{"id":24414,"date":"2022-07-09T12:32:00","date_gmt":"2022-07-09T12:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/07\/09\/dal-libertinismo-al-progressismo-e-alla-rivoluzione\/"},"modified":"2022-07-09T12:32:00","modified_gmt":"2022-07-09T12:32:00","slug":"dal-libertinismo-al-progressismo-e-alla-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/07\/09\/dal-libertinismo-al-progressismo-e-alla-rivoluzione\/","title":{"rendered":"Dal libertinismo al progressismo e alla rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un tassello mancante, nella mappa concettuale delle persone comuni, riguardo al passaggio dalla societ\u00e0 cristiana europea alla societ\u00e0 anticristiana moderna (perch\u00e9, questo \u00e8 il punto che bisogna avere ben chiaro, la societ\u00e0 moderna non \u00e8, come si dice, <em>post-cristiana<\/em>, ma radicalmente e visceralmente <em>anti-cristiana<\/em>: ha vissuto il cristianesimo per oltre mille anni, e poi lo ha rifiutato con disgusto e con odio), e questo tassello \u00e8 il libertinismo. Nello studio della storia della filosofia, i programmi d&#8217;insegnamento passano di solito dalla cosiddetta Rivoluzione scientifica e dal razionalismo seicentesco &#8212; Cartesio, Spinoza, Leibniz &#8212; direttamente all&#8217;illuminismo e a Kant; se pure i libri di testo contengono un breve capitolo sul libertinismo, i professori in genere lo saltano a pie&#8217; pari: o perch\u00e9 non lo conoscono e non ne valutano in modo adeguato l&#8217;importanza, o perch\u00e9 volutamente desiderano occultare allo studente le vere radici dell&#8217;Europa contemporanea, adoperandosi affinch\u00e9 a questi sfugga il nesso che collega la realt\u00e0 presente, sul piano sociale e morale non meno che su quello, giuridico e istituzionale, a quel pensiero e a quell&#8217;orientamento complessivo nei confronti della vita.<\/p>\n<p>Parliamo ovviamente del cosiddetto libertinismo erudito (<em>libertinage \u00e9rudit<\/em>) e non di altre forme di libertinismo, pi\u00f9 o meno antiche e pi\u00f9 o meno di matrice spirituale: quello di Giulio Cesare Vanini, di Th\u00e9pile de Viau, di La Mothe Le Vayer, di Cyrano de Bergerac, di Charles de Saint-\u00c9vremond, di Gabriel Naud\u00e9, oltre che di figure pi\u00f9 marginali e problematiche rispetto all&#8217;epicentro del movimento, ma altamente significative proprio per la loro apparente incongruenza, come l&#8217;abate ed astronomo Pierre Gassendi, le quali attestano come un atteggiamento di scetticismo filosofico, di disinvoltura culturale e di blando relativismo fosse penetrato anche fra esponenti di spicco della cultura e del clero cattolico. Che poi vi fosse un legame fra il libertinismo erudito e il libertinismo morale, e specificamente sessuale, \u00e8 cosa storicamente accertata, anche se sarebbe ingiusto ed eccessivo affermare che il primo serviva solo a mascherare il secondo. Diciamo piuttosto che nel libertinismo filosofico era insita una componente di trasgressione della norma e quasi di sfida ai costumi sociali, per cui era logico e naturale che il pensiero libertino si traducesse in una morale libertina, in modo tale che se da Epicuro veniva ripresa una concezione filosofica sostanzialmente atea e materialista del mondo, le sue conseguenze nella sfera della vita pratica erano caratterizzate dall&#8217;assolutizzazione e dall&#8217;estrema soggettivizzazione del principio del piacere, inteso sovente in un senso grossolanamente materiale, che di filosofico aveva solo la verniciatura esteriore e serviva in ultima analisi a giustificare razionalmente qualsiasi infrazione alla legge morale ufficialmente accettata e riconosciuta. Come si vide, nel secolo successivo, nella vita di personaggi colti, ma sostanzialmente pi\u00f9 avventurieri che pensatori, come Giacomo Casanova e il &quot;divino&quot; marchese D. A. F. de Sade.<\/p>\n<p>Dicevamo che questo del libertinismo filosofico (e morale) \u00e8 il tassello che manca al pubblico medio per comprendere l&#8217;evoluzione, o piuttosto l&#8217;involuzione, della societ\u00e0 e della cultura europea da una prospettiva ancor saldamente ancorata ai valori cristiani, e specialmente cattolici, ad una prospettiva che invece \u00e8 proiettata nella direzione opposta, in un senso non solo laicista, secolarista e anticlericale, ma decisamente anticristiano e ferocemente anticattolico, secondo il motto che sar\u00e0 reso celebre da Voltaire: <em>\u00e9crasez l&#8217;inf\u00e2me!,<\/em> \u00abschiacciate l&#8217;infame\u00bb, trasformato in parola d&#8217;ordine e grido di battaglia anticristiano, poich\u00e9 \u00abl&#8217;infame\u00bb si pu\u00f2 intendere sia come la Chiesa cattolica coi suoi valori (come la intendeva Locke, il quale nel suo <em>Trattato sulla tolleranza<\/em> escludeva in modo esplicito i cattolici dai benefici di una politica di tolleranza) sia il cristianesimo in quanto tale, visto, come lo vedranno in genere gli illuministi, come un pesante fattore di oscurantismo e di ritardo nello sviluppo della civilt\u00e0 e nell&#8217;affermazione della ragione libera e spregiudicata, contro ogni principio di autorit\u00e0.<\/p>\n<p>Scrive Ornella Pompeo Faracovi nel suo saggio <em>Il pensiero libertino<\/em> (Torino, Loescher Editore, 1977, 1983, pp. 12-15):<\/p>\n<p><em>Una prima linea di pensieri libertini viene in luce, con forza esplosiva, negli anni intorno al 1620, in una situazione di crisi politica e intellettuale. Nel 1619 viene arso vivo a Tolosa, sotto l&#8217;accusa di ateismo, Giulio Cesare Vanini; Th\u00e9opile de Viau, porta famoso della cerchia di Gaston d&#8217;Orl\u00e9ans, fratello di Luigi XIII, viene bandito da Parigi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Giulio Cesare Vanini aveva condensato in due opere pubblicate in Francia nel 1615-16 il rigoroso razionalismo della scuola padovana, il cui intransigente aristotelismo aveva fatto piazza pulita delle interpretazioni tomistiche e del primato della teologia. Al libertinismo seicentesco Vanini trasmetteva, in uno stile divulgativo e brillante, la rivendicazione di un&#8217;indagine razionale sottratta a ipoteche teologiche: l&#8217;immagine di un mondo governato da leggi inflessibili, di una natura intrinsecamente animata da un principio di vita &#8212; di un mondo nel quale \u00e8 integralmente inserito l&#8217;uomo, la cui anima, frammento dell&#8217;anima cosmica, torna a immergersi, al disgregarsi del corpo, nella vita universale. Quanto alla compatibilit\u00e0 di tali affermazioni con una prospettiva cristiana Vanini \u00e8 fermo, come i maestri padovani, nel distinguere il piano dell&#8217;indagine razionale da quello della rivelazione: il filosofo non pu\u00f2 indietreggiare davanti alle proprie conclusioni; alle verit\u00e0 dogmatiche egli potr\u00e0 credere soltanto sul piano della fede. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Altra cosa \u00e8 la produzione poetica di Th\u00e9opile de Viau, letterato legato a cerchie nobiliari nelle quali la polemica contro l&#8217;assolutismo regio rivestir\u00e0, lungo tutto il secolo, i toni di una critica anti-religiosa non aliena da manifestazioni clamorose. Dal naturalismo cinquecentesco Th\u00e9opile riprende l&#8217;immagine di un mondo dominato da leggi intrinseche, estraneo a interventi provvidenziali; da Lucrezio assume il senso della morte come cessazione totale della vita individuale, come dissoluzione degli elementi che compongono l&#8217;uomo, come ritorno al fluire inesauribile delle cose. Su questo sfondo si sviluppa il vagheggiamento del ritorno alla natura, inteso come approdo a una sorta di et\u00e0 dell&#8217;oro in cui soltanto l&#8217;amore e l&#8217;amicizia governino le relazioni tra gli uomini, come rifiuto delle convenzioni sociali, come possibilit\u00e0 di valere per quel che si \u00e8, di essere autenticamente se stessi. La visione eterodossa del mondo e gli spunti corrosivi di critica sociale, espressi in componimenti poetici largamente accessibili e diffusi, fanno di Th\u00e9opile la punta di diamante del &quot;radicalismo&quot; di questi anni. Ma, mentre il razionalismo di Vanini e quello, diversissimo, dei &quot;Quatrains&quot; [&quot;Quatrains du d\u00e9iste&quot; o &quot;Antibigot&quot;, poema anonimo confutato dal padre Marin Mersenne] esprimevano una esigenza progressiva di emancipazione dall&#8217;intolleranza religiosa, la rivolta di Th\u00e9opile \u00e8 il riflesso dell&#8217;inquietudine di gruppi intellettuali legati alla grande feudalit\u00e0, la cui opposizione all&#8217;assolutismo, al compromesso con l&#8217;ortodossia cattolica, al ristrutturarsi della gerarchia e delle consuetudini sociali, assume un tono politicamente reazionario.<\/em><\/p>\n<p><em>Ancora un&#8217;altra cosa \u00e8, infine, la vasta circolazione di temi magici e occultistici che attraversa l&#8217;Europa del primo Seicento, esprimendosi nell&#8217;attivit\u00e0 delle sette segrete, soprattutto di quella dei Rosacroce, e in una serie di scritti, tra i quali assai noti sono quelli di Robert Fludd. Qui \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 dell&#8217;ermetismo rinascimentale a fornire le armi per una battaglia contro il disegno egemonico della Controriforma, nel nome di un ideale rinnovamento religioso e politico che ponga fine alle discordie del mondo cristiano. L&#8217;ispirazione anti-cattolica di questo tipo di posizioni \u00e8 evidente negli elementi protestanti insiti nel movimento dei Rosacroce, che trova la propria origine nella Germania luterana e che presenta elementi luterani nella denominazione e nell&#8217;emblema prescelti. Ma, al di l\u00e0 dello stesso Luteranesimo, nei manifesti rosacrociani riemergono gli ideali riformatori delle correnti liberali, filo-francesi e anti-spagnole, gi\u00e0 vive in alcuni ambienti italiani: l&#8217;istanza di una riforma universale presente negli scritti di Giordano Bruno e del primo Campanella. Nel movimento dei Rosacroce, e pi\u00f9 in generale nella letteratura magica e occultistica dell&#8217;epoca, l&#8217;esigenza di pacificazione e di superamento delle fratture religiose si esprime nella forma di una interpretazione allegorizzante, cabalistica, del testo sacro. Questa tematica, che non mancher\u00e0 di influenzare le prospettive della nascente Massoneria, rivela un&#8217;inquietudine largamente diffusa in Europa; la stessa inquietudine che si trova nel libertinismo francese degli anni &#8217;20.<\/em><\/p>\n<p>Si noti che questa ricostruzione non \u00e8 troppo obiettiva; l&#8217;autrice assume implicitamente il punto di vista della &quot;battaglia&quot; che i libertini stavano conducendo contro la cultura e la societ\u00e0 (cattoliche) del loro tempo. Ci\u00f2 viene pienamente in luce l\u00e0 dove la tradizione ermetica rinascimentale, ripresa dai Rosacroce, e da questi trasmessa ai libertini del XVII secolo, viene individuata come la ricerca delle &quot;armi&quot; necessarie a condurre la (buona) battaglia contro il \u00abdisegno egemonico della Controriforma\u00bb, un&#8217;espressione, quest&#8217;ultima, che \u00e8 tutto un programma, a cominciare dall&#8217;uso disinvolto del termine &quot;Controriforma&quot; che la maggior parte degli storici ha da tempo abbandonato, riconoscendone il carattere riduttivo e per nulla obiettivo. E poi, che significa <em>il disegno egemonico della Controriforma<\/em>? La Chiesa cattolica, all&#8217;epoca, era sotto attacco da parte dei protestanti: \u00e8 da essi che \u00e8 partita l&#8217;azione rivoluzionaria, ed \u00e8 servita a finanziare le ambizioni dei principi e dei sovrani, come quello inglese, bramosi di confiscare i beni ecclesiastici. Non ci sembra appropriato definire &quot;disegno egemonico&quot; la reazione difensiva della parte aggredita: al contrario, ci pare che tale modo di esprimersi sottintenda un capovolgimento intenzionale del rapporto effettivo tra le due parti in lotta. Ancora: davvero si pu\u00f2 dire che una posizione chiaramente ispirata da ragioni anticattoliche, come l&#8217;Autrice ammette, esprimesse un ideale di rinnovamento religioso inteso a por fine alle discordie del mondo cristiano? L&#8217;idea di porre fine alle discordie fra due parti mal si accorda col riconoscimento che tale progetto nasceva dall&#8217;incrollabile opposizione contro una di esse. Viene infatti a cadere la cosa essenziale per un pacifico rinnovamento, cio\u00e8 il riconoscimento delle buone ragioni e della pari dignit\u00e0 di tutte le parti in conflitto. E che non si stia parlando solo di un progetto spirituale e culturale, ma anche politico e ideologico, appare chiaro dall&#8217;affermazione che nei manifesti rosacrociani prendevano corpo le correnti &quot;liberali&quot; (concetto usato alquanto anacronisticamente) di derivazione italiana, filo-francesi e anti-spagnole: come in certi storici protestanti e tutt&#8217;altro che obiettivi, come Giorgio Spini, la causa della Francia \u00e8 qui identificata con le speranze di un &quot;rinnovamento&quot; sia spirituale che politico (come \u00e8 chiaro dalla citazione di Bruno e di Campanella) a dispetto del feroce centralismo e autoritarismo di Richelieu e Mazzarino; mentre si d\u00e0 per scontato che la causa della Spagna coincide con quella del bigottismo, della repressione del pensiero e dell&#8217;intolleranza. Significativo l&#8217;accenno alla Cabala come forma d&#8217;interpretazione delle Sacre Scritture (cristiane, si suppone, anche se non \u00e8 detto esplicitamente) come componente non marginale della proposta culturale dei Rosacroce, che poi passer\u00e0 ai libertini; e pi\u00f9 ancora quello alla letteratura magica e occultistica tardo-rinascimentale. Ci\u00f2 \u00e8 quasi come mettere la firma sotto un complesso d&#8217;idee che ci si sforza di presentare, genericamente, come aperte, progressive, tolleranti e soprattutto pacifiche: mentre la sola radice comune alla magia e all&#8217;occultismo da una parte, e al &quot;metodo&quot; cabalistico introdotto surrettiziamente nell&#8217;esegesi dei testi cristiani, dall&#8217;altra, \u00e8, ancora una volta &#8211; ma qui la cosa sembra quasi scivolare via, senza che il lettore ne abbia piena contezza &#8212; un&#8217;impostazione &quot;progressista&quot; che in una cosa sola trova tutti d&#8217;accordo: l&#8217;odio contro il cattolicesimo e la Chiesa di Roma. Il che traluce dal riferimento alla Massoneria, presentata &#8212; giustamente &#8212; come l&#8217;erede naturale e quasi il bacino collettore di tutte queste idee ed inquietudini eterogenee, ma con un comune denominatore: l&#8217;avversione al cattolicesimo.<\/p>\n<p>In questo, \u00e8 chiaro, il libertinismo, insieme alla Rivoluzione protestante, che ne \u00e8 il presupposto storico e una sorta di costante modello ispiratore per una parte della societ\u00e0 francese (e italiana) si pu\u00f2 considerare come il fattore decisivo della transizione della civilt\u00e0 europea verso la modernit\u00e0, vissuta come rescissione consapevole delle proprie radici cattoliche. In questo senso, se Lutero \u00e8 il primo esponente del pensiero moderno (che non \u00e8 affatto <em>progressivo<\/em>, come si favoleggia, visto che egli parte dalla negazione del libero arbitrio e cio\u00e8 della cosa pi\u00f9 preziosa che aveva caratterizzato la civilt\u00e0 cristiana, e prima la grecoromana, e dopo la rinascimentale), Vanini, Le Viau, La Mothe Le Vayer, Saint-\u00c9vremont ne sono i naturali eredi. I quali parlano sempre della libert\u00e0 dell&#8217;uomo e del diritto a esser pienamente se stessi: ma \u00e8 un&#8217;altra vuota idea moderna, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 se stesso non quando fa quel che gli piace, come affermano sulla scia di Epicuro, ma quando \u00e8 ci\u00f2 che <em>deve<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un tassello mancante, nella mappa concettuale delle persone comuni, riguardo al passaggio dalla societ\u00e0 cristiana europea alla societ\u00e0 anticristiana moderna (perch\u00e9, questo \u00e8 il punto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[169,173],"class_list":["post-24414","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-gottfried-wilhelm-von-leibniz","tag-immanuel-kant"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24414","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24414"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24414\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24414"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24414"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24414"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}