{"id":24384,"date":"2015-11-24T05:53:00","date_gmt":"2015-11-24T05:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/24\/dalembert-ovvero-la-crociata-della-ragione-contro-il-preteso-oscurantismo-religioso\/"},"modified":"2015-11-24T05:53:00","modified_gmt":"2015-11-24T05:53:00","slug":"dalembert-ovvero-la-crociata-della-ragione-contro-il-preteso-oscurantismo-religioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/24\/dalembert-ovvero-la-crociata-della-ragione-contro-il-preteso-oscurantismo-religioso\/","title":{"rendered":"D\u2019Alembert, ovvero la crociata della Ragione contro il preteso oscurantismo religioso"},"content":{"rendered":"<p>Ecco cosa scriveva Jean-Baptiste D&#8217;Alembert nel \u00abDiscorso preliminare\u00bb all&#8217;\u00abEnciclopedia\u00bb (in: D&#8217;Alembert, \u00abIl discorso preliminare all&#8217;Enciclopedia\u00bb, traduzione italiana di Marcella Renzoni, Firenze, la Nuova Italia, 1978, e Milano, Fabbri Editori, 1996, pp. 58-60):<\/p>\n<p><em>\u00abLa scolastica, che costituiva tutta la cosiddetta scienza dei secoli d&#8217;ignoranza, continuava ancora ad essere di ostacolo al progresso della vera filosofia in questo primo secolo illuminato. Si era convinti da tempo immemorabile di possedere in tutta la sua purezza la dottrina di Aristotele, commentata dagli Arabi e alterata da mille aggiunte assurde o puerili, e non si pensava neppure ad accertarsi se questa filosofia barbarica fosse realmente quella del grande filosofo greco, tanto era il rispetto che si aveva per gli antichi. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Tanti pregiudizi, che una cieca ammirazione per l&#8217;antichit\u00e0 contribuiva a mantenere, sembravano ancora consolidarsi per l&#8217;abuso, che alcuni teologi osavano fare, della sottomissione dei popoli. Ai poeti era permesso di cantare nelle loro opere le divinit\u00e0 del paganesimo, perch\u00e9 si era giustamente convinti che i nomi di queste divinit\u00e0 non potevano essere altro che un giuoco da cui non si aveva nulla da temere. [&#8230;] Ma si temevano, o almeno si facevano le viste di temere, i colpi che una ragione non illuminata poteva vibrare al Cristianesimo; ma com&#8217;era possibile non accorgersi che nulla v&#8217;era da temere da un attacco cos\u00ec debole? Le venerazione cos\u00ec giusta e cos\u00ec antica che i popoli testimoniavano al Cristianesimo, inviato agli uomini dal Cielo, era stata garantita per sempre dalle stesse promesse di Dio. D&#8217;altronde, per quanto assurda possa essere una religione (un rimprovero che solo l&#8217;empiet\u00e0 pu\u00f2 muovere alla nostra), non sono mai i filosofi a distruggerla: anche quando insegnano la verit\u00e0, essi si limitano a mostrarla senza costringere nessuno a conoscerla; un simile potere appartiene esclusivamente all&#8217;Essere onnipotente. Sono gli uomini ispirati che illuminano il popolo, e gli entusiasti quelli che lo smarriscono. Il freno che si \u00e8 costretti a porre alla licenza di questi ultimi non deve assolutamente nuocere a quella libert\u00e0 tanto necessaria alla vera filosofia, e da cui la stessa religione pu\u00f2 trarre i maggiori vantaggi. Se il Cristianesimo offre alla filosofia i lumi che ad essa mancano, se solo alla grazia compete di sottomettere gli increduli, \u00e8 alla filosofia che \u00e8 riservato ridurli al silenzio; e se quei teologi volevano assicurare il trionfo della fede, le uniche armi che dovevano impiegare potevano essere solo quelle che si sarebbero volute usare contro di essa.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma alcuni di questi teologi avevano un interesse molto pi\u00f9 concreto per opporsi al progresso della filosofia. A torto convinti che la fede dei popoli \u00e8 tanto pi\u00f9 salda quanto pi\u00f9 si esercita su un maggior numero di oggetti diversi, non si limitavano a esigere la doverosa ubbidienza ai nostri misteri, ma cercavano di imporre come dogmi le loro opinioni particolari; anzi, proprio queste, assai pi\u00f9 dei dogmi, erano ci\u00f2 che essi volevano porre al sicuro. Con questo loro modo di procedere, se la nostra religione fosse stata opera degli uomini, essi le avrebbero inferto il pi\u00f9 terribile dei colpi; perch\u00e9 c&#8217;era da temere che, una volta riconosciute false le loro opinioni, il volgo, incapace come \u00e8 di discernimento, trattasse alla stessa stregua le verit\u00e0 con le quali avevano voluto confonderle.<\/em><\/p>\n<p><em>Altri teologi, di fede pi\u00f9 sicura, ma altrettanto pericolosi, si aggiunsero a questi primi per altri motivi. Quantunque la religione sia esclusivamente destinata a regolare i costumi e la fede, era loro convincimento che fra i suoi scopi dovesse anche esserci quello di illuminarci sul sistema del mondo, su quegli argomenti cio\u00e8 che l&#8217;Onnipotente ha espressamente abbandonato alle nostre dispute. Essi non riflettevano sul fatto che i libri sacri e le opere dei padri &#8211; scritte al fine di indicare al popolo e ai filosofi, ci\u00f2 che si doveva praticare o credere &#8211; non erano affatto tenuti a esprimersi sulle questioni indifferenti, con un linguaggio diverso da quello del popolo. Tuttavia il dispotismo teologico e il pregiudizio ebbero il sopravvento. Un tribunale, divenuto potente nell&#8217;Europa meridionale, nelle Indie e nel Nuovo Mondo (un tribunale per\u00f2 nel quale la fede non comanda di credere, che la carit\u00e0 non ordina di approvare, o meglio che la religione condanna, quantunque sia presieduto dai suoi stessi ministri, un tribunale che in Francia non si \u00e8 ancora abituati a nominare senza raccapriccio) condann\u00f2 un celebre astronomo perch\u00e9 aveva sostenuto che la terra si muove, dichiarandolo eretico; pressappoco come alcuni secoli prima il papa Zaccaria aveva condannato un vescovo perch\u00e9 non aveva la stessa opinione di Sant&#8217;Agostino sugli antipodi, divinandone l&#8217;esistenza seicento anni prima che Cristoforo Colombo li scoprisse. In tal modo l&#8217;abuso dell&#8217;autorit\u00e0 spirituale, costringeva la ragione al silenzio e poco manc\u00f2 che non si proibisse al genere umano di pensare.<\/em><\/p>\n<p><em>Mentre avversari ignoranti o male intenzionati facevano aperta guerra alla filosofia, questa si rifugiava, per cos\u00ec dire, nelle opere di alcuni grandi uomini che, senza avere la pericolosa ambizione di strappare la benda dagli occhi dei loro contemporanei, preparavano da lontano, nell&#8217;ombra e nel silenzio, la luce che, a poco a poco, e per gradi insensibili, doveva illuminare il mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Alla testa di questi illustri uomini deve essere posto Francesco Bacone, l&#8217;immortale cancelliere di Inghilterra, le cui opere, cos\u00ec giustamente stimate, e tuttavia pi\u00f9 stimate di quanto non siano conosciute, meritano, pi\u00f9 che i nostri elogi, di essere lette&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Chi sia riuscito a giungere alla fine di questa pagina di prosa, cos\u00ec fastidiosamente melensa e artificiosa nei suoi svolazzi rococ\u00f2, e cos\u00ec insopportabilmente rozza e grossolana nei contenuti, sar\u00e0 in grado di giudicare tutto il male che un&#8217;opera come la \u00abEncyclop\u00e9die\u00bb ha provocato allo sviluppo della cultura europea, diffondendo, sotto le apparenze di una melliflua ragionevolezza e di una falsa e pacata ponderatezza, una concezione maniche e totalitaria del reale, una diffamazione sistematica della storia e della tradizione, una cieca e sperticata adorazione del razionalismo moderno, in quanto vi \u00e8 di pi\u00f9 presuntuosamente e cocciutamente arrogante in esso e in quanto \u00e8 incapace di aprirsi ad una visione ampia e articolata del reale, ma tende a semplificare tutto, ad appiattire tutto, a rimpicciolire tutto, sulla misura dei propri pregiudizi scientisti e materialisti.<\/p>\n<p>Se, per caso, qualcuno, che non l&#8217;avesse mai letta, poteva immaginarsi l&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb come un&#8217;opera, s\u00ec, di propaganda ideologica militante, per\u00f2, nello stesso tempo, ammirevole per la vastit\u00e0 della concezione, per la seriet\u00e0 dell&#8217;informazione, per la competenza dei suoi estensori, leggendo questo brano di D&#8217;Alembert si sar\u00e0 reso conto quanto una simile idea sia infondata, e quanto la cultura odierna debba essere ancora dominata dalla stessa cappa di totalitarismo ideologico che guid\u00f2 i signori <em>philosophes<\/em>, perch\u00e9 una tale, erronea credenza, sia tuttora possibile. La verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb, concepita come una crociata contro i due grandi &quot;mostri&quot; di cui parla anche D&#8217;Alembert in queste righe, il <em>dispotismo teologico<\/em> e la <em>superstizione<\/em>, ha lo stesso grado di attendibilit\u00e0 scientifica che potrebbe avere un&#8217;opera similare, qualora fosse stata concepita dai seguaci di uno dei totalitarismi moderni, il comunismo o il nazismo, vale a dire nullo. Non c&#8217;\u00e8 un solo pensiero, un solo ragionamento, un solo argomento, in essa, che non trasudi l&#8217;intolleranza becera di quanti dicono di battersi contro l&#8217;intolleranza; la presunzione teologica (in versione scientista) di quanti dicono di battersi contro la presunzione teologica; l&#8217;assoluto disprezzo e l&#8217;assoluta ignoranza nei confronti delle forze oscurantiste che quei signori vogliono combattere, attribuendo per\u00f2 il monopolio dell&#8217;ignoranza e del disprezzo ad esse soltanto.<\/p>\n<p>D&#8217;Alembert \u00e8 un prete alla rovescia, che innalza inni alla libert\u00e0 di pensiero, mentre vorrebbe farla schiava di nuovi e tremendi idoli; che presenta se stesso e i suoi amici come i campioni della verit\u00e0, nell&#8217;atto stesso di manipolare e mistificare l&#8217;intera storia del pensiero occidentale; che contrabbanda per verit\u00e0 sacrosanta, equanime e oggettiva, i suoi pregiudizi, le sue preclusioni, le sue idiosincrasie; che, dandosi un contegno da perfetto gentiluomo, schiuma e sbava di rabbia repressa davanti al sacro, come un indemoniato; che si serve spudoratamente di pezzi e bocconi di verit\u00e0, per presentare una sua verit\u00e0 di comodo, per delineare un ritratto fantastico del sapere e dei vani sforzi compiuti nei secoli passati verso di esso, riducendo l&#8217;intero scenario della storia del pensiero ad una specie di congiura pretesca contro la Ragione e ad una serie d&#8217;inutili tentativi di scuotere il giogo di tale dittatura, che solo ora, per merito suoi e dei suoi amici, acquistano sufficiente forza e autorevolezza, perch\u00e9 ora, per la prima volta in duemila anni, la Ragione \u00e8 diventata adulta e c&#8217;\u00e8, finalmente, chi sa servirsene in maniera appropriata, e non ingenua o fanciullesca.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 sgradevole del discorso di D&#8217;Alembert \u00e8 quella in cui, fingendo un ossequio formale verso la religione cristiana, che \u00e8 ben lungi dal nutrire &#8212; e lo si sente lontano un chilometro -, e maneggiando la penna come un fioretto, si diverte a punzecchiare incessantemente il suo vero bersaglio &#8212; la religione in quanto tale, e quella cristiana in particolare &#8212; ma con argomenti cos\u00ec apparentemente ineccepibili, e perfino devoti, da prevenire e disarmare qualunque possibile obiezione. \u00c8 penoso e vagamente nauseante sentirlo tessere le lodi della sublime verit\u00e0 della Rivelazione, mentre pasticcia i suoi pretestuosi ed involuti ragionamenti per arrivare a dire, fra le righe, che la religione \u00e8 quanto di pi\u00f9 assurdo e ridicolo esista al mondo, e la teologia \u00e8 il sapere pi\u00f9 inutile e cervellotico che si possa immaginare; e ancor pi\u00f9 quando spinge la sua improntitudine fino a suggerire una specie di santa alleanza tra la Ragione e la &quot;vera&quot; fede, sottintendendo che da una tale alleanza la fede uscir\u00e0 annientata e distrutta, ma a distruggerla saranno gli stessi credenti, una volta accortisi dell&#8217;immenso inganno in cui erano caduti. Fra l&#8217;altro, viene qui prefigurata una situazione che noi, cittadini del XX e degli inizi del XXI secolo, conosciamo assai bene: l&#8217;alleanza innaturale e grottesca fra i nemici dichiarati della religione cristiana &#8212; i signori intellettuali della sinistra progressista, neo-illuminista, neo-marxista, neo-psicanalista, neo-scientista, eccetera, eccetera, e i loro amici e parenti spirituali della &quot;sinistra&quot; cattolica, del pari progressisti e &quot;illuminati&quot;: alleanza che ha il solo ed unico risultato di demolire dall&#8217;interno la visione cristiana del mondo e di ingannare gli ingenui, facendo credere che si tratta non di una distruzione, ma di una &quot;riforma&quot;, portata avanti, concordemente e amichevolmente, tanto dall&#8217;interno della cultura cattolica, quanto dagli &quot;amici&quot; e ammiratori laici, che essa possiede all&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che le contorsioni intellettuali di D&#8217;Alembert, quando tocca questo argomento &#8211; veramente degne di un rettile -, erano rese necessarie, e quindi giustificate, dalla concreta possibilit\u00e0 di rappresaglie da parte delle forze clericali. Ma ci\u00f2 \u00e8 falso, perch\u00e9, quando venne redatta e stampata l&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb (1751-80), l&#8217;Inquisizione &#8211; che D&#8217;Alembert, con teatrale sfoggio di pudore offeso, si rifiuta addirittura di nominare, come se le sue labbra fossero troppo nobili per pronunciare quel nome -, aveva perso da un pezzo la sua forza aggressiva, e questo non per merito degli illuministi, ma perch\u00e9 la Chiesa stessa, per una serie di ragioni storiche, e la cultura cattolica, stavano riformulando le loro posizioni nei confronti del mondo moderno, ed erano giunte alla conclusione che la pura e semplice repressione, oltre che impossibile, era sbagliata e controproducente. Checch\u00e9 ne dica D&#8217;Alembert, la Chiesa e la cultura cattolica, per esempio, si erano rese conto fin dall&#8217;nizio di aver commesso un grave errore condannando Galilei; di pi\u00f9: di essere cadute nella trappola delle provocazioni di Galilei, smaniosamente alla ricerca di un successo di scandalo, che gli permettesse di avvalorare una teoria scientifica per la quale non possedeva uno straccio di prova valida, e che costringesse tutti ad accettarla, peraltro contraddicendo le sue stesse convinzioni circa le procedure del metodo scientifico. \u00c8 vero, semmai, il contrario: all&#8217;epoca della \u00abEncyclop\u00e9die\u00bb, la Chiesa era interamente sulla difensiva, stava perdendo le basi stesse della sua presenza nella societ\u00e0, sotto i colpi di maglio dell&#8217;assolutismo illuminato, del giuseppismo e del giurisdizionalismo; la Francia, ben prima del 1789, era ormai una nazione in gran parte scristianizzata; che i Gesuiti erano ovunque sotto attacco, le loro &quot;reducciones&quot; paraguaiane venivano chiuse dal marchese di Pombal (a beneficio dei cacciatori di schiavi e dei latifondisti del Brasile), il loro ordine veniva cacciato da un Paese dopo l&#8217;altro, fino alla soppressione totale; mentre la Massoneria, divenuta onnipresente e onnipotente, faceva e disfaceva la trama della politica, dell&#8217;amministrazione, della cultura, portando avanti il suo disegno di azzeramento della cultura cristiana e distruzione della religione cattolica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco cosa scriveva Jean-Baptiste D&#8217;Alembert nel \u00abDiscorso preliminare\u00bb all&#8217;\u00abEnciclopedia\u00bb (in: D&#8217;Alembert, \u00abIl discorso preliminare all&#8217;Enciclopedia\u00bb, traduzione italiana di Marcella Renzoni, Firenze, la Nuova Italia, 1978, e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[141,244,257,267],"class_list":["post-24384","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-filosofia","tag-santagostino","tag-teologia","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24384"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24384\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}