{"id":24399,"date":"2006-12-24T06:47:00","date_gmt":"2006-12-24T06:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/12\/24\/da-dove-viene-la-marea\/"},"modified":"2006-12-24T06:47:00","modified_gmt":"2006-12-24T06:47:00","slug":"da-dove-viene-la-marea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/12\/24\/da-dove-viene-la-marea\/","title":{"rendered":"Da dove viene la marea"},"content":{"rendered":"<p><em>Le maree sono un fenomeno facilmente osservabile che ha richiamato l&#8217;attenzione dell&#8217;uomo da tempo, anche per gli importanti riflessi che assume nella vita delle popolazioni rivierasche.<\/em><\/p>\n<p><em>Esse si possono definire come un particolare moto ondoso, che investe periodicamente (e quindi in modo regolare nel tempo) le coste di tutto il globo. Data la complessit\u00e0 del fenomeno, ricordiamo qui semplicemente che queste onde si innalzano (alta marea) e si abbassano (bassa marea) due volte al giorno. Meglio, si possono notare generalmente due innalzamenti (flussi) e due abbassamenti (riflussi) ogni ventiquattro ore e cinquanta minuti, che \u00e8 il tempo che caratterizza il giorno lunare.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;antichit\u00e0 si diceva che le maree erano il respiro della Terra, ma dal XVIII secolo sappiamo che sono legate a forze astronomiche, in quanto si \u00e8 osservato che accompagnano i cambiamenti di fase della Luna. E&#8217; ormai chiaro che le maree sono dovute prevalentemente all&#8217;attrazione gravitazionale del Sole e della Luna.<\/em><\/p>\n<p>Da L.Cagliotti- M.D.Mazzarini &#8212; P.Misiti, <em>Scienza amica<\/em>. <em>Corso di scienze chimiche, fisiche e naturali per la scuola media<\/em>, A. Mondadori ed,, 1989, p.532.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto a caso una qualsiasi pagina di un qualsiasi testo scolastico fra quelli attualmente in corso in Italia, per svolgere alcune semplici osservazioni sulla <em>forma mentis<\/em> che essi costantemente veicolano fra i nostri giovani studenti.<\/p>\n<p>Si faccia attenzione alla frase: &quot;Nell&#8217;antichit\u00e0 si diceva che le maree erano il respiro della Terra, ma dal XVIII secolo sappiamo che sono legate a forze astronomiche, ecc.&quot;. E&#8217; un buon esempio di quella boriosa concezione evolutiva, tipica dello scientismo, secondo la quale <em>in passato<\/em> gli uomini credevano stupidamentea un mucchio di superstizioni o, al pi\u00f9, si affidavano alla religione e alla mitologia per colmare, alla bell&#8217;e meglio, i buchi vistosissimi della loro ignoranza; <em>ma poi<\/em>, con la Rivoluzione scientifica del XVII secolo, hanno finalmente compreso come stanno le cose, grazie all&#8217;interpretazione matematica della natura, secondo un modello rigorosamente meccanicistico. Come ha osservato Umberto Galimberti, tutto ci\u00f2 presenta uno schema comune con le religioni di salvezza (che lo scientismo ha creduto di mandare in soffitta, mentre vi si \u00e8 solamente sostituito): <em>prima c&#8217;era il male<\/em>, ossia l&#8217;ignoranza (nelle religioni, il peccato e la morte); <em>poi \u00e8 sopraggiunto il bene<\/em>, ossia la retta comprensione del reale (nelle religioni, la redenzione e il suo coronamento finale: la vita eterna del singolo individuo).<\/p>\n<p>Ma vediamo pi\u00f9 da vicino in che cosa sarebbe consistito questo progresso, questa evoluzione verso un sapere &quot;adulto&quot;. Gli antichi &quot;spiegavano&quot; il fenomeno delle maree con il respiro della Terra; i moderni (ma per quanto resteranno tali? fino al prossimo paradigma scientifico? la modernit\u00e0, infatti, \u00e8 un concetto storico, e quindi relativo, non assoluto) lo hanno spiegato con l&#8217;attrazione gravitazionale.<\/p>\n<p>Ora, per prima cosa possiamo osservare che la gravitazione, nell&#8217;ottica &#8211; ad esempio &#8211; della filosofia yoga, non \u00e8 altro che una delle forme d&#8217;energia in cui si manifesta il <em>Prana<\/em>, la forza vitale che tutto pervade e che si pu\u00f2 considerare, in certo qual modo, il respiro stesso dell&#8217;Universo. Come scrive Andre Van Lisbeth (on <em>Pranayama, la dinamica del respiro<\/em>, Astrolabio, 1973, p.12: &quot;Per gli yogi l&#8217;universo \u00e8 costituito di Akasa, l&#8217;etere cosmico,e di Prana, cio\u00e8 energia, Tutte le forme della materia nascono quando Prana agisce su Akasa&#8230; Quando scriviamo Prana con la maiuscola intendiamo designare questa Energia Cosmica presa nel suo assieme, mentre prana con la minuscola ce ne indica le sue manifestazioni. Prana, quindi, \u00e8 l&#8217;energia universale indifferenziata, mentre prana \u00e8 l&#8217;energia differenziata in qualsiasi forma si manifesti. Il magnetismo \u00e8 una manifestazione di prana, esattamente come l&#8217;elettricit\u00e0 e la gravitazione&#8230; Noi esistiamo in un oceano di prana del quale ogni essere vivente \u00e8 un vortice. Secondo gli yogi, ci\u00f2 che caratterizza la vita \u00e8 la sua capacit\u00e0 di attirare del prana dentro di s\u00e9, di accumularvelo e di trasformarlo per agire nell&#8217;ambiente interno e nel mondo esterno.&quot; E Swami Sivananda, in maniera pi\u00f9 incisiva: &quot;Prana \u00e8 la somma di tutte le energie contenute nell&#8217;universo.&quot; Quindi, attribuire le maree alla forza gravitazionale esercitata dalla Luna e dal Sole sul nostro pianeta, si pu\u00f2 considerare una maniera un po&#8217; riduttiva, ma non sostanzialmente diversa, da quella in cui la interpretano molte culture tradizionali (animismo compreso): l&#8217;attivit\u00e0 di inspirazione ed espirazione della Terra, grande essere vivente.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la &quot;spiegazione&quot; degli antichi non si limita a individuare la <em>causa prossima<\/em> del fenomeno (l&#8217;attrazione gravitazionale), ma identifica anche la <em>causa remota<\/em>: la Terra vive, <em>dunque<\/em> le maree sono una manifestazione visibile del suo respiro. La spiegazione &quot;newtoniana&quot;, invece, non sa fare altrettanto; meglio: non ci prova neppure. Pi\u00f9 che <em>spiegare<\/em> compiutamente il fenomeno, lo descrive e lo quantifica. E&#8217; come quando si chiede allo scienziato moderno: come fanno certi uccelli migratori a mantenere la rotta anche col cielo coperto; come fanno a volare senza tappe intermedie dall&#8217;uno all&#8217;altro oceano, di notte, <em>mentre stanno dormendo<\/em>? E come fanno i salmoni a ritrovare le sedi originarie nel mar dei Sargassi, in pieno Atlantico, con precisione infallibile? Come fanno le tartarughe marine a dirigersi con sicurezza verso la riva del mare, <em>subito dopo la schiusa delle uova<\/em>? Lo scienziato, in genere, risponde: mediante l&#8217;istinto. Gi\u00e0: una bella etichetta per coprire pudicamente l&#8217;ignoranza. <em>L&#8217;istinto<\/em>, un modo piacevole e sofisticato per dire: <em>non si sa.<\/em> Perch\u00e9 se l&#8217;universo \u00e8 ridotto a una grande macchina (come volevano Galilei, Cartesio e Francesco Bacone) si possono bens\u00ec fornire delle risposte parziali ai movimenti delle singole parti (meglio, dei singoli ingranaggi), ma davvero non si saprebbe spiegare perch\u00e9 mai e in qual modo tale meccanismo ha preso origine e movimento. La scienza moderna \u00e8 descrittiva e quantitativa e ha escluso non solo dal proprio orizzonte, ma da qualunque orizzonte concettuale, <em>la domanda di senso<\/em>. Cos\u00ec facendo non ha solo desacralizzato e disanimato l&#8217;universo; ha anche svilito, bandito e proscritto tutto ci\u00f2 che essa non pu\u00f2 descrivere n\u00e9 quantificare. Come ogni forma di dittatura, ha negato e soppresso tutto ci\u00f2 che non \u00e8 in grado di controllare.<\/p>\n<p>In terzo luogo, la spiegazione riduzionistica delle maree si pone in stridente contraddizione con gli stessi presupposti e con la stessa metodologia scientifica oggi universalente accettata. Infatti, le cosiddette <em>leggi scientifiche<\/em> scaturiscono da teorie che altro non sono se non tentativi di spiegazione provvisoria dei fenomeni, e valgono fino a quando non verranno modificate o addirittura sostituite da altre teorie e leggi, cio\u00e8 da altre spiegazioni pi\u00f9 soddisfacenti dei medesimi fenomeni. Citiamo da un altro testo di uso scolastico, <em>La fisica per i licei scientifici<\/em>, di Ugo Amaldi, ed. Zanichelli, 1997, p. 21: &quot;Si potr\u00e0 mai dire che una teoria \u00e8 <em>vera<\/em>? Evidentemente no, perch\u00e9 pu\u00f2 sempre succedere che qualcuno, un giorno, trovi che i risultati di un esperimento su un fenomeno, che appartiene al campo di applicabilit\u00e0 della teoria, non sono in accordo con le previsioni. Tale evento implica che il campo di applicabilit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 ristretto di quanto non pensassimo. In pratica, prima di accettare questa limitazione, un vero scienziato riprende il problema da capo e cerca di modificare gli assiomi, oppure di aggiungerne altri, in modo da estendere la validit\u00e0 della teoria a questo caso e, se possibile, guadagnare ancora in generalit\u00e0. Da ci\u00f2 si deduce che l&#8217;interazione teoria-esperimenti riguarda pi\u00f9 l&#8217;estensione del campo di applicabilit\u00e0 della teoria che la veridicit\u00e0 o falsit\u00e0 delle sue affermazioni. E&#8217; per\u00f2 chiaro che se, sotto i colpi di continui disaccordi con i risultati sperimentali, il campo di validit\u00e0 di una teoria si riduce troppo, essa non verr\u00e0 pi\u00f9 utilizzata e sar\u00e0 considerata &#8216;falsa&#8217;. Al contrario, l&#8217;aggettivo &#8216;vera&#8217; non \u00e8 rigorosamente applicabile ad alcuna teoria (n\u00e9 ad alcuna legge) perch\u00e9, per quanto in accordo con gli esperimenti fatti sino a oggi, non si pu\u00f2 sapere cosa succeder\u00e0 domani. <em>Pi\u00f9 semplicemente si pu\u00f2 dire che quando una teoria (o una legge) \u00e8 in accordo con i risultati e le osservazioni note, \u00e8 &#8216;provvisoriamente&#8217; vera in un campo di validit\u00e0 ben delimitato.<\/em>&quot;<\/p>\n<p>Dunque, non \u00e8 esatto dire &#8211; ad esempio &#8211; che la teoria geocentrica \u00e8 falsa, e quella eliocentrica \u00e8 vera, bens\u00ec che quella geocentrica \u00e8 stata provvisoriamente vera fino a quando il paradigma copericano ha eclissato quello aristotelico-tolemaico, e che quella eliocentrica \u00e8 da ritenersi, ora, provvisoriamente vera, perch\u00e9 consente di spiegare una serie di fenomeni (ad es. i moti apparenti dei pianeti sulla volta celeste) in maniera pi\u00f9 soddisfacente di quanto non facesse la prima. Ma che neppure essa sia definitivamente vera, lo lasciarono intuire fin dalla prima met\u00e0 del Novecento le scoperte compiute nel campo della fisica sub-atomica; mentre una serie di sue parziali smentite (che le orbite dei pianeti sono ellittiche e non circolari; che il Sole non sta affatto fermo, ma si muove anch&#8217;esso insieme alla Galassia; ecc.) si erano gi\u00e0 rivelate da gran tempo. Allo stesso modo, <em>dal punto di vista della scienza moderna<\/em> (riduzionistica e meccanicistica) si potr\u00e0 dire che l&#8217;attrazione gravitazionale fornisce una teoria provvisoriamente vera del fenomeno delle maree, non che tale teoria sia senz&#8217;altro vera, n\u00e9 che la precedente (quella del respiro planetario) fosse senz&#8217;altro falsa. Semplicemente, la teoria dell&#8217;attrazione gravitazionale presenta un campo di applicabilit\u00e0 che ora, <em>allo stato attuale delle conoscenze<\/em>, appare relativamente pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>In quarto luogo, per dirla ancora con Ugo Amaldi, (p. 7 del testo citato) &quot;i sistemi a cui la scienza rivolge la propria attenzione sono tutti quelli che possono essere definiti in modo ostensivo e che, quindi, possono essere <em>osservati<\/em> e <em>misurati<\/em>.&quot; Ora, che ne sar\u00e0 di quei sistemi che non possono essere osservati e misurati? A questa domanda, lo scienziato meccanicista risponder\u00e0: Noi non ci occupiamo di metafisica. Giusto. Ma chi dice che il <em>sistema della Natura<\/em> (non quello della metafisica!) sia interamente osservabile e misurabile? E se invece fosse &#8211; come lo sono, ad esempio, e per vari indizi, i sistemi degli esseri viventi &#8211; in parte definibile in modo ostensivo, e in parte no? Che cosa succederebbe allora? Succederebbe, crediamo, la stessa cosa che capiterebbe a un essere bidimensionale, chiamato a interpretare un fenomeno tridimensionale: <em>non sarebbe in grado di farlo.<\/em> Non solo: cercherebbe di farlo, ma usando, ovviamente, le proprie inadeguate categorie concettuali, <em>ne fornirebbe una spiegazione assolutamente inadeguata e inconsapevolmente caricaturale.<\/em><\/p>\n<p>Quando san Brandano e i suoi monaci, che non avevano mai visto una balena, sbarcarono sul dorso di uno di tali cetacei, lo credettero un&#8217;isola, e vi accesero tranquillamente il fuoco, con le conseguenze facilmente immaginabili. Ebbene: se l&#8217;essere umano fosse troppo piccolo e la sua vita troppo breve per cogliere la dimensione <em>vivente<\/em> del pianeta che lo ospita?<\/p>\n<p>L&#8217;ovvia conclusione di questo nostro, breve ragionamento \u00e8 che dobbiamo andare molto cauti prima di disprezzare la sapienza degli antichi e prima di assolutizzare le nostre attuali conoscenze scientifiche. Tanto pi\u00f9 che la scienza moderna, per sua stessa ammissione, non si occupa che degli enti, mutevoli e impermanenti, \u00e8 quindi \u00e8 &#8211; nell&#8217;accezione di Platone e di Aristotele- <em>doxa<\/em> (opinione), del pari mutevole e impermanente. Laddove solo alla scienza delle cose eterne, cio\u00e8 dell&#8217;Essere, spetta la qualifica di <em>epist\u00e9me<\/em>, ossia di conoscenza nel senso pi\u00f9 alto e pi\u00f9 vero della parola. E questo, gli antichi (comprese le tanto disprezzate culture animistiche) lo avevano quantomeno intuito, e non si sognavano di assolutizzare il non-Essere, n\u00e9 di ignorare l&#8217;Assoluto, solo perch\u00e9 non possedevano strumenti capaci di <em>osservarlo e misurarlo<\/em>. Sapevano, in altri termini, che non \u00e8 lecito alla formica negare l&#8217;esistenza della foresta, solamente perch\u00e9 tutta la sua vita si racchiude nell&#8217;ambito di una singola foglia o di una singola pianta. Del resto, le geometrie non euclidee ci suggeriscono che quella formichina, marciando sempre dritta avanti a s\u00e9 lungo la superficie di un pallonicino, finirebbe col crederlo esteso all&#8217;infinito (scambiando il concetto d&#8217;infinito con quello di illimitato), n\u00e9 certo arriverebbe a immaginare quale misera cosa sia il palloncino, rispetto alla terra o alla Galassia.<\/p>\n<p>Ma, per le rane che gracidano sul fondo della loro pozzanghera melmosa, quello \u00e8 tutto il mondo; e il cielo \u00e8 solo quello spicchio di blu che, per avventura, si riflette alla sua superficie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le maree sono un fenomeno facilmente osservabile che ha richiamato l&#8217;attenzione dell&#8217;uomo da tempo, anche per gli importanti riflessi che assume nella vita delle popolazioni rivierasche.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[92],"class_list":["post-24399","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geografia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-geografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24399\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30160"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}