{"id":24416,"date":"2012-07-06T08:54:00","date_gmt":"2012-07-06T08:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/06\/dalai-lama-che-delusione-quelle-dichiarazioni-sulla-crisi-siriana\/"},"modified":"2012-07-06T08:54:00","modified_gmt":"2012-07-06T08:54:00","slug":"dalai-lama-che-delusione-quelle-dichiarazioni-sulla-crisi-siriana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/06\/dalai-lama-che-delusione-quelle-dichiarazioni-sulla-crisi-siriana\/","title":{"rendered":"Dalai Lama, che delusione quelle dichiarazioni sulla crisi siriana"},"content":{"rendered":"<p>Intervistato dal TG1 il 4 luglio, durante la sua visita a Milano, il Dalai Lama tibetano, al secolo Tenzin Gyatso, a proposito della crisi siriana ha testualmente dichiarato che \u00abla comunit\u00e0 internazionale ha il dovere di difendere gli innocenti\u00bb.<\/p>\n<p>Tutto qui: come se il problema etico astratto si potesse separare dalle concrete circostanze materiali &#8211; politiche, economiche e militari &#8211; che stanno determinando gli esiti della insurrezione in Siria, della repressione governativa e dell&#8217;intromissione straniera.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 difficile chiedere a un Tibetano di guardare un problema come quello siriano con un&#8217;ottica diversa: per fatto personale, un Tibetano non pu\u00f2 che pensare al dramma del proprio Paese, invaso e brutalizzato dalla Cina popolare, come a una vicenda che si sarebbe potuta evitare, o che avrebbe potuto essere contenuta entro limiti pi\u00f9 tollerabili per quel popolo sfortunato, se la comunit\u00e0 internazionale, a suo tempo, avesse fatto sentire energicamente la propria voce.<\/p>\n<p>Anche se le cose non stanno proprio cos\u00ec, e anche se niente e nessuno avrebbero potuto impedire alla Cina popolare di agire come ha agito nei confronti del Tibet, e come sta continuando ad agire (introducendo milioni di immigrati cinesi al fine di trasformare i Tibetani in una minoranza in casa propria, dopo averli spogliati con la violenza della loro cultura e del loro sistema sociale), \u00e8 pi\u00f9 che comprensibile che il Tibetano medio veda le cose sotto quella particolare prospettiva, per quanto illusoria.<\/p>\n<p>Ma il Dalai lama non \u00e8 un Tibetano qualsiasi: \u00e8 la guida spirituale del suo popolo e, oltre a ci\u00f2, \u00e8 la guida spirituale di qualcosa come un miliardo di fedeli buddisti in tutto il mondo; da lui, pertanto, ci si pu\u00f2 e ci si deve aspettare un punto di vista pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 elevato, una consapevolezza a trecentosessanta gradi che non isoli il problema etico in altezze cos\u00ec rarefatte da farlo risultare incomprensibile, ma lo contestualizzi nella immediata realt\u00e0 storico-politica.<\/p>\n<p>In Siria, ormai lo hanno capito anche i bambini, non \u00e8 in corso una guerra civile, ma un larvato intervento straniero; o, se anche si pu\u00f2 parlare di una guerra civile, \u00e8 una guerra civile in cui giocano un ruolo fondamentale i servizi segreti stranieri, quelli statunitensi in primissima fila. E ogni mezzo, ogni inganno sono buoni per predisporre favorevolmente l&#8217;opinione pubblica mondiale nei confronti di una azione militare statunitense. La cosiddetta resistenza siriana \u00e8 in larga misura organizzata e finanziata dalla C.I.A., cos\u00ec come lo era, a suo tempo, quella kosovara che operava contro il regime serbo. Ogni tanto qualche tassello della gigantesca truffa mediatica viene a galla: come quella fantomatica &quot;Lesbian Girl in Damascus&quot; che inviava i suoi accorati appelli al mondo occidentale, con la duplice intenzione di cattivarsi le simpatie dei democratici e quelle della comunit\u00e0 omosessuale statunitense (che, evidentemente, conta parecchio), salvo poi scoprire che l&#8217;infelice e perseguitata fanciulla non \u00e8 mai esistita e che i suoi messaggi erano opera di un cinico e spregiudicato giornalista americano.<\/p>\n<p>Il regime di Bashar al Assad \u00e8 condannato: questo \u00e8 stato deciso al Pentagono e alla Casa Bianca, ma soprattutto a Wall Street e alla City londinese; cos\u00ec come era stato deciso per la Serbia di Milosevic, per l&#8217;Afghanistan dei Talebani, per l&#8217;Iraq di Saddam Hussein e per la Libia di Gheddafi. L&#8217;unica ragione per cui non \u00e8 stato ancora rovesciato dall&#8217;esterno, con un esplicito atto di forza, \u00e8 che la Russia e la Cina hanno perfettamente capito quale sia la posta in gioco e, questa volta, hanno puntato i piedi nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dicendosi contrarie a qualunque intervento &quot;umanitario&quot;.<\/p>\n<p>Ecco il punto: quando la N.A.T.O. si prepara a scatenare una guerra di aggressione, invoca la difesa delle vite umane in pericolo e presenta la propria azione come dettata unicamente da ragioni umanitarie. Qualcuno ricorda quando, durante l&#8217;invasione dell&#8217;Afghanistan, le reti televisive ufficiali mostravano pacchi di viveri paracadutati dagli aerei statunitensi, per far vedere al mondo che Washington non stava facendo una guerra, ma stava espletando una nobilissima missione umanitaria, dove le pagnotte avrebbero preso il posto dei droni? Anche se poi non \u00e8 andata precisamente cos\u00ec e anche se ogni volta la popolazione civile ha subito danni infinitamente pi\u00f9 gravi dai bombardamenti occidentali, che non dal regime che si voleva abbattere; per non parlare della violazione del diritto internazionale e di orrori come quelli del carcere di Abu Grahib, a Baghdad, dove i militari americani d&#8217;ambo i sessi torturavano sadicamente i prigionieri e si facevano fotografare trionfanti accanto a mucchi di cadaveri martirizzati.<\/p>\n<p>Le parole del Dalai Lama, dunque, o sono incaute o sono un avallo preventivo all&#8217;aggressione militare statunitense prossima ventura. In nessun modo le si pu\u00f2 comprendere: prima di dire che gli innocenti vanno difesi, bisognerebbe capire chi siano gli innocenti e, soprattutto, chi \u00e8 che dovrebbe intervenire a difenderli. Questo non \u00e8 bizantinismo geopolitico, \u00e8 puro buon senso: solo se vi fosse una divisione chiarissima tra &quot;buoni&quot; e &quot;cattivi&quot;, tra &quot;colpevoli&quot; e &quot;innocenti&quot;, si potrebbe fare un discorso come quello che ha pronunciato lui. Anzi, per dirla tutta nemmeno in quel caso: perch\u00e9, quando si attua un intervento militare dall&#8217;esterno, l&#8217;unica cosa assolutamente certa &#8211; e l&#8217;esperienza sta l\u00ec a dimostrarlo anche ai ciechi &#8211; gli unici che sicuramente ne soffriranno, saranno proprio gli innocenti, cio\u00e8 gli inermi: i civili, specialmente le donne, i bambini e gli anziani.<\/p>\n<p>E questo non lo sappiamo da ieri, ma da almeno settant&#8217;anni; ce lo ha definitivamente insegnato la seconda guerra mondiale, quando i &quot;liberatori&quot; alleati volevano abbreviare &#8211; cos\u00ec dicevano &#8211; la fine della guerra, e quindi delle sofferenze, bombardando deliberatamente le citt\u00e0 tedesche con le bombe al fosforo, s\u00ec da bruciare viva la maggior quantit\u00e0 di persone possibile e da distruggerne le abitazioni: il che avrebbe avuto l&#8217;effetto, secondo la geniale strategia di quei signori, di fiaccare la volont\u00e0 di resistenza del popolo tedesco. L&#8217;apocalisse di Dresda \u00e8 stata l&#8217;episodio culminante di quella strategia, che ha trasformato le citt\u00e0 della Germania, da Amburgo alla stessa Berlino, in un cumulo di rovine fiammeggianti.<\/p>\n<p>I dati delle guerre &quot;umanitarie&quot; pi\u00f9 recenti sono, se possibile, ancora pi\u00f9 chiari. La popolazione irachena ha pagato la &quot;liberazione&quot; occidentale con almeno un milione di morti; morti che le televisioni occidentali non ci hanno quasi mai mostrato, mentre erano attivissime, prima dell&#8217;aggressione americana, nel mostrarci, per farci preoccupare o indignare, tutto ci\u00f2 che poteva sapere di brutalit\u00e0 o di minaccia nel regime di Saddam Hussein; e, non potendo mostrarci le famose armi di distruzione di massa, perch\u00e9 non esistevano, ci mostrava l&#8217;ottimo Colin Powell mentre illustrava, su un plastico, la tecnica con la quale le basi segrete e le rampe missilistiche assassine venivano smontate e trasportate su dei camion, nel pi\u00f9 perfetto stile Diabolik o dei vecchi film dell&#8217;Agente 007, per sottrarle alle ispezioni O.N.U.<\/p>\n<p>\u00c8 penoso che il Dalai Lama non si sia reso conto del significato che, inevitabilmente, avrebbero assunto le sue parole: quello di rafforzare le tesi dei &quot;falchi&quot; e di mettere in difficolt\u00e0 le &quot;colombe&quot;; e il fatto che la Cina, proprio la Cina, sia la nazione che con pi\u00f9 decisione si oppone all&#8217;intervento &quot;umanitario&quot; in Siria, aiuta certamente a capire il suo atteggiamento psicologico, ma non attenua la responsabilit\u00e0 che egli si \u00e8 assunto pronunciandole.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un altro aspetto della questione, che lascia non meno sconcertati, nelle dichiarazioni da lui rese circa la questione siriana.<\/p>\n<p>Pazienza, almeno fino a un certo punto, se un grande capo spirituale perde di vista i risvolti politici di certe sue affermazioni e se, ingenuamente, getta benzina sul fuoco dei venti di guerra, che minacciosamente soffiano da alcuni mesi sui cieli senza pace della Siria; ma che dire della spiritualit\u00e0, appunto, di quelle parole?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che dal capo spirituale del buddismo, queste ultime sembrano pronunciate dal solito occidentale borioso e gonfio dei &quot;sacri&quot; principi dell&#8217;89: i diritti dell&#8217;uomo, i diritti dei popoli, ohib\u00f2, bisogna difenderli a qualunque costo contro i tiranni, \u00ab\u00e9crasez l&#8217;inf\u00e2me\u00bb, eccetera eccetera. Il diritto alla sicurezza degli innocenti viene prima, insomma, di qualunque altra considerazione; e poco importa se, per farlo rispettare, si infliggeranno alla popolazione alcuni spiacevoli ma inevitabili &quot;danni collaterali&quot;, fatti di droni e bombe al fosforo bianco, cos\u00ec come un tempo fu necessario far fuori un milione di contadini reazionari della Vandea.<\/p>\n<p>Ma il buddismo &#8211; lungi da noi voler dare lezioni su di esso proprio al Dalai Lama! &#8211; non considera la vita umana come un valore assoluto (e nemmeno il cristianesimo, se \u00e8 per questo: vedi il caso della legittima difesa) -, bens\u00ec relativo: non va difesa sempre e comunque, va difesa nella misura in cui non provoca danni ad altre vite umane o a dei valori superiori. La vita umana, peraltro, nell&#8217;ottica buddista non differisce sostanzialmente dalla vita delle altre creature, nelle quali, forse, si sono reincarnate proprio le persone a noi care: tutta la vita \u00e8 sacra, tutta, tutta, da quella dell&#8217;uomo a quella del pesciolino che nuota nelle acque del fiume, a quella del bruco che striscia lungo il margine di una foglia d&#8217;erba e che domani, forse, avr\u00e0 gi\u00e0 concluso il suo brevissimo ciclo di esistenza terrena.<\/p>\n<p>Si racconta di santi buddisti che, per compassione verso il dolore dei viventi non umani, si sono fatti divorare da una tigre, affinch\u00e9 questa potesse sopravvivere e sfamare i suoi piccoli; la letteratura sacra buddista \u00e8 piena di episodi del genere, miranti a evidenziare come, per il buddismo, quello che conta non \u00e8 l&#8217;attaccamento alla vita, ma, al contrario, la disponibilit\u00e0 a lasciarla andare, laddove essa possa alleviare il dolore altrui, o almeno non concorrere ad accrescerlo; e ci\u00f2 sempre nella consapevolezza che ogni vita che muore non si perde nel nulla, ma rientra a far parte di un ciclo cosmico e permette la nascita di nuove vite.<\/p>\n<p>Non ci sembra molto buddista, ma tipico di una certa mentalit\u00e0 occidentale basata sull&#8217;attaccamento egoistico alle cose, sostenere che, per difendere alcune migliaia di innocenti, \u00e8 giusto scatenare una guerra in cui soffrir\u00e0 e morir\u00e0 un numero ancor maggiore di persone: \u00e8 una prospettiva molto contingente, molto immanentistica, molto &#8211; come dire? &#8211; laica, ma pochissimo spirituale, pochissimo trascendente.<\/p>\n<p>Ci saremmo aspettati parole diverse, dal Dalai Lama.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che lui, o chiunque altro, debba rimanere insensibile alle sofferenze degli innocenti; significa che, quando tali sofferenze sono provocate da una situazione di disordine politico-sociale, pensare di rimettere le cose a posto con un interveto armato \u00e8 come pensare che si possano curare i raffreddori tagliando la testa ai malati.<\/p>\n<p>Se davvero il popolo siriano ne ha abbastanza di Bashar al Assad, allora sar\u00e0 esso, ed esso soltanto, a risolvere la questione, pagando il prezzo inevitabile in termini di sofferenze e distruzioni, che colpiranno sicuramente degli innocenti insieme ai colpevoli.<\/p>\n<p>La storia va cos\u00ec: perch\u00e9 \u00e8 un fatto umano; e gli uomini sono cos\u00ec: fanno il male anche quando vorrebbero fare solo il bene; figuriamoci quando si propongono di fare il male per il male. Non sono angeli, non sono perfetti. Sono un impasto di luce e ombra, di buono e di cattivo.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;Illuminismo che voleva farne degli angeli, sostenendo che essi sono buoni per natura e che \u00e8 colpa soltanto della societ\u00e0 se diventano cattivi.<\/p>\n<p>Le grandi tradizioni spirituali, anche se divergono in alcuni aspetti dell&#8217;analisi antropologica, partono tutte, invece, da un medesimo assunto di base: gli uomini, da s\u00e9 soli, non riescono a fare il bene e soltanto il bene, nemmeno quando lo vorrebbero sinceramente e con tutte le loro forze; per riuscirci, hanno bisogno di un aiuto, di un aiuto che non \u00e8 naturale, ma soprannaturale &#8211; e che i cristiani chiamano Grazia.<\/p>\n<p>Lungi da noi, ripetiamo, voler dare lezioni di buddismo al Dalai Lama.<\/p>\n<p>Per\u00f2, che delusione quelle sue parole&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervistato dal TG1 il 4 luglio, durante la sua visita a Milano, il Dalai Lama tibetano, al secolo Tenzin Gyatso, a proposito della crisi siriana ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-24416","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24416","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24416"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24416\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24416"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24416"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24416"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}