{"id":24440,"date":"2012-03-08T11:31:00","date_gmt":"2012-03-08T11:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/08\/e-possibile-dare-una-svolta-alla-propria-vita-e-ricominciare-ripartendo-da-zero\/"},"modified":"2012-03-08T11:31:00","modified_gmt":"2012-03-08T11:31:00","slug":"e-possibile-dare-una-svolta-alla-propria-vita-e-ricominciare-ripartendo-da-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/08\/e-possibile-dare-una-svolta-alla-propria-vita-e-ricominciare-ripartendo-da-zero\/","title":{"rendered":"\u00c8 possibile dare una svolta alla propria vita e ricominciare, ripartendo da zero?"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; possibile dare una svolta alla propria vita; \u00e8 possibile ricominciare, ripartire da zero o quasi, reinventarsi un futuro? E&#8217; veramente possibile, oppure lo \u00e8 solo nei film e nei romanzi e ci\u00f2 che piace, in essi, \u00e8 precisamente il fatto di mostrare come possibile ci\u00f2 che, nella vita reale, si sa bene non esserlo?<\/p>\n<p>Prima di rispondere, dobbiamo chiederci innanzitutto che cosa si intenda\u00a0con il concetto\u00a0\u00abdare una svolta alla propria vita\u00bb; in secondo luogo, quali siano le circostanze psicologiche e spirituali che, presumibilmente, accompagnano un tale interrogativo.<\/p>\n<p>\u00abDare una svolta\u00bb, ovvero, nel linguaggio dei marinai,\u00a0\u00abvirare di bordo\u00bb, non pu\u00f2 essere inteso, evidentemente, in senso puramente materiale: non pu\u00f2 essere un fare cose diverse o recarsi in luoghi diversi o unirsi a persone diverse; o, almeno, non pu\u00f2 essere solo questo: perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, avemmo solo una apparenza di cambiamento, una esteriorit\u00e0 di cambiamento, ma non un cambiamento vero.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un cambiamento autentico abbia luogo, si tratta di passare da un modo di essere a un altro modo di essere; e tale passaggio pu\u00f2 accompagnarsi, e di solito si accompagna, anche\u00a0ad una serie di cambiamenti esterni, visibili e percepibili dagli altri; ma tali cambiamenti non ne sono affatto l&#8217;essenza, ne sono anzi, semmai, la conseguenza: dunque, l&#8217;effetto e non la causa.\u00a0<\/p>\n<p>Se non si riesce a modificare, nel profondo, il proprio modo di essere, non si pu\u00f2 parlare di vero cambiamento. Ad esempio, cambiare il proprio modo di vestirsi, di pettinarsi, di truccarsi, pu\u00f2 essere la spia di un mutamento profondo del proprio modo di essere, ma non \u00e8 detto che lo sia: \u00e8 molto pi\u00f9 frequente\u00a0il caso che le persone, adottando tali mutamenti di facciata, si illudano di aver realizzato in se stesse un vero cambiamento; oppure che esse, pi\u00f9 o meno consapevolmente, vogliano appunto far credere ci\u00f2 agli altri, paghe dell&#8217;effetto che ci\u00f2 verosimilmente produce nella sfera dei parenti, degli amici, dei conoscenti e dei colleghi di lavoro.<\/p>\n<p>Cambiare se stessi, dunque, e non cambiare soltanto i propri gesti, le proprie compagnie, i luoghi materiali della propria esistenza: ma \u00e8 possibile? Oppure in noi vi \u00e8 una struttura fondamentale che non pu\u00f2 essere modificata, anche se possiamo dare l&#8217;impressione che ci\u00f2 sia avvenuto, per esempio nel caso di una clamorosa conversione da uno stile di vita a un altro; da un sistema di valori e, quindi, di comportamenti, a un altro? L&#8217;Innominato di Manzoni ci offre un buon esempio di un tal genere di conversione, cos\u00ec come il giovane Ludovico, divenuto poi padre Cristoforo: e tuttavia l&#8217;interrogativo rimane: al di l\u00e0 di quello che pu\u00f2 sembrare, \u00e8 proprio vero che una persona pu\u00f2 cambiare la propria struttura profonda,cos\u00ec come un serpente cambia la\u00a0pelle?<\/p>\n<p>Il minimo che si possa dire in proposito \u00e8 che si tratta di una cosa estremamente difficile, se pure \u00e8 possibile; anzi,\u00a0 per esprimersi in maniera appropriata, non si dovrebbe parlare di un cambiamento della struttura profonda dell&#8217;anima (o, per usare un linguaggio pi\u00f9 &quot;laico&quot;, della personalit\u00e0), ma di un eventuale cambiamento del modo di porsi di fronte a s\u00e9 e di fronte al mondo, pur conservando sostanzialmente inalterata la propria struttura di base.<\/p>\n<p>Qui si potrebbe aprire un discorso a parte su che cosa sia l&#8217;io, e, in particolare, se lo si possa e lo si debba considerare come una struttura unitaria e coesa o non, piuttosto &#8211; come affermano anche alcune scuole filosofiche e religiose orientali -, una successione o un complesso di operazioni mentali sempre cangianti.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 si tratta di una questione filosofica estremamente ardua e complessa, anche se estremamente importante, ci permettiamo,\u00a0in questa sede, di lasciarla impregiudicata, contentandoci di avervi fatto cenno; e\u00a0proseguiamo\u00a0\u00a0dando per dimostrata, anche\u00a0se dimostrata non \u00e8, la struttura unitaria dell&#8217;io, per pura comodit\u00e0 di ragionamento (se cos\u00ec non facessimo, ci\u00a0perderemmo in un labirinto dove fenomeni come la sindrome della personalit\u00e0 multipla metterebbero in crisi la possibilit\u00e0 stessa di ragionare in maniera generale sull&#8217;argomento che ci sta a cuore).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Dare una svolta alla propria vita, dunque, lo si pu\u00f2 fare, se con tale espressione si intende una revisione critica del proprio passato, una acquisizione di nuovi valori, una maturazione di nuove certezze e, soprattutto, uno sforzo per tradurre tali esperienze in linee di orientamento per un diverso modo di porsi di fronte al reale, ivi compresa la propria realt\u00e0 spirituale; non lo si pu\u00f2 fare, invece, se si intende che l&#8217;io possa modificare radicalmente la propria struttura pi\u00f9 profonda e divenire letteralmente altro da ci\u00f2 che \u00e8 stato e da ci\u00f2 che \u00e8.<\/p>\n<p>Dal punto di vista psicologico, poi, \u00e8 facile confondere il cambiamento con le circostanze che lo accompagnano o confondere un pi\u00f9 o meno vago senso di disagio, di insoddisfazione, di malessere,\u00a0\u00a0per una autentica e consapevole volont\u00e0 e capacit\u00e0 di trasformazione, non delle circostanze esteriori della propria vita, ma del proprio modo di essere.<\/p>\n<p>Se, per esempio, ci si trasferisce da un paese all&#8217;altro, da un continente all&#8217;altro, senza aver affrontato le radici di quel disagio e di quel malessere, non si fa che spostare geograficamente il problema da cui si vorrebbe fuggire; e se si lascia il proprio compagno o il proprio coniuge per un&#8217;altra persona, senza rivedere in nulla il proprio modo di porsi e senza interrogarsi sulle ragioni del precedente fallimento, ci si illude di aver cambiato qualcosa, mentre, probabilmente, si andr\u00e0 incontro ad una replica della situazione gi\u00e0 vissuta.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra cosa occorre tener presente, quando si ragiona sulla possibilit\u00e0 e sui limiti del cambiamento del proprio io: siamo sicuri che il cambiamento sia in se stesso una cosa positiva e che rechi in se stesso la chiave per la soluzione dei nostri problemi esistenziali?<\/p>\n<p>Secondo le filosofie vitalistiche oggi assai diffuse, la vita \u00e8 un flusso continuo, un incessante mutamento e una incessante trasformazione; di conseguenza, chi si ferma \u00e8 perduto, chi cerca di dare al proprio io una struttura rigida e stabile si trova inesorabilmente fuori del flusso della vita, esiliato dalla vita &quot;vera&quot; e alienato da se stesso.<\/p>\n<p>M \u00e8 proprio vero?<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, l&#8217;idea che la vita sia una continua trasformazione non \u00e8 poi cos\u00ec auto-evidente come taluni pretendono: perch\u00e9 vi sono, in essa, degli elementi di permanenza, elementi profondi e radicati, rispetto ai quali il cambiamento non \u00e8 che il movimento delle acque in superficie, ben poca cosa rispetto alle immense profondit\u00e0 oceaniche, ove nulla del genere si verifica e regnano sempre condizioni uniformi.<\/p>\n<p>E poi, anche se la vita fosse realmente un processo incessante di trasformazione, resta da vedere quanto rapidamente ci\u00f2 avvenga: perch\u00e9 se le cose cambiano con lo stesso ritmo con cui cambia lo sfondo in cui sono collocate, si pu\u00f2 dire che il cambiamento, pur essendoci, \u00e8 di natura tale da non essere quasi percepito, cos\u00ec come gli uomini non percepiscono il movimento della Terra sotto i loro piedi, bench\u00e9 essa si muova nello spazio a grandissima velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Noi moderni abbiamo eretto la velocit\u00e0 al rango di un feticcio e siamo portati a ritenere che un cambiamento che si rispetti debba essere talmente rapido, da rendersi visibile nel corso di una stessa generazione; ci vantiamo del fatto che non solo i nonni, ma anche i padri stentano ormai a riconoscere il mondo dei figli come il proprio mondo, tanto incessanti e vorticosi sono i ritmi del cambiamento sociale, tecnologico, produttivo, culturale, architettonico, urbanistico.<\/p>\n<p>Ma siamo sicuri che questo cambiamento velocissimo, frenetico, sconvolgente, sia sinonimo di vitalit\u00e0 e di creativit\u00e0? Non potrebbe essere, invece, un modo di mascherare la paura di affrontare l&#8217;unico cambiamento degno di questo nome, il cambiamento che nasce da un lavoro assiduo e generoso su se stessi, per diventare pi\u00f9 consapevoli; di camuffare l&#8217;incapacit\u00e0 o l&#8217;impossibilit\u00e0 di por mano al solo cambiamento grazie al quale potremmo realmente stare al passo, non coi tempi, espressione vuota ed insulsa che \u00e8 sempre sulla bocca dei conformisti, ma con il nostro io pi\u00f9 vero?<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo \u00e8 tanto pi\u00f9 vitale ed autentico, quanto pi\u00f9 vive con intensit\u00e0 lo stupore di esserci: laddove tale stupore non \u00e8, in se stesso, una forma di cambiamento, ma una forma di profonda consapevolezza dei continui, incessanti mutamenti che ci vengono incontro ad ogni giorno, ad ogni ora, ad ogni istante.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, tornando al nostro interrogativo iniziale, se, cio\u00e8, sia possibile ricominciare la propria vita, giunti ad un dato momento, ripartendo da zero, la risposta \u00e8 che nessuno e niente ripartono mai da zero, poich\u00e9 ciascun ente \u00e8 figlio di una storia, \u00e8 il prodotto di innumerevoli circostanze, le quali si legano e si intrecciano le une alle altre, scavalcando continuamente i confini apparenti del tempo e dello spazio.<\/p>\n<p>Questo non significa che non si possa e che, sovente, non si debba voltare pagina, lasciandosi alle spalle situazioni e modi di fare che appartengono ad una stagione della nostra vita, in cui pi\u00f9 non possiamo riconoscerci; ma attenzione: voltare pagina non vuol dire ricominciare a scrivere come su di una &quot;tabula rasa&quot;, perch\u00e9 il libro della nostra vita non \u00e8 fatto di foglietti separati e slegati fra loro, ma di un unico volume, il cui significato profondo risiede appunto nella sua unit\u00e0 e nella sua intima evoluzione.<\/p>\n<p>Una vita che perda tale legame tra i diversi capitoli e tra le varie pagine, magari tra i paragrafi e le righe di una stessa pagina, rischia di smarrire il proprio senso ultimo: che non \u00e8 certo quello di adeguarsi ai continui cambiamenti del mondo esterno, ma, al contrario, di sintonizzarsi con l&#8217;armonia cosmica di cui ogni singolo &quot;io&quot; \u00e8 una nota, cos\u00ec come i singoli strumenti sono necessari alla perfezione musicale dell&#8217;intera orchestra.<\/p>\n<p>Quanta superficialit\u00e0, quanta insincerit\u00e0, quanta fuga da se stessi vi sono, il pi\u00f9 delle volte, nei paladini accaniti del continuo cambiamento; in tutti coloro i quali, sbandierando come un trofeo l&#8217;incessante trasformarsi della propria facciata, non sono capaci di compiere il minimo sforzo per interrogarsi in profondit\u00e0, per individuare le proprie pigrizie e le proprie vilt\u00e0, per affrontare la vita con coerenza, con lealt\u00e0, con assoluta trasparenza di intenti.<\/p>\n<p>I pesci d&#8217;acqua bassa si agitano molto ai bordi dello stagno, girano in cerchi vorticosi, si tuffano e riemergono incessantemente, in modo che \u00e8 impossibile non attirino su di s\u00e9 l&#8217;attenzione di chi guarda la scena; ma i pesci abissali, che si sottraggono alla vista dei curiosi e dei perdigiorno, bench\u00e9 restino quasi immobili, reggono su di s\u00e9 una pressione spaventosa, quella di milioni di metri cubi d&#8217;acqua che gravano su ogni centimetro dei loro corpi.<\/p>\n<p>Stiamo attenti, dunque: cambiare \u00e8 necessario per adattarsi ai cambiamenti esterni e, soprattutto, per riflettere la consapevolezza maturata nel corso della propria evoluzione interiore; ma la smania del cambiamento per il cambiamento, la febbre spasmodica della novit\u00e0 in quanto tale, il bisogno compulsivo di riscrivere le pagine del proprio libro di bordo, senza mai fermarsi a riflettere, senza mai chiedersi perch\u00e9 cambiare e verso quali lidi indirizzarsi, tutto ci\u00f2 non \u00e8 sintomo di energia vitale, ma di stanchezza, di squilibrio, di dispersione esistenziale.<\/p>\n<p>Nessuno di noi \u00e8 cos\u00ec ricco da poter disperdere continuamente e impunemente le proprie energie, il proprio entusiasmo, il proprio amore per la vita: disperderlo in mille rivoli insignificanti che si esauriscono, in mille strade che non portano da nessuna parte, in mille slanci che ricadono sempre su se stessi, con monotona reiterazione.<\/p>\n<p>Dobbiamo raccoglierci in noi stessi quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile, onde trovare la chiarezza e la fermezza delle quali avremo bisogno per procedere, una volta individuata, almeno nelle grandi linee, la giusta direzione da seguire.<\/p>\n<p>E questo, del sapersi raccogliere in se stessi e ritornare sempre a se stessi, con forze rinnovate e rinvigorite, dopo ogni difficolt\u00e0, dopo ogni turbamento, dopo ogni caduta, \u00e8 il movimento pi\u00f9 importante di tutti: il solo, forse, che meriti davvero di essere chiamato tale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 al centro di quel movimento verso il centro di noi stessi, finiremo per trovare l&#8217;essenza universale di ogni cosa e l&#8217;intimo significato di tutto ci\u00f2 che esiste, che \u00e8 esistito e che esister\u00e0 mai: la dimora dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>La dimora dell&#8217;Essere \u00e8 ovunque, perci\u00f2 anche al fondo di noi stessi: purch\u00e9 la sappiamo riconoscere e purch\u00e9 siamo disposti a lasciarci guidare dal richiamo della sua luce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; 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