{"id":24397,"date":"2007-11-06T11:48:00","date_gmt":"2007-11-06T11:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/06\/da-dove-vengono-le-materializzazioni-del-pensiero\/"},"modified":"2007-11-06T11:48:00","modified_gmt":"2007-11-06T11:48:00","slug":"da-dove-vengono-le-materializzazioni-del-pensiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/11\/06\/da-dove-vengono-le-materializzazioni-del-pensiero\/","title":{"rendered":"Da dove vengono le materializzazioni del pensiero"},"content":{"rendered":"<p>Scrive lo studioso di parapsicologia Stuart Holroyd nel suo libro <em>Minds without Boundaries<\/em>, pubblicato in Gran Bretagna nel 1975:<\/p>\n<p><em>&quot;Nel 1920 il medium polacco Franek Klusky tenne una serie di sedute all&#8217;istituto internazionale di metapsichica, tra i cui membri pi\u00f9 noti si trovavano i ricercatori francesi Charles Richet e Gistave Geley. I partecipanti alla seduta sedevano in circolo facendo la catena, mentre i ricercatori tenevano sotto uno stretto controllo il medium. Contrariamente alla maggior parte dei suoi colleghi, Klusky non entrava mai in trance.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Klusky era famoso per i suoi fenomeni di materializzazione di persone e di animali. Le sue sedute non mancavano mai di essere emozionanti: nell&#8217;oscurit\u00e0 prendevano forma strane e straordinarie figure. In un&#8217;occasione, ad esempio, apparve una creatura enorme dall&#8217;aspetto met\u00e0 umano e met\u00e0 scimmiesco. Le persone presenti alla seduta riferirono che si trattava di un essere della statura di un uomo, ma dalla faccia scimmiesca, dalle braccia sproporzionatamente lunghe e dal corpo coperto di peli. Dalla strana creatura emanava un odore di cane bagnato. Durante la seduta uno dei presenti sent\u00ec appoggiarsi sulla sua spalla una testa pelosa, e un altro ricevette una grande leccata da una lingua morbida.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I ricercatori presenti chiamarono quella creatura scimmiesca col nome di<\/em> pitecantropo.<em>&quot;<\/em> (1)<\/p>\n<p>E ancora:<\/p>\n<p><em>&quot;Tra i fenomeni di materializzazioni prodotti da Klusky ve ne sono anche di animali. Durante le sedute tenute dal medium apparivano frequentemente cani, gatti, scoiattoli e uccelli. Nel libro di Geley compare una foto di un grande falco appollaiato sulla sua spalla. Tuttavia il fenomeno pi\u00f9 straordinario prodotto dal medium \u00e8 rappresentato dalla materializzazione di una strana creatura, che i ricercatori chiamarono Pitecantropo. Questo essere, dall&#8217;aspetto peloso e scimmiesco, nel corso della seduta si mise a grugnire, digrignare i denti e ad aggirarsi tra i presenti cercando di leccare loro mani e faccia.&quot;<\/em> (2)<\/p>\n<p>Questo episodio \u00e8 riportato anche da Leo Talamonti nel suo ormai classico <em>Universo proibito<\/em>.<\/p>\n<p>Il fatto che Klusky non cadesse in trance ci pare altamente significativo e sposta la prospettiva dello studio sui suoi fenomeni di materializzazione da lui creati dal piano della evocazione medianica a quello della creazione volontaria di forme-pensiero, un po&#8217; come facevano i monaci tibetani con i cosiddetti <em>tulpa.<\/em><\/p>\n<p>La viaggiatrice francese (non britannica, come erroneamente alcuni scrivono) Alexandra David-Neel, una delle poche persone che straniere che ebbero libero accesso nel Tibet di fine Ottocento, ha scritto alcune pagine interessanti su tale fenomeno. (3) Nel suo libro <em>Magia e mistero nel Tibet<\/em> ella ha narrato come impar\u00f2 dagli indigeni la tecnica della materializzazione dei <em>tulpa<\/em> e come forgi\u00f2, a titolo di esperimento, un monaco, piccolo e rotondetto, che seguiva la sua carovana e che, quando lei si voltava, appariva intento a compiere i gesti di un comune viaggiatore, <em>gesti che lei non gli aveva ordinato.<\/em> Un poco alla volta egli divenne un compagno indesiderabile e perfino minaccioso: non solo compariva anche senza la volont\u00e0 di colei che lo aveva &quot;creato&quot;, ma i suoi lineamenti, da bonari e rassicuranti, divennero sempre pi\u00f9 inquietanti: il suo volto era divenuto un ghigno che la riempiva di timore. David-Neel dovette concentrarsi per parecchie settimane prima di riuscire, con il pensiero, a distruggere l&#8217;entit\u00e0 che lei stessa aveva creato. Particolare notevole: anche gli altri membri della carovana vedevano il monaco, segno che non si trattava affatto di una allucinazione o, comunque, di una visione soggettiva., ma di una materializzazione del tutto oggettiva e verificabile dall&#8217;esterno. (4)<\/p>\n<p>Proprio come il pitecantropo di Franek Klusky o come lo spaventoso archetipo diabolico che si materializz\u00f2, in presenza di parecchi testimoni, al capezzale di una donna morente, nella cittadina calabrese di Sinopoli (Reggio Calabria), nel 1955. Dapprima era comparsa una mano gigantesca, che si stese sul volto della donna &#8211; una certa Domenica Fedele; poi, quando un parente di lei stava per brandire una sedia contro quella paurosa entit\u00e0, una specie di demone sarebbe balzato fuori dalla parete della stanza. Le persone che si trovavano al capezzale della morente, ben diciotto, terrorizzate e inorridite, fuggirono a precipizio; la <em>Domenica del Corriere<\/em> del 26 maggio 1955 rifer\u00ec l&#8217;episodio, che appare quasi unico nel suo genere. (5) Una possibile spiegazione \u00e8 che la povera donna, in punta di morte, sia stata sopraffatta da pensieri angosciosi e che abbia involontariamente evocato quella creatura: ricordiamo che, secondo molte credenze, al momento della morte fisica la mente libera una particolare energia psichica, specie se gli ultimi istanti di vita sono accompagnati da ansia, sgomento, terrore: \u00e8 proprio di questa energia che si abbeverano i satanisti dediti alla magia nera e ai sacrifici umani. Un&#8217;altra ipotesi \u00e8 che fra quelle diciotto persone, che si erano raccolte intorno al letto della donna, ve ne fosse qualcuno che possedeva notevoli poteri medianici e che, involontariamente o anche volontariamente, abbia materializzato il mostro con la forza del pensiero. In quest&#8217;ultimo caso si sarebbe trattato di un&#8217;operazione di magia nera, volta probabilmente ad affrettare il decesso della malata o, forse, a renderne pi\u00f9 crudele e angosciosa la morte; sta di fatto che, il giorno dopo, Domenica Fedele venne trovata morta e la casa venne fatta benedire un&#8217;altra volta per allontanare eventuali presenze maligne.<\/p>\n<p>Perfino scienziati dei nostri giorni, psichiatri e gruppi di potere militare si sono interessati al principio dei <em>tulpa<\/em>; Lynn Picknett e Clive Prince, nel libro-inchiesta <em>Il complotto Stargate,<\/em> descrivono il tentativo di oscuri centri di potere politico-militare di evocare i nove dei di Eliopoli, ossia di resuscitare l&#8217;antica religione egiziana, per i loro fini di dominio mondiale.<\/p>\n<p><em>&quot;La formulazione del mito di Atum comprende perfettamente anche l&#8217;idea di &#8216;inseminazione&#8217; dell&#8217;universo con la vita. Forse i sacerdoti eliopolitani sapevano davvero come la vita si origina e si diffonde nell&#8217;universo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tale dunque era la &#8216;primitiva&#8217; religione dell&#8217;antico Egitto, governata dalla grande enneade: i nove che rappresentavano tutta la vita e tutta la saggezza. L&#8217;antica civilt\u00e0 egizi, cos\u00ec spesso sottovalutata anche dai nostri studiosi pi\u00f9 eruditi, continua ad affascinare con misteri che ci mandano il loro richiamo dall&#8217;antichit\u00e0. Ma avremmo scoperto che c&#8217;\u00e8 in giro qualcosa di nuovo, un improvviso, inspiegato interesse per i segreti perduti degli egizi e un vortice di misteriose attivit\u00e0 tra le loro pi\u00f9 venerabili rovine. Qualcosa di strano sta succedendo a Giza, qualcosa che \u00e8 intimamente connesso con l&#8217;inizio del nuovo Millennio e del ventunesimo secolo. Individui e organizzazioni cercano il sapere perduto degli adoratori dei nove per loro specifici scopi. Stanno per intraprendere un&#8217;impresa immensa, forse addirittura catastrofica: appropriarsi dei misteri per i loro fini, osando perfino tentare l&#8217;impensabile: sfruttare perfino gli stessi antichi dei.&quot;<\/em> (6)<\/p>\n<p>Lo scrittore H. P. Lovecraft, da parte sua (secondo lo studioso inglese Colin Wilson) tent\u00f2 &#8211; forse inconsapevolmente &#8211; di richiamare sulla Terra i Grandi Antichi, divinit\u00e0 primordiali capaci di scendere dalle stelle mediante una &quot;porta&quot; magica. Secondo questa interpretazione, gli dei sono <em>letteralmente<\/em> creazioni della psiche umana, portati all&#8217;esistenza dalle invocazioni, dalle preghiere e da appositi cerimoniali magici. La teoria di Lovecraft sugli d\u00e8i spaziali \u00e8 basata sul potere evocatore di certe preghiere e di certi riti da parte degli esseri umani: per mezzo di essi, si pu\u00f2 aprire una sorta di &quot;porta&quot; interdimensionale, attraverso la quale le entit\u00e0 &quot;maledette&quot; sono in grado di penetrare nel nostro <em>continnuum<\/em> spazio-temporale (donde furono cacciate, in epoche immemorabili, da altri esseri &#8211; i cosiddetti &quot;Grandi Antichi&quot; &#8211; che li avrebbero &quot;esiliati&quot; negli <em>intermundia<\/em> siderali. L&#8217;idea che entit\u00e0 spirituali possano essere evocate e perfino &quot;create&quot; da un determinato orientamento psichico degli esseri umani, nonch\u00e9 dal compimento scrupoloso di riti ben precisi, \u00e8 un&#8217;idea tipicamente magica, propria non solo della magia dei cosiddetti &quot;primitivi&quot;, ma anche dei maghi c\u00f2lti del Rinascimento: Johann Reuchlin, Cornelio Agrippa di Nettesheim, Teofrasto Paracelso, John Dee, Gerolamo Fracastoro e Gerolamo Cardano. Inoltre \u00e8 un&#8217;idea che sembra ricollegarsi alla <em>Cabala,<\/em> poich\u00e8 il pensiero cabalistico pone una precisa relazione tra il potere dei nomi e la capacit\u00e0 di agire in maniera magica sulla realt\u00e0 naturale. (7)<\/p>\n<p>Esperimenti condotti in moderni laboratori tenderebbero a dimostrare che, se un gruppo di persone si concentra col pensiero su un personaggio immaginario avente determinate caratteristiche stabilite in precedenza, questo tende effettivamente a manifestarsi mediante fenomeni paranormali (a meno che questi ultimi siano un prodotto dell&#8217;inconscio degli sperimentatori). Tale, ad esempio, \u00e8 stata l&#8217;esperienza fatta da un gruppo di membri della <em>Society for Psychical Research<\/em> di Toronto (Canada), nell&#8217;estate del 1972, decisero di condurre un esperimento delle forme-pensiero &quot;creandone&quot; una a a tavolino. Provarono a evocare un individuo del tutto immaginario. inventandosi la sua biografia: un nobile inglese del 1600 di nome Philip, di religione cattolica, che per\u00ec suicida in seguito all&#8217;accusa di stregoneria rivolta dalla moglie alla sua amante. Ebbene, nel corso delle sedute settimanali il tavolino intorno al quale si riunivano cominci\u00f2 ad agitarsi, mentre strani scoppi si udivano nella stanza; e, alla domanda se fosse lo spirito di Philip a produrre tali fenomeni, si udirono dei colpi di risposta, dopo di che si avvi\u00f2 una serie di autentiche conversazioni con lo spirito.<\/p>\n<p><em>&quot;Come c&#8217;era da aspettarsi, questi colpi, per i quali non fu possibile trovare nessuna spiegazione razionale, rispondevano in completo accordo con la biografia fittizia di Philip. Se all&#8217;entit\u00e0 veniva posta una domanda per cui il gruppo non aveva mai creato un&#8217;adeguata risposta, il tavolino emetteva soltanto strani stridori.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I colpi e i movimenti si facevano pi\u00f9 forti a misura che duravano le sedute. I membri del gruppo riferirono che il tavolino si sollevava su una gamba sola e perfino levitava, e inoltre che dimostrava perfino un acrimonioso senso dell&#8217;umorismo. Se qualcuno cercava di sedergli sopra per immobilizzarlo, una forza improvvisa lo faceva ruzzolare sul pavimento. Certe volte, poi, i colpi lasciavano i confini del tavolino e si facevano sentire in altri punti della stanza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questi esperimenti ebbero un esito cos\u00ec spettacolare che il gruppo di Toronto cominci\u00f2 a dubitare dell&#8217;esistenza di spiriti autentici, e dichiar\u00f2 che il tipo di comportamento che faceva pensare alla presenza di uno spirito poteva essere attribuito a una forma psichica creata unicamente attraverso i poteri della mente.&quot;<\/em> (8)<\/p>\n<p>Anche uno strana figura di <em>outsider<\/em> americano, Walter M. Germain, ex funzionario di polizia e curioso indagatore delle forze magiche della mente, si \u00e8 occupato delle forme-pensiero nel suo libro <em>I segreti poteri del superconscio<\/em>, in cui scrive fra l&#8217;altro:<\/p>\n<p><em>Se si desidera sviluppare queste energie interne, non si deve ricorrere alla scusa di non essere nati con queste facolt\u00e0<\/em> <em>o a quella di dover subire un improvviso incidente capace di rivelarle.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tutto il processo riguarda la vostra interiorit\u00e0, ed \u00e8 qui che dovete sviluppare le facolt\u00e0 che desiderate, \u00e8 qui che potete dare a voi stessi la felicit\u00e0, la bellezza, la ricchezza di una esistenza lunga e piena di successo. Un autocontrollo simile \u00e8 di comune pratica in Tibet, i cui abitanti passano molti anni in ritiro solitario, praticando la concentrazione e la meditazione fino a raggiungere il grado necessario per l&#8217;uso cosciente di queste facolt\u00e0 eccezionali. Una grande quantit\u00e0 di Tibetani si rende conto che le facolt\u00e0 straordinarie del cervello sono state concesse a tutti noi, e accettano il fatto che queste forze facciano pienamente parte del Piano Divino di devozione. Poich\u00e9 dedicano tanto tempo all&#8217;autocontrollo delle energie mentali, coloro che possono raggiungere un ottimo grado di concentrazione , sono capaci, si dice, di visualizzare le immagini formate dentro loro stessi, creando cos\u00ec delle specie di &#8216;fantasmi&#8217;, uomini, animali, paesaggi, oggetti. Essi affermano che questi &#8216;fantasmi&#8217; appaiono sempre come miraggi, ma sono proprio tangibili, e dotati di tutte le facolt\u00e0 e le qualit\u00e0 naturali degli animali e delle cose di cui sono apparizioni.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per esempio: il &#8216;fantasma&#8217; di un cavallo visualizzato ,pu\u00f2 di fatto trottare e nitrire. Il cavaliere &#8216;fantasma&#8217; potr\u00e0 cavalcare l&#8217;animale, parlare al viandante, e comportarsi in ogni modo come una persona normale. Una casa &#8216;fantasma&#8217; potr\u00e0 dare asilo a dei veri viaggiatori. Pu\u00f2 sembrare incredibile come una favola,<\/em> invece \u00e8 completamente vero.<em>&quot;<\/em> (9)<\/p>\n<p>Ricapitoliamo.<\/p>\n<p>Il pitecantropo di Franek Klusky toccava e leccava i partecipanti alla seduta spiritica. L&#8217;entit\u00e0 evocata dal gruppo di Toronto faceva muovere il tavolo e produceva forti colpi nella stanza. Il cavallo materializzato dai Tibetani pu\u00f2 nitrire, galoppare, portare in sella un cavaliere, e la casa materializzata (un po&#8217; come il castello del mago Atlante nell&#8217;<em>Orlando Furioso<\/em> di Ariosto) pu\u00f2 offrire ricovero a delle persone reali. Si tratta di effetti fisici concreti, non apparenti. Pertanto queste creature della mente, a un certo punto, possono raggiungere non solo una completa autonomia (come il monaco evocato dalla David-Neel) ma anche interagire fisicamente con l&#8217;ambiente, esattamente come se fossero, in tutto e per tutto, creature del mondo fisico. Non si tratta di illusioni, n\u00e9 di sostanze semi-materiali, come quelle prodotte normalmente nelle sedute medianiche da <em>medium<\/em> in stato di trance, ma di oggetti aventi tutte le caratteristiche fisiche e chimiche dei corpi esistenti in natura.<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 di pi\u00f9. La forza del pensiero o, nel contesto della cultura religiosa, la forza della preghiera, \u00e8 in grado di <em>modificare radicalmente<\/em> degli oggetti e perfino dei paesaggi. Vi \u00e8 una novella di Boccaccio che descrive la fioritura di un giardino, nel cuore del crudo inverno friulano, operata da un mago in una sola notte, senza far ricorso ad alcun mezzo materiale. (10) Si dir\u00e0 che questa \u00e8 letteratura. Eppure abbiamo testimonianze di fatti analoghi che sono realmente accaduti nel corso della storia e che sono stati osservati da numerose persone e tramandati da testi scrittoi. Ricordiamo, fra tutti, due episodi che ebbero come protagonisti due eminenti figure della tradizione cristiana: sant&#8217;Alberto Magno (1183 ca.- 1280) e san Giovanni Bosco (1815-1888). Cominciamo dal primo, cos\u00ec come \u00e8 stato tramandato da cronisti del XIII secolo.<\/p>\n<p><em>&quot;Alberto non ci dice se riusc\u00ec a fabbricare l&#8217;oro, ma secondo la tradizione popolare possedette la famosa pietra e comp\u00ec altri prodigi di natura magica. Quando convit\u00f2 in Colonia Guglielmo II conte d&#8217;Olanda, bench\u00e9 si fosse nel colmo dell&#8217;inverno, fece apparecchiare le tavole nel giardino del convento. Gli ospiti lo trovarono ricoperto di neve, ma si erano appena seduti che la neve spar\u00ec ed il giardino olezz\u00f2 di fiori fragranti, mentre gli uccelli volavano intorno come d&#8217;estate e gli alberi s&#8217;ammantavano di verde. Lo stesso prodigio avrebbe ottenuto in tempi pi\u00f9 vicini a noi il dottor Faust, ma questi produsse i suoi fiori invernali con la magia naturale, come Alberto, ma con la magia nera e con l&#8217;aiuto del diavolo.&quot;<\/em> (11)<\/p>\n<p>Il secondo episodio, relativo a san Giovanni Bosco, \u00e8 molto pi\u00f9 vicino a noi nel tempo: risale, infatti, al 1862. Siamo in Piemonte, nel mese dicembre: \u00e8 nevicato abbondantemente la campagna \u00e8 ricoperta da uno spesso strato di neve.<\/p>\n<p><em>&quot;Nel tardo dicembre del 1862, don Bosco venne invitato dai marchesi di Sommariva, suoi benefattori.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Durante quei giorni, la neve era caduta abbondantemente su tutto il Piemonte. La temperatura era rigida e il cielo, colore del piombo, minacciava dell&#8217;altra neve.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il giardino del castello dei marchesi di Sommariva era quasi sepolto sotto uno strato di neve. Don Bosco si ferm\u00f2 a guardare quello spettacolo insolito della natura. Guard\u00f2 quella immensa distesa bianca; guard\u00f2 il giardino e soprattutto i grandi rosai&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il giorno dopo, i marchesi di Sommariva videro con meraviglia e con una certa apprensione che il brullo rosaio era quasi completamente fiorito.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questo episodio venne in seguito testimoniato da diverse persone. Degne di fede. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E non basta. Sembra che le rose fiorite nel giardino dei Sommariva siano durate parecchi giorni, senza risentire minimamente della temperatura particolarmente rigida.&quot;<\/em> (12)<\/p>\n<p>Si noter\u00e0 che abbiamo accostato la materializzazione del pitecantropo di Klusky a quella del monco della David-Neel e alla fioritura invernale di Alberto Magno e di Giovanni Bosco: fenomeni apparentemente diversi. In realt\u00e0, a nostro parere sono pi\u00f9 simili fra loro, che non le materializzazioni di <em>medium<\/em> quali Eusapia Palladino, perch\u00e9 &#8211; a differenza di quelle &#8211; si tratta di operazioni volontarie della mente conscia, e non dell&#8217;evocazione di entit\u00e0 estranee. Quanto alla fioritura invernale del giardino, lo sciogliersi della neve, il verdeggiare delle fronde e il ritorno degli uccelli sono fenomeni <em>fisici<\/em> che modificano l&#8217;ambiente in modo radicale e che non possono essere spiegati in termini di suggestione. Se lo scioglimento ella neve fosse stato solo apparente, per esempio, gli ospiti olandesi di Alberto Magno non avrebbero potuto sedersi all&#8217;aperto nel giardino del convento di Colonia.<\/p>\n<p>A questo punto non possiamo evitare di chiederci da dove provengano gli oggetti, le piante, gli animali e gli esseri umani materializzati dalla mente di soggetti particolarmente dotati (o da mistici particolarmente ispirati). Vengono da un altro mondo, da un&#8217;altra dimensione? E dove vanno a finire quando vengono smaterializzati?<\/p>\n<p>I cultori della Tradizione parlano, a questo proposito, dell&#8217;Akasa, una realt\u00e0 dimensionale diversa dalla nostra, ma in qualche modo parallela e, a determinate condizioni, comunicante con essa, alla quale possono accedere appunto le persone dotate di particolari poteri. Si tratterebbe di una sorta di grande &quot;deposito cosmico&quot; ove sussistono, in una condizione intermedia tra la fisica e la psichica, tutti gli enti che sono stati, che sono e che saranno, tutti i mondi possibili che la mente pu\u00f2 evocare, compresi i sogni a occhi aperti dei bambini. Lo stesso Klusky, da bambino, si ritraeva per ore e ore in un misterioso &quot;Regno della Talpa&quot; popolato di creature simili a quelle di <em>Alice nel paese delle meraviglie<\/em>. Quando i suoi familiari gli chiesero una qualche prova della realt\u00e0 di quel magico mondo, poterono udire distintamente, nel silenzio della stanza, i movimenti felpati di un essere che ricordavano quelli della talpa: essere che, evidentemente, aveva varcato il debole confine esistente fra la nostra dimensione e quella del &quot;deposito cosmico&quot; ove vivono, di una loro vita misteriose, le creature del sogno, del desiderio, dell&#8217;immaginazione &#8211; e anche, a quel che paure, quelle della paura e del terrore (si ricordi la creatura demoniaca di Sinopoli).<\/p>\n<p><em>Akasa<\/em> \u00e8 un termine ind\u00f9 che significa &quot;spazio&quot;, pertanto indicherebbe uno spazio, non in senso strettamente fisico, o &#8211; se si preferisce &#8211; una dimensione, in cui gli eventi vengono &quot;registrati&quot; e che persone dotati di particolari facolt\u00e0 sarebbero in grado di &quot;leggere&quot;, vedere o udire. Una dottrina di questo tipo si trova nei testi teosofici di Helena Petrovna Blavatsky; ella, anzi, sosteneva che proprio grazie a queste &quot;letture akasiche&quot;, oltre che alla consultazione del libro &quot;proibito&quot; <em>Le stanze di Dzyan,<\/em> era stata in grado di ricostruire la storia segreta dell&#8217;umanit\u00e0. Il discredito in cui \u00e8 caduta l&#8217;opera della Blavatsky (al di fuori, ovviamente, degli ambienti teosofici) non ha reso un buon servizio alla dottrina dell&#8217;<em>Akasa<\/em> che, tuttavia, presenta aspetti indubbiamente interessanti e atti a spiegare una serie di fenomeni, fisici e psichici, che altrimenti sarebbe pressoch\u00e9 impossibile interpretare alla luce delle nostre attuali conoscenze.<\/p>\n<p>Ecco come Leo Talamonti, che si rif\u00e0, a sua volta, al filosofo ed esoterista Julius Evola, sintetizza questa dottrina:<\/p>\n<p><em>&quot;N\u00e9 si pu\u00f2 trascurare un concetto caro ai cultori della tradizione: quello di<\/em> Aka\u00e7a. <em>Secondo Evola, sarebbe una sorta di &#8216;etere vitale&#8217; che tende a confondersi con l&#8217;idea stessa dello spazio, ma di uno spazio \u00abvivo\u00bb, e altres\u00ec \u00absaturo di ogni specie di qualit\u00e0 e di intensit\u00e0\u00bb. Si tratta di una \u00abmistica sostanza-energia onnipervadente, pi\u00f9 immateriale che materiale, pi\u00f9 psichica che fisica, spesso concepita come &#8216;luce&#8217;, distribuita secondo saturazioni varie nelle varie regioni, s\u00ec che ciascuna di queste appare possedere virt\u00f9 proprie e partecipare essenzialmente alle potenze mistiche che vi risiedono\u00bb. Affine a questa sarebbe un&#8217;astrazione concepita da molte popolazioni primitive: il<\/em> Mana.<em>&quot;<\/em><\/p>\n<p>Se tutto questo \u00e8 vero, o almeno accettabile come ipotesi di lavoro, ne consegue che i confini fra la nostra dimensione e l&#8217;<em>altra<\/em> sono molto pi\u00f9 sfumati ed elastici di quanto comunemente si creda. I nostri pensieri sarebbero quindi oggetti che vivono una vita indipendente e che noi, evocandoli, possiamo far passare nella nostra dimensione. Ma non siamo stati noi a crearli: essi esistevano gi\u00e0 e continueranno ad esistere, in uno stato intermedio tra il fisico e lo psichico, in qualche piega sconosciuta del <em>continuum<\/em> spazio-temporale. Lo scrittore non inventerebbe i suoi personaggi, n\u00e9 il pittore i suoi paesaggi; e il bambino solitario non inventerebbe i suoi segreti compagni di gioco. Quelle creature dall&#8217;ambiguo statuto ontologico <em>esistevano gi\u00e0<\/em> e, in determinate circostanze, possono entrare nel nostro mondo, agendo anche indipendentemente dalla nostra volont\u00e0.<\/p>\n<p>Fino a che punto? Possono, ad esempio, costituire un pericolo, una minaccia per le persone che li hanno materializzati? Possono arrivare al punto di distruggere colui che ha aperto loro la porta della nostra dimensione?<\/p>\n<p>Domande difficili, alle quali non siamo in grado di dare una risposta certa. Tutto quel che ci sentiamo di dire, onestamente, \u00e8 che non \u00e8 bene sottovalutare certe forze e che non si pu\u00f2 giocare impunemente con quello che non conosciamo abbastanza. Ce ne sono anche troppi, in giro, di apprendisti stregoni.<\/p>\n<p>Certe porte, \u00e8 saggio lasciare che rimangano chiuse.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p>1)  Holroyd, Stuart, <em>Oltre i confini della mente<\/em>, nella enciclopedia monotematica <em>Il mondo dell&#8217;occulto,<\/em> traduzione italiana Rizzoli Mailing, Milano, 1976, p. 55,.<\/p>\n<p>2)  <em>Idem,<\/em> pp. 55-57.<\/p>\n<p>3)  David Neel, Alexandra, <em>Mistici e maghi del Tibet,<\/em> La Spezia, Fratelli Melita Editori, 1990.<\/p>\n<p>4)  Cfr. Lamendola, Francesco, <em>La scelta<\/em> (saggio filosofico), nota n.8, sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>5)  Talamonti, Leo, <em>Universo Proibito,<\/em> Milano, Mondadori, 1969, pp. 245-48.<\/p>\n<p>6)  Picknett, Lynn-Prince, Clive, <em>Il complotto Stargate<\/em>, 1999; traduzione italiana Milano, Sperling &amp; Kupfer, 2002, p. 9.<\/p>\n<p>7)  Cfr, Lamendola, Francesco, <em>Gli dei mostruosi venuti dallo spazio. Letture e riflessioni sull&#8217;opera di H. P. Lovecraft<\/em>, sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>8)  Berlitz, Charles, <em>Il libro dei fatti incredibili ma veri,<\/em> trad.it. Milano, Rizzoli, 1989.<\/p>\n<p>9)  Germain, Walter M., _3Cem>I segreti poteri del superconscio,<\/em> New York, 1965; traduzione italiana Roma, Edizioni Mediterranee, 1991, pp. 78-79.<\/p>\n<p>10) \u00c8 la novella quinta della giornata decima del <em>Decameron.<\/em> Cfr. Lamendola, Francesco, <em>Il giardino d&#8217;inverno,<\/em> sulla rivista <em>Graal<\/em>, n. 9, maggio-giugno 2004.<\/p>\n<p>11) Seligman, Burt, <em>Lo specchio della magia,<\/em> traduz. it. Roma, Gherardo Casini Editore, 1965, p. 204.<\/p>\n<p>12) Baschera, Renzo, <em>Le profezie di don Bosco,<\/em> Padova, MEB, 1988, p. 75.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive lo studioso di parapsicologia Stuart Holroyd nel suo libro Minds without Boundaries, pubblicato in Gran Bretagna nel 1975: &quot;Nel 1920 il medium polacco Franek Klusky<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-24397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24397"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24397\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}