{"id":24511,"date":"2019-05-28T05:59:00","date_gmt":"2019-05-28T05:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/28\/di-nola-pinay-don-cozzi-e-leterogenesi-dei-fini\/"},"modified":"2019-05-28T05:59:00","modified_gmt":"2019-05-28T05:59:00","slug":"di-nola-pinay-don-cozzi-e-leterogenesi-dei-fini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/28\/di-nola-pinay-don-cozzi-e-leterogenesi-dei-fini\/","title":{"rendered":"Di Nola, Pinay, don Cozzi e l&#8217;eterogenesi dei fini"},"content":{"rendered":"<p>Una volta presa consapevolezza che il signore argentino che si fa chiamare papa non \u00e8 papa, ma solo lo strumento della massoneria ecclesiastica per soggiogare e stravolgere definitivamente la vera Chiesa, trasformandola nella sinagoga di Satana; una volta compreso che questo disegno parte da lontano, almeno dal Concilio Vaticano II, anzi, che si rende visibile a partire dal Concilio, ma risale molto pi\u00f9 indietro; e una volta compreso che la strategia per controllare e piegare ai suoi fini la Chiesa \u00e8 la stessa che il grande potere finanziario sta perseguendo da decenni, per non dire da secoli, per impadronirsi della vita degli Stati e delle societ\u00e0, per dominare le loro economie, per imporre la sua cultura e la sua morale, resta aperto lo scottante interrogativo su come ci\u00f2 sia potuto succedere, e prosegua tuttora, senza che la maggior parte di noi se ne sia resa conto per tempo, o l&#8217;abbia capito almeno dopo qualche anno. Noi dove eravamo, in tutti questi decenni? La nostra mente, la nostra sensibilit\u00e0, la nostra capacit\u00e0 di giudizio, erano per caso andate in vacanza? Ci stavano scippando la nostra identit\u00e0, le nostre radici, i nostri valori e la nostra meta, letteralmente sotto il naso, a volte con indubbia abilit\u00e0, altre volte, e sempre pi\u00f9 spesso, con immensa spudoratezza: come \u00e8 stato possibile che non ce ne siamo accorti quando ancora era possibile reagire, bloccare la manovra in atto, mobilitare le forze sane della societ\u00e0 e della Chiesa? A questo scomodo interrogativo piacerebbe poter rispondere che non ce ne siamo accorti perch\u00e9, nella nostra buona fede, se vogliamo nella nostra ingenuit\u00e0, eravamo lontanissimi dal sospettare che un simile complotto fosse in atto, e che si stesse sferrando una tale offensiva per rubarci quel che di pi\u00f9 prezioso abbiamo ricevuto dalle passate generazioni: la fedelt\u00e0 alla Tradizione e il rispetto della nostra identit\u00e0. Sarebbe bello se potessimo dare questa risposta; purtroppo, non lo possiamo. Esistono dei dati di fatto incontrovertibili che attestano come noi, se pure non eravamo in grado di vedere e di capire, presi nel clima torbido e agitato che regnava dal secondo dopoguerra al dilagare del modello consumista americano, qualcuno era capace di vedere e di capire e ha dato l&#8217;allarme, ma noi non abbiamo voluto ascoltare il suo grido, abbiamo preferito fare finta di nulla e, anzi, accusare quei pochi, pi\u00f9 lucidi e coraggiosi di tutti gli altri, di essere dei fissati, dei paranoici, dei nostalgici inguaribili di forme passate e superate.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso del Vaticano II.\u00a0Oggi, una volta compreso che esso fu l&#8217;occasione per rivelarsi ed affermarsi della massoneria ecclesiastica, capeggiata da uomini come Augustin Bea e Annibale Bugnini, ma anche incoraggiata da Giovanni XXIII e Paolo VI, e affiancata, e forse diretta, dal B&#8217;nai B&#8217;rith, possiamo sempre consolarci della nostra inerzia e della nostra passivit\u00e0 sostenendo di non aver compreso cosa ci fosse realmente dietro la sua convocazione, e quali fossero i veri fini del partito progressista, cio\u00e8 distruggere le difese e aprire le porte al nemico, cio\u00e8 allo spirito del mondo moderno, la massoneria, l&#8217;ebraismo internazionale, il marxismo, il liberalismo, il radicalismo, il secolarismo, il materialismo, l&#8217;indifferentismo religioso. Eppure, qualcuno aveva lanciato l&#8217;allarme. Per esempio, sappiamo che all&#8217;inizio del Concilio fu distribuito ai padri conciliari un libretto, stampato in migliaia di copie, <em>Complotto contro la Chiesa<\/em>, di Maurice Pinay, nel quale si metteva in guardia contro la linea che il partito progressista voleva imporre nei confronti dell&#8217;ebraismo, e che sarebbe culminata nella\u00a0<em>Nostra aetate<\/em>\u00a0e nella\u00a0<em>Dignitatis humanae<\/em>, denunciando come, dietro le apparenze di voler combattere i pregiudizi antisemiti, in realt\u00e0 si voleva sostenere l&#8217;assurda tesi che gli ebrei non devono convertirsi, perch\u00e9 gi\u00e0 salvi grazie all&#8217;Antica Alleanza, e perci\u00f2 che esistono due verit\u00e0 e due vie per la salvezza: una per gli ebrei e un&#8217;altra per i cristiani.<\/p>\n<p>Ecco come riporta questo episodio un antropologo e storico delle religioni che la cultura politicamente corretta esalta, ancora oggi, come uno dei pi\u00f9 seri studiosi italiani in questi campi, Alfonso Maria di Nola (Napoli, 9 gennaio 1926-Roma, 17 febbraio 1997), mentre a noi pare che sia stato uno dei pi\u00f9 faziosi, spiccando perfino nel contesto di super faziosit\u00e0 che dominava la cultura italiana, anche accademica, negli anni &#8217;60 e &#8217;70 del Novecento, a motivo del suo marxismo ultra militante, nonch\u00e9 del suo sostegno incondizionato all&#8217;ebraismo e al sionismo, e il suo conseguente livore e la totale mancanza di obiettivit\u00e0 nel considerare le ragioni di quelli che per lui erano solo dei biechi antisemiti, dei fascisti e dei nazisti, squalificati in partenza, anche quando si trattava di personaggi e di studiosi di tutt&#8217;altro orientamento politico e culturale, ma che lui considerava tali per la propria, assoluta incapacit\u00e0 di tollerare che qualcuno potesse muovere anche la pi\u00f9 lieve critica all&#8217;ebraismo e al ruolo svolto dagli ebrei, specie quelli di osservanza talmudica, nelle vicende storiche dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa e del mondo moderno e contemporaneo (da A. M. Di Nola, <em>Antisemitismo in Italia, 1962-1972<\/em>, Firenze, Vallecchi, 1973, pp. 22-23 e 108-109):<\/p>\n<p><em>Il 10 gennaio 1963 la rivista cattolica &quot;Vita&quot; (Roma), in un servizio ben documentato, denunziava la distribuzione ai padri conciliari di quattromila copie del &quot;Complotto contro la Chiesa&quot; di M. Pinay, e, calcolandone la spesa in sei milioni dell&#8217;epoca, non aveva dubbi sull&#8217;identit\u00e0 degli ambienti che potevano essere interessati ad un&#8217;operazione del genere. Il redattore dell&#8217;articolo segnalava che l&#8217;ispirazione del libello &quot;\u00e8 di evidente tono neo-nazista&quot; e lo valutava come una preoccupata reazione del neonazismo italiano alle iniziative della Chiesa contro l&#8217;antisemitismo (nella Conferenza alla stampa estera del 25 aprile 1962, il card. Bea aveva annunciato le proposte relative alla &quot;Dichiarazione sugli Ebrei&quot;). I neo-nazisti si trasformavano, quindi, in paladini improvvisati di una &quot;ortodossia&quot; cattolica antisemita e avrebbero coinvolto il card. Bea, i suoi collaboratori, gli uomini avanzati del Concilio nella risibile accusa di essere al servizio dell&#8217;Ebraismo internazionale. I mutati indirizzi teologici ed esegetici della Chiesa divenivano, in fondo, per il neonazismo italiano un rischio grave: la perdita di un&#8217;alleanza antisemita che poteva essere utile e proficua. Presso a poco nello stesso periodo interveniva sul problema Reno De Felice (&quot;L&#8217;ultima maschera&quot;, in &quot;La rassegna mensile di Israel&quot;, XXIX, 1-2 gen.-feb. 1963, particolarmente p. 66), il quale avanzava l&#8217;ipotesi che il libro del Pinay fosse il frettoloso rifacimento di un pamphlet tradotto dallo spagnolo e redatto probabilmente in Argentina o in altro paese sudamericano da fuggiaschi nazisti. La tradizione e diffusione era stata curata, secondo il De Felice, da neonazisti italiani; e la matrice era evidente poich\u00e9 mancava, nel &quot;Complotto&quot;, ogni esplicita condanna delle persecuzioni hitleriane. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>[Il libro di M. Pinay] fu distribuito ai Padri Conciliari con la fascetta: &quot;Rispettosamente raccomandiamo agli illustri Padri Conciliari l&#8217;immediata lettura della Prefazione e dell&#8217;Indice&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Diretto intenzionalmente contro le decisioni circa gli Ebrei che il Concilio stava per prendere, raccoglie i temi arcaici della libelli ostica teologica antisemita di matrice cristiana, sostenendo, in particolare, che i mutati atteggiamenti della Chiesa nei confronti dell&#8217;Ebraismo sono il frutto dell&#8217;azione disgregatrice di una quinta colonna ebraica infiltratasi nel clero (&quot;Si sta compiendo la pi\u00f9 perversa cospirazione contro la santa Chiesa&quot;, p. 1).<\/em><\/p>\n<p>Come abbiamo detto, non vi \u00e8 neppure l&#8217;ombra del doveroso sforzo di obiettivit\u00e0 che dovrebbe caratterizzare il lavoro dello storico: quel che conta, qui, non \u00e8 comprendere, ma scomunicare senz&#8217;altro gli &quot;antisemiti&quot;, includendo in questa categoria chiunque, per esempio fra i cattolici, trovi che documenti come la <em>Nostra aetate<\/em> rompono con la sana teologia e con l&#8217;autentico Magistero, dunque con la Tradizione, e creano le premesse per una completa sottomissione del cattolicesimo al giudaismo. Il fatto stesso che gli autori della stampa e della diffusione del libro di Pinay, dal Di Nola definito un &quot;libello&quot;, siano qualificati come neo-nazisti, pur non essendovi alcuna prova a sostegno di questa asserzione, ma solo una serie di induzioni di ordine assai generale e decisamente contestabili, la dice lunga sulle intenzioni di costui. Di Nola, abituato a fare storia dall&#8217;alto dei suoi pregiudizi e dei suoi preconcetti anticattolici e anticristiani (come si vede nel suo libro su <em>Il diavolo,<\/em> di nessun valore scientifico, nel quale d\u00e0 sfogo a tutti i pi\u00f9 vieti pregiudizi anticattolici della tradizione massonica e di quella anticlericale) non esista ad accusare di pregiudizio antiebraico tutti quelli che non si allineano preventivamente alla sua linea, sintetizzabile nella formula che gli ebrei, in qualsiasi controversia con i non ebrei, hanno sempre e comunque ragione; che, essendo stati perseguitati, hanno dei conti arretrati da riscuotere; e che sostenere una tesi diversa da quella del persistere, fra i cristiani, di un secolare antisemitismo gratuito, immotivato, o dettato da puro odio religioso contro i &quot;deicidi&quot;, equivale ad allinearsi sulle posizioni del neo-nazismo e del neo-fascismo (due ideologie che egli non esita ad accostare, dichiarando insussistente la distinzioni fra esse). La sua faziosit\u00e0 trapela gi\u00e0 dall&#8217;uso del vocabolario: la svolta filo giudaica del Concilio \u00e8, per lui, l&#8217;adozione di <em>iniziative contro l&#8217;antisemitismo<\/em>, il che equivale ad ammettere che la Chiesa, prima del Concilio, fosse antisemita: cosa tutta da dimostrare; ma la sua abilit\u00e0 consiste appunto nel sorvolare sulle dimostrazioni e nel porre come dati di fatto le sue personali ipotesi e interpretazioni. Similmente, quando afferma che il cardinale Bea e i suoi collaboratori erano gli uomini pi\u00f9 &quot;avanzati&quot; del Concilio, non descrive un fatto, ma d\u00e0 un suo giudizio soggettivo: &quot;avanzati&quot; rispetto a chi, o a che cosa? Se il sottinteso \u00e8 &quot;rispetto all&#8217;ebraismo&quot;, allora quel termine \u00e8 giustificato; ma se, cime dovrebbe essere, dato che si sta parlando di sacerdoti cattolici, il riferimento non \u00e8 all&#8217;ebraismo, ma alla Chiesa cattolica, perch\u00e9 \u00e8 verso di essa che dovrebbe andare la loro fedelt\u00e0 e la loro lealt\u00e0, allora definirli &quot;avanzati&quot; implica un ragionamento di tipo ideologico, che andrebbe quantomeno chiarito. Anche definire &quot;risibile&quot; la tesi che essi facessero parte di un com0plotto filo-giudaico evidenzia un us scorretto del linguaggio,. Uno storico cerca di privare le sue affermazione, non liquida cin un&#8217;alzata di spalle le tesi che non collimano con le sue convinzioni. Una tesi non pu\u00f2 essere definita preventivamente risibile oppure seria: una tesi deve essere discussa e vagliata, con argomenti e dati di fatto. Ora, gli argomenti che Di Nola porta a proprio sostegno sono una articolo anonimo di un cattolico progressista, che si assume il compito di denunciare il complotto dei complottisti (se ci \u00e8 permesso il gioco di parole), e al quale lascia il lavoro &quot;sporco&quot; di equiparare il libro di Pinay alle tesi neo-naziste degli antisemiti irriducibili, e la citazione di un articolo di De Felice apparsa, guada caso, su una rivista che s&#8217;intitola &quot;La rassegna mensile di Israel&quot;, evidentemente a garanzia della sua assoluta obiettivit\u00e0 e imparzialit\u00e0.<\/p>\n<p>E non basta. Per lui, chiunque condivida le perplessit\u00e0 nei confronti della svolta filo-ebraica del Concilio, come don Luigi Cozzi, non pu\u00f2 essere che un oscuro seminatore di odio, sovvenzionato da ambienti innominabili dell&#8217;alto clero. La sua requisitoria contro la figura di don Cozzi (della quale ci siamo occupati in due precedenti articoli: <em>Un prete tradizionalista e &quot;complottista&quot; molto, ma molto scomodo: Luigi Cozzi<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 28\/03\/09, e ripubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 22\/01\/18; e <em>Ripensare il Rinascimento e la modernit\u00e0 per capire meglio il mondo attuale<\/em>, sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 19\/10\/17) ottiene in un lettore abituato a pensare con la propria testa, l&#8217;effetto contrario a quello che si propone: suscita un certo interesse non scevro di simpatia. \u00c8 l&#8217;eterogenesi dei fini, e vale un po&#8217; per tutto l&#8217;insieme della cultura politicamente corretta che, per settant&#8217;anni, \u00e8 vissuta di rendita sulle tesi e i pregiudizi di un antifascismo di maniera: il risultato della sua crociata permanente contro il &quot;fascismo&quot; \u00e8 stato che, alla fine, gli elementi storici che si volevano insabbiare o rimuovere per sempre, tornano a suscitare interesse e curiosit\u00e0. \u00c8 paradossale, ma \u00e8 cos\u00ec. I libri di don Cozzi, <em>La stella, la croce la svastica<\/em>, e <em>L&#8217;uomo tra misteri, miti e menzogne<\/em>, sono oggi pressoch\u00e9 introvabili; eppure, per leggerne alcune citazioni abbastanza estese, si prestano benissimo libri, o dovremmo ritorcere &quot;libelli&quot;, come quello del Di Nola. In un certo senso ci troviamo in una situazione simile a quella degli studiosi che vogliono conoscere il pensiero di un autore pagano come Celso ma, non esistendo pi\u00f9 la sua opera <em>Contro i cristiani<\/em>, devono ricorrere agli ampi estratti conservati grazie a uno scrittore cristiano, Origene, che li ha citati proprio per confutarli. La cultura antifascista e democratica degli ultimi settant&#8217;anni ha fatto sparire tutte le opere &quot;maledette&quot; o le ha seppellite sotto strati di esecrazione, come i <em>Protocolli dei savi anziani di Sion<\/em>, dichiarandole senz&#8217;atro dei clamorosi falsi storici (ma perch\u00e9 ha tanta paura di un falso, da non consentirne neppure la ristampa e la libera discussione?). Eterogenesi dei fini: ci\u00f2 che \u00e8 stato condannato all&#8217;oblio riappare grazie allo zelo dei custodi del politicamente corretto, e offre spunti di lavoro e riflessione agli spiriti liberi di oggi. Perci\u00f2, grazie a Di Nola per aver conservato estratti dei libri di don Cozzi: anche se non era certo sua intenzione, le citazioni sono sufficienti a stimolare la curiosit\u00e0 di un lettore che possieda un po&#8217; di spirito critico. Partendo da quei frammenti, bench\u00e9 citati con ben altri fini, si possono fare nuove ipotesi di lavoro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta presa consapevolezza che il signore argentino che si fa chiamare papa non \u00e8 papa, ma solo lo strumento della massoneria ecclesiastica per soggiogare e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[109,196,216],"class_list":["post-24511","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-chiesa-cattolica","tag-massoneria","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24511","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24511"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24511\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24511"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24511"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24511"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}