{"id":24503,"date":"2011-06-23T11:36:00","date_gmt":"2011-06-23T11:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/06\/23\/il-desiderio-non-riconosciuto-crea-un-risentimento-non-riconosciuto\/"},"modified":"2011-06-23T11:36:00","modified_gmt":"2011-06-23T11:36:00","slug":"il-desiderio-non-riconosciuto-crea-un-risentimento-non-riconosciuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/06\/23\/il-desiderio-non-riconosciuto-crea-un-risentimento-non-riconosciuto\/","title":{"rendered":"Il desiderio non riconosciuto crea un risentimento non riconosciuto"},"content":{"rendered":"<p>Erano secoli, e non per modo di dire, che non ci tornavo.<\/p>\n<p>In passato, avevo frequentato assiduamente quella biblioteca: vi avevo fatto innumerevoli ricerche e, ogni tanto, avevo anche scambiato qualche battuta con la simpatica bibliotecaria, giovane (ma con qualche anno pi\u00f9 di me) e, soprattutto, gentile.<\/p>\n<p>Fa sempre piacere aver a che fare con delle persone gentili, sorridenti; d&#8217;istinto, si entra pi\u00f9 volentieri in un negozio, in un ufficio dove la commessa o l&#8217;impiegata ti salutano con un bel sorriso, piuttosto che l\u00e0 dove incontri musi duri e modi scostanti.<\/p>\n<p>A quel tempo ero molto solo, vivevo sempre in mezzo ai libri; per\u00f2, anche se quella ragazza era cos\u00ec simpatica e gentile, non mi aveva mai sfiorato il cervello di guardarla sotto un profilo diverso da quello puramente formale: una impiegata che scambia qualche parola con un utente, uno dei rari utenti di quella biblioteca; e sempre e solo di cose attinenti ai libri e alle ricerche da fare, mai nulla di personale.<\/p>\n<p>Era un tipo gradevole, non bellissima, forse, ma neanche brutta; molto professionale, chiaramente appassionata del proprio lavoro e, al tempo stesso, aperta e socievole. Mai l&#8217;avevo guardata sessualmente; mai le avevo osservato le gambe, o sbirciato la camicetta: per me, poteva avere una seconda o una sesta di reggiseno, non avrei saputo dirlo.<\/p>\n<p>E non perch\u00e9 fosse brutta, ripeto, ma semplicemente perch\u00e9 capita cos\u00ec, non si saprebbe dare una ragione: forse dipende dal nostro stato d&#8217;animo in quella certa fase della nostra vita o forse da chiss\u00e0 cos&#8217;altro, sta di fatto che ci sono dei casi in cui notiamo subito una persona e altri casi in cui non la notiamo affatto, pur frequentandola, magari, regolarmente; pur vedendola, magari, tutti i giorni, o quasi&#8230;<\/p>\n<p>Poi, le circostanze mi tennero lontano per un pezzo da quella biblioteca.<\/p>\n<p>Un giorno che ci era ritornato, quella signorina sembrava interamente trasformata: mi si rivolse in maniera cos\u00ec ostile e rabbiosa, come se mi odiasse addirittura.<\/p>\n<p>Ne rimasi sconcertato, anche se non volli darlo a vedere; e, naturalmente, smisi di tornare in quel posto.<\/p>\n<p>Passarono gli anni; molti anni: venti, trenta.<\/p>\n<p>Un giorno ebbi necessit\u00e0 di consultare un libro piuttosto raro e mi ricordai che ce n&#8217;era una copia in quella biblioteca; vi andai.<\/p>\n<p>Mentre ero immerso nella lettura, notai un paio d&#8217;occhi che mi fissavano con ferocia, con odio: era sempre lei, fisicamente poco cambiata; la riconobbi subito.<\/p>\n<p>Se uno sguardo potesse incenerire, credo che sarei rimasto incenerito, tanta era la feroce, implacabile malevolenza che da esso si sprigionava verso di me.<\/p>\n<p>Allora, e sola allora, compresi: compresi in un istante ci\u00f2 che non avevo mai capito e nemmeno sospettato: che tutta quella rabbia silenziosa, tutto quel furore senza parole, non potevano nascere che da un sentimento profondo, accumulatosi nell&#8217;anima e covato per anni, come una serpe in seno; ma &#8211; ecco il punto &#8211; non mai riconosciuto come tale; e ora quello sguardo diceva un sacco di cose, era pi\u00f9 eloquente di qualsiasi discorso.<\/p>\n<p>Tutto quell&#8217;odio nasceva dall&#8217;amore: un amore di venti, di trenta anni prima: ella mi aveva riconosciuto all&#8217;istante, cos\u00ec come io avevo riconosciuto lei.<\/p>\n<p>E per venti, trenta anni, lei mi aveva amato; DUNQUE, mi aveva anche odiato.<\/p>\n<p>Ciascuno di noi, molto probabilmente, avr\u00e0 avuto occasione di fare almeno una esperienza di questo tipo.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 succedere cos\u00ec: una persona gentile, di solito dell&#8217;altro sesso, che non vedevate pi\u00f9 da molto tempo, vi incontra e si mostra apertamente ostile, aggressiva.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un momento di sconcerto: rimanete paralizzati dallo stupore&#8230;<\/p>\n<p>Poi cominciate a domandarvi dove, quando potreste avere fatto qualcosa che giustifichi quel comportamento cos\u00ec inaspettato, cos\u00ec incomprensibile; ma il vostro esame di coscienza d\u00e0, immancabilmente, esito negativo: niente, siete certissimi di non averle mai fatto niente, assolutamente niente&#8230;<\/p>\n<p>Ebbene, con novanta probabilit\u00e0 su cento, il problema \u00e8 proprio questo: CHE A QUELLA PERSONA NON AVETE FATTO NIENTE, PROPRIO NIENTE; mentre lei aveva sperato ardentemente che le faceste qualcosa.<\/p>\n<p>Ci aveva sperato, ma in silenzio: non aveva osato fare la prima mossa e anzi, quasi certamente, non aveva osato confessare quel che provava nemmeno a se stessa. In breve: quella persona vi desiderava e, forse, si era perfino innamorata.<\/p>\n<p>Voi non ve n&#8217;eravate accorti per niente: ma ci\u00f2 non vi scagionata affatto; al contrario, proprio questa \u00e8 stata la vostra &quot;colpa&quot;, assolutamente imperdonabile.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, se non vi eravate accorti di come vi guardava; se non vi eravate accorti di quanto fosse disponibile; se &#8211; peggio che peggio &#8211; non vi eravate accorti di lei, sessualmente parlando: allora vuol dire che quella persona, per voi, non valeva niente.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che quella persona deve essersi sentita: ignorata, snobbata, disprezzata.<\/p>\n<p>Ma, insorgete voi, quando mai l&#8217;avete disprezzata? Al contrario, siete sempre stati cortesi con lei, l&#8217;avete sempre trattata con il massimo rispetto.<\/p>\n<p>Razza di teste dure: possibile che non capiate che, del vostro &quot;rispetto&quot; e della vostra &quot;cortesia&quot;, lei non sapeva che farsene; anzi, che li considerava una autentica beffa, una sorta di crudelt\u00e0 mentale, se non addirittura un insulto sanguinoso?<\/p>\n<p>Provate a pensare: una persona vi desidera, vi guarda con occhi pieni di desiderio, e voi che cosa sapete fare? Le offrite la vostra &quot;cortesia&quot; ed il vostro &quot;rispetto&quot;!<\/p>\n<p>Qui non \u00e8 solo questione di cecit\u00e0; qui si tratta di autentica offesa: una persona che desidera e che si vede ricambiata con la semplice cortesia, si sente rifiutata, si sente una fallita.<\/p>\n<p>E accumula rancore.<\/p>\n<p>Rancore contro di voi; ma anche rancore contro se stessa. Perch\u00e9 un desiderio non riconosciuto genera sempre, infallibilmente, un risentimento non riconosciuto.<\/p>\n<p>Credete, infatti, che quella persona, nel momento in cui vi tratta in maniera sgradevole e aggressiva, sia diventata consapevole dei propri sentimenti? Niente affatto: se lo fosse, invece di riversare su di voi aggressivit\u00e0 e rabbia, adotterebbe le uniche due alternative che nascono dalla consapevolezza: vi tratterebbe come prima, mettendosi il cuore in pace; oppure farebbe in modo di farvi capire quello che prova, quello che ha sempre provato: troverebbe il coraggio di farsi avanti, magari scherzando sulla sua passata timidezza e sulla vostra incredibile ottusit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Invece no: lei non ha saputo riconoscere il proprio desiderio, e questo crea un corto circuito, una vera e propria schizofrenia: si comporta come se vi odiasse, ma non osa domandarsi da dove nasca tutto quel risentimento; \u00e8 disperata, alla lettera.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 tutta la scortesia, tutta l&#8217;ostilit\u00e0 che vi sta riversando addosso, non \u00e8 altro che amore frustrato: e lei sa benissimo, in qualche oscuro angolo della sua coscienza, che, cos\u00ec facendo, vi sta perdendo per sempre, senza alcuna possibilit\u00e0 di remissione.<\/p>\n<p>Sa che, sconcertati e offesi, vi allontanerete una volta per tutte, che non vi farete pi\u00f9 vedere da lei, che farete di tutto per non incontrarla pi\u00f9: e questo la rende disperata; ma, al tempo stesso, le provoca un ulteriore fremito di rabbia, un ulteriore soprassalto di furore.<\/p>\n<p>\u00abMuoia Sansone con tutti i Filistei\u00bb, sta pensando: anzi, non lo sta pensando, perch\u00e9, se lo pensasse, avrebbe raggiunto la consapevolezza dei propri sentimenti; lo avverte oscuramente, e si inebria di questa sua triste sensazione di potenza: stanca di aspettare, da chiss\u00e0 quanto tempo, un gesto da parte vostra, che non arrivava mai, ora ha preso lei le redini, ora \u00e8 lei che agisce. E sia pure contro se stessa, sia pure facendosi del male: ma \u00e8 sempre meglio che quell&#8217;attesa interminabile, quel vuoto desolante, quella eterna frustrazione&#8230;<\/p>\n<p>Ma \u00e8 disperata: perch\u00e9, se pure moriranno i Filistei, lei pure morir\u00e0: morir\u00e0 l&#8217;ultimo, esile filo di speranza; e non resteranno che le macerie di un grande sogno infranto.<\/p>\n<p>Quante sono le persone che vivono cos\u00ec, nell&#8217;ignoranza pi\u00f9 assoluta dei propri desideri, nel voluto analfabetismo della propria verit\u00e0 interiore?<\/p>\n<p>Sono proprio coloro ai quali manca il coraggio di farsi avanti, di esplicitare &#8211; a se stessi e all&#8217;altro &#8211; quel che provano e quel che desiderano, a diventare, poi, i pi\u00f9 rancorosi, i pi\u00f9 vendicativi, i pi\u00f9 implacabili.<\/p>\n<p>Non si perdonano, nemmeno dopo trent&#8217;anni, di non essersi fatti capire; e non perdonano agli altri di non aver capito&#8230;<\/p>\n<p>Quando un desiderio viene riconosciuto, pu\u00f2 generare imbarazzo, perfino vergogna, ma \u00e8 pur sempre un atto liberatorio, un atto che porta chiarezza e, quindi, consapevolezza di s\u00e9.<\/p>\n<p>Quando un desiderio, invece, non viene riconosciuto, marcisce nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima e finisce per intossicarla, per deturparla orribilmente.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante imparare a leggersi dentro, senza ipocrisie e senza scappatoie: leggersi dentro e riconoscersi.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, se non possiamo fare a meno di essere delle creature desideranti, possiamo per\u00f2, grazie alla consapevolezza, imparare a comandare ai nostri desideri o, quanto meno, imparare ad accompagnarli in direzioni che non siano distruttive, n\u00e9 per noi stessi n\u00e9 per gli altri.<\/p>\n<p>Noi non possiamo impedire che i desideri nascano in noi, cos\u00ec come non possiamo impedire a uno stormo di corvi di mettersi a svolazzare sopra la nostra testa, gracchiando fastidiosamente; possiamo per\u00f2 evitare di divenirne succubi, rivolgendo loro tutta la nostra attenzione.<\/p>\n<p>Una volta compreso che non sta in noi di poterli allontanare, dobbiamo fare come se non ci fossero: procedere per la nostra strada senza lasciarci impressionare, senza lasciarci condizionare, senza lasciarci paralizzare da quelle presenze sgradite.<\/p>\n<p>Queste, per\u00f2, non sono capacit\u00e0 che si possano improvvisare: vi si arriva per gradi, poco a poco, mediante un lungo esercizio.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 abituato a inseguire tutti i desideri, mutevoli e incostanti; chi \u00e8 solito correre dietro a tutto ci\u00f2 che, l\u00ec per l\u00ec, gi sembra bello e desiderabile: ebbene, costui non sar\u00e0 in grado, da un momento all&#8217;altro, di disciplinare, organizzare e padroneggiare i propri desideri; si lascer\u00e0 ricattare da essi, senza tregua, sino allo sfinimento.<\/p>\n<p>Bisogna imparare a distinguere i desideri profondi dai semplici capricci; e, una volta fatta questa distinzione preliminare, bisogna imparare a non dare importanza ai secondi e a non concedere le briglie sciolte nemmeno ai primi, se non a precise condizioni.<\/p>\n<p>L&#8217;importante \u00e8 che noi restiamo ben saldi al timone della nostra barca: siamo noi a dover tracciare la rotta; siamo noi a sapere con chiarezza da che parte intendiamo andare.<\/p>\n<p>Non possiamo pretendere che siano gli altri a saperlo; cos\u00ec come non possiamo pretendere che gli altri comprendano i nostri desideri pi\u00f9 segreti, se noi per primi non abbiamo abbastanza coraggio per guardarli apertamente e riconoscerli per quel che sono.<\/p>\n<p>La saggezza della vita \u00e8 proprio quella di non essere pi\u00f9 severi con gli altri, di quel che non siamo con noi stessi; di non riversare su di essi la nostra rabbia, per vendicarci di un torto che, in realt\u00e0, siamo stati noi a farci da soli, con le nostre stesse mani.<\/p>\n<p>Poi, dobbiamo imparare a riconoscere quali desideri nascano da una necessit\u00e0 reale e quali da una necessit\u00e0 solo apparente; e, ancora, quali desideri siamo utili per la nostra crescita spirituale, e quali le siano di pericolo o addirittura di ostacolo.<\/p>\n<p>Tutto questo dobbiamo imparare a fare, se vogliamo diventare autonomi ed evitare di essere trascinati dal primo soffio, come le foglie al vento.<\/p>\n<p>\u00c8 troppo difficile?<\/p>\n<p>Non cos\u00ec tanto come sembra a chi non ci abbia mai provato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano secoli, e non per modo di dire, che non ci tornavo. 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