{"id":24509,"date":"2012-08-12T09:57:00","date_gmt":"2012-08-12T09:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/08\/12\/il-tramonto-della-devozione-popolare-per-i-santi-ha-spogliato-il-mondo-di-una-nota-gentile\/"},"modified":"2012-08-12T09:57:00","modified_gmt":"2012-08-12T09:57:00","slug":"il-tramonto-della-devozione-popolare-per-i-santi-ha-spogliato-il-mondo-di-una-nota-gentile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/08\/12\/il-tramonto-della-devozione-popolare-per-i-santi-ha-spogliato-il-mondo-di-una-nota-gentile\/","title":{"rendered":"Il tramonto della devozione popolare per i Santi ha spogliato il mondo di una nota gentile"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 impossibile fare una passeggiata in campagna, in qualunque parte d&#8217;Italia, dalle Alpi alla Sicilia, nelle zone di montagna come in quelle di pianura, nelle aree industrializzate come in quelle rurali, senza imbattersi, ogni poche centinaia di metri, in qualche capitello, ossia in qualche edicola sacra dedicata alla Vergine o ai Santi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 impossibile capire qualcosa della storia medievale, in particolare delle corporazioni, delle confraternite, della vita pubblica e di quella privata, dell&#8217;economia e della spiritualit\u00e0, prescindendo dall&#8217;enorme importanza che il culto dei Santi ha avuto nell&#8217;accompagnare passo per passo le trasformazioni della societ\u00e0 nel corso dei secoli.<\/p>\n<p>Ogni categoria di lavoratori aveva il suo santo patrono; ogni genere di malattia aveva il suo santo intercessore; non vi era evento o situazione che, nel corso della vita umana, non facessero capo al culto di un determinato santo: per proteggere dagli infortuni, dagli incendi, dal cattivo raccolto, da tutto ci\u00f2 che minaccia e sminuisce la vita.<\/p>\n<p>Il culto dei Santi non si limitava all&#8217;erezione di innumerevoli capitelli, specialmente agli incroci stradali e nei luoghi pi\u00f9 suggestivi, perfino tra i rami degli alberi, e alle relative devozioni; vi erano anche altre forme di devozione popolare, che, se da un lato sconfinavano sovente nella superstizione e, addirittura, verso pratiche di origine pre-cristiana, e quindi pagana, dall&#8217;altro costituivano forse la pi\u00f9 spontanea, la pi\u00f9 fresca, la pi\u00f9 potente manifestazione della vita religiosa a livello dei singoli e delle comunit\u00e0, certo una delle pi\u00f9 sentite.<\/p>\n<p>Anche la scansione del calendario dei lavori agricoli era ispirata dal culto dei Santi: in pratica, tutto l&#8217;anno era segnato dalla successione della ricorrenza dei diversi Santi che presidevano o segnavano l&#8217;inizio di questa o quella attivit\u00e0 umana, questa o quel momento nel grande ciclo della natura: \u00abSan Benedetto, la rondine sotto il tetto\u00bb (il 21 marzo, equinozio di primavera); \u00able lacrime di San Lorenzo\u00bb (espressione che indicava sia la notte del 10 agosto, sia il gruppo stellare delle Pleiadi); e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Il culto dei Santi era fondamentale sia per le comunit\u00e0 &#8211; locali e professionali -, sia per i singoli individui; se ogni paese e villaggio avevano il loro santo patrono, e cos\u00ec ogni arte e mestiere, con tanto di solenne processione annuale, la devozione &quot;privata&quot;, chiamiamola cos\u00ec, era una faccenda del tutto personale: ogni persona si sentiva spontaneamente attratta verso un determinato santo o una determinata santa, per quel particolare aspetto dell&#8217;amore divino che in essi traluceva, nella loro vita, nei loro atti esemplari; e ad essi era portata a rivolgersi nelle difficolt\u00e0 dell&#8217;esistenza, via via che queste insorgevano.<\/p>\n<p>E ci\u00f2, almeno nelle aree meno direttamente investite dalla modernit\u00e0, fino ad anni recentissimi: chi non sa come, nell&#8217;Italia meridionale pi\u00f9 rurale e profonda, la venerazione di San Pio da Pietrelcina rivestiva, e in verit\u00e0 riveste ancora, un carattere schiettamente popolare, proprio per la fisionomia schiettamente, umanamente popolare del personaggio stesso? \u00c8 noto cosa \u00e8 accaduto quando il mistico cappuccino, sprovvisto di cultura ma ricchissimo di umanit\u00e0, si \u00e8 trovato a faccia a faccia con il francescano padre Agostino Gemelli, fondatore dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica ed esponente della concezione moderna della scienza, venuto ad esaminarne le stigmate ma animato da un fortissimo pregiudizio, ossia che l&#8217;unico, vero stigmatizzato della storia sia stato Francesco d&#8217;Assisi: si \u00e8 verificata una incomprensione totale, e la conseguenza \u00e8 stata un lunghissimo periodo di ostracismo, quasi di persecuzione, da pare della gerarchia ecclesiastica verso l&#8217;umile frate.<\/p>\n<p>Un discorso analogo, quanto all&#8217;importanza da esso svolta nella devozione popolare, si pu\u00f2 fare per il culto degli Angeli. Sempre nell&#8217;Italia meridionale, e non lontano dal convento di San Pio, sullo sperone del Gargano, precisamente a Monte Sant&#8217;Angelo, meta di pellegrinaggio fin dal VI secolo, \u00e8 viva tuttora la devozione per uno dei messaggeri divini pi\u00f9 noti e amati dalle persone semplici: San Michele Arcangelo.<\/p>\n<p>Se ai Santi ci si rivolgeva nelle difficolt\u00e0 ordinarie della vita, agli Angeli ci si rivolgeva in quelle straordinarie, come creature pi\u00f9 vicine a Dio, molto pi\u00f9 perfette e pi\u00f9 potenti di qualsiasi soggetto umano, per quanto ammirevole nella fede e nella carit\u00e0; n\u00e9 si dimentichi la parte che essi svolgevano nei rituali di esorcismo, per la liberazione dalla possessione diabolica.<\/p>\n<p>E, naturalmente, la stesse cose si possono dire, e a maggior ragione, per quanto riguarda il culto mariano, talmente diffuso nei Paesi cattolici e talmente impregnato di umori popolari, peraltro istituzionalizzati dalla Chiesa, almeno nelle manifestazioni pi\u00f9 imponenti (come a Fatima o a Lourdes), da essere pressoch\u00e9 inseparabile dalla fede nella divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo e dalla credenza nella Santissima Trinit\u00e0.<\/p>\n<p>Ha scritto Ulderico Bernardi nel breve ma efficace saggio introduttivo \u00abDevozione popolare\u00bb al pregevole volume di Giorgio Mies \u00abSanti nell&#8217;arte fra Piave e Livenza\u00bb, Sinistra Piave Servizi Editore, 1989, pp. 8-9):<\/p>\n<p>\u00abI mugnai dei mulini a vento si affidavano a San Biagio, e cos\u00ec i medici e i musici. Sotto il mantello di San benedetto da Norcia si rifugiavano i calderai. Campanari, architetti e minatori contavano su Santa Barbara. Ma il dominio degli intercessori si estendeva dai mestieri alle malattie: a chi doleva la gola serviva un boccone del pane di San Biagio; San Benedetto era invocato per cacciare febbri, risipola e perfino incantesimi. Santa Barbara era contro il fuoco, il temporale e la morte improvvisa.<\/p>\n<p>A ciascuna fatica e disgrazia il suo misericordioso soccorritore. Un rimedio, una speranza, un credo accorato nei taumaturghi, comunque attenti e vigili, in secoli duri per la condizione umana, specie per i pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Allora, nei secoli della ruralit\u00e0, quando le opere delle stagioni erano scandite dai Santi, chiamati a segnare semine e raccolte, cimature, trasporto dei letami, bacchiatura delle noci, fioriture delle uve, maturazione dei mosti. A ogni operazione la sua data santa. E attenzione alla luna, naturalmente, che col calare e crescere governa flussi e letarghi delle linfe lungo le vene arboree.<\/p>\n<p>Anche la luna sta in cielo, come i Santi, ma il suo \u00e8 un andare indifferente, meccanico, dai cicli conosciuti e sempre uguali, per quante volte si \u00e8 fatta tonda e chiara e altrettante volte abbuiata.<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 invece conoscere la logica celeste della Provvidenza, che governa il cielo, la terra e ogni luogo, che decide le immense cose dell&#8217;universo, dove astri, uomini, bestie e piante sono frammenti miserevoli, seppure tutti riconducibili alla percezione [ma forse &quot;perfezione&quot;] del Creatore di tutto?<\/p>\n<p>Potenti ambasciatori delle umane aspettative, i Santi perpetuano nella eternit\u00e0 del Cielo la loro suprema virt\u00f9: il donare.<\/p>\n<p>In vita hanno offerto alla cristianit\u00e0 i loro sacrifici e le mortificazioni corporali, talvolta anche la vita nel martirio, trasfigurando ogni sofferenza in carit\u00e0. Dopo la morte questa principale loro virt\u00f9 si espande nello Spirito, e l&#8217;ascolto si affina, cogliendo il sommesso mormorio di preghiera che sale da tane bocche giovani e anziane, bisognose di pace, do affetti, di risorse, per bisogni nuovi ed antichi come il mondo.<\/p>\n<p>E a loro si chiede il lume che rischiara la via per avvicinarsi al Signore, fonte di ogni sollievo.<\/p>\n<p>Si chiedeva e si chiede. Perch\u00e9, se \u00e8 cambiata la faccia dei paesi, e le stagioni dei campi, e i mestieri di una volta, e tutto \u00e8 trasformato nel lavoro di fabbrica, indifferente al clima, alle albe e ai tramonti, la fede nei Santi continua, spesso ignota, segreta.<\/p>\n<p>Il lavoro industriale ha cancellato i ritmi naturali e religiosi delle culture contadine. Oggi valgono scadenze burocratiche, un calendario svuotato di riferimenti devoti. L&#8217;universo della precisione tecnica ha confinato ogni altera unit\u00e0 di misura nei moti riposti dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Pochi sanno ancora delle consuetudini d&#8217;un tempo in cui uomini e donne di devozione, avevano per orologio la corona del Rosario: &quot;Il tempo di dire una corona&#8230; due corone&#8230;&quot;. Con questo pio strumento misuravano un tratto di strada, la durata di un&#8217;attesa. E i capitelli dedicati a Maria, ad Antonio, a Rocco, ad Anna, raccoglievano gli sguardi imploranti dei viandanti ad ogni incrocio, tanti errano.<\/p>\n<p>Poi, con la mutazione dei mestieri e dei costumi sono venute le Jessiche, i Christian, le Pamele e i Manuel. Nomi sconosciuti di santi inesistenti. Ma loro, i Patroni di sempre, non cessano per questo di effondere il bene. Dalle loro mani che frangono quello stesso pane essenziale ed eterno che non conosce mutamenti, scendono costanti briciole di consolazione per chi vuole riceverle nelle mani alzate nella preghiera&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Certo, come osserva lo stesso Giorgio Mies, con l&#8217;avvento della modernit\u00e0 il culto dei Santi ha dovuto subire la concorrenza di una nuova categoria di intercessori laici: i tecnici e gli scienziati, ai quali l&#8217;uomo di oggi chiede salute e benessere e che ad essi si affida con abbandono pressoch\u00e9 totale, con un fideismo non certo inferiore &#8211; aggiungiamo noi &#8211; a quello che i nostri progenitori riservavano a San Giuseppe, San Rocco o Sant&#8217;Antonio da Padova.<\/p>\n<p>Questa osservazione ci porta alle soglie della questione vera: il culto dei Santi non \u00e8 stato sostituito dall&#8217;agnosticismo e dall&#8217;indifferentismo religioso, ma da una nuova forma di venerazione laica per gli esponenti del mondo della scienza, vale a dire, se si guarda dritto alla sostanza delle cose e si lasciano perdere i dettagli, da un neopaganesimo ateo e materialista.<\/p>\n<p>Infatti, si tenga presente che nel culto dei Santi ci si rivolge a delle creature umane, affinch\u00e9 queste intercedano presso Dio; nel moderno culto della scienza e degli scienziati, ci si rivolge a un sapere divinizzati e ai suoi sacerdoti come se questi fossero dotati di poteri infallibili, taumaturgici e salvifici: e ci\u00f2 anche in quei rami pi\u00f9 recenti e discutibili della scienza occidentale, come la psicanalisi, ove la figura del terapeuta si sostituisce a quella del sacerdote e il suo lettino si sostituisce al sacramento della confessione. In altre parole, non si cerca pi\u00f9 la salvezza dell&#8217;anima, ma il benessere ed una lunga vita qui ed ora<\/p>\n<p>Non \u00e8 in questione una supposta, inevitabile antinomia fra scienza e fede, antinomia della quale nulla sapevano e nulla sanno grandissime figure di scienziati e matematici, come Enrico Medi o Luigi Fantappi\u00e9, che erano anche uomini di fede; bens\u00ec la Vulgata pseudo-scientifica che viene somministrata, giorno per giorno, dai mass-media e dalla cultura &quot;ufficiale&quot;, i quali, dopo decenni di opera martellante, sono riusciti ad instillare nella mente delle persone comuni, senza un&#8217;ombra di ragionamento, che o si crede in Dio, negli Angeli e nei Santi, oppure si crede nella Scienza con la S maiuscola e nelle sue applicazioni tecnologiche: visibili, queste ultime, tangibili, anzi altamente spettacolari, mentre le opere divine sono a dir poco ipotetiche e pare che vengano da Qualcuno che, se c&#8217;\u00e8, pare ben deciso a tenersi nascosto.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il punto: la tecnoscienza \u00e8 efficace, produce risultati: manda satelliti artificiali su Marte e perfino oltre il Sistema solare, opera trapianti di organi, combatte la sterilit\u00e0 mediante l&#8217;inseminazione artificiale e sa clonare gli esseri viventi; la fede, non si sa quale efficacia possieda, e comunque non si tratta di un&#8217;efficacia sperimentabile o misurabile: e l&#8217;uomo moderno vuole vedere i risultati, vuol misurare l&#8217;efficacia pratica e immediata di una qualunque cosa, prima di giudicarla utile o necessaria per la propria vita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, il culto dei Santi sta rapidamente perdendo terreno; anche molte persone che si dicono credenti ostentano un atteggiamento di sufficienza e quasi di compatimento verso tale manifestazione della religiosit\u00e0 popolare, che ad esse appare rozza e poco evoluta. \u00c8 un bene, questo, per la nostra vita? Prima di rispondere, un po&#8217; frettolosamente, che la risposta a questa domanda dipende esclusivamente dalla credenza nell&#8217;efficacia, o meno, della preghiera, si rifletta bene a cosa realmente \u00e8 la preghiera: non un passe-partout vagamente superstizioso, ma il colloquio fiducioso fra l&#8217;uomo e l&#8217;Altra Dimensione, fondato sulla chiave di volta dell&#8217;Amore divino.<\/p>\n<p>Tale colloquio, quando si traduce in segni esteriori, visibili, non solo individuali, ma comunitari, come nella devozione verso i Santi, riveste l&#8217;intera societ\u00e0 di un manto di gentilezza, come un giardino fiorito in mezzo al traffico e al cemento d&#8217;una citt\u00e0 indaffarata e rumorosa. Una nota gentile, che pu\u00f2 passare quasi inosservata; ma, se un giorno viene a mancare, lo si sente, eccome&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 impossibile fare una passeggiata in campagna, in qualunque parte d&#8217;Italia, dalle Alpi alla Sicilia, nelle zone di montagna come in quelle di pianura, nelle aree<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[243,245],"class_list":["post-24509","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-santa-vergine","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24509\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}