{"id":24461,"date":"2011-05-07T06:57:00","date_gmt":"2011-05-07T06:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/07\/il-secolo-dei-lumi-visto-da-de-maistre-il-principe-dei-cattolici-reazionari\/"},"modified":"2011-05-07T06:57:00","modified_gmt":"2011-05-07T06:57:00","slug":"il-secolo-dei-lumi-visto-da-de-maistre-il-principe-dei-cattolici-reazionari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/07\/il-secolo-dei-lumi-visto-da-de-maistre-il-principe-dei-cattolici-reazionari\/","title":{"rendered":"Il secolo dei Lumi visto da De Maistre, il principe dei cattolici reazionari"},"content":{"rendered":"<p>Quello di Joseph De Maistre (Chamb\u00e9ry 1753 &#8211; Torino 1821) \u00e8 un altro nome scandaloso, pressoch\u00e9 impronunciabile nel salotto buono della cultura contemporanea, tutta doverosamente progressista e democratica, tutta doverosamente irreligiosa e secolarista.<\/p>\n<p>Al massimo, lo si paragona a F\u00e9licit\u00e9 de Lamennais, e solo come termine negativo: Lamennais \u00e8 visto come l&#8217;esponente del cattolicesimo liberale e progressista, dunque del cattolicesimo &quot;giusto&quot;; De Maistre \u00e8, viceversa, l&#8217;esponente del cattolicesimo reazionario, ossia di quello &quot;sbagliato&quot;; n\u00e9 ci si chiede quanto peso, nel giudizio di ci\u00f2 che \u00e8 giusto e di ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato nella storia, abbia la circostanza che il primo risulta, alla prova del tempo (ma su quale periodo: il breve, il medio, il lungo?) vincitore, mentre il secondo risulta sconfitto.<\/p>\n<p>Quasi quasi, ci si vorrebbe dimenticare che \u00e8 stato uno scrittore italiano, anche se savoiardo di madrelingua francese, relegandolo nel &quot;mare magnum&quot; degli ultras transalpini; quasi quasi, ci si vorrebbe dimenticare che \u00e8 stato uno scrittore eccellente, uno che, nel secolo delle belle lettere, sapeva tenere la penna in mano con sovrana maestria; quasi quasi, infine, ci si vorrebbe dimenticare, e soprattutto far dimenticare, che \u00e8 stato non solo un letterato, ma anche un filosofo straordinariamente acuto e dotato di ammirevole chiarezza: due doti che raramente vanno d&#8217;accordo e che, specialmente da Hegel in avanti, sono addirittura guardate con sospetto, perch\u00e9 si \u00e8 formato il pregiudizio che un pensatore, se davvero \u00e8 profondo e originale, deve essere per forza anche alquanto oscuro: se si fa capire da tutti, allora si sospetta immediatamente che sia banale.<\/p>\n<p>Inoltre, il fatto che De Maistre sia stato un cattolico rigorosamente conseguente viene in genere o sottaciuto, o rivolto contro di lui, come esempio della chiusura del cattolicesimo verso il mondo moderno, della sua incapacit\u00e0 di cogliere i nuovi fermenti vitali della civilt\u00e0 europea e mondiale; insomma, come esempio negativo di ripiegamento sul passato.<\/p>\n<p>Se, al contrario, si ammette che De Maistre, nel suo cattolicesimo, \u00e8 di una perfetta linearit\u00e0 e che, anche se le sue idee politiche non sono le uniche che si possono trarre dalla tradizione cristiana, dovrebbero comunque essere valutare con mente libera almeno dai pregiudizi pi\u00f9 vistosi e grossolani di quella parte ideologica ch&#8217;egli appunto combatteva, ossia quella massonica e illuminista, ecco che la sua figura di pensatore e il suo percorso intellettuale e spirituale appaiono in tutta la loro cristallina coerenza e compattezza; dopo di che bisognerebbe avere l&#8217;onest\u00e0 di dire che la sua filosofia non piace per ragioni politiche e non per una sua intrinseca debolezza o per un suo intrinseco difetto.<\/p>\n<p>L&#8217;opera pi\u00f9 conosciuta di De Maistre \u00e8 \u00abDu Pape\u00bb (\u00abDel Papa\u00bb), pubblicata, in due volumi, nel 1819, nella quale propone di subordinare il potere temporale a quello religioso, ma nella cornice di un&#8217;Europa delle nazioni e allo scopo dichiarato di impedire alle monarchie assolute, restaurate dopo la bufera napoleonica, di trasformarsi in tirannidi.<\/p>\n<p>Per lui, solo l&#8217;autorit\u00e0 del Papa pu\u00f2 ragionevolmente porsi al di sopra dell&#8217;autorit\u00e0 dello Stato, dal momento che rifiuta come illogica e innaturale l&#8217;idea della sovranit\u00e0 popolare ed \u00e8 per questo motivo che propone di restaurare il modello politico contenuto nella bolla del 1302 &quot;Unam Sanctam&quot; di Bonifacio VIII (allora in lotta con il re di Francia, Filippo IV il Bello, nel primo grave conflitto giurisdizionale nella storia d&#8217;Europa).<\/p>\n<p>A causa di tale impostazione, De Maistre si \u00e8 creato, definitivamente e inappellabilmente, la fama di pensatore reazionario; ma, a parte il fatto che il concetto di &quot;reazionario&quot; dovrebbe essere sottratto al giudizio ideologico (di segno negativo) proprio della cultura neo-illuminista e, dunque, &quot;progressista&quot; (altro concetto sovraccaricato d&#8217;un arbitrario giudizio di valore, positivo questa volta) e riportato nell&#8217;ambito imparziale della consapevolezza critica, resta il fatto che \u00e8 un&#8217;operazione riduttiva quella di slegare la proposta teocratica di De Maistre dalle sue intime motivazioni politiche: sottrarre, cio\u00e8, i sudditi all&#8217;arbitrio di un potere dispotico.<\/p>\n<p>In caso di manifesta tirannide, infatti, esiste uno ed un solo potere che abbia, per il filosofo savoiardo, l&#8217;autorit\u00e0 morale e politica di autorizzare i sudditi a rescindere il dovere di fedelt\u00e0 e obbedienza dovute al sovrano, e non pu\u00f2 essere che quello papale: l&#8217;unico che, per ragioni intrinseche ed estrinseche, sia in grado di porsi, spassionatamente e con lungimiranza, al di sopra della mischia e di farsi interprete di superiori esigenze di umanit\u00e0 e di giustizia.<\/p>\n<p>Basterebbero questi rapidi cenni per aprire almeno un varco alla monolitica, e semplicistica, lettura di De Maistre in chiave ottusamente reazionaria: e proprio l&#8217;attualit\u00e0 di questi nostri tempi (la crisi libica, ad esempio) ci ricorda quanto sarebbe auspicabile l&#8217;esistenza di un potere universalmente riconosciuto, che venisse delegato a fare da arbitro, a livello nazionale e internazionale, nei conflitti insorgenti fra Stato e cittadino e fra Stato e Stato.<\/p>\n<p>Dicevamo che De Maistre non crede nella sovranit\u00e0 popolare; dobbiamo motivarlo. Per lui, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 irrimediabilmente decaduta a causa del peccato originale e, quindi, gli uomini non potranno mai governarsi da soli secondo principi di autentica giustizia, come \u00e8 nell&#8217;idea contrattualistica dello Stato moderno. Certo, il suo \u00e8 un pessimismo antropologico, ma perfettamente in linea con la prospettiva cristiana; e la medesima premessa si trova al fondo della concezione manzoniana della storia.<\/p>\n<p>Proprio come Manzoni, peraltro, De Maistre \u00e8 quasi ossessionato dal problema del male presente nella storia; e, pi\u00f9 precisamente, dal grande mistero per cui vediamo cos\u00ec spesso trionfare i malvagi, mentre i giusti patiscono. De Maistre, comunque, non si vergogna di inchinarsi davanti al mistero: anticipando uno spunto di Gabriel Marcel, sostiene che non tutti i misteri possono venire ridotti a problemi, passibili di soluzione razionale: sostenere questo, per lui, vuol dire negare la ragione, non esaltarla.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, egli elabora una risposta parziale , fondata sul fatto che i mali che l&#8217;uomo riceve nel corso della vita non sono necessariamente legati alle sue qualit\u00e0 morali: vi sono mali propri dell&#8217;uomo in quanto tale, e non dovrebbe far meraviglia che essi colpiscano tanto i malvagi che i buoni, dal momento che non vanno interpretati sempre come una &quot;risposta&quot; alla condotta morale, ma, semplicemente, come effetti naturali della condizione umana.<\/p>\n<p>Ma, tornando al pessimismo antropologico: per De Maistre, l&#8217;uomo, da solo, non \u00e8 in grado di creare ordinamenti giusti; per\u00f2 pu\u00f2 avvicinarvisi, con l&#8217;aiuto di Dio. In questo egli \u00e8 agostiniano, ma non certo luterano o calvinista; al contrario, egli vede nella Riforma protestante il primo, gravissimo strappo operato dalla mentalit\u00e0 moderna, ch&#8217;egli chiama &quot;teofobica&quot;, nel rapporto fra gli uomini e Dio.<\/p>\n<p>Con l&#8217;aiuto di Dio, l&#8217;uomo pu\u00f2 molto, moltissimo; pi\u00f9 precisamente, con la fiducia in Dio e con la relazione attiva che si realizza nella preghiera. Egli paragona l&#8217;uomo moderno, che non sa pi\u00f9 pregare, a colui che voglia abbattere una quercia con la sola forza del braccio; e si spinge fino a sostenere che tutta la filosofia del &quot;secolo dei Lumi&quot; altro non \u00e8 stata che un deliberato, sistematico, radicale sforzo per strappare all&#8217;uomo quest&#8217;arma potentissima che era da sempre nelle sue mani, la preghiera, per consegnarlo al nulla di un mondo senza Dio, dominato dal caso e da forze cieche e incomprensibili, culminate nell&#8217;orgia sanguinosa della Rivoluzione francese.<\/p>\n<p>Non solo: avendo conosciuto dall&#8217;interno il mondo della Massoneria, allo scopo di intrecciare relazioni che sperava di utilizzare per un progetto di unificazione delle diverse chiese cristiane (i lunghi anni trascorsi come ambasciatore piemontese a Pietroburgo lo avevano persuaso che la cosa fosse realizzabile), egli vede nella Massoneria il braccio operativo dei filosofi illuministi, il cui scopo \u00e8 la deliberata scristianizzazione dell&#8217;Europa, dietro le apparenze pi\u00f9 moderate del deismo, del laicismo e della secolarizzazione e dietro il pretesto di voler difendere la libert\u00e0 di pensiero.<\/p>\n<p>La rivoluzione, per De Maistre, \u00e8 il peccato sociale: la rivolta contro l&#8217;ordine voluto da Dio, poich\u00e9 i sovrani sono tali per volont\u00e0 divina. Questo \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 propriamente &quot;medievale&quot; del pensiero di De Maistre e, diciamolo francamente, il pi\u00f9 urtante per la mentalit\u00e0 moderna scaturita, appunto, dall&#8217;Illuminismo e dalla Rivoluzione francese.<\/p>\n<p>Eppure, a ben guardare, e collocandolo nella giusta prospettiva storica, bisogner\u00e0 ammettere che non \u00e8 n\u00e9 peregrino, n\u00e9 illogico, n\u00e9 in contrasto con la tradizione cattolica, per la quale il concetto di una societ\u00e0 naturalmente gerarchica ha radici antiche quanto le Sacre Scritture.<\/p>\n<p>\u00c8, in fondo, una concezione che parte da premesse simili a quelle del pensiero di Dante, anche se giunge ad esiti differenti: per entrambi i pensatori, l&#8217;uomo non \u00e8 in grado di elevarsi, con le sue sole forze, al di sopra dei bassi istinti che gli derivano dalla Caduta; per entrambi, l&#8217;ordine gerarchico \u00e8 al tempo stesso naturale e necessario, poich\u00e9 pone un freno agli impulsi disordinati degli uomini e garantisce un ordine sociale che rende possibile la civile convivenza.<\/p>\n<p>Poi le loro strade si dividono: e dove Dante, anche personalmente esacerbato contro Bonifacio VIII, auspica un potere imperiale che sia del tutto autonomo da quello papale, per presiedere alla giustizia e alla pace nell&#8217;ordine temporale, cos\u00ec come quello papale \u00e8 preposto alla salvezza delle anime (teoria dei due Soli); De Maistre propone che ogni potere terreno si inchini a quello della Chiesa cattolica, anzi, specificamente, a quello del Papa, di cui prefigura, con mezzo secolo di anticipo sul Concilio Vaticano I, il dogma dell&#8217;infallibilit\u00e0, considerandolo il solo che possieda sufficiente autorevolezza per porsi al di sopra di tutti gli altri e il solo direttamente stabilito da Dio (ultramontanismo), e non indirettamente, come nel caso dei sovrani temporali.<\/p>\n<p>Anche se la sua opera filosofica pi\u00f9 importante \u00e8 il saggio \u00abEsame della filosofia di Bacone\u00bb, del 1815 (ma pubblicato, postumo, solamente nel 1836), quella pi\u00f9 conosciuta e quella letterariamente pi\u00f9 pregevole \u00e8 certamente \u00abLe serate di San Pietroburgo\u00bb, del 1821 (anch&#8217;essa pubblicata dopo la sua morte e rimasta incompiuta), la cui &quot;ouverture&quot; non cede, in fatto di bellezza, alla celeberrima pagina iniziale del \u00abFedro\u00bb platonico; in essa tre personaggi: un cavaliere francese emigrato in seguito alla Rivoluzione, un senatore russo di religione ortodossa e un conte, che \u00e8 controfigura dell&#8217;Autore, discutono, nella splendida cornice delle &quot;notti bianche&quot; pietroburghesi, di alcuni problemi centrali della vita umana e specialmente del mistero del male e del bene, il tutto in un&#8217;ottica cristiana fondata sulla fede nella Provvidenza.<\/p>\n<p>La Provvidenza agisce nella storia, questa \u00e8 la sua ferma convinzione: e anche il trionfo momentaneo (e apparente) del male, non \u00e8 che preparazione di un bene futuro, pi\u00f9 grande e duraturo; cos\u00ec, ad esempio, De Maistre legge il fenomeno della Rivoluzione francese, da lui giudicata provvidenziale per riportare l&#8217;Europa, con rinnovato fervore, a quel Dio cui da tempo aveva voltato le spalle, con proprio danno sia nell&#8217;ordine morale che in quello materiale.<\/p>\n<p>Chi, leggendo le \u00abLe serate di San Pietroburgo\u00bb, si aspettasse di trovarvi le farneticazioni di una mente ottusa, incapace di misurarsi col presente e tutta intesa a sognare impossibili ritorni al Medioevo, rester\u00e0 fieramente deluso: \u00e8 difficile immaginare, infatti, in un&#8217;opera dichiaratamente reazionaria, come lo \u00e8 questa, un tale garbo e una tale piacevolezza sul piano espressivo e, sul piano dei contenuti, una tale pacata ragionevolezza, come se De Maistre (in questo simile al filosofo George Berkeley) avesse perfettamente appreso la lezione dei liberi pensatori, allo scopo di rovesciarne le tesi e di confutarle proprio sul piano in cui essi le ritenevano inconfutabili: quello del buon senso, del dato empirico, dell&#8217;osservazione spassionata e &quot;scientifica&quot;.<\/p>\n<p>Ne \u00abLe serate di San Pietroburgo\u00bb, De Maistre, tra l&#8217;altro, lancia una dura condanna dei valori predicati dall&#8217;Illuminismo, da lui considerati esiziali per la civilt\u00e0 europea e preambolo alla catastrofe della Rivoluzione francese.<\/p>\n<p>Ne riportiamo un paio di passaggi (D. Maistre, \u00abLe serate di Pietroburgo\u00bb, Sesta e Undicesima Conversazione; titolo originale, \u00abLes soir\u00e9es de Saint-P\u00e9tersburg ou entretiens sur le gouvernement temporel de la providence\u00bb; traduzione di Gennaro Auletta, Edizioni Paoline, 1996, pp. 85-86, 151-152):<\/p>\n<p>\u00abLa filosofia de secolo scorso, che agli occhi dei posteri apparir\u00e0 come una delle pi\u00f9 vergognose epoche dello spirito umano, ha fatto di tutto per stornarci dalla preghiera mediante la considerazione delle LEGGI ETERNE E IMMUTABILI. Il suo scopo preferito, e quasi unico, era il distacco dell&#8217;uomo da Dio; e come poteva arrivarci pi\u00f9 sicuramente se n on impedendogli di pregare? Tutta quella filosofia non fu in effetti se on un sistema di ateismo pratico; io ho dato un nome a questa strana malattia; l&#8217;ho chiamata TEOFOBIA. E notate bene, voi la troverete in tutti i libri filosofici del secolo decimottavo. Non si diceva apertamente: DIO NON ESISTE, affermazione che avrebbe potuto avere degli inconvenienti; ma si diceva: DIO NON \u00c8 L\u00c0; non \u00e8 nelle vostre idee che vengono dai sensi; non \u00e8 nei vostri pensieri che sono SENSAZIONI TRASFORMATE; non \u00e8 nei flagelli che vi colpiscono e che sono fenomeni fisici spiegabili con le leggi conosciute. Egli non pensa a voi; non ha fatto nulla di particolare per voi; il mondo \u00e8 fatto per l&#8217;insetto come per voi; egli non s vendica di voi perch\u00e9 siete troppo piccoli ecc. Infine non si poteva nominare Dio a quella filosofia senza farle prendere delle convulsioni. Gli stessi scrittori dell&#8217;epoca, infinitamente al di sopra della folla e notevoli per eccellenti intuizioni parziali, hanno apertamente negato la creazione. Come si poteva parlare a quella gente di castighi celesti senza farli infuriare? NESSUN AVVENIMENTO FISICO PU\u00d2 AVERE UNA CAUSA SUPERIORE RELATIVA ALL&#8217;UOMO: ecco il suo domma. Talvolta forse non osava enunziarlo in generale; ma in pratica, lo applicava a ogni particolare, il che \u00e8 lo stesso. [&#8230;]<\/p>\n<p>In primo luogo, non dico che ogni illuminista sia un massone; dico soltanto che lo erano tutti quelli che ho conosciuto., soprattutto in Francia; il loro domma fondamentale \u00e8 che il Cristianesimo, come lo conosciamo oggi, non \u00e8 che una vera cuccagna per l&#8217;uomo volgare; per\u00f2 dipende dall&#8217;uomo intelligente elevarsi a mano a mano fino alle sublimi conoscenze, come quelle che possedevano i primi cristiani che erano veri iniziati. Questo \u00e8 quel che i Tedeschi hanno chiamato cristianesimo trascendentale, e che \u00e8 un miscuglio di platonismo, di origenismo e di filosofia ermetica su una base cristiana.<\/p>\n<p>Le conoscenze soprannaturali sono la grande meta dei loro studi e delle loro speranze; sono sicuri che \u00e8 possibile all&#8217;uomo mettersi in comunicazione col mondo spirituale, aver relazioni con gli spiriti e scoprire cos\u00ec i pi\u00f9 singolari misteri. La loro costante abitudine \u00e8 di dare nomi straordinari a cose notissime con nomi comuni; cos\u00ec un uomo per essi \u00e8 un MINORENNE e la sua nascita \u00e8 una EMANCIPAZIONE; il peccato originale si chiama DELITTO PRIMITIVO, gli atti della potenza divina, o degli agenti divini nell&#8217;universo, si chiamano BENEDIZIONI, mentre le pene inflitte ai colpevoli si chiamano PATIMENTI. Spesso li ho tenuti anch&#8217;io sulle spine quando mi \u00e8 accaduto di dimostrare che tutto quel che dicevano di vero non era altro che il catechismo mascherato con parole strane&#8230;<\/p>\n<p>Spero, caro sentire, che non mi scuserete di parlare degli illuministi senza conoscerli. Ne ho visti molti e ho letto i loro scritti. Questi uomini, tra i quali contavo degli amici, spesso mi hanno edificato, speso mi hanno divertito, e spesso pure&#8230; ma non voglio ricordarmi certe cose. Al contrario, cerco di vedere in loro i lati buoni. Pi\u00f9 di una volta vi ho detto che questa setta potrebbe essere utile nei paesi separati dalla chiesa, perch\u00e9 conserva il sentimento religioso, abitua lo spirito al domma, lo sottrae alla enorme influenza deleteria della riforma, e lo prepara all&#8217;unione. Ricordo spesso, con la pi\u00f9 profonda soddisfazione, che tra gli illuministi protestanti da me conosciuti, non ho mai trovato una certa acrimonia, che dovrebbe esprimersi con un nome particolare perch\u00e9 non somiglia a nessun altro sentimento di questo genere, al contrario, in loro non ho trovato che bont\u00e0, dolcezza e piet\u00e0, si capisce alla loro maniera. Ritengo una cosa utile che si imbevano dello spirito di san Francesco di Sales, di F\u00e9nelon e di Santa Teresa; la stessa Madame Guyon, che essi sanno a memoria, non sar\u00e0 loro inutile. Tuttavia malgrado questi vantaggi, o per meglio dire malgrado queste compensazioni, l&#8217;illuminismo non \u00e8 meno mortifero alla nostra Chiesa e alla vostra, in quanto distrugge dalle fondamenta l&#8217;autorit\u00e0 che \u00e8 intanto la base del nostro sistema.<\/p>\n<p>Vi confesso, signori, che non mi raccapezzo in un sistema che non vuol credere se non vede miracoli e che esige assolutamente che i preti li facciano sotto pena di essere dichiarati buoni a nulla.\u00bb<\/p>\n<p>Sono idee che possono piacere o non piacere; ma sono idee ponderate, argomentate, nelle quali si esprime una critica equanime, che si sforza di vedere i pregi anche nell&#8217;avversario e che non ha nulla di rancoroso o di retrivo.<\/p>\n<p>Forse, sarebbe davvero ora di riprendere in mano questo filosofo dimenticato e di rileggerlo con maggiore serenit\u00e0 di giudizio, riconoscendovi una grande mente e un gran cuore, che ha avuto il torto principale di subire l&#8217;ostracismo della cultura dominante.<\/p>\n<p>Certo, la debolezza fondamentale di ogni pensiero reazionario \u00e8 che esso non \u00e8 in grado di proporre un modello cui gli uomini del proprio tempo possano ispirarsi, perch\u00e9 scritto in una lingua della quale hanno smarrito il vocabolario.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 davvero una debolezza, poi?<\/p>\n<p>Forse, quando i tempi saranno maturi, gli uomini torneranno ad ascoltare la voce di chi, sul momento, sembrava guardare solo al passato; mentre invece aveva lo sguardo rivolto al futuro pi\u00f9 di tutti gli altri&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello di Joseph De Maistre (Chamb\u00e9ry 1753 &#8211; Torino 1821) \u00e8 un altro nome scandaloso, pressoch\u00e9 impronunciabile nel salotto buono della cultura contemporanea, tutta doverosamente progressista<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[107,141,153],"class_list":["post-24461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-cattolicesimo","tag-filosofia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24461"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24461\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}