{"id":24479,"date":"2008-09-29T11:01:00","date_gmt":"2008-09-29T11:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/29\/la-delusione-esistenziale-e-la-malattia-mortale-che-produce-amarezza-cinismo-e-disperazione\/"},"modified":"2008-09-29T11:01:00","modified_gmt":"2008-09-29T11:01:00","slug":"la-delusione-esistenziale-e-la-malattia-mortale-che-produce-amarezza-cinismo-e-disperazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/29\/la-delusione-esistenziale-e-la-malattia-mortale-che-produce-amarezza-cinismo-e-disperazione\/","title":{"rendered":"La delusione esistenziale \u00e8 la \u00abmalattia mortale\u00bb che produce amarezza, cinismo e disperazione"},"content":{"rendered":"<p>Kierkegaard sosteneva che la \u00abmalattia mortale\u00bb dell&#8217;uomo \u00e8 la disperazione.<\/p>\n<p>Probabilmente aveva ragione; tuttavia, la disperazione \u00e8 l&#8217;effetto, non la causa, dell&#8217;angoscia dell&#8217;uomo di sempre, ma specialmente dell&#8217;uomo moderno, che ha troncato le proprie radici e si \u00e8 distaccato, ribellandovisi, dall&#8217;Essere, in cui egli trovava un orizzonte di senso e un forte aggancio con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ora egli vaga, confuso e angosciato, senza riuscire a ritrovare la bussola per orientarsi nel gran mare del relativismo e del nichilismo che lui stesso ha evocato; ma, all&#8217;origine della sua confusione e della sua disperazione, vi \u00e8 la delusione esistenziale, che lo ha riempito di amarezza e lo ha sospinto sulle aride vie del cinismo.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 particolarmente esposto a tale malattia, perch\u00e9 una delle caratteristiche fondanti della societ\u00e0 odierna \u00e8 precisamente la crescita esponenziale dell&#8217;aspettativa, cos\u00ec come &#8211; del resto &#8211; la crescita esponenziale della produzione, del consumo, del profitto, del prodotto interno lordo, e di molte altre cose ancora.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato nel precedente articolo <em>Liberarci dall&#8217;aspettativa, figlia malata dell&#8217;idea di progresso<\/em>, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice). Vogliamo tornare adesso sull&#8217;argomento, esaminandolo soprattutto dal punto di vista dei suoi devastanti effetti individuali e collettivi, e cercando, al tempo stesso &#8211; di suggerire possibili strategie per tentare di uscire dal presente vicolo cieco.<\/p>\n<p>Gli psicologi chiamano la delusione esistenziale con altri nomi, ad esempio con quello di \u00abdepressione\u00bb, fedeli alla norma che vuole la scienza moderna (e la psicologia \u00e8 l&#8217;ultima delle scienze in ordine di tempo) come puramente descrittiva. Ma descrivere una cosa o un fenomeno, non vuol certo dire comprenderli; se si vuole sperare di comprenderli, bisogna prima collocarli entro un orizzonte di significati intelligibili.<\/p>\n<p>Nel caso si voglia curare un disturbo della mente, bisogna prima domandarsi chi sia l&#8217;essere umano, da dove venga, a cosa aspiri: solo cos\u00ec potremo capire quali sono le condizioni che ne provocano la malattia, che si manifesta sotto forma di sofferenza, angoscia, disgusto e noia. Se pensiamo che l&#8217;uomo sia una scimmia un po&#8217; evoluta, originata da una mutazione genetica casuale, e destinata solo a concimare la terra con le sue ossa e la sua carne, infatti, non si comprende perch\u00e9 questa scimmia manifesti una cos\u00ec intensa sofferenza e una cos\u00ec scoraggiante infelicit\u00e0, proprio ora che ha la possibilit\u00e0 di saziarsi a volont\u00e0 e di soddisfare quasi ogni desiderio e ogni capriccio.<\/p>\n<p>Invece, la creatura umana \u00e8 ben lungi dal trovare pace e appagamento, a dispetto dell&#8217;aumento vertiginoso di comodit\u00e0, sicurezza e benessere dei quali pu\u00f2 oggi disporre. La sua delusione esistenziale \u00e8 evidente: la si legge sui volti d&#8217;innumerevoli persone; la si ode nei loro discorsi; la si respira nell&#8217;aria che le avvolge, impregnata di negativit\u00e0, di cinismo e di amarezza.<\/p>\n<p>E, cosa ancora pi\u00f9 grave, esse la diffondono tutto intorno come un <em>virus<\/em>, infettandone altre persone e specialmente i giovani e i bambini, i quali avrebbero &#8211; invece &#8211; ogni diritto di non crescere in un ambiente cos\u00ec ammorbato e cos\u00ec saturo di cattivi esempi.<\/p>\n<p>Ci siamo mai soffermati a riflettere che ogni nostro gesto, parola o pensiero esprimenti rabbia e delusione sono come altrettanti scandali per i bambini che ci stanno intorno e che ci guardano, e che si avviano a maturare la propria immagine del mondo deducendola, in gran parte, da quella che noi stessi ci siamo costruita, e che inevitabilmente trasmettiamo loro?<\/p>\n<p>Ci sono pi\u00f9 modi di dare scandalo a un bambino, di sporcare la sua innocenza. Quello di comunicargli la nostra delusione esistenziale \u00e8 senza dubbio uno dei pi\u00f9 invasivi, suscettibile com&#8217;\u00e8 di produrre effetti nefasti a lunga scadenza.<\/p>\n<p>E il peggio \u00e8 che vi sono adulti, i quali fanno tutto questo in maniera deliberata e consapevole. Cos\u00ec come vi sono dei disgraziati che volontariamente e consapevolmente infettano con il virus di qualche grave malattia delle persone inconsapevoli, forse cos\u00ec sperando di attenuare la propria angoscia di malati; allo stesso modo vi sono, purtroppo, degli adulti i quali godono di distruggere il mondo carico di speranze dei bambini, inculcando loro &#8211; esplicitamente o implicitamente &#8211; l&#8217;idea che, qualunque cosa si faccia, \u00e8 tutto inutile, perch\u00e9 la vita \u00e8 cattiva, gli uomini sono tutti infidi e malvagi, e l&#8217;unica cosa buona (parafrasando un terribile passo di Giacomo Leopardi) \u00e8 il non esistere, il non essere.<\/p>\n<p>Incalcolabile \u00e8 il danno che, in questo modo, le persone deluse dalla vita provocano non solamente a se stesse, ma anche agli altri.<\/p>\n<p>Abbiamo affrontato questo argomento nell&#8217;articolo <em>Oltrepassare la delusione per non sciupare la bellezza del mondo<\/em> (sempre sul sito di Arianna Editrice). \u00c8 come se l&#8217;insieme delle persone amareggiate e deluse filasse una tela vischiosa e impalpabile, ma altamente velenosa, sullo splendore delle cose, intrappolandovi a loro insaputa anche coloro i quali conservano ancora la fede nel mistero luminoso del mondo.<\/p>\n<p>Aristotele, nella <em>Metafisica<\/em> (VII, 7), scrive che<\/p>\n<p><em>Le cose che si generano, si generano o per natura o per arte o per caso. E tutte quante sono generate ad opera di qualcosa, derivano da qualcosa e divengono un qualcosa: e intendo un qualcosa secondo ciascuna categoria: sostanza, o quantit\u00e0 o qualit\u00e0 o luogo.<\/em><\/p>\n<p>Ebbene, forse la chiave per comprendere il fenomeno della delusione esistenziale consiste nel mettere a fuoco quale sia la natura dell&#8217;uomo: da che cosa egli sia generato, da che cosa derivi e, soprattutto, che cosa divenga. Se egli \u00e8 generato dall&#8217;amore e se deriva la sua esistenza dall&#8217;Essere &#8211; cos\u00ec come, del resto, ogni altro ente -, allora \u00e8 anche chiaro che cosa dovr\u00e0 divenire: una creatura armoniosa e appagata, che sa quale sia il proprio posto nel mondo e che aspira, al tempo stesso, a quella patria originaria di cui il mondo non \u00e8 che un pallido riflesso.<\/p>\n<p>Ma, allora, l&#8217;uomo non \u00e8 un <em>fatto<\/em>, bens\u00ec una <em>possibilit\u00e0<\/em>: l&#8217;uomo \u00e8 un poter essere, ossia un andare oltre se stesso, sviluppando al massimo le ricchissime potenzialit\u00e0 che gli sono state date. L&#8217;uomo \u00e8, pi\u00f9 di ogni altra creatura, colui che deve <em>andare oltre<\/em>, colui che deve realizzarsi trascendendosi. La spinta al superamento di s\u00e9 fa parte del suo progetto fondamentale, dunque della sua struttura ontologica.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe pensare, giunti a questo punto del ragionamento, che la delusione esistenziale che rattrappisce e indurisce cos\u00ec tanti esseri umani, sia una conseguenza del loro eccessivo tendere oltre, generante una impossibilit\u00e0 di appagarsi in se stessi e di se stessi. Non \u00e8 cos\u00ec; il dramma dell&#8217;uomo non \u00e8 dovuto al fatto di tendere eccessivamente oltre se stesso, ma di tendere verso mete sbagliate e di logorarsi in una serie di sforzi mal diretti. \u00c8 questo che lo rende deluso, infelice e &#8211; cos\u00ec spesso &#8211; anche cattivo.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre Aristotele a darci l&#8217;esatta nozione dei concetti di <em>perfetto<\/em> e di <em>limite<\/em>, l\u00e0 dove afferma (<em>Metafisica<\/em>, V, 16-17) che<\/p>\n<p><em>Perfette sono dette quelle cose che hanno raggiunto il limite che loro conviene. Infatti una cosa \u00e8 perfetta quando possiede il proprio fine<\/em>.<\/p>\n<p>E che:<\/p>\n<p><em>Limite \u00e8 detto il termine estremo di ciascuna cosa, vale a dire quel termine primo al di l\u00e0 del quale non si pu\u00f2 trovare nulla della cosa e al di qua del quale c&#8217;\u00e8 tutta la cosa. (&#8230;) Limite \u00e8 detto il fine di ciascuna cosa.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, l&#8217;umanit\u00e0 perfetta \u00e8 l&#8217;umanit\u00e0 che si avvicina al limite estremo delle possibilit\u00e0 umane, in ci\u00f2 che di essenziale vi \u00e8 nella natura umana stessa. Un essere umano, infatti, non potr\u00e0 certo dirsi perfetto quando sia giunto al limite estremo delle sue possibilit\u00e0 animali, ad esempio nella velocit\u00e0 o nella forza, perch\u00e9 esse non costituiscono l&#8217;essenza della sua natura. Perci\u00f2, paradossalmente, l&#8217;uomo sar\u00e0 tanto migliore e tanto pi\u00f9 perfetto, quanto pi\u00f9 si avviciner\u00e0 al compimento di se stesso e, con ci\u00f2 stesso, al trascendimento del proprio limite ontologico.<\/p>\n<p>Il concetto di <em>superuomo<\/em> ha questo di sbagliato: che mira al massimo potenziamento di ci\u00f2 che \u00e8 puramente umano, senza riguardo alcuno alla nostalgia dell&#8217;oltre-umano che \u00e8 parte costitutiva, dunque essenziale, della natura umana stessa. Aver visto nell&#8217;uomo <em>soltanto<\/em> un uomo, con gli occhi rivolti alla terra; aver negato la sua essenziale aspirazione alla trascendenza: ecco il peccato d&#8217;orgoglio di tutte le filosofie vitalistiche, e non solo di quella di Nietzsche.<\/p>\n<p>Sempre da Aristotele sappiamo che il bene supremo, oggetto d&#8217;azione (e l&#8217;uomo \u00e8 una creatura agente, dal momento che non ha in se stesso il proprio centro e il proprio fine, ma li ricerca fuori di s\u00e9), \u00e8 la felicit\u00e0 (<em>Etica Nicomachea<\/em>, I, 5):<\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che \u00e8 degno di perseguirsi di per se stesso diciamo che \u00e8 pi\u00f9 perfetto di ci\u00f2 che lo \u00e8 in ragione di altro; e ci\u00f2 che non \u00e8 mai sceglibile a motivo di altro diciamo che \u00e8 pi\u00f9 perfetto delle cose che sono sceglibili talvolta per se stesse, talvolta a motivo di quell&#8217;altro.; eppertanto diciamo che \u00e8 perfetto in senso assoluto ci\u00f2 che \u00e8 sempre sceglibile per se stesso e non mai a motivo di altro. Ora, una tale cosa tutti ritengono che \u00e8 soprattutto la felicit\u00e0. Questa infatti noi scegliamo sempre per se stessa e non mai a motivo di altro&#8230;<\/em><\/p>\n<p>E, a sua volta, la felicit\u00e0 consiste in un&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;anima secondo virt\u00f9 (<em>Idem<\/em>, I, 6):<\/p>\n<p><em>Ma, senza dubbio, dire che la felicit\u00e0 \u00e8 il bene supremo risulta s\u00ec una cosa sulla quale si \u00e8 tutti d&#8217;accordo, ma si desidera che sia esposto pi\u00f9 chiaramente che cos&#8217;\u00e8.<\/em><\/p>\n<p><em>Forse questo potrebbe avvenire se si comprendesse l&#8217;opera propria dell&#8217;uomo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ma se opera propria dell&#8217;uomo \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;anima conforme alla regola o non sprovvista di regola, e noi diciamo che \u00e8 genericamente identica l&#8217;opera di un uomo e di un uomo virtuoso (&#8230;), aggiungendosi l&#8217;eccellenza secondo la virt\u00f9 all&#8217;opera (&#8230;); se \u00e8 cos\u00ec, il bene umano consiste in un&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;anima secondo virt\u00f9, e se le virt\u00f9 sono molteplici, secondo la pi\u00f9 eccellente e la pi\u00f9 perfetta.<\/em><\/p>\n<p>Ossia, quella che pi\u00f9 realizza il <em>t\u00e9los<\/em> dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Ma se l&#8217;essere umano \u00e8 gettato a caso nel mondo e non possiede alcun <em>t\u00e9los<\/em>, se non tende ad alcun fine, allora una <em>scienza<\/em> della felicit\u00e0 diventa impossibile; e sar\u00e0 possibile soltanto &#8211; al massimo &#8211; una <em>pratica<\/em> della felicit\u00e0, sempre soggettiva e sempre mutevole.<\/p>\n<p>Ma noi non pensiamo che l&#8217;uomo sia gettato a caso nel mondo; crediamo che egli sia stato chiamato all&#8217;essere nell&#8217;ambito di un disegno ben preciso; e che, pertanto, una scienza della felicit\u00e0 sia possibile, a condizione che egli sappia individuare il proprio <em>t\u00e9los<\/em>, il proprio fine.<\/p>\n<p>Ora, ci sembra che molti indizi suggeriscano che il fine dell&#8217;uomo \u00e8 compiere perfettamente la propria natura, avvicinandosi, con ci\u00f2 stesso, a ci\u00f2 che sta oltre la propria natura: ossia a trascendersi, non gi\u00e0 negando la propria natura essenziale, bens\u00ec realizzandola pienamente.<\/p>\n<p>Ma la natura essenziale dell&#8217;uomo \u00e8 la ricerca della felicit\u00e0; e la felicit\u00e0, per lui, consiste nell&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;anima secondo virt\u00f9, ossia nel perseguimento di quel fine che gli \u00e8 stato dato, e del quale egli avverte in s\u00e9 stesso l&#8217;insopprimibile esigenza e l&#8217;ardente nostalgia; cos\u00ec come il marinaio che affronta una lunga navigazione non per il piacere dell&#8217;andar per mare in se stesso, ma per giungere al porto cui \u00e8 destinato.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che la delusione esistenziale, che scava rughe e pieghe cos\u00ec amare sul volto e nell&#8217;anima di tante persone, non \u00e8 altro che la conseguenza del misconoscimento o del tradimento del fine cui \u00e8 chiamata la natura umana: ossia la felicit\u00e0, perseguita attraverso la vita virtuosa, cio\u00e8 diretta alla piena realizzazione della parte essenziale di s\u00e9.<\/p>\n<p>E la parte essenziale dell&#8217;uomo non \u00e8 quella che guarda verso il basso, verso la terra, e verso i suoi beni effimeri e ingannevoli; ma quella che leva lo sguardo verso l&#8217;alto, verso l&#8217;Essere dal quale proviene e al quale arde per il desiderio di ritornare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kierkegaard sosteneva che la \u00abmalattia mortale\u00bb dell&#8217;uomo \u00e8 la disperazione. Probabilmente aveva ragione; tuttavia, la disperazione \u00e8 l&#8217;effetto, non la causa, dell&#8217;angoscia dell&#8217;uomo di sempre, ma<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-24479","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24479"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24479\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}