{"id":24491,"date":"2015-07-28T06:27:00","date_gmt":"2015-07-28T06:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/come-gli-dei-del-paganesimo-diventarono-demoni\/"},"modified":"2015-07-28T06:27:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:27:00","slug":"come-gli-dei-del-paganesimo-diventarono-demoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/come-gli-dei-del-paganesimo-diventarono-demoni\/","title":{"rendered":"Come gli d\u00e8i del paganesimo diventarono d\u00e8moni"},"content":{"rendered":"<p>Come si concilia la credenza greco-romana nell&#8217;esistenza di &quot;demoni&quot;, esseri intermedi fra gli uomini e gli d\u00e8i, con quella cristiana negli angeli e nei diavoli, credenza, quest&#8217;ultima, che divide nettamente in due schiere, buona e malvagia, le creature spirituali che si muovono al di sopra della dimensione umana, ma nella quale possono intervenire?<\/p>\n<p>Nel corso di un certo lasso di tempo, gli scrittori, i padri della Chiesa, gli apologisti cristiani accentuarono la tendenza a vedere nei &quot;demoni&quot; pagani null&#8217;altro che diavoli (&quot;daimon&quot; \u00e8 un essere divino; &quot;diabolos&quot; \u00e8 colui che divide o che accusa); e, di conseguenza, nel paganesimo, nient&#8217;altro che una religione demoniaca, che, sotto le mentite spoglie delle varie divinit\u00e0 e dei vari culti, serve, in effetti, il Diavolo in persona, allo scopo di portare gli uomini alla confusione, al peccato e alla dannazione eterna.<\/p>\n<p>Tracce di questa teologia sono presenti negli scritti cristiani pi\u00f9 antichi, come le \u00abEpistole\u00bb paoline: nella famosa \u00abLettera ai Romani\u00bb, in particolare, si afferma chiaramente che esiste una stretta relazione fra il culto di divinit\u00e0 false e ingannevoli, che si fanno adorare in quanto idoli di animali, e il traviamento morale dei loro seguaci, che, smarrita, falsificata e orribilmente deturpata l&#8217;immagine di Dio, precipitano nelle peggiori perversioni.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, nella cultura cristiana dei primi secoli, esisteva anche la tendenza opposta, mirante a riallacciarsi alle radici della civilt\u00e0 greca e a interpretare in senso cristiano, per quanto possibile, le stesse credenze del paganesimo, sia quelle filosofiche, sia, perfino, quelle religiose; e, all&#8217;interno di essa, si pensava che i &quot;demoni&quot;, o messaggeri, di cui avevano parlato Socrate e Platone, altro non fossero che gli angeli. Questa tendenza operava quindi una distinzione fra demoni buoni e cattivi: i diavoli veri e propri corrispondevano ai demoni malvagi.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, a partire dall&#8217;et\u00e0 costantiniana si accent\u00f2 la prima tendenza, quella anticlassica e antipagana, forse anche perch\u00e9, nella stessa fase storica, si stava accentuando la tendenza uguale e contraria da parte del paganesimo morente, e specialmente del neoplatonismo: uomini come Celso, come Porfirio, come Giamblico, non facevano sconti al cristianesimo e ritorcevano contro di esso l&#8217;accusa di venerare come creature spirituali e benevole, ossia come angeli, delle creature malvagie, che erano, in realt\u00e0 dei diavoli veri e propri.<\/p>\n<p>In questi scambi di accuse e controaccuse, era chiaro che l&#8217;ultima parola sarebbe spettata, alla fine, a quella delle due culture che avesse materialmente preso il sopravvento sull&#8217;altra; e dopo che, con l&#8217;editto di Tessalonica (27 febbraio del 380 d. C.), Graziano e i suoi colleghi, Teodosio e Valentiniano II, ebbero messo fuori legge i culti pagani (insieme all&#8217;arianesimo), il processo di demonizzazione del paganesimo conobbe una brusca accelerazione. Ne parla diffusamente lo storico svizzero Jakob Burckhardt nella sua opera ormai classica \u00abL&#8217;et\u00e0 di Costantino il Grande\u00bb, del 1853, in un capitolo dedicato, in modo specifico, a questo argomento: per cui rimandiamo ad esso il lettore desideroso di ulteriori approfondimenti.<\/p>\n<p>Ma dobbiamo ritenere ormai chiusa e definitivamente chiarita tale questione storiografica? Niente affatto: perch\u00e9, se \u00e8 certo che la cultura cristiana, a un certo punto, anche per ragioni contingenti e strumentali, ritenne di &quot;demonizzare&quot; pi\u00f9 o meno tutto il paganesimo, \u00e8 pur vero che l&#8217;altra tendenza, ispirata a rispetto nei confronti della cultura classica, e specialmente di alcuni autori, come Platone e Virgilio, pi\u00f9 facilmente suscettibili di essere &quot;cristianizzati&quot;, non si spense mai del tutto: s\u00ec che sarebbe pi\u00f9 giusto affermare che il cristianesimo prevalse sul paganesimo, ma al prezzo di molte concessioni verso la cultura sconfitta, con la quale fin\u00ec per realizzarsi una sorta di sincretismo, complesso e a volte problematico, ma originale e vitale.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non si pu\u00f2 negare che, nel tardo paganesimo, e specialmente nel neoplatonismo, vi sia stata una forte attrazione nei confronti della magia, anche della magia nera, dell&#8217;occultismo, della negromanzia, s\u00ec che non riesce sempre facile, allo studioso moderno, capire fino a che punto la tendenza cristiana a vedere gli dei e i &quot;demoni&quot; del paganesimo come esseri malvagi e diabolici, sia una sostanziale forzatura, scaturita dallo scontro e dalla polemica in atto con la cultura pagana, e quanto, invece, corrisponda a un dato di fatto reale e oggettivo, ossia alla reale credenza, e talvolta alla adorazione, in chiave di magia nera, dei demoni malvagi, da parte dei filosofi e dei sacerdoti pagani, specialmente quelli di orientamento neoplatonico o platonizzante.<\/p>\n<p>Non deve perci\u00f2 destare troppa meraviglia il fatto che una simile ambiguit\u00e0 sia stata consegnata in eredit\u00e0 ai secoli del Medioevo, durante i quali le due tendenze continuarono a sopravvivere: e, mentre alcuni inquisitori vedevano nelle &quot;streghe&quot; del loro tempo delle donne che praticavano arti diaboliche di origine antichissima, e cio\u00e8 pagana, non mancarono nemmeno studiosi, anche di tendenza ereticale, che si sforzarono di &quot;riabilitare&quot; la natura degli d\u00e8i pagani, negando la loro intrinseca malvagit\u00e0. Tale fu la convinzione di Vilgardo, che fin\u00ec giustiziato a Ravenna, nel 970, dopo un processo e una condanna per eresia.<\/p>\n<p>Il punto di vista &quot;classico&quot;, cio\u00e8 anticattolico, sul processo di demonizzazione del paganesimo, \u00e8 stato esposto, fra gli altri, dal latinista Carlo Pascal (Napoli, 21 ottobre 1866 &#8212; Milano, 22 settembre 1926) in numerose opere, in particolare nella monografia \u00abD\u00e8i e diavoli. Saggi sul paganesimo morente\u00bb (Firenze, Le Monnier, 1904, ristampato con il titolo: \u00abD\u00e8i e diavoli nel paganesimo morente\u00bb, Fratelli Melita Editori, 1988, pp. 71-79):<\/p>\n<p>\u00abGli antichi d\u00e8i detronizzati non perdettero per\u00f2 ogni efficacia sugli spiriti ed ogni intervento nei fatti umani. Fu ad essi riserbata una strana sorte, diventarono demoni. [&#8230;] Tanto nel paganesimo quanto nel cristianesimo era la dottrina che fossero spiriti vaganti per il mondo, intermediari tra l&#8217;uomo e la divinit\u00e0, variamente operanti sui destini umani, o custodi di singole vite. Nel paganesimo la credenza nei demoni, come spiriti individuali che accompagnassero l&#8217;uomo, \u00e8 molto antica: si ritrova gi\u00e0 in Pindaro (&quot;Phyt.&quot;, V, 164 seg.) e in Teognide (v. 161 sgg.); e presso Menandro (fr. 550 Kock) si ha gi\u00e0 la distinzione tra due specie di demoni, i buoni e i cattivi. Notissime sono del resto le tradizioni sul cattivo demone di Bruto (Plut., &quot;Brut.&quot;, 36) e su quello di Cassio Parmense (Val. Mass., I, 7, 7). Nel tardo paganesimo tal dottrina sembrava offrire il modo di conciliare l&#8217;antico politeismo con la nuova idea monoteistica, di cui pareva farsi sempre pi\u00f9 vivo il bisogno nelle coscienze. Massimo Tirio attesta essere gi\u00e0 universale al suo tempo la credenza che ci fosse un unico dio, re e padre di tutte le cose, e accanto a lui molti altri d\u00e8i, figliuoli di Dio. Questo, egli dice (&quot;Diss.&quot;, XVIII, 5), professa il greco e lo straniero, l&#8217;uomo del continente e il marinaro, il saggio e l&#8217;indotto. E altrove (&quot;Diss.&quot;, XIV, 8) egli spiega il concetto di queste divinit\u00e0 secondarie. Sono nature immortali, che risiedono tra la terra e il cielo, pi\u00f9 deboli di Dio, ma pi\u00f9 forti degli uomini, e sono ministri di Dio, e custodi degli uomini. Cos\u00ec pure li rappresenta Apuleio nel &quot;Deo Socratis&quot;, quali &quot;medias potestates per quas desideria nostra et merita ad Deos commeant&quot;, e Plutarco nel &quot;De defectu oraculorum&quot;, 10, asserisce che avevano risoluto le maggiori difficolt\u00e0 quelli che avevano escogitato una stirpe di demoni intermedia tra l&#8217;uomo e la divinit\u00e0. Come si vede molto si avvicinava a tale concetto quello degli angeli cristiani, che troviamo raffigurati negli antichi monumenti raffigurati ai lati del Salvatore, alati campioni della verit\u00e0 e della fede, intermediari tra la volont\u00e0 divina e le speranze e le preghiere umane. Anche su questo punto si accese il dibattito tra i sostenitori delle due religioni avversarie, giacch\u00e9 gli oppositori del cristianesimo, come il platonico Celso, affermavano non potersi far distinzione tra i demoni pagani e gli angeli cristiani (Orig., &quot;Contra Celsum&quot;, V, 4, sg.). E tra le file stesse dei Cristiani non mancarono quelli che tale identit\u00e0 ammisero e propugnarono, e ne trassero anzi argomento a confortare la loro tesi, che parte della verit\u00e0 si fosse gi\u00e0 rivelata ai saggi antichi. Viene di solito attribuita a Platone la conoscenza della vera natura degli angeli, sulla scorta di quel passo del &quot;Simposio&quot; (202 E) nel quale si dice essere i d\u00e8moni nature intermedie tra gli d\u00e8i e gli uomini, nunzi ai primi delle cose umane. Tal concetto fu poi ripreso e spiegato da Porfirio [&#8230;]<\/p>\n<p>Ma il paganesimo aveva pure [&#8230;] i suoi i suoi d\u00e8moni maligni. Questi si compiacevano di sferze, battiture e digiuni, voci di malo augurio, detti osceni (Plut., &quot;De Iside et Os.&quot;, XXVI; &quot;De defectu oracul.&quot; XIII in f.). Ed era turbato anche il paganesimo dalle trepide fantasie di anime invase ed agitate dai d\u00e8moni; s&#8217;indicava anzi nelle superstizioni popolari una pietra miracolosa del Nilo, come avente la virt\u00f9 di fugare lo spirito maligno, sol che si accostasse al naso dell&#8217;invasato (Ps. Plutarco, &quot;De fluviis&quot;, XVI, 2). Si pu\u00f2 di leggieri immaginare quanto tal dottrina giovasse agli intenti degli apologisti cristiani, i quali vedevano dunque nello stesso paganesimo la conferma della loro idea, che cio\u00e8 le anime degli infedeli fossero in preda a spiriti malvagi. Lattanzio riporta le opinioni di Hermes Trismegisto e di Asclepio, che chiamavano i d\u00e8moni &quot;nemici e tormentatori degli uomini&quot; (&quot;Inst.&quot;, II, 15, 8) [&#8230;].E tanto oltre gli apologisti procedettero in questa loro idea, che s&#8217;indussero a interpretare come spiriti maligni, pure quelli che come tali non erano stati evidentemente considerati dagli scrittori che essi citano; Lattanzio si appella alla autorit\u00e0 di Esiodo e ne riporta i due versi (&quot;Op. et D.&quot;, 122 sg) [&#8230;]. Peggio \u00e8 che a tali scrittori, che pur si ornavano di cos\u00ec eletta sapienza, non ripugnasse maculare la pur grandiosa memoria di Socrate, traendo a siffatta interpretazione il demonio socratico. Menti cos\u00ec illuminate, che non rifuggivano dal prendere l&#8217;anima sublime di Socrate come tipo ed esempio di tutti gli ossessi, di tutti gl&#8217;invasati dal demone malvagio! Cos\u00ec Minucio Felice (&quot;Oct.&quot;, 26) &quot;[daemonas] Socrates novit qui ad nutum et arbitrium assidenti sibi daemonis vel declinabat negotia vel petebat&quot;. Cos\u00ec Ciprinao [&#8230;] e Tertulliano [&#8230;] e Lattanzio [&#8230;] nei quali passi tutti l&#8217;esempio di Socrate \u00e8 addotto per quanto dalle parole citate non appaia, per confermare con un&#8217;autorit\u00e0 storica l&#8217;esistenza dei d\u00e8moni maligni. Il cristianesimo dunque interpret\u00f2 come malvagi tutti i d\u00e8moni. [&#8230;] A tal condizione di d\u00e8moni i filosofi del cristianesimo ridussero gli antichi d\u00e8i pagani. Essi non negarono la loro realt\u00e0 n\u00e9 il loro intervento nei fatti umani: ma li giudicarono spiriti malvagi, insidiosi, e ingannatori, che ponevano la loro stanza nei templi e nelle statue consacrate ed ivi facevano risentire i loro malefici effetti, sconvolgendo le menti, distraendole dalla cognizione di Dio, irrompendo a quando a quando nei corpi miserandi degli uomini, torcendone le membra, distruggendone la salute.\u00bb<\/p>\n<p>Ci \u00e8 impossibile riportare tutto il brano riguardante la demonizzazione del paganesimo, per cui ne riassumiamo brevemente il seguito.<\/p>\n<p>Pascal ricorda che sia Commodiano, nelle \u00abInstructiones\u00bb, sia Lattanzio, nelle Instututiones\u00bb, rifacendosi a un celebre passo della \u00abGenesi\u00bb, spiegano la comparsa dei d\u00e9moni come effetto della mescolanza sessuale degli angeli inviati da Dio sulla Terra e le femmine umane, delle quali si erano invaghiti, contaminandosi e perdendo, cos\u00ec, la loro natura celestiale. Lattanzio, poi (II, 14), dice che le creature generate da quegli amplessi furono di due specie, l&#8217;una celeste, l&#8217;altra terrena. Dopo la loro morte, questi figli degli angeli corrotti erano stati adorati dagli uomini come d\u00e8i, ma non erano che d\u00e8moni. Questa tradizione si fuse con un&#8217;altra, molto pi\u00f9 antica, secondo la quale gli spiriti dei morti diventano d\u00e9moni, credenza attestata, fra gli altri, in Esiodo, Eschilo, Euripide. Si trattava di divinit\u00e0 parificate ai d\u00e8moni: ma, ovviamente, non nel senso di esseri malvagi, bens\u00ec in quello, diciamo cos\u00ec &quot;socratico&quot;, di creature intermedie fra le umane e le divine. Gli apologisti cristiani non avrebbero fatto altro che unificare le due credenze pagane: quella che i d\u00e8moni fossero gli spiriti dei morti e quella che d\u00e8moni fossero gli d\u00e8i. Con questa variante, per\u00f2: che non ammisero l&#8217;esistenza di d\u00e8moni buoni, ma li immaginarono tutti malvagi, tutti asserviti alla potest\u00e0 del Male.<\/p>\n<p>I d\u00e8moni, dunque, pur vagando negli spazi fra la terra e il cielo, avevano la loro sede nei templi e nelle statue delle divinit\u00e0 pagane: si pascevano dei sacrifici offerti loro dagli uomini ed esercitavano su di essi ogni sorta di malefico influsso. Cos\u00ec Lattanzio, cos\u00ec Cipriano. A partire da quel momento, cominci\u00f2 la trasformazione degli d\u00e8i in d\u00e8moni anche nell&#8217;immaginario collettivo: e Diana, per esempio, divenne il demonio che presiedeva, di notte, il sabba delle streghe. Il pantheon, tempio di tutti gli d\u00e8i, divenne il ricettacolo di tutti i d\u00e8moni; mentre Venere, la tentatrice per eccellenza, divenne la principessa dell&#8217;Inferno. Vilgardo, l&#8217;eretico del X secolo che tent\u00f2 di restaurare la natura non maligna degli d\u00e8i pagani, fu visto dalla Chiesa come l&#8217;espressione di un estremo rigurgito delle credenze demoniache, e condannato a morte.<\/p>\n<p>Questa, in sintesi, la tesi centrale di Carlo Pascal circa la demonizzazione del tardo paganesimo greco-romano da parte della vittoriosa religione cristiana.<\/p>\n<p>A questo punto, potremmo lasciare impregiudicata la sostanza della questione e limitarci a prendere atto della radicale inconciliabilit\u00e0 delle due tendenze teologiche oggi esistenti: quella filo-cattolica, propensa a ribadire la natura demoniaca degli dei del paganesimo, e quella filo-pagana, che la nega, e, semmai, tenta di ribaltare l&#8217;accusa. Colpisce il silenzio imbarazzato della storiografia: nessuno storico ha voglia di impelagarsi in una simile discussione; cos\u00ec come pochi hanno voglia di impelagarsi in una discussione, non gi\u00e0 sulle vicende relative ai processi medievali contro la stregoneria, ma circa la reale natura della stregoneria stessa.<\/p>\n<p>Ci sembra che l&#8217;antropologia e la storia delle religioni possano e debbano venire in nostro soccorso, davanti a un simile silenzio imbarazzato, cos\u00ec come davanti a tesi contrapposte cos\u00ec chiaramente originate da preoccupazioni di natura extra-storiografica. La domanda che poniamo \u00e8 la seguente: esisteva un culto demoniaco, all&#8217;interno della religione &#8212; ma sarebbe meglio dire: delle religioni &#8212; del paganesimo, o si trattava di false accuse gettate dai cristiani; cos\u00ec come i cristiani, a loro volta, erano stati a lungo accusati di ateismo, per il fatto di aver sempre rifiutato di rendere al loro Dio un culto &quot;materialistico&quot;, simile a quello dei pagani? E, secondariamente: si trattava di mere credenze superstiziose, oppure esse poggiavano su qualche cosa di reale?<\/p>\n<p>Alla prima domanda, crediamo di poter rispondere affermativamente. Gli antropologi che hanno studiato da vicino molti popoli extra-europei, sanno che, in molti di essi, sono vivi non solo la credenza nelle entit\u00e0 demoniache, ma anche il loro culto e la loro evocazione magica; che i praticanti della stregoneria tentano di servirsene per i loro scopi tenebrosi, e li adorano, chiedendo loro di ricevere i poteri di cui hanno bisogno; e che tali poteri e tali entit\u00e0 sono molto temuti dalla popolazione, la quale si sente esposta alla loro azione subdola e malvagia, suscettibile di portare perfino alla morte, operata a distanza, di persone innocenti, secondo la volont\u00e0 perversa degli spiriti maligni, delle streghe o degli stregoni. E, se tale credenza esiste ancora oggi, non si vede perch\u00e9 non avrebbe dovuto esistere allora, quando le conoscenze scientifiche erano assai pi\u00f9 rudimentali e la distinzione fra mondo naturale e mondo soprannaturale (o, anche, preternaturale) era sovente di difficile definizione.<\/p>\n<p>Anche alla seconda domanda crediamo di poter rispondere affermativamente, ma a titolo di convinzione personale. Se il Diavolo esiste, allora gli stregoni e le streghe che praticano la magia nera possono realmente operare dei malefici e altre forme di azione malvagia a distanza nei confronti delle loro vittime; e anche il Diavolo stesso pu\u00f2 vessare, ossessionare, e, nei casi pi\u00f9 gravi, possedere le persone che ha preso di mira. Inoltre, se il Diavolo esiste, \u00e8 perfettamente logico pensare che esso si serva, e si sia sempre servito, di talune credenze religiose, di taluni culti, di talune categorie di persone dedite a tali culti, per realizzare i suoi scopi a danno dell&#8217;umanit\u00e0, ma senza farsi riconoscere come tale. In altre parole, \u00e8 logico pensare che, accanto al satanismo, cio\u00e8 all&#8217;adorazione consapevole del Diavolo, gli uomini abbiano talvolta adorato quest&#8217;ultimo in forma inconsapevole, attraverso religioni pagane basate sulla crudelt\u00e0, sulla violenza, sul sacrificio umano, laddove egli simulava di essere Dio e riusciva a stravolgere, cos\u00ec, ai loro occhi, la vera immagine di Dio stesso, che \u00e8, prima di tutto, Amore.<\/p>\n<p>Avvenne qualche cosa di simile nel tardo paganesimo, in certe sette e circoli neoplatonici, cos\u00ec come si pu\u00f2 almeno sospettare una presenza diabolica in certi culti e in certe pratiche di taluni popoli extra-europei, basati sull&#8217;odio, sulla malvagit\u00e0 sistematica, sull&#8217;assassinio di persone innocenti, sul cannibalismo, sulla tortura efferata dei prigionieri, tenuti in vita il pi\u00f9 possibile, prima di essere uccisi, per poter esercitare su di essi il massimo della crudelt\u00e0 fisica e morale? Viene in mente, ad esempio, la setta indiana dei Thugs; vengono in mente certe pratiche magiche e cannibalistiche dei primitivi della Nuova Guinea, o certe raffinatissime forme di tortura praticata dagli Irochesi e da altri popoli nordamericani; viene in mente la strage di vittime umane nei sacrifici aztechi; e, naturalmente, anche il sadismo infernale che spingeva folle immense di Romani a godere della sofferenza e della morte di migliaia di persone, nel corso di spettacoli pubblici ove esse erano crocifisse, arse vive, date in pasto alle fiere&#8230; C&#8217;era la presenza dei Diavolo, in tutto questo, mirante non solo a ottundere e spegnere ogni senso morale, ogni legge naturale nel cuore degli uomini, ma anche a sovvertire e rovesciare la vera immagine di Dio?<\/p>\n<p>A questo proposito, vi \u00e8 posto per opinioni personali diversificate. Si tratta, comunque, di questioni serie, sia sotto il profilo teologico, religioso e morale, sia sotto quello strettamente storiografico. Non \u00e8 affatto vero che una sana storiografia non dovrebbe nemmeno porsi simili interrogativi. Perch\u00e9 mai non dovrebbe farlo? Forse perch\u00e9 l&#8217;ipotesi del Diavolo non \u00e8 degna del modo di pensare di un uomo del terzo millennio, e specialmente di uno studioso? Ma ecco smascherato l&#8217;equivoco: la credenza nella esistenza del Diavolo, come in quella di Dio, non ha niente a che fare con la scienza: non pu\u00f2 essere &quot;decisa&quot; dalla storico, e neppure dall&#8217;antropologo. Lo storico e l&#8217;antropologo devono limitarsi a prendere atto che quella credenza \u00e8 esistita per secoli e millenni, e, in parte, esiste tuttora. Nessuno ha il diritto di dedurne che, se essa sta scomparendo, ci\u00f2 dipende dal fatto che non esistono; ma soltanto che l&#8217;uomo, grazie all&#8217;uso libero e spregiudicato della propria ragione, ritiene di non aver pi\u00f9 &quot;bisogno&quot; di credere a simili cose. Perch\u00e9 questa sarebbe una invasione di campo: lo storico faccia il suo mestiere di storico, e l&#8217;antropologo faccia il suo mestiere di antropologo; che essi studino, cio\u00e8, i fatti: le convinzioni e le conclusioni in materia religiosa e spirituale sono tutt&#8217;altra cosa, e ogni singolo essere umano pu\u00f2 giungere a quelle che il suo cuore, la sua mente, la sua anima, gli suggeriscono. Senza dover temere il giudizio altrui, e specialmente di coloro i quali, con presunzione immotivata, si ergono a giudici infallibili delle credenze altrui, e pretendono di dettare anche allo storico o all&#8217;antropologo quali devono essere le loro personali opinioni circa l&#8217;intima natura dei fatti che sono chiamati a studiare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si concilia la credenza greco-romana nell&#8217;esistenza di &quot;demoni&quot;, esseri intermedi fra gli uomini e gli d\u00e8i, con quella cristiana negli angeli e nei diavoli, credenza,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[95,246],"class_list":["post-24491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-angeli","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24491"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24491\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}