{"id":24400,"date":"2016-09-16T07:03:00","date_gmt":"2016-09-16T07:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/16\/per-poterci-difendere-dobbiamo-capire-da-dove-viene-la-minaccia\/"},"modified":"2016-09-16T07:03:00","modified_gmt":"2016-09-16T07:03:00","slug":"per-poterci-difendere-dobbiamo-capire-da-dove-viene-la-minaccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/16\/per-poterci-difendere-dobbiamo-capire-da-dove-viene-la-minaccia\/","title":{"rendered":"Per poterci difendere, dobbiamo capire da dove viene la minaccia"},"content":{"rendered":"<p>Qualora il Diavolo abbia, come si dice nel linguaggio della politica e in quello dell&#8217;arte militare, una strategia globale con cui attaccare l&#8217;umanit\u00e0 &#8212; e noi riteniamo fermamente che ce l&#8217;abbia, e non si limiti ad afferrare un&#8217;anima qua e una l\u00e0, come un bandito di strada da quattro soldi &#8212; allora sarebbe necessario, anzi, assolutamente indispensabile, che gli uomini la individuassero, se sperano di potersi difendere efficacemente. Se non si pensa di essere sotto attacco, o, in ogni modo, se si ignora da che parte l&#8217;attacco verr\u00e0 sferrato, le probabilit\u00e0 di poterlo fronteggiare con successo scendono quasi a zero. Non sappiamo se il Diavolo abbia studiato von Clausewitz, ma una cosa \u00e8 certa: egli \u00e8 una creatura estremamente intelligente, mentre basterebbe anche una intelligenza piuttosto mediocre per intuire che, se si vuole aver ragione di un avversario, la cosa migliore \u00e8 colpirlo all&#8217;improvviso, quando meno egli se lo aspetta, e, pi\u00f9 ancora, l\u00e0 dove meno egli se lo immagina: vale a dire, dove le sue difese sono minime, o, addirittura, inesistenti.<\/p>\n<p>Chiediamoci, allora, dove le nostre difese sono pi\u00f9 basse. Un forte indizio ce lo d\u00e0 l&#8217;osservazione del male che, oggi, \u00e8 forse il pi\u00f9 diffuso: la depressione, nelle sue varie forme pi\u00f9 o meno gravi, e in tutte quelle situazioni di fragilit\u00e0 psicologica che tendono a cronicizzarsi, e che non permettono alle persone di condurre una vita sana e normale, ma le obbligano a dubbiose psicoterapie, alla continua assunzione di farmaci, a una costante menomazione della loro libert\u00e0 di muoversi, di agire, di scegliere, di amare, di sperare. Oltre ai depressi veri e propri, che, comunque, sono legione &#8212; si tratta di una malattia che non \u00e8 sempre evidente, e, in ogni caso, che raramente si manifesta in modo eclatante e percepibile all&#8217;esterno, tranne che dai pi\u00f9 intimi del malato; di una malattia che, addirittura, molti si rifiutano di considerare tale, e che non capiscono, o persino rifiutano di riconoscere, allorch\u00e9 colpisce un congiunto &#8212; vi \u00e8 un esercito sterminato di individui che gravitano perennemente sull&#8217;orlo di uno stato depressivo, o che ne sono usciti, ma non del tutto; o che si sono rassegnati ad una convivenza con il fantasma di questa malattia, auto-limitandosi e rinchiudendosi in un cerchio esistenziale sempre pi\u00f9 ristretto e meschino, sempre pi\u00f9 asfittico e claustrofobico, per paura di affrontare la vita nella sua pienezza, con le sue splendide possibilit\u00e0, ma anche con i suoi rischi inevitabili.<\/p>\n<p>Se si potessero sommare i depressi veri e propri, e coloro i quali, pur essendo parzialmente guariti, non sono mai rientrati nella piena e assoluta signoria di se stessi, ma vagano come pallidi convalescenti sempre timorosi d&#8217;una possibile ricaduta, insieme a tutti coloro i quali si aggirano nell&#8217;area della depressione, pur senza esservi caduti dentro in pieno, ma che, quanto al loro umore e al loro tono vitale, si possono paragonare benissimo a dei depressi, nelle varie forme che questa malattia pu\u00f2 assumere, arriveremmo sicuramente ad abbracciare una percentuale imponente della popolazione totale delle societ\u00e0 occidentali, anziani e giovanissimi compresi. Alzi la mano chi non ha avuto a che fare con la depressione, o in prima persona, o in seconda o in terza persona; chi non ha avuto un padre, una madre, un fratello, un figlio, una moglie o un marito, un amico o un collega di lavoro, afflitti da questa malattia. E chi c&#8217;\u00e8 passato, anche solo in seconda persona, sa di che inferno si tratti: sa come essa faccia rimpiangere di avere delle malattie magari anche pi\u00f9 gravi, ma, almeno, chiare ed univoche, laddove essa, invece, colpisce strisciando, si insedia in silenzio nelle pieghe dell&#8217;anima, e poi non si lascia pi\u00f9 snidare facilmente, per quanti sforzi si faccia per scacciarla, come un parassita maligno, come un ospite abusivo e indesiderato, che vampirizza la sua vittima designata, succhiandone la sostanza vitale.<\/p>\n<p>Ebbene: fermo restando che la depressione \u00e8, evidentemente, il sintomo e non la malattia; l&#8217;effetto e non la causa del male, siamo profondamente persuasi che essa rappresenti la manifestazione pi\u00f9 spettacolare &#8211; ma ve ne sono molte alte, delle quali, qui, non parleremo &#8212; della strategia d&#8217;attacco globale che ha quale obiettivo la prostrazione e, in ultima analisi, la distruzione dell&#8217;umanit\u00e0; che essa, cio\u00e8, sia la parte visibile, o la pi\u00f9 visibile, di quel sinistro iceberg che \u00e8 rappresentato dal <em>male di vivere<\/em> di cui parlava &#8212; e ne parlava anche troppo, con malsano compiacimento &#8212; il poeta Eugenio Montale.<\/p>\n<p>L&#8217;umanit\u00e0 moderna &#8212; e sottolineiamo l&#8217;aggettivo <em>moderna<\/em> &#8212; \u00e8 affetto da un generalizzato male di vivere: da un disagio esistenziale profondo, impalpabile, inafferrabile, che toglie la gioia dai gesti, la luce dallo sguardo, che afferra le persone e le spegne lentamente, le riduce a degli <em>zombie<\/em> sopravvissuti a se stessi, alle loro speranze, al loro desiderio di vivere in serenit\u00e0 e pienezza. Il male di vivere, gi\u00e0 ben descritto da Leopardi, \u00e8 diventato il compagno inseparabile della modernit\u00e0: lo troviamo appollaiato sulla spalla dell&#8217;amico, del parente, e, talvolta, sospettiamo che si sia posato anche sulla nostra spalla, silenzioso ed elusivo, senza che noi ce ne accorgessimo per tempo e senza che potessimo prendere, per tempo, le eventuali contromisure per difendercene. Quando il male di vivere si insedia in un&#8217;anima, la consuma gradualmente e implacabilmente, ne demolisce le difese, ne avvelena le sorgenti vitali: la priva della gioia, della pace, dell&#8217;equilibrio; la persuade che tutto \u00e8 grigio, che tutto \u00e8 inutile, che qualsiasi cosa faccia non servir\u00e0 a nulla; la persuade di essere inutile, di non avere un posto al mondo dove sentirsi a casa, dove essere amata ed accettata; la sospinge diabolicamente, astutamente, verso la disperazione, mostrandole l&#8217;infinita vanit\u00e0 del tutto &#8212; cio\u00e8 mostrandole, mentendo, una parte della verit\u00e0, ma non tutta la verit\u00e0: quella parte che avvalora e che conferma un cos\u00ec crudo pessimismo, un cos\u00ec amaro lasciarsi andare.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 colpito da questo male, non ha pi\u00f9 voglia di vivere, non ha pi\u00f9 voglia di credere, non ha pi\u00f9 voglia di sperare; non \u00e8 pi\u00f9 capace di amare, n\u00e9 di ricevere amore (con tutti il gran parlare, e straparlare, che si fa dell&#8217;amore nella societ\u00e0 moderna!). Si faccia caso: \u00e8 la perfetta negazione delle tre virt\u00f9 teologali, la Fede, la Speranza e la Carit\u00e0: cos\u00ec come esse aiutano a vivere, la loro perdita totale equivale a una sorta di lento, inevitabile suicidio dell&#8217;anima; perch\u00e9 un&#8217;anima che non sappia n\u00e9 credere in qualcosa, n\u00e9 sperare nel domani, n\u00e9 amare e lasciarsi amare, diviene, alla lettera, un&#8217;anima persa. Ed ecco un altro indizio che conferma la strategia globale del Maligno; ecco un altro segno di bruciato sul pavimento, un&#8217;altra zaffata di cattivo odore che ci ferisce le narici. L\u00e0 dove si spengono la fede, la speranza e l&#8217;amore, \u00e8 pi\u00f9 che legittimo sospettare la presenza di colui che, distruggendo fede, speranza e amore, distrugge, negli uomini, l&#8217;opera di Dio, e li predispone alla dannazione eterna. La dannazione eterna \u00e8 il risultato di una vita in cui non si abbia voluto n\u00e9 credere, n\u00e9 sperare, n\u00e9 amare. E tale stato esiste, eccome, anche se ci\u00f2 contrasta con le recentissime dottrine di alcuni teologi modernisti e progressisti, i quali, a quel che sembra, considerano l&#8217;esistenza dell&#8217;Inferno come una cosa incompatibile con la misericordia di Dio. Forse non si sono domandati a sufficienza che cosa l&#8217;inferno sia. Non \u00e8 detto che sia una fossa di fuoco, anche se cos\u00ec \u00e8 apparso ad alcuni mistici, come Lucia dos Santos o Faustina Kowalska; che siano state una sorta di pedagogia del soprannaturale. Lago di fuoco o no, l&#8217;inferno, senza dubbio, \u00e8 una condizione spirituale in cui si raccoglie quel che si \u00e8 seminato nel corso della propria vita: e chi non ha saputo n\u00e9 credere, n\u00e9 sperare, n\u00e9 amare, si sar\u00e0 condannato al buio con le sue stesse mani. Fede, speranza e carit\u00e0 sono le benedizioni della vita: chi le rifiuta, si attira, automaticamente, altrettante maledizioni. La vita aborre il vuoto: o si \u00e8 aperti a ricevere i doni della Grazia, o si scivola inesorabilmente verso le tenebre. La neutralit\u00e0 non esiste, in questo campo.<\/p>\n<p>La scienza medica e la psicologia sono pressoch\u00e9 impotenti di fronte a questo subdolo nemico, perch\u00e9 ne combattono i sintomi, non le cause; ed \u00e8 naturale che sia cos\u00ec, dal momento che la scienza e la medicina moderne considerano la depressione esclusivamente come un male della psiche, non dell&#8217;anima; e la combattono con delle armi spuntate, perch\u00e9 ignorano la dimensione spirituale. Quanti di codesti pazienti avrebbero in realt\u00e0 bisogno, o avrebbero avuto bisogno &#8212; al principio delle loro sofferenze &#8212; non gi\u00e0 dello psicologo o dello psichiatra, ma del sacerdote e del confessore? Quanti di essi avrebbero potuto migliorare, o guarire, se avessero riconosciuto prontamente che era un male dell&#8217;anima? I mali dell&#8217;anima vengono dal peccato, cio\u00e8 da una vita moralmente disordinata: chi semina vizio, raccoglie malattia. Quando si vive nel disordine morale &#8212; nell&#8217;invidia, nella gelosia, nella maldicenza, nell&#8217;infedelt\u00e0, nell&#8217;ira, nella superbia e nella lussuria &#8211; si creano le condizioni affinch\u00e9 si manifesti la depressione, che \u00e8 disamore per la vita. E i medici e gli psicologi &#8212; non parliamo dei praticanti di quella forma di magia nera che \u00e8 la psicanalisi &#8212; non sanno neppure riconoscere le cause del male, meno ancora sanno curarlo: perch\u00e9 una terapia che non vada al cuore del problema, \u00e8 pur sempre un mero palliativo, e, se d\u00e0 risultati, saranno risultati apparenti, non certo stabili e definitivi. E questo \u00e8 un altro indizio: al male ormai pi\u00f9 diffuso nelle anime umane, la cultura ufficiale \u00e8 incapace di dare risposte che vadano in profondit\u00e0. Difficile vedere in ci\u00f2 soltanto una curiosa e sfortunata coincidenza, tanto pi\u00f9 che la societ\u00e0 moderna ha medicalizzato ogni malessere, anche il pi\u00f9 lieve, anche un semplice mal di testa, e si vanta di saper individuare e bloccare efficacemente, purch\u00e9 diagnosticato in tempo, quasi qualsiasi male. Eppure davanti ai due mali ormai pi\u00f9 diffusi, l&#8217;uno sul piano interiore, l&#8217;altro sul piano fisico, la depressione e il tumore, si vede quanto essa sia all&#8217;altezza delle sfide che pretende di saper affrontare.<\/p>\n<p>Un ulteriore indizio del fatto che il malessere della modernit\u00e0 \u00e8 il frutto di un vero e proprio attacco, e che si tratta di un attacco globale sferrato dal Diavolo, proviene dalla recisa negazione, accompagnata da un sorriso d&#8217;ironia o di supponenza, che esso abbia a che fare con la dimensione spirituale; anzi, con la recisa negazione che esista una dimensione spirituale, se si intende, con questa parola, una dimensione contigua al soprannaturale, e influenzata da esso: influenzata, vogliamo dire, tanto dall&#8217;alto, ossia dal divino, quanto dal basso, cio\u00e8 dal demoniaco. La negazione del divino e la derisione del sacro sono indizi certissimi della presenza del demoniaco: e il fatto che la cultura moderna abbia ormai &quot;stabilito&quot;, per bocca di quasi tutti i suoi esponenti, dalle cattedre universitarie come dalle pagine dei trattati scientifici, filosofici e persino teologici, che Dio non esiste, e che anche il Diavolo \u00e8 solo un retaggio di tempi oscuri, \u00e8 indice certissimo di una strategia satanica giunta ormai a un passo dalla vittoria pi\u00f9 completa. Infatti mai, nella storia umana, il Diavolo era riuscito a convincere gli uomini della sua inesistenza, e mai era riuscito a nascondere e camuffare cos\u00ec bene la sua perversa influenza su di essi, e a far passare i vizi morali pi\u00f9 orribili e ripugnanti &#8212; non solo alla legge divina, ma anche alla legge naturale -, come oggi sta avvenendo, per delle tendenze assolutamente lecite e naturali della natura umana, che sarebbe ingiusto reprimere, e che hanno diritto di libera cittadinanza quanto qualsiasi altra. In questo clima complessivo di stravolgimento e di capovolgimento dei valori morali, di rovesciamento del bene nel male e del vizio nella virt\u00f9, in questa derisione e svalutazione del bene, della sincerit\u00e0, dell&#8217;onest\u00e0, della purezza, si sono create le condizioni pi\u00f9 adatte affinch\u00e9 l&#8217;offensiva finale del Diavolo sia condotta a fondo con le maggiori prospettive di un completo successo. Vi sono state altre epoche di perversione e di aberrazione morale, nella storia; mai, per\u00f2, come quella odierna: nella quale si proclama a voce alta, e si stabilisce per legge, che i vizi pi\u00f9 contrari alla natura umana sono, invece, dei comportamenti assolutamente leciti e perfino encomiabili; e che, se qualcuno, per caso, non \u00e8 d&#8217;accordo, costui merita di essere perseguito per legge come un nemico del vivere civile. Infatti, un medico o un&#8217;infermiera che si rifiutino di partecipare alla pratica disinvolta dell&#8217;aborto volontario, rischiano la perdita del posto di lavoro ed, eventualmente, un procedimento penale; mentre un saggista o un giornalista che parlino dell&#8217;aborto in termini critici, rischiano a loro volta di essere licenziati o, nel migliore dei casi, di essere zittiti, e di vedere cestinati i loro libri e i loro articoli. Davvero il Diavolo, oggi, ha motivo di fregarsi le mani per il compiacimento.<\/p>\n<p>Il pericolo mortale che ci sta minacciando viene da l\u00ec. La depressione, e, in generale, il male di vivere, sono solo i fenomeni pi\u00f9 vistosi. Un altro fenomeno \u00e8 il crollo demografico: le culle vuote sono un altro segno del fatto che gli uomini, oggi, non credono pi\u00f9 nel domani, quindi non credono pi\u00f9 nella vita. Sono perplessi, intimiditi, spaventati: pensano di non avere il diritto di mettere al mondo dei bambini che dovranno vivere in un mondo tanto difficile. Questo \u00e8 il suicidio biologico dell&#8217;umanit\u00e0, o meglio dell&#8217;umanit\u00e0 occidentale, che si accompagna al suicidio morale, spirituale, intellettuale. Sono duecento anni che coltiviamo questo lento suicidio, per opera dei nostri &quot;grandi&quot; intellettuali. Per cui, di nuovo, sorge la domanda: chi ispira a costoro tanta frenesia di dissoluzione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualora il Diavolo abbia, come si dice nel linguaggio della politica e in quello dell&#8217;arte militare, una strategia globale con cui attaccare l&#8217;umanit\u00e0 &#8212; e noi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-24400","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24400","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24400"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24400\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}