{"id":24403,"date":"2013-01-24T08:21:00","date_gmt":"2013-01-24T08:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/01\/24\/tutto-e-cominciato-da-quando-non-si-chiama-piu-signora-una-donna-ne-si-dice-piu-mi-scusi\/"},"modified":"2013-01-24T08:21:00","modified_gmt":"2013-01-24T08:21:00","slug":"tutto-e-cominciato-da-quando-non-si-chiama-piu-signora-una-donna-ne-si-dice-piu-mi-scusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/01\/24\/tutto-e-cominciato-da-quando-non-si-chiama-piu-signora-una-donna-ne-si-dice-piu-mi-scusi\/","title":{"rendered":"Tutto \u00e8 cominciato da quando non si chiama pi\u00f9 \u201csignora\u201d una donna, n\u00e9 si dice pi\u00f9 \u201cmi scusi\u201d"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un film statunitense &#8212; lo ha osservato il missionario Fabio Ciardi -, \u00abNon \u00e8 un paese per vecchi\u00bb, girato nel 2007 dai fratelli Coen, nel quale, dopo la solita orgia di violenza gratuita, lo sceriffo domanda a un suo collega come sia iniziata una simile spirale distruttiva; e quello gli risponde: \u00abSecondo me, tutto ha avuto inizio a partire da quando non ci si rivolge pi\u00f9 a una donna chiamandola &quot;signora&quot;, e nessuno dice pi\u00f9 a un altro essere umano &quot;Mi scusi&quot;\u00bb.<\/p>\n<p>Come dire che la violenza cieca e selvaggia ha radici che partono da lontano: partono dalla maleducazione quotidiana, dai piccoli gesti strafottenti e dalle piccole parole sgarbate, o semplicemente ineducate; dal disuso e dalla dimenticanza delle buone maniere, che non sono &#8212; come troppo a lungo si \u00e8 detto e ripetuto &#8212; un qualcosa di puramente formale, ma sono il segno visibile di una attitudine rispettosa verso il prossimo, di un riconoscimento della sua dignit\u00e0 intrinseca, che va al di l\u00e0 delle barriere di classe o di censo.<\/p>\n<p>L&#8217;aver assistito indifferenti alla scomparsa delle buone maniere; l&#8217;aver tollerato che i ragazzi dessero del tu agli adulti e agli anziani; aver perso l&#8217;abitudine di chiedere &quot;permesso &quot; o &quot;mi scusi&quot; e, con la scusa della fretta e del tempo che \u00e8 tiranno, aver smesso di cedere il passo davanti a una porta, a un ascensore, a una rampa di scale, per farsi largo a gomitate, magari passando sopra agli altri: tutto questo ha contribuito a un graduale, quasi impercettibile processo di imbarbarimento, che abbiamo visto solo nel momento in cui le sue manifestazioni sono diventate insopportabilmente moleste e offensive, ma che era iniziato assai prima.<\/p>\n<p>Anche la perdita del valore della bellezza ha contribuito per la sua parte: una televisione, una pubblicit\u00e0, un cinema sempre pi\u00f9 volgari, sempre pi\u00f9 cialtroni, sempre pi\u00f9 aggressivi, magari con l&#8217;alibi di una pretesa &quot;autenticit\u00e0&quot; che \u00e8 solo la foglia di fico per nascondere grossolanit\u00e0 e mancanza di ide, ci hanno abituati allo spettacolo quotidiano della bruttezza; e, un po&#8217; alla volta, a chiedere a nostra volta bruttezza, e non bellezza; volgarit\u00e0, e non finezza; cialtroneria, e non eleganza, intelligenza e creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Non occorre pensare soltanto ai &quot;reality show&quot;; quasi tutto ci\u00f2 che oggi passa per spettacolo e intrattenimento \u00e8 un concentrato di stupidit\u00e0, di cattivo gusto, di povert\u00e0 espressiva: si pensi alle coreografie, ai balletti, alle danze in cui gli &quot;artisti&quot; si esibiscono con movenze scimmiesche, degne dell&#8217;uomo di Neanderthal &#8211; o forse peggio, per quel che ne sappiamo -, al ritmo assordante di musiche frenetiche e allucinanti, ghignando, mostrando la lingua, cercando di essere sessualmente provocanti (si fa per dire: niente \u00e8 pi\u00f9 anti-erotico di simili spettacoli).<\/p>\n<p>E si pensi anche a certe espressioni di &quot;arte&quot; contemporanea: a certe architetture, a certe sculture, a certi quadri: gettate di cemento, di bronzo o di vernice, in cui trionfano forme sgraziate e colori arlecchineschi, roba che sedicenti esperti proclamano il &quot;non plus ultra&quot; della modernit\u00e0 e della profondit\u00e0 esistenziale, ma che le persone comuni, se solo avessero il coraggio di esprimere le loro impressioni ad alta voce, trovano puramente e semplicemente brutte e sgradevoli, e, soprattutto, completamente prive di significato.<\/p>\n<p>Un poco alla volta il gusto e la sensibilit\u00e0 delle persone sono stati anestetizzati, travisati, pervertiti: il brutto \u00e8 diventato bello e viceversa; il falso \u00e8 diventato, chi sa come, vero (magari con il sofisma, caro agli psicanalisti, che chi predica la &quot;verit\u00e0&quot; \u00e8 solo un ipocrita e un represso, che cela i suoi veri pensieri e sentimenti); il malvagio \u00e8 diventato buono. Dal conformismo di massa si \u00e8 passati all&#8217;anticonformismo di massa, cio\u00e8 a una nuova forma di conformismo.<\/p>\n<p>Chi vive sprofondato nel fango, non si rende conto di esserci in mezzo; solo chi ci \u00e8 appena caduto se ne accorge; ma, per poco che incominci ad abituarsi, a considerare come immodificabile la propria condizione, presto o tardi finir\u00e0 per tessere l&#8217;elogio del fango, per sostenere che il fango \u00e8 la cosa migliore che ci sia, e guarder\u00e0 con disprezzo e malcelata ostilit\u00e0 verso tutti coloro che nel fango non vivono, o che dal fango vorrebbero uscire.<\/p>\n<p>Resta da capire come si sia giunti a una simile deriva, che non \u00e8 la causa, ma, si badi, l&#8217;effetto di una crisi molto pi\u00f9 profonda e che, senza dubbio, parte ancora da pi\u00f9 lontano di quando si sono incominciate a trascurare le buone maniere.<\/p>\n<p>Quello sceriffo diceva che, a un certo punto, si \u00e8 smesso di rivolgersi a una donna chiamandola &quot;signora&quot;; ma come \u00e8 avvenuta una cosa del genere? La risposta \u00e8 semplice, anche se politicamente scorretta: da quando la cultura femminista ha preteso la parit\u00e0 di trattamento dei sessi. Le donne, a un certo punto, non hanno pi\u00f9 voluto essere chiamate &quot;signore&quot;, n\u00e9 che gli uomini cedessero loro il passo davanti a una porta, o che offrissero loro il posto a sedere sul treno o sull&#8217;autobus: consideravano tali gesti come simboli di discriminazione, di arroganza, di dominio sessista. Ma, dall&#8217;abbandono dei segni esteriori del rispetto, si \u00e8 passati rapidamente all&#8217;abbandono del rispetto in quanto tale; questo non era stato previsto, ma \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>Un discorso analogo si potrebbe fare per l&#8217;abbandono del &quot;mi scusi&quot;. Era un segno di cortesia: da quando \u00e8 stato cancellato, in nome di un malinteso democraticismo egualitario, anche la cortesia in se stessa \u00e8 tramontata, pi\u00f9 in fretta dello scorrere di una generazione.<\/p>\n<p>Non si tratta, lo ripetiamo, di semplice formalismo. Provate a interrogare un piccolo commerciante, diciamo un uomo di mezza et\u00e0, cresciuto con un certo tipo di educazione e abituato a dare del &quot;lei&quot; ai suoi clienti. Vi dir\u00e0 che, da alcuni anni a questa parte, tutti, a cominciare dai pi\u00f9 giovani, hanno incominciato a interpellarlo con il &quot;tu&quot;, con una trasandatezza, con una noncuranza che, sulle prime, lo hanno lasciato sbalordito. I genitori di quei ragazzi, condizionati da una idea erronea della spontaneit\u00e0 e della democrazia, non sono intervenuti quando sarebbero stati ancora in tempo per modificare l&#8217;atteggiamento dei loro figli; e poi, \u00e8 stato troppo tardi.<\/p>\n<p>Oppure provate a interrogare l&#8217;impiegato di un ufficio pubblico. Moltissimi utenti, ormai, gli si rivolgono dandogli del &quot;tu&quot;; gli sbuffano sul viso, se \u00e8 lento ad eseguire il proprio lavoro (o se il lavoro da smaltire \u00e8, semplicemente, troppo per una sola persona); lo rimproverano sgarbatamente e polemizzano con asprezza se commette un errore, anche lieve; fanno apprezzamenti pesanti sulle sue capacit\u00e0, si permettono giudizi che a malapena si potrebbero tollerare in casa, tra congiunti, oppure tra amici; e non parliamo di come gli si presentano davanti. Molti, semplicemente, puzzano: si fanno avanti con i vestiti impregnati di sudore rappreso ed emananti un terribile cattivo odore; altri si presentano con spilloni nelle guance o anelli piantati nella lingua; altri ancora ciabattano in pianelle o sandali infradito e ostentano pantaloni corti, magliette trasparenti che non lasciano niente all&#8217;immaginazione, pantaloni cos\u00ec bassi da mettere in evidenza le mutande o il perizoma: e il tutto con la massima indifferenza.<\/p>\n<p>Chiedete, infine, a una maestra, a un catechista, spesso anche a un professore di scuola media. \u00c8 considerato normale, ormai, che bambini e adolescenti si rivolgano all&#8217;adulto masticando gomma americana; che tengano bottiglie, lattine e bicchieri sul banco, come se fossero al bar; che non si alzino affatto e neppure salutino, quando l&#8217;insegnante entra nell&#8217;aula; che gli diano del &quot;tu&quot;, lo snobbino, continuino a fare il loro comodo, giocherellando o chiacchierando, come se lui non ci fosse, come se fosse trasparente. E domandante come reagiscono le famiglie se un bel giorno, esasperato, quell&#8217;insegnante si \u00e8 permesso di mettere una nota allo studente maleducato; chiedetegli come quei genitori l&#8217;hanno presa, in che modo si son presentati non gi\u00e0 a porgere delle scuse, ma a chiedere e pretendere spiegazioni.<\/p>\n<p>Domandate a un professore delle superiori, o a un docente universitario, in che abbigliamento si presentano studenti e studentesse per sostenere un esame; chiedete loro dell&#8217;imbarazzo che provano davanti a quei ventri scoperti, a quelle natiche debordanti dalla cintura dei pantaloni; e chiedete loro se non si siano sentiti umiliati davanti a quel miscuglio micidiale di sciatteria e di malizia, tale da farli sentire a disagio, sia che guardassero il candidato, sia che non lo guardassero, o che cercassero il modo di guardarlo facendo finta di niente, facendo finta che andasse tutto bene cos\u00ec, che non ci fosse niente di strano e che strani, semmai, erano loro, i professori, che non sapevano stare al passo coi tempi, che vedevano qualcosa di sbagliato in comportamenti considerati ormai perfettamente normali e perfettamente innocenti.<\/p>\n<p>E, di nuovo: i genitori di quel ragazzo o di quella ragazza, al mattino, non hanno visto in che abbigliamento uscivano i loro pargoletti da casa, per recarsi a un appuntamento importante, come quello con un esame di Stato? Ma del resto, di che stupirsi, se perfino molti preti hanno rinunciato a sollevare la bench\u00e9 minima obiezione alle loro parrocchiane chi si presentano all&#8217;altare con la minigonna e l&#8217;ombelico scoperto, a fare la minima difficolt\u00e0 alle coppie di sposi che trasformano il sacramento del matrimonio in una fiera delle vanit\u00e0, loro e i loro parenti ed invitati, prendendo d&#8217;assalto la chiesa come fosse una discoteca o gi\u00f9 di l\u00ec?<\/p>\n<p>Tutti gli adulti hanno lasciato perdere, davanti all&#8217;avanzare dei piccoli gesti di maleducazione quotidiana: i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti; tutti hanno pensato che, in fondo, il &quot;tu&quot; \u00e8 pi\u00f9 spontaneo e democratico; tutti hanno pensato che correggere un tal modo di fare sarebbe equivalso a perpetrare una ignobile azione repressiva, a infliggere a quelle povere, innocenti creature un trauma intollerabile.<\/p>\n<p>Gira e rigira, si torna sempre l\u00ec: al mito del buon selvaggio di Rousseau e a tutte le altre sciocchezze e cialtronerie illuministe. Ma l&#8217;Illuminismo ha prodotto la Rivoluzione francese e la Rivoluzione francese \u00e8 il cardine del mondo moderno: dunque, ci\u00f2 che viene da quella parte \u00e8 il Bene, DEVE essere il Bene, sempre e comunque; e ci\u00f2 che sottintenda anche solo una critica parziale, per forza di cose \u00e8 il Male: ossia le tenebre dell&#8217;oscurantismo, e, per soprammercato, dell&#8217;autoritarismo repressivo e reazionario. E il &#8217;68, poi, ci ha insegnato &#8212; \u00e8 penetrato ormai nei nostri cromosomi &#8212; che \u00e8 proibito proibire, che libert\u00e0 non fa mai rima con responsabilit\u00e0, che tutto va bene purch\u00e9 sia &quot;libero&quot; e &quot;spontaneo&quot; &#8212; \u00ablet it be\u00bb, lascia che accada, cantavano i signorini Beatles, e tutti ad applaudire e ad andare in deliquio davanti ai quattro ragazzi inglesi con i capelli lunghi e la chitarra, fatti baronetti dalla regina Elisabetta (e ci mancherebbe altro, con tutti i soldi che hanno portato alla patria riconoscente, vendendo milioni e milioni di dischi in ogni angolo del mondo).<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto, la domanda \u00e8 se si possa risalire la china, se si possa ritornare al mondo dei valori, incominciando dalla riscoperta e dal ripristino delle buone maniere, e arrivando fino a una completa inversione di tendenza riguardo ai fini e agli scopi della vita, tanto nella sfera del singolo, quanto per la societ\u00e0 nel suo complesso.<\/p>\n<p>Ovviamente non esiste una risposta, a meno di possedere la magica sfera di cristallo; per\u00f2 esiste la risposta che ciascuno di noi pu\u00f2 dare, cominciando dal proprio piccolo, nell&#8217;ambito della vita d&#8217;ogni giorno, nelle relazioni con l&#8217;altro e con se stesso &#8212; perch\u00e9 quando qualcosa non va con le relazioni che si hanno con l&#8217;altro, ci\u00f2 significa che qualcosa si \u00e8 incrinato, o forse non \u00e8 mai andato per il verso giusto, nella relazione dell&#8217;anima con se stessa. La disarmonia del rapporto che abbiamo con il mondo \u00e8 il riflesso della disarmonia del rapporto che abbiamo con noi stessi: questa \u00e8 la legge e da qui dobbiamo ripartire.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo contemporaneo non \u00e8 in pace con se stesso: per questo \u00e8 cos\u00ec facile preda di tutte le mode, di tutte le sette, di tutti gli umori, ma specialmente degli esempi pi\u00f9 stupidi e volgari, dei comportamenti pi\u00f9 cialtroni e superficiali: quelli, appunto, che non richiedono alcuna intelligenza, n\u00e9 un minimo di sensibilit\u00e0; quelli nei quali \u00e8 pi\u00f9 facile portare in superficie gli egoismi pi\u00f9 profondi, le tendenze pi\u00f9 sordide e sgradevoli che albergano nell&#8217;anima.<\/p>\n<p>La prima cosa da fare, dunque, \u00e8 imporre silenzio in noi stessi, ascoltare le voci pi\u00f9 autentiche, che bisbigliano talmente piano, da non essere mai udite se trascorriamo tutta la nostra vita in mezzo al frastuono della cosiddetta civilt\u00e0 moderna.<\/p>\n<p>La seconda cosa da fare \u00e8 ascoltare bene quelle voci: ci parleranno di bont\u00e0, di bellezza, di verit\u00e0; e ci spingeranno sulla strada giusta, con istinto infallibile, purch\u00e9 respingiamo il ricatto dei cattivi maestri, della &quot;sapienza&quot; del mondo, che di quei valori ama farsi beffe.<\/p>\n<p>La terza cosa \u00e8, come diceva S. Agostino: \u00abama, e fa&#8217; quel che vuoi\u00bb: perch\u00e9 chi possiede l&#8217;amore, quello vero, potr\u00e0 sbagliare, ma nei dettagli, non in ci\u00f2 che \u00e8 essenziale &#8211; qualunque cosa accada&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un film statunitense &#8212; lo ha osservato il missionario Fabio Ciardi -, \u00abNon \u00e8 un paese per vecchi\u00bb, girato nel 2007 dai fratelli Coen, nel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-24403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24403\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}