{"id":24383,"date":"2021-11-01T12:36:00","date_gmt":"2021-11-01T12:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/01\/custos-quid-de-nocte\/"},"modified":"2021-11-01T12:36:00","modified_gmt":"2021-11-01T12:36:00","slug":"custos-quid-de-nocte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/01\/custos-quid-de-nocte\/","title":{"rendered":"Custos, quid de nocte?"},"content":{"rendered":"<p><em>Sentinella, quanto resta della notte?<\/em>, oppure: <em>a che punto \u00e8 la notte?<\/em>, chiede il profeta Isaia (21,11); e la risposta \u00e8: <em>Viene la mattina, e viene anche la notte; se volete domandare, domandate pure: convertitevi, venite!<\/em><\/p>\n<p>Quella che noi stiamo vivendo in questo momento storico \u00e8 la notte: una notte buia e senza stelle; una notte popolata da ombre inquietanti, da passi minacciosi, da improvvisi lampi di luce che non si capisce da dove provengano e se siano recati da amici o da nemici, per portare l&#8217;attacco finale alla cittadella o per guidare i soccorsi salvifici. \u00c8 la notte dell&#8217;intelligenza; \u00e8 la notte della socialit\u00e0; \u00e8 la notte dell&#8217;anima. Di colpo tutto ci\u00f2 che credevamo saldo e certo si \u00e8 sfarinanto sotto i nostri occhi; le basi stesse della societ\u00e0 in cui viviamo, le cose fondamentali nelle quali crediamo, i concetti determinanti del bene e del male, del vero e del falso, del giusto e dell&#8217;ingiusto, hanno perso consistenza, sono divenuti elastici, estensibili, retrattili, e alla fine sono pressoch\u00e9 scomparsi, lasciandoci alle prese con un mondo disumano fatto di nuda prassi, una prassi determinata da meccanismi e progettualit\u00e0 che poco hanno di umano e sembrano piuttosto scaturiti dall&#8217;intelligenza artificiale di un calcolatore elettronico globale.<\/p>\n<p>In un certo senso, questa notte improvvisa, innaturale, popolata da brutti sogni e cattivi presagi, che ha in s\u00e9 qualcosa di spaventoso, ma anche, misteriosamente, il presentimento indistinto d&#8217;una possibile rinascita, \u00e8 venuta per riscuoterci da sogni ancor pi\u00f9 tetri, da dimenticanze ancor pi\u00f9 dannose per l&#8217;integrit\u00e0 del nostro essere. Se ora non fossimo qui a domandarci a che punto \u00e8 la notte, saremmo certamente perduti; invece ce lo stiamo domandando, e chi si fa questa domanda si \u00e8 svegliato, sta all&#8217;erta, non si lascia pi\u00f9 sorprendere. Il nostro sonno \u00e8 durato anche troppo; ora \u00e8 sopraggiunto il tempo della veglia, e anche se sentiamo che sar\u00e0 una veglia spossante e difficile, pure sentiamo che in questa veglia si concentrano le nostre residue possibilit\u00e0 di salvezza. E dunque che sia benedetta la notte, con le sue ombre inquietanti e i suoi passi misteriosi, perch\u00e9 se non fosse scesa su di noi in maniera cos\u00ec sconcertante, ora noi saremmo perduti: non ci faremmo domande, dormiremmo il sonno dei troiani nell&#8217;ultima notte della loro patria, mentre invece stiamo in guardia, silenziosi e attenti.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che questa \u00e8 anche, e forse prima di tutto, una notte dell&#8217;intelligenza. Una colossale menzogna \u00e8 stata fatta passare per verit\u00e0 sacrosanta e, a cascata, una quantit\u00e0 di menzogne minori, funzionali alla prima, sono state imposte come verit\u00e0 ugualmente evidenti e necessaire. Eppure il loro carattere posticcio e fraudolento \u00e8 talmente sfacciato che solo un vero e proprio offuscamento della ragione pu\u00f2 spiegare come la maggioranza della gene non se ne sia resa conto e non abbia reagito nella maniera giusta. <em>Chi non si vaccina muore o fa morire<\/em>, ha detto, davanti a decine di persone, il presidente del Consiglio Mario Draghi. Ma si tratta di un&#8217;affermazione ridicolmente falsa: chiunque avrebbe dovuto rilevarne il carattere di assoluta falsit\u00e0 e perci\u00f2 l&#8217;assoluta malafede con la quale \u00e8 stata pronunciata. Eppure nessuno ha reagito, nessuno ha protestato, nessuno ha fatto notare a quel signore imprestato alla politica, ma che della politica democratica non consoce neppure l&#8217;ABC e anzi lo disprezza profondamente, che i non vaccinati asintomatici non contagiano proprio nessuno e neppure muoiono, a meno che abbiano ottant&#8217;anni e soffrano di altre gravi patologie. Mentre \u00e8 vero il contrario: che i vaccinati possono sia contagiarsi che contagiare gli altri, e ci\u00f2 \u00e8 testimoniato da migliaia di ricoveri dai quali risulta che si tratta, per la maggioranza, di persone che si erano gi\u00e0 sottoposte ad una, due o anche tre dosi di (pseudo) vaccino. E dunque se l&#8217;intelligenza non serve a distinguere di primo acchito una grossolana falsit\u00e0 da una cosa vera, a che cosa serve? Facile la risposta: a lasciare intatto l&#8217;ordine di cose esistente. E a non chiedersi perch\u00e9 gente come costui menta in maniera cos\u00ec sfrontata: forse perch\u00e9 il loro scopo non \u00e8 informare correttamente i cittadini, ma terrorizzarli, seguendo un&#8217;agenda scritta da qualcun altro.<\/p>\n<p>Ora, per ritrovare il bene dell&#8217;intelligenza, c&#8217;\u00e8 una sola via da seguire: tornare a farne uso, riscoprire il gusto e il dovere del ragionamento chiaro e rigoroso, che non si lascia fuorviare da fattori irrazionali, come l&#8217;emotivit\u00e0 stimolata dalla paura. Su questo terreno ci piace riandare con la memoria alla luminosa figura di un grande pensatore italiano che recentemente ci ha lasciati per tornare alla casa del Padre, monsignor Antonio Livi, il quale aveva conservato, nel marasma intellettuale di questa pazza modernit\u00e0, la capacit\u00f2 di filosofare in maniera chiara, consequenziale, rigorosa e al tempo stesso cos\u00ec semplice, da poter essere inteso da tutti. Facciamoci dunque guidare da alcune riflessioni contenute nel suo bellissimo corso di filosofia per le scuole superiori <em>La Filosofia e la sua storia<\/em> (Societ\u00e0 Editrice Dante Alighieri, 1996, vol. 1, pp. 3, 4, 5, 7):<\/p>\n<p><em>Possiamo concludere che la filosofia \u00e8 la tensione naturale, perenne e progressiva dello spirito umano verso il pieno possesso di una verit\u00e0 assoluta, considerata e anelata come causa e luce di tutte e verit\u00e0 parziali, come fonte di tutti i valori e quindi della piena felicit\u00e0 cui la natura umana tende. Tale \u00e8 la visione filosofica: possesso delle cause, coscienza della causa prima, sguardo d&#8217;insieme che collega tutte le parti e le feconda, riverberandole della luce della mente. Ecco perch\u00e9 un&#8217;ansia tormentosa diventa compagna inseparabile del filosofo; un dissidio stridente lo strugge perch\u00e9 tropo spesso si vede incompreso e deriso. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 possibile la filosofia come &quot;scienza&quot;? Occorre innanzitutto rifarsi alla nozione classica di scienza, e poi va detto che la filosofia come scienza \u00e8 possibile perch\u00e9 IL SUO OGGETTO SPECIFICO, irriducibile l&#8217;oggetto delle scienze PARTICOLARI (della natura o dello &quot;spirito&quot; o del&#8217;uomo o della societ\u00e0), ESISTE: \u00e8 la totalit\u00e0 dell&#8217;esperienza, ossia l&#8217;esperienza umana come totalit\u00e0 previa a ogni riduzione e considerazione settoriale, cos\u00ec come \u00e8 universalmente vissuta da ogni uomo, indipendentemente dalle sue scelte culturali e dai suoi interessi specifici; \u00e8, insomma il senso comune, nella sua caratterizzazione di sistema organico e genetico di certezze che riguardano tutto l&#8217;uomo e che ogni uomo possiede. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La metafisica \u00e8 dunque la scienza del &quot;mondo&quot;, ossia la scienza del reale in tutta la sua universalit\u00e0. Dalla prima certezza del &quot;sensus communis&quot; scaturisce la necessit\u00e0 di una &quot;scientia communis&quot;, non potendole scientiae particulares&quot; rispondere alle esigenze di razionalit\u00e0, alla problematicit\u00e0 che la nozione di universo comporta.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutte le nozioni del senso comune, organicamente strutturate, derivano geneticamente dalla nozione di &quot;mondo&quot; come totalit\u00e0 ordinata di cose, cio\u00e8 enti finiti e contingenti: alla coscienza di s\u00e9, alla certezza della propria natura personale e libera e alla conoscenza di Dio come prima causa e ultimo fine si giunge a partire dalle cose del mondo viste nella loro universalit\u00e0, nel loro insieme DI SENSO. Se il mondo fosse conoscibile attraverso l&#8217;accumulo delle conoscenze particolari o di settore, la metafisica non sarebbe necessaria: non ci sarebbe un oggetto SPECIFICO a esigerla dal punto di vista epistemico (le scienze, infatti, sono specificate dall&#8217;oggetto); e invece il mondo non conoscibile se non attraverso L&#8217;UNIVERSALE, che \u00e8 il senso di tutte le cose particolari: il senso della loro diversit\u00e0 e anche della loro connessione e universalit\u00e0 (derivazione dall&#8217;Uno e finalizzazione all&#8217;Uno, come ben vide Aristotele (cfr Metafisica, I, 2). (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>In questo senso ha ragione Prini nel dire \u00abNon c&#8217;\u00e8 atteggiamento filosofico autentico che non si ponga, infine, davanti all&#8217;alternativa tra la speranza e la disperazione. Ma da dove potr\u00e0 venire la risposta? Su quale fondamento potr\u00e0 essere operata la pi\u00f9 impegnativa delle nostre scelte? Se il sapere assoluto \u00e8 la manifestazione totale del mondo, esso non potr\u00e0 realizzarsi se non &quot;alla fine dei tempi&quot;, quando sar\u00f2 inutile, ormai, e ceder\u00e0 il posto o alle ombre del nulla o all&#8217;amore di Dio. La domanda escatologica &#8212; fuori della quale, evidentemente, non pu\u00f2 porsi nessun modo profondo di orientare la nostra avventura nel mondo &#8212; non ha senso se la risposta che essa attende non \u00e8, in qualche maniera, anticipatrice e profetica. La filosofia, proprio per il suo statuto epistemologico, si apre dunque a una verit\u00e0 che la oltrepassa: alla profezia, che \u00e8 quanto dire alla rivelazione di Dio nel mondo, all&#8217;esperienza del Sacro\u00bb. Qui sta la necessit\u00e0, oltre che la possibilit\u00e0, di una scienza dell&#8217;intero, che \u00e8 SCIENTIA SALUTIS, sapere, sapere di salvezza: non perch\u00e9 la filosofia possa mai essere UN SAPERE CHE SALVA, ma perch\u00e9 \u00e8 SAPERE CHE CERCA LA SALVEZZA.<\/em><\/p>\n<p>Non sapremmo dare definizione pi\u00f9 bella di questa della ricerca del vero: sapere della salvezza; non perch\u00e9 la filosofia porti in s\u00e9 la salvezza, ma perch\u00e9 \u00e8 cosciente del proprio limite e cerca essa stessa la salvezza in qualcosa che \u00e8 al di sopra di lei. In altre parole: cercare la verit\u00e0 \u00e8 il fine naturale dell&#8217;uomo, poich\u00e9 quest&#8217;ultima coincide con la felicit\u00e0: l&#8217;uomo \u00e8 felice quando trova il vero, quando d\u00e0 alla propria esistenza l&#8217;impronta del vero. Lo strumento per effettuare tale ricerca \u00e8 la filosofia, che si basa sul retto uso della ragione naturale, adoperata non in una specie di vuoto cosmico, ma in accordo con il senso comune, ossia con quelle certezze fondamentali e universali sulle quali si basa ogni ulteriore conoscere: la certezza della propria coscienza, quella di Dio come causa prima di tutte le cose, l&#8217;esistenza degli altri io simili a me, ecc. Tali certezze non sono slegate e occasionali, ma sono tenute insieme in una rete organica e formano un tutt&#8217;uno con l&#8217;atto stesso di porsi in atteggiamento di domanda di fronte al mondo. Le singole scienze non possono rispondere se non in maniera settoriale e limitata alle grandi domande dell&#8217;uomo; la sola scienza, nel senso classico della parola, che pu\u00f2 rispondere a tutto l&#8217;insieme di tali domande, cogliendo l&#8217;unit\u00e0 e l&#8217;universalit\u00e0 della condizione umana e del suo stesso interrogarsi \u00e8 la filosofia e pi\u00f9 specificamente la metafisica; conoscenza del tutto a partire delle sue cause. \u00c8 evidente che la cosiddetta filosofia moderna, abolendo di fatto la metafisica, o trasformandola in qualcosa di puramente soggettivo, in una creazione pi\u00f9 o meno fumosa e decisamente irrealistica dell&#8217;io (come nell&#8217;hegelismo), ha inferto un colo mortale al fine naturale dell&#8217;uomo, la felicit\u00e0 attraverso la ricerca e il conseguimento della verit\u00e0. Dichiarando la verit\u00e0 o irraggiungibile o coincidente con la mia personale visione del mondo (soggettivismo e relativismo), la filosofia moderna ha condannato l&#8217;uomo a uno stato di perenne infelicit\u00e0, angoscia e disperazione. \u00c8 evidente, infatti, che se l&#8217;uomo non pu\u00f2 giungere al proprio fine naturale, se gli viene inibito perfino il naturale protendersi verso di esso, in nome di una razionalit\u00e0 deviata che di fatto lo incatena agli ondeggiamento e ai parossismi inconcludenti dell&#8217;io chiuso in se stesso e prigioniero di se stesso, si ammala di disperazione finisce per impazzire. La societ\u00e0 moderna \u00e8 stata costruita, pezzo per pezzo, sulla base di una lucida e disperata pazzia che ha portato l&#8217;uomo a scartare tutto ci\u00f2 che in lui avrebbe potuto guidarlo verso la verit\u00e0 e la salvezza, ed a murarsi vivo in una carcere tenebroso popolato di vani fantasmi, che per\u00f2 la sua presunzione e il suo orgoglio l&#8217;hanno indotto a rivestire di magnifici addobbi e a proclamare la citt\u00e0 dell&#8217;Uomo realizzato, libero e autosufficiente.<\/p>\n<p>Ecco: \u00e8 questo il punto della notte in cui ci troviamo. \u00c8 la notte dell&#8217;intelligenza, l&#8217;oscuramento del nostro senso comune: sono questi i fattori che ci hanno resi cos\u00ec fragili inermi di fonte al gigantesco inganno della falsa pandemia, finalizzata all&#8217;instaurazione di un disumano Nuovo Ordine Mondiale, nel quale il bene diventer\u00e0 male e il male, bene; il giusto diverr\u00e0 ingiusto, e l&#8217;ingiusto, giusto; il vero sar\u00e0 chiamato falso e il falso, vero. Perci\u00f2 dobbiamo ripartire da qui; dobbiamo riappropriarci del senso comune e della retta facolt\u00e0 di ragionare. La sana ragione naturale conduce necessariamente ad un punto in cui bisogna andare oltre di essa (non contro di essa), perch\u00e9 la domanda ultima sul senso del mondo, che \u00e8 l&#8217;oggetto della filosofia, eccede le sue possibilit\u00e0 e rinvia a una dimensione superiore, che \u00e8 la sfera del divino. La cultura illuminista, gonfia di orgoglio antropocentrico, ha sempre presentato questo passaggio come un arretramento e una resa ad antiche superstizioni; mentre la verit\u00e0 \u00e8 che si tratta del coronamento finale di un movimento del tutto naturale, dalla ragione naturale alla rivelazione soprannaturale. La ragione ci \u00e8 data per attingere il vero, ma essa, da sola, non lo pu\u00f2 fare, perch\u00e9 si muove pur sempre entro i limiti del finito; in compenso ci pu\u00f2 condurre fino alle soglie dell&#8217;ultimo perch\u00e9, non in maniera disordinata ed emotiva ma attraverso una serie di passaggi perfettamente logici: quelli illustrati da san Tommaso d&#8217;Aquino. La vera ragione naturale, quella di Aristotele e della logica greca, conduce in maniera del tutto spontanea a Dio, causa prima e fine ultimo di tutto ci\u00f2 che esiste, creatore e signore di tutte le cose. Questo dice la sana ragione naturale, supportata dal senso comune: dobbiamo tornare ad essa e liberarci una volta per sempre dal ciarpame illuminista e neoilluminista, che offusca i nostri ragionamenti e ci nasconde il sole della verit\u00e0 che brilla alto nel cielo, facendoci credere che sia sempre notte. Ma \u00e8 notte per colui che dorme; per chi \u00e8 desto, il nuovo giorno \u00e8 sorto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sentinella, quanto resta della notte?, oppure: a che punto \u00e8 la notte?, chiede il profeta Isaia (21,11); e la risposta \u00e8: Viene la mattina, e viene<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[92],"class_list":["post-24383","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gnoseologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-gnoseologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24383"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24383\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30162"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}