{"id":24439,"date":"2009-01-04T04:31:00","date_gmt":"2009-01-04T04:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/04\/dare-tutto-se-stesso-e-non-ricevere-nulla-il-mistero-della-eterogeneita-dei-risultati\/"},"modified":"2009-01-04T04:31:00","modified_gmt":"2009-01-04T04:31:00","slug":"dare-tutto-se-stesso-e-non-ricevere-nulla-il-mistero-della-eterogeneita-dei-risultati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/04\/dare-tutto-se-stesso-e-non-ricevere-nulla-il-mistero-della-eterogeneita-dei-risultati\/","title":{"rendered":"Dare tutto se stesso e non ricevere nulla: il mistero della eterogeneit\u00e0 dei risultati"},"content":{"rendered":"<p>Dopo quello del male &#8211; di cui ci siamo pi\u00f9 volte occupati, anche di recente &#8211; il mistero delle eterogeneit\u00e0 dei risultati dell&#8217;agire umano \u00e8, probabilmente, quello che maggiormente ci interroga, ci sconcerta e ci sfida; quello che pi\u00f9 ci lascia amareggiati e svuotati &#8211; almeno nella misura in cui non riusciamo ad elaborare una risposta adeguata.<\/p>\n<p>Come avviene che, proprio l\u00e0 dove ci sembra di avere dato il massimo, non solo del nostro tempo, della nostra pazienza, della nostra affettivit\u00e0, talvolta non raccogliamo assolutamente niente, se non delusioni e sofferenze?<\/p>\n<p>Come avviene che, proprio l\u00e0 dove ci siamo impegnati con la parte migliore di noi, dove abbiamo vinto il nostro egoismo per aprirci alla generosit\u00e0 disinteressata, siamo talvolta ripagati con l&#8217;indifferenza o, peggio, la cattiveria?<\/p>\n<p>E come \u00e8 possibile che, dopo esserci spesi senza risparmio, dopo aver investito le nostre energie e aver sacrificato i nostri interessi, le nostre ambizioni, la nostra pace per qualcuno o per qualcosa, ci ritroviamo, poi, con un pugno di mosche in mano, esausti, gettati in un angolo come su fa con gli stracci che non servono pi\u00f9 a nulla?<\/p>\n<p>Di fatto, questa \u00e8 una delle esperienze pi\u00f9 amare che la vita ci pu\u00f2 riservare; e vi sono persone che tale esperienza hanno fatto non una volta sola, ma pi\u00f9 e pi\u00f9 volte: per ritrovarsi, alla fine, non solo prostrate fisicamente e spiritualmente, ma anche talmente ferite, da aver smarrito per sempre la fiducia negli esseri umani &#8211; e anche in se stesse.<\/p>\n<p>La vita, si sa &#8211; \u00e8 una verit\u00e0 persino banale &#8211; non fa sconti a nessuno e riserva delusioni e sofferenze secondo una logica che a volte ci appare bizzarra, per non dire incomprensibile. Sicch\u00e9 a persone che paiono costantemente baciate dalla fortuna &#8211; al punto che, anche quando cadono, cadono sempre in piedi &#8211; se ne contrappongono altre la cui vita \u00e8 tutta, per cos\u00ec dire, intessuta di dure prove, di angosce, di sofferenze crudeli.<\/p>\n<p>Qui, per\u00f2, non parliamo di questo, bens\u00ec del misterioso disegno che sembra quasi giocare con noi, compiacendosi di vanificare i nostri sforzi pi\u00f9 intensi e generosi, annullando in pochi attimi ci\u00f2 che avevamo costruito, o creduto di costruire, in anni di dedizione assoluta; mentre, per converso, sembra che ci siano individui i quali &#8211; per usare una nota espressione evangelica &#8211; pretendono anche l\u00e0 dove non hanno depositato e raccolgono anche l\u00e0 dove non hanno seminato (cfr. il Vangelo di Luca, 19, 22).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un senso in questa apparente contraddizione? E se s\u00ec, quale?<\/p>\n<p>Innanzitutto, non pretendiamo di poter spiegare questo mistero in se stesso, da un punto di vista filosofico: esso supera, e di molto, le umane possibilit\u00e0 di comprensione; possiamo, per\u00f2, tentar di ricavarne un insegnamento a livello pratico, nella nostra concreta esperienza esistenziale, orientandoci &#8211; come dicono i naviganti &#8211; a vista.<\/p>\n<p>E, in primo luogo, sgombriamo il campo dalle erbacce di certo psicologismo a buon mercato, oggi fin troppo di moda, in base al quale fare certe esperienze deludenti, e &#8211; pi\u00f9 ancora &#8211; reiterarle, \u00e8 sempre e comunque indice di una personalit\u00e0 nevrotica, insicura e afflitta da spiccate tendenze masochiste.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 sar\u00e0 vero per un certo numero di casi, ma non pu\u00f2 spiegarli tutti, n\u00e9 presentarsi con la cogenza di una legge indiscutibile; o meglio, lo pu\u00f2 solo fra i discepoli di Sigmund Freud, abituati a trovare che ogni eccezione conferma la regola della loro infallibile religione.<\/p>\n<p>A volte, invece, le persone che pi\u00f9 sono capaci di donare, sono anche quelle che maggiormente rimangono deluse: e non perch\u00e9, inconsciamente, cercassero il martirio o l&#8217;autolesionismo, ma semplicemente perch\u00e9 hanno un cuore grande e sensibile e non sono capaci di stare a guardare la sofferenza altrui, ma istintivamente volano al soccorso del prossimo e farebbero qualsiasi cosa per alleviarne il disagio e per vederlo sollevato e rasserenato.<\/p>\n<p>Ci sono delle persone le quali, istintivamente, desiderano il bene del prossimo: non vogliamo dire che non possa entrarci una piccola parte di gratificazione personale, magari anche solo per la soddisfazione morale del dovere compiuto; neghiamo per\u00f2 recisamente che l&#8217;interesse personale sia l&#8217;unica o la principale molla di ogni azione umana, sempre e comunque.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto le filosofie della modernit\u00e0 &#8211; razionalismo, pragmatismo, utilitarismo, materialismo &#8211; vorrebbero farci credere: perch\u00e9, avendo un&#8217;idea assai piccola e meschina dell&#8217;uomo, vorrebbero persuadere tutti che nessuno \u00e8 capace di agire se non per il conseguimento del proprio interesse, del proprio piacere e del proprio utile. E, sebbene sia vero che questa filosofia, continuamente ripetuta e veicolata anche dai mezzi di comunicazione di massa, sempre pi\u00f9 sta prendendo piede nella societ\u00e0 odierna, nondimeno esistono ancora individui nei quali &#8211; sia per una disposizione naturale, sia per l&#8217;educazione ricevuta &#8211; la benevolenza disinteressata e il desiderio di veder realizzato il bene dei propri simili costituiscono un aspetto essenziale della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene, sono proprio queste persone ad essere maggiormente esposte alla delusione dell&#8217;insuccesso totale: cos\u00ec nel campo professionale, come in quello sociale e, non da ultimo, in quello dei sentimenti e degli affetti privati.<\/p>\n<p>Vi sono, ad esempio, genitori che si impegnano al massimo per crescere i propri figli nel migliore dei modi, trasmettendo loro solidi valori e retti principi; e che poi si trovano a vivere il dramma di assistere non solo al rifiuto totale dei valori trasmessi, ma anche all&#8217;autodistruzione, materiale e morale, di quei figli tanto teneramente amati e seguiti. E non si tratta, necessariamente, di genitori i quali abbiano ecceduto n\u00e9 in indulgenza e, come si sul dire, in permissivismo, n\u00e9 che abbiano esagerato, all&#8217;opposto, in severit\u00e0 e intransigenza. A volte si tratta di genitori che, obiettivamente parlando, non hanno proprio nulla da rimproverarsi, in quanto hanno cercato di agire con fermezz, ma anche con senso della misura, con dolcezza, con sollecitudine, senza mai trascurare il buon esempio che, come \u00e8 noto, vale pi\u00f9 di mille insegnamenti verbali (&quot;verba movent, exempla trahunt&quot;, dicevano giustamente i romani).<\/p>\n<p>Oppure si prenda il caso di una persona innamorata di un&#8217;altra, la quale manifesti disordini del comportamento, tendenze alla depressione, difficolt\u00e0 a relazionarsi con il prossimo; immaginiamo che quella persona si prodighi per donare all&#8217;amato (o all&#8217;amata) tutta la serenit\u00e0, tutta la comprensione, in una parola, tutto l&#8217;amore possibile, in modo da farla sentire accettata, apprezzata, valorizzata; e che in questo sforzo essa sacrifichi senza esitazioni i suoi anni migliori, le sue forze pi\u00f9 intatte, in una parola: il meglio di se stessa. Certo, l&#8217;innamorato non \u00e8 mai, alla lettera, completamente disinteressato; pure, poniamo il caso che, in un certo numero di situazioni, si verifichi il rapporto fra due esseri umani che pi\u00f9 si avvicina all&#8217;amore puro e disinteressato; nel quale, cio\u00e8, la componente di interesse (se cos\u00ec vogliamo chiamarla: ma \u00e8 una definizione comunque inadeguata, perch\u00e9 non si tratta di un calcolo freddamente pianificato a tavolino) sia ridotta a una misura insignificante o, comunque, decisamente secondaria rispetto all&#8217;amore &quot;puro&quot;, nel senso di gratuito.<\/p>\n<p>Ebbene, non tutte le favole hanno il lieto fine e pu\u00f2 succedere benissimo che questa persona di animo nobile e di elevato sentire si ritrovi, alla fine di tutti i suoi sforzi, con un pugno di mosche in mano; che la persona da lei amata non solo non manifesti gratitudine per tutto quanto ha ricevuto, ma che, pur avendo realizzato notevoli progressi in fatto di benessere psicologico e di sicurezza affettiva, decida di donare il proprio amore al primo animo vile che le si presenti, conquistata &#8211; poniamo &#8211; da un aspetto fisico seducente e da simili circostanze esteriori, senza pi\u00f9 degnare nemmeno di un pensiero colui o colei che tanto si \u00e8 dato da fare per aiutarla, quando ne aveva disperatamente bisogno. (Una situazione del genere \u00e8 rappresentata in parecchie opere letterarie, ad esempio nel romanzo di Scott Fitzgerald \u00abTenera \u00e8 la notte\u00bb; ma anche, su un piano pi\u00f9 drammatico e legato al rapporto tra genitori e figli, nel \u00abRe Lear\u00bb di Shakespeare). Qui, lo si ammetter\u00e0, c&#8217;\u00e8 qualche cosa di pi\u00f9 della semplice ingratitudine: qui sembra esserci quasi una cattiveria deliberata, una perversa volont\u00e0 di ricambiare il bene ricevuto con altrettanto male.<\/p>\n<p>E allora?<\/p>\n<p>Come si spiegano tali situazioni, che senso hanno, come debbono essere interpretate?<\/p>\n<p>Lo ripetiamo: non si spiegano, perch\u00e9 non si possono spiegare.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2, tuttavia, riflettere su di esse, e cercar di capire se le si debba considerare una sorta di beffa del destino o se anch&#8217;esse, in qualche misteriosa maniera, non possano far parte di una complessa trama esistenziale il cui scopo ultimo \u00e8 pur sempre benefico.<\/p>\n<p>Si tratta, quindi, come \u00e8 facile vedere, di un aspetto particolare di una questione di portata generale: se, cio\u00e8, la vita umana sia abbandonata al gioco incostante e mutevole della casualit\u00e0, oppure se i tasselli di cui \u00e8 composta, una volta ordinati nel modo giusto, non lascino apparire un disegno complessivo che, nella sua essenza, \u00e8 pur sempre buono e benefico, per quanto possa non apparire tale a uno sguardo che si ferma in superficie.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in alcuni precedenti lavori e, in particolare, nel recente articolo \u00abOgni uomo, nella sua notte, se ne va verso la sua luce\u00bb (sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice); per cui ci limiteremo, qui, a una riflessione intorno all&#8217;oggetto specifico del tema ci eravamo posto: ossia l&#8217;eterogeneit\u00e0 dei risultati, che talvolta \u00e8 veramente abissale, rispetto alla buona volont\u00e0 di coloro i quali si sono impegnati senza risparmio al servizio di una causa, di un&#8217;idea, o anche, semplicemente, della felicit\u00e0 di un altro essere umano.<\/p>\n<p>Il problema, in altri termini, \u00e8 il seguente: le nostre buone azioni, nelle quali abbiamo investito tanta parte di noi stessi, sono talvolta destinate ad andare interamente perdute, s\u00ec che nulla ne resti, se non cenere e polvere?<\/p>\n<p>La prima cosa che ci sembra necessario evidenziare \u00e8 che, forse, in una buona parte di tali situazioni, se la nostra vista fosse pi\u00f9 acuta di quella che \u00e8, potremmo verificare che la mancanza di risultati \u00e8 solo apparente e temporanea. Accade, cio\u00e8, che il buon seme cada nel terreno, ma germogli sono a distanza di tempo, a volte di molti anni: per\u00f2 germoglia; e germoglia grazie al buon seminatore che ha arato la terra e che l&#8217;ha coltivata con amore, abnegazione e spirito di sacrificio. Sicch\u00e9 quest&#8217;ultimo non vedr\u00e0 i risultati, o dovr\u00e0 attendere a lungo prima di poterli vedere: e tuttavia essi verranno, e premieranno la sua fatica e la sua tenacia.<\/p>\n<p>Ritorniamo al caso del genitore che si prodiga per crescere bene il proprio figlio, e del figlio che non sembra accogliere nessuno dei buoni insegnamenti e dei buoni esempi ricevuti; che rattrista, anzi, con il suo comportamento disordinato e distruttivo, la vita del proprio genitore, e proprio negli anni della vecchiaia, quando questi avrebbe maggior bisogno di serenit\u00e0. Ebbene: pu\u00f2 succedere &#8211; e, di fatto, succede &#8211; che i buoni esempi e i buoni insegnamenti ricevuti non vadano persi, ma diano frutto sono dopo moltissimo tempo; che quel ragazzo, diventato adulto, salvi la propria vita dal disordine e dalla distruttivit\u00e0 appunto grazie a quanto aveva ricevuto, in maniera apparentemente infruttuosa, tanti anni prima.<\/p>\n<p>Tuttavia &#8211; anche questo \u00e8 un fatto &#8211; non sempre ci\u00f2 accade, almeno a quanto si pu\u00f2 giudicare a viste umane. Ci sono proprio dei casi nei quali il buon seme non d\u00e0 frutto, n\u00e9 domani, n\u00e9 mai; nei quali, anzi, la buona azione si ritorce contro colui che l&#8217;ha compiuta, e nei quali, insomma, pare proprio che trionfino l&#8217;ingratitudine e l&#8217;ingiustizia.<\/p>\n<p>Si noti che, dal punto di vista di colui che \u00e8 rimasto amaramente deluso nella propria generosit\u00e0, il problema si presenta sotto un duplice aspetto: affettivo e morale. Affettivo, perch\u00e9 nella buona azione sono stati investiti tesori di sentimento; etico, perch\u00e9 l&#8217;apparente vanificazione del bene offende e ferisce non solo l&#8217;affettivit\u00e0 e l&#8217;amor proprio, ma anche il nostro innato sentimento di giustizia.<\/p>\n<p>Che dire quando si verificano tali circostanze?<\/p>\n<p>Omero ha rappresentato un caso emblematico: quello di Calipso, che, nell&#8217;\u00abOdissea\u00bb, riceve l&#8217;ordine divino di lasciar ripartire Ulisse alla volta della sua Itaca. Tutta l&#8217;amarezza e lo sconforto della dea, innamoratasi di un mortale, erompono da queste parole (V, 130-36; traduzione di Rosa Calzecchi Onesti):<\/p>\n<p>\u00abMa io lo salvai, ch&#8217;era solo, aggrappato alla chiglia,<\/p>\n<p>poich\u00e9 l&#8217;agile nave col fulmine abbagliante<\/p>\n<p>Zeus gli aveva colpita e infranta nel livido mare.<\/p>\n<p>E tutti gli altri perirono, i suoi forti compagni,<\/p>\n<p>lui il vento e l&#8217;onda, spingendolo, gettarono qui.<\/p>\n<p>E io lo raccolsi, lo nutrii, e promettevo<\/p>\n<p>di farlo immortale e senza vecchiezza per sempre\u00bb.<\/p>\n<p>Calipso &#8211; cos\u00ec come Didone con Enea &#8211; ha amato Ulisse d&#8217;un amore totale: lo ha salvato, lo ha accudito, lo ha protetto; per poi vederselo togliere dall&#8217;invidia dei celesti (o del Fato), e rimanere sola e abbandonata a tormentarsi nei dolci ricordi.<\/p>\n<p>Interpretare il senso di tali situazioni \u00e8 difficile: perch\u00e9, se esse sono dolorose sul piano umano, in quanto comportano una ferita dei sentimenti, ancor pi\u00f9 sono angoscianti dal punto di vista morale, perch\u00e9 sembrano attestare che nessun ordine benevolo governa il mondo. Altrimenti, come \u00e8 possibile che l&#8217;amore e la virt\u00f9 non siano premiati, mentre &#8211; viceversa &#8211; si assiste di frequente allo spettacolo dell&#8217;apparente trionfo del male?<\/p>\n<p>Insomma, non \u00e8 solo il cuore spezzato di Calipso o di Didone ad interrogarci su questo mistero; \u00e8 anche lo sgomento susseguente all&#8217;intuizione che, forse, non esiste alcuna provvidenza, e che tutte le cose umane sono lasciate all&#8217;arbitrio di un caso imprevedibile e capriccioso.<\/p>\n<p>Ebbene, a ci\u00f2 crediamo si possa rispondere che l&#8217;insuccesso, lo scacco, il fallimento, sono prove utili e, forse, indispensabili, per migliorare se stessi; che sono la condizione necessaria &#8211; non, peraltro, sufficiente &#8211; affinch\u00e9 noi siamo spronati a compiere quel salto di qualit\u00e0 che ci renda capaci di agire in maniera etica del tutto indipendentemente da ogni residuo di interesse personale, affrancati in modo definitivo dalla speranza della ricompensa.<\/p>\n<p>Solo quando ci si innalza ad un tale livello &#8211; cosa obiettivamente non facile &#8211; si comincia a comprendere che la provvidenza esiste, ma non agisce sempre nel modo che noi ci aspetteremmo, giudicando le situazioni da un punto di vista puramente umano. Solo quando si \u00e8 giunti a una tale altezza o, almeno, quando ci si \u00e8 avvicinati ad essa, si comincia a capire che molte perdite sono un guadagno e che molti guadagni apparenti sono, in realt\u00e0, una perdita. Oppure che sono, nel migliore dei casi, una pericolosa tentazione: una tentazione per il nostro orgoglio, per la nostra pigrizia, per la nostra superficialit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma, per arrivare a simili altezze, bisogna capovolgere la prospettiva del finito e del contingente, e rovesciare il nostro abituale modo di giudicare. Solo quando si \u00e8 divenuti molto deboli, fragili, sconfitti, si pu\u00f2 iniziare a sgombrare il campo da quel senso di attaccamento alle cose che ci rende, appunto, cos\u00ec vulnerabili; solo quando si \u00e8 compiuto un atto di fiducia totale nell&#8217;armonia dell&#8217;ordine cosmico, si pu\u00f2 vedere la ricchezza nella povert\u00e0 e la vittoria nella sconfitta.<\/p>\n<p>Sono conquiste difficili, lo ripetiamo: e tuttavia possibili. Cos\u00ec, forse, lo scacco e la delusione non sono pietre d&#8217;inciampo, che una sorte maligna ha disseminato sul nostro cammino esistenziale, quasi per godere delle nostre cadute; ma sono altrettanti gradini di una scala che ha lo scopo di portarci verso l&#8217;alto, verso l&#8217;aria pura ed i limpidi orizzonti.<\/p>\n<p>Nietzsche spingeva questo concetto fino al punto di affermare che alle persone cui voleva bene non poteva che augurare delusioni, sofferenze, incomprensione e solitudine: perch\u00e9 solo per mezzo di tali prove l&#8217;anima si fortifica e si purifica. Nietzsche &#8211; che era uno spirito molto pi\u00f9 religioso di quanto generalmente non si creda &#8211; aveva detto una cosa terribile, ma profonda e, in ultima analisi, vera; n\u00e9, poi, sostanzialmente dissimile dal concetto cristiano della vittoria mediante la Croce.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il buon seme non va perduto: mai, mai, mai; anche se pu\u00f2 sembrare vero il contrario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo quello del male &#8211; di cui ci siamo pi\u00f9 volte occupati, anche di recente &#8211; il mistero delle eterogeneit\u00e0 dei risultati dell&#8217;agire umano \u00e8, probabilmente,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[197],"class_list":["post-24439","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-materialismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24439","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24439"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24439\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}