{"id":24462,"date":"2009-03-19T06:08:00","date_gmt":"2009-03-19T06:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/19\/de-maistre-contro-rousseau-chi-ha-mai-detto-che-luomo-e-nato-libero\/"},"modified":"2009-03-19T06:08:00","modified_gmt":"2009-03-19T06:08:00","slug":"de-maistre-contro-rousseau-chi-ha-mai-detto-che-luomo-e-nato-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/19\/de-maistre-contro-rousseau-chi-ha-mai-detto-che-luomo-e-nato-libero\/","title":{"rendered":"De Maistre contro Rousseau: chi ha mai detto che l&#8217;uomo \u00e8 nato libero?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;esordio del \u00abContratto sociale\u00bb (della cui tesi centrale ci siamo occupati nel precedente articolo, \u00abLo stato terroristico della Volont\u00e0 Generale nel pensiero politico di Jean-Jacques Rousseau\u00bb, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice) risuona come uno squillo di tromba: \u00abL&#8217;uomo \u00e8 nato libero, ma in ogni luogo egli \u00e8 in catene\u00bb.<\/p>\n<p>E prosegue (Rousseau, \u00abIl contratto sciale\u00bb, traduzione di Ganluigi Barni, Milano, Fabbri Editori, 1998, p. 52):<\/p>\n<p>\u00abAnche chi si crede padrone degli altri, non cessa tuttavia d&#8217;essere pi\u00f9 schiavo di loro. Come mai \u00e8 avvenuto questo cambiamento? Lo ignoro. Che cosa pu\u00f2 renderlo legittimo? Credo di poter risolvere questo problema.<\/p>\n<p>Se io prendessi in considerazione solo la forza e le conseguenze che ne derivano, direi: &quot;Fintanto che un popolo \u00e8 obbligato a obbedire e obbedisce, agisce bene; ma non appena pu\u00f2 scuotere il giogo e lo scuote, agisce ancor meglio, perch\u00e9 ricuperando la libert\u00e0 in base al medesimo diritto con cui gli era stata tolta, o esso \u00e8 legittimato a riprendersela o nessuno lo era mai stato a togliergliela.&quot; L&#8217;ordine sociale \u00e8 certamente un sacro diritto che serve da base a tutti gli altri; tuttavia questo diritto non deriva assolutamente dalla natura, \u00e8 dunque fondati su accordi, Si tratta di sapere quali sono questi accordi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Da oltre due secoli, l&#8217;idea che l&#8217;uomo sia naturalmente libero e che le catene cui \u00e8 avvinto siano una negazione di un suo diritto fondamentale e sacrosanto, ha accompagnato e, spesso, guidato la marcia della civilt\u00e0 europea attraverso la modernit\u00e0, dal luglio del 1789 al maggio del 1968 ed oltre: fino, si pu\u00f2 dire, ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Ma il pi\u00f9 vigoroso esponente della Restaurazione in sede speculativa, quel Joseph De Maistre (1753-1821), savoiardo, che, da sempre, la critica letteraria ci presenta unicamente nelle sgradevoli vesti dell&#8217;ottuso reazionario, mentre fu una mente lucida e acuta (anche se animata da sentimenti reazionari), non era affatto d&#8217;accordo, e non esit\u00f2 a prendere d&#8217;assalto la cittadella illuministica con le sue \u00abdiaboliche stranezze\u00bb, prima fra tutte l&#8217;idea che l&#8217;uomo nasca libero, e che la libert\u00e0 sia inscritta, pi\u00f9 o meno luminosamente, nel suo destino.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare: di che libert\u00e0 parla Rousseau? Di una libert\u00e0 ontologica, che si esplica sul piano etico; oppure di una libert\u00e0 storica, dovuta ad una non meglio dimostrata condizione originaria, sul tipo del suo preteso \u00abstato di natura\u00bb? Se \u00e8 di quest&#8217;ultima che parlava il ginevrino, allora non solo i fatti della storia, ma le sue stesse parole stanno l\u00ec a smentirlo nel modo pi\u00f9 esplicito: infatti, come \u00e8 possibile che l&#8217;uomo sia <em>ovunque<\/em> in catene, se egli nasce libero e se incessantemente aspira a riconquistare la propria libert\u00e0?<\/p>\n<p>Per il De Maistre, \u00e8 evidente che l&#8217;uomo non nasce libero: e uno sguardo anche rapidissimo alla sua storia, partendo dall&#8217;antichit\u00e0 e da quel perfetto esempio di democrazia che fu Atene, lo dimostra chiaramente. Al contrario, la sua condizione naturale fu la schiavit\u00f9: in tutte le societ\u00e0 umane prima del Cristianesimo, la maggioranza degli uomini era costituita da schiavi o da servi, e solo una minoranza da uomini liberi: i nobili; ossia, etimologicamente, \u00abi migliori\u00bb.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che ci mostrano i fatti, dice De Maistre; Rousseau e quelli come lui si sono limitati a fantasticare, baloccandosi con vuote formule delle quali si sono riempiti la bocca, ma senza prendersi minimamente la briga di dimostrare le loro asserzioni.<\/p>\n<p>Tutto quello che Rousseau si sforza di fare \u00e8 di postulare che la sottomissione dell&#8217;uomo all&#8217;ordine sociale \u00abnon deriva assolutamente dalla natura\u00bb e, dunque &#8211; per esclusione &#8211; non pu\u00f2 essere che il frutto di accordi. Ma, di nuovo, egli postula quel che dovrebbe almeno tentare di dimostrare; e, dopo averlo postulato come se fosse una verit\u00e0 incontrovertibile, ne ricava quelle conseguenze che desidera ricavare.<\/p>\n<p>In pratica, l&#8217;unico accenno di ragionamento, per dimostrare che la condizione naturale dell&#8217;uomo \u00e8 la libert\u00e0, consiste nel parallelismo che egli delinea tra la societ\u00e0 politica e la pi\u00f9 antica di tutte le societ\u00e0 esistenti, oltre che l&#8217;unica naturale: la famiglia. Nella famiglia, egli afferma, i figli non rimangono legati al proprio padre, se non fino a quando hanno bisogno della sua protezione; e, non appena tale bisogno vien meno, cessa anche il legame. I figli si emancipano dal dovere dell&#8217;obbedienza nei confronti del padre, il padre si libera dall&#8217;obbligo di accudirli e di proteggerli: e ciascuno recupera la propria indipendenza.<\/p>\n<p>Questa fisiologia della societ\u00e0 familiare, che sarebbe piaciuta a Freud (e che, anzi &#8211; crediamo &#8211; gli sia realmente piaciuta, per svolgere, a partire da essa, le sue teorie sul parricidio e sul desiderio d&#8217;incesto da parte dell&#8217;\u00aborda primordiale\u00bb, concetto, quest&#8217;ultimo, tanto elusivo quanto il russoiano \u00abstato di natura\u00bb) sembra spiegare tutto, mentre in effetti spiega ben poco. A meno che si voglia concepire la famiglia unicamente come un istituto contrattuale, chi oserebbe affermare che il padre (Rousseau, chiss\u00e0 perch\u00e9, dimentica la madre) si disinteressa totalmente dei propri figli, una volta che questi sono cresciuti abbastanza da provvedere a se stessi? Ma certo l&#8217;idea non doveva sembrare strana a uno come Rousseau, che faceva figli uno dopo l&#8217;altro e poi li affidava alla carit\u00e0 pubblica, mentre si faceva una fama di gran pedagogista pubblicando l&#8217;\u00abEmilio.\u00bb<\/p>\n<p>E non si venga a dire che questo \u00e8 un colpo basso e che, davanti all&#8217;opera di un filosofo, non bisogna chiedersi se egli sia stato anche coerente con le sue stesse idee, ma solo se queste siano coerenti fra loro. Rousseau non \u00e8 stato un filosofo: nessun filosofo si sognerebbe di buttar l\u00ec, all&#8217;inizio di un&#8217;opera, la tesi che dovrebbe, invece, dimostrare. Quando egli dice che l&#8217;uomo \u00e8 nato libero, non fa filosofia, ma letteratura; cos\u00ec come la far\u00e0 Bakunin, allorch\u00e9 dir\u00e0 che l&#8217;uomo \u00e8 libero, ma, se Dio esistesse, egli sarebbe schiavo; ragion per cui, Dio non esiste.<\/p>\n<p>L&#8217;astrattezza, il velleitarismo, la faciloneria speculativa di Rousseau sono colte efficacemente da De Maistre, il quale sar\u00e0 anche stato un pensatore reazionario, ma, almeno, aveva abbastanza rispetto dei fatti per non pretendere di dare torto ad essi, quando non si accordavano con le sue idee.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, Joseph De Maistre, nella sua celeberrima opera \u00abDel Papa\u00bb (titolo originale: \u00abDu Pape\u00bb; tradizione italiana di T. Casini, Firenze, 1926):<\/p>\n<p>\u00abFu una bella ridicolezza dell&#8217;ultimo secolo quella di giudicar tutto dietro regole astratte, senza tener conto dell&#8217;esperienza.[&#8230;]<\/p>\n<p>Squisito il Rousseau quando comincia il suo &quot;Contratto sociale&quot; con questa massima rimbombante: &quot;L&#8217;uomo \u00e8 nato libero, e dappertutto si trova in catene!&quot;. Che cosa vuol dire? A quanto pare egli non intende parlare del fatto, poich\u00e9 nella medesima frase afferma che l&#8217;uomo \u00e8 dappertutto in catene. Si tratta dunque del diritto; ma p\u00e8 appunto quello che bisogna provare, contro il fatto. Vero \u00e8 il contrario di questa pazza asserzione &quot;l&#8217;uomo \u00e8 nato libero&quot;. In tutti i tempi e in tutti i luoghi, sino alla fondazione del Cristianesimo, anzi sino a che questa Religione non fu penetrata sufficientemente nei cuori, la schiavit\u00f9 \u00e8 sempre stata considerata come un ordigno necessario nel governo e nello stato politico delle nazioni, nelle repubbliche come nelle monarchie, senza che mai cadesse in mente ad un filosofo di condannare la schiavit\u00f9, n\u00e9 ad un legislatore di combatterla con leggi fondamentali o di circostanze. [&#8230;] Chi ha sufficientemente studiato questa trista natura, sa che l&#8217;uomo in generale, abbandonato a se stesso, \u00e8 troppo malvagio per poter essere libero. Che ciascuno esamini l&#8217;uomo nel suo proprio cuore, e sentir\u00e0 che dovunque sia data a tutti la libert\u00e0 civile, non vi sar\u00e0 pi\u00f9 mezzo, senza un qualche soccorso straordinario, di governare gli uomini in corpo d nazione. [&#8230;] Dovunque, il piccolissimo numero ha sempre condotto il grande poich\u00e9, senza un&#8217;aristocrazia pi\u00f9 o meno forte, la sovranit\u00e0 non ha abbastanza vigoria. Il numero degli uomini liberi nell&#8217;antichit\u00e0 era di molto inferiore a quello degli schiavi. Atene aveva 40.000 schiavi e 20.000 cittadini. A Roma, che contava verso la fine della Repubblica circa 1.200.000 abitanti, vi erano appena 2.000 proprietari, , il che dimostra da solo l&#8217;immensa quantit\u00e0 degli schiavi. Un solo individuo ne aveva qualche volta diverse migliaia al suo servizio. [&#8230;] Altre nazioni fornirebbero press&#8217;a poco gli stessi esempi. E del resto sarebbe inutile provare diffusamente ci\u00f2 che nessuno ignora, che l&#8217;universo, fino al Cristianesimo, \u00e8 sempre stato coperto di schiavi e che i sapienti non hanno mai biasimato tale usanza.<\/p>\n<p>Questa proposizione non si scuote. [&#8230;] Cos\u00ec il genere umano \u00e8 in gran parte naturalmente servo, e non pu\u00f2 esser tolto da questo stato altro che soprannaturalmente. Con la servit\u00f9 niente morale propriamente detta; senza il Cristianesimo, niente libert\u00e0 generale, e senza il papa non si d\u00e0 vero Cristianesimo, ossia il Cristianesimo operoso, potente, convertitore, rigeneratore, conquistatore, perfezionante. Spettava dunque al Sommo Pontefice proclamare la libert\u00e0 universale; egli lo fece, e la sua vice risuon\u00f2 per tutto l&#8217;universo. Egli solo rese questa libert\u00e0 possibile, nella sua qualit\u00e0 di capo unico di quella Religione sola capace di piegare le volont\u00e0, e che non poteva spiegare tutto il suo potere se non per mezzo di lui. Oggi bisognerebbe esser ciechi per non vedere che tutte le sovranit\u00e0 in Europa s&#8217;indeboliscono. Esse perdono da tutti i lati la confidenza e l&#8217;amore. Le sette e lo spirito particolare si moltiplicano in modo spaventevole. Bisogna purificare le volont\u00e0 o incatenarle; non c&#8217;\u00e8 via di mezzo.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, dunque, per De Maistre, non \u00e8 una creatura libera, per il semplice fatto che \u00e8 troppo malvagio per esserlo. Pu\u00f2 darsi che si tratti di un punto di vista drasticamente pessimista; ma, almeno, \u00e8 sempre meglio che dire, come fa Rousseau, che non si sa come sia avvenuto il cambiamento che ha fatto dell&#8217;uomo, essere libero, uno schiavo.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, dunque &#8211; prosegue De Maistre &#8211; non \u00e8 mai stato naturalmente libero, ma, al contrario, servo dovunque, in tutte le societ\u00e0 antiche. Solo il cristianesimo lo ha liberato e solo il pontefice, a suo avviso (la tesi \u00e8 discutibile fin che si vuole, ma non priva di riscontri nella storia del tardo Impero Romano e del Medioevo), ha proclamato e reso operante la sua libert\u00e0. Di conseguenza, senza il Papa non pu\u00f2 esistere n\u00e9 vera libert\u00e0, n\u00e9 vero cristianesim; esattamente il contrario di quanto aveva affermato Rousseau nel \u00abContratto sociale\u00bb, allorch\u00e9 aveva descritto il cristianesimo romano come la forma di religione pi\u00f9 bizzarra e innaturale che si possa immaginare, interamente dominata dai preti.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 aveva fatto &#8211; partendo da un analogo pessimismo di matrice cristiana &#8211; lo scrittore politico inglese Edmund Burke nelle sue \u00abRiflessioni sulla Rivoluzione francese\u00bb (1790), il De Maistre confuta, inoltre, un altro decisivo caposaldo del pensiero russoiano: il preteso diritto della maggioranza a dominare sulla minoranza.<\/p>\n<p>Ovviamente, la critica del savoiardo nei confronti del principio democratico della maggioranza, non muove da una prospettiva libertaria, ma autoritaria: \u00abdovunque &#8211; egli osserva &#8211; il piccolissimo numero ha sempre condotto il grande\u00bb; ragion per cui, egli rivendica il diritto dell&#8217;aristocrazia a guidare la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima asserzione suona certamente sgradevole ai nostri orecchi di figli della post-modernit\u00e0; tuttavia, basta che riportiamo il concetto di aristocrazia alla sua origine etimologica, come la classe dei migliori, perch\u00e9 esso acquisti subito una valenza molto pi\u00f9 persuasiva. Onestamente, chi oserebbe affermare il contrario: che, cio\u00e8, una maggioranza di incompetenti e di disonesti ha il diritto di prevalere su una minoranza di individui eccellenti?<\/p>\n<p>Eppure, la sfrenata demagogia che ha avuto origine proprio dal mito russoiano del \u00abbuon selvaggio\u00bb, con tutti quei vaniloqui sulla innocenza originaria dell&#8217;uomo, a forza di essere ripetuta nel corso di due secoli e mezzo (il \u00abContratto sociale\u00bb fu pubblicati ad Amsterdam nel 1762), ha finito per acquistare la forza tremenda di un riflesso condizionato.<\/p>\n<p>Impossibile, ormai, parlare di politica, senza pensare all&#8217;uomo come ad una creatura nata libera, liberissima, in virt\u00f9 di una condizione originaria che si presenta come un vero e proprio articolo di fede.<\/p>\n<p>La cosa \u00e8 tanto pi\u00f9 curiosa, se si pensa che la cultura oggi dominante \u00e8 quella positivistico-evoluzionista, per la quale l&#8217;uomo non \u00e8 che una scimmia evoluta a caso, in mezzo ad un groviglio di forme viventi originatesi altrettanto a caso, a partire da organismi unicellulari formatisi da soli, non si sa in grazia di quale miracolo (cfr. il nostro recente articolo \u00abL&#8217;idea biologica del &quot;brodo primordiale&quot; \u00e8 una banale ripetizione dell&#8217;errore antropocentrico\u00bb, anch&#8217;esso sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Rousseau voleva indicare la via per ristabilire una societ\u00e0 libera e fondata sull&#8217;uguaglianza; ma, di fatto, le sue teorie, gi\u00e0 di per s\u00e9 discutibili, hanno fornito la base teorica per tutta una serie di ulteriori semplificazioni e schematizzazioni, il cui effetto \u00e8 stato quello di alimentare un diffuso senso di risentimento verso la pretesa ingiustizia di una societ\u00e0 che non riconosce la bont\u00e0 originaria dell&#8217;uomo, la cui prova pi\u00f9 evidente sarebbe la sua \u00abnaturale\u00bb libert\u00e0.<\/p>\n<p>La bont\u00e0 originaria dell&#8217;uomo, costretta a difendersi dalle \u00abcanaglie\u00bb e dagli \u00absfruttatori\u00bb, ha prodotto non solo il Terrorismo del 1793-94 (ossia la dittatura della Virt\u00f9), ma quel cronico stato d&#8217;animo di rancore per l&#8217;ordine costituito, che ha trovato il suo motto pi\u00f9 significativo nel \u00abVietato vietare\u00bb di sessantottesca memoria.<\/p>\n<p>Infatti, se l&#8217;uomo \u00e8 una creatura intrinsecamente buona e se la sua libert\u00e0 non \u00e8 una faticosa conquista personale (in primo luogo interiore, e poi, eventualmente, anche politica), chi oser\u00e0 proibirgli qualcosa, se non un tiranno conclamato o un aspirante tale?<\/p>\n<p>Pare che Rousseau non avesse previsto, per\u00f2, che gli uomini, se partono dall&#8217;assioma di una loro bont\u00e0 originaria, possono anche finire per ritrovarsi sotto la peggiore di tutte le schiavit\u00f9: proprio quella Volont\u00e0 Generale che a lui sembrava realizzare il massimo della libert\u00e0, ma che, di fatto, abbiamo visto tradursi nel pi\u00f9 spietato strumento di dominio da parte dei totalitarismi del XX secolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esordio del \u00abContratto sociale\u00bb (della cui tesi centrale ci siamo occupati nel precedente articolo, \u00abLo stato terroristico della Volont\u00e0 Generale nel pensiero politico di Jean-Jacques Rousseau\u00bb,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-24462","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24462","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24462"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24462\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24462"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24462"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24462"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}