{"id":24463,"date":"2006-12-25T19:59:39","date_gmt":"2006-12-25T19:59:39","guid":{"rendered":"https_3A//fides-et-ratio.it/@p=24463"},"modified":"2023-09-13T13:56:58","modified_gmt":"2023-09-13T13:56:58","slug":"da-paepe-schwitzguebel-stato-anarchico-o-libera-federazione-di-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/12\/25\/da-paepe-schwitzguebel-stato-anarchico-o-libera-federazione-di-comuni\/","title":{"rendered":"Da Paep\u00e9 &#8211; Schwitzgu\u00e9bel: Stato &#8220;anarchico&#8221; o Libera Federazione di Comuni?"},"content":{"rendered":"<p>O LIBERA FEDERAZIONE DI COMUNI ?**<\/p>\n<p>**<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul numero 35 del 19 novembre1989 (anno 69) del settimanale &quot;Umanit\u00e0 Nova&quot;, giornale anarchico fondato da Errico Malatesta.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo riproponiamo per dare un contributo alla riflessione su uno dei temi nevralgici del dibattito culturale di matrice libertaria: la futura organizzazione del lavoro e dell&#8217;intera societ\u00e0 emancipata dallo sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo di matrice capitalistica.<\/em><\/p>\n<p>Spesso gli anarchici vengono accusati (e con qualche ragione) di praticare una ideologia puramente negativa; di essere troppo presi dalla lotta <em>contro<\/em> qualche cosa (Stato, istituzioni, capitalismo), e troppo poco dallo sforzo di precisare il proprio pensiero in senso costruttivo. Appunto per portare un piccolo contributo a un dibattito orientato in tal senso, ci sembra non inutile rivisitare una controversia &quot;storica&quot; del movimento anarchico, quella tra C\u00e9sar De Paepe e Adh\u00e9mar Schwitzgu\u00e9bel sui temi della organizzazione sociale. Infatti la problematica teorica di quel dibattito, estremamente importante e costruttiva, \u00e8 attuale pi\u00f9 che mai, anzi si carica di nuove urgenze alla luce del rapidissimo progresso scientifico e tecnologico che, negli ultimi anni, ha fortemente condizionato l&#8217;evoluzione sociale. Ci\u00f2 diciamo, pur consapevoli del fatto che sarebbe vano e puerile voler stabilire oggi, a tavolino, quel che secondo gli anarchici andr\u00e0 fatto, quando sar\u00e0 possibile iniziare la ricostruzione della societ\u00e0 in senso libertario. Ma ancor pi\u00f9 vano e puerile sarebbe, da parte loro, invocare un tale cambiamento, senza avere affatto le idee chiare su ci\u00f2 che concretamente essi vogliono, in positivo.<\/p>\n<p>Tutto inizia al Congresso dell&#8217;Internazionale del 1874, a Bruxelles (passato poi alla storia con l&#8217;epiteto di &quot;anti-autoritario&quot;). Il belga De Paepe, personalit\u00e0 eminente del movimento libertario e socialista, quantunque non specificamente anarchico, presenta un rapporto intitolato <em>Sull&#8217;organizzazione dei servizi pubblici nella societ\u00e0 futura.<\/em><\/p>\n<p>Per prima cosa egli si chiede: dovranno, tali servizi d&#8217;interesse generale, essere gestititi da compagnie operaie? Ma, anche se operaie, queste &quot;non tarderebbero a dominare tutta la situazione economica, come i loro antenati dominarono le compagnie finanziarie&quot;. N\u00e9 esisterebbe contratto in grado di premunire la societ\u00e0 dal loro strapotere. Anche le compagnie capitalistiche, infatti, hanno ricevuto la concessione di miniere, ferrovie, ecc., mediante un contratto: il che non ha impedito il loro funzionamento a danno dei lavoratori e per il beneficio esclusivo di pochi privilegiati. E allora?<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 di facile soluzione, anche ammettendo che la <em>propriet\u00e0<\/em> degli strumenti di lavoro rimanga nelle mani del corpo sociale, che li affida temporaneamente alle societ\u00e0 operaie. Per contro, si affaccia la proposta dei socialisti &quot;autoritari&quot;: \u00e8 lo Stato che deve occuparsi dei servizi sociali d&#8217;interesse collettivo. De Paepe sa bene che la sola parola &quot;Stato&quot; suscita le reazioni immediate degli anti-autoritari, per i quali essa \u00e8 sinonimo di autorit\u00e0 e di potere. E tuttavia, si chiede &quot;se le collettivit\u00e0 operaie, le corporazioni di mestieri riunite in una stessa localit\u00e0; se in una parola questa Comune dei proletari, il giorno in cui avr\u00e0 sostituito la Comune ufficiale di oggi o Comune borghese, non si trover\u00e0 come quest&#8217;ultima di fronte a certi servizi pubblici il cui mantenimento \u00e8 indispensabile per la vita sociale. Noi ci chiediamo se, nella nuova Comune, non saranno necessari sicurezza pubblica, pulizia delle strade e delle piazze, illuminazione nelle vie, acqua potabile nelle case, fognature&#8230;&quot;. E prosegue: &quot; I gruppi operai, le corporazioni di mestieri della Comune dovranno scegliere, nel loro seno, <em>delegati<\/em> per ogni servizio pubblico&#8230; oppure questi gruppi nomineranno in blocco una <em>delegazione<\/em> che si divida la direzione dei diversi servizi (i corsivi sono nostri, n. d. r. ).<\/p>\n<p>E qui, per De Paepe, si pone il dilemma. I servizi pubblici non possono essere gestiti da un&#8217;organizzazione puramente locale: poste, telegrafo, ferrovie, ecc., sono destinati &#8211; per loro stessa natura &#8211; ad operare su un territorio pi\u00f9 vasto della singola Comune. Le Comuni si dovranno quindi riunire in Federazioni pi\u00f9 ampie, e scegliere delle <em>delegazioni<\/em> che si occupino dei vari servizi d&#8217;interesse regionale. Questi delegati costituiranno, dunque, una vera e propria amministrazione pubblica. Inoltre, all&#8217;inizio, sar\u00e0 opportuno che le Federazioni di Comuni si costituiscano secondo un criterio di affinit\u00e0 linguistica, il che significa &#8211; pi\u00f9 o meno &#8211; ricalcare la configurazione territoriale dei vecchi Stati borghesi.<\/p>\n<p>&quot;E questa Federazione regionale o nazionale delle Comuni, che cosa sar\u00e0, se non uno Stato? S\u00ec, uno Stato, poich\u00e9 bisogna chiamarlo con il suo nome. Solo, sar\u00e0 uno Stato federativo, uno Stato organizzato dal basso all&#8217;alto&quot;. Addirittura, il De Paepe non esita a definirlo uno Stato &quot;anarchico&quot;, forse mettendoci le virgolette proprio perch\u00e9 si rende conto, non solo della contraddizione in termini, ma del fatto che egli sta ricalcando fedelmente i vecchi discorsi marxisti sullo Stato operaio, sullo Stato dei lavoratori, sul &quot;potere rosso&quot; e via dicendo.<\/p>\n<p>Se ne rende conto cos\u00ec bene, che cerca di distinguere e di differenziare in ogni modo il suo preteso &quot;Stato anarchico&quot; dallo Stato giacobino dei socialisti autoritari. Dice infatti, a mo&#8217; di conclusione: &quot;Alla concezione giacobina dello Stato onnipotente e della Comune posta in posizione subalterna, opponiamo la concezione della Comune emancipata, che nomina da sola tutti i suoi amministratori, senza eccezioni, che ha funzioni legislative, giudiziarie, e di sicurezza pubblica&quot;.<\/p>\n<p><em>E di sicurezza pubblica<\/em>: non chiarisce ulteriormente questo concetto, e a noi resta quantomeno il dubbio che De Paepe, oltre allo Stato camuffato da Federazione delle Comuni libertarie, voglia propinare ai suoi compagni anche una polizia in piena regola.<\/p>\n<p>Comunque, i problemi sollevati circa l&#8217;organizzazione dei servizi pubblici sono reali, e meritevoli di un dibattito ampio e libero da pregiudizi. Si incarica di rispondergli per primo, al Congresso del Giura di Vevey (1-2 agosto 1875), Adh\u00e9mar Schwitzgu\u00e9bel, a nome della sezione degli incisori e rabescatori. (Per inciso, questo dibattito \u00e8 interessante anche perch\u00e9 sostenuto da due militanti che non sono intellettuali di professione, e rappresentano quindi il punto di vista genuino dei lavoratori. De Paepe, bench\u00e9 destinato in giovent\u00f9 all&#8217;avvocatura, ha dovuto interrompere gli studi e diventare tipografo; Schwitzgu\u00e9bel, oriundo del Giura svizzero, \u00e8 operaio incisore-rabescatore).<\/p>\n<p>La prima obiezione di Schwitzgu\u00e9bel alle tesi di De Paepe \u00e8 che il cosiddetto &quot;Stato operaio&quot; assomiglia troppo, nella realt\u00e0 dei fatti e non solo nel nome, allo Stato attuale, capitalista e sfruttatore. D&#8217;altra parte, Schwitzgu\u00e9bel prevede le due contro-obiezioni del compagno: 1) che lo Stato operaio, essendo retto e amministrato dalle classi lavoratrici, avr\u00e0 perduto il suo attuale carattere oppressivo; 2) che, invece di un&#8217;organizzazione politico-giudiziario-poliziesca, sar\u00e0 puramente e semplicemente un&#8217;agenzia economica, regolatrice dei servizi pubblici organizzati.<\/p>\n<p>Ma&#8230; c&#8217;\u00e8 un &quot;ma&quot;. Lo Stato anarchico teorizzato da De Paepe (che non viene citato direttamente: si tratta di una polemica estremamente composta e garbata, basata sul presupposto della buona fede reciproca) si sforza di distinguere fra sfera pubblica, di sua pertinenza, e sfera privata, di pertinenza esclusiva dell&#8217;individuo. Orbene: lo Stato borghese attuale persegue precisamente tale distinzione. Il meccanismo della delega \u00e8 appunto basato su questa distinzione. Poich\u00e9 il proletariato, per gestore i servizi d&#8217;interesse generale, deve scomporsi, dividersi, specializzarsi: insomma, deve mandare al parlamento dei <em>rappresentanti.<\/em> Dunque, anche in uno stato operaio ci saranno dei parlamenti e, con essi, entrer\u00e0 in vigore il principio che la maggioranza detta legge alla minoranza. E chi non si adegua, chi non rispetta le decisioni parlamentari? Evidentemente, dovr\u00e0 essere trattato come un criminale (straordinaria, questa intuizione di Schwitzgu\u00e9bel del futuro Stato-gulag staliniano, con cinquanta o sessant&#8217;anni di anticipo).<\/p>\n<p>E prosegue: &quot;Questo Stato operaio, che doveva essere organizzato per la soddisfazione degli interessi economici della societ\u00e0, eccolo lanciato a vele spiegate nella legislazione, la giurisdizione, la polizia, l&#8217;esercito, la scuola e le chiese ufficiali.&quot; (Notiamo, <em>en passant<\/em>, che De Paepe &#8211; coerentemente &#8211; non aveva arretrato davanti a previsioni del genere, quando aveva parlato di &quot;funzioni legislative, giudiziarie, e di sicurezza pubblica&quot;). Ma Schwitzgu\u00e9bel porta alle estreme e logiche conseguenze tali premesse, affermando: &quot;L&#8217;organizzazione giudiziaria [sar\u00e0 necessaria] per punire gli attacchi portati alle basi, all&#8217;ordine, alle leggi dello Stato; la polizia, per sorvegliare l&#8217;osservanza delle leggi; l&#8217;esercito, per reprimere la rivolta che sta per scoppiare, per proteggere lo Stato contro gli attacchi degli altri Stati&quot; (non pu\u00f2 non venire alla mente il concetto di &quot;esercito popolare&quot; caro al P. C. I. del secondo Novecento e, in genere, a tutti i partiti socialisti e comunisti d&#8217;ispirazione pi\u00f9 o meno esplicitamente marxista).<\/p>\n<p>Dopo aver sviluppato la parte critica, Schwitzgu\u00e9bel non scantona e non elude i problemi reali posti da De Paepe sulla futura organizzazione dei servizi pubblici. Solo che, &quot;ragionando in modo razionale, si sarebbe dovuto dire: noi ci troviamo di fronte alla necessit\u00e0 di <em>trasformare la propriet\u00e0 individuale in propriet\u00e0 collettiva<\/em>: qual \u00e8 il mezzo pi\u00f9 pratico&#8230;?&quot;, e non lambiccarsi il cervello, chiedendosi come e da chi dovranno essere gestiti i servizi pubblici. E risponde: saranno le necessit\u00e0 rivoluzionarie a suggerire alle corporazioni di mestiere i patti federativi. Nessun gruppo potr\u00e0 accaparrarsi la propriet\u00e0 collettiva con finalit\u00e0 egoistiche, poich\u00e9 i patti saranno comunali, regionali, internazionali, cos\u00ec come la propriet\u00e0 collettiva sar\u00e0 comunale, poi regionale e infine internazionale. &quot;Quanto alla costituzione dei gruppi di produttori, la spontaneit\u00e0 degli interessi rivoluzionari che sono all&#8217;origine della loro nascita sar\u00e0 il punto di partenza della loro organizzazione, e dello sviluppo di questa organizzazione dal punto di vista della riorganizzazione sociale.&quot;<\/p>\n<p>In altre parole, il processo rivoluzionario fornir\u00e0 l&#8217;occasione per sperimentare l&#8217;autogestione dei produttori, che fornir\u00e0 la traccia anche per l&#8217;organizzazione successiva. Il nostro pensiero corre ai Soviet, cos\u00ec come nacquero gi\u00e0 prima della Rivoluzione d&#8217;ottobre (sia nel 1905 che nel febbraio del 1917), quando i i lavoratori russi si accorsero che erasn capacissimi di gestire da soli le fabbriche, le aziende, le tenute agricole, e vissero quella straordinaria stagione creativa e libertaria che poi il colpo di Stato bolscevico stronc\u00f2, sostituendo il ferreo partito &quot;dei lavoratori&quot; all&#8217;autogestione, e lasciando alla nuova organizzazione sociale solo il nome, vuoto e falso, di &quot;sovietica&quot;: mentre a Kronstadt, nel 1921, i membri degli autentici Soviet venivano massacrati.. dall&#8217;Armata &quot;Rossa&quot;!<\/p>\n<p>Infine, Schwitzgu\u00e9bel spiega perch\u00e9 la Federazione delle Comuni non sia e non debba diventare uno Stato, e sia pure uno Stato operaio.<\/p>\n<p>&quot;Lo Stato stabilisce i servizi pubblici e la loro organizzazione: ecco la volont\u00e0 sottomessa a delle regole. Nella Federazione delle Comuni [&#8230;] ci\u00f2 che \u00e8 limitato si organizza in modo limitato, tanto nei gruppi quanto nelle comuni e nelle federazioni. \u00c8 l&#8217;esperienza, il progresso di ogni giorno, messo al servizio della libert\u00e0 e dell&#8217;attivit\u00e0 umana&#8230; Che cosa sono diventati, in questa organizzazione, i servizi pubblici dello Stato attuale, la sua legislazione, la sua polizia, la sua giurisdizione, il suo esercito, la sua scuola e la sua chiesa ufficiale? Il libero contratto ha sostituito la legge: se ci sono dei conflitti, sono giudicati da tribunali nell&#8217;ambito dei gruppi stessi in cui scoppiano questi conflitti; e, quanto alle misure repressive, non hanno ragione di esserci, in una societ\u00e0 fondata sulla libera organizzazione.&quot;<\/p>\n<p>N. B. Tutta la controversia De Paepe- Schwitzgu\u00e9bel \u00e8 documentata in DANIEL GU\u00c9RIN, <em>N\u00e9 Dio n\u00e9 padrone<\/em>, Jaca Book, 1977.<\/p>\n<p><strong>ALCUNE NOTIZIE SU DE PAEPE E SCHWITZGU\u00c9BEL<\/strong><\/p>\n<p>&quot;DE PAEPE, C\u00c9SAR (1842-90). Nato in una vecchia famiglia fiamminga di Ostenda, orfano in giovanissima et\u00e0, si guadagna da vivere in principio come operaio tipografo, contemporaneamente studiando medicina e facendo propaganda alle sue idee. Originariamente proudhoniano, si orienta, verso il 1867, verso un collettivismo individualista che diventa quello dell&#8217;A.I.L. (Associazione Internazionale dei Lavoratori o Prima Internazionale) al Congresso del 1868 a Bruxelles. I collettivisti anti-autoritari, infatti, si raggruppano dietro di lui e James Guillaume. Fa parte fino al 1877 dell&#8217;Internazionale anti-autoritaria; l&#8217;abbandona , come pure la sua Federazione belga, per adottare un concetto pi\u00f9 tradizionale di Stato. Si tratta, in realt\u00e0, di una adesione alle tesi marxiste. Per l&#8217;Internazionale anti-autoritaria \u00e8 un colpo tanto pi\u00f9 duro, in quanto la Federazione belga aveva ricevuto mandato, al precedente congresso, di occuparsi, nell&#8217;anno seguente, dell&#8217;ufficio federale.&quot;<\/p>\n<p>Tratto da Roger Boussinot, <em>Piccola enciclopedia dell&#8217;anarchia<\/em>, Milano, Garzanti, 1978, p. 76 (Samon\u00e0 e Savelli, 1970).<\/p>\n<p>SCHWITZGU\u00c9BEL, ADH\u00c9MAR, incisore Sonvilier, membro bakuniniano della Federazione del Giura.<\/p>\n<p>&quot;All&#8217;interno della Federazione del Giura si scontrano due linee. Una facente capo a Kropotkin e Cafiero si proclama comunista libertaria, l&#8217;altra, il cui leader \u00e8 Adh\u00e9mar Schwitzgu\u00e9bel, si proclama collettivista. Le differenze sostanziali fra le due tendenze si possono cos\u00ec riassumere. I collettivisti sostengono la collettivizzazione dei mezzi di produzione lasciando alle associazioni operaie il compito della ripartizione dei prodotti del lavoro, remunerando il lavoro in funzione delle prestazioni fornite; il comunismo libertario, pur dichiarandosi favorevole alla collettivizzazione, sostiene che bisogna mettere in comune anche gli oggetti di consumo e distribuire a tutti secondo la formula &quot;da ciascuno secondo le sue possibilit\u00e0, a ciascuno secondo i suoi bisogni&quot;.<\/p>\n<p>Tratto da Domenico Tarizzo, <em>L&#8217;anarchia. Storia dei movimenti libertari nel mondo<\/em>, Milano, Mondadori, 1976, p. 49. Altre notizie su Schwitzgu\u00e9bel sono reperibili in George Woodcock, <em>L&#8217;Anarchia,<\/em> Milano, Feltrinelli, 1980.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>O LIBERA FEDERAZIONE DI COMUNI ?** ** Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul numero 35 del 19 novembre1989 (anno 69) del settimanale &quot;Umanit\u00e0 Nova&quot;, giornale anarchico<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-24463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24463"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24463\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}