{"id":24477,"date":"2010-05-27T05:47:00","date_gmt":"2010-05-27T05:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/27\/magia-naturale-e-magia-diabolica-nel-pensiero-di-giambattista-della-porta\/"},"modified":"2010-05-27T05:47:00","modified_gmt":"2010-05-27T05:47:00","slug":"magia-naturale-e-magia-diabolica-nel-pensiero-di-giambattista-della-porta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/27\/magia-naturale-e-magia-diabolica-nel-pensiero-di-giambattista-della-porta\/","title":{"rendered":"Magia naturale e magia diabolica nel pensiero di Giambattista Della Porta"},"content":{"rendered":"<p>Una strana dimenticanza sembra essere scesa su Giambattista Della Porta, uno degli uomini pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 colti e intellettualmente pi\u00f9 audaci che vissero in quel secolo, gi\u00e0 di per s\u00e9 straordinario, che fu il Cinquecento; \u00e8 significativo anche il fatto che, dopo essere incorso nei sospetti dell&#8217;Inquisizione, nessuno degli intellettuali &quot;laici&quot; e &quot;progressisti&quot; della modernit\u00e0 si sia preso il disturbo di tornare a lui, se non con l&#8217;entusiasmo un po&#8217; partigiano del militante, almeno con l&#8217;umana simpatia e con il sincero desiderio di conoscenza dello studioso.<\/p>\n<p>Stranezza solo apparente, poich\u00e9 gi\u00e0 da tale circostanze emerge la pi\u00f9 verosimile spiegazione: Della Porta non \u00e8 MODERNO, nel senso che oggi si vuol dare alla parola. Curioso ed aperto sul mondo dell&#8217;esperienza a trecentosessanta gradi &#8211; si interess\u00f2 di crittografia, di meteorologia, di magia, di idraulica, di chimica, di ottica, di magnetismo, di medicina, di geologia, di botanica, di anatomia, di mnemotecnica, di fisiognomica,di teatro &#8211; e cos\u00ec coraggioso da sostenere, senza batter ciglio, che il sapere magico \u00e8 reale e che egli stesso lo ha esplorato, sfrondandolo dell&#8217;involucro diabolico in cui era stato fino allora avvolto -, gli mancano, per\u00f2, due requisiti essenziali della modernit\u00e0: non crede che tutto il reale sia razionalmente spiegabile e non crede che lo straordinario sia soltanto il nome che noi diamo a ci\u00f2 che ancora non sappiamo, pur ammettendo che ci\u00f2 accade per un certo ambito di fenomeni.<\/p>\n<p>Difficile, quindi, se non impossibile, fare di Della Porta una bandiera della libert\u00e0 di pensiero, possibilmente contro una Chiesa oscurantista, ignorante e superstiziosa, come \u00e8 stato fatto per Galilei, Campanella e Sarpi (coi quali tutti, peraltro, il Nostro ebbe frequentazioni dirette); e si sa che i nostri intellettuali &quot;laici&quot; e &quot;progressisti&quot; non si scomodano se non per celebrare le &quot;magnifiche sorti e progressive&quot; della modernit\u00e0 e che vivono nell&#8217;ossessione di poter alimentare, magari involontariamente, un&#8217;armata di straccioni sanfedisti i quali non si prosternano, pensa un po&#8217; che arroganza, davanti agli altari della Dea Ragione&#8230;<\/p>\n<p>Sia detto fra parentesi, Della Porta era talmente gentiluomo che, pur protestando, inizialmente, per la pretesa di Galilei di avere &quot;inventato&quot; il cannocchiale, rivendicando a se stesso tale merito (in una lettera al Cesi), ben presto si astenne da ogni polemica e si un\u00ec al coro degli estimatori dello scienziato pisano; anche se, poi, l&#8217;Accademia dei Lincei gli avrebbe dato pienamente ragione, come gi\u00e0 aveva fatto, fin dal 1610, Giovanni Keplero.<\/p>\n<p>Ma quanti sono, oggi, i manuali scolastici, quante sono le persone di media cultura che ricordano la priorit\u00e0 di Della Porta nella realizzazione del telescopio? Pi\u00f9 o meno, crediamo, quanti sono quelli che ricordano come, nella polemica sulla natura delle comete intercorsa fra Galilei e il gesuita Orazio Grassi, di cui \u00e8 testimonianza \u00abIl Saggiatore\u00bb, era il secondo ad avere pienamente ragione, e non il primo&#8230;<\/p>\n<p>L&#8217;opera di Della Porta su cui vogliamo soffermare la nostra attenzione non \u00e8 la celebratissima \u00abMagia naturalis\u00bb, ma una vastissima opera a carattere enciclopedico, la \u00abTaumatologia\u00bb, della quale ci rimane solamente l&#8217;Indice, recentemente scoperto, poich\u00e9 la morte improvvisa dell&#8217;Autore, &#8211; avvenuta nel 1615, in seguito a un rapida malattia &#8211; gli imped\u00ec di portarla a termine.<\/p>\n<p>Nelle sue intenzioni, doveva trattarsi di una specie di terza edizione della \u00abMagia naturalis\u00bb, dopo quelle del 1558 in quattro libri e del 1589 in ben venti libri.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 interessate, per comprendere le idee di Della Porta riguardo al mondo della magia, \u00e8 il quinto libro, intitolato \u00abTrattansi i pi\u00f9 ascosti rimedij della natura\u00bb; in cui, dopo aver reso omaggio alle tendenze culturali del suo tempo, con una frecciata contro gli aristotelici ignoranti e presuntuosi e definendo la natura in termini meccanicistici e quasi cartesiani (\u00abla gran machina del Mondo\u00bb), sostiene che, di fatto, magia colta e magia naturale coincidono, ricollegando le proprie ricerche a quelle di Agrippa, Paracelso, Cardano.<\/p>\n<p>In sostanza, la magia non \u00e8 che la conoscenza dei segreti della natura che giacciono su un piano diverso dall&#8217;ordinario: ad esempio, la conoscenza del potere del fegato del pesce di cui parla il libro biblico di Tobia, per scacciare il demonio che uccide i mariti di Sara; segreti che i demoni, appunto, rivelano agli uomini attraverso la pratica della magia nera, poich\u00e9 essi li conoscono tutti, essendo detentori di un sapere superiore all&#8217;umano; ma che gli uomini, nondimeno, possono esplorare anche da s\u00e9, senza bisogno di affidarsi a delle guide cos\u00ec abominevoli.<\/p>\n<p>Per Della Porta, lo spirito pu\u00f2 agire sulla materia anche a distanza, per esempio operando delle guarigioni senza neppur bisogno che il medico venga a visitare personalmente il malato (forse aveva anche presente la guarigione miracolosa operata da Cristo sul servo del centurione); e, appoggiandosi all&#8217;autorit\u00e0 di Avicenna, sostiene che l&#8217;elemento fondamentale per piegare gli elementi della natura al proprio volere, \u00e8 l&#8217;intensit\u00e0 del desiderio. Il mago, insomma (cosa che egli negava di essere, forse anche per non esporsi ulteriormente ai sospetti dell&#8217;Inquisizione) \u00e8 colui che sa volgere a proprio vantaggio la conoscenza dei misteri della natura e che sa, al tempo stesso, concentrare su un determinato oggetto tutta la propria forza di volont\u00e0 e tutto l&#8217;ardore che da essa si sprigiona, costringendo le cose a piegarsi docilmente innanzi a lui.<\/p>\n<p>Il malato che si fida ciecamente del proprio medico e che si abbandona a lui senza riserva alcuna \u00e8 gi\u00e0 sulla via della guarigione, osserva Della Porta; tanto pi\u00f9 che l&#8217;uomo \u00e8 stato fatto di poco inferiore agli Angeli, come dicono i Salmi, e nulla \u00e8 in grado di resistergli, se egli si propone una determinata meta con tutta la determinazione di cui \u00e8 capace.<\/p>\n<p>Ha scritto Luisa Muraro nella sua interessante monografia \u00abGiambattista Della Porta mago e scienziato\u00bb (Milano, Feltrinelli Editore, 1978, pp. 37-40):<\/p>\n<p>\u00abInvece di pensare una natura tutta pervasa di mistero, il Porta distingue nettamente tre livelli di conoscibilit\u00e0. Ci sono fenomeni che discendono da principi naturali noti; ci sono fenomeni il ci principio non ci \u00e8 conosciuto ma su cui possiamo formulare delle ipotesi esplicative; e ci sono infine fenomeni inesplicati ed inesplicabili. Il libro V [della &quot;Taumatologia&quot;] tratta di questi ultimi e si intitola perci\u00f2 &quot;Criptologia&quot;: &quot;Trattansi in questo libro i pi\u00f9 ascosi segreti, che nel pi\u00f9 riposto seno della natura riposti sono, de&#8217; quali n\u00e9 natural principij, n\u00e9 verisimil cagioni render si possono&quot;.<\/p>\n<p>E sono, riassumendo un po&#8217;: scacciare i demoni dai corpi umani; togliere le malie d&#8217;amore, gli impedimenti al coito e alla generazione; fare che una persona si innamori di altri; togliere le infatuazioni; interpretare i sogni e prevedere il futuro; guarire a distanza, con una verga scoprire oro, argento e altri tesori; ottenere con amuleti la benevolenza dei potenti.<\/p>\n<p>Abbiamo qui un campionario delle prestazioni tipiche delle fattucchiere e dei maghi. Sono prodigi che si distinguono da quelli della magia naturale in quanto, a giudizio dei demonologi e del senso comune, sarebbero impossibili senza un aiuto soprannaturale. Si tratta, \u00e8 vero, di MAGIA BIANCA, cio\u00e8 benefica, ma si sa che il detentore d&#8217;un potere lo pu\u00f2 usare in bene come in male. La magia bianca era perci\u00f2 proibita e punita come la magia malefica. Che di stregoneria si tratti non c&#8217;\u00e8 dubbio, poich\u00e9 lo dice lo stesso Della Porta: questi segreti, scrive, sarebbero stati malagevoli a scoprirsi dall&#8217;uomo, &quot;ma gi sono stati manifestati dai demonij&quot;. I quali, dopo essere stati scacciati dal Paradiso, furono privati della grazia divina, non per\u00f2 delle loro naturali conoscenze sulle virt\u00f9 dei cieli, dei metalli, delle pietre, delle erbe e degli animali. Queste conoscenze, prosegue l&#8217;autore, essi comunicano agli uomini, non per amore ma per portarli alla dannazione eterna. Infatti le comunicano associandovi cerimonie blasfeme, esecrande imprecazioni e bestemmie, affinch\u00e9 gli uomini attribuiscano gli effetti naturali al contorno superstizioso e siano cos\u00ec spinti a offendere Iddio. \u00c8 una frode diabolica, conclude il Porta, da me scoperta e di ci\u00f2 mi glorio pi\u00f9 d&#8217;ogni altra cosa in 70 anni di vita, avendo in tal modo aperto agli investigatori, a me stesso per cominciare, una strada prima preclusa dal timore d&#8217;offendere Dio.<\/p>\n<p>Non so come egli pensasse di far accettare simili argomenti ai teologi dell&#8217;Inquisizione romana; bene fa a ricordar loro d&#8217;essere ormai un uomo vecchio, al quale si pu\u00f2 concedere di pensare delle stravaganze,. Ma stamparle no di certo.<\/p>\n<p>L&#8217;excursus demonologico doveva servire a rinforzare una posizione veramente difficile da sostenere e non soltanto davanti ai teologi. Che \u00e8 il valore di tutta la tradizione magica, anche di quella popolare. I riti blasfemi, i sacrifici di esseri umani e bambini, insomma tutto il cerimoniale della stregoneria, altro non sono che l&#8217;involucro diabolico d&#8217;un sapere autentico, d&#8217;un potere reale, di cui l&#8217;uomo pu\u00f2 appropriarsi senza pi\u00f9 niente attribuire al diavolo. Il contorno diabolico, reso ora superfluo, si sarebbe storicamente insinuato, sostiene il Della Porta, in tempi recenti, coprendo fatti prodigiosi i quali hanno il loro fondamento nella natura, ma nel suo &quot;pi\u00f9 riposto seno&quot;, oltre l&#8217;intendimento umano, tanto che per conoscerli \u00e8 stata utile, se non necessaria, una specie di rivelazione diabolica.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile capire quello che il Della Porta intende dire: che c&#8217;\u00e8 un contenuto di verit\u00e0 anche nella magia popolare, anche nella stregoneria, nonostante il rituale sacrilego che l&#8217;accompagna,. E la scienza, per lui la magia naturale, deve accogliere questi contenuti veri, bench\u00e9 non possa tradurli in discorso di trasparente razionalit\u00e0. &quot;Gli ignoranti filosofi quando per i principij d&#8217;Aristotele non ne posson render cagione (come se tutte le cose sapute avesse) li giudican superstizioni&quot;; non cos&#8217; si comportano I DOTTI i quali ben sanno&quot;che delle infinite numero delle cose che si veggono in questa gran machina del Mondo [&#8230;] apena una particella ne sappiamo&quot;.<\/p>\n<p>Ma esiste un criterio che consenta di riconoscere per vere certe cose, bench\u00e9 prive d&#8217;ogni possibile spiegazione? Esiste ed \u00e8 molto semplice: che la loro EFFICACIA sia provata, SPERIMENTATA da qualcuno. Il Della Porta dice d&#8217;averlo fatto: &quot;avendogli io semplicemente esperimentati, [questi segreti] mi sono verissimi riusciti<\/p>\n<p>Magia colta e stregoneria, inquinamenti diabolici a parte, discendono insieme da quella magia naturale che in tempi remoti fui praticata da tutti i sapienti. Le pratiche considerate oggi superstiziose si trovano infatti &quot;quasi in tutta l&#8217;antiqua Medicina.<\/p>\n<p>&quot;Era antiquamente la natural magia da tutti i sommi filosofi e grandi nella sapienza amata e riverita&quot;, scrive il Della Porta ricorrendo a un argomento che troviamo sempre ripetuto, da Apuleio a Bacone a Agrippa. Ma nessuno osa quanto lui accorciare le distanze tra magia dotta e magia popolare, tra un sapere che l&#8217;uomo colto acquista lentamente e le superstizioni popolari. Al Della Porta manca il senso aristocratico della tradizione magica. Perci\u00f2 \u00e8 sulla strada di corromperla; nel Cinquecento , con l&#8217;affermarsi dei procedimento tecnici nelle operazioni sula natura, lo spirito di quella tradizione non si poteva forse salvare se non enfatizzandone l&#8217;aspetto iniziatico, segreto, come fa Agrippa. Il Della Porta guarda prevalentemente a un altro aspetto di quella stessa tradizione, che era l&#8217;efficacia attribuita al desiderio, mago essendo colui che modifica il corso normale degli eventi per far esistere qualcosa che stava soltanto nella fantasia. Lui stesso ricevete dalla voce popolare il nome di mago (per liberarsi del quale dovete poi faticare non poco), e non fu u abuso, perch\u00e9 quel nome prima che a lui era stato data ad Agrippa, Paracelso, Cardano, e ancor prima ad Alberto Magno, a Ruggero Bacone, a Roberto Grossatesta&#8230;, come a chi si adoperava per realizzare desideri solo umani, di salute, ricchezza, preveggenza, e per soddisfare un&#8217;autonoma curiosit\u00e0 sulle cose di questo mondo.<\/p>\n<p>Il libro della &quot;Criptologia&quot; non a caso termina con una riflessione sulla potenza del desiderio umano. In fondo, i prodigi di cui non troviamo una spiegazione razionale, potrebbero spiegarsi cos\u00ec: certamente non con l&#8217;intervento diabolico e nemmeno con le leggi della natura esterna, ma con un&#8217;efficacia diretta del desiderio. Forse ha ragione Avicenna, che &quot;l&#8217;uomo rapito dall&#8217;ardente desiderio di conseguir un&#8217;impresa, costringe tutte le cose ad ubidirlo&quot;, forse quel potere gi viene dall&#8217;essere creato ad immagine di Dio, come un MIRACOLO al di sopra della natura; e in ogni caso &quot;perch\u00e9 vogliam dubitare che rapito in eccesso di desiderio, tutte le create cose non si sforzino ubbedire al suo Imperio?<\/p>\n<p>Dalla forma stessa di questa domanda si capisce che il Porta, pi\u00f9 che un&#8217;ordinaria certezza, vuol far accettarla possibilit\u00e0 dello straordinario. Questa possibilit\u00e0 infatti \u00e8 essenziale a lasciare indefinito l&#8217;orizzonte dea scienza ordinaria, cos\u00ec come lui la concepisce: investigazione progressiva di una natura che non finisce l\u00e0 dove finisco no le deduzioni razionali. Lo straordinario che egli ha in mente rientra nondimeno nell&#8217;esperienza umana. L&#8217;ordine naturale non \u00e8 superrato da u soprannaturale, ma dall&#8217;uomo stesso, e precisamente dal suo desiderio quando \u00e8 &quot;in eccesso&quot;. Accade allora che la sua volont\u00e0 si comunichi alle cose, tramite le immagini e le parole. Nei segni, infatti, naturale materiale e natura spirituale sono in contatto diretto. &quot;Da qui la cagion dell&#8217;immagini, parole, e loro effetti provengono, e che [non] sono altro che testificazioni del suo volere, della sua mente&quot;. Da qui discende, come gi\u00e0 aveva detto Avicenna, &quot;che l&#8217;infermo guarisce, che creda senza dubbio al suo medico&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Il tratto pi\u00f9 caratteristico del pensiero di Giambattista Della Porta \u00e8 il senso acuto dei limiti della ragione; ed \u00e8 anche il tratto che ne fa un intellettuale decisamente pre-moderno e tale, perci\u00f2, da non trovare troppe simpatie fra i nipotini dell&#8217;Illuminismo e del Positivismo arroccati, oggi, nelle posizioni culturali dominanti.<\/p>\n<p>Se poi si aggiunge che Della Porta ha avuto il torto di scoprire il telescopio prima di Galilei e la signorilit\u00e0 di non farne una lunga, astiosa polemica; se si aggiunge che, a diciassette anni (ma forse la notizia, riportata dal Cesi, va presa con le pinze) gi\u00e0 si presentava alla corte di Filippo II, per offrire al sovrano spagnolo la sua \u00abMagia naturalis\u00bb&#8230; Filippo II, il campione dell&#8217;assolutismo e della Controriforma: figuriamoci! Davanti a un fatto de genere, anche i pi\u00f9 impavidi intellettuali odierni, politicamente corretti e sacrosantamente anticlericali, impallidiscono e retrocedono; pi\u00f9 o meno come fanno davanti alle immagini di Heidegger che stringe la mano a Hitler (ma senza scandalizzarsi troppo davanti a quelle di Gorkij e di tanti altri che s&#8217;intrattengono fraternamente con il &quot;compagno&quot; Stalin).<\/p>\n<p>Non basta.<\/p>\n<p>Il Della Porta, come si \u00e8 visto, non sente il fascino della tradizione dotta della magia; e, in questo, \u00e8 indubbiamente molto lontano da uomini come John Dee, Agrippa, Paracelso e dallo stesso Giordano Bruno. Ogni aristocraticismo \u00e8 estraneo alla sua natura: eccezion fatta, tutt&#8217;al pi\u00f9 &#8211; altro tributo che egli paga generosamente al &quot;gran secolo&quot;, al Seicento che batte alle porte &#8211; per il piano letterario; anche se, in fin dei conti, il suo registro linguistico \u00e8 piuttosto turgido e, a volte, stucchevole, che non propriamente ricercato e aristocratico; come si vede, del resto, nelle sue numerose commedie.<\/p>\n<p>Nessuna possibilit\u00e0 di agganciarlo al filone principale dei celebri maghi-scienziati del Rinascimento, dunque, e alla loro grande tradizione, ricca di prestigio europeo&#8230; Del resto, pur essendo egli di casato aristocratico, la sua passione per le forme corpose e popolaresche del teatro, che valse una discreta fortuna internazionale alle sue commedie, testimonia a sufficienza la sua irriducibilit\u00e0 ai parametri culturali di tutte le ideologie. \u00c8 come se egli avesse avuto il dono di abbeverarsi a tutte le sorgenti culturali del suo tempo, senza per\u00f2 lasciarsi imprigionare in uno schema rigido e predeterminato.<\/p>\n<p>Questa, forse, \u00e8 anche la giusta chiave di lettura del suo pensiero magico e occultistico. Uomo di immensi interessi culturali e di infinite letture, ma anche di sano e concreto buon senso, apprezzato dai contemporanei per le sue doti di profonda umanit\u00e0, Della Porta rifuggiva istintivamente dagli atteggiamenti solenni e un po&#8217; istrioneschi che non dispiacevano, invece, ad uomini come Paracelso e Dee e preferiva affidarsi all&#8217;esperienza diretta, come lo studio delle propriet\u00e0 dei semplici, tenendo, al tempo stesso, una finestra sempre aperta sul regno del possibile.<\/p>\n<p>Per lui, non \u00e8 detto che si possa spiegare ogni cosa, perch\u00e9 esistono fenomeni dei quali la ragione non \u00e8 in grado di rendere conto; ma ci\u00f2 che la ragione astratta non riesce a penetrare, pu\u00f2 essere sperimentato in maniera diretta, purch\u00e9 si possiedano conoscenze approfondite sulle piante, sui minerali e sui loro effetti. Significativamente, a questo sapere pratico egli unisce reminiscenze letterarie dalla Bibbia e dagli autori classici, come Virgilio, oltre che dalla tradizione neoplatonica, specialmente da Porfirio e Giamblico; amalgamando il tutto in un quadro d&#8217;insieme che sfugge a ogni possibilit\u00e0 di una rigida teorizzazione, perch\u00e9 risulta da un sapiente dosaggio di stimoli concettuali dalla provenienza pi\u00f9 disparata.<\/p>\n<p>Sono questo spirito enciclopedico, questa umilt\u00e0 davanti all&#8217;evidenza del fatto e questa fiducia rinascimentale nella ragione e nella volont\u00e0, ma non senza la consapevolezza dei loro limiti, che fanno di Giambattista Della Porta un personaggio strano e affascinante, davanti al quale abbiamo sempre l&#8217;impressione che qualcosa della sua personalit\u00e0 e del suo messaggio culturale ci sia sfuggito; che permanga un &quot;residuo&quot;, una porzione di realt\u00e0 che non si lasciano afferrare pienamente n\u00e9, tanto meno, incasellare in un sistema chiuso.<\/p>\n<p>Il pensiero di Della Porta \u00e8 aperto, apertissimo: e, come tale, costituisce ancora oggi un forte richiamo alla ricerca disinteressata e libera da pregiudizi di qualunque natura; ivi compresi quelli di coloro i quali, in nome della libert\u00e0 di pensiero, vorrebbero stabilire in anticipo che cosa sia possibile nel campo dei fenomeni naturali, e che cosa non lo sia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una strana dimenticanza sembra essere scesa su Giambattista Della Porta, uno degli uomini pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 colti e intellettualmente pi\u00f9 audaci che vissero in quel secolo,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[202],"class_list":["post-24477","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24477","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24477"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24477\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}