{"id":24388,"date":"2022-09-05T10:18:00","date_gmt":"2022-09-05T10:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/09\/05\/da-gentile-a-bergoglio-dio-non-e-dio-senza-luomo\/"},"modified":"2022-09-05T10:18:00","modified_gmt":"2022-09-05T10:18:00","slug":"da-gentile-a-bergoglio-dio-non-e-dio-senza-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/09\/05\/da-gentile-a-bergoglio-dio-non-e-dio-senza-luomo\/","title":{"rendered":"Da Gentile a Bergoglio: Dio non \u00e8 Dio senza l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>Ma in che cosa consisteva, esattamente, la religione di Giovanni Gentile? Perch\u00e9 il filosofo dell&#8217;attualismo disse pi\u00f9 volte, e lo ribad\u00ec sino alla fine, di essere, o meglio, di considerarsi, non solo cristiano, ma cattolico. Ora, ci\u00f2 contrasta irrimediabilmente con tutto l&#8217;impianto della sua filosofia, che \u00e8 di tipo radicalmente immanentista; e contrasta anche con ci\u00f2 che sappiamo essere vero di un concetto: che cio\u00e8 non pu\u00f2 essere inteso soggettivamente da ciascuno, ma che deve essere usato secondo il significato universalmente riconosciuto. In questo caso, il concetto di <em>cattolico<\/em>: ha ragione Gentile, quando sostiene che ciascuno \u00e8 libero d&#8217;essere cattolico alla propria maniera; e che tale soggettivismo \u00e8 del tutto normale, poich\u00e9 fa parte del dispiegarsi della vita dello spirito?<\/p>\n<p>Per rispondere a queste domande, vediamo cosa scrive lo stesso Giovanni Gentile nel breve saggio <em>La religione<\/em>, del 1942, che si pu\u00f2 considerare, per molti aspetti, una sorta di testamento spirituale del filosofo (da: Gentile, <em>La religione<\/em>, Firenze, Sansoni, 1965, pp. 406; 408-409; 422):<\/p>\n<p><em>Ripeto dunque la mia professione di fede, piaccia o non piaccia a chi mi sta a sentire: io sono cristiano. Sono cristiano perch\u00e9 credo nella religione dello spirito. Ma voglio subito aggiungere, a scanso di equivoci: io sono cattolico. E non da oggi; sia anche questo ben chiaro. Cattolico a rigore, sono dal giugno del 1875, ossia da quando sono al mondo. E sono perci\u00f2 desolato di non potervi annunziare anch&#8217;io una crisi, una tempesta dell&#8217;anima, una subita conversione, un colpo di fulmine. Sto, prosaicamente, percorrendo fin dal giorno della mia nascita il cammino della via di Damasco. Vengo, da allora, pensando e approfondendo ogni giorno le mie idee (&quot;nulla dies sine linea&quot;): e se si vuol parlare di conversioni, posso dire che la mia conversione \u00e8 la storia d&#8217;ogni giorno, sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 cristiano, l&#8217;ho detto. La religione cristiana \u00e8 la religione dello spirito, per la quale Dio \u00e8 spirito; ma \u00e8 spirito in quanto l&#8217;uomo \u00e8 spirito; e Dio e uomo nella realt\u00e0 dello spirito sono due e sono uno: sicch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 veramente uomo nella sua unit\u00e0 con Dio: pensiero divino e divina volont\u00e0. soltanto E Dio da parte sua \u00e8 il vero Dio in quanto \u00e8 tutt&#8217;uno con l&#8217;uomo, che lo compie nella sua essenza: Dio incarnato, fatto uomo e crocefisso. Perch\u00e9 cattolico? Perch\u00e9 religione \u00e8 Chiesa: come ogni attivit\u00e0 spirituale (scientifica, filosofica, artistica, pratica) \u00e8 universale, proprio perch\u00e9 di un soggetto che si espande all&#8217;infinito: comunit\u00e0 illimitata, nella quale il mio Dio \u00e8 Dio se \u00e8 Dio di tutti. L&#8217;errore della Riforma, come videro bene i pensatori del Rinascimento, fu quello di aver voluto fare della religione un affare privato di quel fantastico individuo che non \u00e8 uomo, spirito, ma un semplice fantoccio d&#8217;uomo collocato nella spazialit\u00e0 e temporalit\u00e0 della natura. Tant&#8217;\u00e8 vero che ogni cristiano, che voglia essere puro cristiano, \u00e8 portato per la natura stessa dello spirito a fare proseliti, a far setta, a creare una chiesa: e cio\u00e8 ognuno \u00e8 cattolico a modo suo. Cattolico, s&#8217;intende, di una Chiesa che come ogni societ\u00e0 abbia un ordinamento e un&#8217;autorit\u00e0 che lo faccia valere: diciamo pure un papa. Un papa, un&#8217;autorit\u00e0 che approvi o condanni; e un sistema da cui il suo operare tragga norma e valore.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma questo cos\u00ec definito puramente e semplicemente &#8212; si dir\u00e0 &#8212; non \u00e8 il cattolicesimo storico; il cattolicesimo della Chiesa cattolica: sar\u00e0 il cattolicesimo vostro. &#8212;<\/em><\/p>\n<p><em>Vecchia obbiezione, con cui han dovuto in ogni tempo fare i conti tutti i grandi cattolici, i quali, per esser grandi con l&#8217;originalit\u00e0 che \u00e8 l&#8217;impronta della grandezza, sono stati sempre, volenti ma anche nolenti, riformatori; e nei loro tentativi di riforma hanno urtato nella struttura disciplinare e ideale della Chiesa, nel positivo dell&#8217;elemento in cui operavano e nelle forze conservative che dal positivo non potevano non sprigionarsi e reagire. Storia di tutti i tempi; la storia di tutto ci\u00f2 che \u00e8 il vivo della Chiesa cattolica. E quale \u00e8 sempre stata la risposta dei riformatori? Quella che pi\u00f9 efficacemente di tutti diede uno dei pi\u00f9 grandi riformatori che la Chiesa abbia avuto in Italia: il Gioberti. Il quale nella sua &quot;Riforma Cattolica&quot; (\u00a7 101) ragionando della \u00abpoligonia del Cattolicismo\u00bb che \u00abdeve avere un lato positivo che risponda ad ogni qualit\u00e0 subbietiva\u00bb, per cui \u00abvi sono tanti cattolicismi quanti gli spiriti umani\u00bb formanti una Chiesa sola: la CHIESA NON SOLO PRESENTE E PASSATA, MA FUTURA, ABBRACCIANTE NON SOLO TUTTI I CERVELLI REALI, MA I POSSIBILI, prevede infatti l&#8217;obbiezione che il papa, i vescovi, ecc. non intendano il Cattolicismo a questo modo. E risponde con queste parole che giovane io lessi come parole illuminatrici, e mi sono rimaste poi sempre nella memoria: \u00abColoro [dice Gioberti] che mi fanno questa obiezione, non m&#8217;intendono. Rispondo che, se [Papa e vescovi] lo intendessero a mio modo, non avrei ragione, ma torto\u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Scetticismo? Protagorismo? No. Gioberti non era un sofista; e se pecc\u00f2 forse in qualche parte del suo filosofare, il suo peccato non fu certo quello dello scetticismo. La sua poligonia del vero non \u00e8 un lato solo del poligono: \u00e8 verit\u00e0, che sta al di sopra di ogni verit\u00e0 particolare, e cos\u00ec di ogni cattolicismo e ne garantisce il valore assoluto. Come nessuno mi contester\u00e0 il diritto di professarmi idealista perch\u00e9 il io idealismo \u00e8 il mio idealismo, e non l&#8217;idealismo di tutti (che non \u00e8 mai esistito e non esister\u00e0 mai), cos\u00ec avr\u00f2 pure il diritto di professarmi cattolico, di un cattolicismo che sar\u00e0 bens\u00ec e non potr\u00e0 non essere altro che il mio cattolicismo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Voglio sperare che tra i miei ascoltatori nessuno voglia accusarmi che la mia religione umanizzi Dio, o divinizzi l&#8217;uomo e finisca col ridurre ad uno i due termini essenziali del rapporto.<\/em><\/p>\n<p>Dove \u00e8 si vede fino a che punto la dialettica hegeliana ha tolto al filosofo il ben dell&#8217;intelletto: perch\u00e9 asserire che tutti i cattolicesimi sono egualmente validi, tanto quello interpretato, insegnato e difeso dalla Chiesa cattolica, quanto quelli &#8212; diciamo la parola, che a Gentile rimane nella penna, forse perch\u00e9 lo turba il caro ricordo della madre che lo accompagnava a Messa, e che a lui pare del tutto in linea con la propria fede odierna &#8212; <em>eretici<\/em>, non \u00e8 che l&#8217;applicazione della formula idealista secondo cui <em>tutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale e tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale<\/em>. E inoltre di quell&#8217;altra formula, pi\u00f9 specificamente hegeliana, secondo cui la tesi produce spontaneamente l&#8217;antitesi, ma l&#8217;una e l&#8217;altra si completano e si arricchiscono, &quot;superandosi&quot; &#8211; non si sa bene come &#8211; nella sintesi: e dunque nulla va gettato via dalla storia, perch\u00e9 tutto \u00e8 razionale, e tutto ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 razionale ha <em>eo ipso<\/em> il diritto di cittadinanza. Solo che a Gentile sfugge un dettaglio da nulla: che il cristianesimo non \u00e8 semplicemente la <em>storia<\/em> del cristianesimo, realt\u00e0 sempre in divenire; o meglio: lo \u00e8 dal punto di vista antropologico, ma non certo in quanto dottrina definita, volta a stabilire una verit\u00e0 <em>assoluta<\/em> e <em>definitiva<\/em>, cio\u00e8 una verit\u00e0 dogmatica. Egli rivendica, da filosofo, il diritto di non accettare dogmi; e sia: ma erra e fa torto alla storia quando sostiene che tutti i grandi cattolici sono stati tali <em>ciascuno a suo modo<\/em> (sembra una tesi di Pirandello), cio\u00e8 da riformatori e, anche se egli non vuol dire la parola, da eretici. Non si accorge che i pi\u00f9 grandi spiriti del cattolicesimo, e proprio nel campo del pensiero, come sant&#8217;Agostino e san Tommaso d&#8217;Aquino, non sono stati riformatori nel senso che intende lui, perch\u00e9 hanno avuto la modestia e l&#8217;umilt\u00e0 intellettuale di non porre mai la ragione naturale al disopra della fede ed eventualmente contro di essa; ma, al contrario, specie il secondo, in armonia con la fede, pur nella sua piena autonomia. E infatti, quando passa a fare il nome di un grande cattolico che \u00e8 stato anche un grande riformatore, non fa quello di san Francesco d&#8217;Assisi, che rimase sempre umilmente e devotamente all&#8217;interno della Chiesa e sottomesso all&#8217;autorit\u00e0 papale, ma quello di Vincenzo Gioberti, cattolico liberale che, da liberale, pensava la Chiesa e la fede in termini assai pi\u00f9 liberali che cattolici; n\u00e9 fa il nome dell&#8217;altro grande pensatore cattolico liberale del XIX secolo, Antonio Rosmini, perch\u00e9 questi, seppure a un passo dal ciglio dell&#8217;abisso, seppe fermarsi e accettare le decisioni dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica magisteriale, che Gentile invece riduce ad un semplice momento dialettico, e perci\u00f2 transitorio e necessariamente superabile, nella vita dello spirito.<\/p>\n<p>Peccato che un cos\u00ec grande ingegno non abbia sentito da se stesso il suono falso delle proprie parole, quando dice che <em>La religione cristiana \u00e8 la religione dello spirito, per la quale Dio \u00e8 spirito; ma \u00e8 spirito in quanto l&#8217;uomo \u00e8 spirito; e Dio e uomo nella realt\u00e0 dello spirito sono due e sono uno.<\/em><\/p>\n<p>Sembra un gioco di parole, quasi uno scioglilingua: <em>Dio \u00e8 spirito in quanto l&#8217;uomo \u00e8 spirito<\/em>; ma che vuol dire? L&#8217;uomo <em>non<\/em> \u00e8 puro spirito; \u00e8 <em>anch<\/em>e spirito: e comunque, \u00e8 spirito nello stesso senso in cui lo sono i puri spiriti, in cui lo \u00e8 specialmente Dio? In tal caso, Gentile potrebbe risparmiarsi che <em>l&#8217;uomo e Dio sono due e sono uno<\/em>: questi giochi di prestigio vanno bene per la dialettica hegeliana, ma non convincono per niente, non diciamo un cattolico, ma chiunque possieda un poco di senso logico. Principio d&#8217;identit\u00e0: A \u00e8 A; principio di non contraddizione: A non \u00e8 B. Ora Gentile ci viene a dire, con la massima naturalezza, che A \u00e8 pure B, perch\u00e9 non v&#8217;\u00e8 differenza sostanziale fra uomo e Dio; ed \u00e8 inutile che alla fine insorga sdegnato contro quanti potrebbero accusarlo di <em>umanizzare Dio o di divinizzare l&#8217;uomo<\/em>. Abbiamo compreso che, per lui, i due termini sono inseparabili, e ricevono sostanza l&#8217;uno dall&#8217;altro: Dio dall&#8217;uomo e l&#8217;uomo da Dio. Ma se questo \u00e8 vero per la seconda coppia di termini, cio\u00e8 che l&#8217;uomo non \u00e8 pi\u00f9 veramente uomo senza Dio, non lo \u00e8 per la prima coppia, perch\u00e9 \u00e8 falso affermare che Dio non sia Dio senza l&#8217;uomo. Invece \u00e8 proprio quel che dice Gentile: ossia che <em>Dio da parte sua \u00e8 il vero Dio in quanto \u00e8 tutt&#8217;uno con l&#8217;uomo<\/em>; e giustifica tale asserzione precisando che <em>l&#8217;uomo lo compie nella sua essenza: Dio incarnato, fatto uomo e crocefisso.<\/em> Ma questo \u00e8 un barare al gioco e confondere volutamente i concetti: Dio non \u00e8 meno Dio prima dell&#8217;Incarnazione del Verbo, e ci\u00f2 per l&#8217;ottima ragione che fra Dio e uomo vi \u00e8 una differenza ontologica. Dio basta a se stesso e nulla manca alla sua perfezione, con o senza la creazione: il fatto dell&#8217;Incarnazione, poi, \u00e8 un dono gratuito e non una necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che questa assurda proposizione, <em>Dio non sarebbe Dio senza l&#8217;uomo<\/em>, piacerebbe molto a certi sedicenti cattolici odierni, a cominciare dal signor Bergoglio, il quale ha detto pubblicamente uno sproposito analogo, senza che nessun cardinale, nessun vescovo &#8212; a loro perenne vergogna &#8212; sia insorto per denunciare il gravissimo errore teologico e la radicale distorsione dottrinale contenuta in un simile assunto. Nell&#8217;udienza generale tenuta in Piazza San Pietro nel giugno 2017, concepita come parte d&#8217;una catechesi ultramodernista sulla speranza cristiana, Bergoglio ha testualmente affermato, davanti a migliaia di sedicenti cattolici, nessuno dei quali ha fatto una piega, n\u00e9 mostrato il bench\u00e9 minimo disagio:<\/p>\n<p><em>Non siamo mai soli. Possiamo essere lontani, ostili, potremmo anche professarci &quot;senza Dio&quot;. Ma il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo ci rivela che Dio non pu\u00f2 stare senza di noi: lui non sar\u00e0 mai un Dio &quot;senza l&#8217;uomo&quot;, \u00e8 lui che non pu\u00f2 stare senza di noi. Questo \u00e8 un mistero grande. Dio non pu\u00f2 che essere [sic: evidentemente intendeva dire, stando al suo ragionamento: &quot;Dio non pu\u00f2 essere&quot;] Dio senza gli uomini. Questa certezza \u00e8 la sorgente della nostra speranza, che troviamo custodita in tutte le invocazioni del Padre nostro.<\/em><\/p>\n<p>Ora, a parte il fatto che per Bergoglio cambiare le parole <em>del Padre nostro<\/em> non \u00e8 certo un problema, ha fatto anche questo e neppure in quel caso si \u00e8 udita una sola voce di critica o dissenso, ci piacerebbe proprio sapere da quali &quot;invocazioni&quot; del <em>Padre nostro<\/em> si evince un simile concetto: che Dio ha bisogno degli uomini e che senza di essi \u00e8 perduto, non \u00e8 pi\u00f9 veramente Dio, ma \u00e8 un Dio inutile e impotente; un Dio disperato, da rottamare. Mentre l&#8217;uomo, a quanto pare, pu\u00f2 fare benissimo a meno di lui: pu\u00f2 anche prendersi il lusso di rifiutare e perfino di odiare Dio (ch\u00e9 tale \u00e8 il significato, nella nostra lingua, non sappiamo nella lingua di Bergoglio, di espressioni come <em>essere ostili<\/em> e <em>professare se stessi &quot;senza Dio&quot;<\/em>; ma ci\u00f2 non sarebbe comunque un male irreparabile, neanche indipendentemente dal ravvedimento e dal pentimento dell&#8217;uomo (come avviene nella parabola del padre misericordioso, da lui tante volte citata, e come ha fatto anche in quella occasione), ma cos\u00ec, semplicemente perch\u00e9 Dio sta incollato all&#8217;uomo come la calamita al ferro, dal momento che Lui, non l&#8217;uomo, ha bisogno di tale relazione. E Bergoglio sottolinea, con ostinata protervia (un tempo si diceva: con eresia pertinace), tutto contento, come suo solito, di confondere le menti e scandalizzare le anime dei buoni: <em>\u00e8 lui che non pu\u00f2 stare senza di noi.<\/em><\/p>\n<p>In questi ultimi anni abbiamo appreso, sempre da Bergolio, altre verit\u00e0 sublimi; fra l&#8217;altro, che un regista da lui molto amato \u00e8 Pier Paolo Pasolini, e il suo prete modello \u00e8 don Lorenzo Milani. Vuoi vedere che, se qualcuno lo informa della filosofia di Gentile, questi diverr\u00e0 il suo pensatore preferito?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma in che cosa consisteva, esattamente, la religione di Giovanni Gentile? Perch\u00e9 il filosofo dell&#8217;attualismo disse pi\u00f9 volte, e lo ribad\u00ec sino alla fine, di essere,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,117,164],"class_list":["post-24388","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-giovanni-gentile"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24388"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24388\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}