{"id":24499,"date":"2007-11-03T11:49:00","date_gmt":"2007-11-03T11:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/03\/desacralizzare-il-potere-o-desacralizzare-il-mondo\/"},"modified":"2007-11-03T11:49:00","modified_gmt":"2007-11-03T11:49:00","slug":"desacralizzare-il-potere-o-desacralizzare-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/03\/desacralizzare-il-potere-o-desacralizzare-il-mondo\/","title":{"rendered":"Desacralizzare il potere o desacralizzare il mondo"},"content":{"rendered":"<p>In una intervista concessa al quotidiano <em>Il Gazzettino<\/em> di Treviso (12 giugno del 2004), il filosofo Giulio Giorello si esprimeva, secondo noi giustamente, contro le pretese e contro lo stesso concetto di <em>democrazia assoluta<\/em>, affermando che si tratta di una costruzione che pu\u00f2 essere emendata, e che deve essere disposta ad accettare il fatto di venire sottoposta a contestazione da una parte dei suoi membri.<\/p>\n<p>Lo spunto all&#8217;intervista era fornito dalla pubblicazione del libro di Massimo Fini <em>Sudditi. Manifesto contro la democrazia<\/em>, che aveva acceso un effimero dibattito di cui oggi, a soli tre anni di distanza, non resta quasi pi\u00f9 traccia. Il dibattito, allora, verteva principalmente intorno alla tesi di Fini, secondo il quale non solo <em>questa<\/em> forma, storicamente determinata, di democrazia, ma la democrazia <em>in s\u00e9<\/em> \u00e8 una ideologia politica che va rifiutata, perch\u00e9 intrinsecamente oppressiva e antitetica ai valori autentici della libert\u00e0. Nella discussione era sceso in campo anche Flores d&#8217;Arcais, dalle pagine del <em>Corriere della Sera<\/em>; e l&#8217;intervista a Giorello costituiva appunto una risposta, in qualche modo, a quell&#8217;intervento.<\/p>\n<p>Ci sembra che rivesta un qualche interesse il fatto di ridiscutere le tesi di Giorello (che \u00e8 ordinario di Filosofia della Scienza presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano; particolare, come si vedr\u00e0, non irrilevante) a quasi tre anni e mezzo di distanza, proprio per evidenziare che cosa \u00e8 ancora vivo e che cosa \u00e8 morto di quel dibattuto. Esso si svolgeva, non dimentichiamolo, sull&#8217;onda emotiva della guerra in Iraq e anche di episodi come il drammatico G8 a Genova del 2001; inoltre, all&#8217;epoca (un&#8217;epoca molto, molto remota, ai confini della fiaba: <em>in illo tempore<\/em>), ci si scandalizzava ancora &#8211; ma solo un poco, <em>adelante Pedro, con juicio<\/em> &#8211; per le torture di Abu Gahib e per le detenzioni illegali e disumane di Guantanamo; tutta acqua passata, si direbbe, visto che quei fatti sono gi\u00e0 scivolati bellamente nel dimenticatoio.<\/p>\n<p>Per\u00f2 diciamo subito che non intendiamo, per adesso, entrare pi\u00f9 di tanto nel merito della questione pro o contro la democrazia, perch\u00e9 questione di troppo ampia portata e che richiederebbe una trattazione ben pi\u00f9 ampia di quella consentitaci dal modesto spazio di un articolo. Pertanto ci limiteremo, tanto per non essere ambigui, ad affermare con chiarezza la nostra posizione in merito, e cio\u00e8 che le vicende internazionali degli ultimi anni evidenziano, a nostro avviso, l&#8217;urgente necessit\u00e0 di elaborare qualche forma politica che sia <em>di pi\u00f9 e di meglio<\/em> della democrazia e non qualche cosa che sia <em>di meno e di peggio.<\/em> Ci\u00f2 chiarito, per non lasciare margine a possibili equivoci, desideriamo in questa sede soffermarci sulla tesi finale di Giorello, il quale si spinge a parlare della necessit\u00e0 di <em>desacralizzare<\/em> il potere, dopo aver affermato di non nutrire alcuna tenerezza per il sacro ed essersi vantato, in quanto &quot;ricercatore scientifico&quot;, di essere giunto alla conclusione che al mondo non vi \u00e8 nulla di sacro.<\/p>\n<p>A noi \u00e8 sembrato che tale conclusione sia non solamente una forzatura del senso del dibattito cui era stato invitato a partecipare, ma una chiara manifestazione di quella arroganza scientista secondo la quale, non essendovi nulla di sacro, solo la scienza possiede le carte in regola per fornire agli uomini una corretta visione del mondo e per formulare proposte di organizzazione sociale e politica. Da una affermazione di smaccata autoreferenzialit\u00e0 ideologica, dunque &#8211; peraltro perfettamente in linea con il movimento di pensiero che parte da Francesco Bacone e, passando attraverso Galilei, Cartesio, Newton, arriva fino a La Mettrie, D&#8217;Holbach, Comte e ai loro epigoni in sedicesimo dell&#8217;epoca attuale &#8211; si passa, con un vero e proprio gioco di prestigio dialettico, a una invasione a tutto campo che, in nome della razionalit\u00e0 scientifica, pretende di fissare le regole e le modalit\u00e0 di ogni possibile forma di organizzazione politico-sociale.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 necessario riportare i passaggi conclusivi della lunga intervista, rilasciata da Giorello al giornalista Luca Orsenigo. Dopo aver sostenuto che la democrazia, come ogni forma di potere e come ogni sovranit\u00e0, vive una antinomia fra potere sovrano e scelte dei singoli, e dopo aver sottolineato il carattere oligarchico e gerarchico della Chiesa cattolica, &quot;assolvendo&quot; invece scienza e tecnica dalla responsabilit\u00e0 di aver contribuito al formarsi di un &quot;modello unico&quot; di pensiero politico &#8211; quello democratico appunto -, Giorello si chiede<\/p>\n<p><em>&quot;Quanto di dissenso una democrazia possa (&#8230;) ammettere al suo interno, se quello stesso dissenso \u00e8 esplicitato in forme non accettate dalla democrazia in causa. A pochi giorni dal G8 di Genova, per esempio, Piero Ostellino, con la coerenza che lo contraddistingue, riteneva impossibile che una democrazia potesse tollerare forme violente di contestazione delle sue stesse regole. Questa democrazia \u00e8 quindi condannata ad essere una democrazia sovrana nel senso detto prima. Una democrazia assoluta. Io penso diversamente: che la democrazia non debba essere trattata come una forma di sovranit\u00e0 e che quindi possa rischiare di continuo una contestazione anche dura al suo interno. Posizione che per altro condivido con Thomas Jefferson, due volte presidente degli Stati Uniti, non un bolscevico: una piccola ribellione di tanto in tanto, diceva testualmente, \u00abripulisce l&#8217;aria\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>*&quot;DOMANDA: <strong>La democrazia quindi \u00e8 l&#8217;unica forma di governo che lei vede possibile?<\/strong><\/p>\n<p><em>&quot;RISPOSTA: In linea teorica no, potrebbero esserci forme ancora pi\u00f9 lasche. A Massimo Fini piacciono i Nuer [un popolo del Sudan che vive ancora, in parte, allo stato pre-moderno; nota nostra]. Io non so. Ma certo la democrazia non \u00e8 una forma ideale a cui dobbiamo necessariamente tendere, n\u00e9 la fine dell&#8217;enigma della storia [come sostenuto dal politologo statunitense Francis Fukuyama nel suo libro<\/em> La fine della storia<em>; nota nostra]. \u00c8 una costruzione che pu\u00f2 essere cambiata ed emendata. Se la religiosit\u00e0 della modernit\u00e0 deve essere la democrazia, meglio allora il Dio dell&#8217;Antico Testamento o del Corano.<\/em><\/p>\n<p>*&quot;D.: <strong>Come la Dea Ragione?<\/strong><\/p>\n<p><em>&quot;R.: S\u00ec, ma almeno era una cosa astratta. C&#8217;\u00e8 qualcuno che pu\u00f2 immaginarsi un qualsiasi governante europeo sacerdote di una religione divina? \u00c8 una questione di buon giusto: basta con questa storia delle religioni civili.<\/em><\/p>\n<p>*&quot;D.: <strong>Basta col senso del Sacro applicato alla politica?<\/strong><\/p>\n<p><em>&quot;R.: Se c&#8217;\u00e8 una cosa che ho imparato dalla ricerca scientifica \u00e8 che per il ricercatore scientifico non c&#8217;\u00e8 nulla di sacro. Non ho il senso del mistero. Dobbiamo desacralizzare il potere, magari rischiando l&#8217;anarchia., perch\u00e9 no? Ma tra i sacerdoti della democrazia, come Flores d&#8217;Arcais, e gli anarchici, preferisco i secondi; tra la difesa ad oltranza della legalit\u00e0 democratica e i black bloc, alla fine ritengo che i secondi siano meno deleteri.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Molte cose ci sarebbero da dire su questa parte dell&#8217;intervista, ma esse ci porterebbero molto lontano e ci distoglierebbero dal fine che ci eravamo proposti. Ci limitiamo perci\u00f2 ad accennare che quella di Ostellino (che Tiziano Terzani, nella sua ultima intervista televisiva, definiva un vanesio e, inoltre, uno dei vecchi che pensano da vecchi), forse, pi\u00f9 che coerenza, si potrebbe definire una forma di <em>estremismo liberale &#8211; ci si perdoni l&#8217;ossimoro &#8211;<\/em>, oggi peraltro di gran moda; che la citazione autoreferenziale di Jefferson, proprietario di schiavi e presidente di uno Stato che stava lanciando una guerra di genocidio contro i legittimi abitanti di quel territorio, ossia gli Indiani, suona un po&#8217; incongrua e tragicamente ironica, l\u00e0 dove parla di &quot;piccole ribellioni che ripuliscono l&#8217;aria&quot; (gi\u00e0, ma per chi?, per le vittime o per i carnefici?); e infine che noi non solo ci immaginiamo benissimo un governante europeo sacerdote di una religione divina, ma ne abbiamo anche visto pi\u00f9 d&#8217;uno, se non europeo, occidentale: come Bush padre e figlio che, mentre guidavano le rispettive guerre contro l&#8217;Iraq (la prima e la seconda del Golfo), si facevano riprendere mentre erano raccolti devotamente in preghiera o dichiaravano in televisione di essere i campioni della lotta del Bene contro il Male. Pi\u00f9 religione divina di cos\u00ec&#8230; Per l&#8217;esattezza, si chiama Manicheismo e venne fondata dal profeta Mani, in Persia, nel III secolo dopo Cristo.<\/p>\n<p>Ma lasciamo perdere tutto ci\u00f2 e concentriamoci piuttosto sull&#8217;ultima affermazione: quella secondo cui occorre desacralizzare non solo il potere, ma ogni forma di politica e, anzi, ogni forma di attivit\u00e0 umana, perch\u00e9 al mondo &quot;non c&#8217;\u00e8 nulla di sacro&quot;. Questa convinzione, che sa veramente di <em>Adelphi della dissoluzione<\/em> (parafrasando il titolo di un noto libro di Maurizio Blondet) e che, presa alla lettera, ha un suono piuttosto inquietante, Giorello dice di averla maturata nel corso della ricerca scientifica, durante la quale ha <em>scoperto<\/em> che, per il ricercatore scientifico, &quot;non vi \u00e8 nulla di sacro&quot;. A quanto pare, non gli \u00e8 venuto affatto in mente che, forse, il male \u00e8 proprio questo; e, inoltre, che tale idea non appartiene affatto allo statuto ontologico della scienza in s\u00e9 e per s\u00e9, ma a <em>questa<\/em> scienza dell&#8217;Occidente moderno, post-galileiana e post-cartesiana: meccanicista, riduzionista e materialista.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, qualcuno potrebbe chiedersi a quale ricerca scientifica Giorello vada debitore di una siffatta scoperta. Noi, a dire il vero, credevamo che il mestiere del filosofo, e sia pure del filosofo della scienza, fosse altra cosa da quello dello scienziato; ma, evidentemente, ci siamo persi qualche passaggio dell&#8217;evoluzione del pensiero moderno. Ci sembrava di aver capito che, mentre lo scienziato indaga i segreti della natura (per carit\u00e0, non chiamiamoli <em>misteri<\/em>, altrimenti qualcuno si potrebbe adombrare!), il filosofo riflette sulla natura dell&#8217;essere; e l&#8217;epistemologo, in particolare, riflette sugli orizzonti che la ricerca scientifica dischiude. <em>Ma non \u00e8 il filosofo a fare ricerca scientifica<\/em>, anche perch\u00e9 i suoi presupposti, la sua prospettiva e la sua stessa metodologia di lavoro sono completamente diversi: lo scienziato lavora sulla materia, il filosofo sul pensiero. Ma \u00e8 evidente, ripetiamo, che dobbiamo esserci persi qualche cosa, perch\u00e9 si vede che i filosofi come Giorello, al giorno d&#8217;oggi, si vergognano della specificit\u00e0 della ricerca filosofica e si sentono molto pi\u00f9 legittimati allorch\u00e9 adottano i presupposti, la prospettiva e i metodi di lavoro che sono propri degli scienziati. Si vede che, mettendosi il camice bianco, anche i poveri filosofi si sentono un po&#8217; meno inutili, un po&#8217; meno derelitti, in una societ\u00e0 che ha fatto dell&#8217;efficienza materiale la sua bandiera.<\/p>\n<p>Non siamo noi a dirlo; \u00e8 Giorello che, in un passaggio precedente della medesima intervista, respingendo l&#8217;idea che scienza e tecnica possano avere una parte di responsabilit\u00e0 nella formazione del &quot;pensiero unico&quot; democratico, aveva affermato testualmente che<\/p>\n<p><em>&quot;&#8230; la comunit\u00e0 scientifica \u00e8 fortemente aperta. Certo bisogna anche sobbarcarsi il difficile cammino di essere educati alla scienza&#8230;(&#8230;) L&#8217;autorit\u00e0 all&#8217;interno della comunit\u00e0 scientifica \u00e8 un&#8217;autorit\u00e0 conquistata attraverso la competenza, viene acquisita da alcuni componenti per le capacit\u00e0 intrinseche a svolgere una ricerca, che ha come scopo una forma di sapere pubblico e controllato.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Davvero, leggendo queste frasi ci par di sognare. La comunit\u00e0 scientifica &quot;fortemente aperta&quot;? La scienza odierna come &quot;forma di sapere pubblico e controllato&quot;? Ma stiamo scherzando? I casi sono due: o noi o Giorello, in questi anni, abbiamo vissuto su due pianeti totalmente diversi. A noi, infatti, pare che poche comunit\u00e0 siano pi\u00f9 chiuse e autoreferenziali dell&#8217;attuale comunit\u00e0 scientifica, sempre pronta a fare quadrato e a rigettare ogni forma dissidente di ricerca scientifica, dalla medicina alla fisica, dall&#8217;astronomia all&#8217;archeologia. E quanto al sapere pubblico e controllato, chi non sa che la parte principale della ricerca scientifica si fa, oggi, nelle strutture delle grandi agenzie politico-militari, come il Pentagono e la NASA, o delle societ\u00e0 multinazionali; e che \u00e8 caratterizzata da una estrema segretezza, anche perch\u00e9 vi si conducono ricerche altamente pericolose e nocive per la salute e per l&#8217;ambiente, di cui \u00e8 bene che l&#8217;opinione pubblica non sappia nulla di nulla?<\/p>../../../../n_3Cp>Conclusione. Giorello pu\u00f2 anche dire di parteggiare per gli anarchici e per i black bloc, ma di fatto ragiona come lo scudiero ufficiale di una struttura di potere, l&#8217;apparato tecno-scientifico, che non solo non ha niente di democratico, ma che \u00e8 la quintessenza del potere gerarchico, coercitivo e basato sul dogma del pensiero unico pi\u00f9 pericoloso che esista: quello della Scienza eretta a nuova religione dell&#8217;umanit\u00e0. E, per instaurare una tale religione totalitaria, bisogna prima di tutto spazzar via il senso del mistero e quello del sacro. Come Giorello, volonterosamente, si appresta a fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una intervista concessa al quotidiano Il Gazzettino di Treviso (12 giugno del 2004), il filosofo Giulio Giorello si esprimeva, secondo noi giustamente, contro le pretese<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-24499","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24499"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24499\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}