{"id":24419,"date":"2018-12-23T10:51:00","date_gmt":"2018-12-23T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/23\/dallinvasione-pacifica-a-quella-violenta\/"},"modified":"2018-12-23T10:51:00","modified_gmt":"2018-12-23T10:51:00","slug":"dallinvasione-pacifica-a-quella-violenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/23\/dallinvasione-pacifica-a-quella-violenta\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;invasione &#8220;pacifica&#8221; a quella violenta"},"content":{"rendered":"<p>Doveva accadere ed \u00e8 accaduto. Ne avevano parlato tante volte, ma non occorreva disporre delle doti di preveggenza di Nostradamus per capire che prima o poi sarebbe successo. Ci stiamo trastullando da trent&#8217;anni con parole inadeguate o truffaldine, come &quot;migranti&quot; o &quot;profughi&quot;, mentre si tratta, puramente e semplicemente, di <em>invasori<\/em>. Gli invasori sono quelli che non chiedono di entrare in casa altrui, lo pretendono; e che non accettano un eventuale rifiuto. <em>Questi<\/em> sono gli invasori, secondo il vocabolario, secondo la logica e secondo l&#8217;insegnamento della storia. Il fatto che mandino avanti i bambini o che imbarchino anche le donne in stato avanzato di gravidanza non \u00e8 che una strategia per impietosire gli europei e accrescere la pressione psicologica sul loro buon cuore: e, naturalmente, \u00e8 una festa per i giornalisti e i fotografi, ai quali non par vero di mostrare al pubblico le scene dei bambini e quelle dei neonati. Poi i telegiornali e gli articoli di fondo ci mettono su il cappello, con frasi fatte come: <em>Nato su una spiaggia della Libia, tratto in salvo dalle acque del Mediterraneo: gli auguriamo un futuro di libert\u00e0<\/em>. Roba scadentissima, da Baci Perugina; roba irrispettosa sia della verit\u00e0, sia dell&#8217;autentico spirito umanitario. Non confondiamo le cose: il senso di umanit\u00e0 \u00e8 una cosa, la dabbenaggine \u00e8 un&#8217;altra. Qui c&#8217;\u00e8 qualcuno che bara al gioco e qualcuno che fa di tutto per essere imbrogliato: che proprio non vuol vedere, che proprio non vuol capire come stanno in realt\u00e0 le cose.<\/p>\n<p>Le cose non stanno come sembrano, quanto meno nel 90% e oltre dei casi. Non abbiamo a che fare con dei &quot;disperati&quot; che fuggono &quot;da guerra e fame&quot;: se cos\u00ec fosse, non potrebbero pagare migliaia di dollari per fare il loro &quot;viaggio della speranza&quot; e, una volta salvati dal mare e accolti in casa nostra, non protesterebbero per l&#8217;uniformit\u00e0 del menu, non farebbero lo sciopero della fame, e non andrebbero ai giardinetti a spacciare droga, mentre sono ancora in attesa di sapere quale sar\u00e0 l&#8217;esito della loro richiesta di asilo politico. Niente affatto: la stragrande maggioranza di loro sono benestanti, perch\u00e9 uno che pu\u00f2 sborsare migliaia di dollari, in Africa, \u00e8 un benestante. E le o.n.g. non mandano le loro navi sulle coste della Libia per &quot;salvare vite&quot;, ma per facilitare l&#8217;invasione. E il signor Soros e altri come lui non finanziano le o.n.g. per buon cuore, cos\u00ec come non pagano le spese legali ai falsi profughi che fanno ricorso quando la loro domanda viene respinta. Nossignori: se i grandi finanzieri se la prendono tanto a cuore per questi sedicenti poveri, mentre non si preoccupano affatto dei milioni di poveri creati in Europa dalle loro infami speculazioni di borsa, anzi, se sono proprio loro che stanno provocando il drammatico impoverimento delle nostre popolazioni, un motivo ci sar\u00e0. E se le associazioni di volontariato e la <em>Caritas<\/em> ci tengono tanto a che questo traffico di esseri umani continui, anche l\u00ec qualche ragione ci deve essere, non solo di tipo ideale. E se tanti amministratori pubblici, specie del Sud Italia, e tanti sindaci, e tanti preti di sinistra, insistono continuamente sul dovere dell&#8217;accoglienza, anche loro qualche ragione ce l&#8217;avranno. E se <em>Famiglia Cristiana<\/em>, il signor Bergoglio e il signor Bassetti seguitano continuamente a rintronarci col ritornello dei poveri migranti che meritano di essere accolti, e della Sacra Famiglia che era formata da migranti; se costoro seguitano a falsificare impunemente e sfacciatamente i <em>Vangeli<\/em>, inventandosi la balla che Ges\u00f9 era un migrante pure lui, forse la ragione non \u00e8 solo di tipo umanitario e forse non \u00e8 di quelle che si possono dire apertamente. Tutti questi signori hanno due facce: una, quella pubblica, per piangere sul destino dei poveri migranti che rischiano di affogare nel Mediterraneo, sui &quot;naufraghi&quot; che devono assolutamente essere salvati; l&#8217;altra, nascosta, che \u00e8 fatta di interessi concreti, ma inconfessabili e un po&#8217; meno nobili: sia economici, sia politici, nel senso pi\u00f9 ampio del termine.<\/p>\n<p>Qui \u00e8 in atto una africanizzazione dell&#8217;Europa e una islamizzazione della cristianit\u00e0, o di quel che resta della cristianit\u00e0: questi sono i veri termini della questione E che gli europei e i cristiani siano i pi\u00f9 attivi fautori di questa auto-invasione, di questa auto-discriminazione e di questo auto-razzismo, con tanto di censura sui Crocifissi, sui canti di Natale, su qualsiasi segno dell&#8217;identit\u00e0 cristiana ed europea, per non offendere la sensibilit\u00e0 dei poveri migranti (tanto che il solito prete di sinistra sopprime <em>sua sponte<\/em> la santa Messa di Natale, per non recare offesa ai musulmani), la cosa \u00e8 paradossale, ma non del tutto inaspettata, se si tiene conto del livello di auto-denigrazione e di auto-disprezzo che la cultura europea ha covato per lunghissimo tempo contro se stessa, e non ha mai cessato di esternare, in particolare a partire dagli anni &#8217;60 del Novecento, complici il falso ecumenismo del Vaticano II e la ventata libertaria del &#8217;68. E davanti a questa invasione, complici i mass-media pressoch\u00e9 al 100% (logico: sono tutti finanziati da quelli stessi che hanno pianificato l&#8217;invasione e che la stanno attivamente sostenendo in ogni modo), l&#8217;opinione pubblica europea \u00e8 peggio che impreparata: \u00e8 sistematicamente ingannata. Solo cos\u00ec si spiega la stupidit\u00e0 di quel preside che, davanti al furto di una bicicletta da parte di uno scolaro marocchino ai danni di un compagno, gli fa comprare una bicicletta nuova fiammante, per premio della sua bella impresa (oh, ma compiuta in stato di necessit\u00e0, si capisce!), usando, si suppone, i gi\u00e0 scarsi quattrini del fondo d&#8217;istituto. E di fatti del genere se ne potrebbero citare a migliaia; cos\u00ec come sono decine di migliaia, ma nessuno ne parla, i fatti incresciosi relativi al pessimo comportamento di molti ragazzini stranieri nelle nostre scuole pubbliche; per non parlare di quel che avviene sugli autobus, sulle corriere, sui treni, nelle stazioni e in moltissimi luoghi pubblici, a cominciare dai giardini di citt\u00e0 che, un tempo, erano frequentati dalle mamme con il bimbo in carrozzina, e ora sono il regno incontrastato di spacciatori e delinquenti stranieri.<\/p>\n<p>Nessuno ne parla, perch\u00e9 sarebbe razzismo, equivarrebbe a incitare all&#8217;odio e alla discriminazione, E allora, andiamo avanti cos\u00ec, come stiamo facendo ora: se un delinquente o uno spacciatore che viene arrestato dalle forze dell&#8217;ordine, \u00e8 italiano, prontamente la stampa e la tv diffondono le sue generalit\u00e0; ma se \u00e8 nigeriano, marocchino, senegalese, eccetera, non viene detto il nome, non viene detta la provenienza, viene taciuto perfino se si tratta di un clandestino o di un immigrato con regolare permesso di soggiorno. Tanto, ne abbiano 650.000, di clandestini a spasso per l&#8217;Italia: cifra ufficiale. In realt\u00e0 sono molti, molti di pi\u00f9 (secondo fonti semiufficiali di nostra conoscenza, sono milioni e milioni: per\u00f2 guai a dirlo in pubblico!). Ma se anche fossero &quot;solo&quot; 650.000, sappiamo tutti benissimo che sar\u00e0 un&#8217;impresa quasi disperata quella di rimpatriarli. E allora, perch\u00e9 non dovremmo chiamare le cose con il loro nome? Se chi arriva, pretende di sbarcare; se chi sbarca, pretende di rimanere; se chi non ottiene il permesso, resta ugualmente, in clandestinit\u00e0, e delinque, e viene arrestato, magari due, tre, quattro volte, ma viene poi sempre rimesso in libert\u00e0 da qualche magistrato di sinistra (e di buon cuore): come la vogliamo chiamare, una cosa del genere? A casa nostra, si chiama invasione, anzi, auto-invasione. Ma se qualcuno preferisce chiamarla migrazione, accoglienza, solidariet\u00e0 e inclusione, faccia pure. Ciascuno \u00e8 libero di auto-ingannarsi come crede. Quel che non dovrebbe essere lecito, \u00e8 ingannare il prossimo. Stampa, radio e televisioni, in teoria, dovrebbero informare la gente, non ingannarla in maniera sistematica. Eppure, \u00e8 quello che stanno facendo. E le prediche della Messa domenicale dovrebbero riguardare la vita cristiana, Dio e l&#8217;anima, il peccato e la grazia, il transito terreno e l&#8217;eternit\u00e0 che ci attende: non i poveri migranti in cerca di accoglienza, non la balla che Ges\u00f9 Bambino, san Giuseppe e la Vergine Maria erano anche loro dei poveri migranti (abbiamo detto la &quot;Vergine Maria&quot; un momento: prima bisogna domandare il permesso a suor Lucia Caram, una religiosa argentina ben degna del suo connazionale in abito papale, che vive in Spagna e che ha dichiarato che Maria vergine non era, perch\u00e9 faceva sesso con suo marito; senza che nessuno dei suoi superiori l&#8217;abbia punita per tali parole). Qui siamo in presenza di una gigantesca congiura per ingannare la gente, per ricattarla emotivamente, per portarla a credere ci\u00f2 che non \u00e8, e a non vedere quello che invece \u00e8.<\/p>\n<p>Il 21 dicembre 2008, alle undici di sera, le forze speciali britanniche sono scese dagli elicotteri sul ponte del cargo italiano <em>Grande Tema<\/em> della compagnia Grimaldi, che navigava nel Mare del Nord. La nave era stata presa in ostaggio da quattro clandestini nigeriani che erano saliti a bordo a Lagos, non visti, e poi, scoperti, erano stati chiusi nella stiva, da dove erano riusciti a uscire e avevano minacciato l&#8217;equipaggio con spranghe di ferro, intimando al capitano di tenersi vicinissimo alla costa dell&#8217;Essex, in modo da poter saltare in acqua e raggiungere la costa a nuoto. Non \u00e8 importante il fatto che non avessero armi da fuoco e non ci interessa approfondire come ventisette marinai siano stati tenuti in scacco da quattro clandestini: dopotutto, quei marinai non sono pagati per rischiare una sprangata in fronte (qualcuno si ricorda ancora di Kabobo e di quei tre inermi cittadini milanesi che l&#8217;africano massacr\u00f2 a colpi di piccone, senza esser stato in alcun modo provocato?), non sono dei militari e non hanno un addestramento militare. Il fatto che deve essere evidenziato \u00e8 che stiamo assistendo a un salto di qualit\u00e0. Anche se i telegiornali hanno relegato la notizia fra le ultime (ma cosa sarebbe successo se la notizia fosse stata quella di una nave europea che si rifiuta di prendere a bordo i cosiddetti naufraghi?), il fatto \u00e8 quello: se non riescono a passare in Europa con le buone, i clandestini sono pronti a farlo con le cattive. Ora dispongono solo di spranghe di ferro, ma domani? Del resto, qualcosa si \u00e8 era gi\u00e0 capito &#8212; o meglio, qualcosa aveva capito chi ancora \u00e8 disposto a capire, pensando con il proprio cervello &#8212; allorch\u00e9, nel luglio 2018, i cosiddetti naufraghi, appena salvati dalle acque del Mediterraneo, minacciarono il capitano della nave italiana <em>Thalassa<\/em> con queste parole: <em>Portaci un Italia o ti ammazziamo<\/em>. Allora intervenne la nave militare <em>Diciotti<\/em> e poi sappiamo cos&#8217;\u00e8 successo e com&#8217;\u00e8 andata a finire. Su episodi del genere abbiamo la memoria stranamente corta; mentre i nostri mass-media hanno una memoria d&#8217;elefante quando devono impressionare e ricattare l&#8217;opinione pubblica rievocando tutte le cosiddette stragi del mare. Che sono, poi, un&#8217;altra falsificazione linguistica: la parola &quot;strage&quot; ha tutt&#8217;altro significato; tanto varrebbe parlare di &quot;stragi dei deltaplani&quot; o di &quot;stragi dell&#8217;alpinismo&quot;, il principio \u00e8 lo stesso: non \u00e8 vittima di una strage chi si mette coscientemente in pericolo di vita e senza essere costretto da una impellente necessit\u00e0. Ma come! &#8211; diranno tutte le anime belle, tutti i preti di sinistra e tutti i sindaci dediti all&#8217;accoglienza e all&#8217;inclusione, ma anche molto interessati ai fiumi di denaro pubblico che l&#8217;industria dell&#8217;accoglienza mette in moto e convoglia verso di loro -; se quelle persone si mettono in pericolo di vita sui barconi, se lo fanno persino delle donne incinte al nono mese, devono trovarsi per forza in pericolo immediato e in stato di estrema necessit\u00e0.<\/p>\n<p>E qui veniamo a un argomento ancor pi\u00f9 scabroso, tant&#8217;\u00e8 vero che nessuno mai osa neanche sfiorarlo, tanta \u00e8 la paura di bruciarsi: vale a dire, di finire alla gogna e di essere lapidati da tutte le anime belle, buoniste, progressiste e umanitarie. Nelle culture africane, la vita umana non ha lo stesso valore che ha nella cultura europea. La cultura europea \u00e8 figlia del cristianesimo, anche se ora \u00e8 diventata post-cristiana o anti-cristiana: ed \u00e8 stato il cristianesimo ad insegnare che la vita umana \u00e8 un bene prezioso, che va custodito con somma cura. Lo ha insegnato agli antichi romani, che non la pensavano cos\u00ec, tanto \u00e8 vero che si divertivano ad assistere, al circo, agli spettacoli dei gladiatori, dove migliaia di prigionieri di guerra o criminali condannati a morte venivano costretti a uccidersi reciprocamente o venivano suppliziati nelle maniere pi\u00f9 sadiche e atroci, per il divertimento del pubblico: uomini e donne, giovani e vecchi. Il cristianesimo, d&#8217;altra parte, non ha sacralizzato la vita: la vita non \u00e8 un valore assoluto, ma relativo, per quanto prezioso: \u00e8 preziosa perch\u00e9 \u00e8 un dono di Dio, ma vi sono circostanze nelle quali diventa sacrificabile, in vista di un bene pi\u00f9 grande: l&#8217;amore a Dio. Solo cos\u00ec si arriva a comprendere il senso del sacrificio della propria vita che facevano i martiri cristiani davanti ai giudici che li volevano costringere a rinnegare Cristo. E non si pensi che stiamo parlando solo di cose che accadevano duemila anni fa. Accadono anche oggi; e accadono proprio nei Paesi di provenienza di gran parte dei sedicenti profughi e sedicenti naufraghi. Ad ogni modo, nelle culture africane, toccate solo superficialmente dal cristianesimo, oppure convertite in mass all&#8217;islam, la vita umana non ha lo stesso valore che le attribuiamo noi. Da noi, per esempio, \u00e8 impensabile che un padre di famiglia faccia salire su un barcone malandato e sovraccarico la moglie incinta al nono mese, o i suoi figli di dieci, dodici anni, se non perch\u00e9 l&#8217;alternativa, cio\u00e8 non partire, sarebbe un immediato rischio di morte. Da noi, secoli e secoli di civilt\u00e0 cristiana ci hanno insegnato a essere prudenti, a proporzionare il mezzo al fine, a non mettere a repentaglio n\u00e9 se stessi, n\u00e9 gli altri. Ma in Africa e in una parte dell&#8217;Asia, i luoghi di provenienza di questi invasori, non \u00e8 cos\u00ec. E non occorre andare fino in Africa o in Asia per accorgersi che altre culture hanno altre idee circa la vita e la dignit\u00e0 umana. Chi di noi obbligherebbe suo figlio o sua figlia a mendicare per la strada, fingendo d&#8217;essere storpi, e riempiendoli di botte se, la sera, non tornano a casa con un bel gruzzolo? Eppure sappiamo che c&#8217;\u00e8 chi lo fa, proprio qui, davanti a noi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Doveva accadere ed \u00e8 accaduto. 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