{"id":24505,"date":"2020-04-24T09:26:00","date_gmt":"2020-04-24T09:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/24\/desiderio-orgoglio-potere-le-tre-tentazioni\/"},"modified":"2020-04-24T09:26:00","modified_gmt":"2020-04-24T09:26:00","slug":"desiderio-orgoglio-potere-le-tre-tentazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/24\/desiderio-orgoglio-potere-le-tre-tentazioni\/","title":{"rendered":"Desiderio, orgoglio, potere: le Tre Tentazioni"},"content":{"rendered":"<p>Le tentazioni di Ges\u00f9 nel deserto sono la summa e l&#8217;archetipo di tutte le tentazioni che il diavolo tende agli esseri umani. E poich\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 venuto, oltre che per redimere gli uomini con il Sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue, anche per offrire loro il modello della vita perfetta, cio\u00e8 della vita che piace al Padre, nel modo in cui Egli ha risposto alle tentazioni c&#8217;\u00e8 il modello della risposta perfetta che gli uomini possono dare al maligno quando vengono tentati. La vittoria di Ges\u00f9 sulle tentazioni nel deserto prefigura la sua vittoria sulla Croce, quando affronta e vince le ultime tre tentazioni: la prima, di cedere allo sconforto davanti al tradimento di Giuda Iscariota e, pi\u00f9 tardi, al rinnegamento di Pietro; la seconda, di eludere la volont\u00e0 del Padre per sottrarsi al calice della Passione; e la terza, sulla Croce, di sentirsi abbandonato da Dio e perci\u00f2 di morire disperato per l&#8217;inutilit\u00e0 del proprio Sacrificio. Tutte e tre hanno a che fare con il mistero insondabile della sofferenza umana; tutte e tre coinvolgono il silenzio e l&#8217;assenza di Dio; tutte e tre mettono l&#8217;uomo a nudo di fronte all&#8217;abisso di un amore divino cos\u00ec grande da risultare quasi incomprensibile, o insostenibile, a paragone della piccolezza dell&#8217;uomo, che quasi non riesce neppure a concepirlo, per non dire comprenderlo. Dio che si fa uomo e che, pur restando sempre Dio, accetta volontariamente la morte pi\u00f9 dolorosa, pi\u00f9 umiliante, pi\u00f9 &quot;inutile&quot;, stando alle apparenze: \u00e8 questo un pensiero talmente abissale, talmente sconvolgente, da far vacillare la mente dei pi\u00f9 grandi filosofi e da far tremar le vene e i polsi all&#8217;umanit\u00e0 egoista e peccatrice, nella quale cos\u00ec raramente si trova qualcuno disposto a fare anche il pi\u00f9 lieve sacrificio per le persone care, non diciamo per gli sconosciuti. <em>Questo \u00e8 il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici<\/em> (<em>Gv<\/em> 15,12-13), aveva detto Ges\u00f9 ai suoi discepoli, al termine dell&#8217;Ultima Cena, poche ore prima della sua Passione; e subito dopo aveva aggiunto: <em>Voi siete miei amici, se farete ci\u00f2 che io vi comando.\u00a0Non vi chiamo pi\u00f9 servi, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma<\/em> <em>vi ho chiamati amici, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ho udito dal Padre l&#8217;ho fatto conoscere a voi<\/em> (<em>Gv<\/em> 15,13-14).<\/p>\n<p>La prima tentazione riguarda i desideri dell&#8217;uomo, a partire da quello in apparenza pi\u00f9 &quot;innocente&quot;, ossia il desiderio di pane e di giustizia: <em>Il tentatore allora gli si accost\u00f2 e gli disse: \u00abSe sei Figlio di Dio, di&#8217; che questi sassi diventino pane\u00bb<\/em> (<em>Mt<\/em> 4,3). Cosa c&#8217;\u00e8, in apparenza, di pi\u00f9 naturale, di pi\u00f9 logico, di pi\u00f9 legittimo di questo: chiedere a Dio che tutti gli uomini abbiano di che sfamarsi, che vedano soddisfatte le loro necessit\u00e0 fondamentali? Eppure, l&#8217;insidia si cela proprio in questa &quot;naturalezza&quot;: perch\u00e9 il diavolo, che \u00e8 furbo, si insinua sempre l\u00e0 dove meno ce lo si aspetta. In questo caso, l&#8217;insidia consiste nel pretendere come un diritto ci\u00f2 che deve essere, invece, una paziente, umile e faticosa conquista da parte dell&#8217;uomo, sempre in un atteggiamento di semplicit\u00e0 e di ascolto davanti a Dio, mai con quello di un creditore che si accinge a riscuotere il proprio credito. \u00c8 il tranello nel quale \u00e8 caduto in pieno il falso clero modernista, talmente impregnato della cultura dei diritti da far passare la richiesta del pane innanzi a tutto il resto, tanto da dimenticarsi che l&#8217;uomo non vive del solo pane materiale, ma anche e soprattutto di quel Pane che \u00e8 il Corpo di Cristo, che sovviene alla sua povert\u00e0 spirituale. Se anche gli uomini riuscissero ad assicurare il pane a tutti, se anche riuscissero a distribuire le risorse della terra equamente fra ciascuno di loro, mancherebbe ancora la cosa fondamentale: la ricerca del Pane di Vita, mancherebbe la disposizione dell&#8217;animo verso l&#8217;ascolto di Dio e l&#8217;umilt\u00e0 di accettare in pieno, senza resistenze o riserve mentali, la sua Volont\u00e0, anche quando essa appare difficile o perfino incomprensibile. Altrimenti, che razza di fede sarebbe? Se gli uomini sono disposti a fare solo ci\u00f2 che Dio chiede loro logicamente e in maniera del tutto comprensibile; se pensano: <em>Questa cosa non mi \u00e8 chiara, perci\u00f2 mi accingo a farla, ma sino ad un certo punto, in attesa di capire bene<\/em>; oppure: <em>Questa sofferenza mi riesce incomprensibile e pertanto non l&#8217;accetto, perch\u00e9 non pu\u00f2 venire da Dio,<\/em> la loro non sarebbe pi\u00f9 la fede, bens\u00ec la sottoscrizione di un patto fra eguali, ove chi domanda e chi risponde si trovano sullo stesso piano e si comprendono sino in fondo, perch\u00e9 hanno la stessa snatura. Ma la natura dell&#8217;uomo non \u00e8 la natura di Dio; i piani di Dio sono infinitamente pi\u00f9 grandi della mente dell&#8217;uomo, perci\u00f2, se l&#8217;uomo considera i sui desideri come qualcosa cui Duo deve rispondere, e deve rispondere nella maniera che a lui sembra giusta e desiderabile, non vi \u00e8 fede in tale atteggiamento, ma l&#8217;orgogliosa pretesa di porre Dio sul proprio livello ontologico. E davanti a questa tentazione Ges\u00f9 non si lascia cogliere impreparato: <em>Ma egli rispose: \u00abSta scritto: Non di solo pane vivr\u00e0 l&#8217;uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio\u00bb<\/em> (<em>Mt<\/em> 4,4), facendo un riferimento sia al <em>Deuteronomio<\/em> (8,3), dove si parla della manna nel deserto, sia al <em>Libro della Sapienza<\/em> (16,26): <em>perch\u00e9 i tuoi figli, che ami, o Signore, capissero che non le diverse specie di frutti nutrono l&#8217;uomo, ma la tua parola conserva coloro che credono in te.<\/em><\/p>\n<p>Ed ecco che perfino nel momento pi\u00f9 solenne e pi\u00f9 tragico dell&#8217;attuale persecuzione contro la Chiesa, con la santa Messa sospesa d&#8217;imperio dall&#8217;autorit\u00e0 civile, peraltro illegittima perch\u00e9 in flagrante violazione del Concordato, e le forze dell&#8217;ordine che irrompono ad interromperla nel bel mezzo della celebrazione, ebbene, in una Piazza San Pietro buia, vuota e spettrale, sotto la pioggia, il signor Bergoglio, mentre impartiva una grottesca benedizione <em>Urbi et Orbi<\/em> che serviva solo a glorificare se stesso e a spettacolarizzare la sua figura, ha trovato il coraggio di parlare in questa indegna maniera: <em>Non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato.<\/em> Ecco la tentazione di voler capire tutto, e, al tempo stesso, di mettere Dio dopo la natura, dopo l&#8217;ambiente, dopo la giustizia sociale: le calamit\u00e0 che colpiscono gli uomini sono la conseguenza della loro insensibilit\u00e0 verso i poveri (i migranti, si capisce; mai che quel signore parli dei poveri italiani, e soprattutto degli italiani lavoratori che hanno perso l&#8217;impiego e si sono trovati impoveriti per le dissennate politiche governative) e della loro mancanza di senso ecologico, non per i peccati che recano continuamente offesa a Dio, ultimo e pi\u00f9 grave dei quali, perch\u00e9 va contro il Primo Comandamento, quello di avere lui stesso intronizzato una crudele divinit\u00e0 pagana, Pachamama (che richiedeva il suo tributo di vittime umane ai popoli andini) nella basilica pi\u00f9 sacra della cristianit\u00e0, quella di San Pietro.<\/p>\n<p>La seconda tentazione \u00e8 legata alla prima: una volta vinta la tentazione di veder realizzati i propri desideri come se la volont\u00e0 dell&#8217;uomo fosse la sola cosa che conta, senza tener conto della Volont\u00e0 di Dio, si rischia di cadere nella superbia, e di pensare: <em>io sto facendo esattamente quel che Dio vuole, dunque sono un Giusto, giustificandosi cos\u00ec da solo davanti al Signore<\/em>. E Ges\u00f9 vince la seconda tentazione con la stessa sicurezza e intrepidezza della prima: <em>Allora il diavolo lo condusse con s\u00e9 nella citt\u00e0 santa, lo depose sul pinnacolo del tempio\u00a0e gli disse: \u00abSe sei Figlio di Dio, gettati gi\u00f9, poich\u00e9 sta scritto: Ai suoi angeli dar\u00e0 ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perch\u00e9 non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede<\/em>\u00bb. (<em>Mt<\/em> 4,5-6), questa volta citando il <em>Libro dei Salmi<\/em> (90, 11-12): <em>Egli dar\u00e0 ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi.\u00a0Sulle loro mani ti porteranno perch\u00e9 non inciampi nella pietra il tuo piede.<\/em> E la terza tentazione \u00e8 legata alla seconda: una volta imparato a fare la volont\u00e0 di Dio senza porre condizioni e a non credersi per questo giustificato innanzi a Dio, ecco la tentazione di voler usare la &quot;santit\u00e0&quot; raggiunta per porsi al di sopra degli altri uomini, di sentirsi in diritto d&#8217;imporre loro la <em>propria<\/em> volont\u00e0; in altre parole, l&#8217;ebbrezza del potere. <em>Di nuovo il diavolo lo condusse con s\u00e9 sopra un monte altissimo e gli mostr\u00f2 tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:\u00a0\u00abTutte queste cose io ti dar\u00f2, se, prostrandoti, mi adorerai\u00bb.\u00a0\u00a0Ma Ges\u00f9 gli rispose: \u00abVattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto\u00bb. \u00a0Allora il diavolo lo lasci\u00f2, ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.<\/em> (<em>Mt<\/em> 4,8-11). E qui torna il discorso sul falso clero modernista che ha smarrito il Primo Comandamento e ha consumato l&#8217;abominevole adorazione della Pachamama durante il Sinodo per l&#8217;Amazzonia.<\/p>\n<p>Ci piace riportare una pagina del padre domenicano Philippe-Emmanuel Rausis, studioso dei riti d&#8217;iniziazione nelle varie culture e al tempo stesso fine teologo e interprete della spiritualit\u00e0 cristiana alla luce della sana teologia, pochissimo conosciuto per\u00f2 dal grande pubblico, forse perch\u00e9 non \u00e8 stato un seguace entusiasta e zelante delle mode progressiste invalse nella Chiesa cattolica a partire dal Vaticano II (da: P. E. Rausis, <em>L&#8217;iniziazione<\/em>; titolo originale: <em>L&#8217;initiation<\/em>; Paris, Les \u00c9ditions du Cerf, 1993; traduzione dal francese di Yasmina Melaohua, Milano, Mondadori, 1997, pp. 87-88):<\/p>\n<p><em>Il problema del male, e della lotta contro di esso, svolge un ruolo fondamentale in tutti i tipi di iniziazione. Per questa ragione, il racconto della lotta di Ges\u00f9 contro il diavolo e le sue tentazioni \u00e8 scelto da Valentin Tomberg [un mistico, esoterista e antroposofo russo-estone, 1900-1973, convertitosi verso il 1946 al cattolicesimo romano] come figura paradigmatica del percorso iniziatico nel quale ciascuno si trova coinvolto, appena segue le orme del Signore. Alla fine del racconto, l&#8217;evangelista scrive: &quot;Dopo aver esaurito OGNI SPECIE di tentazione, il diavolo si allontan\u00f2 da lui&quot; (Lc 4,13). Ci\u00f2 sembra voler dire che nel testo si ritrova tutta la vasta gamma delle tentazioni umane, il che pu\u00f2 parere sorprendente. La prima tentazione (Mt 4,1-4) ci invita a meditare il mistero del DESIDERIO. Il nostro desiderio \u00e8 un pozzo la cui profondit\u00e0 \u00e8 pari alla grandezza di Dio, cio\u00e8 infinita. Cos\u00ec volle Dio stesso, affinch\u00e9 non si esaurisse mai il moto che ci spinge verso di lui. Nessuna soddisfazione umana potr\u00e0 mai colmare la profondit\u00e0 del nostro desiderio. Questo ci consente di comprendere il significato iniziatico del digiuno, e cio\u00e8 la rinuncia alla soddisfazione immediata del desiderio allo scopo di aumentarne l&#8217;intensit\u00e0, affinch\u00e9 noi sappiamo che ci predispone a qualcos&#8217;altro, Ma \u00e8 chiaro che il digiuno va ben al di l\u00e0 delle preoccupazioni alimentari. Esso ci insegna ad &quot;accettare la presenza della mancanza&quot;. Al diavolo che gli propone di soddisfare il suo bisogno di cibo, Ges\u00f9 risponde: &quot;L&#8217;uomo non vive di solo pane&#8230;&quot;. L&#8217;uomo non deve fondare la vita solo sulle cose materiali, deve sviluppare in s\u00e9 una sete spirituale. \u00c8 questo l&#8217;insegnamento della virt\u00f9 di CASTIT\u00c0.<\/em><\/p>\n<p><em>Allo stesso modo, \u00e8 con uno dei tre voti sacri che l&#8217;uomo risponder\u00e0 a ognuna delle tre tentazioni. Ma prima di proseguire, \u00e8 opportuno spiegare la REGOLA DI INIZIAZIONE, contenuta nel racconto: solo quando una tentazione \u00e8 vinta, si presenta la successiva. Vi \u00e8 quindi un ORDINE CRESCENTE nella successione delle prove previste dal demonio. In effetti, il successo ottenuto sulla prima tentazione &#8212; quella del desiderio &#8212; procura all&#8217;uomo il dominio di s\u00e9 poich\u00e9 egli non \u00e8 pi\u00f9 schiavo delle proprie inclinazioni naturali. Ma allora c&#8217;\u00e8 il rischio di prendersi per un giusto e di aspettarsi che anche Dio lo riconosca. \u00c8 la tentazione di estendere il proprio potere su Dio stesso. Per questo in seguito il diavolo conduce Cristo sul pinnacolo del tempio e gli propone di mettere alla prova Dio gettandosi nel vuoto (Mt 4,5-7). Ma Ges\u00f9 gli risponde: &quot;Non tentare il Signore Dio tuo&quot;. Solo la virt\u00f9 dell&#8217;OBBEDIENZA permetter\u00e0 di sottrarsi a questo nuovo tranello del Maligno. Lungi dal voler sottomettere il Padre ai suoi desideri, Cristo si affida interamente solo al desiderio di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Resta allora da affrontare la terza tentazione: colui che \u00e8 divenuto padrone di se stesso e servo di Dio sembra all&#8217;apice della santit\u00e0. Tuttavia una nuova prova lo attende: quella che consiste nel servirsi del proprio prestigio per dominare i propri fratelli. Dominare il mondo intero grazie al proprio potere \u00e8 quanto il diavolo propone a Ges\u00f9 (Mt 4,8-11). Ma egli respinge quest&#8217;ultima offensiva. Non siamo qui perch\u00e9 gli altri ci adorino, ma per adorare Dio noi stessi. Disdegnare il possesso di tutti i regni della terra, ecco il significato spirituale del voto di POVERT\u00c0 (nella tradizione la PAUPERTAS si opponeva alla POTENTIA). La povert\u00e0 non \u00e8 soltanto il rifiuto dei beni materiali ma soprattutto la fervida ricerca dell&#8217;UMILT\u00c0: quella &quot;povert\u00e0 in spirito&quot;alla quale il Signore ha promesso il regno dei cieli (Mt 5,3).<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec, come le te tentazioni riassumono il dramma della natura caduta, i tre consigli evangelici riassumono l&#8217;opera della grazia che agisce all&#8217;interno della natura ristabilita&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Come non concordare su tali concetti? L&#8217;essenza della fede, e quindi anche la risposta alle tentazioni del diavolo, \u00e8 tutta qui: nell&#8217;umilt\u00e0 e nella capacit\u00e0 di farsi piccoli davanti a Dio. Ma questo clero senza fede, che attende la propria salvezza dalla medicina e non da Dio; questo popolo di &quot;fedeli&quot; che non ripongono la loro fede in Ges\u00f9 Cristo, ma nei virologi, nei biologi, negli scienziati, bench\u00e9 sia apparsa, per l&#8217;ennesima volta, tutta la fragilit\u00e0 del mito scientista, sono il perfetto esempio di come s&#8217;inciampa e si cade davanti alle tentazioni. La cristianit\u00e0 ha bisogno di conversione e non di orgogliose svolte antropologiche: <em>Padre, non son degno:<\/em> <em>ho peccato contro il Cielo e contro di Te&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tentazioni di Ges\u00f9 nel deserto sono la summa e l&#8217;archetipo di tutte le tentazioni che il diavolo tende agli esseri umani. 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