{"id":24486,"date":"2011-09-02T07:13:00","date_gmt":"2011-09-02T07:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/02\/il-problema-della-cultura-democratica-e-che-ogni-cretino-si-crede-un-aristotele\/"},"modified":"2011-09-02T07:13:00","modified_gmt":"2011-09-02T07:13:00","slug":"il-problema-della-cultura-democratica-e-che-ogni-cretino-si-crede-un-aristotele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/02\/il-problema-della-cultura-democratica-e-che-ogni-cretino-si-crede-un-aristotele\/","title":{"rendered":"Il problema della cultura democratica \u00e8 che ogni cretino si crede un Aristotele"},"content":{"rendered":"<p>Il mio amico Lorenzo dice che fra una cinquantina d&#8217;anni l&#8217;aggettivo &quot;democratico&quot; avr\u00e0 assunto un significato infamante, cos\u00ec come lo hanno assunto, nel volgere del secolo scorso, gli aggettivi &quot;fascista&quot; e &quot;comunista&quot;.<\/p>\n<p>Secondo lui, verr\u00e0 il giorno in cui tutta la miseria di un sistema demagogico, inefficiente e deresponsabilizzante, dove i peggiori imbonitori delle folle hanno sempre l&#8217;ultima parola, dove nessuno si assume mai la propria parte di responsabilit\u00e0 per il bene comune e dove si scarica sempre su qualcun altro l&#8217;onere delle cose da fare a servizio della comunit\u00e0, cadr\u00e0 nel disprezzo generale e verr\u00e0 seppellito sotto il peso di una condanna inappellabile.<\/p>\n<p>In particolare, si ricorderanno con pena e vergogna le pretese dei sistemi democratici di farsi norma a se stessi, di dettar legge al mondo intero e perfino d&#8217;intraprendere crociate di &quot;liberazione&quot;, armi alla mano, per esportare le proprie meraviglie in quegli angoli arretrati e sfortunati del globo, ove ancora non erano giunte le magnifiche sorti e progressive della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Allora, lui pensa, emerger\u00e0, dalla forza stessa delle cose, un modo completamente nuovo di intendere la politica, fondato sulla maturit\u00e0 e sul senso di responsabilit\u00e0 di ciascun individuo e alimentato dalla consapevolezza che \u00e8 necessario l&#8217;impegno generoso e intelligente di tutti, affinch\u00e9 sia preservato il bene di ognuno: vale a dire una sorta di super-anarchia, dove non esista pi\u00f9 la delega del governo, ma ognuno partecipi direttamente alla gestione della cosa pubblica, con spirito lungimirante e costruttivo.<\/p>\n<p>Anche a me piacerebbe crederlo, ma non so se ci arriveremo e, soprattutto, sono meno ottimista circa i tempi che saranno necessari per giungervi, ammesso che ci\u00f2 accada; per\u00f2 una cosa, intanto, mi sembra evidente: il danno, anzi, il cumulo di danni gravissimi che la mentalit\u00e0 e la cultura democratiche, autoproclamatesi sola e vera luce del mondo e antidoto infallibile contro ogni male del vivere sociale, hanno arrecato alla societ\u00e0 medesima.<\/p>\n<p>In particolare, il danno che ha prodotto lo spirito democratico emerso dal 1789, oltre che dalle pagine di John Locke e degli illuministi francesi, consiste nell&#8217;avere instillato nei cervelli e nelle coscienze l&#8217;idea, palesemente assurda e foriera d&#8217;infinite conseguenze negative, che alla pari dignit\u00e0 di ciascun essere umano corrisponda una assoluta equivalenza di valore nell&#8217;ambito del sapere, del pensare, del conoscere e del volere.<\/p>\n<p>In democrazia, pena subire l&#8217;accusa infamante di &quot;reazionario&quot; e quella, ancor pi\u00f9 terribile, di &quot;antimoderno&quot;, nessuno pu\u00f2 azzardarsi ad affermare che una cosa \u00e8 il sapere di chi ha dedicato la propria intera vita allo studio appassionato, e una cosa e ben diversa \u00e8 il preteso sapere di chi, senza aver mai dedicato pi\u00f9 di qualche fuggevole e superficiale interesse alla ricerca, s&#8217;impanca a profondo pensatore e a tuttologo onnisciente.<\/p>\n<p>In democrazia, nessuno si confessa spontaneamente ignorante e nessuno riconosce la propria cultura o la propria intelligenza come inferiori a quelle di alcun altro: tutti si sentono dei geni pi\u00f9 o meno incompresi, tutti si ritengono dei pozzi di scienza e dei ricettacoli di sapere infuso, senza avere mai faticato n\u00e9 fatto sacrifici per colmare la propria abissale ignoranza o per ridurre la propria terrificante stupidit\u00e0.<\/p>\n<p>In breve, la cultura democratica \u00e8 caratterizzata dal fatto che, in essa, qualunque deficiente si crede un Aristotele, un Pico della Mirandola o un Leonardo da Vinci, si ringalluzzisce e fa la ruota come un pavone, credendo egli stesso all&#8217;immagine megalomane che si \u00e8 formato di se stesso.<\/p>\n<p>Se poi ci domandassimo come si sia arrivati a questo punto &#8211; perch\u00e9 cos\u00ec non era in tempi forse un po&#8217; meno democratici, ma certamente pi\u00f9 consapevoli del reale valore delle persone e delle cose &#8211; credo non tarderemmo ad arrivare alla conclusione che una gravissima responsabilit\u00e0 pesa sull&#8217;agenzia educativa per antonomasia, ossia la scuola.<\/p>\n<p>Nel suo furore democraticistico ed egualitario, nel suo odio dichiarato per ogni distinzione di merito e di competenza, visti da certa pedagogia pseudo libertaria (don Milani compreso) come il cavallo di Troia della discriminazione di classe e della ingiustizia sociale istituzionalizzata, la scuola ha fatto e sta seguitando a fare di tutto per appiattire, livellare, omologare gli studenti e per uniformare il loro livello di preparazione verso il basso, cos\u00ec da spegnere, frustrare e scoraggiare ogni punta di eccellenza.<\/p>\n<p>In tale opera di demolizione sistematica, di ignorantizzazione programmatica, di svilimento intenzionale della creativit\u00e0, del merito e del pensiero critico, la scuola ha poderosamente contribuito a far s\u00ec che qualunque nullit\u00e0 si senta un genio e che le persone perdano ogni capacit\u00e0 di giudizio rispetto a se stesse, inebriandosi di virt\u00f9 che non possiedono e gonfiandosi d&#8217;orgoglio per competenze che risultano bens\u00ec certificate sulla carta, magari a suon di dieci decimi nei licei e di trenta trentesimi nelle universit\u00e0, ma che, in realt\u00e0, non esistono affatto.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 evidente che, in un orizzonte socioculturale dominato dall&#8217;ipocrisia e dalla finzione, chiunque si sente promosso al rango di aspirante al Premio Nobel; ed \u00e8 altrettanto chiaro che, in una situazione ove la statura media \u00e8 quella dei nani, chi sia alto un metro e mezzo si sente un colosso e se ne va in giro a petto in fuori, abbassando la testa quando deve passare sotto l&#8217;arco di trionfo, perch\u00e9, altrimenti, rischierebbe di urtarvi contro con la fronte.<\/p>\n<p>Ancora una volta, quello che manca, quello che si \u00e8 cercato di rimuovere, \u00e8 il socratico \u00abconosci te stesso\u00bb, quella consapevolezza di s\u00e9, dei propri limiti, delle proprie reali attitudini, della propria verit\u00e0 interiore, dai quali solamente potrebbero scaturire, non senza un lungo e faticoso processo di ricerca, la vera conoscenza e la vera saggezza.<\/p>\n<p>Nessuno possiede la scienza per grazia infusa; tutti la devono cercare umilmente, pazientemente, individualmente: perch\u00e9 non \u00e8 una merce che si venda all&#8217;ingrosso, n\u00e9 che si trovi bella e pronta sugli scaffali del supermercato, come vorrebbero far credere &#8211; e non senza uno smaccato tornaconto personale -, fra gli altri, tanti sedicenti &quot;guru&quot; e tante &quot;guide spirituali&quot; che, in clima New Age, non arrossiscono nel dichiararsi tali e nel proporre ai comuni mortali dei magnifici e mai visti cammini di consapevolezza, di pienezza e di vitalit\u00e0 esistenziale.<\/p>\n<p>Il danno pi\u00f9 grave arrecato alla consapevolezza di s\u00e9 dalla cultura pseudo democratica, infatti, non \u00e8 tanto l&#8217;ignoranza, quanto la presunzione; non il desolante vuoto di pensiero e di contenuti, ma il fatto di credersi gi\u00e0 per lo meno met\u00e0 sapienti e met\u00e0 saggi: laddove la mezza sapienza e la mezza saggezza, quand&#8217;anche esistessero (ma non \u00e8 merce che si acquisti in percentuale), sarebbero comunque le peggiori nemiche dell&#8217;unica cosa che conta: la coscienza di quanto si \u00e8 indietro nel cammino di ricerca e l&#8217;umilt\u00e0 che da essa scaturisce.<\/p>\n<p>Chi non sa e crede di sapere, oppure chi sa qualcosa e crede di sapere molto o quasi tutto, si trova in una condizione assai peggiore di chi non sa nulla o quasi nulla per\u00f2, al tempo stesso, \u00e8 cosciente della propria ignoranza: perch\u00e9 proprio da quella consapevolezza pu\u00f2 nascere l&#8217;autentica esigenza di mettersi seriamente al lavoro per cercare il sapere e per aprirsi al mistero e alla grazia della vera conoscenza, che non \u00e8 mai qualcosa di puramente umano.<\/p>\n<p>La seconda agenzia di diseducazione sistematica \u00e8, duole dirlo, la famiglia.<\/p>\n<p>Ormai non c&#8217;\u00e8 quasi mamma che non ritenga la propria figlia meritevole di venire acclamata Miss Universo e non vi \u00e8 quasi pi\u00f9 pap\u00e0 che non s&#8217;immagini il proprio rampollo predestinato alla gloria della scienza e del sapere, passando come minimo per la Normale di Pisa.<\/p>\n<p>Provate a osservare la reazione dei genitori di fronte a un insuccesso scolastico del proprio figlio: non si discute nemmeno che responsabile di esso non \u00e8 lui, il povero pargoletto innocente che, magari, non nolo non ha alcuna voglia di studiare, ma nemmeno possiede le caratteristiche per frequentare quella determinata scuola; bens\u00ec del corpo docente, che \u00e8 totalmente inadeguato, che non ha saputo motivarlo, che non ha saputo valorizzarlo o che, addirittura, non sa insegnare puramente e semplicemente e che dovrebbe andare a zappare la terra (come se quello del contadino fosse un mestiere da stupidi&#8230;) e smetterla di rovinare tante belle intelligenze e tante giovani promesse del futuro Olimpo della scienza.<\/p>\n<p>Se, in prima elementare, il bambino torna a casa con quattro scarabocchi, quello \u00e8 un capolavoro da far impallidire Piero della Francesca e Raffaello Sanzio e va subito celebrato, osannato, incorniciato e glorificato mediante apposite cerimonie, invito a parenti ed amici, inni di lode intonate dai nonni e dagli zii, cineprese a tutto campo per eternare il glorioso avvenimento.<\/p>\n<p>Intendiamoci: una cosa \u00e8 il valore affettivo, per dei genitori, del disegno eseguito dal loro bambino; un&#8217;altra cosa e ben diversa \u00e8 il suo valore intrinseco. Eppure si cade nell&#8217;errore grossolano di identificare le due cose: e l&#8217;errore prosegue e si accentua, tenacemente ed implacabilmente, mano a mano che il dolce pargoletto cresce e passa attraverso i diversi gradi del processo di istruzione, fino alla sospirata e meritata laurea.<\/p>\n<p>Si \u00e8 mai visto un genitore che, davanti alla bocciatura del figlio svogliato e zuccone, dica semplicemente: \u00ab\u00c8 giusto cos\u00ec: l&#8217;anno prossimo lo iscriveremo ad una scuola pi\u00f9 adatta a lui, oppure lo manderemo ad imparare un mestiere\u00bb? Ma quando mai!, il piccolo \u00e8 stato vittima di una palese ingiustizia e bisogna fare subito ricorso al T. A. R.: il quale, suprema ipocrisia, senza entrare nel merito della valutazione di non idoneit\u00e0, va a cercare il pelo nell&#8217;uovo dal punto di vista burocratico, una firma che manca, una data sbagliata, e magari ripesca il silurato e restituisce l&#8217;onore offeso alla sacra famiglia della vittima.<\/p>\n<p>Come si esce da questa situazione?<\/p>\n<p>Come fare a restituire dignit\u00e0 al merito, consapevolezza di s\u00e9 alle persone?<\/p>\n<p>La strada \u00e8 lunga e dura, anche perch\u00e9 si tratta di ripercorrere, in salita, un cammino che da troppo tempo si era consolidato, sempre e solo in discesa.<\/p>\n<p>Ci era stato fatto credere che tutto sia facile, che tutto sia per tutti, che ogni verit\u00e0 equivalga a qualunque altra verit\u00e0; che nessuno abbia il diritto di giudicare, che siamo tutti belli e tutti bravi e tutti onesti e tutti intelligenti; come un mantra ci \u00e8 stato ripetuto, da legioni di psicologi che tengono rubriche sulle riviste patinate di moda, che siamo tutti eccezionali, tutti meravigliosi, tutti straordinari cos\u00ec come siamo, senza bisogno di fare proprio nulla per migliorarci, semmai qualche ritocco alla nostra immagine esteriore, un abbigliamento pi\u00f9 sexy e spigliato, un trucco un po&#8217; pi\u00f9 malizioso, un alludere insinuante con lo sguardo et voil\u00e0, il gioco \u00e8 fatto, il mondo intero cadr\u00e0, estasiato e ammutolito per l&#8217;ammirazione, ai nostri piedi.<\/p>\n<p>Be&#8217;, forse le cose non stanno proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p>Forse il vero piacersi ed il vero volersi bene non hanno nulla a che fare con questo pattume mediatico, con questo conformismo grossolano e con questo patetico culto dell&#8217;apparire, quasi che potesse sostituire la carenza dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Dobbiamo ripartire da zero o quasi: dobbiamo mettere bene in chiaro, prima di tutto con noi stessi e poi coi nostri figli, che siamo, s\u00ec, tutti creature uniche ed eccezionali, ma non certo indulgendo alle mode pi\u00f9 corrive, quelle che ci vorrebbero omologare e trasformare in prodotti di una catena di montaggio; bens\u00ec mettendoci duramente al lavoro e sforzandoci di tirar fuori la nostra parte pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 onesta e pi\u00f9 vera.<\/p>\n<p>Dobbiamo recuperare l&#8217;idea dell&#8217;impegno personale, della fatica, del sacrificio; dobbiamo restituire a queste parole il loro valore originario, dopo che l&#8217;edonismo oggi dominante le aveva rimosse e bandite dal nostro universo mentale.<\/p>\n<p>Questo dobbiamo fare: e puntare sulla forza di volont\u00e0, che, a sua volta, si alimenta di buone compagnie, di buone letture, di sani passatempi, senza i quali non si danno retto discernimento e onest\u00e0 d&#8217;intenzioni, prima di tutto nei confronti di se stessi.<\/p>\n<p>Tutto il resto \u00e8 chiacchiera senza costrutto o, peggio, furbizia interessata da chi ha tutto da guadagnare dal perdurare di uno stato di cose che ci sta portando verso il collasso non solo spirituale, ma anche materiale, dal momento che anche per far girare la ruota dell&#8217;economia c&#8217;\u00e8 bisogno di idee nuove, di menti creative e di capacit\u00e0 di discernimento.<\/p>\n<p>All&#8217;opera, dunque: la messe \u00e8 molta e gli operai sono pochi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio amico Lorenzo dice che fra una cinquantina d&#8217;anni l&#8217;aggettivo &quot;democratico&quot; avr\u00e0 assunto un significato infamante, cos\u00ec come lo hanno assunto, nel volgere del secolo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[97],"class_list":["post-24486","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-aristotele"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24486"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24486\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}