{"id":24466,"date":"2009-04-10T03:49:00","date_gmt":"2009-04-10T03:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/10\/caro-amico-se-ti-attanaglia-la-solitudine-de-te-fabula-narratur\/"},"modified":"2009-04-10T03:49:00","modified_gmt":"2009-04-10T03:49:00","slug":"caro-amico-se-ti-attanaglia-la-solitudine-de-te-fabula-narratur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/10\/caro-amico-se-ti-attanaglia-la-solitudine-de-te-fabula-narratur\/","title":{"rendered":"Caro amico, se ti attanaglia la solitudine, \u00abde te fabula narratur\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>La filosofia ha l&#8217;abitudine di pensare per categorie astratte; e, cos\u00ec facendo, succede che perde di vista gli uomini concreti, i problemi concreti, la vita concreta.<\/p>\n<p>In fondo, il sistema filosofico pi\u00f9 astratto e pi\u00f9 rigido, quello di Hegel, coincide con l&#8217;inizio della societ\u00e0 massificata: una societ\u00e0 ove la stampa quotidiana (oggi affiancata da radio, televisore e rete informatica) ha creato quella curiosa astrazione che si suole chiamare \u00abopinione pubblica\u00bb e che \u00e8 formata, in realt\u00e0, da quella minoranza di persone le quali subiscono il quotidiano lavaggio del cervello ad opera dei mezzi di disinformazione e che, in virt\u00f9 della loro presuntuosa illusione di sapere qualcosa e di aver capito tutto, forniscono al potere &#8211; sotto qualunque drappeggio si presenti &#8211; la principale base di consenso.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;individuo, il singolo essere umano, anzi, il singolo uomo e la singola donna (perch\u00e9 anche il concetto di essere umano \u00e8, in fondo, un&#8217;astrazione), non sono mai stati cos\u00ec soli e abbandonati a se stessi, alle proprie ansie, insicurezze e paure, come al giorno d&#8217;oggi; non sono mai stati cos\u00ec scaraventati su un terreno ignoto e minaccioso da un apparato tecnoscientifico che fornisce loro, volenti o nolenti, innumerevoli mezzi per velocizzare il tempo e per produrre sempre pi\u00f9 cose e generare sempre pi\u00f9 bisogni, ma non si cura minimamente dei fini e, quindi, genera assai pi\u00f9 problemi di quanti ne risolva, in una spirale sempre pi\u00f9 asfittica e distruttiva.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, dietro l&#8217;apparenza scintillante di un mondo beatamente soddisfatto ed edonista, che le ricorrenti crisi economiche riescono appena a scalfire e che riesce a convivere, imperturbabile, alla consapevolezza che tre quarti del genere umano sono esclusi da un tale Paradiso, vi \u00e8 una realt\u00e0 di solitudine sempre crescente, di autentica disperazione, che non trova neppure la voce per levare il suo grido di angoscia.<\/p>\n<p>La durezza dei rapporti umani si \u00e8 fatta ormai tale, e lo squallore affettivo della societ\u00e0 postmoderna ha raggiunto un livello cos\u00ec deprimente, che le persone intimamente soddisfatte della propria vita sono ormai ridotte a una esigua minoranza sempre pi\u00f9 in ritirata; e, dietro famiglie in apparenza solide, professioni ben remunerate e stili di vita disinvolti, se non proprio spensierati, si cela una realt\u00e0 inesprimibile fatta di ansia, delusione, scoraggiamento, amarezza, rabbia, paura e frustrazione, che attende solo l&#8217;occasione giusta per esplodere.<\/p>\n<p>Molti di noi sono ormai uomini e donne polveriera, mine vaganti che potrebbero deflagrare in qualunque momento, tale \u00e8 il carico di dolore e di aggressivit\u00e0 che si portano dentro, celandolo accuratamente, il pi\u00f9 delle volte, per non sciupare la propria immagine pubblica, lustra e scintillante. Tutt&#8217;al pi\u00f9, se ne vanno una volta o due a settimana a scaricare la tensione presso i nuovi sacerdoti della magia nera, gli psicanalisti, specializzati nel rimescolare il fondo tenebroso dell&#8217;inconscio; o tentano di allentarne la pressione, concedendosi qualche fuga ricorrente nei paradisi artificiali dell&#8217;alcool, della droga o del sesso facile.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: il sesso. Per gli uomini, c&#8217;\u00e8 quello a pagamento sulle strade o in qualche appartamentino compiacente, ma sempre con la spada di Damocle di poter contrarre qualche brutta malattia; per le donne (e per molti uomini), quello \u00absenza complicazioni\u00bb con il primo che capita, ma pur sempre entro una cerchia relativamente sicura di conoscenze, pi\u00f9 o meno occasionali. Un contatto rapido, per non dire fuggevole, giusto quel che serve a scaricare la necessit\u00e0 fisiologica. Poi una bella doccia, e via; come se, con l&#8217;acqua, ci si potesse ripulire anche dalla degradante sensazione di essersi buttati via, senza dolcezza e senza rispetto per se stessi.<\/p>\n<p>Ma il bello \u00e8 che, quando si parla di queste cose; quando si ricorda che la nostra societ\u00e0 sta facendo di tutto per eludere la questione essenziale che riempirebbe di senso la vita umana: offrire alle persone un ricco tessuto di relazioni e di interessi, mediante le quali evolvere spiritualmente e raggiungere il proprio equilibrio esistenziale &#8211; ciascuno pensa che, s\u00ec, forse la cosa \u00e8 in parte vera (quantunque, via, non bisogna poi esagerare&#8230;), ma che lo \u00e8 sempre per gli altri: per gli altri uomini e per le altre donne.<\/p>\n<p>E invece no, caro lettore, lector suavissime: de te fabula narratur, la storia sta parlando di te, proprio di te e di nessun altro.<\/p>\n<p>Certo, riconoscere una simile morale non fa piacere a nessuno, perch\u00e9 significa ammettere che, per quanto sia possibile darla ad intendere a molti, non si pu\u00f2 &#8211; tuttavia &#8211; nascondere a se stessi il peso del proprio fallimento esistenziale. S\u00ec, il peso: ed \u00e8 un peso non solo metaforico: \u00e8 quel senso di profonda insoddisfazione e di profondo malessere che i medici e gli psicologi chiamano depressione, ma di cui la depressione \u00e8 solo e unicamente un sintomo.<\/p>\n<p>Si \u00e8 depressi perch\u00e9 si smarrisce il senso della propria vita, non perch\u00e9 si \u00e8 soli. Chi ha trovato il proprio equilibri esistenziale, e sia pure faticosamente e provvisoriamente, non soffre di solitudine, perch\u00e9 \u00e8 in compagnia di se stesso ed \u00e8 in comunione spirituale con il mondo intero. Non solo: egli si sente abbracciato e accarezzato dall&#8217;Essere, si sente confortato e incoraggiato dall&#8217;Essere, si sente accompagnato e diretto verso il proprio scopo.<\/p>\n<p>Ma alla solitudine devastante che attanaglia uomini e donne i quali hanno smarrito le ragioni del proprio essere al mondo &#8211; peggio: che hanno smarrito l&#8217;estrema seriet\u00e0 di quelle ragioni -, nessuna cura potr\u00e0 giovare realmente, se prima essi non comprenderanno di essersi cacciate in un vicolo cieco, per aver sopravvalutato i beni esteriori e aver lungamente ignorato o tacitato le esigenze pi\u00f9 profonde ed autentiche della propria anima, a cominciare dalla sua sete ardente di verit\u00e0, bont\u00e0 e bellezza.<\/p>\n<p>Una trentina d&#8217;anni fa, con il cosiddetto \u00abriflusso\u00bb, si \u00e8 sgretolato il sogno di una generazione secondo il quale la dimensione pubblica, politica dell&#8217;esistenza avrebbe soppiantato quella del privato, e che ci\u00f2 avrebbe portato, automaticamentee infallibilmente, la liberazione non solo dei popoli e delle comunit\u00e0, ma anche dei singoli individui, da ogni forma di alienazione, di inautenticit\u00e0 e di angoscia.<\/p>\n<p>Le persone che hanno vissuta quella inebriante ed ingenua stagione, hanno poi subito il contraccolpo di un \u00abritorno all&#8217;ordine\u00bb che ha significato, in pratica, mettere tristemente nel cassetto tanti sogni di pienezza e di felicit\u00e0 e venire a patti con una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 deludente. Per quelle persone, il disagio esistenziale \u00e8 stato pi\u00f9 esplicito (non necessariamente pi\u00f9 grande) che per le generazioni successive, perch\u00e9 era ancor vivo, in loro, il nostalgico ricordo di quel magico momento in cui tutto pareva possibile, anche dare la scalata al Cielo.<\/p>\n<p>Un acuto studioso di fenomeni sociali e di critica teatrale, Ugo Volli, aveva colto il momento del riflusso con rara lucidit\u00e0, scrivendone &#8211; fra l&#8217;altro &#8211; nel volume antologico \u00abIl trionfo del privato\u00bb (Bari, Laterza, 1980, p. 131), in cui riportava, ad esempio, questi due lettere, comparse nel 1979 sulla pagina degli annunci del giornale \u00abLotta continua\u00bb (una rubrica che sarebbe stata impensabile, su quel tipo di stampa e con quelle caratteristiche, fino a pochi anni prima):<\/p>\n<p>\u00abVivo una vita di solitudine e disperazione, cerco di affrontare razionalmente tale problema, per\u00f2 non posso risolverlo da solo, non cerco calde pacche sulle spalle o logoranti scambi di manifestazioni nevrotiche, cerco una compagna che mi dia un&#8217;amicizia serena. Non ho il telefono, scrivere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSono una donna 47enne che non riesce pi\u00f9 a creare un buon rapporto con i compagni coetanei. Vivo la schizofrenia della contraddizione dei miei anni della mia mentalit\u00e0 giovanile ed aperta. Per ora il mio desiderio \u00e8 quello di trovare un compagno pi\u00f9 giovane di me con cui confrontarmi, discutere e vivere un pezzo di vita tranquilla e dolce. Chi se la sente risponda con annuncio.\u00bb<\/p>\n<p>Un uomo e una donna, dunque, di quelli che, nella stagione fra il 1968b e il 1977, hanno dato l&#8217;assalto al Cielo, ma che poi, gi\u00e0 nel 1979, si trovano svuotati, delusi, stanchi, con un pugno di mosche in mano e con una enorme solitudine interiore: non tanto, crediamo, perch\u00e9 l&#8217;atteso Paradiso in terra non si era realizzato, ma per l&#8217;amara scoperta che quella generazione che tanto ha creduto nel pubblico, da arrivare a calunniare ogni forma di privato (\u00abnarcisismo piccolo borghese\u00bb, si diceva allora, con disprezzo) non era stata capace di costruire, nel qui e ora, dei rapporti umani soddisfacenti, specialmente nella relazione fra uomo e donna.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 mai, altrimenti, un giovane uomo il quale, da come scrive, denota intelligenza, sensibilit\u00e0 e cultura, avrebbe dovuto spingersi a confessare il proprio totale naufragio interiore, e lanciare il suo grido di soccorso come un messaggio affidato alla bottiglia sulle onde incerte del mare? Nessuna delle amiche, delle compagne di innumerevoli cortei, sfilate, manifestazioni, collettivi, eccetera, era adesso a portata di mano, per salvalo dalla solitudine e dalla disperazione?<\/p>\n<p>E perch\u00e9 mai quella \u00abcompagna\u00bb battagliera, ormai pi\u00f9 vicina ai cinquanta che ai quaranta, avrebbe dovuto accorgersi che nessuno degli amici di tanti discorsi, di tante lotte, di tante speranze, era in grado di capirla; sino a fare esplicitamente l&#8217;inserzione per trovare un ragazzo pi\u00f9 giovane di lei, col quale cercare un po&#8217; di dolcezza e tranquillit\u00e0, come avrebbe fatto una qualsiasi lettrice borghese di riviste modaiole?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa che non funziona, in questo quadro: sembra proprio che una intera generazione abbia scoperto, dopo aver denigrato sistematicamente l&#8217;aspirazione alla dimensione privata della serenit\u00e0, della dolcezza e della tranquillit\u00e0, di trovarsi poi allo sbando proprio sul piano esistenziale e affettivo, assai prima che su quello politico e ideologico.<\/p>\n<p>Non sappiamo se quel \u00abcompagno\u00bb solo e disperato abbia trovato quel che cercava, o se lo abbia trovato la \u00abcompagna\u00bb quarantasettenne, che si sentiva pi\u00f9 giovanile di tutti i suoi coetanei; a conti fatti, oggi dovrebbero avere entrambi un&#8217;et\u00e0 in cui \u00e8 tempo di fare dei bilanci, pi\u00f9 che di aspettare ancora magiche svolte.<\/p>\n<p>Ma quel tipo di delusione esistenziale &#8211; la scoperta della solitudine, della disperazione, della impossibilit\u00e0 di comunicare con l&#8217;altro, e specialmente con i propri coetanei &#8211; possiede una valenza che travalica la storia delle singole generazioni e rivela una dimensione tipica della modernit\u00e0 (o, a maggior ragione, della post-modernit\u00e0): lo scacco del singolo uomo e della singola donna davanti a un mondo che sembra costruito a misura delle masse (di consumatori, di elettori, di utenti), non degli individui, delle persone.<\/p>\n<p>Alcuni cercano di sfuggire alla solitudine viaggiando: la societ\u00e0 di massa \u00e8 l&#8217;epoca dei viaggi, delle automobili, degli aerei, delle crociere.<\/p>\n<p>Ma, naturalmente, non serve a nulla: perch\u00e9 l&#8217;unica geografia che chiede di essere placata \u00e8 quella dell&#8217;anima; e, se quest&#8217;ultima non \u00e8 in pace, non si fa altro che spostare la propria angoscia da un luogo all&#8217;altro (o meglio, da un non-luogo ad un altro: tali sono aeroporti, autostrade, alberghi internazionali e via dicendo).<\/p>\n<p>Poco meno di duemila anni fa, lo aveva gi\u00e0 detto Seneca, e con esemplare chiarezza:<\/p>\n<p>\u00abAegri animi ista iactatio est: primum argumentum compositae mentis existimo posse consistere et secum morari [Quewta irrequietezza \u00e8 propria di un animo malato; io giudico come primo indizio di un animo equilibrato il saper restare fermo e raccolto in se stesso].\u00bb<\/p>\n<p>Smetteremo di avere paura della solitudine, quando saremo tornati padroni di noi stessi; e ci\u00f2 avverr\u00e0, se e quando avremo ritrovato il senso della nostra missione: che non \u00e8 quella di vivere alla giornata, ma di concentrare la nostra vita, al fine di comprenderla e di trascenderla.<\/p>\n<p>Allora, e solo allora, torneremo ad essere delle belle persone.<\/p>\n<p>E le belle persone non sono mai sole, perch\u00e9 amano e sono amate, sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La filosofia ha l&#8217;abitudine di pensare per categorie astratte; 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