<\/p>\n<p>Queste cose vanno dette con chiarezza, non per rinfocolare astio e incomunicabilit\u00e0 fra le due religioni, ma per recuperare il senso delle differenze; e, naturalmente, per non poggiare la ricerca del dialogo e il rispetto della fede altrui sulle basi equivoche, sdrucciolevoli, falsamente zuccherose, di un appiattimento, di una confusione concettuale, di una attenuazione della identit\u00e0 e specificit\u00e0 di ciascuno, a cominciare dalla propria. Il cristiano non deve avere il complesso di colui che si ritiene depositario della Verit\u00e0; per il cristiano, l&#8217;idea che Cristo rappresenta la Verit\u00e0, \u00e8 cosa assolutamente normale e \u00a0non ha nulla di spiacevole o di aggressivo nei confronti dei non cristiani. Il dialogo va bene, ma non si pu\u00f2 &quot;includere&quot; tutti nella propria identit\u00e0: bisogna essere dialoganti con tutti, ma inclusivi solo a livello di diritti fondamentali della persona; per ci\u00f2 che riguarda le opinioni personali, le credenze, le tradizioni, e, naturalmente, anche la fede religiosa, ciascuno deve essere se stesso e deve essere fiero di esserlo. Invece, oggi, molti cristiani sembrano vergognarsi di dichiarare la propria fede e la propria identit\u00e0, di rivendicare il loro essere cristiani; \u00a0si svergognano di dire che Cristo \u00e8 la Verit\u00e0: pare loro, quasi, che, cos\u00ec facendo, mancherebbero di rispetto, o di carit\u00e0, o di tolleranza, nei confronti degli altri. Ma ci\u00f2 \u00e8 completamente sbagliato. Per non mancare di rispetto agli altri, si finisce per fare torto a se stessi: e questa auto-castrazione della propria identit\u00e0 equivale a una grave mancanza di rispetto nei confronti di s\u00e9, di quello che si \u00e8, di quello che il proprio patrimonio religioso e spirituale rappresenta. Il dialogo deve avvenire tra diversi, ciascuno sulla base del proprio modo di essere: altrimenti non sarebbe un dialogo, ma un tentativo surrettizio di omologare ogni fede e ogni credenza, di relativizzare tutti i valori, di giungere all&#8217;indifferentismo religioso e, forse, a una super-religione sincretista, volta in realt\u00e0 a deificare l&#8217;Uomo.<\/p>\n<p>Tornando a Paolo De Benedetti. In tutte le sue opere ricorre sempre la medesima litania: Ges\u00f9 non \u00e8 venuto ad abolire, ma a confermare la legge mosaica. Vero: ma \u00e8 una parte della verit\u00e0. La nascita di una religione \u00e8 un processo non statico, ma dinamico: e se tale era l&#8217;intenzione originaria di Ges\u00f9, essa non \u00e8 stata accettata dai giudei. Lo disse Lui stesso: la pietra, scartata dai costruttori (i giudei), \u00e8 diventata la testata d&#8217;angolo (di una fede nuova, che noi conosciamo come cristianesimo). Non \u00e8 stato Cristo a rifiutare il giudaismo, ma il giudaismo a rifiutare Cristo. Ora, che altro avrebbe potuto dire De Benedetti, intervistato da\u00a0<em>Vita Pastorale<\/em>, se non quello che ha detto? Ma una intervista il cui copione \u00e8 gi\u00e0 scritto in partenza, che intervista \u00e8? E una rivista cattolica di vita pastorale, che fa commentare dagli altri le decisioni e gli orientamenti della propria Chiesa, sta assolvendo degnamente e correttamente alla propria funzione sociale? Una rivista, come qualsiasi altra istituzione di tipo formativo e informativo, deve avere una ragione sociale: e questa, per una rivista cattolica, deve essere, evidentemente, il rafforzamento e la chiarificazione del sentimento religioso dei propri lettori, che sono, guarda un po&#8217;, dei credenti, non dei filosofi o degli studiosi di indirizzo relativista. Intervistare tutti, va bene; intervistare: ma chiedere conferme alla validit\u00e0 dei modi con cui si porta avanti il dialogo inter-religioso, rivolgendosi a chi \u00e8 direttamente parte in causa, anzi imboccandogli addirittura le risposte, senza poi dare spazio a chi, all&#8217;interno del proprio credo, potrebbe avere delle opinioni diverse, non sulla bont\u00e0 del dialogo, ma sulla bont\u00e0 dei mezzi: ebbene, questo non ci sembra appropriato, n\u00e9 rispettosi di se stessi e, come dicevamo poc&#8217;anzi, della propria identit\u00e0. Io non devo chiedere al tu la conferma di ci\u00f2 che sono; sar\u00e0 lui a riconoscermela, o no, ma non dietro mia sollecitazione: altrimenti tutto si riduce a uno spot pubblicitario, nel quale il tu mi batter\u00e0 una pacca sulla spalla e mi dir\u00e0, paternalisticamente: \u00abBene, bene, continua cos\u00ec, anzi, sforzati di fare ancora qualcosa di pi\u00f9 per essere sempre meno quello che sei, e per assomigliare sempre di pi\u00f9 a me\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, si ha motivo di ritenere che proprio questo sia il disegno ultimo, occulto (per ora) di quei poteri forti, soprattutto finanziari, che controllano e manipolano l&#8217;opinione pubblica attraverso i media, le case editrici, la scuola e le universit\u00e0, per non parlare dei parlamenti e dei governi, nei quali l&#8217;infiltrazione mondialista e massonica \u00e8 fortissima, (e infatti i giornali e la televisione si guardano bene dal farvi anche solo qualche timido accenno): annientare il senso dell&#8217;identit\u00e0 cristiana fra gli stessi cristiani, perfino all&#8217;interno della Chiesa e fra i membri del clero. Tali poteri si servono dell&#8217;opera di molte persone in buona fede, ma ingenue e sprovvedute, oppure troppo sicure di rappresentare la parte &quot;giusta&quot; della modernit\u00e0, in linea con la civilt\u00e0 e con il progresso (considerati quali sinonimi), per diffondere, abusivamente, un&#8217;idea distorta di pluralismo, di tolleranza, di dialogo, di rispetto e di inclusione; un&#8217;idea buonista e a senso unico, secondo la quale solo i cristiani devono mettere fra parentesi la loro identit\u00e0, e scusarsi per innumerevoli colpe del passato, lontano e recente (come se essi solamente ne avessero); mentre gli altri, appunto perch\u00e9 avrebbero subito gravissime discriminazioni da parte loro, hanno automaticamente una sorta di precedenza e non devono preoccuparsi, in eguale misura, di rispettare l&#8217;identit\u00e0 cristiana. Oggi, in Medio Oriente, \u00e8 in corso un genocidio organizzato a danno dei cristiani: come \u00e8 possibile parlare di dialogo e comprensione reciproca, senza pretendere che esso venga immediatamente fermato, come condizione preliminare di qualsiasi ulteriore discussione? Si pu\u00f2 dialogare con chi punta un coltello alla gola dell&#8217;interlocutore? Oppure, nel caso del giudaismo: si pu\u00f2 dialogare con chi pretende di appropriarsi dell&#8217;identit\u00e0 religiosa altrui? Tutto questo sottolineare l&#8217;ebraicit\u00e0 di Ges\u00f9 non finisce per annacquare o annullare la specificit\u00e0 del cristianesimo: che nasce, appunto, come rottura nei confronti del giudaismo? O, per dir meglio: che nasce come rifiuto violento del cristianesimo stesso, da parte del giudaismo?<\/p>\n<p>Ed ecco il tenore di alcune domande dell&#8217;intervista; le risposte, le lasciamo alla riflessione personale del lettore. Quel che ci preme porre in evidenza, \u00e8 come il modo stesso di fare le domande tradisca tutti quei difetti cui sopra abbiamo accennato, parlando di una maniera discutibile di intendere il dialogo-religioso, da parte di certi cattolici fautori del dialogo a senso unico, dell&#8217;umilt\u00e0 (spinta fino all&#8217;auto-mortificazione) a senso unico, del senso di colpa e della presentazione di scuse a senso unico, della richiesta di perdono, di approvazione, di rassicurazione da parte di esponenti di altri credi e di altri punti di vista, e nella totale indifferenza dei sentimenti di quei cattolici che, pur senza nutrire alcuna albagia, non nutrono neppure tali complessi di colpa, tali tendenze masochistiche e auto-punitive, n\u00e9 approvano il continuo inginocchiarsi davanti agli altri, dando quasi per scontato che i cristiani, e loro soltanto, abbiamo delle colpe gravissime da farsi perdonare, a causa delle quali se ne vanno in giro ingobbiti e a capo chino, gravati dal giudizio severo e definitivo della Storia.<\/p>\n<p><em>Professore, la &quot;Nostra Aetate&quot; ha cambiato una storia di ostilit\u00e0 e persecuzioni durata quasi venti secoli. Da allora, la Chiesa nel suo insieme ha fatto tutto il possibile per rimuovere ogni sentimento antiebraico?<\/em><\/p>\n<p>Qui si d\u00e0 per scontato, evidentemente, che le persecuzioni, &quot;durate quasi venti secoli&quot; (?), siano state solo quelle dei cristiani a danno dei giudei. Ma non \u00e8 cos\u00ec: \u00e8 un falso storico. Nei primi secoli, e specialmente nel primo secolo, le cose sono andate esattamente al contrario: furono i giudei a perseguitare i cristiani: direttamente quando poterono farlo; indirettamente, cio\u00e8 istigando le autorit\u00e0 romane, quando non poterono. I primi apostoli perirono cos\u00ec: alcuni per mano dei Romani, altri per mano dei giudei. L&#8217;autore di quell&#8217;intervista ha mai sentito parlare di Stefano, il primo martire cristiano, lapidato dai giudei per aver professato la propria fede in Cristo? E ha mai letto, negli Atti degli Apostoli, che il Sinedrio cerc\u00f2 di far assassinare Paolo, prigioniero dei Romani, e che, a tal fine, aveva gi\u00e0 organizzato ogni cosa, compreso il luogo dell&#8217;agguato mortale?<\/p>\n<p>Poi, una insinuazione ancora pi\u00f9 subdola, ancora pi\u00f9 servile: <em>siamo sicuri che la Chiesa abbia fatto il possibile per rimuovere ogni sentimento antiebraico?<\/em> Anche questo, per\u00f2, \u00e8 un falso: \u00e8 falso che la Chiesa abbia mai nutrito sentimenti antiebraici; semmai, in taluni momenti, e in talune sue componenti, ha avuto dei sentimenti antigiudaici. C&#8217;\u00e8 una bella differenza: l&#8217;antiebraismo fa pensare all&#8217;antisemitismo, perch\u00e9 allude agli Ebrei come popolo; l&#8217;antigiudaismo \u00e8 un fatto religioso, che si riferisce alla religione mosaica. La Chiesa non \u00e8 mai stata contro gli Ebrei; i cattolici non hanno mai nutrito sentimenti ostili agli Ebrei, in quanto Ebrei, ma, eventualmente, in quanto seguaci del giudaismo; come provano, <em>a contrario<\/em>, le conversioni di personaggi illustri, ad esempio Edith Stein. E, del resto, il sentimento di ostilit\u00e0 era ampiamente contraccambiato: non solo i cattolici, o alcuni cattolici, avevano poca o nessuna simpatia per i giudei; ma anche costoro ne avevano, e ne hanno, poca o niente per i cristiani. L&#8217;estensore di quell&#8217;articolo ha mai letto le pagine del <em>Talmud<\/em>, nel quale si invocano mille maledizioni contro i cristiani? Oppure ha letto, delle Scritture ebraiche, solo quel che gli fa comodo; solo quel che va nella direzione del &quot;dialogo inter-religioso&quot;, ma a senso unico, oggi tanto di moda fra i cattolici progressisti e multiculturalisti?<\/p>\n<p><em>Se tanti cristiani partecipassero almeno una volta al Seder, ne rimarrebbero affascinati. Trovandosi di fronte all&#8217;eucarestia penserebbero che Ges\u00f9 \u00e8 passato attraverso il Seder nell&#8217;ultima cena&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Qui siamo a un passo dalla voluta confusione religiosa, se non peggio. Si auspica che i cristiani partecipino ai riti di un&#8217;altra religiose, anzi, ci si rammarica implicitamente che non lo facciano; e si insinua che, se lo facessero, scoprirebbero che anche Ges\u00f9 ha fatto in quel modo l&#8217;Ultima cena (ma scritta con la lettera minuscola). Piccolo dettaglio, che viene per\u00f2 taciuto: l&#8217;Ultima cena di Ges\u00f9 \u00e8 l&#8217;atto fondativo della nuova religione cristiana; non l&#8217;ultimo atto (o non solo l&#8217;ultimo atto) della sua osservanza giudaica. Altro piccolo dettaglio: l&#8217;Ultima cena comporta un evento soprannaturale: l&#8217;istituzione del Sacramento dell&#8217;Eucarestia; non \u00e8 una semplice &quot;cena&quot;, come qualsiasi altro atto umano, per quanto impregnato di simbolismi religiosi. Ma di ci\u00f2, nulla.<\/p>\n<p><em>Soprattutto a livello popolare mi pare che persista un atteggiamento antisemita.<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, questa non \u00e8 neppure una domanda: \u00e8 un&#8217;affermazione; ed \u00e8 un&#8217;affermazione gravissima, per la deliberata confusione fra antisemitismo e antigiudaismo di cui abbiamo detto. La risposta, manco a dirlo, comincia con un: <em>Infatti<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Complimenti al giornalista per l&#8217;imbeccata. \u00c8 cos\u00ec che si fanno le interviste: suggerendo le risposte? Buono a sapersi. Ma c&#8217;\u00e8 di peggio. A un ceto punto, l&#8217;intervistatore non se la prende pi\u00f9 con i cristiani in generale, ma proprio con il Vangelo. Domanda, infatti:<\/p>\n<p><em>Quali sono i passi del vangelo (lettera piccola: nota bene) che si prestano a una lettura antigiudaica?<\/em><\/p>\n<p>E ancora, subito prima:<\/p>\n<p><em>Quando, durante la celebrazione dell&#8217;eucarestia (ancora lettera piccola) sente pronunciare la formula in cui si cita la nuova alleanza, cosa prova intimamente?<\/em><\/p>\n<p>Qui non si rivolge all&#8217;intelligenza dell&#8217;intervistato, ma ai suoi visceri; e pare voler suggerire che la Nuova Alleanza celebrata nell&#8217;Eucarestia, che \u00e8, ripetiamo, l&#8217;atto fondativo del cristianesimo, sia qualcosa di cui i cristiani dovrebbero un pochino vergognarsi, una specie di furto perpetrato ai danni del giudaismo; o, quantomeno, una appropriazione indebita. Infatti: perch\u00e9 mai un giudeo dovrebbe risentirsi di quelle parole della sacra liturgia cattolica? In che cosa lo potrebbero offendere?<\/p>\n<p>Altre domande sono: <em>Il cristianesimo, che cos&#8217;\u00e8?<\/em> Oppure: <em>Chi \u00e8 Ges\u00f9?<\/em> (risposta scontata: <em>Ges\u00f9 \u00e8 un ebreo<\/em>&#8230;).<\/p>\n<p>Ma cosa sia il cristianesimo e chi sia Ges\u00f9, un cristiano lo deve domandare alla sua Chiesa, oppure agli altri? Questo non \u00e8 pi\u00f9 &quot;dialogo inter-religioso&quot;: questo \u00e8 mettersi in ginocchio davanti agli altri, e farsi dettare da loro le regole della propria religione&#8230;<\/p>\n<p>Che tristezza. Se poi si pensa che <em>Vita Pastorale<\/em> non \u00e8 una rivista qualsiasi, ma \u00e8 un mensile, come specifica il sottotitolo, per operatori pastorali, cio\u00e8 per sacerdoti, catechisti, eccetera, ci si chiede: \u00e8 questo il modo giusto di presentare l&#8217;azione pastorale ai sacerdoti cattolici e ai catechisti? \u00c8 questa la Chiesa del terzo millennio, dialogante e al passo coi tempi (della modernit\u00e0)? Oppure stiamo assistendo ad una gigantesca svendita, a prezzi di liquidazione, della nostra religione, ad opera di coloro i quali dovrebbero custodirla, difenderla, riaffermarla?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mensile\u00a0Vita Pastorale\u00a0del febbraio 20016, dopo la visita di papa Francesco alla Sinagoga di Roma, effettuata il 17 gennaio (e celebrata con la foto di copertina<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30155,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[107,120,157],"class_list":["post-24527","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-false-religioni","tag-cattolicesimo","tag-ebraismo-e-giudaismo","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-false-religioni.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24527","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24527"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24527\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30155"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}